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L’explicit di Alexander McQueen

La scomparsa improvvisa del famoso stilista inglese Alexander McQueen ha provocato enorme sgomento e profonda perplessità nei cuori di moltissime persone devote al suo geniale talento artistico riverberante i penetranti cambiamenti dello stile irradiati dai mutamenti ciclici della società. Il corpo privo di vita rinvenuto nella mattinata di ieri nella sua lussuosa dimora di Green Street, nel quartiere elegante del West End di Londra, lascia intensamente amareggiati i londinesi, estremamente orgogliosi del talentoso emblema vivente rappresentato dalla sua figura artistica, e il mondo intero, meravigliosamente affascinato dalla sua velata presenza imponente, spesso dissociata in una timidezza celata da un’avventata semplicità, dissimulata dalla fervida ricercatezza delle sue creazioni eccentriche e trasgressive. Secondo le fonti rilasciate dal tabloid The Sun, sembra che l’arrivo dell’autoambulanza con i servizi di soccorso, giunti in casa del noto designer  verso le dieci, non siano stati di grande aiuto dato che egli era già morto. Si suppone che il celebre creatore di moda si sia suicidato mediante impiccagione, un auto-esecuzione capitale confermata dalla polizia britannica che ha dichiarato la sua morte come non sospetta, anche se per il responso dell’autopsia della salma si dovrà attendere alcune settimane, in quanto l’Ufficio del Coroner incaricato dalla Procura di Londra desidera studiare attentamente il caso. Dopo i primi accertamenti e le amare confessioni dei familiari e delle persone più vicine alla celebrità appena scomparsa, nonché dai messaggi riportati dal medesimo nel suo profilo personale all’interno del social network Twitter, ora chiuso in commemorazione per la sua dipartita, si evince un profilo psicologico tremolante causato da un crescente stato depressivo, quasi sicuramente accentuato dall’improvvisa scomparsa della madre Joyce, deceduta soltanto dieci giorni fa, e per la quale il giovane quarantenne Alexander McQueen nutriva una profonda devozione, spinta dall’affetto irrefrenabile di un figlio verso la madre, sentita come reale fonte di ispirazione. Già provato profondamente dalla morte suicida di circa tre anni fa della sua casa amica e mentore Isabella Blow, nonostante i clamori di una vita enfatizzata dall’enorme successo, in questi giorni la depressione si sarebbe acutizzata esasperando il suo stato d’animo fino alla quasi totale devastazione interiore, probabilmente altresì causa determinante sfociata nel gesto di rabbia dirompente manifestato contro se stesso e provocante il suo istantaneo decesso.

L’autoambulanza privata ha lasciato il luogo dell’abitazione con il cadavere alle quattro del pomeriggio. La famiglia distrutta da questo tragico evento disarmante ha chiesto il silenzio stampa per il caro parente prematuramente scomparso in circostanze terribilmente dolorose. Nella giornata di oggi lo store McQueen dislocato nel centro della metropoli è rimasto chiuso, adornato di candide rose e gigli sontuosi in memoria del defunto designer.

Cito una frase scritta di suo pugno lo scorso primo febbraio: “Dal paradiso all’inferno e tornando nuovamente indietro la vita è una cosa divertente. La bellezza può venire dai luoghi più disparati e persino dai posti più disgustosi”.

a cura di Marius Creati

 

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