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Royal Crown Derby, decorazioni natalizie in oro 22 carati in edizione limitata
La prestigiosa azienda Royal Crown Derby ha appena presentato al pubblico le decorazioni natalizie in oro 22 carati in onore di William e Kate.
Gli addobbi in questione portano l’incisione “Duca e Duchessa di Cambridge, 29 aprile 2011“, dando dunque una forte soddisfazione a tutti i fan più esigenti della monarchia inglese o semplicemente a chi cerca decorazioni preziose per il proprio albero di Natale.
Le luccicanti decorazioni sono state prodotte in un edizione limitata di 1.500 esemplari, che sono già in vendita da Selfridge per 85 sterline, che equivalgono a circa 100 euro.
Un set di decori andrà consegnato ovviamente agli sposini reali, che passeranno questo loro natale a Sandringham insieme all’intera famiglia reale.
Fonte: GoLook.it
Villa di lusso in Spagna
Questa sorprendente villa di lusso in stile contemporaneo dall’atmosfera coinvolgente è situata a Santa Ponsa, dove occupa una posizione collinare davvero strategica.
Questa struttura di grande fascino gode infatti di una spettacolare vista panoramica sull’ambiente circostante, arrivando fino al mare.
All’interno sono disponibili i migliori comfort, circondati da arredi di grande qualità in grado di deliziare anche i più esigenti con il desiderio di vivere degli ambienti di lusso senza compromessi.
A completare l’opera ci pensa il meraviglioso parco esterno con piscina, che la fa raggiungere un valore di 7 milioni di dollari.
Per altre informazioni basta visitare il sito jameslist.com
Fonte: GoLook.it
Banyan Tree Hotels & Resorts, soggiorno d’evasione in Indonesia
Situato nella pittoresca baia di Tanjung Said a Bintan in Indonesia e immerso nella lussureggiante vegetazione tropicale, Angsana Bintan ha recentemente cambiato look con tocchi di design raffinato e contemporaneo nelle sue 106 tra suite e camere, e una nuova offerta gastronomica. Angsana Bintan è il primo resort del sub-brand di Banyan Tree a intraprendere un così importante lavoro di rinnovo. A dicembre il gruppo arricchirà il suo portfolio con l’apertura di Angsana Balaclava a Mauritius, Angsana Hangzhouin Cina e Angsana Laguna Phuket.
Angsana Bintan si affaccia sul Mar Cinese Meridionale ed è circondato da una delle più antiche foreste pluviali sulla costa della regione. Il resort offre nuove attività sia per clienti business che leisure. Per gli ospiti più dinamici, il nuovo spazio ricreativo di 240 m2 assicura grande intrattenimento, con piscina, biliardo, ping-pong, biliardino, freccette e giochi da tavolo. Gli instancabili del fitness possono allenarsi nella nuova palestra di 36 m2 dotata di macchinari per l’allenamento muscolare e cardiovascolare. Con il nuovo percorso trekking Ranger Trail, gli amanti della natura possono entrare in contatto con l’ampia varietà di piante e specie arboree della foresta pluviale tropicale che circonda il resort. Guidati da un ranger esperto, gli ospiti avranno la possibilità di osservare la flora locale: rotan, pandan gigante, pakis merah e tonkat ali.
Queste nuove proposte completano il ricco ventaglio di attività giornaliere disponibili tra cui windsurf, beach volleyball, corsi di golf e snorkeling, aerobica e bocce. Il centro marino offre anche un’ampia scelta di sport acquatici come windsurf, kayak, body boarding, zuma sailing e catamarano. Altre attività marine sono banana boat, snorkeling safari tour, sci d’acqua, wake boarding e jet skiing.
Per chi desidera una vera e propria scarica di adrenalina può fare un giro in 4×4 seguendo un percorso designato. Le famiglie in vacanza con i bambini possono usufruire dei servizi di Kid’s Club e babysitter.
Gli ospiti possono godere di un nuovo ristorante Pantai Grill & Bar sulla spiaggia con vista sul Mare Cinese Meridionale. Sono a disposizione comode sedute dove rilassarsi e sorseggiare esclusivi cocktail o stuzzicare empanadas, fagottini ripieni originari della Spagna e del Portogallo che in omaggio alla cultura indonesiana qui sono servite con nasi goreng, rendang con patate e pollo al curry. Tra le altre opzioni culinarie il Lotus Café, il ristorante con cucina locale e internazionale che il sabato offre un buffet barbeque in stile indonesiano. Infine, il Fisherman’s Table sulla spiaggia può accomodare sei persone e il Dinner of the Legend propone tipiche ricette indonesiane da gustare mentre si ascolta una delle storie popolari locali.
Un soggiorno presso Angsana Bintan non può considerarsi completo senza aver sperimentato la pluripremiata spa. I trattamenti rigeneranti di Angsana Spa si basano prevalentemente sull’impiego di ingredienti naturali come fiori e frutti locali. Le tecniche spaziano dall’aromaterapia, al tocco terapeutico, una fusione di benessere orientale e occidentale per rinfrescare e rinvigorire corpo, mente e spirito
Gli ospiti potranno sperimentare il classico Javanese Massage, un trattamento ispirato alla destinazione. Si tratta di un massaggio energico che impiega Harmony Oil e ridà equilibrio a corpo, mente e spirito. Gli abili terapisti con lunghe pressioni delle mani concentrano palmo e indice su collo, spalle e schiena per migliorare la circolazione, alleviare le tensioni muscolari e regalare un’esperienza rivitalizzante. Un massaggio firmato e creato in esclusiva per Angsana Spa, si tratta del molto apprezzato Angsana Massageche viene effettuato con tocchi delle mani per lavorare sui punti di pressione fondamentali del corpo, rafforzare e ricaricare l’energia e il ‘qi’ interiore.
Ideale per gli ospiti che cercano un soggiorno tra mare e divertimento, il pacchetto Angsana Escapadesvalido fino al 1° dicembre 2011 per un pernottamento minimo di due notti consecutive. L’offerta prevede breakfast giornaliero per due persone, early check in e late check out su disponibilità e transfer da/per Bandar Bentan Telani. Inoltre è incluso uno speciale credito di circa 50,00 US$ a prenotazione da spendere in food&beverage o in attività proposte dal resort. Gli ospiti possono anche godere di uno sconto del 30% presso il Laguna Bintan Golf Club. Tariffe a partire da 235,00 US$ a notte in Deluxe Room.
Banyan Tree Holdings Limited
Banyan Tree Holdings Limited (“Banyan Tree” o il “Gruppo”) è leader nella gestione e sviluppo di resort di lusso, hotel e Spa in Asia-Pacifico e conta 30 proprietà, 65 Spa, oltre 80 boutique e 3 campi da golf. Il Gruppo gestisce e/o possiede resort e hotel di diverso target.
Il business principale del Gruppo è la gestione, lo sviluppo e la direzione di resort e hotel sotto I brand Banyan Tree e Angsana. Banyan Tree gestisce inoltre il primo resort integrato della Thailandia – Laguna Phuket, attraverso la controllata del Gruppo, Laguna Resorts & Hotels Public Company Limited.
Angsana Hotels and Resorts
Angsana è una catena alberghiera in grado di soddisfare le esigenze del viaggiatore moderno in cerca di stile e autenticità. Le strutture del brand Angsana sono state progettate per fornire esperienze uniche ed esclusive sia per il segmento business sia per quello leisure. Ogni hotel, resort, Spa e boutique del gruppo Angsana racchiude lo spirito e la cultura del proprio ambiente circostante, offrendo al contempo un forte senso di individualità legato al patrimonio asiatico, dal quale il brand Angsana proviene. Tutti i servizi a disposizione nelle proprietà di Angsana sono realizzati per permettere agli ospiti di godersi al meglio ogni momento della propria vacanza.
Brand del gruppo Banyan Tree Group, Angsana Hotels and Resorts include oltre 10 strutture, 40 Spa e 40 boutique.
Fonte: Aigo
Vitium, vasca in oro 24 carati made in Italy
Vorreste farvi un bagno nell’oro ma non abitate a Dubai? Tranquilli, perchè tutto questo da oggi sarà possibile grazie a Vitium, la prima vasca in oro 24 carati tutta made in Italy.
Vitium è un’idea del designer Giacomo Arcaro in collaborazione con l’artista Roberto Martini; i due hanno dato vita ad un vera e propria opera d’arte che sarà presto considerata tra le più preziose al mondo della sua categoria.
Oro giallo 24 carati negli interni e pelle capitonné per gli esterni, resi preziosi anch’essi da dettagli in oro antico: questa in poche parole la descrizione della prestigiosa vasca da bagno con servizio idromassaggio.
Secondo quanto rivelato dai suoi creatori, Vitium è stata ispirata allo stile di vita dei facoltosi sceicchi degli Emirati Arabi Uniti.
Tra i comfort disponibili per deliziarsi durante il proprio “bagno nell’oro”, c’è un impianto audio ad alta fedeltà con subwoofer, dock per iPhone con supporto impermeabile e gestione automatica di luci e aromaterapia.
Per ora ancora nessuna informazione sulla data di lancio e sul prezzo, ma sembra che sia già stata richiesta da molti personaggi facoltosi, disposti peraltro a sborsare cifre esorbitanti.
Fonte: GoLook.it
Petiole Hammock, amaca più costosa del mondo da Hammacher
Considerata probabilmente come l’amaca più costosa del mondo, con un prezzo di oltre 35 mila dollari, questa prestigiosa opera è stata mostrata per la prima volta a Parigi presso una galleria d’arte.
Prende il nome di Petiole Hammock ed è prodotta da Hammacher. Una vera e propria opera d’arte, frutto di un lungo studio stilistico che la fa considerare come la più lussuosa del mondo, oltre che la più costosa come già accennato.
Una vera e propria meraviglia dove ogni singolo particolare è stato lavorato a mano nella fabbrica di Hammacher in Svezia: la sua struttura è in acciaio, con baldacchino per proteggere dai raggi solari diretti e, per mantenersi, non ha bisogno nemmeno di due alberi, visto che viene fissata al suo con unico e stabile braccio.
L’amaca in questione è pensata per soddisfare i più esigenti proprietari di ville che dispongono di una vista panoramica, proprio come viene illustrata nella foto in alto.
Fonte: GoLook.it
Relais Villa Madruzzo, soggiorno ideale nella valle dell’Adige
Sulla collina di Trento, in posizione dominante, tranquilla e soleggiata, fra il verde della natura, Villa Madruzzo è il luogo di soggiorno ideale da cui partire alla scoperta della città e della valle dell’Adige. Punto di incontro tra la cultura italiana e mitteleuropea, Trento è un piccolo scrigno di arte e di cultura. Secoli di storia, dall’epoca romana al Rinascimento, nei preziosi palazzi dei principi vescovi, nel Duomo e nel Castello del Buonconsiglio. La natura del monte Bondone, a pochi chilometri dalla città, è un’oasi per gli sport invernali o per piacevoli escursioni estive.
Immersa nel verde della collina di Trento, Villa Madruzzo offre ai propri ospiti tutti i comfort di un moderno hotel tre stelle, in un’atmosfera di grande quiete e tranquillità. Il parco che circonda l’edificio ospita una varietà di piante, tra cui spiccano gli abeti rossi; gradevoli passeggiate tra aiuole e sentieri consentono di godere di attimi di pace, gustando i profumi di tutte le stagioni. L’arredamento interno della villa è impreziosito da pavimenti in legno, mobili d’antiquariato e tappeti persiani. Il ristorante dell’hotel propone una cucina che valorizza ed esalta la cura estrema di ogni preparazione, da accompagnare con un’ottima selezione di vini locali e nazionali. L’albergo dispone di 51 camere e di un’ampia sala meeting. In estate il vasto parco diventa l’ambientazione ideale per banchetti, ricevimenti e matrimoni.
Per un tranquillo e piacevole soggiorno, ci sono 51 camere, confortevoli, dotate di tutti i più moderni servizi, con arredi estremamente curati e dettagli preziosi, pregiate stoffe e colori caldi e armoniosi. Mobili d’antiquariato e linee moderne si uniscono in perfetta armonia. Per chi cerca un soggiorno veramente speciale, sono disponibili le camere Madruzzo, ultime arrivate, per un soggiorno fra charme e relax, in stanze spaziose, dal design curato, con letti a somie o a baldacchino.
Rinomato per l’alta qualità delle sue proposte e per l’accoglienza di elevato standard internazionale, il ristorante dell’Hotel Villa Madruzzo propone una cucina di tradizione, senza rinunciare ad un’attenta selezione delle materie prime. Ampio menu del giorno e alla carta, piatti ricchi di fantasia e combinazioni sorprendenti, con variazioni di ricette tipiche del territorio trentino e le migliori pietanze della cucina classica italiana ed internazionale, senza dimenticare la selezione di vini e spumanti provenienti dalle più note cantine del Trentino e del territorio nazionale.
Relais Villa Madruzzo dispone di due sale riunioni per meeting e incontri di lavoro. La più grande, dotata di un moderno impianto di amplificazione, può ospitare circa 80 persone a platea, mentre la più piccola è ideale per una cerchia più ristretta di circa 15 persone. La Villa ha inoltre tre sale per banchetti da 50 coperti e una da 120.
La Villa è circondata da un parco con una vegetazione subtropicale secolare e una colorata moltitudini di fiori. In estate è possibile mangiare all’aperto, sulla fresca terrazza circondata dal verde del grande giardino, luogo ideale per banchetti, ricevimenti e matrimoni.
Villa di lusso negli Stati Uniti
Questa maestosa villa di lusso sorge a Hailey, nello stato dello Idaho, USA, dove occupa una posizione abbastanza alta, regalando così una privacy ai più alti livelli.
All’interno ci sono 6 camere da letto, tutte arredate con la massima attenzione nei dettagli con pezzi di grande qualità, capaci di assicurare un comfort senza compromessi agli ospiti.
Questa villa, oltre ad essere circonda dal verde più incontaminato, offre una spettacolare vista sui ruscelli e sulle cascate del Flying Heart Lake.
A due passi ci si possono trovare piste da sci, sentieri di trekking e mountain bike e molto altro ancora, ideale per il benessere, sia del corpo che della mente.
Lo stile dell’abitazione ha un aspetto quasi cinematografico, in grado di colpire lo sguardo e catturare i sensi anche dei più esigenti, fornendo loro il giusto connubio tra comfort e relax.
La villa di lusso in questione è attualmente in vendita su Jamelist al prezzo di 15 milioni di dollari.
Fonte: GoLook.it
Relais & Gourmet Maso Doss, vacanza tra i fitti boschi in Val Rendena
A metà strada fra Madonna di Campiglio e Pinzolo, il Relais & Gourmet Maso Doss si trova tra i fitti boschi di conifere del Parco Naturale Adamello Brenta, in Val Rendena. In estate e in inverno, le opportunità di una vacanza all’aria aperta non mancano mai. Dichiarate Patrimonio Naturale dell’Umanità dall’Unesco, le Dolomiti sono il teatro naturale dello sport vissuto a 360°, dallo sci alpino e nordico, alle numerose possibilità di escursioni, a piedi, in bici o a cavallo.
Il maso del Seicento, ristrutturato e mantenuto con amore, gusto e rispetto delle tradizioni trentine, si trova a Sant’Antonio di Mavignola, a 6 km da Madonna di Campiglio e da Pinzolo. Si tratta di un particolare hotel-relais di montagna, che offre un’esclusiva ospitalità, fatta di spazi e dettagli di raffinata semplicità e di attenzioni speciali per il singolo ospite, coccolato come in famiglia. Tutte le sere viene servito l’aperitivo davanti al camino acceso, seguito poi dalla cena nella suggestiva “stube”. Il relais si trova nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta, davanti alle imponenti pareti rocciose delle Dolomiti. Gli ospiti potranno effettuare in estate escursioni a piedi, nordic walking o mountain bike lungo i sentieri della Val Brenta e in inverno caspitrekking (racchette da neve), sci di fondo e sci alpinismo, ritrovando i ritmi e gli equilibri suggeriti dalla natura. Durante l’apertura dei rifugi (20/06–20/09), vengono organizzate con le guide alpine escursioni per scoprire paesaggi meravigliosi.
Un maso in tipico stile alpino ospita 6 confortevoli camere, arredate e rifinite in legno. L’atmosfera è sinceramente familiare, con gli accoglienti letti della nonna, i caldi piumini e le lenzuola ricamate a punto croce. Gli ambienti sono intimi, affascinanti, fatti di raffinata semplicità. Il tempo sembra davvero essersi fermato. Il maso è sicuramente la meta di soggiorno ideale per ogni coppia in cerca di momenti romantici e di relax.
I sapori sinceri di questo angolo incantevole fra le Dolomiti invitano alla scoperta di una cucina tipica e sincera. I piatti della tradizione trentina e i tanti spuntini vengono offerti in momenti di autentica convivialità, davanti al caminetto acceso. Aperitivi e stuzzichini sono arricchiti dalle freschissime verdure dell’orto, dai piccoli frutti e dai funghi dei boschi. Poi si va nella stube, per gustare i piatti della cucina nazionale e del territorio trentino.
Dopo una giornata sugli sci o sui sentieri del Trentino, niente di meglio di una rilassante sauna, a disposizione di tutti gli ospiti del relais.
Il Relais & Gourmet Maso Doss offre un contesto unico per il vostro matrimonio. Paesaggi naturali da togliere il fiato, all’ombra delle Dolomiti. Un ambiente unico, intimo e confortevole saprà coinvolgere e rendere indimenticabile l’evento. Lo staff di Maso Doss, con la collaborazione di esperte wedding planner, si occuperà di ogni attimo e di ogni particolare della cerimonia, del ricevimento e della luna di miele, tutti personalizzabili secondo le richieste della coppia. Per vivere un matrimonio da favola, in ambienti caldi e confortevoli, circondati da un panorama naturale di straordinario fascino.
Fonte: Dimore D’Epoca – Hotel di charme e dimore storiche
Duomo di Milano
Il Duomo di Milano, monumento simbolo del capoluogo lombardo, è dedicato a Santa Maria Nascente ed è situato nell’omonima piazza nel centro della città. È una tra le più celebri e complesse costruzioni gotiche del mondo.
Poche chiese, in Italia, hanno avuto una costruzione così lenta e complessa come la ebbe il Duomo di Milano. Non solo, ma l’erezione dell’imponente monumento fu una impresa che interessò non solo la Lombardia, ma tutta l’Italia. Fu infatti attraverso essa che lo stile gotico fiorito d’Oltrealpe penetrò in Milano e influenzò l’Italia intera. La sua elaborazione fu assai lenta: essa comprese infatti un arco lunghissimo di ben cinque secoli, pur rimanendo tuttavia fedele ai principi dell’arte gotica. Sul luogo dove sorgeva la basilica di Santa Maria Maggiore, del IX secolo, si iniziò nel 1387 la costruzione del Duomo, dedicato a Santa Maria Nascente; costruzione voluta dall’arcivescovo Antonio da Saluzzo ed appoggiata non solo da Gian Galeazzo Visconti, all’epoca signore della città, ma da tutto il popolo milanese. In quell’anno era ingegnere Simone da Orsenigo, circondato da numerosi maestri campionesi. È fuori di dubbio, tuttavia, che l’intero progetto del Duomo fosse opera di una sola mente, sicuramente di un maestro oltramontano, perché, nonostante l’avvicendarsi di numerosi architetti alla fabbrica, il Duomo ha mantenuto un carattere straordinariamente coerente, e questo carattere è tipicamente d’Oltralpe. Tuttavia, questi schemi gotici, nelle menti degli architetti italiani, persero la loro caratteristica oltramontana e acquistarono quella più tipicamente nostrana. Intorno a Simone da Orsenigo, i nomi dei grandi maestri della pietra: Marco “de Frixono” da Campione, Matteo da Campione, e il più grande Giovannino de’ Grassi. Nel 1389 Simone da Orsenigo fu rimosso dall’incarico e fu fatto venire da Parigi Nicola di Bonaventura, che fornì il disegno dei finestroni absidali, aperti a traforo. Poi anch’egli, giunto a Milano il 7 maggio 1389, fu licenziato il 31 luglio 1390. Maestri italiani e stranieri si susseguirono, avvicendandosi, nella fabbrica del Duomo: i tedeschi Giovanni da Friburgo, Enrico Parler da Gmunden, Giovanni da Fernach, e gli italiani Bernardo da Venezia, Gabriele Stornaloco, piacentino, Marco da Carona, Giovannino de’ Grassi e Giacomo da Campione. Questi ultimi due rimasero legati stabilmente alla fabbrica dal 1392 e dettero al nascente Duomo la loro impronta decisiva, quello stile “gotico fiorito”, caratterizzato dall’esuberanza decorativa.
Alla morte del grande maestro, il parigino Jean Mignot criticò aspramente i lavori ma, trovando l’opposizione di Bernardo da Venezia e di Bertolino da Novara, fu ben presto licenziato: è da questo momento che la fabbrica del Duomo di Milano verrà diretta esclusivamente da maestri italiani. Nel 1400 era a capo dei lavori Filippino degli Ugoni: a lui si deve il disegno dei capitelli, delle volte, dei terrazzi. Si lavorava alacremente, nella fabbrica del Duomo, tanto che, nel 1418 veniva consacrato l’altare maggiore da papa Martino V. Con la salita al potere, alla metà del ‘400, di Francesco Sforza, le arti conobbero un nuovo indirizzo. L’architettura milanese del ‘400, e quindi anche quella del Duomo, fu “siglata” dalle tre generazioni dei Solari: Giovanni, il figlio Guinforte, e il figlio di questi, Pier Antonio. Il genero di Guinforte, il grande Giovanni Antonio Amadeo, fu il vincitore del concorso indetto nel 1490 per l’erezione del tiburio: nonostante il “nuovo corso” rinascimentale che aveva preso l’arte, L’Amadeo fu strenuo difensore dell’unità gotica dell’editicio e completò il tiburio nel 1500. Dieci anni più tardi sorgeva, gotica anch’essa, la prima delle quattro guglie contigue. Intanto, la grande fiammata del “gotico fiorito” andava lentamente spegnendosi, vinta dal nuovo senso plastico delle forme teorizzato da Filarete, da Luca Francelli, da Francesco di Giorgi e da Leonardo, chiamati da tutta Italia per dare nuovi consigli e nuovi pareri sulla fabbrica del Duomo. Dopo un più che breve intervento tedesco, un maestro di Strasburgo chiamato nel 1482 da Gian Galeazzo Sforza, fu messo a capo dei lavori Pellegrino Pellegrini, detto anche Tibaldi, architetto preferito dall’arcivescovo Carlo Borromeo. Il Pellegrini dette subito un vigoroso impulso alla costruzione, progettando i disegni per il pavimento e per gli stalli del coro. Nel 1572 San Carlo riconsacrò il Duomo. Nel1585, alla partenza dei Pellegrini per la Spagna, ottenne di succedergli Martino Bassi e quindi Lelio Buzzi, già autore del progetto della Biblioteca Ambrosiana. Sotto l’arcivescovado dell’altro grande Borromeo, Federico, fu Fabio Mangoni a soprintendere la fabbrica del Duomo, a cui poi seguirono il Richini e il Quadrio. Nel XVIII secolo non erano ancora terminati i lavori. La guglia maggiore fu eretta dal 1765 al 1769 e la facciata, secondo le valide proposte del Pellegrini, fu compiuta negli anni fra il 1805 e il 1813. I lavori continuarono per tutto l’Ottocento, completando l’erezione delle guglie e le torri scalari intorno al tiburio. Ma tutta questa complessa costruzione ebbe sempre bisogno di vaste opere di restauro: la prima nel 1935 e la seconda, ben più complessa e più dolorosa, dopo i bombardamenti aerei del 1943. Durante l’ultimo restauro, fu rinnovato il pavimento, furono sostituite quelle statue e quegli elementi decorativi che più avevano sofferto le ferite della guerra. Infine, l’8 dicembre 1966, fu inaugurato il nuovo sagrato.
L’interno
I cinquantadue pilastri dividono le cinque navate e sorreggono le volte simulanti un traforo gotico; queste vennero dipinte verso la metà del 1800 da Alberti e Alessandro Sanquirico.
Il pavimento, su disegno originale del Pellegrini, è un intreccio di marmi chiari e scuri con disegni intersecantisi infinite volte.
Nella prima navata a destra si trova il sarcofago dell’Arcivescovo Ariberto da Intimiano, l’inventore del Carroccio, sormontato dal Crocefisso in lamine di rame dorato che il vescovo donò al monastero di San Dionigi. Un piccolo marmo seicentesco riporta un’iscrizione che ricorda Seguono i sarcofagi degli arcivescovi Ottone Visconti e Giovanni Visconti, opera di un maestro campionese del primo XIV secolo su due colonne in marmo rosso di Verona, e di Marco Carelli, un mecenate che alla fine del XIV secolo donò trentacinquemila ducati alla Fabbrica del Duomo per accelerare i lavori di costruzione.
Alla sesta campata vi sono tre magnifici altari del Pellegrini, sul primo dei quali si trova un pregevole quadro di Federico Zuccari: la “Visita di Sant’Agata in Carcere da parte di San Pietro”.
Notevole nel transetto destro è il monumento a Gian Giacomo Medici detto il Medeghino, opera di Leone Leoni, la cui l’effigie campeggia nel centro, circondata da statue e bassorilievi. Interessante l’adiacente altare rinascimentale di marmo, decorato con statue di rame dorato. Di fronte al Mausoleo Medici vi è il “pezzo” più celebre di tutto il Duomo: il famosissimo “San Bartolomeo Scorticato”, opera di Marco D’Agrate, con la pelle gettata come una stola sulle spalle e sul corpo.
Il complesso del presbiterio, capolavoro del Tardo Rinascimento milanese, è formato dal coro con i suoi stalli lignei, dal “Tempietto” del Pellegrini, dai due pulpiti dai ciclopici telamoni rivestiti di rame e di bronzo e dai due giganteschi organi.
Il deambulatorio corre intorno al coro, e vi si ammirano i portali delle due sacrestie, alcuni affreschi (fra i quali la “Vergine dell’Aiuto”) e la statua di Papa Martino V, opera quattrocentesca di Jacopino da Tradate.
Nel transetto si trova il “Candelabro Trivulzio” che consta di due parti: un piede, tutto un intreccio di viticci, vegetali, animali fantastici, attribuito a Nicolas de Verdun (XIII secolo) e uno slanciato stelo a sette braccia, a volute e ricami della metà del 1500.
Dopo altri tre altari di Pellegrino Tibaldi nella navata sinistra si trovano l’edicola “Tarchetta” dell’Amadeo, il monumento Arcimboldi dell’Alessi, romaniche figure di Apostoli in marmo rosso e infine il classicheggiante Battistero del Pellegrini.
La prima campata è attraversata dalla lista di marmo e bronzo della meridiana. Nel mese di novembre, periodo dedicato a San Carlo Borromeo, vengono esposti i teleri (i cosiddetti “Quadroni”) della vita del Santo, dipinti da un gruppo di artisti tra cui spiccano Cerano e Giulio Cesare Procaccini. I finestroni della cattedrale sono chiusi da vetrate istoriate che nascono col Duomo e furono via via implementate sino ai giorni.
La facciata
La facciata è una sedimentazione di secoli di architettura e scultura italiana, che va dal Tardo Rinascimento del Pellegrini al Barocco di Francesco Maria Richino, allo pseudo-gotico napoleonico dell’Acquisti. L’impostazione tardo-rinascimentale è del Pellegrini, anche se nei dettagli si intravede il barocco nascente e la mano del Richino. Su questa base s’innesta il coronamento pseudo-gotico richiesto agli architetti del 1800 da Napoleone Bonaparte in persona. Spiccano particolarmente le grandi statue relative all’Antico Testamento di Luigi Acquisti.
Il portale e l’esterno
Il portale mediano è disegnato dal Richini, arricchito da sculture di G.B. Crespi e completato da porte di bronzo moderne. Una passeggiata intorno alla cattedrale permette di apprezzare l’infinito numero di sculture, di doccioni, di guglie, di archi rampanti. Sopra la selva di guglie si eleva quella del tiburio, su cui nel XVIII secolo è stata posata la Madonnina dorata, simbolo della città.
Uno sguardo particolare merita l’abside, la parte più antica, e più avanti la quattrocentesca guglia Carelli, la prima ad essere costruita.
Il Museo del Duomo ripercorre la storia dell’edificio e ospita alcune opere d’arte collegate allo storico edificio.
Alcune misure del Duomo:
• altezza della Madonnina dal suolo: 108,50 metri;
• altezza della Madonnina: 4,16 metri[1];
• altezza della facciata centrale: 56,50 metri;
• altezza della navata maggiore: 45 metri;
• lunghezza esterna: 158 metri;
• lunghezza interna: 148 metri;
• lunghezza della facciata principale: 67,90 metri;
• larghezza interna delle 5 navate: 57,60 metri;
• larghezza esterna: 93 metri;
• larghezza interna: 66 metri;
• colonne interne: 52;
• guglie: 135[2];
• altezza delle colonne interne: 24 metri;
• diametro della colonne interne: 3,40 metri.
La meridiana
In vicinanza dell’ingresso del Duomo una striscia di ottone incassata nel pavimento attraversa la navata, risalendo per tre metri sulla parete di sinistra (a nord). Sulla parete rivolta a sud, ad una altezza di quasi 24 metri dal pavimento, è praticato un foro attraverso il quale, al mezzogiorno solare, un raggio di luce si proietta sulla striscia del pavimento.
Ai lati della linea metallica sono installate delle lastre di marmo indicanti i segni zodiacali con le date di ingresso del sole.
Lo strumento fu realizzato nel 1786 e modificato nel 1827 in seguito al rifacimento del pavimento del Duomo.
Fonte: Duomo
Golden Table, tavolo in oro 24 carati a Roberto Coin
Questo luccicante tavolo in oro 24 carati è la nuova creazione di Roberto Coin mirata al mercato di Dubai.
Si chiama Golden Table ed è l’occasione per la maison di alta gioielleria per lanciarsi nel settore dell’arredamento, giungendo subito ai più alti livelli.
La struttura del tavolo è in legno e acciaio, ricoperto poi da uno strato abbastanza spesso di oro 24 carati che lo fa arrivare ad un valore di oltre 36 mila dollari.
Il Golden Table è stato prodotto in edizione limitata di pochissimi pezzi, in vendita presso il Wafi Mall a Dubai.
All’interno del tavolo, inoltre, è nascosta anche una sorpresa che farà la felicità di tutti i più esigenti: un rubino di svariati carati.
Fonte: GoLook.it























