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Archive for the ‘Art de Vivre’ Category

L’arte del bagno (parte II)

September 22, 2010 Leave a comment

L’Hammam, il cosiddetto bagno turco, non é altro che l’interpretazione orientale, più specificamente araba, delle terme, che nella nostra tradizione ha origini puramente romane. Codesto é un tipo di bagno che sfrutta l’esalazione del vapore per purificare la pelle del corpo cosparsa sostanzialmente di saponi essenziali. Si inizia con il riempire l’apposita vasca con acqua molto calda, a tal punto che il bagno si empie completamente di vapore sino a formare un nugolo offuscato che saturi l’intera stanza adibita a luogo termale per poi procedere con una prima insaponatura usando un sapone detergente, meglio se a base di oliva, ottimo un Aleppo per pelli secche e delicate. Il vapore é di grande sostegno per la pelle aiutandola a dilatare i pori per espellere le tossine e le varie impurità. Il sapone purifica la cute in profondità elargendo un morbido senso di velluto al tatto. Successivamente, aspettando che l’acqua diventi più tiepida, si favoriscono le varie abluzioni del corpo mediante l’uso di un guanto di crine o di spugna. Il rilassamento che l’hammam dona al praticante, mediante il calore intenso scaturito dal vapore dell’acqua calda e il vigoroso ricambio idrosalino indotto dalla sudorazione intensa, é di grande conforto al fisico e alla mente. Confluire nel massaggio tonificante alla fine delle abluzione é di grande servigio corroborante; munifica é un’applicazione di olio di Argan, un emolliente ricavato dalla spremitura di bacche del Nord Africa, un antiossidante eccellente per la cura della pelle.

by Marius Creati

 

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L’arte del bagno (parte I)

September 21, 2010 Leave a comment

Le più antiche e gloriose civiltà della storia dedicavano particolare attenzione alle abluzioni del corpo nell’attimo in cui si cimentavano con il bagno, non solo per dedicare attenzione alla pulizia della pelle, ma per eseguire pratiche di benessere spirituale e ricreazione mentale.

Seguendo le orme del nostro passato, dalla saggezza degli antichi all’uso e ai costumi dei popoli stranieri, oggi siamo padroni della conoscenza e della padronanza di una serie di rituali del benessere psico-fisico, che possiamo ben definire come arte del bagno, una fonte miracolosa del nostro piacere corporeo, il tempio sacro del nostro benestare nel quale celebriamo le nostre abluzioni come riti misteriosi ricchi di fascino arcano in grado di ringiovanire e migliorare il nostro aspetto. Pochi gesti per sentirsi in sintonia con il proprio organismo, pochi semplici accorgimenti per ricreare attimi di pieno appagamento con i propri sensi all’interno delle mura domestiche. Basta un pizzico di curiosità per intraprendere nuove sperimentazioni dell’animo.

Un viaggio nella cultura del benessere per scoprire se stessi mediante i modi più consueti per assurgere al rilassamento più stimolante nella propria camera da bagno, meticolosamente testati dal mio repentino praticantato, mentre si é totalmente avviluppati in un isolamento tonificante per la psiche, lontani dal trambusto del tempo e pienamente riassorbiti dal ritmo cardiaco e dal suono del proprio respiro.

by Marius Creati

 

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Curare la calvizie usufruendo dell’urina di cammello come prodotto cosmetico

La calvizie é uno dei problemi più fastidiosi riscontrati da una maggioranza di individui sempre più avvinti e costretti a spasmodici gesti avvilenti dinnanzi alla realtà di scorgersi privi di capigliatura, soprattutto se umiliati in presenza di persone assolutamente non soggette a incipienze analoghe.

Sembra però che si stia divulgando la notizia che esista un espediente naturale in grado di debellare la perdita progressiva dei capelli, in grado cioè di fortificarne il fusto a tal punto da evitarne la repentina caduta. La soluzione arriverebbe dal lontano Yemen, in realtà non tanto lontano, paese nel quale sembra che una svariata moltitudine di uomini si conduca dal barbiere o acconciatore di fiducia per farsi somministrare direttamente sul cuoio capelluto il fluido magico o acquistare una boccetta del presunto elisir di lunga vita, riscontrato nell’urina di cammello, della quale si ricorda il pregio già ai tempi di Maometto. Infatti secondo dati statistici sembra che la richiesta di flaconi contenenti il liquido fisiologico del suddetto animale, da parte di addetti ai saloni di acconciatura intenti a soddisfare l’incessante domanda crescente dei vari clienti, stia aumentando spropositatamente arrivando a pagare addirittura $4,00 a flaconcino, una cifra elevata considerando il livello di vita del paese. L’inconveniente però sorge laddove si annida la disinformazione, in quanto la vera forza del crine risiede nella radice e non nel  fusto, come molti pensano.

Addirittura l’Università di Sana’a si é sentita costretta a far interrompere bruscamente l’uso dell’orina specifica quando molti yemeniti si convinsero che dosandola mediante via orale avrebbe risolto anche i vari problemi di fegato, incuranti in realtà dei reali danni che l’urina di animali provocherebbe all’apparato digestivo umano se usato regolarmente come bevanda dissetante.

by Marius Creati

 

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Nani in giardino, effigie del neocapitalismo o cultura rétro?

Nel nostro immaginario collettivo nani e gnomi hanno sempre affascinato quel panorama di mistero e fantasia che sin dall’infanzia accompagna il nostro vissuto, abituati alla loro presenza costante scaturita dalle fiabe e dalle favole narrate nel corso di tutti i tempi. E da sempre essi accompagnano le scenografie più disparate dei nostri giardini, piccoli o grandi che siano, a volte addirittura trovano spazio negli appartamenti adombrati al di là di una voluminosa tenda o a ritroso di un vaso imponente, ma abituati a distogliere l’attenzione dei curiosi che di tanto in tanto si imbattono in questi minuscoli corpuscoli di terracotta lavorati a regola d’arte riproducenti le vere fattezze corporee di codesti esseri fantastici che, secondo il folclore, vivono nel mondo accanto a noi, ma costantemente celati alla vista dell’uomo. Un fenomeno di massa o semplice delizia della fantasia? Considerati una forma kitsch negli anni Cinquanta, i nani da giardino hanno attecchito in tutte le case di coloro che abbiano amato almeno per una volta le figure nerborute, deformi, aggraziate o grottesche di questi piccoli esseri fantasiosi, spesso partoriti dalla mente di abili scrittori e narratori di racconti favolistici e fiabeschi, già esistenti in epoca ellenica e poi romana, oltrepassando le credenze celtiche e germaniche fino a cimentarsi con il bizzarro periodo medievale per approdare nel Rinascimento, varcando finalmente la soglia del Ventesimo secolo con l’avvento della rinascita.

Lo stesso Goethe collezionava nel suo amabile giardino minuscole statuette di nani, gnomi e folletti dei quali amava esibirne le fattezze. Le prime produzioni industriali in terracotta provengono dalla Turingia intorno al 1880, di realizzazione artigianale e prive di quelle forme tipicamente disneyane di cui tutti conoscono i connotati.

In epoca moderna si assiste alla produzione in plastica o altri materiali a basso costo, ma di migliore durevolezza, che consentono uno sviluppo sistematico delle produzioni, specie durante gli ani 50’ e 60’ considerati un elemento kitsch da introdurre nel proprio giardino. In seguito si riscontra il fenomeno di rivalsa dai livelli di una cultura prevalentemente medio-bassa ad un livello culturale di maggiore rilevanza, approdando nel mondo del cinema, del design e della musica, quali elementi propriamente di culto o di ispirazione. Lo stesso Philip Starck ne ha realizzato ammennicoli da esibire in casa come veri oggetti d’arredo.

Nel 1995 in Francia si diffonde addirittura il Fronte di Liberazione dei Nani da Giardino, un movimento associativo che si prefigge lo scopo di raccogliere tutti quei nani di gesso dispersi e rinchiusi nei parterres privati per disporli in piena libertà in spazi più aperti e quindi più conformi allo spirito di rappresentanza. Quindi non più piccole ed insignificanti statuine di gesso o terracotta, ma veri esseri animati adatti ad assolvere un compito ben preciso, quello di preservare e aiutare il naturale decorso della Natura.

Comunque sia, la figura emblematica del Nano da Giardino é un’immagine simbolica del nostro secolo, effigie inverosimile delle nostre antiche credenze nascosta a ritroso del nostro neocapitalismo incalzante che ci spinge verso nuovi bagliori della tecnologia e dell’evoluzione consumistica, ma che ugualmente ci pone dinnanzi a piccoli bagagli introspettivi che aiutano a porre dei legami incontrovertibili con il nostro passato e le tradizioni ad esso associate, come piccole anime votive tramandate da un credo fantastico a cui si é abituati sin dall’inizio dei tempi.

a cura di Marius Creati

 

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