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Harvey Bernard Milk

February 6, 2012 Leave a comment

Harvey Bernard Milk (Woodmere, 22 maggio 1930 – San Francisco, 27 novembre 1978) è stato un politico statunitense, militante del movimento di liberazione omosessuale. Fu il primo componente delle istituzioni statunitensi apertamente gay.
Fu assassinato insieme al sindaco di San Francisco George Moscone nel 1978 dall’ex consigliere comunale Dan White. Nel 2009 il Presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha conferito alla memoria Milk la massima decorazione degli Stati Uniti, la Presidential Medal of Freedom, per il suo contributo al movimento per i diritti dei gay.
Biografia
Harvey Bernard Milk nacque a Woodmere, Long Island, New York in una famiglia ebraica di origini lituane. Si laureò in matematica all’Albany State College nel 1951 e si arruolò nella marina statunitense; fu congedato con onore, sebbene in seguito egli avesse rivelato agli elettori di essere stato vittima di una delle molte “purghe” di omosessuali nelle forze armate.
Come molte altre persone omosessuali di quel periodo, Milk si trasferì a San Francisco nel 1972, dove si stabilì con il suo compagno Scott Smith e aprì un negozio di fotografia nel quartiere gay di Castro, che divenne un luogo di ritrovo del gruppo che lo avrebbe poi sostenuto nelle elezioni.
Emerse ben presto come un leader della comunità gay, fondando la “Castro Valley Association” dei commercianti locali, e fungendo da rappresentante per gli interessi del quartiere nelle relazioni con il governo cittadino.
A dispetto di un clima ostile a livello nazionale agli omosessuali, si candidò tre volte (senza successo) a cariche elettive. Emerse così come portavoce della vasta comunità gay di San Francisco, venendo per questo soprannominato “sindaco di Castro Street”.
Fu eletto supervisor (cioè consigliere comunale) nel 1977, risultando così il primo rappresentante eletto di una delle maggiori città degli Stati Uniti ad essere apertamente gay.
In undici mesi da supervisor, si batté in difesa di una legge per i diritti dei gay per la Città. Fu decisivo nel rigetto della Proposition 6, supportata dal senatore dello stato Briggs, che avrebbe permesso il licenziamento degli insegnanti dichiaratamente gay in base alla loro identità sessuale. Milk dibatté pubblicamente con Briggs sull’argomento, rivelando arguzia e personalità di fronte alla nazione. Nel novembre 1978 la Proposition 6 fu fermamente rigettata dai californiani.
L’assassinio
Scritta commemorativa nella Harvey Milk Plaza di San Francisco, che recita: se un proiettile dovesse entrarmi nel cervello, allora possa anche distruggere tutte le porte (dell’omofobia) dietro le quali ci si nasconde.
Harvey Milk venne assassinato il 27 novembre 1978 all’interno del Municipio, assieme al sindaco George Moscone, dall’ex consigliere comunale Dan White. White aveva rassegnato le dimissioni pochi giorni prima, a seguito dell’entrata in vigore di una proposta di legge sui diritti dei gay, cui si era opposto.
White sperava di essere riconfermato dal sindaco Moscone, che inizialmente aveva considerato l’idea. Le pressioni della componente più liberale della città spinsero il sindaco a non riconfermare White. White entrò in municipio attraverso una finestra aperta del seminterrato, per evitare di essere scoperto con la pistola e con i 10 caricatori che aveva in tasca. Dopo essersi fatto strada fino all’ufficio del Sindaco, incontrò Moscone e cercò di convincerlo a riconfermarlo. Non riuscendoci gli sparò ripetutamente. White ricaricò l’arma e si aprì la strada fino alla parte opposta dell’edificio, dove incontrò Milk e gli sparò al petto. Milk collassò a terra privo di sensi.White negò la premeditazione.
Un corteo spontaneo a lume di candela per la memoria di Milk e Moscone attirò migliaia di persone, decorato con bandiere arcobaleno.
Milk, consapevole del rischio che correva, aveva registrato numerose audiocassette da ascoltare in tale evenienza.
La sentenza
White fu riconosciuto colpevole di omicidio volontario (imputazione meno grave dell’omicidio premeditato di cui era stato accusato), con l’attenuante della seminfermità mentale, e condannato a sette anni e otto mesi di prigione: una sentenza da più parti ritenuta troppo lieve e motivata dall’omofobia.
Gli avvocati difensori avevano infatti impedito a chiunque fosse favorevole ai diritti dei gay di far parte della giuria. Avevano inoltre chiamato uno psicologo per dimostrare la depressione di White. Lo psicologo a questo scopo argomentò che il consumo di “cibo spazzatura” (quello dei fast-food) da parte dell’imputato era insolito per una persona molto attenta alla forma fisica, ed era quindi un sintomo della sua condizione di abbattimento.
Ciò portò al diffondersi della voce, errata, secondo cui White sarebbe stato giudicato non completamente capace di intendere e di volere come conseguenza del consumo di “cibo spazzatura” in quanto tale. (Al seguito del diffondersi di tale voce, la tattica di sostenere la diminuita responsabilità dell’imputato a causa dell’ingerimento delle sostanze più varie, dalle vitamine al caffè, ha preso, proprio da questo caso, il nome di Twinkie defense).
Dopo la sentenza, la comunità gay si scatenò, inferocita, nelle sommosse notturne contro White dette White Night Riots, in cui più di 160 persone finirono in ospedale.
Dopo la scarcerazione nel 1984, White scontò un anno di libertà vigilata, i primi mesi del quale furono trascorsi nascondendosi a Los Angeles. Ritornò poi a San Francisco, contro l’auspicio pubblico del sindaco Dianne Feinstein, e in questa città si suicidò nel 1985 nel garage della casa di sua moglie, asfissiandosi con i gas di scarico.

Fonte: Wikipedia

Salvatore Ferragamo

February 1, 2012 Leave a comment

Salvatore Ferragamo (Bonito, 5 giugno 1898 – Firenze, 7 agosto 1960) è stato uno stilista italiano.
Biografia
Salvatore Ferragamo nacque a Bonito in provincia di Avellino. Si dice che la sua passione sia nata dopo aver creato per le sorelle le prime calzature.
Fu uno dei più influenti designer di calzature del XX secolo, popolare anche a Hollywood dove portò con successo le sue creazioni fatte a mano, dal design unico e con grande attenzione al connubio fra bellezza e comodità.
Dopo aver lavorato per un anno a Napoli da un calzolaio, tornò a Bonito, dove aprì un piccolo negozio in cui produceva scarpe su misura per le signore del posto. Nel 1914 partì per gli Stati Uniti per raggiungere uno dei fratelli a Boston, che lavorava in una fabbrica di scarpe. Dopo una breve permanenza si trasferì in California, inizialmente a Santa Barbara, dove aprì una bottega di riparazione e fabbricazione su misura di scarpe. Lavorò per L’American Film Co. e studiò anatomia presso l’Università della California.
In seguito, nel 1923, si spostò a Hollywood, dove aprì l’Hollywood Boot Shop e in poco tempo si guadagnò il nome di “Calzolaio delle stelle”. Anche se alcuni sostengono che le celebri scarpette di rubino di Dorothy, nel film “Il mago di Oz” del 1939, siano state realizzate da lui, in realtà furono una creazione di Gilbert Adrian, famoso costumista di Hollywood.
Dopo tredici anni di attività negli Stati Uniti, ritornò in Italia nel 1927. Si stabilì a Firenze e aprì il suo primo laboratorio in via Mannelli 57. Qui produceva scarpe da donna destinate inizialmente solo al mercato americano. Nel 1928 diede avvio alla prima azienda Salvatore Ferragamo. Il pittore futurista Lucio Venna, nel 1939, produsse la prima pubblicità di Ferragamo e disegnò l’etichetta per le sue creazioni.
Nel 1933, a causa della cattiva gestione amministrativa e della crisi mondiale, la ditta dichiarò bancarotta. Conclusa la guerra, Ferragamo si accorse che il mercato italiano era ancora recettivo. Negli anni cinquanta Palazzo Spini Feroni, dove dal 1938 Ferragamo aveva stabilito la sua sede, divenne meta di attrici del cinema, del jetset internazionale e delle famiglie reali, che venivano nei suoi showroom per ordinare calzature considerate straordinarie per qualità e inventiva.
Ferragamo è stato talvolta indicato come un visionario, con i suoi disegni che spaziano da creazioni più bizzarre, spesso veri e propri oggetti d’arte di altissimo design, a linee di eleganza più tradizionale, che spesso servirono da ispirazione anche ad altri progettisti della calzatura del suo tempo.
Alla morte di Ferragamo, nel 1960, la fama internazionale del marchio non subì flessioni, anzi inaugurò una nuova stagione grazie alla guida della moglie Wanda e dei sei figli Fiamma, Giovanna, Ferruccio, Fulvia, Leonardo e Massimo, che hanno portato avanti sino a oggi l’eredità del fondatore.
L’azienda
Fondata nel 1928 e guidata da Salvatore Ferragamo fino alla sua morte, nel 1960, l’azienda è rimasta nelle mani della famiglia Ferragamo: la moglie Wanda ed i sei figli che, raggiunta la maggiore età, hanno ricoperto i ruoli chiave dell’azienda, contribuendo alla sua espansione sia nell’offerta di prodotti che nella distribuzione.
In vista della quotazione in borsa del marchio, la famiglia Ferragamo è affiancata da un manager esterno, Michele Norsa, che ricopre il ruolo di amministratore delegato.
Tutti i figli ed alcuni nipoti sono attualmente impegnati all’interno dell’azienda e del gruppo:

  • Wanda Ferragamo Miletti (Bonito, 1921), moglie del fondatore, è alla guida del gruppo dal 1960 e attualmente ricopre il ruolo di presidente onorario della Salvatore Ferragamo SpA.
  • Ferruccio Ferragamo, è attualmente il presidente della Salvatore Ferragamo SpA.
  • Giovanna Gentile, è attualmente vicepresidente della holding del gruppo, Ferragamo Finanziaria SpA.
  • Leonardo Ferragamo, dal 2000 è amministratore delegato della Palazzo Feroni Finanziaria SpA, la holding company di famiglia.
  • Massimo Ferragamo, è il presidente della Ferragamo USA, la società che dagli anni Cinquanta si occupa di distribuire i prodotti del marchio nel Nord America.
  • Fulvia Visconti Ferragamo, è dagli anni Settanta responsabile degli accessori in seta del marchio e vicepresidente della Salvatore Ferragamo SpA
  • Fiamma Ferragamo di San Giuliano, scomparsa nel 1998, è ancora considerata per molti una figura presente nella vita della Salvatore Ferragamo. Stilista premiata con il Neiman Marcus nel 1967, ha creato alcuni prodotti simbolo del marchio, quali la scarpa Vara e l’ornamento Gancino.
  • Nel 1995 a Firenze, Wanda Miletti Ferragamo ha inaugurato il Museo Salvatore Ferragamo, dedicato all’opera del fondatore, dove vengono conservate, tra l’altro, le forme delle scarpe create per molti personaggi celebri. Il 5 dicembre 2006 il museo è stato riaperto in una nuova location a Palazzo Spini Feroni.

Nel 2007 Salvatore Ferragamo sigla con l’americana Timex Group una nuova licenza per i suoi segnatempo. Che dopo il restyling dell’esistente saranno presentati a “Baselworld 2008”.
Il Gruppo Salvatore Ferragamo ha annunciato la sigla del nuovo accordo di licenza per la collezione di segnatempo da ora affidati all’americana Timex Group, fondata nel 1854 e licenziataria di marchi come Valentino e Versace.

Fonte: Wikipedia

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Linda Susan Boreman, in arte Linda Lovelace

January 28, 2012 Leave a comment

Linda Lovelace, pseudonimo di Linda Susan Boreman (New York, 10 gennaio 1949 – Denver, 22 aprile 2002), è stata un’attrice pornografica statunitense.
Divenne una delle più famose attrici nel cinema pornografico, recitando come protagonista nel primo film a luci rosse legale della storia, Gola Profonda. Al termine della sua carriera, però, si schierò pubblicamente a fianco delle femministe contro il mercato della pornografia.
Biografia
Linda Susan Boreman nacque il 10 gennaio 1949, nel quartiere del Bronx di New York. Nel 1971 sposò Chuck Traynor, il quale la fece conoscere a Gerard Damiano. Fu quest’ultimo a volerla nel suo film Gola profonda, noto in Italia anche come La vera gola profonda (Deep Throat, 1972). Fu per interpretare questo film, e su consiglio di Damiano, che Linda acquisì il nome d’arte di Linda Lovelace.
Dopo Deep Throat, per il quale ricevette un compenso di 1.250 dollari, la Lovelace recitò in diverse altre produzioni hard, a partire dal sequel, diretto da Joseph W. Sarno, Deep Throat Part II (1974). Nello stesso anno Linda divorziò da Traynor, sposando Larry Marchiano, dal quale ebbe due figli: Dominic nel 1977 e Lindsay nel 1980.
Dopo pochi altri film pornografici, tra cui Deep Throat III, uscito nel 1989 solo in videocassetta, dove comparve non accreditata, la Lovelace fece scalpore rinnegando pubblicamente il genere e schierandosi con le femministe americane contro l’industria dell’hard. Nella sua autobiografia Ordeal dichiarò di essere stata costretta a girare film a luci rosse dal primo marito, descritto come un violento che la picchiava e non aveva esitato a puntarle addosso una pistola.
Nel 1996 divorziò anche dal secondo marito.
Linda Lovelace è morta il 22 aprile 2002 in un incidente d’auto a Denver, in Colorado.

Fonte: Wikipedia

Stefania Maria Elisabetta Grimaldi

January 18, 2012 Leave a comment

Stefania di Monaco, nome completo Stefania Maria Elisabetta Grimaldi (Monaco, 1º febbraio 1965), è la terza figlia della principessa Grace e del principe Ranieri III di Monaco e sorella di Carolina e del principe Alberto.
Biografia
Nel 1982 ebbe delle gravi ferite, sopravvivendo all’incidente d’auto dove trovò la morte sua madre. Molto presto delle voci infondate si divulgarono sulla stampa scandalistica accusando la giovane Stéphanie di avere provocato l’incidente essendo stata lei al volante.
Ha seguito un corso di stilista d’abbigliamento ed ha creato una propria linea di costumi da bagno “Pool Position”, dove non ha esitato lei stessa a presentare i modelli sfilando. Oltre ai costumi, creò un profumo.
Nel 1986 apre a Monaco un café-bar e un negozio di abbigliamento specializzato in jeans, di cui ancora oggi si occupa personalmente.
Nel 1986 diviene cantante seguendo l’onda della musica dance anni ottanta con il successo a 45 giri Ouragan (successo destinato ad un’altra cantante francese, Jeanne Mas, che rifiutò). Il disco resterà circa quattro mesi nelle classifiche delle radio e giornali di cui per dieci settimane alla posizione numero uno. Particolare successo ebbe il video clip della canzone, girato sull’isola diMauritius dove tra l’altro per degli istanti Stéphanie è a bordo di una Rolls Royce presa dalla collezione privata delle auto d’epoca di suo padre Ranieri III di Monaco.
Successivamente usciranno sul mercato discografico altre sue canzoni, ma con un successo più moderato. Nel 1991 partecipa alle prime parole del brano In the Closet tratto dall’album Dangerous di Michael Jackson, mentre nello stesso momento esce un suo nuovo singolo Wind of Chance che le permetterà di rinnovare il suo successo.
La principessa è presidentessa del Centro della Gioventù Monegasca (Centre de la Jeunesse de Monaco) e del Centro d’Attività Principessa Stefania (Centre d’Activités Princesse Stéphanie): quest’ultimo centro si occupa di assistenza a persone handicappate, specie bambini.
La Principessa Stefania dal 2004 è anche presidentessa dell’associazione “Fight Aids Monaco” per informare, prevenire e sostenere la lotta contro l’Aids. È a profitto di questa associazione che la principessa Stefania torna a cantare partecipando nell’agosto 2006 al successo L’Or de nos vies del Gruppo Kyo e firmando altre partecipazioni con altri 15 cantanti francesi come Amel Bent, Bénabar, Corbeille, Emma Daumas, Jenifer. “Noi possiamo aiutare le persone con una presenza, una canzone”, dichiarò questo alla stampa e sul suo sito web.
Dopo la morte di suo padre nel 2005, diviene la presidentessa del Festival internazionale del Circo di Monte Carlo, creato da suo padre.
Suo fratello (S.A.S. il Principe Alberto II di Monaco) l’ha decorata nel 2005 Comandante dell’Ordine di San Carlo (Ordre de Saint-Carles), la più alta onorificenza monegasca, per il suo impegno vicino i malati di AIDS.
Nell’ottobre 2006 è stata nominata rappresentante speciale dell’ONUSIDA (UNAIDS) per un periodo di due anni, criticando la posizione della Chiesa cattolica al riguardo della lotta contro l’AIDS che predica la castità, vietando l’uso dei preservativi.
Nel marzo 2008, la principessa Stefania ha organizzato un gala di beneficenza a profitto di “Fight Aids Monaco” al Grimaldi Forum (Monaco) in presenza del principe Alberto II, dell’Orchestra filarmonica di Monte Carlo, e dei cantanti: Patrick Bruel, Jane Birkin, Jenifer David Halliday (figlio di Sylvie Vartan e Johnny Hallyday), Laam, Alizée, Elie Sémoun e Maurane, partecipando anche ad uno spettacolo messo in scena da Kamel Ouali (autore delle canzoni di Serge Gainsbourg).
La principessa Stefania è madrina di suo nipote Andrea Casiraghi (nato nel 1984), figlio di sua sorella maggiore la principessa Carolina di Monaco e del defunto Stefano Casiraghi.
Matrimonio e figli
Si sposa con rito civile a Monaco il 1º luglio 1995 con Daniel Ducruet da cui divorzia il 4 ottobre 1996. La coppia ha avuto due figli, Louis e Pauline.
Avrà anche un’altra figlia, fuori dal matrimonio, il 15 luglio 1998 sempre presso l’ospedale monegasco, con il nome di Camille Gottlieb. Riconoscerà il padre come Jean Raymond Gottlieb, ex sua guardia del corpo. La bambina fu battezzata il 5 aprile 1999 a Monaco, in presenza dei genitori e dell’intera famiglia dei Principi di Monaco.
Si sposerà successivamente il 12 settembre 2003 in Svizzera con Adans Lopez Peres, un artista di circo portoghese da cui divorzierà il 24 novembre 2004.
Tuttavia questo ultimo matrimonio le diede molta soddisfazione nella sua attività come presidentessa del circo Internazionale di Monte Carlo, oltre ad aver sviluppato una specie di “Tour” di spettacoli per la Francia sviluppando molteplici scuole di circo destinate ai bambini futuri talenti. Lei stessa per questa iniziativa conquistò numerosi articoli sui media in quanto fu denominata “la Principessa in roulotte” – seguendo il tour degli spettacoli con il suo proprio maxi “mobil home” viaggiante.
Ordine di successione al trono monegasco
La principessa Stefania, oggi, è quinta nell’ordine di successione alla corona di Monaco. Avrebbe perduto ogni diritto senza la riforma del 2002 della Costituzione di Monaco del 1962: tale riforma, voluta dal principe Ranieri III di Monaco qualche anno prima della morte, apre la successione ai fratelli/sorelle del principe sovrano (in caso di morte) ma anche ai discendenti legittimi di questi ultimi anni. Quindi, Louis e Pauline Ducruet sono della dinastia (sesto e settima in ordine di successione) perché legittimi dal matrimonio. Questo non potrà verificarsi invece per la sorellastra Camille.

Fonte: Wikipedia

Alessandro Caruana

October 16, 2011 Leave a comment

Alessandro Caruana si diploma in tromba nel 1996 presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Torino e sempre presso il medesimo, nel 2008, consegue il biennio superiore di secondo livello con la votazione di 110 e lode. Dal 1998 inizia a partecipare ad audizioni e concorsi che lo portano a collaborare con orchestre e gli enti lirici quali: Orchestra Sinfonica di Savona, Filarmonica di Torino,  Filarmonica Italiana, Orchestra Guido Cantelli di Milano, Pomeriggi musicali di Milano, Orchestra Arturo Toscanini di Parma, Orchestra da camera di Mantova, Orchestra Nazionale della RAI, Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Regio di Torino, Teatro alla Scala di Milano, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Carlo Felice di Genova, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Orchestra della Svizzera Italiana.

Dal giugno 2005 occupa il posto di prima tromba presso l’orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi.

È docente di tromba da diversi anni presso gli istituti civici A. Gandino di Bra (CN) e Baravalle di Fossano, presso quest’ultimo frequenta un corso di perfezionamento con Roberto Rossi, prima tromba dell’Orchestra Nazionale della RAI, suo insegnante da diversi anni.

Fonte: laVerdi

Evgeny Bushkov

October 13, 2011 Leave a comment

Una delle bacchette più interessanti degli ultimi tempi, Evgeny Bushkov si è imposto all’attenzione del mondo musicale innanzitutto come incredibile violinista, vincitore di quattro tra i maggiori concorsi violinistici al mondo – Wieniawski (1986), Queen Elizabeth (1989), Tchaikovsky (1990), ed il primo Henryk Szeryng Foundation Award (1992).

Evgeny Bushkov trasferisce con naturalezza tutta la straordinaria esperienza esecutiva e l’impeccabile gusto artistico nella sua direzione. Le notevoli capacità, così come l’integrità e la ricerca di una interpretazione autentica, hanno attratto l’attenzione di una rinomata bacchetta come Dmitry Kitajenko. Ha ricevuto inoltre una formazione negli USA (A. Brusilow a Dallas e V. Yampolsky a Chicago, tra gli altri).

Il debutto di Bushkov come direttore è avvenuto nel 1999 in Francia con la Festival Orchestra dell’International Festival di Luxeuil. Dopo il debutto, ha lavorato con le orchestre Sinfonica e da Camera di Novosibirsk, la ¨Neue Philharmonie¨ – Westfallen (Germania), la National Orchestra of Belarus, la State Academic Orchestra of Kazakhstan, la International Symphony Orchestra “Metro Philharmonic”, la Pan Asian Symphony Orchestra (Hong Kong), la Nizhny Novgorod Symphony (Russia), l’Orquesta Sinfonica de Venezuela, le orchestre da Camera di Minsk e “Musica Viva” di Mosca.

Dal 2002, Evgeny Bushkov copre l’incarico di Direttore della State Symphony Orchestra “Novaya Rossiya” (Yury Bashmet direttore artistico). L’applauditissimo debutto con l’orchestra nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca nel Febbraio 2004 è stato seguito da oltre 80 esibizioni in Russia ed oltre. Evgeny Bushkov ha collaborato con solisti dell’importanza di Eliso Virsaladze, Natalia Gutman, Barry Douglas, Debora Voigt, Vladimir Tchernov, Denis Matsuev, Alexey Liubimov, per menzionarne alcuni. Yury Bashmet regolarmente invita Bushkov a dirigere lavori di Kancheli, Bruch, Ledenev, e Felzer. Insieme, hanno tenuto la prima assoluta dei lavori per viola e orchestra di Karamanov e Gorelova.

Nel 2003 Bushkov ha fondato le “Educational Concert Series for children” che hanno incontrato un immediato successo. Mettendosi all’opera sia come direttore sia come lettore, Bushkov ha sperimentato programmazioni uniche ed innovative, culminate nella direzione delle prime russe delle due opere per bambini di G. C. Menotti e D. Krivitsky.

Tra i successi più importanti registrati nelle scorse stagioni, ricordiamo le applauditissime esibizioni alla Musikverein di Vienna, la prima russa del Requiem di Alemdar Karamanov nella Sala “Tchaikovsky” di Mosca, il tour italiano con la Orquesta Sinfonica de Venezuela, la direzione del Requiem di Verdi a Mosca con il celebre mezzosoprano Daniela Barcellona, così come il ritorno con la Novosibirsk Symphony Orchestra per il concerto “In Memoriam of Arnold Katz”.

Tra i successi della stagione 2008-09, vanno ricordati la partecipazione al Concerto di Gala “Tributo a Mstislav Rostropovich” a Mosca, il Concerto d’apertura del 2° Festival Musicale Internazionale a Sochi, il 2d International “Vera Lothar-Schevtchenco” Piano competition (Novossibirsk), il concerto “Moscow Easter Festival” di Gergiev e l’ “Andrew LLoyd Webber Gala” Project a Mosca.

Per le sue Children Series, quest’anno Evgeny Bushkov ha tenuto a Mosca la prima di “Polly e i Dinosauri”, fiaba musicale per due narratori, soprano, coro di bambini ed orchestra di Yury Falik.

Dal settembre 2009, Evgeny Bushkov è Direttore principale e Direttore artistico della Minsk Chamber Orchestra.

classical@studiomusica.net

Fonte: laVerdi

Boris Petrushansky

October 12, 2011 Leave a comment

Boris Petrushansky é nato a Mosca nel 1949 da genitori musicisti. A 8 anni viene ammesso alla Scuola Centrale presso il Conservatorio di Mosca. Nel 1964 il quindicenne pianista incontra uno dei piu grandi musicisti, Heinrich Neuhaus, e diventa il suo ultimo allievo. Quei mesi trascorsi nella classe di Neuhaus (il maestro mori nel ottobre del 1964) sono stati determinanti sotto molti aspetti per tutto il successivo sviluppo del giovane artista completandosi sotto la direzione del Prof. Lev Naumov, allievo ed assistente di Neuhaus, un musicista fine, fedele custode delle tradizioni romantiche della scuola che ha dato al mondo E.Gilels e S.Richter.

I tre concorsi (Leeds – 1969, Monaco – 1970, Mosca – 1971) sono seguiti da un`importante pausa, dovuta alla preparazione di un nuovo lancio qualitativo, terminato con la vittoria al Concorso “Casagrande” di Terni nel 1975 a cui fece seguito una tournee di concerti. Gli avvenimenti piu rilevanti di questo periodo sono rappresentati dal concerti tenuti algi festival di Spoleto, di Brescia e Bergamo, al Maggio Musicale Fiorentino (dove ha sostituito S.Richter), dai concerti a Roma, Milano, Torino etc.

Tra le orchestre con cui ha suonato bisogna ricordare l`Orchestra Sinfonica di Stato dell`URSS, Filarmonica di S.Pietroburgo, la Filarmonica di Mosca, della Cecoslovacchia, di Helsinki, la Staatscapelle di Berlino, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, KBS di Seol, Moscow Chamber Orchestra, New European Strings, Orchestra da Camera della Comunita Europea, ecc. Ha collaborato con i direttori d’orchestra come J.Ferencik, E.Bour, P.Berglund, E-P.Salonen, LuJia, D.Kitaenko, A.Lazarev, V.Fedoseev, M.Schostakovich, M. Atzmon, A.Nanut, V.Gergiev, R.Abbado, J.Latham-Koenig, V.Jurowsky.

Tra i partner di musica da camera spiccano i nomi di L. Kogan, I. Oistrakh,  D. Sitkovetsky, M. Maisky, C. Gasdia, , M. Brunello, Quartetto Borodin, Filarmonia Quartet Berlin.

Dal 1991 Boris Petrushansky vive in Italia, dove insegna presso l`Academia Pianistica “Incontri col Maestro” di Imola, continua una intensa attività concertistica in Italia, Russia, Germania, Austria, USA, Jappone, Francia, Svezia, Finlandia, Irlanda, Inghilterra, Spagna, Belgio, Slovenia, Polonia, Ungheria, Israele,  Egitto, Messico, Taiwan, Sud Africa, Corea del Sud…

Ha registrato per la Melodia (Russia), Art & Electronics (Russia-USA), Symposium (UK), Fone, Dynamic, Agora, Stradivarius (Italia).

Boris Petrushansky `e membro della giuria dei concorsi di Terni, Vercelli, Bolzano, Tongyeong, Orlèans, Warsavia, Parigi etc. Ha tenuto i masterclass negli USA, UK, Irlanda, Germania, Francia, Belgio, Giappone, Corea del Sud, Russia, Polonia.

Fonte: laVerdi