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Crosato, tradizione del vino secondo l’antica tradizione romana delle anfore

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A volte per andare verso il futuro bisogna guardarsi indietro e portare un po’ di passato nel presente. È ciò che hanno fatto i due giovani fratelli Crosato che, riprendendo l’antica tradizione romana della conservazione del vino in anfore, hanno ottenuto dei prodotti d’eccellenza con un twist moderno ed inaspettato.

L’idea è nata quasi per caso durante un viaggio in Toscana, dall’ incontro con un vasaio locale. Con un pizzico di voglia di divertirsi, ma soprattutto di sperimentare, i Crosato hanno deciso di osare e di tornare alla tradizione, chiedendosi se anche le anfore, così come il legno e l’acciaio, avrebbero rilasciato aromi e sapori specifici al vino. Dopo tre anni di tentativi e molti studi, dalla messa a punto di un metodo del tutto originale, si è ottenuto un vino che, come ci racconta Alessandro Crosato, nasce dalla terra e torna alla terra. Ogni anfora regala un vino dal sapore diverso, reso unico dal rilascio dei sali minerali contenuti nell’argilla nel corso di un lungo tempo di maturazione, che conferiscono al prodotto un accentuazione degli aromi naturali e di quelli salini della terra da cui l’argilla è stata estratta. Dopo un passaggio in acciaio e un anno in bottiglia, il vino ottenuto presenta inaspettatamente gli aromi secondari del refosco e del merlot, rimanendo peraltro molto fresco al palato.

La produzione, ovviamente, è esclusiva e non annuale per garantire un prodotto di altissima qualità e privo di qualsiasi intervento chimico. Il mercato è, per ora, prevalentemente estero e si concentra specialmente in Germania ed Austria. L’obiettivo dei fratelli Crosato è però quello di far conoscere (e apprezzare) i loro prodotti di eccellenza Made in Italy, anche agli italiani.  ( Alessandra De Maio)

Fonte: VM-Mag

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