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Archive for the ‘Life-Visions’ Category

Stella McCartney, installazioni pro animali nei suoi shop

August 25, 2016 Leave a comment

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Un’installazione al neon che rappresenta dei gatti. Nelle vetrine di 19 negozi Stella McCartney in Europa, Usa e Asia. Obiettivo della stilista inglese, da sempre sostenitrice dei diritti degli animali e del loro benessere, è supportare le associazioni PETA (People for the ethical treatment of the animals, la più grande associazione per la difesa dei diritti degli animali al mondo, con più di 5 milioni di membri e sostenitori) e Battersea Dog & Cats  che si occupa di cani e gatti abbandonati.

Le istallazioni vogliono trasmettere un messaggio di incoraggiamento a sostegno delle associazioni e resteranno nei negozi fino all’inizio di settembre per essere poi regalate alle due organizzazioni per essere poi utilizzate in altre occasioni.

In pratica gli stores inviteranno i clienti a sostenere PETA e Battersea Dog&Cat con donazioni libere. Un’iniziativa in linea con il pensiero della stilista. Vegetariana da tutta la vita, Stella McCartney non usa pelli e pellicce nella produzione dei suoi capi e accessori.
I fondi raccolti per Battersea Dogs & Cats Home da parte dei due stores Stella McCartney di Londra andranno a sostegno dei cani e dei gatti dei loro tre centri dislocati nel paese, mentre il denaro raccolto per PETA da tutti gli stores Stella McCartney nel mondo serviranno a coprire le spese per le campagne per la sterilizzazione e la castrazione dei gatti.

A supporto dell’iniziativa verrà lanciata anche una campagna sui social media con un divertente hashtag ispirato al tema dei gatti #StellaMcCatney.

Fonte: Io Donna

Corropoli, jeans museum nella “denim valley” abruzzese

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Oltre cinquemila paia di pantaloni di tutte le epoche raccolte da Don The Fuller E l’azienda teramana si appresta a sbarcare anche a Pitti Uomo con tre novità

CORROPOLI. Numerati, appesi uno affianco all’altro e tenuti a temperatura per consentirne la conservazione: sono oltre 5mila paia di jeans rappresentanti di tutte le epoche di qualsiasi parte del mondo raccolti in una sorta di “museo” creato ad hoc in Val Vibrata, nel Teramano, conosciuta come la “denim-valley”, dove tutto ruota intorno alla fabbricazione dei jeans e dove tutto il mondo della moda arriva per fare ricerca e produzione.

La sala è enorme e i jeans sono appesi in file ordinate con dei ganci, tanto che l’area è chiamata “macelleria”. «A ogni “filare”, ha spiegato all’Ansa l’amministratore delegato della Don the Fuller, Mauro Cianti, marchio con sede nel centro di Corropoli in provincia di Teramo, «metteremo il nome delle vie della moda come via Montenapoleone o via Condotti». «Qui», ha aggiunto, «vengono stilisti da tutto il mondo per studiare i best seller dei jeans».

E tre anni fa, ha raccontato Cianti, originario di Sulmona, da un viaggio di ricerca con ultima tappa sulla 5th Avenue di New York, «ci si è resi conto che non esisteva più sul mercato un jeans di altissima qualità a favore di un’offerta quasi tutta proveniente dall’Est del mondo. Con la voglia di mettere sul mercato un jeans di alta qualità made in Italy, anzi made in Abruzzo, è nato il nostro marchio». «In tre anni», ha continuato Cianti, «abbiamo avviato un processo di internazionalizzazione che dall’Abruzzo ci ha portato nei negozi del centro di Amsterdam, in Svizzera, Canada, Corea del Sud, Germania, Londra. Ora stiamo aprendo un ragionamento con gli Stati Uniti. Invece in Italia siamo in centro a Milano e Roma, ma anche a Riccione».

A Sulmona è stato creato un factory store con 4mila capi. Per la creazione dei jeans, si parte da una sala interamente dedicata alla ricerca e ai prototipi. In una zona della fabbrica, invece, i capi, vengono posizionati sotto quelli che all’apparenza sembrerebbero dei semplici neon e invece sono lampade che riproducono la luce del sole a mezzogiorno per controllare qualità, colore e scoprire eventuali difetti. Finora la ricerca ha portato a lavaggi nella mirra, per un effetto da aromaterapia, o nel vino. Ma anche a prodotti di tendenza rivolti a un pubblico che ama lo stile Formentera. Ultima novità della casa abruzzese è il bottone in oro rosa.

Novità che l’azienda ha poortato insieme alle altre novità della sua collezione autunno-inverno 2016-2017 a “Pitti Uomo”, kermesse dedicata alla moda che prende il via martedì a Firenze.

Le altre novità sono il jeans vegano, e il sistema ozone wash, un particolare tipo di lavaggio che riduce l’uso di prodotti chimici nella scolorazione di jeans.

le proposte mirano a rispondere alle esigenze di tutte le fasce di consumatori. Il jeans vegano, senza nessun particolare o inserto realizzato con materiale animale, è dedicato a chi vive seguendo proprio lo stile vegano, mentre quello con i bottoni d’oro è rivolto a chi ricerca stile e lusso anche in un capo versatile e per tutti i giorni come il blu jeans. Attenzione particolare, infine, per il rispetto dell’ambiente con la linea green realizzata utilizzando lavaggi ecologici quali, “Zero water wash”, un lavaggio che riduce i consumi di acqua del 95%.

Per “lavare” e quindi scolorire un jeans con metodo tradizionale servono circa 50 litri di acqua, con questo metodo i appena 5 litri. Ozone wash garantisce l’uso di prodotti chimici certificati oeko tex. Eco aging cioè una sabbiatura ecologica che non espone al rischio di silicosi l’operatore che la pratica.

Le proposte saranno presentate ai buyer stranieri con un fuori Pitti presso lo Show Room toscano Don The Fuller nello Spazio Andreoli, un elegante stabile anni Trenta – l primo autosalone della Lancia – vicino alla fortezza fiorentina.(cr.re.)

Fonte: Il Centro

April 11, 2016 Leave a comment

Most of us don’t like to think about death. But as the global population expands, the question of how to dispose of the deceased becomes more and more pressing. Some 55 million people die every year, and cemeteries are becoming ever more crowded. A growing number of designers and urban planners are tackling this issue with innovative concepts for cemeteries of the future.

Where the dead light the night

A recent contest, held by the Centre for Death and Society at the University of Bath in England, asked designers to envision what a cemetery of the future might look like. Columbia University designers submitted the winning entry. Called “Sylvan Constellation,” the design uses biomass (in this case, the gas from decaying human bodies) to illuminate lanterns, casting a shifting matrix of light beams throughout the cemetery. The team will now explore installing the project at Britain’s historic Arnos Vale Cemetery.

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A floating cemetery island

In space-pressed Hong Kong, where cemetery crowding has been a problem for decades, many families keep the ashes of their dead loved ones in columbaria, or buildings and walls with niches for urns. But columbaria still take up space, and local residents often oppose the building of multi-story columbaria in their neighborhoods. That’s the background behind “Floating Eternity,” a concept for a floating columbarium “island” developed by Hong Kong design firm Bread Studio. The island would remain offshore in the South China Sea, reachable by ferry, for most of the year, and then dock at the city during annual ancestor worship holidays.

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Spend eternity in a coral reef

Forget six feet under. How about 40 feet under? Under water, that is. The Neptune Memorial Reef, the largest manmade reef in the world, is an underwater mausoleum for cremated remains. The environmentally-friendly solution, off the coast of Miami, attracts a variety of sea life, helping restore some threatened species. The only downside is that you can only visit your loved one’s resting place if you’re willing to scuba dive.

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Skyscraper burial

There are already a number of multi-story cemeteries in existence, from Brazil’s 32-story Memorial Necropole Ecumenica to the 8-story Portland Memorial Mausoleum in Oregon. But this design concept, from French designers Fillette Romaric and Chandrasegar Velmourougane, is envisioned with beauty as well as practicality in mind. Their vertical cemetery has a skylight in the center, which allows sunlight to reflect on a pond at the ground level. A spiral walkway around the building allows for grave visits and offers stunning views of Paris. The idea was a finalist in the 2011 eVolo Skyscraper Competition.

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GPS headstones

As “green” or “natural” burials, where bodies are buried in fields or other natural settings without being chemically embalmed, become more popular, the question remains: how will loved ones be able to visit the deceased, in the absence of a headstone. Several cities and cemeteries have come up with a potential solution: GPS. The deceased would be buried with a GPS unit, and families would be given a tracker to “find” them when they came to visit.

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by Emily Matchar

Fonte: Smithsonian

Categories: Art de Vivre, Life-Visions

Glamping Architecture, nuovo concetto di camping dallo studio ArchiWorkshop

August 9, 2014 Leave a comment

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Progettato dallo studio ArchiWorkshop, il Glamping Architecture mira a lanciare l’idea di un nuovo concetto di camping, glamour e moderno, in grado di attirare una clientela di fascia alta verso queste sistemazioni turistiche che da anni sono adatte solo a coloro che più riescono ad adattarsi all’ambiente senza troppe esigenze.

Ciò su cui si basa il Glamping Architecture è per primo il basso impatto ambientale, affiancato ad un design all’avanguardia e soprattutto alla massima unione con la natura, ciò che da anni insomma le tradizionali sistemazioni nei camping già permettono, ma stavolta con una rivisitazione degna di attenzione.

Per ora, il primo villaggio al mondo ad adottare questa nuova idea dei ragazzi dello studio ArchiWorkshop è appunto il nuovo ‘Glampsite‘, un camping nei dintorni di Yang-Pyeong, una zona remota della Sud Corea. Di seguito eccovi alcune immagini che lo ritraggono, mostrando l’efficacia in fatto di design di questa nuova e interessantissima idea che speriamo possa espandersi rapidamente fino ad arrivare in Italia.

Fonte: GoLook.it

Albini Group, le collezioni PE 2015 ispirano i creativi di tutto il mondo

March 24, 2014 Leave a comment

N3D_6370Albini Group, leader mondiale nei tessuti per camicia, ha presentato a Milano Unica le collezioni  Cotonificio Albini, Albini, donna, Thomas Mason e David & John Anderson. Tessuti in nuovi colori, filati, basi, stampe e fantasie che ispireranno camiciai specializzati, sarti e griffe per la Primavera-Estate 2015. Cotonificio Albini, il potere della leggerezza Parola d’ordine: leggerezza. Questo il concetto che ha ispirato il team creativo diCotonificio Albini per dar vita ad una collezione contemporanea, capace di esaltare la bellezza e la qualità dello stile italiano. The New Tailor: anche il classico diventa fancy. Tra le proposte della collezione, i tessuti in filato 100/1 “Piumino feeling” – un must di Cotonificio Albini – si arricchiscono con moltissime disegnature fatte di nuove zone di colore accanto ai più classici bianchi e azzurri e al grigio che si trasforma in nuovo neutro, giocato da solo, oppure accostato all’azzurro e a colori più accesi. Novità assoluta il Voile, un tessuto fluido ma croccante allo stesso tempo. Il Voile è realizzato con un filato studiato in esclusiva da Albini Group per ottenere un tessuto leggerissimo, mosso e scattante, dal corpo consistente, che viene declinato in diverse strutture come il Twill, il Popeline e l’Oxford. I tessuti bianchi si vestono di movimento per trasformarsi nei Nuovi Bianchi. Le basi diventano mosse e ricche, ideali anche per camicie dedicate ad un pubblico giovane che sceglie la camicia sartoriale. Giochi di struttura enfatizzano la leggerezza dell’estate e possono arrivare ad effetti optical. E ritornano le righe. Le fantasie rigate tradizionali sono riviste in una duplice identità: più sobrie e dai colori smorzati su base chambray, anche fiammato, oppure nitide e definite su base Piumino. Il Lino è uno dei protagonisti della collezione estiva, soprattutto nella versione délavé declinata nei colori più sofisticati che si ispirano alle spezie, alla terra, all’India. Le fantasie vanno degli uniti fino al Madras – con un richiamo ai dobby e al gusto drapperia – con prevalenza di check sfumati, miscelati, in cui i colori sembrano quasi impastati tra loro. Il Sahara – il tessuto di Cotonificio Albini ottenuto dal miglior lino europeo di Normandia tinto in filo dall’aspetto brillante – acquista sempre più forza grazie all’utilizzo dei colori più intensi come l’arancione, il turchese, il giallo, il fragola, il rosso. L’anima innovativa del brand si conferma con l’inserimento di nuovi tessuti realizzati con filati in lino e shantung o in crêpe di lino e con bellissime stampe su base lino. Si conferma il successo di ECOtone, il tessuto doppio ritorto realizzato interamente con cotone organico di altissima qualità presentato alla scorsa edizione di Milano Unica. La materia prima impiegata per tessere ECOtone proviene esclusivamente da campi di cotone biologici, nei quali il cotone viene coltivato senza utilizzo di pesticidi, insetticidi, fertilizzanti chimici e OGM. ECOtwill, ECOzephir, ed ECOpopeline sono solo alcuni dei bellissimi tessuti in cotone organico che fanno parte della piccola collezioneECOtone, realizzati nella versione tinta unita e fantasia. La stampa è improntata sulla continua ricerca del nuovo. L’importante investimento di Albini Group nei cilindri per la stampa tradizionale testimonia il continuo interesse dell’azienda nella ricerca e nell’innovazione, per garantire una qualità sempre eccellente e un’altissima definizione nella stampa dei tessuti. La collezione è composta da più di 400 diverse varianti, tutte disegnature esclusive che vanno dai microdisegni geometrici e floreali fino al tema coloniale, dalle fantasie sfuocate ai disegni paisley, fino alle stampe etniche degli indiani d’America, declinate sulle strutture e sui titoli più variegati, anche sul tinto filo. Novità tra le novità, il cotone pensato per il BeachwearCotonificio Albini presenta una nuova base in 100% cotone che possiede le caratteristiche di leggerezza e traspirabilità uniche del cotone ma che acquisisce – grazie ad uno speciale finissaggio – le stesse performance di asciugatura del nylon. Un tessuto quindi ideale per realizzare costumi da bagno anallergici e morbidi. Albini, Donna: la regola del cinque Cinque regole: freschezza, leggerezza, delicatezza, emotività cromatica ed emotività strutturale. Cinque materiali: 100% cotone, 100% lino, cotone e seta, cotone stretch, seta stretch. Cinque tipologie di prodotto: tinto filo, tinto pezza, strutture armaturate, stampe e dévoré. La ‘regola del cinque’ contraddistingue la collezione Albini, donna per la Primavera-Estate 2015: tessuti freschi e leggeri, sinonimo di eleganza e seduzione, creati grazie all’esperienza di Albini Group unita alla ricerca della femminilità più contemporanea. La gamma di 32 colori va dalle tinte pastello della camiceria più classica – neutro, azzurro e rosa  fino ad una gamma di colori vitaminici, per arrivare alletonalità etniche e agli scuri sobri e misteriosi. La stampa si conferma il punto forte della collezione donna e si rinnova attraverso freschi micro-motivi floreali e geometrici, puntando su inedite armonie di colore: verde acqua, bluette, camelia e arancio o nei raffinati toni d’azzurro e blu. Stampe sofisticate sviluppate e realizzate su diverse tipologie di materiali. La stampa a pigmento bianco su bianco o bianco su nero crea piccoli giochi ottici e sofisticate ombre dall’effetto simile a jaquard su base in cotone stretch; La stampa a corrosione sulla mussola stretch, leggerissima e impalpabile, presenta microfantasie declinate nei toni del blu, del bianco, del terracotta. La lavorazione dévoré su tessuti di cotone e nylon, in cui la corrosione crea disegni e ricercati giochi di trasparenze ottenendo effetti inaspettati. Non manca il madras bianco su bianco e la stampa microfiori su sofisticati seersucker. Tra le disegnature, risaltano i quadretti vichy monocromo su base in cotone stretch e il rigato bianco e blu su base in piquet. Colori e filati alternano brillantezze immateriali a opacità materiche, finezze aeree e superfici compatte, rese sempre più particolari nella resa cromatica e nel tatto – come nel lino vintage – e proposte per suggerire la creazione di una camiceria insolita. Thomas Mason, largo a righe e colori Questa stagione più che mai il colore identifica la collezione Primavera-Estate 2015 del brand inglese di tessuti, punto di riferimento dell’eleganza maschile fin dal XIX secolo e caratterizzato da un imprinting rigorosamente British, che si esprime nell’eccentricità delle fantasie e dei colori. I colori primari e intensi – giallo, verde, blu, rosso, rosa, fucsia – sono declinati sia negli uniti che nelle fantasie, soprattutto nelle righe, tipiche dell’heritage del brand, che diventano sempre più importanti, sia nella versione bicolore che multicolor. Non mancano i quadri, in una doppia versione: il tartan rivisitato e l’evoluzione contemporanea del gingham. Le basi storiche come Silver, Zephir 1818, Zephir 4489, Regent e Portland ritornano protagoniste, secondo la loro originale identità. Ancora una volta emerge la forte creatività di Thomas Mason, che conferma ed esalta la sua forte personalità British, tradizionale ed eccentrica allo stesso tempo. Una collezione per veri intenditori, che sanno anticipare le tendenze di un vestire formale che diventa d’avanguardia. David & John Anderson: il massimo della perfezione Il massimo della perfezione nel tessuto per camicie. Tecnologia al servizio della sartorialità. Il più famoso marchio di camiceria scozzese, acquisito da Albini Group nel 1992, èinterprete dell’haut de gamme di Albini Group. Tessuti realizzati con filati finissimi, ricavati dai cotoni e dai lini più pregiati al mondo. L’eccezionale know-how di David & John Anderson riesce a trasformare il filato di cotone più sottile in un tessuto morbido e setoso al tatto, studiando il giusto ritmo tra filo e telaio, modulandone la velocità per poter tessere i finissimi filati in Giza 45. Golden Jubilee in 330/4Millennium Star 330/3, Great Mogul 300/3, Cullinan 300/2 Sancy 240/3. I cinque diamanti più splendenti al mondo danno il nomea “The Diamonds” by David & John Anderson: la collezione di tessuti in cotone più preziosi mai realizzati. Completa la collezione una rinnovata gamma di tessuti bianchi, ideali per una camicia sartoriale e che al meglio esprimono la reale qualità di un tessuto. Tutto in cotone Giza 45, il cotone conosciuto anche come “The Queen of Cotton”, il più ricercato e prezioso Extra-Long Staple egiziano dalla fibra lunga e particolarmente resistente, che permette di realizzare filati di ineguagliabile finezza, sia nella versione 100% cotone che in cotone-lino.

Armani/Casa, presenza sul grande schermo nel film ‘Il potere dei soldi’

September 4, 2013 Leave a comment

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ARMANI/CASA SUL GRANDE SCHERMO NEL FILM IL POTERE DEI SOLDI  DI RELATIVITY MEDIA
Giorgio Armani collabora all’attesissimo thriller supertecnologico Il potere dei soldi diretto da Robert Luketic, interpretato da Harrison Ford, con Liam Hemsworth, Gary Oldman e Amber Heard. Questa nuova importante collaborazione rappresenta il contributo più recente e significativo di Armani/Casa a una produzione cinematografica.
Lo stilista si è confrontato con lo scenografo David Brisbin per creare alcuni ambienti che appaiono in diverse scene chiave del film. Divani, lampade, tavoli e sedie Armani/Casa vanno a caratterizzare con forza la scenografia, dando corpo all’atmosfera elegante e raffinata dell’appartamento moderno e lussuoso nel quale Adam Cassidy, il giovane e rampante uomo d’affari interpretato da Liam Hemsworth, si trasferisce.
Lo stilista, insieme al costumista Luca Mosca, ha creato inoltre lo stile e i costumi per il personaggio  interpretato da Harrison Ford. L’elegante guardaroba di Jock Goddard, il guru della tecnologia, miliardiario e tirannico, è composto da un completo blu notte a due bottoni dal bavero classico e da un blazer grigio cemento, sempre dello stesso taglio. Entrambi i look vengono arricchiti da un’ampia varietà di camicie e cravatte.
“Collaborare per realizzare la visione di David Brisbin in questo film mi ha dato l’opportunità di far vivere Armani/Casa in un contesto credibile e appropriato all’interno di un thriller avvincente. Lavorare con il bravo Luca Mosca e il grande amico Harrison Ford per sviluppare il personaggio del ‘cattivo’ è stato davvero un grande piacere”, ha dichiarato Giorgio Armani.
Giorgio Armani è stato tra i primi stilisti a creare guardaroba per grandi film, sin dal 1980, anno in cui realizzò gli abiti per Richard Gere in American Gigolo. Da allora, sono molti i costumi disegnati dallo stilista per film come ShaftSchegge di pauraThe UntouchablesGattacaIo ballo da solaDouble JeopardyThe TuxedoDe-LovelyUn’ottima annata,  Ocean’s Thirteen, Fair Game – Caccia alla spia, Il Cavaliere oscuro – Il ritorno, The Social Network e Mission Impossible: Protocollo fantasma.  
Il potere dei soldi è una produzione di Relativity Media in collaborazione con Gaumont, e diretto da Robert Luketic.
ARMANI/CASA
Armani/Casa, a più di dieci anni dalla sua prima presentazione, si distingue come leader mondiale del mercato dell’arredo di lusso. Sinonimo di lifestyle, eleganza e stile, nasce dal sogno abitativo di Giorgio Armani: un luogo intimo ma sofisticato e unico, dove ritrovare sempre comfort e armonia.
Mobili e complementi d’arredo, oggetti, lampade e tessuti esclusivi sono i punti cardine della collezione Armani/Casa. Sistemi di cucina e bagno in cui la componente stilistica si fonde con una tecnologia discreta.
Armani/Casa  offre un servizio di Interior Design, rivolto a chi desidera creare un ambiente in perfetto stile Armani. Questo servizio, nel corso degli anni, ha acquisito una sempre maggiore versatilità offrendo la propria esperienza stilistica per soddisfare anche la clientela più esigente. Numerosi progetti per residenze private e importanti collaborazioni con property developers internazionali sono stati realizzati con l’obiettivo costante della cultura dell’unicità e dell’eccellenza. Oggi Armani/Casa è presente in 40 Paesi nel mondo con 53 negozi di cui 31 monomarca.
RELATIVITY MEDIA
Relativity Media è uno studio all’avanguardia impegnato in molteplici campi dell’entertainment, compresi la produzione di pellicole cinematografiche, il finanziamento e la distribuzione, televisione, gestione di eventi sportivi, pubblicazione di prodotti musicali e media digitali.
Lo studio ha prodotto, distribuito o curato il finanziamento di oltre duecento film, ottenendo incassi al botteghino per oltre 22 miliardi di dollari in tutto il mondo e 73 nomination agli Oscar®. Tra le produzioni più recenti si ricordano:
Vicino a te non ho paura – Safe Haven, Act of Valor e Immortals, gli ultimi due subito al numero uno fra i film più visti appena usciti nelle sale. Tra le altre pellicole di Relativity troviamo The Social Network, candidato a otto premi Oscar®, Limitless e The Fighter, vincitore di due Oscar®. Tra le nuove produzioni in uscita ci sono il thriller di Robert Luketic, Il potere dei soldi, che vede la partecipazione di Harrison Ford e Gary Oldman, entrambi nominati agli Oscar®, e Liam Hemsworth, oltre a Cose nostre – Malavita, di Luc Besson, con Robert De Niro e Tommy Lee Jones, vincitori di un Oscar®, e Michelle Pfeiffer, nominata agli Oscar®.

2013, dieci supercar più veloci del mondo

August 20, 2013 Leave a comment

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E così, dopo avervi riportato negli ultimi tempi le caratteristiche delle auto più innovative del mercato e delle supercar che arriveranno nel futuro, eccoci con una precisa classifica delle 10 auto più veloci del mondo nel 2013.
Teniamo a precisare, prima di lasciarvi alla classifica, che quest’ultima è aggiornata al mese di Agosto 2013 e, a nostro avviso, sarà la classifica che rimarrà per tutto l’anno, salvo il lancio di nuove sfide in campo automobolistico da parte dei produttori.
1. IAD Mosler MT900 GTR XX “Landshark” (2009)
490,837 km/h (305 mph)
6781 cc
2500 cv
0/100 km/h in 3,1 sec
2. Wally Larson LE-1 Groundfighter (2001-2001)
490 km/h (304,5 mph)
3950 cc
2000 cv
0/100 km/h in 2,2 sec.
3. Audi R-Zero (2006)
460,2 km/h (286 mph)
4 motori elettrici
1091 cv
0/100 km/h in 3,1 sec.
4. Performance Power Racing (PPR) Ford BADD GT (2006)
455,8 km/h (283,232 mph)
1700 cv
0/100 km/h: 3,0 sec.
5. RSC (Rotary Super Cars) Predator GT-RSR (2012)
455,43 km/h (283 mph)
2600 cc
1200 cv
0/100 km/h in 3,0 sec.
6. Auster Racing TVR Phoenix Project (2005)
444,1 km/h (276 mph) [registrato con un autovelox non regolamentare]
6033 cc
1012 cv
7. Norwood P4 288 GTO “Cavallo Volante” (1985)
443,20 km/h (275,4 mph)
8200 cc
8. SSC Tuatara (2011)
443 km/h (275,5 mph)
6800 cc
1369 cv
0/100 km/h in 2,5 sec.
9. Mallett Halltech Corvette C5 (2005-2006)
442,5 km/h (275 mph)
6300 cc
1000 cv
0/100 km/h: 1.4 sec.
10. Melling Hellcat (2007)
440 km/h (273,4 mph)
6000 cc
1175 cv
0/100 km/h in 2,98 sec

Fonte: GoLook.it

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