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Archive for the ‘Cinema, Spettacolo’ Category

Marco Brambilla

Marco Brambilla (regista, video-artista)

Nato a Milano nel 1960, vive fra Los Angeles e New York. La sua carriera spazia dall’arte al cinema alla pubblicità. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali alla Projectraum Kunsthalle di Berna (2000), al New Museum of Contemporary Art di New York (2003), al Contemporary Art Forum di Santa Barbara (2004) e quest’anno al  Santa Monica Museum of Art, oltre a far parte delle collezioni permanenti dei più prestigiosi musei internazionali, fra cui il Guggenheim Museum di New York e la Fondazione ARCO di Madrid. Il New York Times ha scritto delle sue opere: “sono talmente avvincenti e delicate da restituire la fiducia in questo mezzo espressivo”. Brambilla crea le sue installazioni utilizzando spezzoni poi montati, rielaborati stratificandoli e ricuciti sino a creare nuove avvincenti narrazioni  e stupefacenti mosaici visivi. I tableaux multi-strato creati da Brambilla con immagini interconnesse e video in loop attraverso l’utilizzo di tecnologie avveniristiche, si fondono in un paesaggio grandioso che è segno distintivo del suo lavoro. Quest’anno ha presentato il suo lavoro nella mostra collettiva Neoludica, evento collaterale alla 54. Mostra Internazionale d’Arte della Biennale. L’esordio al cinema avviene negli anni ’90, con Demolition Man (id., 1993) in cui dirige Sylvester Stallone. In seguito è ancora dietro la macchina da presa in Excess Baggage (Una ragazza sfrenata, 1997) con Alicia Silverstone, Benicio Del Toro e Christopher Walken, e nel controverso Destricted, opera collettiva presentata a Cannes nel 2006 e diretta con lui da Marina Abramovic, Matthew Barney, Larry Clark, Gaspar Noé e Richard Prince e Sam Taylor-Wood.

Fonte: Biennale di Venezia

Cristiana Capotondi

Cristiana Capotondi (attrice – Italia) 

Cristiana Capotondi è una delle più note e apprezzate attrici italiane della sua generazione. Nonostante la giovanissima età, vanta già un’esperienza pluriennale, grazie alle numerose partecipazioni in progetti televisivi e cinematografici. Protagonista di una carriera precoce e in costante crescita, l’attrice romana ha già avuto modo di confrontarsi con i più svariati generi cinematografici, dalle commedie romantiche ai film drammatici, e di lavorare con  importanti autori del cinema italiano.

Nata a Roma nel 1980, Cristiana Capotondi esordisce a dodici anni nella serie televisiva Amico Mio. La prima apparizione sul grande schermo arriva quando è ancora molto giovane, nel 1995, quando partecipa al film Vacanze di Natale ‘95. Negli anni successivi recita in numerose serie televisive, tra cui Anni ’50 e Anni ’60 (1998/1999), Piovuto dal cielo (2000), Angelo il custode (2001), Compagni di scuola (2001). Nel 2004 fa parte del cast di Luisa di Sanfelice (2004) dei fratelli Taviani. Successivamente per il grande schermo, è stata la protagonista di Volevo solo dormirle addosso (2004) di Eugenio Cappuccio, presentato alla 61 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Mezzanotte. Grazie alla sua interpretazione viene candidata come migliore interprete non protagonista ai Nastri d’Argento del 2005. Recita successivamente in Christmas in love (2004) di Neri Parenti ed in Notte prima degli esami, uno dei grandi successi italiani della stagione 2006. Il film riceve 11 nomination ai David di Donatello di quell’anno, inclusa quella per Cristina Capotondi come migliore attrice protagonista, e il regista Fausto Brizzi vince il premio come migliore esordiente. Per la sua interpretazione ottiene a Venezia il Premio Diamanti al cinema ed il prestigioso Premio Biraghi.

Nel 2007 recita in Come tu mi vuoi, ruolo grazie al quale ottiene una candidatura ai Nastri d’argento come migliore attrice protagonista, in Scrivilo sui muri e ne I Vicerè di Roberto Faenza. Nel 2008 viene premiata a Venezia con il premio L’Oréal Paris per il Cinema, riconoscimento al talento, alla bellezza e ad una performance cinematografica particolarmente brillante, assegnato dal pubblico e dalla stampa specializzata. Torna a lavorare con Fausto Brizzi nel 2009 col film Ex. Nel 2010 torna in televisione interpretando l’imperatrice Sissi. Il grande successo televisivo internazionale le fa ottenere il Premio Romy Schneider. Nello stesso anno al cinema è la protagonista di Dalla vita in poi, film che ottiene al festival di Montreal il Premio speciale della giuria e grazie al quale Cristiana vince il premio come migliore interprete femminile al Festival di Taormina. Sempre nel 2010, recita in La passione di Carlo Mazzacurati, film presentato in concorso alla 67. Mostra del cinema di Venezia e nel corto The Wholly Family diretto da Terry Gilliam. Quest’anno ha invece girato La kryptonite nella borsa, esordio alla regia di Ivan Controneo e La peggior settimana della mia vita, opera prima di Alessandro Genovesi.

Fonte: Biennale di Venezia

Aureliano Amedei

Aureliano Amedei (sceneggiatore, regista – Italia)  

Aureliano Amadei è stato uno dei protagonisti della scorsa edizione della Mostra di Venezia, dove ha presentato nella sezione Controcampo italiano il suo lungometraggio d’esordio 20 sigarette, sulla sua vicenda autobiografica di scrittore-regista coinvolto nell’attentato del 12 novembre 2003 contro la base militare italiana di Nassirya. Il film si è aggiudicato il Premio Controcampo italiano con la seguente motivazione: “La densità del racconto ha il ritmo di una verità che, oltre ogni pregiudizio, diviene personale storia in cui si intersecano, con intelligenza e non senza qualche venatura di ironia, gli elementi dell’esercizio di libertà. Libertà dal proprio vissuto per inseguire un sogno, libertà dai propri pregiudizi per incontrare le persone, libertà dal proprio dolore per non indurre lo spettatore a sguardi prestabiliti”. Il film ha ricevuto anche una menzione speciale per l’interpretazione dell’attore protagonista Vinicio Marchioni e diversi premi collaterali. Dopo la presentazione a Venezia, 20 sigarette è stato presentato, in Italia e all’estero, in oltre 30 festival e rassegne cinematografiche, ha ottenuto 8 nomination ai David di Donatello, dove ha vinto il David Giovani, oltre a 3 statuette per la produzione, il montaggio, gli effetti visivi. Il film ha ottenuto anche due Nastri d’argento per la miglior attrice non protagonista e per il miglior sonoro in presa diretta. Amadei ha, inoltre, vinto il Globo d’oro come miglior regista esordiente.

Aureliano Amadei è nato a Roma nel 1975 e debutta come attore protagonista all’età di 5 anni nel film tv Progetti di Allegria di Vittorio de Sisti.  Nel 1995 parte per Londra, dove frequenta l’Accademia d’Arte drammatica Webber Douglas e  si diploma come attore nel 1998. A Londra lavora come attore al Globe Theatre. Tornato in Italia, recita in vari film tra cui Il Talento di Mister Ripley di Anthony Minghella (1999), I cavalieri che fecero l’impresa di Pupi Avati (2001), La Rivincita di Natale di Pupi Avati (2004). Lavora anche in alcuni spettacoli teatrali, tra cui Morti senza sepoltura di Sartre, dove è attore protagonista, per la regia di Marcello Cava.  Nel 2001 debutta come regista teatrale nello spettacolo Unamunda di David Ives, finalista al Festival di Cremona.  Inizia poi a realizzare come regista una serie di documentari per SAT2000 e per “La Storia siamo Noi”, oltre a due videoclip e a vari lavori da videomaker. Nel 2003 è coinvolto nella strage di Nassirya, dove si trova come aiuto regista di Stefano Rolla. Nel 2005 scrive con Francesco Trento il libro “Venti sigarette a Nassirya” da cui ha tratto il suo lungometraggio d’esordio. Nel 2008 inizia a produrre con la propria casa di produzione – MOTOPRODUZIONI – una serie di documentari suoi e di altri autori. Ha scritto, insieme ad Alessandro Falcone e Gian Piero Palombini, il libro “Non pensavo che la vita fosse così lunga”, sulla vita del celebre pugile triestino, Tiberio Mitri, scomparso il 12 febbraio 2001.

Fonte: Biennale di Venezia

Roberta Torre

Roberta Torre (regista – Italia)

Roberta Torre nasce a Milano. Dopo la laurea in filosofia, la Scuola di Cinematografia di Milano e l’Accademia d’Arte Drammatica Paolo Grassi, si trasferisce a Palermo nel 1990. Negli anni ’90 gira diversi cortometraggi in video – Angelesse (1991), Angeli con la faccia storta (1992), Le anime corte (1992), Il teatro è una bestia nera (1993), Senti amor mio? (1994), La vita a volo d’angelo (1995), Verginella (1996) – che le fruttano vari premi in festival cinematografici italiani e stranieri e fonda una piccola casa di produzione, la “Anonimi & Indipendenti”. Il grande successo arriva però nel 1997 con il suo primo lungometraggio Tano da morire, un musical per molti versi anomalo che viene presentato al Festival di Venezia, in cui gli viene attribuito il premio Luigi De Laurentiis per l’opera prima, e che conquista poi altri premi tra cui due David di Donatello (miglior regista esordiente e migliore musicista a Nino D’Angelo) e tre Nastri d’Argento (miglior regista esordiente, migliore musica, migliore attrice non protagonista). Il seguito ideale di questo percorso è Sud Side Stori (2000), ancora un musical che rilegge la storia di Romeo e Giulietta in chiave multirazziale. La colonna sonora del film è firmata tra gli altri da Pacifico, che proprio in quell’occasione scopre il suo talento di paroliere, e Dennis Bowell, arrangiatore del grande Linton Qweesi Johnson. Ancora una formula che segna la tendenza alla sperimentazione dell’autrice che porta a recitare, ballare e cantare centinaia di immigrati e immigrate presi dalla strada. Nel 2002 firma Angela, un melò presentato al Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des Réalisateurs che segna un mutamento radicale di stile e ritrova il realismo dei primi ritratti documentaristici accostandolo ad una struttura narrativa di impianto classico. Al Festival di Locarno viene presentato Mare Nero (2006), un film noir, la storia inquietante di un uomo alle prese con le sue ossessioni girata nel mondo notturno dei privè e degli scambi di coppia, con Anna Mouglalis e Luigi Lo Cascio e si avvale della colonna sonora del compositore premio oscar Shigeru Umebayashi. Nel 2008 fonda la Rosettafilm con cui produce Itiburtino terzo e La notte quando è morto Pasolini, due docu-film sulle borgate romane. Il primo è un affresco sulla vita e le storie dei giovani del tiburtino terzo, storico quartiere di Roma, il secondo è una lunga intervista racconto di Pino Pelosi che ricorda la notte del delitto Pasolini tra passato e presente. I film vengono presentati al Festival di Locarno nella sezione Ici et Ailleurs agosto 2009. Nel 2008 aderisce al progetto collettivo “All human rights for all” in occasione del sessantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, realizzando il cortometraggio La Fabbrica che vede come protagonisti dei bambini che si apprestano a nascere. Il 28 marzo 2009 inaugura presso l’Archivio Storico di Palermo la sua mostra fotografica Ma-donne; si tratta di 23 scatti in cui elabora creativamente una nuova immagine di donna contemporanea tra senso del mistico e gusto grottesco. Nell’aprile del 2009 va in onda lo spot realizzato dalla regista per l’associazione “Doppia Difesa” in favore delle donne e contro ogni violenza su di esse. Nello spot compaiono volti noti del mondo dello spettacolo che invitano le donne a denunciare le violenze subite e a non vivere più nel silenzio. I baci mai dati, il suo quinto lungometraggio, dopo aver aperto con successo la sezione la Controcampo Italiano alla 67. Mostra di Venezia è stato venduto in oltre dieci paesi. È stato inoltre l’unico film a rappresentare l’Italia al Sundance Film Festival  ed è stato successivamente presentato anche a Mosca, a Londra e Tokyo.

Fonte: Biennale di Venezia

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Serra Yilmaz

Serra Yilmaz (Turchia, attrice)

Nata ad Istanbul, dopo il diploma studia psicologia all’Università di Caen in Francia, dove segue il corso di recitazione tenuto da Robert Abirached. Rientrata nella città natale, vince il concorso della Compagnia Dostlar dove, mentre continua a studiare recitazione, viene anche scelta per una serie di ruoli minori in lavori messi in scena al teatro. Esordisce al cinema nel 1983 in Şekerpare di Atif Yilmaz, seguito da una serie di ruoli in opere di altri maestri del cinema turco degli anni ’80, tra cui Hotel Madre-Patria di Ömer Kavur in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1987. Nel 1988 lavora come attrice e dramaturga per la compagnia del Teatro della Città di Istanbul, del quale è vice-direttore artistico e responsabile per le relazioni internazionali dal 1996 al 2000. Nel 1998 la performance in Harem Suaré di Ferzan Ozpetek le vale il premio come miglior attrice non protagonista all’Antalya Film Festival e avvia una lunga collaborazione con il regista di origine turca, del quale diventa un volto simbolo. Nel 2001 Ozpetek la dirige ne Le fate ignoranti, mentre l’anno seguente recita per Elisabeth Raygaard in Omfavn mig måne (House of Hearts). Grazie al ruolo da protagonista in Dokuz (2002) di Ümit Ünal viene premiata come migliore attrice sia all’Istanbul Festival nel 2002 che ai Sadri Alışık Theater and Cinema Awards. Nel 2004, lascia la compagnia del Teatro della Città di Istanbul e prosegue la felice collaborazione con Ozpetek con La finestra di fronte, che le vale una nomination ai David di Donatello come Miglior Attrice Non Protagonista, un Ciak d’Oro e il premio Flaiano, mentre alla consegna del Mirto D’Oro viene insignita del premio “Cle D’or”. Nel 2005, comincia a recitare al Teatro Rifredi di Firenze in  “L’Ultimo Harem- the Last Harem”, lavoro teatrale diretto da Angelo Savelli, che viene ripreso con grande successo per sette stagioni, e andrà avanti anche nel 2012.  Sempre nel 2010 interpreta vari ruoli in “Sur le Seuil” di  Sedef Ecer, messo in scena al Centro Culturale Jean Houdrement a La Courneuvue e a Fécamp.  Yılmaz ha recitato anche in serie televisive di successo e affianca alla carriera di attrice l’attività di traduttrice di opere di Pirandello, Yourcenar, Jaccotet. 

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Charles Tesson

Charles Tesson (Francia, critico e storico del cinema)

Collabora dal 1979 ai “Cahiers du cinéma” ed è stato capo-redattore della rivista tra il 1998 e il 2003. E’ stato produttore di registi come Philippe Garrel e Jean-Pierre Limosin e distributore indipendente con un ventaglio amplissimo di offerte. Docente di Storia ed Estetica del Cinema all’Università della Sorbona, è autore di numerosi libri sul cinema, come Satyajit Ray (1992), Luis Bunuel (1995), El from Luis Bunuel (1996), Photogénie de la Série B (1997), Théâtre et cinéma (2007) e Akira Kurosawa (2008). Ha curato numeri monografici dei “Cahiers” rimasti celebri: Hong Kong cinéma (con Olivier Assayas, 1984), Made in China (1999), oltre al libro antologico L’Asie à Hollywood (2001). È membro del comitato di selezione della Semaine de la Critique (Festival di Cannes), di cui diverrà Delegato Generale a partire da gennaio 2012.

Fonte: Biennale di Venezia

Fred Roos

Fred Roos (Usa, produttore)

Sin dai primi anni ‘70 il californiano Fred Ross ha lavorato con molti dei più importanti registi e attori di Hollywood, producendo alcuni tra i più significativi film del nostro tempo. Dopo un decennio di attività come produttore televisivo per alcune serie tv (come Gomer Pyle U.S.M.C., I Spy, Good Morning, World, e The Andy Griffith Show, con un giovanissimo Ron Howard), Roos è casting director per Petulia di Richard Lester (1968) e per una serie di film leggendari che hanno scritto la storia del cinema come Il Padrino (1972), American Graffiti di George Lucas (1973), Cinque pezzi facili (Five Easy Pieces, 1970) e Il re dei giardini di Marvin (The King of Marvin Gardens, 1972) di Bob Rafelson, Città amara di John Huston (Fat City, 1972), e Zabriskie Point di Michelangelo Antonioni (1970), oltre ad essere stato casting consultant per Star Wars (1977) George Lucas. A coronare questa straordinaria serie di lavori, nel 1988 la Casting Society of America gli tributa un premio alla carriera. Sul fronte della produzione cinematografica, la sua lunga e fortunata collaborazione con Francis Ford Coppola va dagli esordi del regista di origini italiane sin ai suoi lavori più recenti, come Un’altra giovinezza (Youth Without Youth, 2007) e Tetro (2009), dei quali è produttore esecutivo, ma include anche il sei volte premio Oscar Il Padrino, parte II (The Godfather, Part III, 1974), Il Padrino, parte III (The Godfather, Part II, 1990) – candidato a sette statuette dell’Academy – e La Conversazione (The Conversation, 1974), che nel 1974 si aggiudica la Palma d’Oro a Cannes. Altre pellicole, frutto di questa felice collaborazione sono Un sogno lungo un giorno (One From the Heart, 1982), I ragazzi della 56a strada (The Outsiders, 1983), Rusty il selvaggio (Rumble Fish , 1983), Cotton Club (The Cotton Club, 1984), Giardini di pietra (Gardens of Stone, 1987) e Tucker, un uomo e il suo sogno (New York Stories, Tucker: The Man and His Dream, 1988). Nella sua lunga carriera Roos ha prodotto anche numerosi altri film, fra questi ci sono anche Hammett: indagine a Chinatown (Hammett, 1982) di Wim Wenders, Yellow 33 (Drive, He Said, 1971) di Jack Nicholson, Barfly, Moscone da bar (Barfly, 1987) di Barbet Schroeder, Black Stallion (The Black Stallion, 1979) di Carroll Ballard, Young Black Stallion (The Young Black Stallion, 2003) di Simon Wincer, Amori in città…e tradimenti in campagna (Town and Country, 2001) di Peter Chelsom, Il giardino segreto (The Secret Garden, 1993) di Agnieszka Holland, e il documentario vincitore del Cable Ace Award Hearts of Darkness: A Filmmaker’s Apocalypse (1991) diretto da Fax Bahr, George Hickenlooper ed Eleanor Coppola. A fine anni ’90 inizia un’altra fruttuosa collaborazione, con Sofia Coppola di cui co-produce il lungometraggio d’esordio Il giardino delle vergini suicide (The Virgin Suicides, 1999), diventando poi produttore esecutivo di tutti i lavori successivi: Lost in Translation (2003), Maria Antonietta (Marie-Antoinette, 2006) e Somewhere (2010), Leone d’Oro a Venezia lo scorso anno.

Fonte: Biennale di Venezia

Categories: Cinema, Spettacolo Tags:

Aleksei Fedorchenko

Aleksei Fedorchenko (Russia, regista e sceneggiatore)

E’ nato nel 1966 nei pressi di Orenburg. Dopo la laurea in Economia al Politecnico degli Urali nel 1988 si iscrive al VGIK (Istituto Panrusso della Cinematografia). Già dagli anni Novanta lavora come assistente e poi direttore di produzione presso i cinestudi di documentari a Ekaterinburg (ex Sverdlovsk). Nel 2000 si laurea in drammaturgia al VGIK. Esordisce nella regia nel 2002 con lo struggente documentario-intervista David, che partecipa e viene premiato a numerosi festival, tra i quali il Festival del Film Antropologico di Salekhard (secondo premio), il Festival di Stoccolma (Grand Prix), il Festival di Lubljana (Grand Prix), il Festival di Varsavia (secondo premio). Scrive poi il cortometraggio Okhota na zaytsev (Hare Hunting, 2003), diretto da Igor Voloshin, che riceve nel 2004 il Grand Prix al Festival del Messico. Debutta nel lungometraggio col docu-fiction First on the Moon (Pervye na lune, 2005), una fantastica epopea sulla conquista della Luna dai sovietici negli anni Trenta, presentato alla 62. Mostra di Venezia, dove vince il Premio Orizzonti per il Miglior Documentario, film premiato in seguito anche ai Festival di Sochi e Cottbus. Fonda nel 2005 una sua società di produzione, la “29 febbraio”, con la quale e produce il lungometraggio Železnaya doroga (La ferrovia, 2006) e i documentari Shosho (id., 2007) e Veter Šuvgej (Venti di cambiamento, 2008), attraverso i quali comincia la sua personale e insolita ricerca sulle diverse etnie minoritarie dell’ex Unione Sovietica che continuerà con Ovsyanki, tratto dal romanzo di Denis Osokin. Sta attualmente girando il suo nuovo film, tratto ancora una volta da un’opera letteraria di Osokin.

Fonte: Biennale di Venezia