Archive

Archive for the ‘Famous’ Category

Miroslava Mikheeva Duma, icona di stile della nazione russa

November 15, 2011 Leave a comment

Miroslava Mikheeva Duma, è una giornalista russa che sa il fatto suo… E’ bella, è giovane, è ricca, è professionalmente affermata, alla sua giovane età è già sposata con un magnate russo, ed è l’icona di stile della nazione. Da poco ha abbandonato la rivista Harper’s Bazaar, lavora come freelance per OK Magazinee, Tatler e Glamour Russia. Ora è anche blogger.Se date un’occhiata a Buro 247 http://buro247.ru/, sicuramente non capirete una parola, ma le immagini parlano da sole!!! Non è la solita ragazzina che gioca con la macchina fotografica e qualche firma pasticciata addosso, il talento si vede.
Non me ne voglia nessuno.

Fonte: My Vanity Blog

Alexa Chung, tutti i segreti della it girl del momento

Alexa Chung ha uno stile che deve essere tenuto decisamente sott’occhio. E proprio come ogni it-girl che si rispetti ha un grande dono: trasformare in moda tutto cò che indossa. Classe 1983, dopo una carriera da modella, approda nel 2009 a Mtv New York con il programma It’s on with Alexa Chung. Tra un festival di Glastonbury e un concerto del fidanzato Alex Turner un’apparizione televisiva qua e là, crea una linea di abiti per il brand americano Madewell e compare come testimonial in varie campagne pubblicitarie, tra cui, una delle ultime, per la nostra italiana Superga.Come si veste Il suo look si ispira allo stile college americano. Adora i cardigan, gli abitini, e i micro-shorts, in ogni abbigliamento sa trovare quello più adatto alla situazione. Segni di riconoscimento: il calzino che si intravede sotto ogni boots che indossa e la ormai famosissima Alexa bag di Mulberry. Capelli  Caschetto castano sbarazzino, un po’ spettinato, moto bon ton. Make up Punta tutto sugli occhi, sottolineandoli con una buona dose eye-liner sulla palpebra superiore e un po’ di matita scura. Per le labbra un rossetto chiaro e e molto leggero.Amore  Fidanzata di Alex Turner, il cantante degli Arctic Monkeys. Dicono di lei Anna Wintour la definisce un “fenomeno”, Karl Lagerfeld la ritiene il simbolo della donna moderna e il New York Times  l’ha recentemente onorata come “Kate Moss delle nuove generazioni”. Emma Hill, direttore creativo di Mulberry, intitola con il suo nome una bellissima borsa a cartella, ormai diventata un cult.

Fonte: My Vanity Blog

Categories: Models, New Faces Tags:

Drew Wilson, designer più produttivo

Non avevamo mai dedicato un articolo intero ad una persona, più precisamente un web designer che dovete assolutamente conoscere per la grande quantità di progetti a cui lavora e per l’unicità di questi progetti! Nel box sottostante potete già notare due suoi progetti di cui vi avevamo già parlato ma oggi ci soffermeremo su di lui per conoscerlo meglio.

Chi è Drew Wilson

Come avete già potuto leggere Drew Wilson è un web designer ma non solo, lui è anche: Artista,Sviluppatore, Fotografo, Imprenditore, Musicista e anche Surfer!

Possiamo definirlo come un designer a 360° con tante qualità e molto qualificato in ognuno di questi campi. Come possiamo leggere dal suo sito ha iniziato a creare siti web dal 1996 per poi lavorare nel 2002 ad un negozio di stampe locale, successivamente è stato direttore artistico in una compagnia d’abbigliamento.

Nel 2004 è diventato un web designer freelance creando siti web e non solo. Infine nel 2008 ha dato vita alla sua societa: la Valio Inc. Per avere un’idea della sua bravura potete leggere il commento su di lui da parte di Cameron Moll: Drew Wilson è facilmente uno dei più talentuosi creativi del pianeta.

Da quel momento ha realizzato tanti progetti.

Angelo Delicato

Fonte: Skimbu

Categories: New Faces Tags:

Pamela Quinzi, stilista di calzature femminili a New York

This slideshow requires JavaScript.

Dopo aver studiato a Roma presso l’IPSIA “ARMANDO DIAZ”, grazie al quale ha avuto la possibilità di entrare nel mondo dell’alta moda romana lavorando nell’atelier delle “Sorelle Fontana” e collaborando con prestigiose maison capitoline, nel 2001 si trasferisce a Milano per frequentare l’istituto Marangoni, conseguendo nel 2005 il diploma di Fashion Designer. Inizia così la sua carriera nel mondo della moda, passando dalla scalinata di piazza di Spagna alle passerelle del pret à porter milanese, maturando esperienze nei più grandi marchi del Made in Italy: Fiorucci, Extè,Paolo Ferrari,Cala Di Volpe, Shane, Nijole, collaborazioni con Rossana Buriassi per Armani e Dolce e Gabbana. Nel settembre del 2009 inizia il suo sogno americano: si trasferisce definitivamente a New York. Lavora come fashion designer per una nota azienda americana di accessori e borse e inizia anche a creare le sue prime opere totalmente personali, scarpe, abiti, gioielli. Tutti pezzi unici, tutti completamente ricamati a mano. Facendo ricerche tra il “Garment districts”, “Soho” e i più nascosti negozi vintage della città, ispirandosi alla vita frenetica, alle luci, alla night life e al glamour di New York, e unendo la sua esperienza e la sua passione per la Couture e la storia della moda, Pamela crea il suo mondo e la sua collezione nel suo studio in Chelsea. Recentemente ha potuto mostrare in Italia le sue creazioni grazie ad un esclusiva collaborazione con la cantante Emma Marrone che indossa nel suo ultimo video girato a New York “Io sono per te L’amore” regia di Marco Salom, Abito e Scarpe firmato Pamela Quinzi. Giugno 2011 Pamela partecipa come stilista emergente al concorso Pontemilvio in moda 2011 a Roma, vincendo come miglior designer, ad aprire la sua sfilata danzando e’ la ballerina di Amici Elena D’amario che indossa un body ricamato solo per lei.

Fonte: BlogModa

Categories: New Faces Tags: ,

Mohamed Reda, un cantante per il Marocco

June 14, 2011 Leave a comment

Si puo’ dire che il giovane cantante Mohamed Reda ha avuto fortuna per integrarsi nel mondo della canzone cosi’ precocemente.  Cosi’ giovane  ha famigliarizzato con i grandi maestri della canzone araba: Oum Kaltoum, Mohamed Abdelwahab, Fairouz, e altri. Suo padre, un grande melomane che canta molto bene, colleziona le canzoni e gli album dei classici in 45 e 33 giri d’epoca. Gli zii di Mohamed Reda, anche loro grandi melomani, lo hanno incoraggiato a cantare sin da bambino nelle ricorrenze e nelle feste di famiglia. Nel corso degli anni, Mohamed , ha studiato al Conservatorio e ha fatto la conoscenza di molti artisti importanti del paese. Ma è al Festival della canzone araba che capirà il tuo talento, vincendo il primo posto davanti a stars arabe di prima grandezza. Oggi, si puo’ considerare Mohamed  Reda come uno degli artisti più in vista della sua generazione con un talento artistico fuori dal comune.  Anche se i soldi mancano e le condizioni sono poco favorevoli per fare carriera in Marocco, lui ha scelto di restarci e di mettercela tutta. Il giovane ha avuto molte possibilità di firmare dei contratti con delle grandi case discografiche straniere ma ha preferito restare libero e non subire diktat dai produttori. Questo ovviamente produce degli sforzi enormi per produrre i suoi albums indipendentemente ma, talentuoso come è, Mohamed passa da successo in successo come testimoniano i  numerosi inviti  ricevuti per prodursi in concerto in Europa, America e in Oriente. Mohamed Reda ci tiene molto al suo Marocco e si mostra determinato ad affrontare le difficoltà; come artista combatte da sempre sulle questioni patriottiche e cerca di apportare il suo contributo nella difesa della integrità marocchina. Ha composto, in compagnia di Mohamed Anouar, una canzone consacrata al Sahara, scritta da Mohamed Idrissi. La canzone è stata presentata in anteprima negli Stati Uniti in una tournée dove ha raccolto miglia di fans e, non pago, ha radunato a fine concerto  2.000  persone per sfilare a Washington reclamando forte e chiaro la sovranità marocchina del Sahara. Il suo cruccio è il non capire perchè gli artisti nazionali si disinteressano a questa causa nazionale che rasenta il patriottismo. I grandi cantanti marocchini e arabi in generale, secondo il giovane artista, hanno sempre e comunque glorificato la loro nazione: Oum Kaltoum e Fairouz sono un esempio per tutti. Cantante di talento, Mohamed Reda non puo’ dormire sugli allori e tutti i giorni studia e affina le sue potenzialità vocali; è difficile prodursi nella canzone araba con i suoi suoni gutturali e nasali rispettando le melodie. Non contento ha approfondito la sua estensione vocale all’estero studiando presso il Conservatorio di Tolosa dove ha appreso le tecniche del canto classico, che gli ha permesso di scoprire altre possibilità sul piano vocale e di interpretazione. Il talento del ragazzo è certo, e tutto questo apprendistato per sviluppare le sue potenzialità gli permetteranno di esprimersi pienamente, con gioia immensa dei suoi migliaia di fans.

Fonte: My Amazighen

Categories: New Faces Tags:

Paul Bowles, icona beat e gentleman d’antan

May 30, 2011 Leave a comment

Fu nel 1947 che Paul Bowles si stabilì definitivamente a Tangeri dove, nel 1949, lo raggiunge la moglie Jane Auer. La coppia fu rapidamente circondata da buona parte degli europei e americani stabilitisi nella città dello Stretto di Gibilterra e, verso la fine degli anni ‘40, iniziò la lunga processione di figure letterarie iminenti, come Truman Capote, Tennesse William e Gore Vidal, affascinate dal carisma dei coniugi Bowles. In seguito, nel corso degli anni ’50, tutta la Beat Generation, da Allen Ginsberg a William S. Burroughs, passò da quelle parti. Paul Bowles nacque a Long Island nel 1910 ed ebbe un infanzia piuttosto solitaria e si rifugiò ben presto nella musica e nellaletteratura, iniziando a comporre e scrivere a partire dai dieci anni. Dopo un breve passaggio all’università della Virgina, a Charlottesville, dove scoprìl’alcool, l’etere e le esperienze bisessuali partì per Parigi, dove venne in seguito lanciato da Gertrude Stein e Aaron Copland. Fu proprio Gertrude Stein, la Madonna di Montparnasse degli esiliati americani, la dichiarazione che i  poemi di Bowles valevano poco. Iniziò la sua carriera di giovane uomo alla moda, un dandy/compositore di musica per Brodway e Hollywood, lavorando con Visconti, Dalì e Joseph Losey, scrivendo anche qualchenovella. Sposò Jane Aurer nel 1938. Coppia curiosa che venne così giudicata da Stefano Malatesta su La Repubblica del 19 novembre 1999: “Si erano sposati prima della guerra, lui per sbarazzarsi definitivamente delle donne, lei degli uomini”. Cambiarono spesso luogo di residenza e poi, nel ’48 Tangeridivenne la base sia affettiva che pratica della loro vita. Tangeri era in quel periodo una zona franca ed era governata da un gruppo di 7 potenzeeuropeee con USA e URSS, amministrata dalla Spagna. Era realmente unaterra di nessuno, un interzona; contrabbandi, prostituzione, loschi affari,divertimento, sesso a buon mercato per qualsiasi gusto (se si pagava indollari). I due vissero più in maniera autonoma che insieme, ognuno gestendo la propria vita secondo i desideri personali, senza mai insidiarsi, ma profondamente legati. Jane scrisse delle novelle e un romanzo che ovviamente soffrirono dell’ombra data dal marito. A Tangeri Jane conobbe una donna marocchina, Cherifa, venditrice di granaglie nel Soco Chico, di cui si innamorò follemente e che sarebbe diventata negli anni la sua conviventee carnefice, mentre lo scrittore iniziò a frequentare i ragazzi marocchini, intessendo negli anni a venire una relazione duratura con il pittore Ahmed Yacoubi (1929-1985) e in seguito con Mohammed Mrabet, un ragazzo marocchino da lui scoperto e lanciato, con successo, come scrittore. Fu precisamente nel ’47 a Fèz, soggiornando al Palais Jamai Hotel, che Paul Bowles scrisse, ispirandosi alla sua vita e a quella della moglie il libro “The Sheltering sky”, pubblicato l’anno successivo. A Fèz conobbe Ahmed Yacoubi che divenne il suo amante e intraprese nello stesso anno un viaggio avventuroso nel Sahara algerino, a Taghit, Tilmimoun e Adrar. In seguito Ahmed accompagno’ Bowles in America e in Asia, quando lo scrittore decise di acquistare l’isola di Taprobane. In seguito il giovane pittore divenne l’amante di Brion Gysin e negli anni ’70 sposò una giovane americana e si trasferi’ in USA, dove mori’ nel 1985. Il romanzo “The Sheltering Sky” venne tradotto in italiano con il titolo “Un tè nel deserto” e trasformato poi in un film da Bernardo Bertolucci. E’ storia il fatto che il romanzo divenne un libro di grandissimo successo e questo trasformò in parte la vita dello scrittore. Suo malgrado negli anni sessanta il libro divenne un cult, un icona osannato dai ribelli della Beat Generation e il borghese Bowles divenne la bandieradi questa rivolta, precursore del futuro stile di vita “on the road” di Kerouac. A seguire “The delicate prey”, “Let it come down” e “The spider’s house” nel 1955. Per Tennessee William compose la musica di scena per“Summer and Smoke”. Poi seguirono le traduzioni delle storie raccontategli da Mohammed Mrabet, arrivando alle traduzioni di Mohammed Choukri, autore dello splendido libro “Il pane nudo”, autobiografia che racconta la vita di un prostituto, drogato, carcerato e analfabeta che imparò a leggere proprio in carcere all’età di vent’anni. Il regista Kronemberg ne fece un filmche, a mio giudizio, è un capolavoro.

This slideshow requires JavaScript.

Nel 1969 la moglie Jane venne ricoverata in una clinica psichiatrica a Malagadove si spense nel 1973. Gli anni successivi furono un susseguirsi di avvenimenti importanti; il 17 giugno 1989 i Rolling Stones raggiunsero Tangeri per registrare un disco con i Master Musician di Jajouka (musicisti di un piccolo villaggio rurale del Rif scoperti e registrati da Paul Bowles). Ne seguì un documentario della BBC con una intervista/dialogo tra Mick Jaggere Paul Bowles nella sua casa a Tangeri. Poi nell’ agosto del 1989 il party, che passo alla storia, per i 70 anni del miliardario americano Malcom Forbes, che possedeva una residenza spettacolare a Tangeri, il Palais Mendoub. Furono800 gli invitati ospitati in tende berbere e lo scrittore ceno’ in compagnia del miliardario e i suoi due figli, Elisabeth Taylor e il principe ereditario delMarocco. Più di 600 marocchini vennero assunti per la festa e oltre 300 cavalieri berberi si esibirono nelle loro Fantasie, con un finale di fuochi d’artificio che diventò leggendario, come il prezzo del party: 2.500.000 $. Da quel momento Paul Bowles visse quotidianamente a Tangeri, diventando una figura quasi leggendaria della città, trasformandosi in un perfettogentleman di altri tempi. Scrivere della vita di Paul Bowles è estremamentedifficile essendo stata colma di viaggi, di scritture, di rivelazioni, di cose proibite e affascinanti. Un percorso che lasciò un segno indelebile al suopassaggio, anche nella piccola città di Asilah, dove lo scrittore possedeva una casa nella piccola medina affacciata sull’Oceano Atlantico, che ospitò, nel maggio del 1963, Tennesee William, che la prese a modello per creare lacittà di Cabeza de Lobo nel suo lavoro “Suddenly Last Summer” (Improvvisamente l’estate scorsa). La mattina di un ventoso 18 novembre 1999 Paul Bowles si spense in una camera dell’Ospedale Italiano di Tangeri, all’età di 88 anni. La sua salma venne poi imbarcata per Casablancae invita a N.Y per la cremazione al Frank Campell Funeral Home di Manhattan. Il 14 febbraio 2000 il Memorial Paul Bowlesvenne eretto alPalais du Marshan di Tangeri e nel novembre dello stesso anno le sueceneri vennero tumulate nel piccolo cimitero di Lakemont a New York.Finisce così la vità di un uomo che sollevò tempeste e gioie, un intellettualeche conobbe la solitudine profonda, l’amicizia senza schemi, lacontemporaneità di una vita vissutasenza pregiudizi, barriere sociali oipocrisie del sistema. Un individuo che ha fatto della sua realtà un sogno continuo, per i suoi lettori e i suoi detrattori.

“Non si considerava un turista, bensì un viaggiatore. E in parte la differenza sta nel tempo, spiegava. Laddove, in capo a qualche settimana o mese, il turista si affretta a far ritorno a casa, il viaggiatore, che dal canto suo non appartiene né a un luogo né all’altro, si sposta più lentamente, per periodi di anni, da un punto all’altro della terra. Un’altra importante differenza tra turista e viaggiatore è che il primo accetta la propria forma di civiltà senza discutere; non così il viaggiatore, che la paragona con le altre, e respinge quegli elementi che non trova di suo gusto.”

“The Sheltering Sky”  – 1949

Fonte: My Amazighen

Categories: Icons, Portraits Tags:

Aroma 30, gusto minimal déco

Capi morbidi e drappeggiati che formano volumi e decorazioni modulate attorno al corpo, dove il monocromo risalta le forme dell’ abito. Questa la prima impressione nel vedere gli abiti per la prossima stagione di Aroma 30, il brand di una giovane stilista, Michela Fasanella, selezionata da Vogue come uno dei migliori talenti emergenti.
Nata a Roma, dove ha studiato all’ Accademia di Costume e Moda, ha poi proseguito i suoi studi in Fashion Design e Marketing a Londra presso la prestigiosa Saint Martin. Dopo alcune collaborazioni negli studi di Valentino e Ferragamo ha deciso di fondare un suo marchio e ha anche partecipato alla London Fashion Week. Il nome Aroma 30 sta a significare qualcosa di non finito, come un profumo in fase di lavorazione.

La collezione per A/I 2011/12 è improntata su toni cupi: neri, beje, grigi, sabbia e panna. Abitini sotto al ginocchio o fino alle caviglie, che cadono sul corpo formando drappeggi, plissettature, movimenti che impreziosiscono capi di una sensualità discreta, di una donna mai troppo audace, quasi un po’ sognatrice. Scolli arrotondati per abiti giromanica o con maniche lunghe di jersey, lana o pizzo abbinati a mantelle, giacche maschili e cappotti oversize. I pezzi vengono abbinati tono su tono, o con contrasti mai troppo forti, come fossero chiaroscuri naturali, perfetti per una donna che vive in una grande metropoli, che vuole essere funzionale, ma anche comoda e con un pizzico di romanticismo, dato da dettagli ricercati, piccole rouche o panneggi che ricordano la Grecia. La stilista gioca con le superfici degli abiti con tagli e decorazioni che rimangono però minimali e attenuati dal monocolore.

Per le sue collezioni Michela si ispira alla fotografia, alle scienze naturali e alle immagini sacre cristiane. Un talento da tenere d’ occhio!

Fonte: Noisymag

Categories: New Faces Tags: ,