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Aghmat, capitale restaurata
Il progetto archeologico di Aghmat ha avuto inizio nel 2005, nel quadro di una convenzione tra l’Istituto Nazionale delle Scienze dell’Archeologia e del Patrimonio e l’Università statunitense de Vanderbilt. La direzione è stata affidata a Ronald Messier, Abdallah Fili e Larbi Erbati. Il progetto ha lo scopo di far emergere l’antico Hammam di Aghmat, sprofondato sotto un campo ad uso agricolo e diversi nuclei abitativi della leggendaria città, prima capitale del regno marocchino, distante pochissimi km da Marrakech. La città di Aghmat, che fu anche una base idrisside prospera, poi capitale dell’emirato ” dei Maghraoua ”, sino alla metà dell’XI° secolo, divenne in seguito la capitale degli Almoravidi che la lasciarono dopo l’edificazione della città di Marrakech. I lavori sono stati finanziati dall’ambasciatore Frederik Vreeland e da sua moglie Vanessa, l’Istituto Americano degli studi Magrebini e dalla Commisione marocco-americana. Dal 2009, la Fondazione Aghmat è stata ufficializzata con la volontà di Moulay Abdallah Alaoui (PDG di MIFA Groupe) alfine di proseguire le ricerche archeologiche e preservare le vestigia scoperte. Uno sforzo notevole è stato fatto per acquisire i 2,5 ettari di terreno che ospiterà un centro di interpretazione e un museo dove gli oggetti recuperati saranno visibili. Alcuni lavori di restauro sono stati intrapresi per arrivare all’apertura del sito al pubblico e partecipare allo sviluppo locale di questa città millenaria. Il progetto archeologico di Aghmat ha ricevuto il sostegno delle autorità locali e in particolare del Governo della Provincia di Haouz Bouchaib El Moutaouaki, che ne ha fatto un valore aggiunto per tutta la comunità di Aghmat e per il suo sviluppo. L’Hammam monumentale scoperto dagli scavi è situato nel centro del tessuto urbano della antica città. La sua planimetria è di forma trapezoidale costituita da tre sale coperte da una volta in pietre di fiume fissate con calce. Le dimensioni della sala calda sono meno importanti rispetto alle altre ma la sua altezza supera di gran lunga le altre due sale. La planimetria è chiaramente diversa dagli hamman islamici dell’epoca conosciuti in Marocco e nell’Al-Andalus in epoca almohade (Ksar es-Saghîr) e in epoca merinide (Chellah, Fès, Rabat). Per contro, presenta delle correlazioni evidenti con alcuni hammam andalusi dell’XI° e XII° secolo (Jaen, Valencia).
Nel lato sud dell’hammam si trova una zona indipendente che i ricercatori attribuiscono ad una maestosa sala di riposo con relativi spogliatoi. Si presenta sotto forma di una corte centrale a cielo coperto, contornata di gallerie sui quattro lati e un soffitto in mattoni cotti disposti ad arco. I lati est e ovest ospitano delle panche in muratura destinate al riposo dei corpi provati dal calore e dalla fatica. Il centro della corte è abbelito da una superba e perfetta vasca ottogonale. La forma ottogonale è una forma geometrica onnipresente nell’architettura islamica (moschee, fontane, giardini) e simboleggia il passaggio del quadrato al cerchio: la Terra con i suoi quattro punti cardinali al Cielo, spazio unico e infinito. Bisogna dunque non sminuire questa forma geometrica ad una semplice posizione di due quadrati, perchè è la rappresentazione di una simbologia ricca di rappresentazioni religiose e astrologiche. Con il sondaggio effettuato all’interno della sala fredda della costruzione si è risalito alla sua datazione con il carbonio rilevando la sua origine al X° secolo D.C. e il suo abbandono verso il XIV° secolo. Questo hammam corrisponde ad una tappa gloriosa della città di Aghmat quando godeva del ruolo di capitale regionale, un secolo e mezzo prima della fondazione di Marrakech. Per definire l’Hammam nel suo contesto urbano, la comprensione di quello che lo circonda è indispensabile. Una prospezione magnetica con penetrazione radar, capace di definire le strutture interrate a diversi metri di profondità è stata attuata dlla Fondazione. Questo metodo economico ha permesso di disegnare la trama dell’edificio e degli spazi circostanti.
Una mappa è oggi in corso di realizzazione che riguarda anche la scoperta di un palazzo borghese, situato all’altro lato del campo, che è riconducibile allo stesso periodo. Un edificio rettangolare organizzato attorno ad alcuni bacini e circondato da colonne che formano due gallerie ai lati est e ovest della struttura. A nord, una sala occupa l’insieme della facciata. E’ accessibile grazie ad una grande porta ornata da zellij. I bacini, di forma rettangolare si impongono al centro della corte a gallerie dell’edificio. E’ difficile nello stato attuale delle ricerche di precisare queste tripartizioni e il futuro risultato dell’evoluzione di questa struttura. Si tratta comunque di un palazzo la cui struttura è solida ed equilibrata, che si estende su 250 mq. I lavori continuano per definire le componenti di questo edificio e dei suoi limiti. Il Palazzo di Aghmat risale al XIV° secolo ma rivela dei rifacimenti in epoche successive che permettono di supporre la sua evoluzione su di un periodo storico importante prima del suo abbandono. Sui luoghi degli scavi è stata scoperta poi una canalizzazione medioevale (Tassoltan Qabila) che alimentava con acqua potabile l’Hammam e altri edifici circostanti. Un parte di questo prezioso puzzle è in fase di ricostruzione. In effetti, questa canalizzazione, orientata a nord-sud, è parte di un gruppo complesso e performante, che permetteva la distribuzione dell’acqua potabile all’intera città. Nella sua parte nord, è divisa in due canali di cui uno si dirige verso la vasca ottogonale e l’altra verso l’interno dell’Hammam. Personalmente ho avuto l’onore e il piacere di visitare questi luoghi storici grazie anche all’aiuto del guardiano presente sul sito e, l’emozione è stata forte. Si presume che il complesso archeologico di Aghmat possa aprire a breve le sue porte a tutti gli appassionati. Nel mese di giugno 2012 proseguiranno i lavori di recupero del palazzo, ora fermi per mancanza di fondi. Aghmat dista circa 20 km da Marrakech e si trova sulla strada che conduce nella vallata dell’Ourika. Nella stessa zona sono visitabili una decina di mausolei di sapienti ed eruditi importanti che hanno fatto grande la storia di Aghmat come fondamentale crocevia del sufismo.
Fonte: My Amazighen
Dakhla, il deserto a fior d’acqua
All’estremità del Reame, a 30 km appena dal Tropico del Cancro (come l’Havana e le Hawai), a due passi dalla frontiera mauritana, coabitano due immensità che sembrano agli opposti ma che si amalgamano e si nutrono l’una dell’altra. Due mondi che si dividono nomadi e marinai, due orizzonti separati da un appendice di roccie e di sabbia. La penisola di Dakhla, territorio in parte vergine dalla bellezza fragile, è all’alba di un abbellimento turistico annunciato, nella sua baia paradisiaca là dove le sabbie sahariane incontrano l’Oceano Atlantico. Da queste nozze memorabili è sorto un luogo di stupefacente bellezza e diversità dove regna sia in estate che in inverno un clima unico e raro. Resoconto di un viaggio.
Sulla punta meridionale della baia del Rio de Oro si stacca la silhouette dell’antica città di Villa Cisneros, fondata nel 1884. Oggi la capitale amministrativa ed economica della Regione Oued Eddahab – Lagouira non è più un posto di frontiera avanzato del Maghreb, scalo certificato di malfattori e gente di sporco commercio, in transito verso l’Africa subsahariana. Dopo la fine del Protettorato spagnolo nel 1976, Rabat ha largamente investito in questa terra sahraoui. La stabilità politica, i vantaggi fiscali, le Società e le infrastrutture moderne, hanno attirato investitori, popolazioni di pescatori, di nomadi, di contadini, di “immigrati” arrivati qui dal nord, sviluppando intense attività come il nuovo porto di pesca commerciale, attività legate al turismo e servizi. In pochi anni la piccola città orizzontale e bianca, dalle stradine piene di sabbia,è mutata, indossando l’abito della festa. Se dei quartieri interi, una corniche pedonale e delle grandi piazze hanno visto la luce, lo charme di certe strade spagnoleggianti dimora indisturbato e magico, da sempre. Al crepuscolo la città si anima di gente festante, che tira tardi nella magica notte dei suoi quartieri by night affacciati sulla laguna. Il successo di questa Regione e di questa città è imperativamente dovuto e composto da un ecosistema di una ricchezza e di uno splendore rari, che abbina il piacere dell’acqua ad un entroterra scenografico fatto di dune aride e superbe. Se la baia di Dakhla, che beneficia di condizioni climatiche ottime, con temperature che variano tra i 15 e i 25° durante tutto l’anno, puo’ promettere meraviglie ai suoi visitatori è per via del suo santuario ecologico classificato con diversi titoli: Zona umida d’importanza mondiale (Ramsar), Zona importante per la conservazione degli uccelli migratori (Zico), Sito di interesse biologico ed ecologico (Sibe). Una fauna e una avifauna eccezionale composta di aquile reali, falchi, anatre, iene striate, gazzelle, fennec, fenicotteri rosa, cormorani, per un totale di oltre 600.000 uccelli che ogni anno fanno scalo durante le loro lunghe migrazioni, a cui si aggiungono delfini, balene, tartarughe marine, granchi violinisti, e una delle ultime colonie al mondo della foca monaca, che ha trovato rifugio nelle grotte a sud della penisola. Un miracolo di vita, in barba alla pressione demografica, che concilia gli appettiti dei promotori immobiliari, lo sviluppo economico, il progresso sociale, la crescita costante del turismo e il rispetto per l’ambiente.
Dakhla è situata sulla stessa latitudine delle Hawai ed è considerata dagli specialisti il secondo spot al mondo per la pratica degli sport d’acqua. Con un litorale immacolato, venti costanti dai 20 ai 35 nodi, un mare piatto e calmo sulla baia, la perla del Grande Sud è un terreno di gioco per il surf, il kitesurf, il windsurf, sports in voga che ogni anno danno luogo ad una prestigiosa competizione internazionale. Un sito ideale per gli amanti del bird-watching, dei mammiferi marini, della pesca sportiva. Senza dimenticare che come Casablanca, Agadir, Tarfaya o Novadhibou, l’antica Villa Cisneros fu negli anni ’20 una delle tappe mitiche dei pionieri dell’Aéropostal: piloti eroici che consegnavano i corrieri, mettendo a repentaglio la propria vita, da Tolosa a S.Louis del Senegal, sino all’America Latina. Se i SuperPuma hanno oggi sostituito le antiche Latécoère, gli splendori che Mermoz, Saint-Exupéry o Guillaumet hanno ammirato dai loro aerei sono rimasti quasi intatti.
Info pratiche: Dakhla è collegata via aerea con Casablanca (3 voli settimanali). In auto da Marrakech calcolate circa 10 ore di tragitto. http://www.royalairmaroc.com
Dove dormire: Hôtel Bab Al Bahar (Best Western) a partire da 100 euro a notte la camera doppia – 00212 528931440 – 00212 528931440 http://www.bab-al-bahar.com
Hôtel Riad Calipau Sahara a partire da 180 euro la doppia – Suite Royale con piscina privata di acqua di mare a 400 euro la notte – 00212 528898886 – 00212 528898886 http://www.calipau-sahara.com
A 30 km dal centro città Dakhla Attitude, 25 tende e 52 bungalow immersi nella natura. Prezzi a partire da 245 Euro alla settimana http://www.dakhla-attitude.com
Dove mangiare: Villa Dakhla – Una parigina del quartiere di Montparnasse, innamorata di queste terre ha aperto questo ristorante, unico per la sua nouvelle cusine con prodotti locali. Parmientier di cammello, millefoglie di orata con pomodorini ciliegia e basilico e le famose ostriche di Dakhla (6 per 5 euro).
La Maison du Thé – Locale lounge per degustare oltre 200 tipi di thé o mangiare in un locale assolutamente chic. Menù alla carta a partire da 200 dh.
Fonte: My Amazighen
Marrakech, crisi turistica con Riad illegali e svendite
Il fenomeno iniziò a Marrakech qualche decennio fa ed ha investito anche diverse altre città marocchine, ma in modo meno evidente. SI tratta delle Maison d’Hôtes e dei Riad destinati al turismo. Dopo un recente censimento, esistono a Marrakech 700 riad maison d’hôtes autorizzati e classificati dal servizio del ministero di tutela. Ma centinaia di altri sotto copertura di proprietari privati, lavorano completamente in “modo informale” (vedi in nero) attirando a se la clientela quasi esclusivamente via Internet. Questi clienti pagano sovente il loro soggiorno in cash straniero, di qui la perdita enorme per il settore e per il paese in generale. La capitale spirituale del Marocco conta 65 maison d’hôtes e riad classificati in prima e seconda categoria, oltre a diverse case arredate pronte ad essere affittate, per circa un migliaio di posti letto, il quinto della capacità alberghiera della città. Una lezione da apprendere sullo sviluppo selvaggio delle Maisons d’Hôtes a Marrakech è stata la messa in opera di mezzi e energie necessarie per regolare il fenomeno che si sta facendo via via sempre più importante, penalizzando di fatto le persone che lavorano alla luce del sole, che pagano le tasse, i contributi ai loro dipendenti e quant’altro. L’associazione delle Maison d’Hôtes ha iniziato a sensibilizzare tutte le strutture che lavorano in modo “informale” senza rispettare alcuna norma, chidendo un interesse nel lavorare in modo trasparente e a norma di legge. Un metodo pedagogico che sta cercando di inserire oltre il 60% di queste strutture nella sfera del lecito e, per chi non risponde a tutte le norme di classificazione richieste è stato autorizzato ad esercitare come “casa arredata”. Chi non ha smetterà di lavorare clandestinamente finirà nelle maglie delle autorità e gli stabilimenti verranno chiusi. Questo è un buon esempio anche per le altre città che stanno iniziando a sviluppare questa formula alberghiera. È il caso di Meknès, che conta oggi una ventina di Riad, ma anche Essaouira e Tangeri. Con la crisi poi, il fenomeno dell’acquisto di vecchie case ha subito una frenata a Fès e tante Maison d’Hotes hanno messo la chiave sotto il materasso attendendo giorni migliori. Nella sola Marrakech, secondo i dati ufficiali, si contano oltre 300 riad in vendita, mentre i dati ufficiosi parlano di oltre 500 nella sola Medina.
Fonte: My Amazighen
Park Hyatt Hôtel & Villa Marrakech
Voluto dal Fondo d’investimento ALHIF e commercializzato da CBRE, leader internazionale nel settore immobiliare di lusso, il progetto delle ville Park Hyatt Marrakech vedrà presto la luce. Un universo esclusivo da uno dei marchi hôtelieres più prestigiosi del mondo A 35 mn dalla medina e dall’aereoporto internazionale, il Park Hyatt Hôtel e Villa Marrakech conterà 130 camere e suite spaziosissime oltre ad una collezione di 44 ville d’eccezione situate nella cintura privata e sicurizzata dell’Hôtel Park Hyatt. Nelle vicinanze, con accesso diretto ai campi da golf, le ville disporranno di un giardino privato, una piscina e un solarium arredato con l’immancabile jacuzzi, beneficiando di una spettacolare veduta sulla catena dell’Atlas e sul prestigioso Golf Club Al Maaden, percorso con 18 buche firmato Kyle Philips. Le ville Limited Edition e Executive sono dotate di una media-room interamente equipaggiata, una biblioteca e una sala di fitness. Le ville Park Hyatt sono state concepite per poter vivere tutto l’anno immersi nella natura combinando il lusso al confort più totale. Il lavoro del gabinetto di architettura newyorkese Perkind & Eastman, associati a quello di Imaad Rahmouni per l’interior design, permetterà ad ogni proprietario di creare e personalizzare la sua villa con standards di altissimo livello qualitativo firmati Park Hyatt: nobiltà dei materiali e prestazioni tecnologiche con un altissimo valore aggiunto. Per quanto riguarda i prezzi è ancora top-secret. Il 2012 parte alla grande per Marrakech che si vede, ancora una volta, leader nel settore immobiliare di altissimo livello.
Fonte: My Amazighen
Marrakech, casa al contrario di Jean-François Fourtou
É nella sua proprietà di dieci ettari, nel cuore della Palmeraie di Marrakech, che l’artista francese Jean-François Fourtou ha realizzato il suo sogno di bambino : costruire una casa al contrario ! L’artista, 40 anni, che vive da oltre dieci anni in Marocco, ha costruito una perfetta casa che ricorda quella dei suoi nonni, ma al contrario. L’interno della casa, a cui vi si accede da una finestra, è come l’esterno, perfettamente rifinita e arredata, ma sempre al contrario. In questa casa, battezzata “Caduta dal cielo”, si cammina sui soffitti, le scale sono anch’esse al contrario e il bagno e il lavabo pendono dall’alto. Le sculture animalier che hanno costruito la meritata reputazione dell’artista francese negli anni ‘90 sono esposte un pò ovunque nella casa “caduta dal cielo” e nel parco adiacente la stravagante e inabitabile casa. Da vedere!
Fonte: My Amazighen
Capodanno a Marrakech, VIP a go go…
Marrakech è in stato di fibrillazione in questi giorni per i grandi preparativi per celebrare in pompa magna il Capodanno. Molti sono i VIP presenti per queso anno, SAR Mohammed VI incluso, che è arrivato in giornata nella ville rouge. Tantissimi turisti che anche per quest’anno hanno scelto tra le innumerevoli proposte di accoglienza; dai Riad ai palazzi da Mille e una Notte sino ai grandi Hôtels internazionali presenti in città, passando per chi ha una seconda casa tra le mura della medina medioevale. Lo stilista Jean-Paul Gautier, i comici Jamel Debbouze e Gad El Mahel, le grandi stars della 7° arte come Alain Delon, personalità come Dominique Strauss Khan, ex direttore del Fondo Monetario Internazionale e sua moglie Anne Sinclaire, l’ex presidente francese Jaques Chirac, giocatori di calcio come Zinedine Zidane e Anelka sono presenti in città, dimostrando il loro amore diventando dei veri habitués della mitica città dei sette santi. E quest’anno si vede la presenza a Marrakech di diversi giocatori di football del Real Madrid come Benzema e Diarra, o ancora del FC Barcellona, Messi, Gérard Piqué, Andrès Iniesta. Poi ancora qualche giocatore francese come Thierry Henry, oltre al regista americano Martin Scorzese accompagnato dalla sua famiglia e alla premier dame Carla Bruni, in attesa dell’arrivo di Sarkozy. Marrakech sempre sulla cresta dell’onda anche per questo Capodanno 2012; tanti turisti sia dall’Europa che dai paesi arabi e africani che dimostrano quanto la stragegia promozionale della città rosa faccia leva sulla diversificazione dei prodotti turistici, migliorando la qualità nelle prestazioni dei servizi e nella applicazione di prezzi ragionevoli. Senza dimenticarela temperatura che oggi ha toccato i 28°. Buon Anno…a Marrakech!!
Fonte: My Amazighen
Yassir Zenagui, nomina a Consigliere della Casa Reale del Marocco
Il ministro uscente del Turismo e dell’Artigianato, Yassir Zenagui, è stato nominato oggi Consigliere del Sovrano al gabinetto Reale. Yassir Zenagui è stato nominato come Consigliere reale in ragione della “sua competenza e del suo savoir-faire durante la gestione delle missioni che le sono state conferite”, precisa un comunicato del ministero della Casa reale. Ingegnere dell’ISEA specializzato in intelligenza artificiale, Yassir Zenagui ha iniziato la sua carriera nel 1995 presso la Societè Generale a Parigi come ingegnere finanziario ed è stato in seguito direttore in carico del trading “prodotti derivati” presso la Deutsche Bank di Londra. Il nuovo consigliere è stato nominato una settimana dopo la designazione di Abdelilah Bekirane come presidente del governo da SAR Mohammed VI. Yassir Zenagui raggiunge l’equipe dei consiglieri del Sovrano nominati per quest’anno che sono Omar Azziman, Abedellatif Menouni e Mustapha Sahel.
Fonte: My Amazighen
Morocco Mall, inaugurazione con SAR Lalla Meryem
Inaugurato ieri, dopo 4 anni ininterrotti di lavori, il Morocco Mall di Casablanca. Dopo aver tagliato il nastro, SAR la Principessa Lalla Meryem si è recata alla Gallerie Lafayette che occupa tre piani della struttura, prima di visitare la moschea del centro commerciale e il souk berbero, quello di Fès, di Marrakech e il souk d’oro, che compongono lo spazio L’Medina, con un enorme riad dove la tradizione incontra la modernità. Subito dopo la principessa ha raggiunto il Lounge dove ha assistito ad uno spettacolo della fontana musicale, terzo spettacolo al mondo con acqua realizzato su di una superficie di 6.000 mq, prima di visitare il padiglione delle boutiques di lusso. Dopo lo spettacolo ha visitato il primo piano per ammirare l’Aquarium cilindrico, classificato terzo al mondo dopo Washington e Berlino, ed ha assistito ad uno show prima di recarsi alla FNAC. Posizionato sulla spettacolare corniche di Casablanca, a bordo oceano, il Morocco Mall occupa 620 mt di fronte mare, estendosi su di un totale di 70.000 mq, ripartito su tre livelli con 350 spazi di vendita, 30.000 mq di spazi esterni e 14.000 mq di giardini paesaggistici. La realizzazione di questo progetto, primo mall del bacino mediterraneo e d’Africa, ha richiesto un investimento globale di 2 miliardi di DH, finanziato congiuntamente dal Gruppo Askal con il Gruppo Al Jedaie. Questa struttura ha creato 21.000 posti di lavoro indiretto e 5.000 posti diretti. Un mix di shopping, piacere e ristorazione in un concetto architetturale innovativo basato su linee fluide, ispirate all’ambiente marino e avvolto dalla luce naturale. Gli investitori prevedono un flusso annuale di 15 milioni di visitatori che dovranno generare una cifra d’affari intorno ai 5 miliardi di DH. Il Morocco Mall comprende anche un cinema di 1.000 mq, uno dei più grandi spazi di pattinaggio presenti in Marocco e numerose attrazioni rivolte a tutti i target della clientela. Al suo arrivo, SAR la Principessa Lalla Mryem ha passato in rassegna un picchetto delle Forze Ausiliarie prima di essere accolta da MM. Ahmed Reda Chami, ministro uscente dell’industria, del Commercio e delle nuove Tecnologie, Mohamed Halab, wali (governatore) della regione Grande Casablanca, Chafik Benkirane, presidente della regione della Grande Casablanca, il colonnello maggiore Said Jaouhari, comandante in capo dell’armata per la regione e Amal Beboubker, governatore ad interim della Prefettura di Casablanca-Anfa. La pricipessa è stata poi accolta da Mohamed Sajid, presidente del Consiglio del comune urbano di Casablanca, Mohamed Mansar, presidente dell’assemblea prefettorale di Casablanca, Mme Salwa Idrissi Akhannouch e lo sceicco Ali Al Jedaie, rispettivamente presidenti del CDA del Gruppo Askal e del Gruppo Jedaie.
Fonte: My Amazighen
Marrakech, museo d’arte e cultura berbera
Il primo museo dedicato esclusivamente alla cultura e all’arte berbera sarà inaugurato il 3 dicembre prossimo a Marrakech, nella cornice mitica dei Giardini Majorelle. Diverse personalità assisteranno a questa inaugurazione, tra cui il ministro francese della cultura, Frédéric Mitterand. L’idea del progetto studiato dalla Fondazione “Pierre Bergé – Yves Saint Laurent”, è nato dalla passione per la cultura e l’arte berbera di Pierre Bergé, che ha collezionato sin dal suo arrivo a Marrakech nel 1965, centinaia di oggetti berberi. Il Museo, che si estenderà su oltre 200 mq, è stato allestito nelle sale dove si trovava l’ex museo di arte islamica, ora completamente rinnovato per ospitare il nuovo museo, dove saranno esposte le collezioni, conformemente alle norme museografiche internazionali.
Morocco Race, confermata la WTCC 2012 a Marrakech
Annullato nel marzo scorso dalla Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA), il Grand Prix di Marrakech 2011 è stato riprogrammato per il 2012. L’impatto economico per la regione è stimato in 220 milioni di DH. L’organizzazione del GP Marrakech avrà in testa Mr. Aly Horma che, lontano da lasciar cadere un sogno, ha reso nuovamente fattibile il GP, dopo l’incertezza di questi mesi. Dopo due edizione riuscitissime, con un sopralluogo di Ecclestone per un eventuale fattibilità alla F1, nessuno poteva pensare ad una decisione così drastica da parte della Federazione che ha annullato la 3° edizione ritirando Marrakech dal calendario. “Questa decisione è arrivata a causa di un contesto economico difficile in Marocco e non abbiamo ricevuto rassicurazioni economiche sufficienti necessarie all’organizzazione dell’avvenimento”, ricorda M. Horma (in realtà la manifestazione del 2011 cadeva nel momento cruciale della primavera araba con innumerevoli manifestazioni nel paese) . È ovvio che organizzare un avvenimento di tale spessore necessita di enormi mezzi; tra montaggio e smontaggio del circuito, paddoks, equipaggiamenti, diritti di organizzazione, i costi si aggirano intorno ai 60 milioni di Dh. Senza contare i 160 milioni di DH necessari per la costruzione del circuito. L’organizzazione si è trovata con una perdita secca di 18 milioni di Dh per il 2010. “Pertanto, le ricadute finanziarie saranno importanti. L’impatto diretto di 200 milioni di DH sulla città e sulla regione saranno questa volta effettivi”, dichiara M. Horma. Senza dimenticare l’enorme impatto mediatico per l’Ufficio Nazionale del Turismo che ha intrapreso una campagna importante per la promozione del Circuito di Marrakech con il Gruppo Eurosport, il cui valore è stimato sui 9, 1 milioni di euro. C’è da credere però che tutto questo non sarà sufficiente a convincere l’equipe del Ministero della Gioventù e dello Sport (organo di tutela) ha sostenere istituzionalmente la riuscita della manifestazione internazionale che venne cancellata il marzo scorso. Oggi, il Marocco ritorna in forze nel calendario mondiale con l’appoggio del Gruppo Eurosport, della FIA e il sostegno della città di Marrakech e della comunità, ma anche con un nuovo importante sponsor internazionale il cui nome non è ancora stato ufficializzato (rumors parlano della Coca Cola e/o McDonald’s). Per questa nuova edizione, che si terrà dal 9 all’11 marzo 2012, oltre 120 partecipanti di 20 nazionalità differenti saranno presenti al rendez-vous per la prima tappa in calendario del WTCC. In margine al campionato, la Formula 3000 (F3) sarà presente attraverso il campionato AutoGP sul circuito di Marrakech che verrà adattato per soddisfare le esigenze specifiche, fatto che costituirà il passo finale verso la F1, già ventilata per il 2015. Sarà presente inoltre il trofeo, prestigioso, della Maserati.
Fiche tecnica del circuito
Unico circuito continentale in Africa ad essere omologato nel Campionato Mondiale FIA, il circuito automobilistico di Marrakech offre una pista di 4,7 km, una struttura semi-permanente a 3 livelli in cristallo e acciaio che ospita i garages, stands, stop di controllo, direzione della corsa, il collegio della FIA, uffici e lodges, 14 edifici con muri portanti e 19 strutture provvisorie oltre ad un centro medico completamente equipaggiato e un centro mediatico per 72 canali TV e 150 giornalisti accreditati. Il circuito di Marrakech crea annualmente 2.680 posti di lavoro con 219 imprese marocchine. La copertura mediatica è assicurata da 75 canali televisivi di 62 paesi con 81 milioni di telespettatori in diretta durante le 5 ore e 11 mn di diffusione e 40 ore e 28 mn di visibilità per il label Marocco. Infine, saranno presenti oltre 8.000 persone tra organizzatori, partecipanti, staff e 103.000 spettatori per 31.640 notti riservate negli Hôtels della città. Bentornata WTCC, aspettando al F1.
Fonte: My Amazighen



























