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Cryptex, nascondere segreti in un cilindro
Come ci dice Wikipedia, del Cryptex non esistono prove concrete del fatto che sia stato creato da Leonardo Da Vinci, come menzionato nel film e nel libro “Il Codice Da Vinci”. Il Cryptex inoltre ha un metodo di funzionamento abbastanza ambiguo. In teoria, se si cerca di aprirlo con la forza, la fiala di aceto al suo interno si romperebbe sciogliendo il manoscritto che contiene il segreto. Ma come dice Wikipedia in ogni caso rimangono 4 dubbi su di esso:
- Non è chiaro in che modo l’aceto possa dissolvere il messaggio, a meno che non si usino carte od inchiostri speciali.
- Il cryptex potrebbe essere aperto con una ricerca esaustiva: dedicando 8 ore al giorno per provare tutte le possibili combinazioni in modo meccanico, si riuscirebbe ad aprire il cilindro in meno di un anno (assumendo un alfabeto di 21 lettere e un tempo di un paio di secondi per ogni combinazione), ma si potrebbe essere fortunati e riuscire ad aprirlo molto prima. Comunque, dal racconto di Dan Brown, tale eventualità è allontanata dal fatto che si ha la conoscenza della riuscita della combinazione solo aprendo il Cryptex, ovvero tirandolo dalle estremità, se la forza esercitata è troppo forte si avrebbe comunque la rottura della fialetta.
- Moderni metodi quali i raggi X permetterebbero di esaminare la struttura interna del cilindro, e di ricavare la combinazione.
- Molto più semplicemente, si potrebbe mettere il cryptex nel frigorifero (od esporlo a rigide temperature invernali) per congelare l’aceto (che solidifica a -2 °C) ed aprirlo così con la forza bruta, senza bisogno di conoscerne la combinazione e senza pericolo di rovinare il papiro ivi contenuto.
Esiste veramente!
In realtà il Cryptex è un dispositivo comunque “creabile” e ci sono parecchi siti web che lo vendono. Ma prima mi volevo soffermare sulla ricerca di Flickr, cercando infatti su Flickr “Cryptex” compaiono molte foto di gente che lo possiede. Perchè? All’uscita del film Google organizzò una sorta torneo a puzzle, i primi 10.000 che superavano tutti e 24 i puzzle proposti avrebbero vinto una replica del Cryptex. Ecco spiegato chi possiede una copia uguale all’originale del Cryptex, ed ha ben pensato di pubblicarne delle foto su Google.
Quindi, dove potete acquistare un Cryptex? Il sito The Noble Collection ospita una pagina di prodotti dedicata al film il Codice Da Vinci, nella quale trovate anche il famigerato Cryptex. Il sito web Cryptex.org offre invece invece altri tipi di Cryptex, il cui funzionamento è però uguale.
Fonte: Skimbu
Marocco, libertà di stampa e governance
Fonte: My Amazighen
Un martedì per le donne… auguri da un principe arabo, Mohammad Ahmad
Auguri a tutte voi!!..Felice 8 marzo! Gli auguri sono di un Principe arabo, Mohannad Ahmad, attore e modello che incarna il look macho/dolce/sexy degli uomini mediorientali. Questa la frase che ha scritto sulla sua pagina Facebook che lascia intendere molte cose: “Ogni cosa accade per una ragione, Vivi, Ama, lascia che il tuo sorriso cambi il mondo, ma NON lasciare che il mondo cambi il tuo sorriso”.
Fonte: My Amazighen
Donne manager in Marocco
Quale posto per le donne nella funzione pubblica marocchina? Per rispondere a questa domanda, il Ministero della Modernizzazione del settore pubblico ha realizzato uno studio presentato ieri a Rabat. Le principali conclusioni sono che malgrado i numerosi sforzi di istituzionalizzare l’uguaglianza dei generi, il tasso di femminilizzazione è basso. Senza dimenticare alcune discriminazioni che persistono principalmente in posti di rilievo. Nel quadro della Giornata Mondiale della Donna, il Ministero ha organizzato ieri una giornata di studi dal titolo: “La partecipazione delle donne nelle decisioni delle amministrazioni pubbliche, leva fondamentale delle riforme e della modernizzazione”. Kaoutar Mdaghri Alaoui, capo della divisione dell’Osservatorio dell’impiego pubblico, ha presentato uno studioconsacrato allo spazio della donna nella funzione pubblica. Da questo studio si evince che tra il 2005 e il 2009, l’evoluzione del tasso di femminilizzazione dell’amministrazione pubblica e delle collettività locali, è passato dal 23,8% al 26%, con un aumento appena del 2%. In quattro anni. Negli ambienti rurali questo tasso è più basso: 10,6 contro il 27,4 degli ambienti urbani. Nei differenti dipartimenti ministeriali dove la proporzione globale del personale femminile è del 37%, risulta che in alcuni ambiti il personale femminile e superiore a quello maschile. E’ il caso del Dipartimento della Salute (53,8%) e dello Sviluppo Sociale (52,7%). In queste categorie, la Direzione Generale della Protezione Civile e laDirezione Generale della Sicurezza Nazionale, i dati peggiori: nel primo le donne sono appena il 4%della forza lavoro e nel secondo caso si arriva al 6%. Le donne con livello di quadro sono al 56,34% sul totale delle donne funzionario. Per quanto concerne i posti di alta responsabilità, le donne restano ancora poco rappresentate. Nell’amministrazione centrale, solo il 7,41% di loro sono state assunte nel 2009; un posto di segretaria generale e nessuna occupa quella di direttore generale. Negli annali si trovano numerose donne funzionarie con il titolo di “capo dei servizi” o di “direttore”. Con un tasso di femminilizzazione nella funzione pubblica del 40,77%, la regione della Grande- Casablanca e la più rosa, davanti a Rabat-Salè-Zemmour-Zaër (40,65%) e Doukkala-Abda (38,89%). Nella parte bassa troviamo le regioni di Guelmin-Smara (21,9%) e Boujdour-Sakia El Hamra (19,8%). Per quanto concerne lo status matrimoniale delle donne funzionario, quelle sposate sono la maggioranza (57,42%), seguite dalle single al 38,51%. Infine, il 60% delle donne funzionario hanno un età media oltre i 41 anni e il 30% di loro è sotto i 36 anni. Per spronare i diversi dipartimenti ministeriali a scendere in campo con delle misure che diano luogo ad una presa di coscienza nell’uguaglianza dei sessi, il Ministero della Modernizzazione dei settori pubblici ha creato un Comitato di Concertazione Interministeriale (CCI), costituito per ora da 15 dipartimenti ministeriali. L’obiettivo primario sarà quello di promuovere una cultura di equità e di uguaglianza nella funzione pubblica, vegliare sulla integrazione dell’uguaglianza dei sessi nei programmi e nei progetti di modernizzazione della funzione pubblica, principalmente quella relativa alla gestione delle risorse umane. Un bel regalo per l’8 marzo alle donne marocchine!
Fonte: My Amazighen
Nuovi effetti speciali a Hollywood per le catastrofi naturali
Credo che il numero di volte che ho visto la distruzione di una qualche città americana ad opera di catastrofi naturali di vario tipo (per non parlare di attacchi alieni o devastazioni virali) sia pressoché incalcolabile. L’industria cinematografica americana si è da sempre sbizzarrita (oltre che ad auto-distruggersi) nel produrre imponenti effetti speciali in grado di rendere i cataclismi quanto più realistici possibile, impiegando tutte le tecniche disponibili fino alle più moderne applicazioni digitali e tridimensionali.Fonte: Noisymag
Ma perché Sanremo è Sanremo? zzz
Sono le 9.14 e non ho ancorra dato un’occhiata agli ascolti della prima serata del Festival di Sanremo condotto da Gianni Morandi. L’attesa è terminata e, per essere incisivi, direi che gli spot andati in onda nelle ultime settimane fossero più divertenti delle battute pronunciate dai Fab 5 ieri sera. La prima cosa che mi viene in mente di dire agli organizzatori è: ma che bisogno c’è di raccattare ogni anno gli autori dei testi nei vari oratori di paese? Il ritmo è slow talmente slow che persino le lumache si addormentano. Sul palco Morandi non riesce a coordinare i suoi “valletti”, anche se un fremito riescono a provocarlo Luca e Paolo quando, ispirandosi a due comici come Berlusconi e Fini, cantano una canzone che in altri tempi li avrebbe fatti cacciare dall’Ariston. La Canalis che non è abituata a indossare abiti lunghi non fa altro che inciampare. Belen esce vincente per il semplice motivo che essendo capace – in realtà – gioca sul fatto che tutti la sottovalutino – non solo grazie al fidanzato, ma anche perché in Italia in tv non siamo abituati a vedere donne gnocche stellari e brave -. I cantanti, in buona parte stagionati, sono un inno alla gerontocrazia – si prega di cambiare l’articolo 1 della Costituzione. L’Italia è evidentemente una Repubblica fondata sulla tintura per capelli, sul Cuchident e sul Viagra -. La Clerici, già testimonial di Grand Soleil ambisce a diventare endorser di qualche cioccolatino della Ferrero e pertanto si è fiondata ieri già abbigliata da Rocher, con una figlia che la guardava attonita mentre recitava le parole di una canzone di Jovanotti. Il pensiero che ha attraversato la mente della piccolina è stato: “Mamma: basta canne a base di pomodoro secco e basilico. Vai in rehab!”. Ma veniamo all’abbigliamento dei cantanti. Per i veterani ha avuto la meglio il look della serie “SE FAMO DU’ SPAGHI IN PIZZERIA?”. Jeans, maglioni della nonna, magliettine e tshirt. La sacralità dell’Ariston è stata ampiamente superata – lo stesso Morandi si è presentato con una giacca sberluccicante dotata di catari frangenti. Probabilmente la usa anche alla mattina per correre sulle strade strette della riviera prima delle prove -.Fonte: Vivianamusumeciblog’s
Poopscape Project, riciclo creativo delle pellicole fotografiche
Vecchie nostalgiche pellicole fotografiche rimaste in disuso all’interno di vecchi cassetti, negativi dimenticati o addirittura abbandonati da anni in apposite scatole consunte dal tempo, strisce di celluloide affastellate con cura in apposite custodie sparute e ben catalogate in archivi appropriati lasciati a marcire nei meandri più ascosi dei nostri armadi, tornano vigorosamente alla luce, nonostante siano stati recentemente accantonati dalla fotografia moderna. Claire Chauvin, autrice del “Poopscape Project“, dimostra con estrema simpatia, non che audace inventiva, come sia possibile utilizzarne il materiale composito come attuale riciclo creativo dando origine a un progetto di puro bricolage creativo che amalgama il nostro passato con l’attuale presente utilizzando una semplice lampada in vetro sabbiato, colla specifica Mod Podge, in grado di impermeabilizzare la carta e, ovviamente, i nostri malinconici film, un cenno rispettoso per i tempi andati.
by Marius Creati
Le bambole in feltro di Audrey Kawasaki
Audrey Kawasaki, nota pittrice losangelina specializzata nella pittura a olio di ritratti e dipinti figurativi nei quali spesso ritrae immagini femminili di natura eterogenea, sperimentando l’innocenza, la sensualità e ultimamente anche dimensioni più ampie della creatività attraverso nuove forme di espressione artistica mediante incursioni specifiche nell’universo ludico dei plush toys, personalizzando in modo considerevole la realizzazione di bambole molto particolari, non che di elevata originalità. La sua bambolina imbottita é realizzata prettamente in feltro, nata da una simpatica idea come presente per un caro amico; ogni sua creazione é una piccola opera artigianale unica poiché mani e viso sono dipinti manualmente con colori a olio su tela, la tecnica del cucito delle sagome é spesso a taglio vivo con cuciture a vista. I suoi lavori sono spesso influenzati dal panorama dei manga o ispirati all’Art Nouveau, il suo stile espressivo neo romantico mediante traspira dai suoi volti un senso malinconico e uno sguardo dolcemente languido, sottolineando una profondità d’animo velata e percepibile. Attualmente l’artista non desidera fare delle sue creature un oggetto di lucro, quindi esse non sono disponibili per una eventuale compravendita.
by Marius Creati
L’arte del bagno (parte VI)
Il Furo é un bagno termale molto importante che arriva direttamente dal paese del sol levante, terra del sake e degli antichi samurai, il Giappone, legato alla filosofia millenaria dello Zen che identifica l’armonia interiore con la cura della persona fisica. La vasca da bagno viene riempita con acqua molto calda, circa 42°/45°, mentre si bagna il corpo usufruendo di una doccia tiepida preliminare; subito dopo si assapora soavemente il tepore del vapore rimanendo seduti sul bordi dell’apposito trogolo lasciandosi accarezzare dalle esalazioni calde che circondano l’ambiente mentre la calura rasserena il corpo e induce all’abbandono, il quale raggiunge il culmine con la subitanea immersione nell’acqua, arricchita con un’emulsione di succo di limone o di cedro, un dono munifico per se stessi se corredata con fettine lasciate a galleggio in superficie, un toccasana per la stimolazione della pelle.
by Marius Creati
L’arte del bagno (parte V)
La Banja é un bagno termale tipico della Russia e dei paesi Baltici, in passato molto amato dal grande scrittore Lev Tolstoj, il quale lo definì il piacere più intenso mai provato dopo l’amore. Di supporto immancabile la vasca da bagno empia di acqua molto calda nel quale si diluiscono oli essenziali rinfrescanti, ad esempio oli di abete bianco o di eucalipto, fatti scivolare su pietre roventi prima di immergervi il corpo alternando massaggi mozzafiato, effettuati dai piedi verso la testa impiegando appositi rammenti di ghiaccio, una manna per l’organismo e soprattutto per la fluidezza del sangue. Un’alternativa ideale per emulare gli effetti della banja, non avendo a disposizione pietre roventi sulle quali far sciogliere gli oli speziati, é quella di elevare la temperatura dell’acqua sui 38°/40° circa alterando bagni caldi aromatici corroboranti a intense pratiche massoterapeutiche basate sull’impiego di semplici cubetti di ghiaccio.
by Marius Creati



























