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Marocco, crociera gay con scalo a Casablanca

June 11, 2012 Leave a comment

Il primo luglio prossimo attraccherà al porto di Casablanca una nave da crociera con a bordo 2100 passeggeri LGTB, europei e americani,  che visiteranno la città bianca. Si tratta di una delle tante crociere dedicate ai gay e alle lesbiche che amano viaggiare per mare e che potranno visitare, tra le tante cose, la spettacolare  moschea Hassan II, luogo di culto islamico aperto al pubblico in orari prestabiliti.  Gli organizzatori dell’evento promettono ai loro passeggeri istanti magici sulle spiagge casablanchesi, negli esotici souks della medina e nel quartieri art-déco della città atlantica. Seguirà una visita lampo a Marrakech per proseguire, l’indomani, a Cadige, in Spagna. La nave partirà da Barcellona il 29 giugno durante il quale si toccheranno le città di Casablanca, Cadige, Ibiza, Valencia e ritorno su Barcellona. La notizia è trapelata solo da poche ore e non mancherà di creare un forte dibattito nel paese, considerando due fattori non di poco conto: un governo in carica filo-islamico e una legge che condanna l’omosessualità (art. 489 del C.P.) con pene che variano dai sei mesi ai sei anni di carcere, senza condizionale. Staremo a vedere, certo è che il fattore economico rivestirà un aspetto importante in tutta questa vicenda considerando il potere d’acquisto di 2.100 persone a spasso per la città, sicuramente in vena di shopping esotico, in un periodo dove l’economia del paese è allo sbando e il turismo in forte calo.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Miu Miu, nuova boutique a Casablanca

June 1, 2012 Leave a comment

Miu Miu ha recentemente inaugurato il primo flagship store all’interno dell’imponente Morocco Mall di Casablanca in Marocco, in uno spazio aperto su un unico livello, progettato dal noto architetto Roberto Baciocchi, nel quale si presenta un ambiente raffinato ed elegante, arredato con ampi salotti, divani e poltroncine rivestiti in damasco su una pavimentazione in moquette beige, contenuto da una facciata esterna alta circa sei metri realizzata in cristallo e corredata di un tendaggio di lamiera forata retroilluminata molto suggestiva. Al suo interno sono presenti i dettagli tipici del concept, tra cui spiccano le cassette di sicurezza in metallo dorato opacizzato e le nicchie specchiate visibili dalle tende in broccato sulle quali sono conservati i preziosi accessori, mentre gli stendini in ottone lucido ospitano le collezioni abbigliamento. L’area interna rispecchia il chiaro segnale d’intimità dell’atelier di lusso con i banchi espositivi in cristallo, posizionati al centro della sala, esaltante la preziosità dell’immagine della boutique.

Prada, nuove boutiques a Casablanca

Prada ha recentemente inaugurato a Casablanca due nuove boutiques all’interno del prestigioso “Morocco Mall”, dedicate essenzialmente alle collezioni uomo, donna e accessori. Progettate entrambe dal noto architetto Roberto Baciocchi, su uno spazio di circa 380 metri quadrati dislocati su un unico livello per ospitare le varie collezioni di abbigliamento, hanno una facciata alta circa 6 metri caratterizzata da una tenda luminosa realizzata in resina con geometria regolare sviluppata in altezza definita da profilatura in acciaio lucido, dalla quale si aprono i due ingressi, i light-box e le tre ampie vetrine.
Lo spazio interno estremamente elegante si suddivide in due aree caratterizzate dalle due differente finiture del concept, penetrabili mediante due ampi passaggi. Nell’ambiente riservato alla pelletteria e agli accessori risaltano gli elementi distintivi del brand, quali le raffinate buche espositive inserite nelle pareti di tela verde, i luminosi banchi di cristallo e acciaio lucido e la pavimentazione in marmo a scacchi in bianco e nero.
Nell’ambiente destinato alle collezioni di abbigliamento le eleganti buche espositive si inseriscono in una tenda confezionata in tela verde che riveste sontuosamente le pareti perimetrali mentre accattivanti banchi espositivi e i sontuosi divani “Clover Leaf”, progettati da Verner Panton e riprodotti in esclusiva per Prada, corredano lo spazio.
Il negozio dedicato al mondo maschile presenta l’immagine prestabilita dal concept per l’uomo di Prada, con la facciata in marmo Saint Laurent realizzata a doghe verticali che incornicia letteralmente l’ingresso, il light-box e le due ampie vetrine. Al suo interno lussuose teche e ricchi banchi realizzati in cristallo e metallo palladio donano splendore all’ambiente, palesato dalla pavimentazione a doghe in legno di ebano, dalle pareti rivestite e dai sofisticati divani di struzzo di colore ruggine.

Marius Creati

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Sexy-toy e affini… piaceri (quasi) proibiti in Marocco

February 3, 2012 Leave a comment

Vagine artificiali a 150 dh (14 euro), vibromassaggiatori a 2.000 dh (180 euro) e bambole a grandezza naturale al costo di 20.000 dh (1.800 euro) o ancora peni artificiali e prodotti erotici degni dei più grandi sex-shops del mondo, commercializzati  clandestinamente in Marocco!  E grazie ai cinesi che i marocchini possono accedere oggi agli oggetti erotici più insoliti per calmare gli appetiti sessuali segreti. Questi prodotti, proibitissimi in Marocco, sono introdotti nel reame di contrabbando e sono disponibili a Derb Omar, quartiere di Casablanca, ma anche a Marrakech o ancora nella capitale Rabat.  La vagina artificiale è il best-seller, si apprende dal quotidiano arabofono Al Ahdat Al Maghribia, autore di un inchiesta sui sexy-shops clandestini. I sexy-shops marocchini sono infatti dei normali negozi di abbigliamento o di giochi per bimbi che propongono queste mercanzie, in funzione della richiesta del cliente. Questi negozi, che non fanno altro che aiutare le persone ad avere una buona armonia sessuale con se stessi, propongono veramente di tutto, compresa la lingerie più provocante, impossibile da trovare nei negozi “normali”. Anche le bambole gonfiabili hanno un forte riscontro in Marocco. Queste bambole, che si muovono e gemono, sono vendute a partire da 20.000 dh, quasi una follia da queste parti! Il top della categoria sono le bambole di silicone che “riconoscono”  il loro proprietario dalla voce (o dalla  forma del di lui pene!) e possono costare anche 35.000 dh (3.400 euro).  Il bussiness dei sexy-toys va a gonfie vele e gli oggetti sono richiestissimi negli ambienti “huppe’s” marocchini, per intenderci i personaggi che sfilano il sabato sera con giganteschi fuoristrada e SUV nel triangolo della moda di Casablanca, meta  incontrastata delle serate infuocate della jeunesse dorée  del Marocco.

Fonte: My Amazighen

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Elisabetta Franchi, nuovo store a Casablanca

December 27, 2011 Leave a comment

Elisabetta Franchi ha inaugurato un nuovo monomarca a Casablanca, all’interno del prestigioso Morocco Mall: si tratta del primo opening nel continente nordafricano che occupa una superficie di 70 mq circa ed è caratterizzato da un concept che traduce in canoni contemporanei l’essenza e lo stile della maison. Gli interni sono impreziositi da superfici che alternano specchi fumé, pelle e acciaio; i complementi di arredo e le pareti sono rivestite di tessuto logato con la doppia C, simbolo della maison, unito a un sofisticato color champagne dorato che, abbinato all’acciaio e alla tonalità chiara della pelle del mobilio, sintetizza l’apertura verso il futuro e il legame con la tradizione della label.

Tra le calde luci soffuse trovano posto le collezioni Elisabetta Franchi della stagione invernale, caratterizzate dai toni eleganti del bianco, del nero, del cammello e dell’ocra. Lo store occupa una posizione prestigiosa all’interno del vip floor dedicato alle grandi griffe internazionali nel centro commerciale di proprietà dei gruppi Aksal e Al Jedaie – che vanta la presenza di oltre 600 store monomarca – destinato a diventare uno dei cinque shopping ed entertainment center più importanti del mondo. Il mall è stato inaugurato pochi giorni fa nel corso di un evento molto elitario che ha visto la partecipazione non solo delle autorità locali e della famiglia reale del Marocco ma anche della pop star Jennifer Lopez che si esibita in un’esclusiva performance live. Lo sviluppo di una strategia retail concentrata sul panorama internazionale fa parte dei piani della maison che , negli ultimi sei mesi, ha inaugurato nuovi monomarca a Parigi, ad Abu Dhabi e nei territorio dell’ex unione sovietica, e il cui futuro si orienta decisamente verso i cosiddetti mercati emergenti di cui il continente africano rientra a pieno titolo.

“Sono consapevole che, a livello economico, la domanda globale sia oramai trainata dalla domanda in crescita dei paesi emergenti dai quali non è più possibile prescindere” ha commentato Elisabetta Franchi a margine dell’inaugurazione. Con un giro di affari di 90 milioni di euro, Elisabetta Franchi è distribuita oggi in 64 monomarca di cui 32 in Italia e in 895 multibrand; per il 2011 si prevede un ulteriore incremento del fatturato pari al +10%.

Fonte: BlogModa

Marocco, inaugurazione del centro commerciale più imponente d’Africa a Casablanca

December 7, 2011 Leave a comment

A Casablanca un megamall sulle coste dell’Atlantico

Inaugurato a Casablanca il più grande centro commerciale dell’intera Africa: un “megamall” sulle coste dell’Atlantico che dovrebbe attrarre in Marocco 14 milioni di visitatori all’anno. Con un mercato, quello del Nord Africa, che rappresenta ancora un terreno quasi vergine dal punto di vista commerciale.”Quando nel 2005 venne aperto il primo negozio di Zara in Marocco – spiega il direttore del progetto Morocco Mall – ci fu una grande coda di clienti che cercavano di entrare. Questo movimento non si è mai interrotto, percui dico: sì, c’è un grande potere d’acquisto qui”.Tra i marchi globali più noti presenti nel centro commerciale marocchino c’è anche il colosso francese Fnac. “Oggi abbiamo aperto il nostro primo negozio in Africa – spiega il Ceo di Fnac Alexandre Bompard – è un giorno importante per il nostro marchio. L’economia dinamica, la demografia, e gli interessi culturali dei marocchini rappresentano il terreno ideale per la filosofia della nostra azienda”.Tra scenari accattivanti e palme tropicali, l’apertura del Morocco Mall segna, da qualunque punto di vista lo si consideri, una tappa significativa e forse anche un punto di non ritorno per le abitudini sociali dei marocchini. La coincidenza, poi, tra l’affermazione politica dei movimenti islamici in tutto il Nord Africa dopo la caduta dei dittatori e la contemporanea inaugurazione di un tempio del consumismo di marca occidentale in Marocco resta fortemente suggestiva e forse foriera di cambiamenti culturali ancora difficili da prevedere oggi.

Fonte: TMNews

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Morocco Mall, inaugurazione con SAR Lalla Meryem

December 2, 2011 Leave a comment

Inaugurato ieri, dopo 4 anni ininterrotti di lavori, il Morocco Mall di Casablanca. Dopo aver tagliato il nastro, SAR la Principessa Lalla Meryem si è recata alla Gallerie Lafayette che occupa tre piani della struttura, prima di visitare la moschea del centro commerciale e il souk berbero, quello di Fès, di Marrakech e il souk d’oro, che compongono lo spazio L’Medina, con un enorme riad dove la tradizione incontra la modernità. Subito dopo la principessa ha raggiunto il Lounge dove ha assistito ad uno spettacolo della fontana musicale, terzo spettacolo al mondo con acqua realizzato su di una superficie di 6.000 mq, prima di visitare il padiglione delle boutiques di lusso.  Dopo lo spettacolo ha visitato il primo piano per ammirare l’Aquarium cilindrico, classificato terzo al mondo dopo Washington e Berlino, ed ha assistito ad uno show prima di recarsi alla FNAC. Posizionato sulla spettacolare corniche di Casablanca, a bordo oceano, il Morocco Mall occupa 620 mt di fronte mare, estendosi su di un totale di 70.000 mq, ripartito su tre livelli con 350 spazi di vendita, 30.000 mq di spazi esterni e 14.000 mq di giardini paesaggistici. La realizzazione di questo progetto, primo mall del bacino mediterraneo e d’Africa, ha richiesto un investimento globale di 2 miliardi di DH, finanziato congiuntamente dal Gruppo Askal con il Gruppo Al Jedaie. Questa struttura ha creato 21.000 posti di lavoro indiretto e 5.000 posti diretti. Un mix di shopping, piacere e ristorazione in un concetto architetturale innovativo basato su linee fluide, ispirate all’ambiente marino e avvolto dalla luce naturale. Gli investitori prevedono un flusso annuale di 15 milioni di visitatori che dovranno generare una cifra d’affari intorno ai 5 miliardi di DH. Il Morocco Mall comprende anche un cinema di 1.000 mq, uno dei più grandi spazi di pattinaggio presenti in Marocco e numerose attrazioni rivolte a tutti i target della clientela. Al suo arrivo, SAR la Principessa Lalla Mryem ha passato in rassegna un picchetto delle Forze Ausiliarie prima di essere accolta da MM. Ahmed Reda Chami, ministro uscente  dell’industria, del Commercio e delle nuove Tecnologie, Mohamed Halab, wali (governatore) della regione Grande Casablanca, Chafik Benkirane, presidente della regione della Grande  Casablanca, il colonnello maggiore Said Jaouhari, comandante in capo dell’armata per la regione e Amal Beboubker, governatore ad interim della Prefettura di Casablanca-Anfa. La pricipessa è stata poi accolta da Mohamed Sajid, presidente del Consiglio del comune urbano di Casablanca, Mohamed Mansar, presidente dell’assemblea prefettorale di Casablanca, Mme Salwa Idrissi Akhannouch e lo sceicco Ali Al Jedaie, rispettivamente presidenti del CDA del Gruppo Askal e del Gruppo Jedaie.

Fonte: My Amazighen

Il Re dell’Atlas

July 30, 2011 Leave a comment

Si racconta  che dei leoni erano presenti alla corte dei sultani e dei re del Marocco, come segno di obbedienza per i nobili e per il popolo berbero che era parte dell’Atlas, come gli ultimi leoni di Barberia (Panthera leo leo). Nel 1953, quando il sultano  Sidi Mohammed Ben Youssef ( e più tardi il re Mohammed V) venne costretto ad abdicare e messo in esilio, i leoni reali (21 in totale) persero il loro domicilio al  Palazzo, nella foresteria reale. Tre di loro furono inviati allo zoo di Casablanca e il resto del gruppo venne trasferito allo zoo di Meknès. Quando il  re rientrò dall’esilio in Madagascar  nel 1955, i leoni rientrano a Rabat. Durante tutto questo tempo, il mondo continuò a credere che il leone di Barberia era estinto: questa convinzione prematura divenne quasi un fatto accertato quando una malattia respiratoria colpì il re dei leoni alla fine degli anni ’60. A quel punto, SAR Hassan II, allora proprietario dei soggetti, decise di ridurre i rischi di mortalità e di apportare delle migliorie alla vita dei leoni. Un nuovo parco cintato venne costruito a Temara, nei pressi di Rabat, nella casa rerale dei leoni, verso la fine degli anni ’60. Nel 1973 questa struttura venne assorbita dall’amministrazione del Ministero dell’Agricoltura, e divenne lo zoo di Rabat. Nella storia antica gli egiziani furono i primi a cacciare questo superbo animale, con arco e frecce. I Berberi, che vivevano in piccoli villaggi arroccati sulle montagne dell’Atlas e dell’Africa del nord, circa 3.000 anni fa, si difendevano dagli attacchi dei felini ma non costituirono mai una minaccia per la popolazione dei leoni di Barberia. È nell’Impero romano che la popolazione dei leoni di Barberia diminuì drasticamente. Gli imperatori romani cercavano di divertire la popolazione rassicurandoli sul fatto che la loro civiltà aveva il controllo sulla natura. Gli antichi romani esportarono migliaia di leoni dall’Africa del nord per utilizzarli nei giochi del Colosseo a Roma e in altre arene sparse nell’Impero. I leoni vennero trucidati dai gladiatori e la mattanza terminò soltanto verso la fine del VI° secolo, ma i problemi per i leoni di Barberia non erano ancora terminati. Con l’invasione  degli arabi nell’Africa del nord, sempre più numerosi, i leoni si ritirarono progressivamente a causa di una caccia spietata, in quanto rappresentavano un pericolo. Per ogni leone ucciso era prevista una lauta ricompensa. Con l’avvento poi dei cacciatori europei nel corso dell’ultimo secolo, il numero dei leoni crollò. Le guide locali nelle montagne della Tunisia e del Marocco permisero agli europei di cacciare i leoni per sport e per le collezioni dei musei naturalistici, oltre al catturarli vivi per rinchiuderli negli zoo europei. I leoni di Barberia si estinsero in Tripolitania (ovest della Libia) nel 1700. L’ultimo leone di Barberia visto in Tunisia venne ucciso nel 1891 a Babouch, tra Tabarka e Aït-Draham. L’ultimo leone conosciuto in Algeria venne ucciso nel 1983 presso Batna, a 97 km da Costantino. I turchi contribuirono notevolmente a questa carneficina perchè pagavano profumatamente le pelli dei leoni per abbellire l loro palazzi. Numerosi francesi in Africa del nord divennero cacciatori professionisti di leoni, attività molto redditizia all’epoca.  In Algeria, oltre 200 leoni di Barberia vennero uccisi tra il 1873 e il 1883. I leoni sparirono dal lato del confine marocchino nella metà del 1800. In Marocco, alcuni gruppi di leoni sono esistiti sino al XX° secolo e si estinsero alla fine degli anni ’40. L’ultimo animale venne ucciso nel 1942 sulla costa nord del colle del Tichka, in prossimità della strada tra Marrakech e Ouarzazate. Le cause della sua estinzione sono molteplici, ma sicuramente la più importante è la mano dell’uomo. La caccia quindi ma anche i cambiamenti dell’ecosistema indotto dalla coltura intensiva e dai pascoli. Le foreste sono state distrutte per lasciare spazio ai pascoli di bestiame, sempre più numerosi e anche i cervi e le gazzelle (principali nutrimento dei leoni di Barberia) vennero a mancare.

Oggi un programma è avviato tra il governo marocchino  e un ONG di scienziati oxfordiani, ma  stenta a decollare. Si tratta di un lavoro di reintroduzione su dieci anni che comporterà diversi fasi di lavori, tra cui una zona protetta di oltre 10.000 ettari in una regione poco popolata, che sarà cintata e protetta. Saranno introdotti alla sua creazione cervi, mufloni, ungulati, scimmie e gazzelle, che dovranno acclimatarsi nella nuova zona. Parallelamente, gli scienziati di Oxford dovranno selezionare i  capostipiti della nuova generazione di leoni di Barberia che verranno inseriti nell’area protetta, poi soggettati ad un programma di riproduzione in cattività. Al governo marocchino tutto questo piace in quanto sarà fonte di reddito per il mercato del turismo ecologico, creando nuovi posti di lavoro. I finanziamenti saranno apportati da alcune sovvenzioni europee. Ma è necessario fare i conti con l’oste: la popolazione locale non sembra essere entusiasta davanti a questo progetto; la reputazione sulla ferocia del leone dell’Atlas suscita molta inquietudine. Anche il bracconaggio potrebbe riprendere il suo corso, a meno che la riserva sia controllata professionalmente. E ancora, il Marocco non giova di una buona reputazione in materia di protezione dell’ambiente. Nello spazio di un secolo, centinaia di specie animali e vegetali si sono estinte nell’indifferenza generale. A titolo di esempio, il coccodrillo del Nilo si estinse in Marocco nel 1930, mentre negli anni ’50 la campanella d’allarme suono’ per lo struzzo, l’oryx e l’addax. Attualmente la pantera è da inscrivere nella lista degli animali estinti in Marocco, anche sono state segnalate in diverse zone del paese, senza però prove tangibili di un loro riconoscimento. In serio pericolo la iena, il ghepardo, il lynx caracal, il gatto delle sabbie, il gatto gigante, il fennec e lo sciacallo. Per chiudere, anche gli ambienti naturali sono nella stessa misura in pericolo. Il deserto avanza e il bestiame non controllato si avventura nelle foreste, causando gravissimi danni irreparabili all’ecosistema. L’estinzione del superbo e magnifico leone dell’Atlas (estinzione prevista entro venti anni se nulla sarà fatto) costituirà una tragedia supplementare alla biodiversità e alla conservazione delle specie, ma le condizioni di reintroduzione del superbo re delle montagnenon sembrano  idilliache.

Fonte: My Amazighen

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