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Archive for the ‘Art de Vivre’ Category

April 11, 2016 Leave a comment

Most of us don’t like to think about death. But as the global population expands, the question of how to dispose of the deceased becomes more and more pressing. Some 55 million people die every year, and cemeteries are becoming ever more crowded. A growing number of designers and urban planners are tackling this issue with innovative concepts for cemeteries of the future.

Where the dead light the night

A recent contest, held by the Centre for Death and Society at the University of Bath in England, asked designers to envision what a cemetery of the future might look like. Columbia University designers submitted the winning entry. Called “Sylvan Constellation,” the design uses biomass (in this case, the gas from decaying human bodies) to illuminate lanterns, casting a shifting matrix of light beams throughout the cemetery. The team will now explore installing the project at Britain’s historic Arnos Vale Cemetery.

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A floating cemetery island

In space-pressed Hong Kong, where cemetery crowding has been a problem for decades, many families keep the ashes of their dead loved ones in columbaria, or buildings and walls with niches for urns. But columbaria still take up space, and local residents often oppose the building of multi-story columbaria in their neighborhoods. That’s the background behind “Floating Eternity,” a concept for a floating columbarium “island” developed by Hong Kong design firm Bread Studio. The island would remain offshore in the South China Sea, reachable by ferry, for most of the year, and then dock at the city during annual ancestor worship holidays.

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Spend eternity in a coral reef

Forget six feet under. How about 40 feet under? Under water, that is. The Neptune Memorial Reef, the largest manmade reef in the world, is an underwater mausoleum for cremated remains. The environmentally-friendly solution, off the coast of Miami, attracts a variety of sea life, helping restore some threatened species. The only downside is that you can only visit your loved one’s resting place if you’re willing to scuba dive.

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Skyscraper burial

There are already a number of multi-story cemeteries in existence, from Brazil’s 32-story Memorial Necropole Ecumenica to the 8-story Portland Memorial Mausoleum in Oregon. But this design concept, from French designers Fillette Romaric and Chandrasegar Velmourougane, is envisioned with beauty as well as practicality in mind. Their vertical cemetery has a skylight in the center, which allows sunlight to reflect on a pond at the ground level. A spiral walkway around the building allows for grave visits and offers stunning views of Paris. The idea was a finalist in the 2011 eVolo Skyscraper Competition.

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GPS headstones

As “green” or “natural” burials, where bodies are buried in fields or other natural settings without being chemically embalmed, become more popular, the question remains: how will loved ones be able to visit the deceased, in the absence of a headstone. Several cities and cemeteries have come up with a potential solution: GPS. The deceased would be buried with a GPS unit, and families would be given a tracker to “find” them when they came to visit.

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by Emily Matchar

Fonte: Smithsonian

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Categories: Art de Vivre, Life-Visions

Caftano, tra charme e seduzione

June 7, 2014 Leave a comment

amica caftano

Se Adriana Karembeu è salita sui podi più alti indossando il caftano marocchino e Susan Sarandon lo ha indossato alla premiazione del Festival del Cinema di Marrakech, quest’ultimo ha influenzato non poco il mondo delle nuove tendenze che sposa una moda che arriva da lontano,  la tradizione che impone le sue origini tramandandole da secoli. Il caftano marocchino unito alla fantasia di bravi stilisti, accorpa la fantasia e il capriccio, allaccia la magia allo charme tutto orientale e coniuga la seduzione ad ogni epoca. La tradizione flirta con l’uptodate, l’audacia si mixa al modernismo orientale, i tagli sposano i corpi, i ricami si uniscono ai tessuti e i colori creano miracoli prodigiosi. Le donne sono entusiaste, gli uomini attratti. Ilcaftano è una eredità di generazioni fieramente indossato in tutte le cerimonie marocchine; fidanzamenti, matrimoni o ancora battesimi, sono occasioni dove l’indumento esprime al massimo la sua eleganza e la sua bellezza. I differenti tagli poi sono fonte di una gioia immensa per i sarti e per chi indosserà il capo. Si può scegliere il “laaroussa“, sublime la “nfissa“, sotto lo sguardo attento e preciso della “Khayata“. È l’abito di base della donna marocchina che soddisfa appieno la femminilità che si è  impadronità, oramai da decenni, delle donne del Paese. Dal tempo dei Romani, il caftano ha percorso un lungo cammino ed elesse domicilio inMarocco; è oramai parte integrante del Patrimonio Nazionale e conferma giorno dopo giorno la sua posizione di leader quando si parla di eleganza e di maestosità orientale. Gli stilisti non centellinano sull’immaginazione e la creatività quando si tratta di creare nuove tendenze, tagli particolari e tessuti. Tessuti che spaziano dal satin duchessa, passando per taffetas, shantung di seta, organza, sino ad arrivare a preziose tessiture in oro damascate. Anche per i ricami vi è  l’imbarazzo della scelta; è un mestiere antico, che si va perdendo e che richiede maestria, colpo d’occhio e un gusto eccelso per i particolari anche minimi. Oggi è chiaro un ritorno alle antiche “broderie“, sovente con ramages di fiori che si chiamano “Jarda” (giardini), ricamate quasi sempre a livello del decolletté e che necessità di una enorme combinazione dicolori e di toni. Se il caftano marocchino colpisce di meraviglia chi lo osserva, la sua creazione non è cosi’ semplice come sembra. Dal taglio alla couture, passando per i ricami, questa ottava meraviglia del mondo esige arte e mestiere. Per fare tutto questo i sarti devono essere minuziosi e l’applicazione e la perfezione sono strumenti indispensabili. In effetti lo “Izar che avvolgeva il corpo con un piccola cintura al tempo dei Romani non ha più niente a che vedere con l’industria attuale della alta sartoria tradizionale marocchina. Per la creazione è indispensabile una buona mano d’opera ma la scelta del tessuto è  quella che decide il modello e la vestibilità finale. Nellamedina di Marrakech si trovano ancora dei bambini che aiutano i loro genitori durante la fase del ricamo; questa pratica che dura da anni implica questi giovanissimi ad apprendere il mestiere e, con le loro piccole dita possono facilmente aprire matassedi seta che si ingarbugliano e incrociare i fili di colori con una facilità estrema. Voglio ricordare il grande stilista algerino YSL, che ha presentato in tutte le sue collezioni caftani spettacolari prendendo spunto dai colori e dalla vita di Marrakech, città dove viveva e dove trovava l’ispirazione per le sue collezioni. Anche da uomo negli ultimi tempi sono sorte numerose griffes che presentano modelli veramente spettacolari, per le calde serate europee e perché no per una festa da mille e una notte dal taglio glamour. I prezzi di un caftano variano dai 600 Euro ai 1.500, secondo lo stilista. Tutto dipende dalla lavorazione e ovviamente dai ricami. Alcuni ricami sono eseguiti con fili in oro e argento quindi il prezzo aumenta notevolmente. Sono prezzi alti ma si possono trovare anche delle varianti economiche cucite dai sarti della medina, con cura eccelsa, a prezzi che variano tra i 100 e i 200 euro, quindi tutti hanno la possibilità di regalarsi un capo importante, un piacevole ricordo del Paese, uno stile di vita unico che riflette una cultura fatta anche di dettagli, di piccoli particolari, di ore passate a ricamare minuscoli fili per il piacere di guardare e farsi guardare!

Fonte: My Amazighen

Defacts, oggetti creativi in giro per Milano

April 3, 2014 Leave a comment

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Noi non siamo al Salone del Mobile
e non siamo nemmeno al Fuori Salone:
noi siamo il Salone Mobile
Parteciperemo anche noi all’evento dell’anno!
Dal 9 al 12 Aprile dalle 18,00 alle 23,00 circa: dove? Essendo in movimento… seguiteci via Facebook o Twitter!
Porteremo in giro per Milano i nostri oggetti, creativi e pieni di sottile ironia o significato: POLLOCK, il porta trinciapollo a forma di Pollo (http://defacts.it/it/pollock.html) e GOOD: una croce (o un crocifisso?) che si mostra a chi crede. (http://defacts.it/it/credo-vedo.html)
Siamo designer in autoproduzione, la nostra forza è il sogno e la convinzione di potercela fare grazie a idee creative e originali.
100% Made in Italy.
Sinergia totale: dal produttore al consumatore.
Insomma: tante idee per strappare un sorriso!
E se qualcuno vuole unirsi all’idea è benvenuto: si munisca di cariola o carrello della spesa o passeggino e lo riempa delle sue creazioni: lo accoglieremo come un amico!
(A chi ci viene a incontrare gli spetteranno un cicchetto di vino e olive… 100% italiane! ;-D)
Le immagini sono scaricabili in alta definizione al seguente indirizzo: http://defacts.it/it/stampa.html
Seguiteci su Facebook per sapere dove saremo di minuto in minuto:
https://www.facebook.com/DefactsHouse
o su www.defacts.it (qui potrete trovare immagini ad alta risoluzione e foto cronaca del nostro peregrinare per Milano)
o Twitter:
twitter.com/DefactsHouse
Basta scrivere a: info@defacts.it

Categories: Art de Vivre, Life-News Tags:

Nomade… ignorante, poeta errante, tuareg… fascino di gioventù

March 18, 2013 Leave a comment

tende

Millenni fa qualcuno distinse il campo dalla pianura, scavò pozzi e canali, costruì città e templi, e diede vita allo Stato. Qualcuno invece scelse di continuare a vivere nelle tende, con gli animali, allevati e cacciati, sempre in movimento, sempre spostandosi cercando pascoli più verdi, terre più ricche in selvaggina – mercati più floridi. Il nomade scorre, lieve, sulla terra: tutte le carovane e i cavalli non pesano quanto un palazzo; è fluido nell’organizzazione, coglie la vita che gli serve per la vita – né più né meno responsabile di un qualunque animale, nella cura del mondo, sia egli il tuareg colorato d’indaco che traversa il Sahara a dorso di dromedario, mercante di sale, tè e gemme, sia il terribile cavaliere unno che mastica carne frollata sotto la sella e caccia il nemico umano come preda nelle steppe sterminate dell’est, frustate dal vento freddo. A un tempo il nomade resta più vicino alla saggezza preistorica della bestia intelligente che vive con la natura; ora ignorante, ora fine poeta, vive affogato in superstizioni che però sono un linguaggio, una rappresentazione simbolica di una realtà che pulsa di energia. È da queste osservazioni che un uso figurato od esteso dovrebbe connotarsi.
Quello del nomade, in due parole, è come un fascino di gioventù: pare poco serio, ma è di vitalità magnetica.

Fonte: My Amazighen

Categories: Art de Vivre

B.live, nuovo brand socialmente costruttivo da Fondazione Magica Cleme e Ass. Bianca Garavaglia

B.live

L’altra faccia della moda. Quella della passione, del lavoro, dell’orgoglio. Fatta non da professionisti ma da ragazzi che hanno le stesse capacità. Anzi. Forse questi giovani possiedono una marcia in più: hanno il coraggio di agire. Sono i piccoli pazienti dell’istituto dei tumori di Milano. B.live è il nome del nuovo brand. Una linea fresca, colorata e soprattutto costruita giorno dopo giorno con la forza di chi non si arrende. Il progetto è stato realizzato dalla Fondazione Magica Cleme in collaborazione con l’associazione Bianca Garavaglia. Adolescenti malati che da “pazienti-modello” incollati ai letti dell’ospedale si sono trasformati in sarti e stilisti di successo. Hanno abbandonato la vita sedentaria per alzarsi a studiare la passerella, le luci, le modelle. Hanno disegnato tutto ciò che avevano in mente. Si sono messi su un tavolo a tagliare e cucire. E ce l’hanno fatta. A dicembre scorso sono riusciti ad organizzare una vera sfilata. Stilisti, un make artist ed imprenditori del settore li hanno guidati con laboratori e corsi di formazione, ma lo straordinario successo della collezione viene dalla loro forza. Continuare a vivere, a sognare. Questo è il messaggio che gli adolescenti malati di cancro vogliono far arrivare a tutti. E ci stanno riuscendo molto bene. Più di mille le persone erano presenti alla sfilata e dal 23 aprile gli abiti saranno in vendita insieme ad un libro che racconta la loro avventura. Credere e vivere. Credere per vivere. B.live rappresenta il coraggio di andare avanti, di lottare anche nelle situazioni più difficili. B.live è la voglia di credere in se stessi senza filtri, senza dover pensare, un giorno, di smettere.(Giulia Pezzolesi)

Fonte: VM-Mag

Fouta, lenzuolo da Hammam must sulle spiagge chic francesi

March 13, 2013 Leave a comment

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Il lenzuolo da Hammam, più conosciuto come « fouta » tra gli iniziati, è diventato un must sulle spiaggie chic francesi nella rovente estate 2012. Più pratico dell’asciugamano e multifunzione, la “fouta” ha sedotto con glamour i fashion-victims giovani e meno giovani, grazie anche al suo peso piuma e alla sua taglia XXL. La “fouta”, originaria della Tunisia poi introdotta in tutto il Maghreb, può essere utilizzata come asciugamano ma anche come telo da spiaggia, pareo o maxi foulard. A Parigi si vede spesso nei bagni d’autore e nelle immagini di adv patinate che promuovono ceramiche e sanitari uptodate. Si trova in vendita su Internet o in qualche selezionato negozio; il lenzuolo costa tra i 18 e i 60 euro secondo l’origine, la qualità del materiale e la taglia. Da sfoggiare assolutamente nei tanti colori disponibili anche se l’originale è bianco/grigio in uno spettacolare cotone egiziano, magari ricamato con le proprie iniziali.

Fonte: My Amazighen

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Bellezza, maschera uovo per una pelle splendente e luminosa

February 25, 2013 Leave a comment

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Per una pelle splendente e luminosa
Non ci siamo ancora lasciati alle spalle cattivo tempo e neve, ma già le giornate si sono allungate e non sono mancati i giorni di sole. La primavera è alle porte!
Volete preparare il vostro viso al cambio di stagione? Basta una semplice maschera fai da te con tuorlo d’uovo da applicare una volta alla settimana per nutrire la pelle e renderla pronta per il periodo caldo.
Un nutriente tuorlo d’uovo va sbattuto con un cucchiaio di olio d’oliva e va messo su viso e collo per circa mezz’ora. Il mix va tolto poi con acqua tiepida. Per una pelle splendente e fresca, potete aggiungere un cucchiaio di latte al composto.

Fonte: Olfatto Matto

Categories: Art de Vivre