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Centro Culturale di Tirana, progetto realizzato dallo studio BIG
Ennesimo concorso vinto da BIG (insieme a Martha Schwartz Landscape, Buro Happold, Speirs & Major, Lutzenberger & Lutzenberger e Global Cultural Asset Management) questa volta per il nuovo centro culturale di Tirana.
Il centro avrà una superficie di 27000 metri quadri e conterrà al proprio interno diverse funzioni legate principalmente alla religione, infatti presenta una moschea, un centro Islamico e un museo sulla religione.
Tirana è attualmente al centro di una grande riqualificazione urbana che coinvolge gran parte della città. Il rapporto con la religione nel paese è molto importante, infatti l’Albania ha grandi comunità cattoliche, ortodosse e mussulmane e dopo la realizzazione di due chiese negli scorsi anni, la necessità di una nuova moschea si faceva sentire.
BIG era uno dei cinque finalisti che comprendevano anche, Andreas Perea Ortega, Architecture Studio, SeARCH e Zaha Hadid.
Fonte: Linea Di Sezione
Tirana, concept del futuro Parlamento dallo studio Coop Himmelb(l)au
Il progetto vincente del nuovo parlamento albanese di Tirana, è firmato dallo studio viennese Coop Himmelb(l)au. L’intento degli architetti austriaci è stato, di esaltare l’apertura e la trasparenza della democrazia (utopico desiderio), offrendo al pubblico, dal tetto panoramico dell’edificio, la possibilità di seguire i deputati dall’esterno, in sessione plenaria nell’aula parlamentare, sita all’interno di un grande cono di vetro, enfatizzando così la funzione del controllo democratico. Il corpo principale dell’edificio attorno al cono si presenta con un effetto a drappeggio, con una pelle d’acciaio traforato per ottimizzare la protezione dai raggi solari, l’isolamento termico, la ventilazione naturale e la protezione dal rumore. Tra gli elementi architettonici, svetta una sorta di Torre di Tatlin, una citazione al progetto di uno degli emblemi più espressivi dell’avanguardia costruttivista, simbolo di modernità, che doveva essere eretto a San Pietroburgo, dopo la rivoluzione bolscevica del 1917.
Fonte: Futurix



















