Archive
Budapest, gioiello brillante del Danubio
Giappone, l’arte di rimanere flemmatici
In questo articolo riflessivo vorrei parlare del più grande problema dell’uomo: la paura. Questo terremoto avvenuto in Giappone ci ha scosso molto di più rispetto ai terremoti a Sumatra nel 2004 e ad Haiti nel 2010 (e tutti gli altri tanti terremoti avvenuti in questi anni). Questo perchè la cultura giapponese è molto più vicina a noi, inoltre è stato un terremoto avvenuto anche in città affollate come Tokyo, senza poi dimenticare l’incubo nucleare che non ha fatto altro che aumentare le preoccupazioni. Da tutto questo è emerso un problema che i Giapponesi hanno dimostrato di saper affrontare: mantenere la calma.
Una curiosa statistica
Una piccola ma banale statistica può farci dedurre molto cose. Il 10° articolo più visto su Skimbu in questa settimana pubblicato mesi fà (precisamente il 31 ottobre 2010) riguardante la fine del mondo 2013, essendo ormai vecchio, riceveva poche visite ma dopo il terremoto in Giappone le visite a quell’articolo sono aumentate notevolmente. Questo significa che la gente, presa dalla paura e dalla preoccupazione ha cercato su Google “la fine del mondo”. Questo credo sia l’ennesima prova di come la popolazione italiana (e quella europea) sia stata presa dalla paura di un fatto avvenuto altrove, e dalla paura che il terremoto sia collegato anche alla fine del mondo.
Mantenere la calma
Come è stato detto in televisione e nei giornali, ciò che ha sorpreso dei giapponesi è stato il modo in cui hanno affrontato la situazione. Il giorno dopo il terremoto infatti sembra che la vita sia tornata alla normalità, la borsa ha riaperto e la gente non ha dormito per strada (cosa che accade di solito dopo un forte terremoto, così come è accaduto in Abruzzo). Hanno mantenuto la calma ed affrontato la situazione nel miglior modo possibile. Sembra a momenti che si siano preoccupati di più gli Europei. D’altronde, se fosse capitato qualcosa di simile in Europa (o più precisamente in Italia) non avremmo gestito la situazione ugualmente. Ma perchè sono riusciti a stare calmi e a non generare il caos? Io penso per svariati motivi..
Come è stato detto in televisione e nei giornali, ciò che ha sorpreso dei giapponesi è stato il modo in cui hanno affrontato la situazione. Il giorno dopo il terremoto infatti sembra che la vita sia tornata alla normalità, la borsa ha riaperto e la gente non ha dormito per strada (cosa che accade di solito dopo un forte terremoto, così come è accaduto in Abruzzo). Hanno mantenuto la calma ed affrontato la situazione nel miglior modo possibile. Sembra a momenti che si siano preoccupati di più gli Europei. D’altronde, se fosse capitato qualcosa di simile in Europa (o più precisamente in Italia) non avremmo gestito la situazione ugualmente. Ma perchè sono riusciti a stare calmi e a non generare il caos? Io penso per svariati motivi..In Giappone sono ben abituati ai terremoti, e il Giappone si può considerare il paese più avanzato nell’edilizia anti-sismica. Come è stato detto dal CT della nazionale di calcio Giapponese Zaccheroni durante il terremoto la casa sembrava di gomma. Proprio per questo i danni agli edifici sono stati minimi, perchè tutti gli edifici giapponesi sono costruiti con materiali e tecniche che rendono la costruzione elastica, proprio come se fosse di gomma. Tecniche di costruzione che io dubito (e si è visto ad Aquila) abbiamo in Italia. I giapponesi sono consapevoli di tutto questo, sapevano e sanno bene che le loro case sono sicure, per questo sono tornati subito a casa dopo il terremoto e non hanno avuto paura nemmeno delle scosse di assestamento. L’insicurezza è la maggior causa della paura.In Giappone hanno tantissime prevenzioni per i terremoti. Ad esempio in certe città i bambini vanno a scuola sempre con l’elmetto di protezione. Inoltre vengono spesso organizzate esercitazioni anti-sismiche (nelle scuole, nel lavoro, dappertutto!).Un terremoto in Giappone è un po’ come un rito, come scrive Gerevini del Corriere, quando avviene un terremoto i Giapponesi sanno esattamente cosa fare, come se fosse una routine. Dopo il terremoto hanno un punto preciso da raggiungere, con zainetto e elmetto indossati.Un’altro fattore che conta è la cultura generale Giapponese, e riguardo questo vorrei riportare le esatte parole sempre dell’articolo sul Corriere della Sera:
La preparazione psicologica, però, è quella che gioca il ruolo più importante, quella che forse caratterizza principalmente il popolo giapponese. Vivendo in questa parte del mondo, volenti o nolenti, ci si abitua presto a esorcizzare lo jishin (il grande terremoto) anche attraverso battute di spirito, un modo tutto sommato efficace per imparare a familiarizzare con il proprio destino, per diventare fatalisti.
L’autore dell’articolo apparso sul Corriere della Sera è Alessandro Gerevini, Professore italiano di letteratura Giapponese all’Università di Waseda, a Tokyo.
Conclusioni
Questo articolo prevalentemente riflessivo vuole contrapporre la calma e serenità dei Giapponesi contro la paura degli Europei, che tra l’altro non sono stati nemmeno colpiti da questo fatto in modo diretto. Il Giappone è cresciuto tantissimo ultimamente sul piano non solo economico ma anche culturale. Per questo dobbiamo imparare da loro, incominciando a migliorare il nostro sistema anti-sismico e imparando da loro ad affrontare i problemi.
Fonte: Skimbu
Alexander, primo store nel cuore di Firenze
Fonte: Luuk Magazine
Aesir e Yves Behar, cellulare prestigioso in oro
Fonte: GoLook.it
Terme Manzi Hotel & Spa, lusso ad Ischia
Fonte: GoLook.it
Judith Ripka, sfavillante anello Round in pietra d’onice
Fonte: GoLook.it
Haute Couture, double dream con i capolavori dell’arte sartoriale
The Queen, nuova boutique royale a Brescia
Fonte: Luuk Magazine
Seduzioni Diamonds di Valeria Marini per i 150 anni d’Italia
Fonte: BlogModa
Telefoni satellitari, per telefonare ovunque
Pochi sanno cosa sia la telefonia satellitare (che Wikipedia spiega in modo breve ma efficace), eppure grazie ad essa è possibile telefonare ovunque da qualsiasi luogo del mondo, che siate in Antartide o nel deserto. La telefonia satellitare infatti sfrutta degli appositi satelliti per le telecomunicazioni che coprono una precisa area geografica, in questo modo è possibile connetterti alla rete telefonica da tutti quei luoghi coperti da un satellite (quindi in tutto il mondo)…
Scopriamo meglio la telefonia satellitare
- Inmarsat (Wikipedia) : comprende 10 satelliti che aumenteranno nel 2014 quando saranno lanciati dei nuovi satelliti che garantiranno copertura in tutto il mondo (escluse le zone polari) e consentiranno di navigare in internet con una velocità di 50 mbps.
- Iridium (Wikipedia) : Indubbiamente la migliore, possiede un totale di 77 satelliti, nel 2015 è previsto il lancio di nuovi satelliti che garantiranno la banda larga per tutti i terminali Iridium. Il 33% di Iridium è di proprietà di Finmeccanica (una nota società italiana).
- Thuraya (Wikipedia): è la meno importante, i suoi satelliti coprono il 44% del globo terrestre.
Inmarsat
Inmarsat ha finora lanciato un solo cellulare, chiamato IsatPhone Pro. Le principali caratteristiche sono:
- Telefonia satellitare
- SMS
- GPS
- Fino a 8 ore di conversazione
- Funziona da -20° C a 55° C, resistente alle cadute e all’umidità
- Il design è ottimo in quanto lo schermo ha un elevata visibilità, i tasti sono grandi ed utilizzabili anche con i guanti.
Iridium
Iridium è il miglior operatore satellitare anche perché offre una ampia gamma di prodotti. Tre sono i cellulari offerti da Iridium. Il migliore (e più recente) è il 9555 Satellite Phone. Quando un’oggetto ha una precisa utilità il design non conta più nulla, infatti questo cellulare potrà sembrarvi anche uno dei primi cellulari Nokia, invece è il miglior cellulare satellitare, in quanto prende ovunque. L’unico difetto è che non ha il GPS ed altre funzionalità dei moderni cellulari (bluetooth…).
Thuraya
Anche Thuraya offre una vasta gamma di telefoni satellitari, il migliore è Thuraya XT, il telefono satellitare dal design più bello. Il display è ultra-nitido anche alla luce del sole, le funzionalità infinite: SMS, GPS, email, FAX, internet e tanto altro. Due i difetti principali:
- Il design sarà pure il migliore ma i tasti sono troppo piccoli, specialmente per un cellulare che viene usato sempre in condizioni particolari
- La copertura è abbastanza limitata, prende in tutto il mondo tranne che in Sudafrica, Stati Uniti, Siberia e zone polari.
I prezzi / Dove comprare
I prezzi variano a seconda di dove li acquistate, ma in quanto telefoni satellitari, il prezzo non scende mai sotto i 600€, anzi a volte tocca e supera i 1000€.
È difficile trovare un luogo dove è possibile comprare questi cellulari. Facendo una veloce ricerca su internet Nauticom è un sito francese (tradotto un po’ male in italiano) che sembra affidabile e dove è possibile trovare tutti i cellulari di Thuraya, Inmarsat e Iridium. Di solito i telefoni satellitari si trovano comunque nei negozi di nautica, negozi di elettronica o di telefonia (sul web ho scoperto che alcuni negozi Telecom vendono dei cellulari Thuraya). In ogni caso nei rispettivi siti degli operatori trovi i links per cercare luoghi dove acquistare i loro prodotti.
Fonte: Skimbu


























