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Budapest, gioiello brillante del Danubio

Atmosfera internazionale a Budapest dal 18 marzo al 3 aprile per il Festival di Primavera: in questi giorni si susseguiranno nella capitale ungherese interessanti esibizioni di personaggi determinanti per la vita artistica del mondo.
Durante il Festival piazza Vörösmarty ospiterà una mostra mercato dell’artigianato, degustazioni gastronomiche della cucina tradizionale e un serie di programmi all’aperto.
Il Festival sarà solo il punto di partenza per la scoperta di questa città ricca di musei, gallerie e attrattive turistiche.
La Casa del Terrore (Terror Háza), il Museo di Belle Arti (Szépművészeti Múzeum), la Galleria Nazionale Ungherese (Magyar Nemzeti Galéria), il Museo Nazionale Ungherese (Magyar Nemzeti Múzeum), il Museo di arte contemporanea Ludwig (Ludwig Múzeum) sono solo alcune delle tappe classiche della scoperta di Budapest.
Con la guida Lonely Planet di Budapest sarà possibile scoprire i must della capitale ungherese e alternare passeggiate a shopping, musei a gallerie, architettura art nouveau a rilassanti pause termali.
Albergo di lusso a un costo contenuto? Con l’offerta “Winter Invitation”, Kempinski Corvinus propone tre notti al prezzo di due.
Per chi ama, invece, vivere la città da perfetto cittadino, 7 Seasons Apartments sarà la soluzione ideale per sentirsi a Budapest come a casa.
I luoghi cool non mancano in questa città dei mille volti: il Leroy Café propone piatti europei curati, il ristorante Menza regala pause piacevoli in un ambiente dal gusto retrò, il New York Café, cuore del New York Palace del Boscolo Group, considerato in passato “il caffé più bello del mondo” é un luogo suggestivo e pieno di storia.
Per una sosta benessere da non perdere il Bagno Termale Gellert, per uno shopping dai mille volti vale una visita la galleria Magma, per un’esperienza più tradizionale via Váci propone una vasta offerta di prodotti di lusso di marche internazionali.
Il Mercato Centrale é un ottimo posto per gustare alcune prelibatezze della cucina ungherese, come salsicce e “pálinka”.
Budapest, con il suo cuore pulsante, sarà una bella scoperta.
Con Wizz Air é possibile raggiungere la capitale ungherese a tariffe vantaggiose.
7 SEASONS APARTMENTS: http://www.7seasonsapartments.com
NEW YORK CAFÉ’: http://www.boscolohotels.com
BAGNO TERMALE GELLER: http://www.gellertbath.com
Barbara Micheletto Spadini

 

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Giappone, l’arte di rimanere flemmatici

In questo articolo riflessivo vorrei parlare del più grande problema dell’uomo: la paura. Questo terremoto avvenuto in Giappone ci ha scosso molto di più rispetto ai terremoti a Sumatra nel 2004 e ad Haiti nel 2010 (e tutti gli altri tanti terremoti avvenuti in questi anni). Questo perchè la cultura giapponese è molto più vicina a noi, inoltre è stato un terremoto avvenuto anche in città affollate come Tokyo, senza poi dimenticare l’incubo nucleare che non ha fatto altro che aumentare le preoccupazioni. Da tutto questo è emerso un problema che i Giapponesi hanno dimostrato di saper affrontare: mantenere la calma.

Una curiosa statistica

Una piccola ma banale statistica può farci dedurre molto cose. Il 10° articolo più visto su Skimbu in questa settimana pubblicato mesi fà (precisamente il 31 ottobre 2010) riguardante la fine del mondo 2013, essendo ormai vecchio, riceveva poche visite ma dopo il terremoto in Giappone le visite a quell’articolo sono aumentate notevolmente. Questo significa che la gente, presa dalla paura e dalla preoccupazione ha cercato su Google “la fine del mondo”. Questo credo sia l’ennesima prova di come la popolazione italiana (e quella europea) sia stata presa dalla paura di un fatto avvenuto altrove, e dalla paura che il terremoto sia collegato anche alla fine del mondo.

Mantenere la calma

Come è stato detto in televisione e nei giornali, ciò che ha sorpreso dei giapponesi è stato il modo in cui hanno affrontato la situazione. Il giorno dopo il terremoto infatti sembra che la vita sia tornata alla normalità, la borsa ha riaperto e la gente non ha dormito per strada (cosa che accade di solito dopo un forte terremoto, così come è accaduto in Abruzzo). Hanno mantenuto la calma ed affrontato la situazione nel miglior modo possibile. Sembra a momenti che si siano preoccupati di più gli Europei. D’altronde, se fosse capitato qualcosa di simile in Europa (o più precisamente in Italia) non avremmo gestito la situazione ugualmente. Ma perchè sono riusciti a stare calmi e a non generare il caos? Io penso per svariati motivi..

In Giappone sono ben abituati ai terremoti, e il Giappone si può considerare il paese più avanzato nell’edilizia anti-sismica. Come è stato detto dal CT della nazionale di calcio Giapponese Zaccheroni durante il terremoto la casa sembrava di gomma. Proprio per questo i danni agli edifici sono stati minimi, perchè tutti gli edifici giapponesi sono costruiti con materiali e tecniche che rendono la costruzione elastica, proprio come se fosse di gomma. Tecniche di costruzione che io dubito (e si è visto ad Aquila) abbiamo in Italia. I giapponesi sono consapevoli di tutto questo, sapevano e sanno bene che le loro case sono sicure, per questo sono tornati subito a casa dopo il terremoto e non hanno avuto paura nemmeno delle scosse di assestamento. L’insicurezza è la maggior causa della paura.
In Giappone hanno tantissime prevenzioni per i terremoti. Ad esempio in certe città i bambini vanno a scuola sempre con l’elmetto di protezione.  Inoltre vengono spesso organizzate esercitazioni anti-sismiche (nelle scuole, nel lavoro, dappertutto!).
Un terremoto in Giappone è un po’ come un rito, come scrive Gerevini del Corriere, quando avviene un terremoto i Giapponesi sanno esattamente cosa fare, come se fosse una routine. Dopo il terremoto hanno un punto preciso da raggiungere, con zainetto e elmetto indossati.
Un’altro fattore che conta è la cultura generale Giapponese, e riguardo questo vorrei riportare le esatte parole sempre dell’articolo sul Corriere della Sera:

Come è stato detto in televisione e nei giornali, ciò che ha sorpreso dei giapponesi è stato il modo in cui hanno affrontato la situazione. Il giorno dopo il terremoto infatti sembra che la vita sia tornata alla normalità, la borsa ha riaperto e la gente non ha dormito per strada (cosa che accade di solito dopo un forte terremoto, così come è accaduto in Abruzzo). Hanno mantenuto la calma ed affrontato la situazione nel miglior modo possibile. Sembra a momenti che si siano preoccupati di più gli Europei. D’altronde, se fosse capitato qualcosa di simile in Europa (o più precisamente in Italia) non avremmo gestito la situazione ugualmente. Ma perchè sono riusciti a stare calmi e a non generare il caos? Io penso per svariati motivi..In Giappone sono ben abituati ai terremoti, e il Giappone si può considerare il paese più avanzato nell’edilizia anti-sismica. Come è stato detto dal CT della nazionale di calcio Giapponese Zaccheroni durante il terremoto la casa sembrava di gomma. Proprio per questo i danni agli edifici sono stati minimi, perchè tutti gli edifici giapponesi sono costruiti con materiali e tecniche che rendono la costruzione elastica, proprio come se fosse di gomma. Tecniche di costruzione che io dubito (e si è visto ad Aquila) abbiamo in Italia. I giapponesi sono consapevoli di tutto questo, sapevano e sanno bene che le loro case sono sicure, per questo sono tornati subito a casa dopo il terremoto e non hanno avuto paura nemmeno delle scosse di assestamento. L’insicurezza è la maggior causa della paura.In Giappone hanno tantissime prevenzioni per i terremoti. Ad esempio in certe città i bambini vanno a scuola sempre con l’elmetto di protezione.  Inoltre vengono spesso organizzate esercitazioni anti-sismiche (nelle scuole, nel lavoro, dappertutto!).Un terremoto in Giappone è un po’ come un rito, come scrive Gerevini del Corriere, quando avviene un terremoto i Giapponesi sanno esattamente cosa fare, come se fosse una routine. Dopo il terremoto hanno un punto preciso da raggiungere, con zainetto e elmetto indossati.Un’altro fattore che conta è la cultura generale Giapponese, e riguardo questo vorrei riportare le esatte parole sempre dell’articolo sul Corriere della Sera:

La preparazione psicologica, però, è quella che gioca il ruolo più importante, quella che forse caratterizza principalmente il popolo giapponese. Vivendo in questa parte del mondo, volenti o nolenti, ci si abitua presto a esorcizzare lo jishin (il grande terremoto) anche attraverso battute di spirito, un modo tutto sommato efficace per imparare a familiarizzare con il proprio destino, per diventare fatalisti.

L’autore dell’articolo apparso sul Corriere della Sera è Alessandro Gerevini, Professore italiano di letteratura Giapponese all’Università di Waseda, a Tokyo.

Conclusioni

Questo articolo prevalentemente riflessivo vuole contrapporre la calma e serenità dei Giapponesi contro la paura degli Europei, che tra l’altro non sono stati nemmeno colpiti da questo fatto in modo diretto. Il Giappone è cresciuto tantissimo ultimamente sul piano non solo economico ma anche culturale. Per questo dobbiamo imparare da loro, incominciando a migliorare il nostro sistema anti-sismico e imparando da loro ad affrontare i problemi.

Fonte: Skimbu

 

 

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Alexander, primo store nel cuore di Firenze

Alexander, la storica griffe di calzature fondata nel 1910, prosegue l’ ideale percorso di celebrazione del suo centenario inaugurando il primo monomarca italiano, nel cuore di Firenze, in via della Vigna Nuova.
Posizionato in una location prestigiosa e strategica, a due passi dal Lungarno Amerigo Vespucci e vicino al Duomo, il concept store – che ospita le Collezioni Uomo e Donna a partire dalla Primavera Estate 2011 – è caratterizzato da uno spazio contenuto e curato, una sintesi architettonica che rispecchia lo stile inconfondibile del brand.
“Con l’apertura del nostro primo store italiano, cui faranno seguito una serie di altre aperture in location di prestigio sul territorio nazionale, intendiamo sottolineare l’importanza del progetto retail Alexander – commenta Andrea Martini Antonini, amministratore delegato di 3 A Antonini a cui fa capo il brand. – Inoltre la scelta di una città come Firenze, in cui si vive sospesi tra la storia centenaria e il fascino della modernità, corrisponde perfettamente alla filosofia del brand”.

Fonte: Luuk Magazine

 

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Aesir e Yves Behar, cellulare prestigioso in oro

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Un prodotto tecnologico di alta esclusività firmato da due prestigiose aziende che hanno messo in campo tutta la loro esperienza e professionalità.
Stiamo parlando del nuovo “Yvesbèhar Phone”, un prezioso cellulare nato dalla collaborazione tra Aesir, azienda che ha come obbiettivo quello di creare dispositivi portatili di lusso, e Yvesh Behar, designer di fama mondiale fondatore dello studio Fuseproject.
Il frutto della collaborazione, ovvero l’Yvesbèhar Phone, è stato davvero soddisfacente per ciò che concerne la linea. Il dispositivo, infatti, è caratterizzato da uno stile a dir poco esclusivo, con linee squadrate ma allo stesso tempo armoniose ed al passo con i tempi.
Le caratteristiche, però, rispetto ad altri dispositivi della stessa categoria, sono poco soddisfacenti; Yvesbèhar Phone monta un display da 2 pollici TFT a colori, ha il bluetooth ed alcune utili applicazioni, insieme alla vasta scelta di suonerie composte dal celebre maestro danese Chris Minh Doky. Il cellulare supporta la rete GSM quadriband.
Ciò che stupisce di questo esclusivo dispositivo, oltre allo stile ovviamente, sono i materiali da cui è composto. Lo stesso, infatti, è disponibile in due varianti: quella in acciaio inox, venduta ad un prezzo di 10.095 dollari, e quella in oro giallo 18 a carati, venduta per ben 58.435 dollari.
Per altre informazioni basta visitare il sito aesir-copenhagen.com

Fonte: GoLook.it

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Terme Manzi Hotel & Spa, lusso ad Ischia

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Il meraviglioso complesso ricettivo Terme Manzi Hotel & Spa sorge nell’incantevole quadro di Casamicciola, sull’isola di Ischia.
Le sue architetture, dotate di grande fascino, fanno rispecchiare l’eccelsa qualità delle sue 5 stelle, che racchiude in se un’armoniosa combinazione tra comfort e lusso.
Ogni spazio è caratterizzato da una propria magica atmosfera, dove prevale la raffinatezza e la cura nei dettagli, che negli ambienti del Terme Manzi Hotel & Spa diventa un vero e proprio aspetto capace di gratificare l’esperienza degli ospiti.
Le camere sono tutte composte da arredamenti di grande pregio, proponendo degli ampi spazi in stile a dir poco “principesco”. Ciò che permette di godere del massimo dello sfarzo, però, è la prestigiosa suite Garibaldi, che attualmente rappresenta la punta di diamante del complesso.
All’interno del Terme Manzi Hotel & Spa, attraverso un comodo ascensore, si può raggiungere la grande e curata Spa con piscina termale, solarium ed un grande Bar-Ristorante capace di deliziare anche i palati più esigenti.
Per altre informazioni basta visitare il sito termemanzihotel.com

Fonte: GoLook.it

 

Judith Ripka, sfavillante anello Round in pietra d’onice

Una sfavillante creazione di alta gioielleria pronta a conquistare il pubblico più esigente con la sua spiccata esclusività: stiamo parlando dell’anello Round di Judith Ripka.
L’anello in questione è formato principalmente da una base in oro giallo 18 carati, caratterizzata da una particolare lavorazione a righe, che si alterna parallelamente in maniera verticale/orizzontale, racchiudendo in superficie una grande pietra d’onice.
Ciò che dona una spiccata brillantezza all’anello, però, è il pavè di diamanti, da 0,21 carati, che costituisce il contorno della pietra d’onice.
L’anello in questione, appartenente alla linea “Eclipse” della “18K Couture Collection”, ha come referenza FTR585Y-DIBO.
Il prezzo è di 3.900 dollari.
Per altre informazioni basta visitare il sito judithripka.com

Fonte: GoLook.it

 

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Haute Couture, double dream con i capolavori dell’arte sartoriale

Dall’Haute Couture i segnali sono bipolari: capolavori delicati come cristalli o tagli decisi, ispirati all’arte.
Chanel ci propone leggings preziosi e calzature ultrapiatte, tutto applicato a toni peau d’ange, paillettes e cristalli, ricami e tulle.
I basici del guardaroba giovane come jeans e T-shirt vengono selezionati da Karl Lagerfeld in chiave couture.
Fuseaux di denim arricchiti da cinque bottoni-gioiello alla caviglia, colli ad anello, twin-set scintillanti, gonne in tulle e balze frou frou sotto casacchine intarsiate.
Givenchy presenta gli abiti sotto forma di capolavoro d’arte.
Si ispira a capolavori del ballerino-guru giapponese Kazuo Ohno e ai robot stile Mazinga.
Abiti caratterizzati da intarsi e ricami sembrano delicati origami e brillano di colori fluo sul retro.
Domina il motivo della gru, simbolo di prosperità nella cultura nipponica.
Valentino con il suo romanticismo, la sua leggiadria, la sua poesia e leggerezza crea abiti dai volumi leggeri come zucchero filato, sostenuti da elaborati giochi di pieghe, pizzi e volant. Trionfa il buon gusto senza esibizione del corpo.
Armani Privè arricchisce il guardaroba di tessuti fluidi, metallizzati e molto avanguardisti.
Gonne a cratere, silhouette asciutte e affusolate, gambe coperte da leggings che sembrano una seconda pelle.
Armani cerca la luce e i tagli delle pietre preziose e copre il volto delle modelle con cappelli a eclisse.
Dior gioca su tulle dégradé e organza doppiata con faille di seta per un effetto chiaroscuro.
Vita stretta, piume di struzzo e gonne a pannelli. La donna dior è molto sofisticata.
Jean Paul Gaultier dona accenti di trasgressione punk tra corsetti, redingote, piume e creste da Sex Pistols.
L’Haute Couture conquista anche gli accessori: limited edition di scarpe fetish e pochette ispirate a Mondrian in versione rock.
Arianna Bonardi

 

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The Queen, nuova boutique royale a Brescia

The Queen, la regina. Questo il nome della nuova boutique di moda di oltre 150 metri quadrati che è stato inaugurata da pochi giorni in via San Martino della Battaglia, a Brescia.
Il nuovo store, situato nel cuore della città, è stato concepito in stile “minimal” con pareti grigio perla, grandi specchi, archi che ingentiliscono lo spazio e soffitto a volte.
Luci calde illuminano i capi scelti tra le collezioni dei più importanti stilisti italiani e internazionali emergenti sia donna che uomo, da Gabriele Colangelo, a Giuseppe Zanotti per Balmain, ma anche Wunderkind, Neil Barrett e Giles da mixare con brand del panorama mondiale come Hussein Chalayan, Giuliano Fujiwara, Lost and Found, Co-te, Mina J. Lee, Brandmaier, Raphael Young, A1923 Augusta e molti altri.
A scegliere gli abiti Michelle Mladenovsk, trentottenne libanese di nascita e veronese d’adozione, da sempre appassionata di moda e lusso.
Il suo carattere energico e grintoso la porta a viaggiare nelle più importanti capitali europee.
Le sue mete preferite sono le città d’arte dove visita i negozi più importanti e lussuosi di tutto il mondo.
Da questa passione è nata nel 2010 la splendida boutique vintage Retrouvè dove si possono trovare pezzi di Chanel, Hermes e Louis Vuitton, oltre a gioielli introvabili.
Luca Micheletto

Fonte: Luuk Magazine

 

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Seduzioni Diamonds di Valeria Marini per i 150 anni d’Italia

Celebra i 150 Anni dell’Unità D’Italia , l’esclusivo modello SEDUZIONI DIAMONDS pensato da Valeria Marini per l’anniversario del 17 Marzo. In total white ma arricchito da cristalli-dettaglio tricolore, l’attrice e stilista lo dedica a tutte le donne italiane femminili e seducenti.

Fonte: BlogModa

 

Telefoni satellitari, per telefonare ovunque

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Pochi sanno cosa sia la telefonia satellitare (che Wikipedia spiega in modo breve ma efficace), eppure grazie ad essa è possibile telefonare ovunque da qualsiasi luogo del mondo, che siate in Antartide o nel deserto. La telefonia satellitare infatti sfrutta degli appositi satelliti per le telecomunicazioni che coprono una precisa area geografica, in questo modo è possibile connetterti alla rete telefonica da tutti quei luoghi coperti da un satellite (quindi in tutto il mondo)…

Scopriamo meglio la telefonia satellitare

Innanzitutto una grande premessa, 3 sono i principali operatori mondiali di telefonia satellitare, sono  solo tre in quanto ciascuno di essi ha dei satelliti che orbitano attorno alla terra, e il costo di ciascun satellite è chiaramente un grandissimo investimento. I tre operatori sono:
  • Inmarsat (Wikipedia) : comprende 10 satelliti che aumenteranno nel 2014 quando saranno lanciati dei nuovi satelliti che garantiranno copertura in tutto il mondo (escluse le zone polari) e consentiranno di navigare in internet con una velocità di 50 mbps.
  • Iridium (Wikipedia) : Indubbiamente la migliore, possiede un totale di 77 satelliti, nel 2015 è previsto il lancio di nuovi satelliti che garantiranno la banda larga per tutti i terminali Iridium. Il 33% di Iridium è di proprietà di Finmeccanica (una nota società italiana).
  • Thuraya (Wikipedia): è la meno importante, i suoi satelliti coprono il 44% del globo terrestre.
Ognuno di questi operatori possiede la propria linea di prodotti, che andremo ad analizzare brevemente.

Inmarsat

Inmarsat ha finora lanciato un solo cellulare, chiamato IsatPhone Pro. Le principali caratteristiche sono:

  • Telefonia satellitare
  • SMS
  • GPS
  • Fino a 8 ore di conversazione
  • Funziona da -20° C a 55° C, resistente alle cadute e all’umidità
  • Il design è ottimo in quanto lo schermo ha un elevata visibilità, i tasti sono grandi ed utilizzabili anche con i guanti.

Iridium

Iridium è il miglior operatore satellitare anche perché offre una ampia gamma di prodotti. Tre sono i cellulari offerti da Iridium. Il migliore (e più recente) è il 9555 Satellite Phone. Quando un’oggetto ha una precisa utilità il design non conta più nulla, infatti questo cellulare potrà sembrarvi anche uno dei primi cellulari Nokia, invece è il miglior cellulare satellitare, in quanto prende ovunque. L’unico difetto è che non ha il GPS ed altre funzionalità dei moderni cellulari (bluetooth…).

Thuraya

Anche Thuraya offre una vasta gamma di telefoni satellitari, il migliore è Thuraya XT, il telefono satellitare dal design più bello. Il display è ultra-nitido anche alla luce del sole, le funzionalità infinite: SMS, GPS, email, FAX, internet e tanto altro. Due i difetti principali:

  • Il design sarà pure il migliore ma i tasti sono troppo piccoli, specialmente per un cellulare che viene usato sempre in condizioni particolari
  • La copertura è abbastanza limitata, prende in tutto il mondo tranne che in Sudafrica, Stati Uniti, Siberia e zone polari.

I prezzi / Dove comprare

I prezzi variano a seconda di dove li acquistate, ma in quanto telefoni satellitari, il prezzo non scende mai sotto i 600€, anzi a volte tocca e supera i 1000€.

È difficile trovare un luogo dove è possibile comprare questi cellulari. Facendo una veloce ricerca su internet Nauticom è un sito francese (tradotto un po’ male in italiano) che sembra affidabile e dove è possibile trovare tutti i cellulari di Thuraya, Inmarsat e Iridium. Di solito i telefoni satellitari si trovano comunque nei negozi di nautica, negozi di elettronica o di telefonia (sul web ho scoperto che alcuni negozi Telecom vendono dei cellulari Thuraya). In ogni caso nei rispettivi siti degli operatori trovi i links per cercare luoghi dove acquistare i loro prodotti.

Fonte: Skimbu

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