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Le meravigliose pareti illuminate del Gran Canyon (parte I)
La luce del mattino disegna giochi di colore attraverso le scanalature della gola profonda mentre il sole fulgente si esprime verso il basso sulle pareti ripide del Canyon. Nella valle sorge una radura verdeggiante che alimenta la fantasia, ricca di scenari suggestivi, osservando dall’alto delle cime lo sterminato riflesso boschivo che infrange sulle nude rocce rossastre solcate pesantemente dall’erosione del tempo. In prossimità delle dune più basse é possibile scorgere una piccola mandria di cavalli autoctoni mentre brucano e si rincorrono liberamente sui percorsi forgiati dalla natura incontaminata mentre uno stallone purosangue dal temperamento nobile sorge dal gruppo con grande maestosità e dalla fiera bellezza si intuisce che sia il capobranco. Le ripide pareti rocciose mordono il cielo tagliando l’aria a guancia. Il vento soffia freddo e lievi bobine d’aria attraversano le lunghe cavità pietrose lasciando sospiri e richiami incomprensibili che danno l’impressione di essere parte integrante di un meraviglioso componimento poetico di ineguagliabile stima.
Il Canyon riesce a fissare l’osservatore attraverso l’immensità di cui correda il suo immenso habitat e, spostando lo sguardo verso l’alto, si immedesima nel suo vasto insieme risucchiando in esso tutto l’ecosistema, come se si appartenesse per incanto all’altro lato del mondo. Si nutre l’impressione di essere cuori in diretta dinnanzi al volto scoperto della natura… Il galoppo rigoglioso della mandria scorge frastuoni in lontananza miscelando brevi sentori che provengono dalle crude forze dell’universo circostante e l’eco dei nitriti moltiplicati all’infinito riemergono sottoforma di vaghi suoni suggestionanti. In un breve istante il battito cardiaco evince la sua presenza trasmettendo di riflesso rapide pulsazioni energiche susseguite a scialbe palpitazioni emotive statane lungo la scia del trotto fabuloso dei destrieri mentre corrono, tutti insieme, in prossimità della morte, sorretti dall’ambio perfetto che tiene il passo sul bordo dei burroni scoscesi. Una realizzazione mozzafiato che lascia attoniti e attorniati da un fulgido silenzio corroborante.
a cura di Marius Creati
Tanti turisti a Marrakech…
Da stamattina sono in giro per la città con un gruppo di ospiti del Riad e ancora una volta ho tastato il polso della situazione in città. Tutto come sempre. Marrakech è presa d’assalto da migliaia di turisti, perlopiù francesi e spagnoli, italiani ne ho visti pochi, e diversi gruppi di giapponesi. Intorno alle 18.00 l’atmosfera alla Place Jemaa el Fna era stupenda, i soliti cerchi di persone che ascoltavano i cantastorie, i banchi del cibo con le loro cucine fumanti, musica gnawa e tanta allegria. Il tramonto era alle porte, dietro l’Atlas innevato e lucido, e un leggero vento ha rinfrescato l’aria dopo che il termometro oggi ha segnato 28°. Non si parla più della domenica nera che ha vissuto la città, si è cercato di dimenticare in fretta quel brutto episodio. Anche in altre zone del paese è tutto tranquillo; alcuni amici residenti ad Agadir mi hanno comunicato che la città è quasi al collasso per via di tantissimi turisti che sono arrivati questo inizio settimana francesi e tedeschi in testa. Le mie guide del deserto mi hanno confermato che è tutto normale, la solita “routine” con i loro clienti e tanto caldo anche li’. Oggi Marrakech, e lo sarà per diversi giorni, è vestita a festa: tra qualche giorno re Mohammed VI sarà qui per inaugurare un complesso di case popolari e nell’occasione regalerà diverse abitazioni ad un gruppo di famiglie che vivevano ancora nella periferia della città in condizioni disagiate. Il 90% delle bidonvilles di Marrakech sono già state smantellate a suo tempo, ad oggi rimangono qualche sparuto gruppo di queste insalubri abitazioni nella zona est della città, in periferia. Un programma partito alcuni anni fa prevedeva lo smantellamento totale di tutte le bidonvilles del paese entro il 2012 e quasi tutto il lavoro è stato compiuto. Marrakech è rivestita di bandiere marocchine, ovunque. I giardinieri, centinaia in città per via dei kilometrici giardini pubblici che possiede, sono al lavoro per rendere ancora più belle le strade d’accesso alla medina e tanta è la gente nei souks. Ho ricevuto ancora oggi diverse email che mi chiedevano rassicurazioni: partite assolutamente tranquilli, nessun problema e lo testimonia il fatto che la città è realmente colma di turisti, a migliaia. Buon viaggio a tutti e non rinunciate all’esperienza stupefacente che Marrakech e il Marocco vi possono offrire.
Fonte: My Amazighen
Marrakech, Touche pas à mon pays!
ggi girando per Marrakech ho visto tantissimi cartelloni pubblicitari stradali, sia quelli che cambiano di immagine che quelli con i led, che propongono l’arcinoto logo di “Touche pas à mon pays“, adottato dai marocchini subito dopo gli attentati terroristici di Casablanca del 2003, quando scesero in piazza a milioni contro il terrorismo islamico. Bellissimo logo che racchiude l’essenza dei marocchini, la mano di Fatima e la scritta “Non toccate il mio paese“, questa volta rivolto non solo agli estremisti islamici ma ai vandali di domenica scorsa. Nella zona europea tutti i negozi sono aperti, McDonald’s compreso (il locale che aveva avuto più danni), riparando in tempi record vetrine e quant’altro. Bella la normalità, con un sole caldo (oltre i 29°) e tantissimi turisti in giro per musei, giardini e souks.
Fonte: My Amazighen
Four Seasons Resort Seychelles, una perfetta esperienza di vancanza
Fonte: Luuk Magazine
I Tour Operators scelgono il Marocco
In ragione della situazione socio-politica della Tunisia e dell’Egitto, i tours operators francesi rafforzano i voli per destinazioni come le Canarie, la Repubblica domenicana o ancora il Marocco. Dalla metà di gennaio, i voli con destinazione Tunisia sono sospesi e da venerdi’ scorso anche quelli sull’Egitto. Tours operators importanti come Marmara e Look Voyage pongono il Marocco in piano piano, per destinazioni come Marrakech e Agadir. Questi agenti dovranno tenere testa ad una affluenza di turisti che dovevano inizialmente recarsi in Egitto e in Tunisa. Il Reame è un mercato appetibile per i turisti che non possono partire per altre terre esotiche e anche per chi aveva scelto la Tunisia, in primis per il suo rapporto qualità-prezzo, la soluzione ottimale è quella di optare per il Marocco, grazie anche alla sua stabilità socio-politica e per l’attuale clima primaverile.
Fonte: My Amazighen
Mali… d’Africa
Quando si entra in Mali il primo chiaro segnale di essere entrati nell’Africa nera sono i baobab… a centinaia, maestosi, torri di legno che vigilano sul bush, cattedrali nel nulla, custodi del tempo. Cavalieri di altri tempi appaiono in questo straordinario territorio, non su dromedari come ci si abitua a vedere entrando in Mauritania. Cavalieri neri su splendidi cavalli arabo-berberi ovunque: nelle strade polverose, accompagnano e custodiscono le loro mandrie, sui pochi pascoli erbosi. E’ uno spettacolo primordiale, emozionante,una discesa verso il passato ammirando questi uomini che cavalcano a pelo, agili e scattanti, in un tutt’uno con il loro animale. Un emozione forte che ti accompagna nei km che ti separano dalla capitale, lontani anni luce dalle nostre certezze. Poi, all’improvviso si intravedono le prime capanne con i tetti in paglia, corti arse dal sole, pallido fieno per i momenti di carestie sopra i tetti, sorrisi e colori che annebbiano i contorni. Mali da amare, da possedere, da capire e sognare. Qui il mal d’Africa ti prende, ti solleva, ti danna l’anima, ti soffoca e ti ammalia. L’arsura del sole allo zenit spacca la pelle, gli occhi tremano guardando l’orizzonte. Un bush arido dove improvvisamente apre a squarci di azzurro: acqua preziosa, bene primario per uomini e animali. Sorrisi di bambini, di donne nei loro splendidi teli arcobaleno, pelle ebano e sguardi di fuoco. Uomini che ti ricordano come eravamo, scaltri nelle loro azioni, sessuali nei loro movimenti, pantere che accendono remoti accadimenti, dannate e maledette scelte perse.
Fonte: My Amazighen
Oukaïmeden, una sciata in jellaba…
Una bella settimana bianca a Marrakech? Perchè no ! A soli 75 km dalla Villa Rouge è possibile sciare in tutta tranquillità, lontani dagli standard europei, certo, ma con il vantaggio della discreta affluenza di pubblico e l’autenticità dei luoghi. Il Marocco si sa è il paese dei contrasti e dei paradossi e, come scrisse il giornalista Marcel Carpozen in uno dei suoi articoli consacrati alle stazioni di ski e agli sport invernali, negli anni ’50, mai parole furono cosi’ appropriate: “E’ difficile per le persone d’oltre mare immaginare di sciare in Marocco, Paese del sole“. Difficile ma provateci! La storia della stazione sciistica dell’Oukaïmeden inizia nel lontano 1936, quando il CAF (Club Alpino Francese) costrui’ il primo modesto rifugio, che permise una frequentazione più regolare del sito e l’organizzazione dei primi corsi di sci. Nel 1938 venne impiantato il centro militare e, nel 1941, uno chalet più spazioso gestito sempre dal CAF. I Campionati di sci del Marocco furono organizzati per la prima volta all’Oukaïmeden nel febbraio 1942. Nel 1948 la prima strada carrozzabile che partiva da Marrakech via Tahannaoute e Sidi Farès, venne aperta e cinque anni dopo due Hotels e una trentina di chalet privati furono costruiti. Nel contempo alcune strade interne alla valle vennero progettate con gli scavi e il passaggio dell’acqua e l’elettricità e, le prime due seggiovie; la prima chiamata del “Chouka” ( lunghezza di 1100 mt con un dislivello di 380 mt) e quella “Media” ( lunghezza di 297 mt con un dislivello di 78 mt). Con queste due opere furono costruiti due trampolini di salto. Nel 1963 la stazione dell’Oukaïmeden si doto’ di una seggiovia lunga 1960 mt con un dislivello di 620 mt, capace di trasportare 600 persone all’ora e nel contempo vennero intrapresi numerosi lavori di consolidamento e un nuovo centro nazionale di elettricità che, incoraggio’ la costruzione immobiliare e la frequentazione turistica. Nel 1965 la nuova strada d’accesso dalla valle di Ourika venne inaugurata e permise di raggiungere facilmente la stazione che venne dotata di altre due seggiovie supplementari nel 1967 e di un segnale telefonico automatico. Nel 1992, la cima dell’Oukaïmeden venne dotata di un teleski con uno chalet ristorante e una serie di tavole di orientamento. Le piste dell’Oukaïmeden oggi coprono una superficie di 300 ettari concentrate sul fianco nord della montagna, situate tra i 2620 e 3270 mt di altitudine. Gli impianti sono praticabili da metà dicembre sino al fine marzo ma è bene informarsi prima dello stato di innevamento della montagna, non sempre garantito. Il 75% delle piste hanno grandi difficoltà tecniche, quindi sono indirizzate esclusivamente a ottimi sciatori; il resto è dedicato ai principianti e agli sciatori di media capacità. Quest’anno più di 2000 giornalisti provenienti da tutto il mondo si daranno appuntamento sulle cime dell’Oukaïmeden, grazie all’iniziativa dello Ski Club Internazionale dei Giornalisti (SCIJ). L’edizione sarà organizzata congiuntamente dal Marocco e dal Belgio. Secondo gli organizzatori dell’evento, la scelta del Marocco si giustifica per la vicinanza geografica con l’Europa ma anche per la sua stabilità politica e per la sua sicurezza. Il vice-presidente del SCIJ ha spiegato che le montagne marocchine sono ancora poco conosciute in Europa e che la scelta dell’Oukaimeden trova ugualmente il suo fondamento nelle caratteristiche tecniche, infrastrutturali e logistiche della stazione ( un ora da Marrakech).
Ovviamente le piste e le risalite non sono ancora numerose, idem per i cannoni sparaneve che saranno a presto sistemati lungo le piste e la città di Marrakech ha garantito il suo sostegno economico per attuare il progetto del SCIJ. La cosa più importante da sottolineare credo sia il contrasto totale di una città come Marrakech, esotica e calda, e la possibilità di sciare a un ora di auto. Per chi cerca luoghi “Fashion”, l’Oukaïmeden non è il posto giusto; S.Moritz, Cortina o il Sestriere non hanno nulla da condividere con questi luoghi. Qui la natura regna sovrana e si possono scoprire villaggi di terra innevati, gente umile che vive con poco, panorami mozzafiato e cordialità. Alle partenze degli skilift ci sono i muli, bardati alla berbera, e con pochi dh potrete farvi trasportare sulle piste, rivivendo tempi passati e lontani, tempi carichi di atmosfera e serenità dove il legame con la natura era forte e coinvolgente. Proprio come oggi sull’ Oukaïmeden e non si sà sino a quando. In seguito ad una convenzione firmata tra gli Emirati Arabi e il Governo marocchino il 29 marzo 2006, a Casablanca, un grande progetto è in fase di sviluppo, con un investimento di 1,4 miliardi di dollari (avete letto bene!); 11 Hotels e un campo da golf 18 buche che verrà qualificato come il più alto campo da golf esistente. Quando questo progetto verrà alla luce tutto cambierà, anche i prezzi. Attualmente l’ingresso alla stazione costa 10 dh ( meno di un euro), il semigiornaliero per gli impianti costa 30 dh (meno di 3 euro), il parking auto giornaliero costa circa 3 dh ( meno di 30 centesimi di euro) e un buon pasto a base di tajine costa 50 dh (meno di 5 euro). Speriamo almeno che questo progetto abbia tenuto conto di tutti gli aspetti per una buona gestione sociale e ecologica.
Fonte: My Amazighen
I Calèches di Marrakech
Sono 148 i calèches in servizio a Marrakech per visitare la città o semplicemente per recarsi nelle varie zone della Ville Rouge. Perchè tutto questo folklore perduri, una regolamentazione è stata messa a punto in questo ultimo anno, per migliorare il servizio e in primis per il benessere dei cavalli, motore di questa attività. Da oltre un secolo i calèches deambulano tra la medina storica e la “ville nouvelle”. Inizialmente servivano a trasportare esclusivamente la merce nei souks, con il tempo si sono trasformati in veri e propri taxi a quattro zampe. Questo servizio è oramai ad uso quasi esclusivo dei turisti ma è facile ancora imbattersi in calèches colmi di locali, che per 3 dh alla corsa,si fanno trasportare in certi derb della medina, come Derb Dabashi o alla stazione ferroviaria. Per un turista servono 120 dh per una bella galoppata in città, se vi spostate verso la Palmeraie calcolate altri 50 dh di supplemento; sono soldi ben spesi e una visita delle mura medioevali al tramonto, è indimenticabile. Se capitate all’alba, reduci da qualche nottata disco, a Bab Doukkala, vedrete una lunga e interminabile fila di calèches in attesa dei controlli delle autorità competenti, tutte le mattine dell’anno. Stato del veicolo, del conduttore e cosa importante lo stato di salute del cavallo, niente deve essere lasciato al caso. Per facilitare questo compito tutti i cavalli sono stati microchippati e i calessi dotati di pulci lettroniche con memorizzati il numero di serie, interventi richiesti, procedure, ecc… Nella città sono stati inseriti otto abbeveratoi con 8 corsie singole, per far si che in qualunche momento i cavalli possano dissetarsi, specialmente nel periodo di calura estiva di Marrakech, che non lascia scampo; si trovano sulla Place Jemaa el Fna, sulla Place de la Liberté, ai giardini Majorelle e davanti a diversi hôtels molti frequentati dai turisti. Un bel gesto dedicato a questi nobili animali che con il loro lavoro quotidiano perpetuano il ”movimento lento” marriakchi. Purtroppo la stessa sorte non tocca ai centinaia di asini, muli e cavalli, che quotidianamente trasportano merci in giro per la medina. Stracarichi all’inverosimile, il più delle volte piagati da quotidiane frustate per renderli più veloci e sovente malati. L’unica Associazione Nazionale (marocchina con aiuti inglesi) che si occupa di questa piaga è presente purtroppo raramente sulle strade e nei vicoli della medina, quindi, a mio giudizio inesistente. Ma di questo vi parlero’ in seguito tendendo presente che stessa sorte, se non peggiore, tocca alla moltitudine di cani randagi presenti sul territorio.
Fonte: My Amazighen
Il nuovo stadio di Marrakech, un gigante tra le palme
Dopo diversi anni di costruzione, i lavori partirono nel 2003 con la posa della prima pietra, il nuovo, imponente, stadio di Marrakech è pronto. La sua inaugurazione avverrà il 5 gennaio 2011 e un torneo amichevole vedrà il PSG (Paris S.German) contro il Widad Casablanca e l’OL (Olympique Lyonnese) contro la squadra di Marrakech. L’investimento totale è stato di 1 miliardo di dh e la sua struttura, imponenete e massiccia, secondo la stampa nazionale, ricorda lo stadio di Genova, ”perchè tutto il suo charme risiede nella città che circonda la struttura“. Con 57 ettari di superficie, la costruzione di questo nuovo monumento al football marocchino ha conosciuto alti e bassi durante la sua messa in opera; alcuni stop prolungati ai cantieri e rumors che davano per spacciato il progetto iniziale. Tutto si è risolto e, a qualche giorno dall’inaugurazione, ho potuto visitare il complesso sportivo, che ha un immagine vincente e ben armonizzata con il paesaggio circostante. La prima cosa che colpisce è il forte odore di pittura che invade le narici, poi il verde acceso del campo da gioco ; qui le temperature dolci della stagione invernale creano il terreno favorevole per una crescita rigogliosa del manto erboso. I colori sono quelli di Marrakech, il rosa e il colore della terra che qui sono di casa. Tutto l’edificio, dall’esterno, da l’impressione di una muraglia, con le torri, gli spioncini, le cupole..una piccola medina stilizzata e apparentemente modernissima. Al calar della sera poi diventa tutto spettacolare: fari e luci ovunque, un luogo di festa pura, di divertimento acclamato, con un cielo, quello di Marrakech, stellato all’inverosimile, che rafforza la suggestione dell’insieme. Qualche numero per capire la struttura: 45.000 posti a sedere, di cui 37.000 coperti, tutti numerati, un parking di 7.500 posti-auto, uno stadio principale di football con una pista di atletica a 8 corsie, uno stadio annesso per gli allenamenti, 4 accessi dedicati alle persone diversamente abili, 20 uscite di sicurezza e 31 punti di ristorazione. E ancora 128 blocchi di primo soccorso in tribuna, un centro medico, sale di conferenze, 98 camere di sorveglianza, due schermi giganti di 84mq, 36 biglietterie, un eliporto e 1.500 palme con un altezza minima di 5 metri sono state inserite nel contesto scenografico. Il 5 gennaio 2011, SAR Mohammed VI attraverserà il campo erboso dello stadio, prima di inaugurare ufficialmente lo stadio Kawkab, dando il via ai festeggiamenti. I tiket a disposizione sono 4.500 e i punti di vendita sono stati presi d’assalto da tutti gli appassionati del calcio, ad un prezzo di 50 dh (5 euro), 100 dh (10 euro) e 270 dh (27 euro). Grazie a questo tiket si potrà accedere alla cerimonia d’apertura e ai due matchs amichevoli. Alle 18.15 del 5 gennaio il Widad affronterà il PSG e subito dopo la squadra marriachi contro l’Olympic Lyonese. Quattro ore di puro calcio. I posti economici a 50 dh sono situati nella parte più alta dello stadio, i tiket da 100 dh sono per le sedute dei gradini centrali e quelli da 270 dh offrono una vista impareggiabile sul campo, bevande incluse. Alcuni tour operators stranieri hanno inserito nei loro pacchetti promo su Marrakech un offerta di soggiorno per due giorni in mezza pensione a 350 euro, tiket VIP incluso. Tutta la parte organizzativa e manageriale del complesso calcistico è stata aggiudicata alla Sonarges, società che ha preso in carico la costruzione e la gestione appunto delo stadio di Marrakech. Nella loro pubblicità si legge che “ormai sarà possible cenare con la famiglia allo stadio, organizzare dei seminari o ancora assistere a dei grandi spettacoli con le nuove squadre professioniste che animeranno gli stadi, prima e dopo i matchs di Premiere League ”. I numeri e le aspettative sono enormi, staremo a vedere se l’organizzazione di questo modernissimo e affascinante stadio sarà in grado di mantenere le sue promesse, regalando a tutti gli amanti del calcio giornate di vero sport.
Fonte: My Amazighen
Lapponia finlandese, Rovaniemi e la favola di Babbo Natale
Un’avventura da favola per tutta la famiglia a Rovaniemi, la città sul Circolo Polare Artico dove Babbo Natale ha allestito il proprio ufficio per conoscere di persona i bambini di tutto il mondo; da qui gli Elfi al lavoro nel “Santa Claus Post Office” rispondono ogni anno ad oltre 4.000.000 di lettere provenienti da ogni angolo del globo.
Negli anni recenti anni Rovaniemi si è imposta a livello internazionale come una delle mete più affascinanti per il turismo invernale in Lapponia: insieme al Villaggio di Babbo Natale anche escursioni adatte a tutti in motoslitta, con slitte trainate da cani Husky o renne sotto i colori ondeggianti dell’Aurora Boreale.
Viaggi di 5 o 6 giorni alla scoperta della magica Lapponia, voli speciali diretti da Malpensa.
Rovaniemi e la Favola di Babbo Natale, ponti prenatalizi ed Epifania
partenze 4 e 8 dicembre 2010, 2 e 6 gennaio 2011
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Natale con… Babbo Natale a Rovaniemi: 23 – 28 dicembre 2010
Capodanno 2011 a Rovaniemi: 29 dicembre 2010 – 2 gennaio 2011
Fonte: FMR – Marilena Ferrari




























