Ponte Casa d’Aste, asta primaverile di arte moderna e contemporanea

May 21, 2018 Leave a comment

Lucio Fontana concetto spaziale

Il Ponte Casa d’Aste è lieto di presentare l’asta primaverile di Arte Moderna e Contemporanea. Appuntamento imperdibile, l’asta offrirà una selezione ricca e diversificata di artisti italiani e internazionali, come Lucio Fontana, Fausto Melotti, Enrico Castellani, Alighiero Boetti, Gastone Novelli, Carol Rama, Vincenzo Agnetti, Mimmo Rotella, Gianfranco Baruchello, Agostino Bonalumi, Emilio Scanavino, Osvaldo Licini, Enrico Prampolini, Valerio Adami . Tra gli autori stranieri più importanti, si segnalano François Morellet, Roberto Matta, Joan Miró, Christo, Serge Poliakoff, Hans Hartung, Victor Brauner, Max Ernst, Tom Wesselman, Ed Ruscha, Victor Vasarely .

La sezione dedicata alla pittura del primo Novecento italiano sarà il cuore dell’asta, e vanterà capolavori dei più grandi esponenti.

Tra gli highlights, si evidenziano “Notturno n.2“, rarissimo lavoro di Osvaldo Licini del 1932, esposto alla prima mostra dell’artista nel 1935 alla Galleria Il Milione; “Natura morta con manichino“, opera di Fausto Pirandello di ispirazione metafisica, e ” Eva“, importante opera di Achille Funi realizzata nel 1919, pluriesposta e pubblicata.

A rappresentare la pittura futurista si trova invece il capolavoro inedito di Enrico PrampoliniSensazione cromatica di giardino” del 1914, dello stesso artista una grande tela del 1930 esposta alla XVII Biennale Internazionale d’ Arte di Venezia. E ancora 2 lavori su carta di Balla, una tela del 1915 di Baldessarri e uno storico Fillia del 1925.

Tra i capolavori della pittura informale italiana, il bellissimo “Terra verde” di Renato Birolli, opera della serie delle Cinque Terre eseguita nel 1957. Spicca, inoltre, su tutti, “Il Trionfo della Morte” di Emilio Scanavino, olio su tela di cm 200×300 eseguito nel 1961, opera dirompente, emozionante e museale.

Di Gastone Novelli due tele di cui una di grandi dimensioni pluriesposta in mostre private e museali.

Da segnalare in catalogo il nucleo di opere del Gruppo Forma 1, proveniente da una importante collezione romana, che include lavori storici di Giulio Turcato, Carla Accardi e Antonio Sanfilippo.

Come ad ogni appuntamento, la scultura è una presenza molto estesa in catalogo. Tra i molti capolavori, si segnalano “Spirale“, un ottone di Fausto Melotti alto cm 192, e un “Crocefisso” in ceramica policroma di Lucio Fontana, un ferro di Ettore Colla e un grande gesso di Mitoraj.

Peculiarità del catalogo primaverile sarà inoltre la presenza di artiste donne che hanno lavorato in Italia nel secondo Novecento, quali Carol Rama, Bice Lazzari, Irma Blank.

Infine, impossibile non menzionare la preziosa lamiera di Lucio Fontana, un “Concetto Spaziale” del 1959 con buchi, graffiti e smalto, due rari arazzi di Alighiero Boetti del 1979 e due storiche tele estroflesse: di Enrico CastellaniSuperficie bianca – 2 – II –” del 1977 e di Agostino Bonalumi Rosso” del 1961.

http://www.ponteonline.com

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Boring Company, primo tunnel sotterraneo a Los Angeles

May 13, 2018 Leave a comment

 

Il primo tunnel della Boring Company sotto Los Angeles è quasi pronto. Il magnate posta su Twitter un’immagine dei primi 150 metri della rete cittadina per le auto che dovrebbe decongestionare la metropoli californiana. Il traforo correrà parallelo all’Intestate 405.

Si tratta della prima immagine del tunnel sotterraneo scavato a Los Angeles dalla Boring Company, una delle società che fanno riferimento al vulcanico Elon Musk. A twittarla è stato lo stesso imprenditore delle auto elettriche Tesla e dei razzi riutilizzabili SpaceX. Dallo scorso mese di agosto il gruppo sta sperimentando una serie di tecnologie per dare prima o poi corpo al progetto anticipato mesi fa attraverso un affascinante video: una sorta di rete metropolitana superveloce sotterranea riservata alle automobili. Queste dovrebbero scendere tramite dei vagoni-montacarichi in un certo punto della città e sfrecciare nel sottosuolo per poi riemergere alla piazzola-fermata preferita. Decongestionando così le metropoli.

Al solito, più i progetti su cui Musk mette le mani paiono avveniristici più le sperimentazioni iniziano con rapidità. Sabato scorso il magnate ha condiviso infatti il primo scatto del tunnel di Los Angeles spiegando che vede il tunnel come un traforo parallelo all’autostrada Interstate 405 fino all’incrocio con la 101, con delle rampe di uscita “ogni miglio o quasi”.

Musk ha fornito anche altre delucidazioni su Instagram: il sistema “funzionerà come una superstrada veloce, dove i carrelli elettrici saranno in grado di trasportare veicoli e le persone viaggeranno in capsule sull’arteria principale con una velocità che raggiunge fino alle 150 miglia orarie, mentre i carrelli utilizzeranno tunnel laterali per uscire”. Al momento il tunnel è lungo appena 150 metri ma secondo i tweet con cui ha risposto alle curiosità dei follower dovrebbe toccare i tre o quattro chilometri nel giro di altrettanti mesi e appunto concludersi, secondo i piani, entro un anno.

Intanto i test vanno avanti anche altrove. E anche su altri fronti. Sempre la scorsa settimana il Maryland ha concesso alla stessa Boring Company il permesso di scavare un altro tunnel, stavolta da dieci miglia, fra i confini della città di Baltimora e la Route 175 dello Stato. Dovrebbe trattarsi del primo troncone di un tunnel più lungo, da 35 miglia, che colleghi Baltimora a Washington D.C. Non sembra però legarsi al progetto stradale: stavolta sarebbero lavori per il treno superveloce Hyperloop.

Fonte: La Repubblica

 

Michele Miglionico, ambasciatore del made in Italy in Montenegro

April 23, 2018 Leave a comment

Locandina Mazda Fashion Week Montenegro-w1900-h1900

MICHELE MIGLIONICO AMBASCIATORE DEL MADE IN ITALY IN MONTENEGRO

La XXIII edizione del Mazda Fashion Week Montenegro che si svolge a Podgorica capitale del Montenegro vede lo stilista Michele Miglionico presentare le sue creazioni di Alta Moda

Lunedì 23 aprile 2018 alle ore 21:00, nella splendida struttura monumentale Imanje Knjaz, situata nella famosa località turistica Podgorica Marez, lo stilista Michele Miglionico è ospite d’onore alla XXIII edizione del Mazda Fashion Week Montenegro, l’appuntamento più celebre dei Balcani dedicato alla moda.

Durante la serata lo stilista Michele Miglionico, esponente dell’Alta Moda Italiana, presenta per la prima volta nel paese balcanico la sua collezione “Madonne Lucane” con uno show che guarda alla tradizione italiana raccontando il patrimonio culturale, artistico e antropologico della sua terra di origine, la Basilicata.

“Sono molto felice di presentare il mio lavoro in Montenegro” spiega lo stilista Michele Miglionico “la mia partecipazione alla fashion week di Montenegro vuole evidenziare la stretta connessione tra il mondo della moda ed il cattolicesimo e come quest’ultimo ne influenza l’altro. E’ un tema estremamente attuale che verrà anche celebrato con una mostra al Metropolitan Museum of Art (Met) di New York il prossimo maggio. Questa collezione vuole esaltare gli elementi del costume lucano, dell’artigianalità, della sacralità  costruendo una connessione con il contemporaneo. Trova ispirazione  dalle Madonne venerate e portate in processione in Basilicata ed alle sue figure femminili che in questo territorio, luogo magico, pieno di bellezze e contraddizioni, ancora oggi consacrano per devozione gli abiti più belli e preziosi alle statue di culto.”

Virgil Abloh, nuovo direttore artistico delle linee menswear di Louis Vuitton

March 27, 2018 Leave a comment

Virgil Abloh

Louis Vuitton ha affidato a Virgil Abloh il ruolo di direttore artistico delle linee menswear dopo l’uscita di Kim Jones, andato a ricoprire lo stesso incarico da Dior Homme, altro brand nella galassia del gruppo Lvmh. Atteso per giugno a Parigi il debutto sulle passerelle della prima sfilata firmata dal fondatore di Off-White e consulente creativo di Kanye West.

«Ho seguito con grande attenzione il percorso di Virgil, da quando lavorava con me da Fendi nel 2006, e sono entusiasta di vedere come la sua innata creatività e il suo approccio anticonformista lo abbiano reso così influente» è la dichiarazione di Michael Burke, chairman e ceo di Louis Vuitton.

«È un onore per me accettare questo incarico – è il commento di Abloh -.Trovo che l’heritage e l’integrità creativa della maison siano le fonti di ispirazione chiave a cui guardare, per creare parallelismi con i tempi moderni».

Classe 1980, nato a Rockford (Illinois) da emigrati ghanesi, Virgil Abloh non è solo uno stilista: è anche ingegnere, architetto, designer, dj, influencer. Dopo la laurea in ingegneria civile, ha conseguito un master in architettura all’Illinois Institute of Technology, in cui ha appreso le lezioni del design modernista e il concetto di lavoro multidisciplinare.

Fino a qualche tempo fa di lui spiccava il fatto che fosse braccio destro di Kanye West e del suo think tank Donda (dall’età di 22 anni), ma da qualche anno a questa parte si è imposto anche en solitaire come una voce originale, disruptive, capace di sintonizzarsi sulle frequenze dei Millennials.

Nel 2012 ha fondato il suo brand Off-White c/o Virgil Abloh e da quel momento è stata un’escalation. Nel 2015 è l’unico americano a rientrare nella rosa degli otto finalisti del prestigioso Lvmh Prize e nello stesso anno conquista un posto nel calendario della Paris Fashion Week. Nel 2017 viene insignito dell’Urban Luxe award ai British Fashion Award e del premio International Designer of the Year ai GQ Men of the Year Awards.

La sua è una moda “viva”, che ha saputo riposizionare lo streetwear nel segmento del lusso. Star di Instagram, con 1,6 milioni di follower e ben 3,1 milioni con il suo marchio Off-White, Virgil Abloh è un “attivista” delle collaborazioni, con un elenco di nomi come Nike, Jimmy Choo e Moncler e con l’imminente progetto in tandem con Ikea.

La sua nomina al timone creativo di Louis Vuitton è anche il riflesso del crescente e vitale interscambio tra lusso e street, che ha aiutato a incrementare del 5% le vendite globali di beni personali lo scorso anno, per un valore stimato di 263 miliardi di euro, secondo uno studio recente della società di consulenza Bain & Company.

Virgil Abloh proseguirà il cammino già intrapreso da Kim Jones, che ha dato un taglio urban alla linea uomo della griffe francese, suggellato dalla collaborazione recente con Supreme.

«Ho sempre guardato come le persone vestono realmente e sono entusiasta all’idea di poter tradurre questa visione in chiave luxury» ha dichiarato Abloh, che avrebbe messo insieme una sorta di “brand manual” di otto pagine per delineare il nuovo spirito di Louis Vuitton.

Il designer ha anche aggiunto che si occuperà di ripensare le modalità di comunicazione con i consumatori, comprese le release del prodotto, le sfilate e il modo di interagire con il clima politico globale.

Una sfida importante per lui e un’occasione di crescita per il menswear del brand, che oggi è venduto in circa 150 dei 450 negozi della griffe nel mondo. Operativi anche 13 negozi freestanding, dedicati esclusivamente alla collezione maschile, con sei aperture nuove in programma quest’anno. Una collezione che, stando a quanto riferito da Burke, è cresciuta double digit nel 2017.

Virgil Abloh continuerà a disegnare il suo brand Off-White e a collaborare con Kanye West.

Fonte: Fashion Magazine

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Kim Jones, nuovo direttore artistico di Dior

March 20, 2018 Leave a comment

Kim Jones

Dopo 11 anni di collaborazione con Dior, Kris Van Assche lascia il ruolo di direttore creativo della linea Homme. Kim Jones (nella foto), ex direttore artistico di Louis Vuitton uomo, prenderà il suo posto.

Nato a Londerzeel in Belgio 41 anni fa, Van Assche ha mosso i primi passi da Yves Saint Laurent. Nel 2004 ha lanciato il suo marchio, chiuso l’anno successivo. Nel 2007 ha preso il posto di Hedi Slimane, quando lo stilista ha lasciato il timone creativo della linea Dior Homme. Secondo quanto comunicato da Lvmh, senza fornire ulteriori dettagli, resterà nel gruppo con un altro ruolo.

«Ringrazio Kris Van Assche per il contributo alla crescita di Dior Homme, per aver creato una silhouette maschile elegante e contemporanea – è il commento del neo-presidente e ceo di Christian Dior Couture, Pietro Beccari, che ha lavorato in precedenza con Kim Jones, quando erano entrambi da Vuitton.

«Dopo 11 anni in Dior Homme la mia mente e il mio cuore sono pieni di esperienze. Lascio questa maison per intraprendere nuove sfide», è la dichiarazione di Van Assche.

In base a quanto riferisce wwd.com, Kim Jones presenterà la prima collezione per Dior Homme il prossimo giugno. Dopo l’uscira da Vuitton, lo stilista era stato indicato tra i papabili direttori creativi di Burberry, al posto di Christopher Bailey, un ruolo poi affidato a Riccardo Tisci. Il suo nome era circolato anche lo scorso autunno, in relazione alla maison Versace.

L’arrivo di Jones è la prima mossa di Pietro Beccari, divenuto chairman e ceo di Christian Dior Couture sei settimane fa, dopo incarichi da Louis Vuitton e Fendi, dove ora si è insediato Serge Brunschwig.

«Sono felice di accogliere Kim Jones, con cui ho avuto la chance di collaborare in precedenza da Louis Vuitton – è il commento di Beccari -. Ammiro la sua interpretazione creativa, che combina la sua visione della cultura contemporanea con la reinterpretazione dei codici e dell’heritage di una maison di moda. Sono fiducioso nella sua capacità di ricreare il suo universo all’interno di Dior e immagino per Dior Homme un guardaroba elegante e decisamente moderno».

«Mi sento onorato di entrare a far parte della maison Dior, un simbolo di eleganza suprema – dichiara Jones -. Ringrazio calorosamente Bernard Arnaulte Pietro Beccari per avermi dato questa incredibile opportunità. Punterò a costruire una silhouette maschile moderna e innovativa, partendo dall’heritage unico di questa griffe».

Diplomato alla Central Saint Martins, Jones ha presentato la sua prima collezione, sul mercato per otto stagioni, nel 2003. Nel 2006 è stato nominato British Menswear Designer of the Year e nel 2008 è diventato direttore creativo di Alfred Dunhill. Nel 2011 è approdato da Louis Vuitton con il ruolo di direttore dello stile della divisione maschile. Nel suo curriculum figurano anche incarichi da Alexander McQueen, Mulberry, Hugo Boss e Umbro.

Fonte: Fashion Magazine

Lvmh, iniziativa contro l’anoressia con WeCareForModels.com

March 12, 2018 Leave a comment

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Dopo aver introdotto, lo scorso settembre, la “Carta sulle relazioni di lavoro e sul benessere degli indossatori e delle indossatrici” insieme a Kering, il gruppo francese Lvmh continua con il suo impegno nella lotta all’anoressia con il website WeCareForModels.com.

Come spiega una nota, lo scopo del sito – attivo da quasi un mese – è quello di promuovere un vero e proprio cambiamento nel settore della moda, eliminando comportamenti e pratiche non compatibili con i valori dei due gruppi del lusso, e allo stesso tempo di incoraggiare i modelli e le modelle a «svolgere un ruolo attivo nella definizione della loro professione».

L’iniziativa è sostenuta dai ceo e dai direttori creativi delle maison delle due aziende, nonché da altri stakeholder del settore come la rivista Elle. È pensata principalmente per gli indossatori e le indossatrici, ma è rivolta anche agli altri attori del mondo della moda e al pubblico.

Introdotta a settembre 2017, la Carta sulle relazioni di lavoro e sul benessere degli indossatori e delle indossatrici prevede che i brand dei due gruppi collaborino solo con modelle e modelli in grado di presentare un certificato medico attestante lo stato di salute e idoneità al lavoro, rilasciato nel corso dei sei mesi che precedono il servizio fotografico o la sfilata.

Esclusi dai requisiti di selezione giovani con taglia 36 per le donne e 46 per gli uomini: le agenzie di casting dovranno presentare modelle che vestano almeno la 38 e modelli che non portino meno della 48. I marchi saranno inoltre tenuti a mettere a loro disposizione uno psicologo/terapeuta durante l’orario di lavoro.

La barriera riguarda anche l’età: non potranno essere ingaggiati ragazze e ragazzi sotto i 16 anni e quelli tra i 16 e i 18 saranno tenuti a osservare regole precise, come non lavorare tra le 22 e le 6 del mattino, essere accompagnati da un genitore o da un tutore, con il quale dovranno condividere l’alloggio.

Fonte: Fashion Magazine

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SIGG, borraccia svizzera riconosciuta dal MOMA di New York

March 8, 2018 Leave a comment

SIGG1

Tutti i medici consigliano di bere almeno due litri di acqua al giorno. Due litri per un adulto, in una giornata normale. Due litri, quindi, che aumentano se fa più caldo o se, oltre alla normale routine tra casa e ufficio, si aggiunge anche lo sport.

Un modo ecologico per bere e anche per risparmiare è quello di usare acqua potabile. La cosiddetta “acqua del sindaco”, che non costa niente, permette di risparmiare una risorsa preziosa e anche denaro. Necessario avere una borraccia riutilizzabile. Al posto della plastica, l’ideale è quella in alluminio che dura a lungo.

La borraccia in alluminio per antonomasia è la svizzera Sigg. Nata come bottiglia da scalata, nel 1908o, per seguire le spedizioni negli anni dell’epopea dell’alpinismo, questa borraccia è diventata un simbolo elvetico, alla pari degli orologi e dei coltellini. Tanto noto che il suo marchio si identifica ormai con quello del prodotto. Un po’ come accade per la Nutella, o per la Coca Cola. Così quando in Svizzera si parla di borracce si dice Sigg. Le maestre della scuola primaria, all’inizio dell’anno scolastico, nella lista che inviano ai genitori scrivono così: «Vi consigliamo l’uso di uno zainetto con le rottelle, di preparare il più possibile merende naturali e di comperare una piccola Sigg da mettere nello zaino».

Storica azienda rossocrociata, Sigg rappresenta una icona nella tradizionale produzione di qualità della Svizzera. Fondata nel 1908, l’azienda è specializzata nella produzione di borracce in alluminio riciclabili sinonimo di qualità, design ed ecologia. Ed è questo spirito che l’ha portata ad essere ciò che è oggi: il numero 1, riconosciuto anche dal Museum of Modern Art di New York dove è esposta una di queste bottiglie, diventato oggetto di culto per gli amanti del design.

Le borracce Sigg sono riciclabili al 100% e contribuiscono significativamente a ridurre le emissioni globali di Co2. Originariamente le Sigg erano apprezzate principalmente dagli alpinisti per la qualità, la leggerezza e la funzionalità. La borraccia Sigg è qualcosa di più di un semplice contenitore di liquidi, testimonia una “scelta consapevole”, una alternativa al bere dalle bottiglie in plastica, il simbolo dello sviluppo sostenibile, tanto da essere considerato un oggetto di culto tra le nuove generazioni sensibili alla salute propria e della Terra.

Le bottiglie in alluminio riciclabile Sigg rispondono perfettamente a queste richieste primarie. Il rivestimento interno, indistruttibile e inalterabile, soddisfa al 100% i requisiti della Food & Drug Administration americana: solo le bottiglie con il marchio Sigg Switzerland Ltd sul fondo sono sinonimo di sicurezza.

Le bottiglie Sigg sono estruse a pressione da un unico pezzo di alluminio, che rende così possibili pareti uniformi e senza saldature. Il know how svizzero ha sempre giocato un ruolo importante nello sviluppo delle bottiglie. La devozione alla precisione e la volontà di produrre solo articoli di altissima qualità hanno sempre guidato la produzione di bottiglie Sigg. I numerosi tentativi di imitazione sono lusinghieri e rappresentano il sostanziale riconoscimento del successo di Sigg – nessuna però può eguagliare quella che è e rimane l’originale bottiglia svizzera : la “original Swiss bottle”.

La borraccia SIGG è qualcosa di più di un semplice contenitore di liquidi. La parete interna è rivestita con una lacca naturale a base d’acqua assolutamente inodore, la cui formula è segreta da cent’anni, in grado di sopportare l’acidità di tutte le bevande come spremute di frutta e drink energetici, garantendo così che il gusto della bibita resti inalterato. Inoltre anche in caso di caduta accidentale, il rivestimento interno non si rompe. E l’esterno? Anche questo inalterabile ed ecologico, grazie a una verniciatura impressa a stampa, con lacche in polvere senza solventi.

Sigg è sicura e testata, tuttavia una pressione troppo elevata potrebbe causare la rottura del corpo della borraccia. E’ sconsigliato inoltre surgelare o riscaldare la Sigg nel forno a microonde, come riempirla con bevande con temperatura maggiore ai 40°.

Mantenere la borraccia inodore è semplicissimo: basta lavare regolarmente bottiglia – meglio a mano e non in lavastoviglie – con acqua calda, lasciarla asciugare e, soprattutto, conservarla sempre aperta quando non viene usata. Se inoltre si pone attenzione a sciacquare la bottiglia dopo averla usata (eliminando così i resti della bibita al suo interno), si agevola sensibilmente la pulizia successiva, e la vostra Sigg durerà in eterno.

Fonte: Il Sole 24 Ore