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Galeries Lafayette, ingresso in Marocco

November 21, 2011 Leave a comment

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Galeries Lafayette fa il suo ingresso in Marocco, con l’inaugurazione prevista per il 5 dicembre prossimo nel gigantesco Morocco Mall di Casablanca, entrando nel Guiness dei primati in ragione della sua facciata, la più grande mai realizzata in un centro commerciale nel mondo. Composta da tre piani, con un altezza di 14 metri, la facciata retro-illuminata  è in alluminio bronzato  e misura 3.381,92 mq, circondando di fatto tutta la galleria per 241 mt. Il design della antica cupola storica dei magazzini  parigini è ripresa sulla gigantesca facciata che darà al Morocco Mall una prestigiosa allure internazionale. Galeries Lafayettes di Casablanca prevedere di accogliere 15 milioni di visitatori per anno, su di una superficie di 10.000 mq e sarà il terzo punto vendita dell’insegna all’estero, dopo Berlino e Dubai. Il Morocco Mall invece sarà la più grande attrazione turistica ed economica del bacino mediterraneo, d’Europa e del sud  Africa, ospitando oltre 350 label internazionali, installato su dieci ettari a bordo mare.  L’infrastruttura commerciale che ha richiesto un investimento di due miliardi di DH, è composta da un centro commerciale di 250.000 mq di cui 70.000 adibiti alla vendita, 30.000 mq di spazi esterni, 14.000 mq di giardini ed un parking di 90.000 mq. Numeri importanti che faranno del Morocco Mall un punto di riferimento per lo shopping sia nazionale che internazionale.

Fonte: My Amazighen

Hôtel Four Seasons, albergo di lusso a Marrakech

November 10, 2011 Leave a comment

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SAR il Principe Moulay Rachid et SAR il Principe Al-Walid Ibn Talal Ibn Abdelaziz Al-Saoud, hanno presieduto nel pomeriggio di ieri a Marrakech, alla cerimonia di inaugurazione dell’Hôtel Four Seasons, realizzato con un investimento totale di 140 milioni di euro. Dopo il taglio simbolico del nastro, il Principe Moula Rachid e il Principe Al-Walid Ibn Talal hanno effettuato una visita attraverso le diverse strutture e dépendances del nuovo stabilimento hôtelier, situato nelle vicinanze dei giardini della Menara, su di una superficie di oltre 16 ettari. Questo progetto è destinato a rafforzare l’offerta turistica della città ocra ed è composto da un hôtel 5 stelle con una capacità di 141 camere e 27 suites, una SPA e 43 strutture tra ville e riad. Four Season Marrakech è dotato di molteplici servizi tra cui alcune sale per conferenze, sale riunioni, un centro d’affari, ristoranti, centri di divertimento per bambini, un centro culturale marocchino, diverse piscine e campi da tennis. Durante il vernissage i due principi hanno passato in rassegna un distaccamento delle Forze Ausiliarie presenti come picchetto d’onore, prima di essere accolti da Yassir Zenagui, ministro del Turismo e dell’Artigianato, Mohamed Abderrahmane Al-Bichr, ambasciatore dell’Arabia Saudita a Rabat e Mohamed Mhidia, wali (governatore) della regione di Marrakech-Tensift-Al Haouz. Nel parterre erano presenti il sindaco di Marrakech, M.me Fatima Zohra Mansouri, M.me Latifa Affif, presidente del Consiglio di Prefettura e Sarmad Zok, CDA della società Kingdom Hotel Investment (KHI). I principi si sono intrattenuti poi con M.me Katleen Taylor, CDA del Gruppo Four Seasons che ha presentato il progetto, supportato da Jean Claude Wietzel, direttore in carico del Four Season Marrakech.

Fonte: My Amazighen

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Il cavallo berbero, dal Maghreb nell’Occidente

October 13, 2011 Leave a comment

L’avvenire del cavallo berbero è assicurato, ha sottolineato  oggi il giornalista Jean-Louis Gouraud, enciclopedista del cavallo e dell’equitazione. Gouraud ha animato una conferenza dal titolo:” Le sette vite del cavallo arabo“, nel quadro delle conferenze scientifiche al Salone del Cavallo di El Jadida, ribadendo che dopo anni di declino il cavallo berbero è oggi in buona salute nel Marocco e ovunque nel mondo. In Marocco l’allevamento del cavallo berbero costituisce un obiettivo prioritario nel programma di sviluppo dell’allevamento equino nazionale, ha indicato l’esperto francese, sottolineando che questa volontà del Reame per preservare questa razza oltrepassa le frontiere perchè il Marocco, ha ribadito, ha offerto in questi ultimi anni alle Haras nazionali francesi uno stallone  di razza berbera, per sostituire un altro cavallo della stessa razza, offerto dall’Algeria e deceduto ultimamente.  La storia del cavallo berbero è antica ed è originaria dell‘Africa del nord, su di un territorio che si estende dalla Libia al Marocco. E tradizionalmente associato al popolo berbero del Maghreb. Questo cavallo, è stato stabilito da alcuni ricercatori in Algeria, ha avuto origine circa 4.000 anni fa. In tutti i casi, in Africa del nord, il cavallo è parte integrante della vita degli uomini, in tutta la sua storia. Il cavallo berbero è una razza pura e autoctona del Maghreb (Mauritania, Marocco, Algeria, Tunisia e Libia). Queste conferme sono basate su degli studi paleontologici e su analisi di DNA e questa origine è rafforzata dalle incisioni, pitture rupestri e da alcuni monumenti che esistono sul suolo africano del nord, dalla Libia al Marocco. Queste iscrizioni rappresentano l’addomesticamento di cavalli aventi le caratteristiche morfologiche del cavallo berbero attuale. Il cavallo berbero è allevato dall’antichità per la caccia, la guerra, le parate e il lavoro ed è compagno da sempre dei nomadi e degli allevatori dell’Atlas e degli alti plateaux montagnosi del Marocco.

Questo cavallo venne menzionato già ai tempi dei romani come cavallo della Barbaria. Un gran numero di loro vennero importati  in Europa a partire dal VII° secolo dove diventarono cavalli da guerra, specialmente in Gran Bretagna. Il cavallo berbero ha influenzato numerose razze nel mondo come la razza spagnola e i suoi vicini, i lusitani, cosi come i Criollo argentini e i Mustang, discendenti dei cavalli berberi e iberici ritornati allo stato selvaggio. Uno stallone, si presume berbero, Godolphin Arabian, fece parte dei tre stalloni fondatori della razza purosangue inglese. Ci sono diversi tipi di cavalli berberi secondo la zona di origine,  ma in comune tutti hanno la testa allungata, profilo robusto, orecchie medie. Le membra sono secche ma solide, le spalle piatte e i piedi sono forti. La coda è piazzata bassa su di una groppa avvallata e le crine sono abbondanti. L’altezza  di questo cavallo antico è all’incira di 1,55 al garrese. La particolarità di questo cavallo e che possiede 5 vertebre lombari anzichè sei. Questa è una qualità che si sta cercando di mantenere nella razza e i veterinari osteopatologisti precisano che i lombi sono il punto fragile della colonna vertebrale degli equini perchè sono i soli che fluttuano come un ponte sospeso tenuti solo dai muscoli. Avere cinque vertebre lombari defatiga i muscoli sospensori. Questa particolarità spiegherebbe la resistenza che si riconosce al cavallo berbero senza peraltro limitare la dolcezza della sua cavalcata. Il berbero è un cavallo docile e rustico con grandi polivalenze. Nella resistenza ottiene dei risultati eccezionali. La sua velocità è attestata dalla scelta di questa razza per creare cavalli da corsa più veloci, come il purosangue inglese ed è quindi un cavallo che unisce resistenza e velocità, ideale per tutti gli sports equestri. Se attualmente, in Africa del nord, il cavallo berbero resta associato  a delle attività culturali come la Fantasia, queste qualità fanno di lui il cavallo ideale per numerose attività sportive moderne come il dressage, l’apprendistato dell’equitazione, l’endurance, il polo, i circuiti equestri turistici ecc.. Essendo di una dolcezza incontestabile necessità di un facile dressage e possiede tutte le attitudini che non chiedono altro di essere sviluppate come la sobrietà, la rusticità, la resistenza, la dolcezza, la pazienza, l’agilità e il fatto di essere infaticabile. Possiede inoltre, memore di antichi passati, una resistenza alle intemperie, alla fame e alle privazioni, a dir poco rara in un cavallo. Una celebre   frase su questo nobile cavallo antico dice: “Sente la fame, sente la sete, sente il freddo e  soffre per il caldo, ma non è mai stanco !“. Questo è il cavallo berbero.

Fonte: My Amazighen

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Mahmoud Darwich, una vita per la pace

September 28, 2011 Leave a comment

Mahmoud Darwich  è nato in Galilea (Palestina sotto il mandato inglese), il 13 marzo 1941, nel villaggio di Al-Birwah, ed è morto il 9 agosto 2008 a Houston, in Texas. Massimo esponente della poesia palestinese, erudito e filosofo, è stato sempre, profondamente, un attivista della lotta del suo popolo, senza mai smettere di sperare e credere nella pace. Ha pubblicato venti libri di poesie, sette opere in prosa ed è stato redattore di diverse pubblicazioni, come Al-Jadid (Il Nuovo), Al-fair (L’Alba), Shu’un filistiyya (Affari palestinesi) e Al-Karmel. La sua figura è riconosciuta universalmente dalla sua poesia che si concentra sulla nostalgia della patria perduta e le sue opere sono state tradotte in oltre venti lingue.  Negli anni ’60, Darwich si iscrisse alpartito comunista di Israele, ma è più noto il suo interesse in seno all’Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP). Venne eletto membro del comitato esecutivo dell’OLP nel 1987 lasciando poi l’incarico nel 1993, in protesta contro gli accordi di Oslo. Dopo oltre trent’anni di esilio, raggiunse la Palestina sotto condizioni, e si stabilì a Ramallah. Mahmoud Darwich è il secondogenito di una famiglia musulmana sunnita, proprietari terrieri, con quattro fratelli e tre sorelle.  Il suo villaggio venne raso al suolo nel 1948 e la famiglia fuggi’ in Libano, dove vi restò un anno, per rientrare poi clandestinamente in Palestina, scoprendo che sui resti dei loro villaggio fu costruito un nuovo villaggio ebreo. Si trasferirono dunque a Dair Al-Assad.  Il poeta iniziò  i suoi studi primari a Dair Al-Hassad, sempre in stato di allerta per non essere scoperto dalla polizia israeliana e più tardi, terminò gli studi secondari a Kufur Yasif. Poi partì per Haifa. La sua prima raccolta di poesie venne pubblicata quando aveva appena 19 anni (Asar bila ajnjha – Uccello senza ali). Nel 1964 sarà riconosciuto internazionalmente come la voce della resistenza palestinese grazie a Awraq Al-zaytoun (foglie d’olivi).  Questa raccolta raccoglie la poesia Carta d’Identità.  Alla fine dei suoi studi, Mahmoud iniziò la pubblicazione delle poesie e degli articoli in giornali e settimanali come Al-Itihad e Al-Jadid, diventandone poi il redattore. Nel 1961 raggiunse segretamente le fila del partito comunista d’Israele, il Maki. Sarà imprigionato diverse volte a causa dei suoi scritti e alla attività politica tra il 1961 e il 1967. In quel periodo Darwich sognava la rivoluzione e cantava la sua patria, la difesa dell’identità negata e la solidarietà internazionale. La poesia Identità (io sono arabo), la più celebre nella raccolta Rami d’olivo, pubblicata nel 1964, uscì dalle frontiere palestinesi per diventare un inno cantato in tutto il mondo arabo. Durante l’estate del 1982, il poeta è a Beirut, città che è oggetto di bombardamenti dal 12 giugno al 13 agosto. L’armata israeliana stava cercando di catturare i membri dell’OLP e Darwich guidò la resistenza palestinese nella sede israeliana del Qasidat Bayrut e Madih al-xill al’ali. In seguito si  auto-esigliò prima al Cairo, poi a Tunisi e infine a Parigi. Nel 1987 venne eletto nel comitato esecutivo dell’OLP. Un anno più tardi, nel 1988, una delle sue poesie, Attraversando le parole passanti, venne discussa alla Knesset : era accusato di incitare la fuoriuscita degli ebrei da Israele. Darwich si difenderà spiegando che dovevano uscire dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania. La poesia esclamava: “Allora, lasciate la nostra terra. Le nostre rive, il nostro mare. Il nostro grano, il nostro sale, le nostre ferite”. Nel 1995 fece ritorno a Ramallah, con un visto per visitare l’anziana madre e riuscì in seguito ad installarsi in città. Ramallah divenne poi nel 2002 un campo di battaglia . Nel marzo del 2000, il ministro israeliano dell’Educazione propose di inserire nei testi scolastici alcune sue poesie,senza successo. Mori’ nel 2008, il 9 agosto, in seguito a diversi interventi chirurgici al cuore, in un ospedale di Houston, in Texas.  Le sue spoglie arrivarono dagli Stati Uniti e ricevette gli onori sia ad Ammam, in Giordania, che a Ramallah. I funerali videro la presenza delle più alte cariche dello Stato palestinese tra cui Abbas. E’ sepolto in un terreno adiacente il Palazzo della Cutura di Ramallah. L’opera di Darwich, essenzialmente poetica, è una vera difesa alla sua terra, al suo popolo, ad una cultura millenaria. Una sola idea, un solo corpo:la Palestina!  La solitudine dell’esilio esprime appieno l’accettazione nobile e coraggiosa della disperazione più profonda che generò arte, una carica poetica intensa e sofferente.  Il fantastico Trio Joubran ha accompagnato con il suono dei loroOud alcuni recitals di Mahmoud Darwish, di cui l’ultimo ad Arles nel luglio 2008. Nel 2002, la cantante Dominique Devals e la Compagnia Laccarrièremisero in musica “Undici astri sull’epilogo andaluso”, undici  poesie che evocavano la partenza degli arabi dalla Andalusia. La musica di questa produzione fu firmata da Philippe Laccarrière, contrabbassista jazz. In musica venne poi trasportato il discorso/poema in omaggio agli Indiani d’America del poeta, interpretato per la prima volta in presenza di Darwich nel novembre 2006 nella sede dell’UNESCO. Sulla sua lapide è inciso:

In questa terra,

 la signora di tutte le terre

 qualcosa che merita la vita

Fonte: My Amazighen

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Dominique Strauss-Khan, soggiorno a Marrakech

September 26, 2011 Leave a comment

Dominique Strauss-Kahn e sua moglie sono arrivati  giovedì scorso a Marrakech per un soggiorno di cui la durata non è stata comunicata. L’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale possiede un Riad nell’antica medina della città dove è sua abitudine soggiornarvi diverse volte all’anno, per ritrovare un poco di calma, lontano dalla frenesia dell’economia mondiale e in questo caso dallo scandalo sessuale che lo ha visto protagonista a New York, accompagnato dalla moglie Anne Sinclair. La coppia aveva acquistato il palazzo marocchino di 1.300 mq con otto camere e due patii con piscina nell’ottobre 2000, ad un prezzo di 500.000 euro. Si tratta del prima vacanza all’estero di DSK dopo il suo arresto nel maggio scorso aNew York e dal suo ritorno in Francia il 4 settembre. L’ex direttore del FMI è arrivato all’aereoporto di Marrakech Menara verso le ore 15.00 di giovedì  con un volo privato da Parigi ed è stato scortato dalla polizia aereoportuale su di un 4X4 di grossa cilindrata che lo attendeva  davanti alla porta degli arrivi, pronto ad  accompagnarlo nel suo riad in  medina.

Fonte: My Amazighen

Musée de l’Art de Vivre, art de vivre chiamata Giardino

September 9, 2011 Leave a comment

Nel calendario delle sue esposizioni temporanee, il Museo dell’Art de Vivre di Marrakech apre la sua nuova stagione culturale con un esposizione consacrata all’arte del giardino in Marocco. Essendo un grande appassionato di giardini, cactacei in primis, scrivo con enorme piacere su questo argomento, sempre più attuale anche in Marocco. L’uomo, dalla sua sedentarizzazione ha lavorato e modificato i paesaggi. E ne ha creati altri. Sul filo del tempo, le tecniche agricole e le diversificazioni delle culture e la creazione di nuove varietà di piante con tecniche di ibridazione e di biotecnologie hanno prondamente modificato ed arrichito la flora in tutto il mondo. Se la creazione di un giardino dipende dal sole e dal clima, deve molto anche al terreno culturale sul quale si sviluppa e all’epoca storica di appartenenza. Si può affermare che un giardino è una sintesi di fisicità, di quadri naturali, geografia, storia e cultura. I giardini sono il riflesso delle civiltà che li hanno visti nascere, non è importante nell’esempio i nomi dei territori e le culture che li hanno creati: giardini islamici, andalusi, giapponesi, inglesi, francesi, italiani. Così fragili, i giardini conosciuti già dalle civilizzazioni antiche nelle differenti epoche, sono riusciti alle volte ad attraversare i tempi e testimoniare i geni che hanno creato questi capolavori. I giardini dell’Agdal, Majorelle, Versailles, Medici,  e tanti altri sono eccellenti illustrazioni della grandezza dei loro creatori. Il Marocco, crocevia tra il Mediterraneo e l’Atlantico, si caratterizza dalla diversità paesaggistica e dali suoi differenti climi. Foreste dense nel Rif, dune nel Sahara, cedraie nel Medio Atlas, i visitatori del Marocco scoprono differenti situazioni, naturali e coltivate dall’uomo. Grazie a queste diversità, in primis quella climatica, il giardiniere trova sempre numerose opportunità per dare libero sfogo alla sua immaginazione creando dei giardini per sognare, per rapportarsi e amare. Si arriva al punto di vedere due tipi di giardini coesistere, mixandosi in una fusion straordinaria, creando una nuova forma di movimento. I fotografi che partecipano all’esposizione, Nourddine Tilsaghani, Hassan Nadim, Abdellah Mahmoud e Abderrazzak Benchaâmane, hanno viaggiato per tutto il reame marocchino fotografando sia i giardini pubblici che quelli privati. Il loro obiettivo è quello di rivendicare il giardino come patrimonio ecologico e naturale , esaltando un arte di vivere in armonia con la natura del Marocco. L’esposizione sarà visibile sino al 30 novembre 2011.

Informazioni : 00212 -0 5 24 378 373 –0 6 10 408 096
Contatto : muséeartdevivre@gmail.com
Credits: EMarrakech – Museo dell’Art de Vivre di Marrakech – Jardin du Maroc

Fonte: My Amazighen

Marocco, imminente una tassa sulle ricchezze

September 7, 2011 Leave a comment

Un fondo di solidarietà alimentato da una imposta obbligatoria sulle fortune sarà introdotta a breve in Marocco. Tutto questo nasce dal fatto che anche i ricchi stanno beneficiando, come tutti i marocchini, della Cassa di Compensazione destinata alle classi demunite, senza averne in alcun modo diritto. L’imposta obbligatoria sulle fortune sarà fissata secondo dei criteri che determineranno le categorie dei cittadini “fortunati” che saranno toccati dall’imposta. I proprietari saranno in egual misura soggetti ad imposte come succede in quasi tutti i paesi democratici. La misura, che dovrà anche comprendere una seconda imposta concernente questa volta  lo stile di vita dei ricchi, propone di prelevare la differenza del prezzo dei prodotti di consumo di base sovvenzionati dallo Stato alle classi agiate. Nessun dettaglio filtra ad oggi su questo fondo di solidarietà in quanto solo i contorni del progetto sono conosciuti e si attende la decisione del governo. L’equipe del ministro delle Finanze, Salaheddine Mezouar, è già pronta con il disegno di legge che verrà discussa in  Parlamento durante la presentazione della  legge finanziaria 2012.

Fonte: My Amazighen

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SAR Mohammed VI, compleanno e Discorso reale questa sera a Marrakech

August 20, 2011 Leave a comment

SAR Mohammed VI, indirizzerà oggi un discorso alla Nazione, in occasione del 58° anniversario della Rivoluzione del Re e del Popolo e presiederà domani al Palazzo Reale di Marrakech ad uno F’tour (rottura del digiuno) in occasione del suo 48° compleanno. Di seguito il comunicato del Ministero della Casa Reale, del Protocollo e della Cancelleria.

“Il Ministero della Casa Reale, del Protocollo e della Cancelleria anuncia che per la ricorrenza del 58° anniversario della Rivoluzione del Re e del suo Popolo, SAR Mohammed VI, che Dio l’assista, terrà un discorso al suo popolo fedele. Il discorso reale sarà diffuso sulle onde della radio e della televisione questa sera, sabato 19 Ramadan 1432 dell’Hegira, corrispondente al 20 agosto 2011, alle ore 20.00 anzichè alle 21.00 come previsto, per evitare l’orario delle preghiere di Al-icha e di Tarawih. In occasione poi del 48° compleanno di Sua Maestà il Re, che Dio lo abbia in gloria, il Sovrano, che Dio lo preservi, presiederà domenica 20 Ramadan 1432 dell’Hegira, corrispondente al 21 agosto 2011, uno F’tour al Palazzo Reale di Marrakech.”

Fonte: My Amazighen

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Marocco, un agosto a Marrakech…

August 6, 2011 Leave a comment

Molti di voi mi chiedono sempre più spesso informazioni sulla vivibilità, in estate, di Marrakech. Bene, prendo in mano la patata bollente e cerco di raffreddarla. Io personalmente amo Marrakech e il Marocco, tutto, in estate. Vi chiederete se sono pazzo, ovviamente. Sono dell’idea che la vera essenza di questa città venga fuori con il caldo, quello torrido, agostiano. Luci, colori, odori, profumi, sensazioni, tutto cambia. E si scopre il vero Marocco, quello africano, crudo, dipinto a secche pennellate nei quadri orientalisti di Delacroix. Si riesce a percepire nettamente di stare in Africa. In inverno è tutto più soft, vogliamo dire banale? Luce attenuate, colori sfocati e il sole che non grida. Vince l’Atlas innevato, certo, spettacolo meraviglioso che ti incanta. Forse Marrakech in inverno è solo più romantica, specialmente alla sera, dopo un temporale, con la sua lieve bruma che intravedi sulla Place Jemaa elFna,  mentre mangi infreddolito, seduto su qualche panca, nel delirio collettivo della notte. In estate Marrakech cambia pelle, come i serpenti della Place Jemaa el Fna, e la vita sociale con i suoi orari e le sue abitudini si modifica d’emblée, e la notte poi è sempre domenica. Chiariamo: il caldo da 50° si vive soltanto il mese di agosto, in qualche ora precisa della giornata. Un caldo sicuramente forte, ma secco, senza una linea di umidità, quindi sopportabile. E poi il miracolo dell’estate marriakchi, con il travolgente vento dell’Atlas che immancabilmente, tutte le sere, al tramonto, arriva per rinfrancare gli animi, abbassando la temperatura anche di 20°.  E dunque inzia la festa: la gente vive nelle strade, nei giardini pubblici che trasudano freschezza, e l’allegria la respiri. Sino a notte fonda è un via vai continuo di anime e la Place diventa un concerto di risate, di grida, di energie.  Anche hai bambini è concesso di vivere queste serate estive e allora tutti a giocare a pallone nei vicoli, nei derb più misteriosi, sognando il Barça e il Milan, trasformando la medina in un enorme campo di calcio colmo di infanzie sognanti. E poi l’estate araba porta con se l’intrigo, la sensualità degli sguardi, la necessità di una avventura. L’orientalità tocca il suo culmine, incendiando passioni di una notte, o per sempre. Ne sanno qualcosa i migliaia di spiriti occidentali che affollano i locali alla moda, le piscine più esclusive, i lounge bar più fashion dell’estate (vedi anche alla Cat. Summertime), alla ricerca del fascino arabo e di pruderie mediorientali. Alla ricerca di una consolazione, di un riscatto dalla via crucis del quotidiano, anonimo e grigio. E la vita fa il suo corso, come sempre, come da secoli, in questa folle Marrakech che in estate diventa tutto e il contrario di tutto, in balia del febbricitante termometro che sale e scende all’impazzata, proprio come la sua estate!.

Fonte: My Amazighen

Brunch al La Mamounia… très chic!

August 5, 2011 Leave a comment

Del Mamounia vi ho già parlato a suo tempo, quando riaprì  le sue porte ai pochi eletti internazionali di passaggio a Marrakech.  Per tutto questo mese, sino al 21 settembre, il prestigioso Hôtel/Palais 5 stelle è aperto ai non residenti, per una giornata alle piscine, al tennis, alla SPA, al Padiglione di remise en forme, con brunch al ristorante Le Pavillon e, a fine giornata, una degustazione di pasticceria o di gelati al Menzeh.  Prezzo di ingresso: 1000 dh a persona (100 euro c.ca). Sono esclusi dal forfait le cure alla SPA che saranno fatturate separatamente. Un brunch ultrachic!

Fonte: My Amazighen