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Marrakech, euforia naturale dei giardini Majorelle

February 7, 2016 Leave a comment

Quando si entra nei giardini Majorelle di Marrakech il primo choc è quello dei colori: il blu oltremare certo, ma anche il verde Veronese o il giallo vivo di certi vasi. Altro fattore di interesse è la villa, la sua estrema modernità senza tempo, ancora oggi senza una ruga: splendida, con una classe e una leggerezza intemporale. Una villa di artisti, sicuro!. Ogni volta poi che si ritorna è sempre una grande felicità trovarsi nel bel mezzo di questa profusione di colori e profumi. Il piacere è grande, il silenzio e lapace in opposizione con la vita tumultuosa e caotica della città, che circonda la struttura. Le panchine disposte nel parco, tra le palme, sono un invito al relax e alla meditazione. Il nome del giardino deriva dal suo creatore, il pittore francese Jacques Majorelle che, nel 1919, si installo’ a Marrakech, conquistato dalla sua luce, dai suoi colori e dal suo modus vivendi.
Nel 1924 acquisto’ un terreno all’esterno delle mura della città, e costrui’ il suo Atelier nel 1937, oggi sede del Museo di Arte islamica. L’artista dipinse la villa con dei colori vivi dove prevalse il blu, il famoso blu Majorelle. La gente, sorpresa da questo colore, lo identifico’ subito come il blu Majorelle, un blu intenso, elettrico, diventato famoso come il colore del pakaging delle sigarette Gauloises. I giardini che circondano l’Atelier vennnero piantumati con differenti specie botaniche, provenienti dai cinque continenti, principalmente cactus e bouganvilles. Tutto questo, più tardi, diventerà il giardino Majorelle. Dopo un incidente d’auto, Majorelle rientro’ a Parigi dove morirà nel 1962.
Dopo la sua morte il giardino rimase aperto al pubblico e subi’ delle forti degradazioni. Nel 1980Yves Saint Laurent e il compagno Pierre Bergé, che non erano altro che dei visitatori e ammiratori del giardino Majorelle, lo acquistarono. Salvarono questo luogo dalle speculazioni edilizie immobiliari che minacciavano quasi tutti gli antichi giardini di Marrakech. Iniziarono a quel punto i lavori di restauro, con l’aiuto dell’etnobotanico Abderrazak Benchaâbane. Pierre Bergé ricorda: “I giardini Majorelle e noi, una grande storia d’amore. Nel 1966 arrivammo, io e Yves Saint Laurent, a Marrakech. Nove giorni dopo la nostra venuta nella città, acquistammo una casa nella Medina: Dar El Hanch. Ma molto presto noi scoprimmo la città e in primis i giardini Majorelle. Noi sapevamo chi era il pittore in questione e chi fu suo padre(n.d.r – famoso ebanista della grande scuola di Nancy, amico del Maresciallo Lautey; quest’ultimo consiglio’ all’artista di far soggiornare il figlio Jacques a Marrakech, per alleviarlo da gravi problemi respiratori).
All’epoca i soli visitatori erano dei giovani studenti che pagavano l’ingresso con un dirham. Noi andavamo tutti i giorni, poi tutte le sere. Qualche anno più tardi acquistammo una casa proprio di fianco a quel luogo incantato e poetico. Poi venimmo a conoscenza che stava per essere venduto per trasformarlo in un Hôtel. A quel punto lo acquistammo immediatamente“.La vegetazione era lussureggiante, ma anarchica. Si doveva dunque riorganizzare lo spazio e dare un ordine all’insieme. Nel 1999 Bergé penso’ alla ristrutturazione della flora e anche alle modalità di amministrazione del giardino. Nel marzo 2000 si decise per il restauro, dotando il giardino di importanti mezzi operativi. Durante i nove mesi di lavori un èquipes lavoro’ giorno e notte per installare un sofisticato impianto di irrigazione automatica che permise la riduzione del 40% di acqua, permettendo di regolarne efficacemente la ripartizione secondo le ore della giornata e il bisogno specifico di ogni pianta.
Per restare fedeli allo spirito di Jacques Majorelle, autentico appassionato di piante esotiche, la collezione si arrichi’ di numerose specie rare. La flora del giardino passo’  da 135 a 300 specie . Una suberba collezione di  cactus (oltre trenta famiglie sono presenti) venne installata su di una parcella molto assolata del giardino. Palme e bamboo vennero importati dall’America Latina e dall’Oceania. L’architetto americano, trapiantato a Marrakech, Bill Willis, modifico’ l‘ingresso del giardino per preservare il suo mistero  ( si scopre poco a poco) e successivamente tutto il complesso venne donato dai proprietari alla città di Marrakech e al patrimonio marocchino. Oggi una èquipe di venti giardinieri si occupa della gestione quotidiana del giardino, delle fontane e degli specchi d’acqua. Questo spettacolare giardino si lega indissolubilmente con il grande stilista francese  le cui ceneri, dopo la sua morte avvenuta nel 2008, sono state sparse nella parte privata del giardino,  situato davanti alla grande villa padronale (non visitabile). Ultimo omaggio alla città di Marrakech, la Ville Rouge, che è stata fonte di ispirazione inesauribile per YSLe la sua Arte.

Giardini Majorelle – Orario  Invernale dalle 09.00 al tramonto – Ingresso 30 dh – Museo di Arte Islamica – Ingresso 15 dh – Tel.024 301890 – www.jardinmajorelle.com

Fonte: My Amazighen

Incanto per Jacques Majorelle e mostra memorabile a Marrakech

April 12, 2011 Leave a comment

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Quattro quadri « d’eccezione » del celebre pittore francese Jacques Majorelle saranno esposti, dal 23 al 25 aprile a Marrakech, in previsione della loro messa all’asta che si terrà a Parigi nel mese di giugno, presso la Maison Artcurial Briest-Poulain-F. Tajan. Quattro dipinti tra cui figura la celebre “Kasbah rouge de Marrakech”, esposta una sola volta dal 1924, anno della sua creazione . Conservata da quella data presso la famiglia Majorelle, questo quadro è stimato intorno ai 600.000/800.000 euro (catalogo) e quindi sarà il pezzo forte dell’asta che avrà come titolo “Tableaux Orientalist”, prevista per il 9 giugno, con una sezione dal titolo “Jacques Majorelle e i suoi contemporanei”. Questo quadro fu riproposto come copertina della guida turistica di Marrakech nel 1926 ed occupa un posto particolare nei cuori dei grandi appassionati di orientalismo, raggiungendo lo status di icona. Félix Marcilhac, storico d’arte e specialista di Jacques Majorelle riassume con queste parole l’opera in questione: “in questa grande composizione del 1924, con un semplice gioco di piccole superficie posate in piatto e a mosaico, Jacques Majorelle traduce pienamente la plenitudine del suo soggetto trattando sottilmente la trasparenza e la purezza dell’aria, la diversità dei colori che vengono trascinati  in una gamma di ocra rossi e di bruni, che avvolgono il paesaggio circostante e la folla, con dei mezzi talmente semplificati e naturali che si raggiunge l’esperienza di ascoltare i rumori e sentire gli odori”. Jacques Majorelle (Nancy, 1886 – Parigi, 1962) è l’esempio illustre del folto gruppo di pittori orientalisti francesi che si sono arresi allo charme della Ville Rouge, che ha donato loro  la strada per percorrere al meglio i propri talenti e realizzare le loro opere migliori. Nel 1919 Majorelle si installo’ a Marrakech acquistando un terreno che divenne in seguito la base dei famosi giardini Majorelle, aperti al pubblico nel 1947 e che raggruppa una delle più importanti collezioni di piante della sua epoca. Oggi il suo atelier è diventato grazie a Yves Saint Laurent e a Pierre Bergé un piccolo museo che ospita una preziosissima collezione di arte islamica. Sulle opere di Majorelle, il romanziere francese Jérôme Tharaud scrisse: “E’ pazzo per Marrakech e per l’Atlas, pazzo dei suoi orizzonti del sud e quindi io posso testimoniare che è una verità, una giustizia, una sincerità pura delle sue osservazioni. Tutto quello che ha visto, reso con la forza e la semplicità della sua strana barbarie”. Questi quadri saranno esposti al Es Saadi Gardens & Resort, insieme a decine di altre opere minori che saranno poi inviate alle casa d’aste parigina. Nel capitolo riservato a “Jaques Majorelle e i suoi contemporanei”, si potranno ammirare tele di José Cruz Herrera, Edy Legrand, Jean-Gaston Mantel e Henri Rousseau. Altri pezzi forti di questa asta saranno le tele di altri artisti come Etienne Dinet, Félix Ziem, Georges Washington, Alfred Chataud e Alexandre Roubtzoff, che permetterrano al visitatore di avere un panorama completo del mondo arabo, dal Marocco all’Egitto. Queste opere in particolare saranno oggetto di una esposizione a Parigi, dal 6 al 9 giugno, data della loro messa all’asta presso l’Hôtel Marcel Dassault.

Fonte: My Amazighen