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Sedia-corda, seduta semplice di Jon Fraser
Ecco una bella idea per una seduta semplice ma che cattura sicuramente l’attenzione.
La sedia-corda è un idea del designer Jon Fraser, che ha pensato ad una maniera diversa per usare una corda di 80 metri; questa è stata impregnata da una resina poliuretanica e modellata su degli stampi prima che la resina la irrigidisca definitivamente, portandola nella sua conformazione finale.
L’idea è sicuramente interessante e permette di creare moltissime diverse tipologie di sedute partendo dagli stessi materiali iniziali.
Fonte: Linea Di Sezione
Shisha, bong esclusivo disegnato da Porsche Design
Porsche Design ci ha stupiti con la realizzazione di un accessorio molto esclusivo, capace di attirare un’ampia fascia di pubblico, visto che l’oggetto in questione viene visto da molto come complemento d’arredo.
Stiamo parlando del nuovo bong di Porsche Design che prende il nome di Shisha e fa parte della nuova Porsche World Design Collection.
Il bong in questione, già in commercio al prezzo di 2 mila dollari, è realizzato con un mix di materiali di alta qualità, tra cui il classico TecFlex, l’acciaio inox e l’alluminio.
Come tutti sanno, il bong, comunemente conosciuto come la “pipa d’acqua”, è usato per fumare sostanze come la cannabis, il tabacco, la salvia o la mentanfetamina.
Per altre informazioni e per l’acquisto del nuovo Porsche Design Shisha, basta visitare il sito porsche-design.com o recarsi presso un rivenditore autorizzato del marchio.
Fonte: GoLook.it
Hotel La Mamounia, il sogno continua
Dopo la sua apertura nel 1923, il prestigioso La Mamounia ha attirato centinaia di VIP dalla popolarità hollywoodiana. Uno zoom su questo prestigioso e lussuosissimo Hôtel che ha riaperto le sue porte nel novembre 2009, dopo cinque anni di importanti restauri. Leggendaria, questa è la parola che meglio corrisponde all’Hôtel Mamounia. Da diversi decenni le sue mura accolgono regolarmente celebrità del mondo intereo e affascina chi non l’ha ancora visitata. La storia della Mamounia inizia nel XVIII° secolo, sotto il regno del Sultano alaouita Sidi Mohammed Ben Abdellah. Quando il figlio Mouylay Mamoun si sposo’, il monarca offri’ come regalo di nozze quei 7 ettari di giardini lussureggianti, nel cuore della città di Marrakech. Come vuole la tradizione il luogo venne battezzato Arsat El Mamounia, in onore del giovane e aitante principe. Quest’ultimo costrui’ un piccolo padiglione e prese l’abitudine di organizzare regolarmente dei “Nazahat”, una sorta di garden-party dell’epoca a luci rosse. Nel 1922 sotto il protettorato francese, la Compagnia dei Chemins de Fers (Ferrovie francesi) decise di costruire su quel giardino dalla flora ricca e divefsificata un Hôtel. La realizzazione del progetto venne delegata aHenry Prost e Antonio Marchisio, francese il primo e italiano il secondo, che decisero di fare della Mamounia un luogo internazionale, prevedendo un centinaio di camere, con un stile ispirato all’architettura marocchina tradizionale abbinata ad un tocco di Art Déco. Il concetto iniziale del progetto coincideva con il momento storico che mitizzava, nutrito da una certa letteratura orientalista, il sogno esotico dell’Africa. Operazione riuscitissima in quanto l’Hôtel e il suo Grand Casino attirarono una clientela straniera molto chic e gravida di avventure. Molte personalità come Colette, Edith Piaff, ilGenerale De Gaulle e ancora il primo minstro inglese Winston Churchill. Dopo molti anni il primo ministro inglese, fortemente toccato dall’ambiente marriakci, lascio’ l’Inghilterra durante lunghi periodi per trasferirsi a Marrakech. In una lettera datata 1935 inviata a sua moglie, Churchill descrisse l’Hôtel Mamounia come “meraviglioso” e carico di “phatos”. L’uomo politico passo molto tempo sulla sua terrazza dipingendo e contemplando la medina. Le sue tele sono state oggetto di culto per centinaia di galleristi sparsi in tutto il mondo e nel 2007 un suo dipinto, realizzato in Marocco, venne aggiudicato per 1 milione di dollari durante un asta di Sotheby. Un anno più tardi, una sua tela titolata “Tramonto sulle montagne dell’Atlas” venne venduta a 420.000 dollari a New York. L’identità del compratore ovviamente rimase sconosciuta ma rumors conducono alla persona di SAR Mohammed VI, re del Marocco. Anche Franklin Roosevelt soggiorno’ al Mamounia durante la Conferenza di Anfa del 1943. Il presidente americano segui’ il consiglio di Churchill che affermava che il luogo era “uno dei più belli del mondo intero”. Nello stesso periodo anche il Generale De Gaulle frequento’ l’Hôtel e la leggenda racconta che il direttore fu obbligato a confezionare, con la massima urgenza, un letto a misura di questo uomo imponente da non stare in un letto dalle misure standard. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Mamounia divenne ancor più un luogo preso d’assalto dagli stranieri facoltosi e in primis dagli artisti di tutto il mondo. A partire dagli anni ’50, leggende del mondo del cinema come Charlie Chaplin, Marcello Mastroianni, Kirk Douglas o ancora Charlton Heston soggiornarono in questo mitico palazzo, dove avvennero’ anche alcuni importanti ciak della storia del cinema, come quello di Morocco con Marlene Dietrich o ancora L’uomo che sapeva troppo di Alfred Hitchock. Nel 1953 si ingrandi’ e divenne ancora più lussuoso. L’architetto decoratore André Paccard dono’ una nuova immagine alla struttura con una chiusura per lavori che duro’ circa nove mesi. Da quel restauro il Mamounia ne usci’ con 171 camere, 56 suite e 3 ville sparse nel lussureggiante giardino. Sino alla sua chiusura nel 2006, le stars del mondo intero non hanno mai smesso di recarsi a Marrakech e soggiornare nello storico palazzo. I Rolling Stones, Yves Saint Laurent, Johnny Hallyday, Sylvester Stallone, Nicole Kidman e Tom Cruise, Martin Scorzese, Angelina Jolie, Brad Pitt ancora Oliver Stone. La lista è infinita. La Mamounia ha un ala dedicata esclusivamente alla famiglia reale che realmente è stata poco frequentata, considerando che a Marrakech esiste uno dei Palazzi Reali più belli in assoluto del Reame. Oggi la Mamounia è risorta con un restauro che ha visto centinaia di maestranze locali lavorare per ben cinque anni al suo interno. Il risultato è sfarzoso, assolutamente indimenticabile e all’altezza del nome e della storia dell’Hôtel. Questo Palazzo continuerà a far rivivere i suoi sfarzi di altri tempi mostrando un immagine del Marocco lussuosa e nobile,. Un sito Internet è a disposizione per definire le prenotazioni online con relative tariffe.
Fonte: My Amazighen
Louvre, nuova visione di un’ala storica di Carl Fredrik Svenstedt
A seguito di un dibattito sull’opinione pubblica francese, riguardo alla ricostruzione di un’ala storica del Louvre di Parigi, l’architetto Carl Fredrik Svenstedt ha elaborato una sua visione per il museo.
Il Louvre nel corso dei secoli è stato soggetto, in più riprese, ad addizioni consistenti, sia quando svolgeva la funzione di palazzo reale, sia da quando è diventato museo (la piramide di Pei ne rappresenta l’esempio più famoso); nel 1871 una parte del palazzo venne bruciata perchè simbolo del potere reale. Il progetto di nuova estensione si posizionerebbe nei confini dell’ala distrutta, andando così a ricreare un continuum tra le due estremità del palazzo.
Il progetto prevede due fasi di realizzazione; nella prima l’estensione sarebbe una grande installazione artistica con solo poco porzioni realmente visitabili, questo per permettere una migliore integrazione del nuovo con le preesitenze. La seconda fase prevede di “solidificare” i volumi precedenti nel corso di addizioni negli anni, col fine di far nascere gradualmente questo nuovo spazio museale.
Il progetto rappresenta sicuramente un’ipotesi rischiosa, ma di scelte coraggiose in contesti fortemente storicizzati Parigi ne è già piena.
Fonte: Linea Di Sezione
Simply-A Valli Arredobagno, nuova serie dal carattere contemporaneo
Una linea di forza si cristallizza in un nastro scultoreo che corre e si piega in geometrici archi: è il motivo che disegna e segna tutta la serie Simply-A disegnata da Valentina Downey.
L’attacco esalta e nello stesso tempo armonizza il movimento del nastro distanziandolo dalla parete e liberandolo di slancio dal supporto grazie alle sue forme fatte di curve nette ed improvvise.
Il carattere contemporaneo è la novità di questa nuova serie, in grado, assieme alla completezza ed alla versatilità di tutti i suoi accessori, di arredare le più attuali stanze da bagno.
Borgo dei Conti Resort, capolavoro padronale immerso nella natura
L’Umbria è un piccolo patrimonio di capolavori della natura e della tavola. Ma soprattutto di capolavori dell’arte, custoditi nei maggiori centri e luoghi di culto della regione. Su tutti c’è Perugia, sede di due università, città giovane e ricca di memorie storiche, visitata ogni anno da migliaia di turisti; sorge su due colli e la proteggono due ordini di mura, etrusche e medioevali. Il suo centro storico è una magnifica sfilata di palazzi e architetture dell’età comunale, come Palazzo dei Priori, in stile gotico, oggi sede del Municipio. Corso Vannucci è la via principale della città, ricca di negozi per lo shopping. Perugia è anche sede di eventi di richiamo nazionale e internazionale, come l’Umbria Jazz Festival, in luglio, ed Eurochocolate, la kermesse europea del cioccolato, in ottobre.
Immerso nel verde della natura umbra, il complesso residenziale è stato realizzato dai Conti Rossi Scotti agli inizi dell’800. Il sapiente restauro ha perseguito il mantenimento dell’idea originaria: la dimora padronale, i complessi abitativi del borgo, la chiesa dall’impostazione barocca e il parco. Tutti gli spazi hanno oggi nuove funzioni ricettive, per un resort davvero esclusivo. La dialettica tra antico e moderno è la chiave stilistica che accomuna le 58 camere: comfort, funzionalità e tecnologia si coniugano col fascino degli elementi originali, quali camini, soffitti dipinti, pareti affrescate, intarsi e vetri d’epoca. Per scoprire i sapori della tradizione culinaria umbra, nazionale ed internazionale, nella “sala delle feste” c’è oggi il ristorante e a fianco il bar e la suggestiva taverna-enoteca. Per gli amanti dello sport e delle attività all’aria aperta: campo da tennis e campo polifunzionale, piscina, biciclette, bocce, biliardini, ping pong, area fitness e zona relax con saune e bagno turco… C’è proprio tutto per un soggiorno indimenticabile!
Comfort, funzionalità e tecnologia nelle 58 sistemazioni del resort, suddivise fra Camere Classic, Deluxe, Suite e Appartamenti, quest’ultimi disponibili in formula residence. Lo stile di ogni ambiente coniuga felicemente l’antico con il moderno. Gli arredi sono ricchi e raffinati: soffitti dipinti, pareti affrescate, intarsi e vetri d’epoca; le Deluxe hanno graziosi camini, non funzionanti, e librerie in camera con collezioni di libri liberamente consultabili. Ogni camera offre un’emozione differente e particolare, ma se cercate qualcosa di esclusivo per il vostro soggiorno, scegliete quelle delle torri o delle altane.
La sala delle feste accoglie il ristorante del resort. L’ambiente è elegante e raffinato e può ospitare fino a 200 persone. Le proposte dello chef si richiamano alla tradizione della cucina umbra, nazionale e internazionale. Accanto alla sala da pranzo, il bar, la cigar-lounge per il relax in poltrona accompagnato da un buon sigaro, e la taverna enoteca per degustazioni di vini nobili abbinati alle primizie di stagione.
Borgo dei Conti Resort offre ai suoi ospiti libero accesso alle aree relax e fitness. Sauna, bagno turco e whirlpool all’aperto ritemprano il corpo e allietano lo spirito. Nel giardino della dimora anche una piscina per adulti e una riservata ai bambini.
Ogni evento trova nella cornice di Borgo dei Conti Resort la sua perfetta collocazione, dalle convention al team building, dai workshop alle riunioni aziendali, fino ai ricevimenti privati di matrimonio e per ogni altra occasione di festa. Gli splendidi spazi del resort e la professionalità del suo personale propongono formule innovative e personalizzate. La sala congressi, con grandi terrazze annesse, è completa di tecnologie per le riproduzioni multimediali e una sala per traduzioni simultanee. Inoltre, una biblioteca, un anfiteatro all’aperto e una chiesa per celebrare matrimoni.
Fonte: Dimore D’Epoca – Hotel di charme e dimore storiche
Architetture suggestive di Victor Enrich
Architetture surreali, futuristiche ed improbabili, ecco il lavoro di Victor Enrich artista ed architetto che unisce fotografia con modellazione 3d per ottenere le immagini che vedete qui.
Le operazioni che esegue sulle fotografie sono semplice quanto efficaci per ottenere il risultato finale, l’artista taglia gli edifici come se fossero un insieme di elementi aggregati, questi vengono spostati, aggiunti, sottratti, stirati, ecc..
Le immagini che ne escono fuori catturano sicuramente l’attenzione di chi le guarda.
Fonte: Linea Di Sezione
Valli Arredobagno, complementi eleganti multifunzionali
Gli eleganti complementi multifunzionali Nest, Mini Nest e My Friend, propongono invece soluzioni innovative alle esigenze di spazio, per la sala da bagno come per il resto della casa, arredando l’ambiente con un “tocco” sempre unico.
Nest e Mini Nest
Designer / Ambrogio Rossari
Nest, pratico ed elegante cesto porta biancheria disegnato da Ambrogio Rossari, è un complemento d’arredo minimale realizzato in ecopelle nelle varianti di colore naturale, testa di moro, nero e arancione perfetto per personalizzare non solo la stanza da bagno ma anche altri ambienti della casa.
Novità di Valli Arredobagno è invece Mini Nest, funzionale sgabello porta biancheria o cestino, direttamente ispirato alle forme di Nest di cui è ideale abbinamento; è disponibile in due colori, nero e testa di moro. Le linee morbide ma essenziali di Nest e Mini Nest arredano con eleganza, costituendo al contempo una pratica soluzione per le esigenze di spazio nel bagno.
My Friend
Designer / Daniele Trebbi
Progettato da Daniele Trebbi, My Friend è l’ultimo prodotto di Valli Arredobagno, che integra le funzioni di due classici complementi d’arredo, lo specchio e il servo muto, rivisitandone le forme in chiave contemporanea. Il segno semplice e armonioso del suo profilo ne suggerisce l’uso come appendiabiti per giacche e camicie, mentre la parte inferiore ospita i pantaloni; una volta liberato dagli indumenti, l’oggetto torna a svolgere la funzione di specchio. Pensata per un montaggio semplice e rapido, la staffa di supporto è dotata di una cerniera che rende l’oggetto leggermente orientabile. Presenza discreta ed elegante, My Friend è un complemento che arreda l’ambiente circostante con il minimo ingombro, trovando facile sistemazione in una stanza d’albergo come in ambienti domestici, quali cabina-armadio o zona notte.
The cube, concept tower progettato da Orange Architects
Orange Architects hanno realizzato il progetto per un grattacielo di appartamenti di lusso a Beirut chiamato Plot 941. L’edificio altro 50 metri conterrà 19 appartamenti con dimensioni variabili dai 90 ai 180 metri quadri.
Il concept della torre punta sul massimizzare le viste dalle terrazze, sulla città e sul Mediterraneo. Costruttivamente l’edificio ha un nucleo strutturale che comprende anche i collegamenti verticali; ogni livello ha due facciate trasparenti e due chiuse e strutturali, queste ruotano di 90 gradi ad ogni piano. L’immagine che ne emerge è quindi quella di tante scatole sovrapposte le une alle altre.
I lavori dovrebbero iniziare nel 2012; l’edificio andrà ad arricchire lo skyline della città, che sta vedendo sorgere anche un grattacielo firmato Herzog & De Meuron.
Fonte: Linea Di Sezione
New Mining Museum, nuovo museo minerario di Hultmanmagnusson in Norvegia
Lo studio svedese Hultmanmagnusson, ha vinto il concorso di progettazione per il nuovo museo minerario a Jossingfjord in Norvegia, una città dalla lunga storia mineraria legata alle estrazione del titanio.
Situato lungo una valle di un fiordo il museo esporrà la storia, la geologia e le tecnologie dell’area.
La nuova struttura si adagia nella valle, assecondando il declivio naturale; l’oggetto vuole diventare un nuovo landmark per tutto l’area sfruttando anche la naturalità dei suoi materiali.
Infatti esternamente il museo è completamente rivestito di pietra locale, ad esclusione di una sua estremità che si apre in una grande parete vetrata che assolve la funzione di caffè panoramico. Per garantire luce naturale all’interno dell’edificio sono state pensate delle superfici vetrate poste dietro il rivestimento esterno che si manifestano sulla facciata solamente la notte, facendo filtrare la luce interna verso l’esterno.
Il museo dovrebbe aprire al pubblico nel 2015.
Fonte: Linea Di Sezione





















