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La Zacca, quando il gusto giapponese incontra l’artigianato italiano
Camminando per le vie attorno ai Navigli rimango sopresa da una vetrina: arredamento minimal, totalmente bianco su cui spiccano le colorate creazioni moda e casa ospitate all’ interno del concept shop La Zacca, un piccolo angolo di Giappone che si mischia all’ artigianato nostrano, in uno dei quartieri artistici per eccellenza della nostra città.
La Zacca è una parola giapponese – mi spiega Mayumi Kon, proprietaria e ideatrice di questo interessante store, significa accessori di moda, bigiotteria, articoli da regalo e oggetti per la casa. Il negozio vuole trasmettere un concetto: quello del calore della mano, la mano di coloro che hanno realizzato questi oggetti, poichè si tratta di prodotti handmade. Un calore e una passione del fare con cui ogni oggetto vorrebbe avvolgere il suo nuovo fruitore, per apprezzare meglio quella che è ormai una rarità nell’ era della produzione in serie e della globalizzazione. Il negozio si definisce anche uno Slow Shop, dove lo shopping è pensato, coscente e avviene perchè si è davvero colpiti da qualcosa e non presi dalla frenesia di avere ciò che hanno tutti solo perchè va di moda.
I prodotti sono realizzati da diversi artigiani (circa una decina) sia italiani che giapponesi scelti personalmente da Mayumi: orecchini, spille, collane realizzati con bottoni rivestiti in stoffe dalle fantasie orientali, orecchini in pizzo inamidato, borse in tessuto stampato, bojoux in fimo che riproducono dolci ma anche sushi e spaghetti di Gioie Lillipuziane. Oggetti per la casa come le ceramiche di Clare Gage, un artista inglese premiata dal Royal Society of Arts, lampade di carta, posate e altri oggetti in legno, agende, post- it, nastri adesivi colorati e stampati, portacandele in vetro, ma anche oggetti realizzati con stoffe tipiche tradizionali giapponesi, come i fazzoletti Tenugui che possono essere utilizzati in vari modi: come asciugamani, bandana, incarto per confezionare un regalo, ecc.
Ma oltre agli oggetti fatti e finiti è possibile anche comprare dei kit per realizzarli da se, come ad esempio i bottoni o le spille corredati da campioni di stoffe con cui poterli rivestire e crearsi i propri gioielli. Questo perchè nel momento in cui ci si mette alla prova realizzando da soli un oggetto si apprezza molto di più il prodotto artigianale e lo si distingue da quello seriale. Un altro tema molto caro a Mayumi è il riciclo. Si dice che i giapponesi comprano ogni anno 10 chili di vestiti e ne buttano 9! Per questo una recente iniziativa sul consumo critico invita a pensare diversamente: “3R – Ridurre i rifiuti, riutilizzare, riciclare”. Proprio per questo bisognerebbe pensare prima di comprare e anche prima di buttare via i nostri oggetti, che hanno un ciclo di vita che può essere esteso e rinnovato.
Il negozio ha aperto lo scorso Dicembre, Mayumi si occupava di esportazione, quando è arrivata in Italia è rimasta affascinata dall’ artigianato italiano e dalle tradizioni del nostro paese. Il suo negozio vuole dunque dare visibilità a queste bellezze e far capire a chi compra il lavoro che c’è dietro ad ogni oggetto. Il gusto orientale (e anche una buona dose si filosofia di questo popolo) si mescola al saper fare italiano, anche se l’ idea di Mayumi è quella di presentare una selezione di soli prodotti italiani.
Dal 4 Aprile al 2 Maggio La Zacca sarà presente alla Rinascente con una selezione di prodotti giapponesi. Inoltre dopo la tragedia che ha colpito il Giappone dall’ 11 Aprile una parte del ricavato delle vendite del negozio sarà donata alle vittime del terremoto.
Fonte: Noisymag




















