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MotoArt WACO, tavolo per conferenza con eredità aeronautica
Dopo aver prodotto una serie variegata di oggetti per la casa a base di parti aeronautiche e una serie di arredi bizzarri molto particolari, MotoArt ora ha progettato, usufruendo del patrimonio WACO, un tavolo da conferenza estremamente originale, realizzato esclusivamente a mano adottando la tecnologia della cellula di un WACO Wing 1930, veicolo destinato alla demolizione poiché sepolto dopo la Seconda Guerra Mondiale. Dopo un solido restauro sulle ali, il tavolo é stato ideato per produzioni esclusive. Con una misurazione di circa 7,5 metri di lunghezza, é munito di piedi bicolore e sormontata da un vetro di circa un centimetro. A causa della sua particolare provenienza, il tavolo ha un corrispettivo di $70,000. Allo stesso modo altri pezzi progettati nella stessa tecnologia possono essere ritirati per $35,000.
by Marius Creati
The Chronos, armatura di grado militare con Brown Safe Manufacturing
Mentre molti produttori di segnatempo rappresentano un marchio di fiducia per molti intenditori e collezionisti di orologi, quando si tratta di cassette di sicurezza per abitazioni ci sono diversi produttori che mettono in mostra il loro prezioso coinvolgimento in materia di collezioni esclusive. Infatti, con Brown Safe Manufacturing debutta The Chronos, il quale risulta un oggetto molto coinvolgente. Il produttore afferma che è il più avanzato oggetto di sicurezza da loro mai realizzato. Dotato di un dispositivo di sicurezza ottimale, The Chronos supporta elementi biometrici di riconoscimento con impronte digitali, gps, sistemi anti-furto, allarme multi-sensore con l’incorporazione di automazione domestica e di un rotore di sicurezza automatico. Per di più, è il più sicuro al mondo per essere costruito usando un’adeguata armatura balistica di grado militare.
La cassaforte vanta inoltre l’automatico Watch Winder Carousel, il primo del suo genere, che raggruppa gli avvolgitori circolarmente per massimizzare la quantità di spazio disponibile, e scompartimenti motorizzati che rendemmo ogni orologio visibile in uno stile attraente.
Lo stupefacente scrigno può roteare aggiungendo ancora un ulteriore appeal tecnologico a questa creazione già attraente. Ma non è tutto! Essa inoltre dispone di una varietà di configurazioni, di cui uno in stile Lamborghini, che sicuramente intriga la curiosità di un collezionista appassionato di auto e orologi. Due modelli disponibili per un corrispettivo di $58,750 e $74,500. Credo che sia giusto dire che la cassaforte The Chronos è davvero una cassetta di sicurezza estremamente sicura.
by Marius Creati
Saint Thomas Square in anteprima primavera estate 2010
Saint Thomas Square presenta in anteprima la nuova collezione P/E 2010 di borse ed accessori. A rappresentare la linea uomo sono stati scelti Andrea e Mirko Toma, i gemelli vincitori del Summer Tour 2009 “Diventa una star”, che ha toccato da nord a sud le spiagge più importanti d’Italia vedendo la partecipazione di centinaia di concorrenti, desiderosi di diventare i nuovi volti del brand di accessori lusso.
La nuova collezione imprime un’anima fiammante, calda, sportiva ed al contempo elegante. Colori accessi, combinazioni cromatiche delicate e di forte impatto saranno il must per il viaggiatore Saint Thomas Square, semplice ma raffinato, che vede nel viaggio qualcosa in più di un semplice spostamento ed intende distinguersi. Aggiornati anche le linee della precedente collezioni con nuovi colori e dettagli sempre più esclusivi. L’intramontabile bag week-end sarà riproposta anche nel 2010.
Tutta la collezione Saint Thomas Square su WWW.STSQUARE.IT.
Show room Milano, Via della Spiga, 32.
Mali… d’Africa
Quando si entra in Mali il primo chiaro segnale di essere entrati nell’Africa nera sono i baobab… a centinaia, maestosi, torri di legno che vigilano sul bush, cattedrali nel nulla, custodi del tempo. Cavalieri di altri tempi appaiono in questo straordinario territorio, non su dromedari come ci si abitua a vedere entrando in Mauritania. Cavalieri neri su splendidi cavalli arabo-berberi ovunque: nelle strade polverose, accompagnano e custodiscono le loro mandrie, sui pochi pascoli erbosi. E’ uno spettacolo primordiale, emozionante,una discesa verso il passato ammirando questi uomini che cavalcano a pelo, agili e scattanti, in un tutt’uno con il loro animale. Un emozione forte che ti accompagna nei km che ti separano dalla capitale, lontani anni luce dalle nostre certezze. Poi, all’improvviso si intravedono le prime capanne con i tetti in paglia, corti arse dal sole, pallido fieno per i momenti di carestie sopra i tetti, sorrisi e colori che annebbiano i contorni. Mali da amare, da possedere, da capire e sognare. Qui il mal d’Africa ti prende, ti solleva, ti danna l’anima, ti soffoca e ti ammalia. L’arsura del sole allo zenit spacca la pelle, gli occhi tremano guardando l’orizzonte. Un bush arido dove improvvisamente apre a squarci di azzurro: acqua preziosa, bene primario per uomini e animali. Sorrisi di bambini, di donne nei loro splendidi teli arcobaleno, pelle ebano e sguardi di fuoco. Uomini che ti ricordano come eravamo, scaltri nelle loro azioni, sessuali nei loro movimenti, pantere che accendono remoti accadimenti, dannate e maledette scelte perse.
Fonte: My Amazighen
Le bambole in feltro di Audrey Kawasaki
Audrey Kawasaki, nota pittrice losangelina specializzata nella pittura a olio di ritratti e dipinti figurativi nei quali spesso ritrae immagini femminili di natura eterogenea, sperimentando l’innocenza, la sensualità e ultimamente anche dimensioni più ampie della creatività attraverso nuove forme di espressione artistica mediante incursioni specifiche nell’universo ludico dei plush toys, personalizzando in modo considerevole la realizzazione di bambole molto particolari, non che di elevata originalità. La sua bambolina imbottita é realizzata prettamente in feltro, nata da una simpatica idea come presente per un caro amico; ogni sua creazione é una piccola opera artigianale unica poiché mani e viso sono dipinti manualmente con colori a olio su tela, la tecnica del cucito delle sagome é spesso a taglio vivo con cuciture a vista. I suoi lavori sono spesso influenzati dal panorama dei manga o ispirati all’Art Nouveau, il suo stile espressivo neo romantico mediante traspira dai suoi volti un senso malinconico e uno sguardo dolcemente languido, sottolineando una profondità d’animo velata e percepibile. Attualmente l’artista non desidera fare delle sue creature un oggetto di lucro, quindi esse non sono disponibili per una eventuale compravendita.
by Marius Creati
Burberry, primo store in Israele
Oukaïmeden, una sciata in jellaba…
Una bella settimana bianca a Marrakech? Perchè no ! A soli 75 km dalla Villa Rouge è possibile sciare in tutta tranquillità, lontani dagli standard europei, certo, ma con il vantaggio della discreta affluenza di pubblico e l’autenticità dei luoghi. Il Marocco si sa è il paese dei contrasti e dei paradossi e, come scrisse il giornalista Marcel Carpozen in uno dei suoi articoli consacrati alle stazioni di ski e agli sport invernali, negli anni ’50, mai parole furono cosi’ appropriate: “E’ difficile per le persone d’oltre mare immaginare di sciare in Marocco, Paese del sole“. Difficile ma provateci! La storia della stazione sciistica dell’Oukaïmeden inizia nel lontano 1936, quando il CAF (Club Alpino Francese) costrui’ il primo modesto rifugio, che permise una frequentazione più regolare del sito e l’organizzazione dei primi corsi di sci. Nel 1938 venne impiantato il centro militare e, nel 1941, uno chalet più spazioso gestito sempre dal CAF. I Campionati di sci del Marocco furono organizzati per la prima volta all’Oukaïmeden nel febbraio 1942. Nel 1948 la prima strada carrozzabile che partiva da Marrakech via Tahannaoute e Sidi Farès, venne aperta e cinque anni dopo due Hotels e una trentina di chalet privati furono costruiti. Nel contempo alcune strade interne alla valle vennero progettate con gli scavi e il passaggio dell’acqua e l’elettricità e, le prime due seggiovie; la prima chiamata del “Chouka” ( lunghezza di 1100 mt con un dislivello di 380 mt) e quella “Media” ( lunghezza di 297 mt con un dislivello di 78 mt). Con queste due opere furono costruiti due trampolini di salto. Nel 1963 la stazione dell’Oukaïmeden si doto’ di una seggiovia lunga 1960 mt con un dislivello di 620 mt, capace di trasportare 600 persone all’ora e nel contempo vennero intrapresi numerosi lavori di consolidamento e un nuovo centro nazionale di elettricità che, incoraggio’ la costruzione immobiliare e la frequentazione turistica. Nel 1965 la nuova strada d’accesso dalla valle di Ourika venne inaugurata e permise di raggiungere facilmente la stazione che venne dotata di altre due seggiovie supplementari nel 1967 e di un segnale telefonico automatico. Nel 1992, la cima dell’Oukaïmeden venne dotata di un teleski con uno chalet ristorante e una serie di tavole di orientamento. Le piste dell’Oukaïmeden oggi coprono una superficie di 300 ettari concentrate sul fianco nord della montagna, situate tra i 2620 e 3270 mt di altitudine. Gli impianti sono praticabili da metà dicembre sino al fine marzo ma è bene informarsi prima dello stato di innevamento della montagna, non sempre garantito. Il 75% delle piste hanno grandi difficoltà tecniche, quindi sono indirizzate esclusivamente a ottimi sciatori; il resto è dedicato ai principianti e agli sciatori di media capacità. Quest’anno più di 2000 giornalisti provenienti da tutto il mondo si daranno appuntamento sulle cime dell’Oukaïmeden, grazie all’iniziativa dello Ski Club Internazionale dei Giornalisti (SCIJ). L’edizione sarà organizzata congiuntamente dal Marocco e dal Belgio. Secondo gli organizzatori dell’evento, la scelta del Marocco si giustifica per la vicinanza geografica con l’Europa ma anche per la sua stabilità politica e per la sua sicurezza. Il vice-presidente del SCIJ ha spiegato che le montagne marocchine sono ancora poco conosciute in Europa e che la scelta dell’Oukaimeden trova ugualmente il suo fondamento nelle caratteristiche tecniche, infrastrutturali e logistiche della stazione ( un ora da Marrakech).
Ovviamente le piste e le risalite non sono ancora numerose, idem per i cannoni sparaneve che saranno a presto sistemati lungo le piste e la città di Marrakech ha garantito il suo sostegno economico per attuare il progetto del SCIJ. La cosa più importante da sottolineare credo sia il contrasto totale di una città come Marrakech, esotica e calda, e la possibilità di sciare a un ora di auto. Per chi cerca luoghi “Fashion”, l’Oukaïmeden non è il posto giusto; S.Moritz, Cortina o il Sestriere non hanno nulla da condividere con questi luoghi. Qui la natura regna sovrana e si possono scoprire villaggi di terra innevati, gente umile che vive con poco, panorami mozzafiato e cordialità. Alle partenze degli skilift ci sono i muli, bardati alla berbera, e con pochi dh potrete farvi trasportare sulle piste, rivivendo tempi passati e lontani, tempi carichi di atmosfera e serenità dove il legame con la natura era forte e coinvolgente. Proprio come oggi sull’ Oukaïmeden e non si sà sino a quando. In seguito ad una convenzione firmata tra gli Emirati Arabi e il Governo marocchino il 29 marzo 2006, a Casablanca, un grande progetto è in fase di sviluppo, con un investimento di 1,4 miliardi di dollari (avete letto bene!); 11 Hotels e un campo da golf 18 buche che verrà qualificato come il più alto campo da golf esistente. Quando questo progetto verrà alla luce tutto cambierà, anche i prezzi. Attualmente l’ingresso alla stazione costa 10 dh ( meno di un euro), il semigiornaliero per gli impianti costa 30 dh (meno di 3 euro), il parking auto giornaliero costa circa 3 dh ( meno di 30 centesimi di euro) e un buon pasto a base di tajine costa 50 dh (meno di 5 euro). Speriamo almeno che questo progetto abbia tenuto conto di tutti gli aspetti per una buona gestione sociale e ecologica.
Fonte: My Amazighen
Prada, nuova boutique in Corea Del Sud
Fonte: Luuk Magazine
Kiton approda a Las Vegas
Fonte: Luuk Magazine
Miu Miu, quarto store in Cina
Fonte: Luuk Magazine


























