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Posts Tagged ‘Marrakech’

Marrakech, sviluppo medicale e turistico 2020

January 18, 2013 Leave a comment

clinica

Parliamo di una città e un villaggio turistico di lusso consacrato alla salute. Questo progetto, una première in Marocco, si inscrive nel quadro di un piano di sviluppo medicale e turistico 2020 dove la regione di Marrakech ha una posizione ponderante. Desiderosa di far parte di questa dinamica di crescita, questa città della salute, che ha per ambizione quella di occupare una parte della nicchia di turismo sanitario senior, vedrà la luce sul boulevard Mohammed VI a Marrakech. Il posizionamento del progetto all’interno dell’offerta mondiale si articola intorno al microclima eccezionale della città rossa, al suo urbanismo ispirato allo charme e ai valori della cultura arabo-berbera, oltre alla sua naturale vocazione orientata fondamentalmente verso uno sviluppo ecogreen duraturo. La città della salute è un concetto esclusivo basato sulla ricerca di una vita migliore, di un prolungamento della vita stessa in piena forma e al benessere totale della persona anziana. Situata davanti alle montagne dell’Atlas, questo complesso sanitario-alberghiero dista 10 mn dai percorsi di golf, dal cenro città e qualche minuto dall’aereoporto internazionale di Menara.   Il complesso comprende una clinica con 160 letti di classe internazionale su 11.500 mq coperti, 60 camere,7 blocchi operatori di ultima generazione con strumentazione tedesca Triumph, 3 day hospital con 24 letti, 1 reparto maternità con 3 blocchi e un servizio di neo-natologia, 2 blocchi d’urgenza, 1 servizio di radiologia e oncologia di 1.000 mq e alcuni servizi di laboratorio tra cui  dialisi e farmacia. Questa Città della Salute offrirà una cornice elegante e sicura, camere luminose e spaziose propizie a creare le condizioni psicologiche ideali dopo un intervento con una professionalità a dimensione umana e una grande qualità nelle cure mediche, spiega il gruppo Attaswik, Emirati Arabi, promotori del progetto.  Sul piano gastronomico, un personale qualificato sarà in grado di proporre le varie diete prescritte ai pazienti, personalizzate secondo le esigenze culturali e religiose di ognuno. La seconda parte della Città della Salute comprende un complesso alberghiero e immobiliare composto da una residenza con 40 suites di altissimo livello e 54appartamenti destinati ad accogliere i pazienti con lunghi decorsi clinici e pensionati. Questo complesso accoglierà allo stesso tempo le famiglie dei degenti della clinica. Un enorme terrazza panoramica con gianrdini pensili, un ristorante giardino davanti alla piscina oltre a tanti servizi di cure estetiche, di prevenzione integrata, che saranno a carattere specifico. In termini di ricaduta si prevede un rafforzamento della capacità ospedaliera e turistica della regione, la creazione di una clinica di cure e di prevenzione di nuova generazione con oltre 300 posti di lavori diretti, senza dimenticare l’iniezione in soldoni nell’economia locale dovuta in gran parte alla fiscalità.

Paolo Putasso

Fonte: My Amazighen

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Samanah Golf Club, vero desert golf a Marrakech

December 13, 2012 Leave a comment

Samanah Golf Club

Il Samanah Golf Club
Ultimo nato a Marrakech, il Samanah Golf Club è un campo da golf eccezionale, selettivo e senza trappole inutili. Per il piacere del gioco, gli ostacoli naturali non mancano: guadi, cascate, laghi, foreste di ulivi e cactus richiedono una buona strategia. Con l’Atlante in prospettiva, questo campo da golf offre non meno di cinque terreni diversi, sui quali sarà un piacere misurarsi.

Caratteristiche:
Numero di buche: 18
Par: 72
Lunghezza:
Nero: 6.735 m
Bianco: 6.342 m
Giallo: 6.092 m
Blue: 5.696 m
Rosso: 5.261 m
Servizi disponibili:
Terreno di allenamento, Terreno di allenamento coperto, Corsi di golf, Noleggio di club, Noleggio Vetturetta, Green di allenamento, Negozio, Riparazioni, Servizi igienici sul terreno, Punti d’acqua lungo il terreno, Snack bar sul terreno, Guardaroba / docce, Parcheggio, Scuola, Mappa del terreno, Carte du parcours.

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Royal Golf de Marrakech, esperienza sensoriale

December 13, 2012 Leave a comment

Royal Golf de Marrakech

Il Royal Golf de Marrakech
Il Royal Golf de Marrakech è stato uno dei campi da golf preferiti del re Hassan II. Ma anche di famosi giocatori come Winston Churchill, Lloyd George, Eisenhower… Progettato nel 1920 da Arnaud Massy, poi modernizzato, è stato realizzato pensando al piacere del gioco ai piedi delle cime innevate dell’Atlante. In questo ambiente, crescono cipressi, palme, eucalipti, ulivi, aranci, albicocchi… La gioia del gioco combinato al piacere dei sensi fanno di questo campo da golf un’esperienza indimenticabile.

Caratteristiche:
Numero di buche: 27
Par: 72
Lunghezza: 5.888 m
Servizi disponibili:
Pratice, Pratice su erba, Accademia leasbetter, Noleggio di club, Noleggio vetturetta, Putting green, Pro Shop, Riparazioni, Ristorante, Servizi igienici sul campo, Carte di credito accettate, Parcheggio, Lezioni di golf, Clubhouse, Guardaroba, Buggy, Caddies.

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Marrakech, bianchi riflessi in un mare rosa…

August 20, 2012 Leave a comment

Oggi è festa grande! Anche se l’Aïd el Fitr è una “piccola festa” (Aïd el Seghir) tutti, ma proprio tutti festeggiano la fine del Ramadan. Sono uscito per i vicoli della Medina e l’atmosfera è quella di certi Natali passati al paese, con la gente nella piazza che sorride, che parla, che vive, che dimentica per un giorno la povertà, le brutture della vita, i roghi, il terrorismo. Come in un Natale caldo è oggi Marrakech, si superano i 38 gradi, con le palme e la sabbia, come in un Presepe. Gli uomini oggi sono belli, si vestono di bianco, con le loro tuniche lunghe sino ai piedi, ricamate di fino, abbaglianti; tanti puntini luminosi, bianchi riflessi in un mare rosa, il colore della Medina di Marrakech e delle sue mura antiche. I visi sono rilassati, gli occhi neri brillano e sono lo sfondo a tanti sorrisi. Tutto èdifferente, tutto è cambiato da ieri, dall’inizio di agosto. Tutti, in cuor loro, si godono questa giornata che mette fine al sacrificio più grande, l’astinenza dal cibarsi, un pegno d’amore, che si trasforma in un patto di fede versoAllah. È  bella oggi Marrakech, con tutti questi riflessi bianchi in un mare rosa. Non la ricordavo cosi’ da tanto. Aïd Moubarak!

Fonte: My Amazighen

Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, innamorarsi nel cuore della Palmeraie di Marrakech

June 8, 2012 Leave a comment

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Nicolas Sarkozy e Carla Bruni hanno visitato il palazzo Antarès, una splendida dimora di 1500 mq nel cuore della Palmeraie di Marrakech, in vendita a 5 milioni di euro, durante il loro soggiorno a Marrakech. La coppia, secondo Le Point ha visitato per ben due volte la dimora ma non trapelano indiscrezioni sull’eventuale offerta ricevuta dall’agenzia che ha ribadito il suo più fermo no comment. Il Palais è situato nelle vicinanze del celebre Palais Rhoul (buenritiro  di Madonna prima che aquistasse la sua casa in Medina, di Kate Moss e Ruppert Everett; quest’ultimo si è  portato a Londra il bravissimo massaggiatore che lavorava nella SPA interna ) e avrebbe letteralmente incantato la ex-coppia presidenziale. Composta di 8 suites, un cinema e un salone di massaggi con hammam, il Palais Antarès ha una vista imprendibile sulla catena dell’Atlas, circondato da un parco e dispone di una piscina  e di un campo per il gioco del pentaque, considerato il migliore della città.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Yassine Jamali, una vita per lo Sloughi

May 29, 2012 Leave a comment

Vi presento l’allevamento del Dott. Jamali, veterinario, che vive a Kelaât El Sraghna, a circa 160 km da Marrakech verso Beni Mellal. Un luogo incantevole, arroccato su di una collina, con una barriera naturale data dal fiume più lungo del Marocco, l’oued Saïd. Qui vivono i suoi Sloughi, in libertà totale, eccetto qualche maschio particolarmente “fuggiasco”, seguendo i ritmi della natura. Oltre agli Sloughi il Dott. Jamali alleva, con successo, cavalli berberi e ne possiede una trentina. Da tanti anni lo sloughi è parte integrante della sua vita; profondo conoscitore ed esperto della razza, è un fiume di informazioni e di aneddoti. Il suo tipo è ovviamente il cane da lavoro, tout court, senza pero’ tralasciare la bellezza. Alcuni suoi cani sono tipicamente “marocchini“, altri seguono linee più estetiche ma mai esasperate dalla moda del momento o da qualche giudice particolarmente in voga. Sloughi importanti, con altezze sempre pero’ nello standard, toraci ampi per immagazzinare molta aria durante le corse o le battute di caccia, code lunghe che passando sotto le cosce devono risalire sul cane per raggiungere e superare le anche, rigorosamente con anello finale che, secondo l’esperto, è una caratteristica importantissima della razza a volte trascurata  e sottovalutata, che serve a bilanciare e far virare senza esitazioni  il cane durante i suoi tragitti. Molti suoi cani sono partiti per la Francia, per la Germania, il Belgio e il nord Europa, chiaro segno di una selezione ricercata e seria, professionale e mai a scopo di lucro. Lo sloughi prima di tutto, prima delle mode, dei successi personali , delle rivalità e dell’economia. Da lui ho appreso molto, nozioni importanti oltre uno standard di razza,  che mi hanno fatto capire e amare sempre di più questo superbo levriero che è oramai parte integrante della mia vita. Qui sotto un video del suo allevamento e per qualsiasi informazioni in merito scrivetemi.

Paolo Pautasso

Fonte: Lo Sloughi in Marocco

Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, soggiorno prolungato a Marrakech

May 23, 2012 Leave a comment

L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy e sua moglie  Carla Bruni sono in questi  giorni a Marrakech per una visita privata,  e soggiorneranno in una residenza messa a loro disposizione dal re Mohammed VI. La residenza in questione appartiene alla famiglia reale ed è situata nel cuore della Palmeraie di Marrakech, zona altamente V.I.P. ed esclusivissima, a circa 20 mn dalla città. Sarkozy è arrivato mercoledì scorso a Marrakech dopo la sua disfatta alle presidenziali 2012 che hanno visto vincere il socialista Françoise Hollande.   Un responsabile locale ha dichiarato che “la residenza dove Mr. Sarkozy risiede è riservata generalmente agli invitati del re. E’ molto discreta, fuori dalla portata dei giornalisti e fotografi, e l’ex presidente pratica regolarmente il suo jogging giornaliero nella Palmeraie, scortato dalle sue gurdie del corpo”. L’ex coppia presidenziale dovrebbe soggiornare a Marrakech per un periodo di circa 4 mesi.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Myah Bay Pool, nuovo concept di ristorante-piscina a Marrakech

May 18, 2012 Leave a comment

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New entry spettacolare per il Myah Bay, un nuovo concept di ristorante-piscina a Marrakech. Situato sulla strada che conduce all’aereoporto internazionale Menara, a pochi minuti dal quartiere VIP dell’Hivernage, questo beach-club è dotato della più grande piscina della città rossa (50 mt x 25 mt), completamente rivestita in granito nero. Ambiente branchés, come si dice qui, fashion a mille, arredamenti e cura dei particolari maniacali. La carta è interessante, con fusion di cucina marocchina e internazionale. Cito alcuni piatti notevoli: Foie gras al vino rosso, tartine di pane speziato e caramellizato ( 18 euro), zuppa di pollo con latte di cocco al ginger e  legumi croccanti (9 euro) e un dolcissimo  Paris Marrakech, crema leggera all’amlou (7 euro). Carta dei vini che comprende prestigiosi  vini locali e ovviamente una serie interminabile di vini francesi (da 12 euro a 70 euro). Per la piscina il  prezzo giornaliero per un lettino è di 15 euro, matrimoniale 30 euro; lo spazio Bed Espace VIP costa 220 euro a giornata (4 persone) e comprende tra l’altro, una bottiglia di Moët , insalata di frutta, coca cola e acqua a volontà.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Marrakech, art-de-vivre in stile marocchino

May 18, 2012 Leave a comment

A Marrakech esiste un’ art-de-vivre, un’eleganza, una raffinatezza che non si trova in alcun altro luogo, affermava già in tempi non sospetti l’interior- decorator Jaques Grange, folgorato dalle prime suggestioni di una tendenza che andava appena delineandosi all’ombra delle mura della città ocra. Erano gli anni ’60 quando il giovane architetto parigino venne chiamato alla corte di Yves Saint Laurent e Pierre Bergé per trasformare in reggia da Mille e una notte una vecchia dimora nel cuore della medina. Quello che sembrava il capriccio di un eccentrico stilista di moda si sarebbe rivelato la scintilla di un’infatuazione collettiva, diventata in breve tempo una fiamma che ha tuttora il potere di accendere l’immaginazione e la curiosità di chi si mette in viaggio verso le antiche città imperiali. Alla ricerca di quel mondo evocato da Grange che si materializza dietro i pesanti portoni di legno che celano al mondo la meravigliosa intimità dei Riad, le abitazioni tradizionali raccolte attorno a un patio che regalano l’illusione di vivere come un Pascià. Se infatti fino a qualche anno fa abitare in una sfarzosa dimora storica di Tangeri, Fès o Marrakech era un privilegio riservato soltanto a una facoltosa élite cosmopolita di artisti, scrittori, rockstar e stilisti, oggi chiunque può alloggiare in un Riad trasformato in un sontuoso hotel-boutique d’atmosfera e sentirsi parte di un sogno. Come conferma Charles Boccara, architetto tra i più quotati a Marrakech: “In Marocco, in ogni vecchia casa, per quanto modesta sia, si vive come in un palazzo. Ognuno dispone di un lembo di cielo tutto per se, può ascoltare il canto dell’acqua e respirare i profumi del gelsomino e dei fiori d’arancio“. Muri spogli e inaccessibili fiancheggiano gli intricati vicoli che formano il labirinto della medina, non una finestra nè un balcone si affacciano sulla via, nel rispetto della tradizione islamica che impone di non mostrare mai gli interni, che per nessun motivo devono “essere esposti alle offese della strada“. L’unica apertura è il massiccio portone, che peraltro resta sempre chiuso. Ma basta superarlo per accedere al patio in cui zampilla una fontana, ombreggiato da alberi di aranci e limoni. Un semplice cortile solo in apparenza: questo quadrato di verde, ombra e acqua fresca rievoca l’oasi, il riposo e la tranquillità domestica contrapposte alle insidie dell’esterno. Tutt’intorno, al piano terra, si aprono i locali di servizio, la cucina, la sala da pranzo, a volte l’Hammam: per andare da una stanza all’altra si attraversa il patio, esaltandone cosi’ il ruolo di centro della casa, di fulcro della convivialità familiare, la piazza domestica. Al piano superiore si trovano invece le camere da letto raccordate da una balconata con la balaustra in legno di cedro finemente cesellata che ricorda i mousharabi, i pannelli dietro cui sultane e cortigiane osservavano, non viste, la vita sottostante. Il tetto, nella migliore tradizione mediterranea, è sostituito da terrazzi, formidabili punti di osservazione sulla medina che dall’alto appare come un impenetrabile labirinto “forato” da centinaia di giardini lussureggianti. Un tessuto urbano unico, più volte minacciato dall’inarrestabile avanzata della modernità. Paradossalmente, ai tempi del protettorato fu proprio il modernizzatore maresciallo di Francia Louis Hubret Lyautey a graziare in extremis (ma pure ad abbandonare al loro destino) i centri storici con un decreto che imponeva la costruzione in zone separate di nuovi quartieri (villes nouvelles) di stampo occidentale per la borghesia e i commerci. La medina, sempre più fatiscente, diventò così il ghetto della povera gente, fino alla recente rinascita, dovuta in gran parte all’ondata di immigrazione di lusso proveniente dall’Europa e dal Nordamerica. Ceduti dai vecchi residenti che sciamano verso le feroci urbanizzazioni periferiche, i Riad si trasformano in confortevoli dimore, maison d’hôtes e ristoranti; nella sola Marrakech si calcola che negli ultimi anni la metamorfosi abbia interessato non meno di 800 edifici. Molte di queste ristrutturazioni portano la firma e il tocco minimalista di Quentin Wilbaux, architetto belga titolare di un agenzia: “La città vecchia sta vivendo una seconda giovinezza. Chi investe in un Riad non acquista soltanto una casa di vacanza, ma partecipa al tempo stesso al progetto di recupero architettonico di questo centro storico tutelato dall’Unesco“. Ma non solo. Le ristrutturazioni condotte nel rispetto della tradizione contribuiscono a dare un nuovo impulso agli antichi mestieri artigianali e a salvare un patrimonio di competenze che rischiava di andare perduto, se non fosse stato trasmesso alle nuove generazioni di maâlem (capomastri). Il merito della riscoperta e della conseguente rivalutazione di molte di queste tecniche millenarie va a Bill Willis, il più famoso interior- decorators di Marrakech, oggi scomparso, dove è approdato negli anni ’60 da Memphis, Tennessee, al seguito del miliardario Paul Getty. È lui l’incontrastato maître-à-penser di quello stile marocchino etnochic, raffinato ed esotico, che amalgama sapientemente influenze arabe, amazigh, andaluse, e dettagli art déco, eredità francese; il tutto filtrato da un gusto occidentale contemporaneo e uptodate. Oltre alle ville e ai riad privati dei ricchi e famosi che Willis ha allestito come fossero set hollywoodiani, apoteosi di questo stile è il ristorante Dar Yacout di Marrakech, ambientato nell’antica residenza del governatore della Ville Rouge. Il mix di tendenze e influenze è quindi il segreto del nuovo stile marocchino, che si fonda sul privilegio di poter attingere a piene mani nel ricco artigianato dei souks. Impossibile immaginare la medina di Marrakech senza l’inarrestabile attivismo di ebanisti, ottonai, tessitori, conciatori, tintori e fabbri impegnati a creare arredi e oggetti d’arte che riflettono una tradizione secolare, pur adeguandosi a criteri estetici in continua evoluzione. Come conferma anche Renè Gast, tra gli organizzatori di Riad Art Expo di Marrakech, il primo salone del paese dedicato all’art-de-vivre: “Da Parigi a New York, lo stile marocchino è ammirato e imitato, al punto da essere considerato un modello più che una moda passeggera. Dalla cucina alle tradizioni, ciò che si definisce l’art-de-vivre marocchina si sta facendo strada un po’ ovunque, mentre l’artigianato continua ad evolversi senza perdere la propria identità. È la prova, nel caso ve ne fosse bisogno, che questa cultura è tra le più vivaci al mondo“.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Marrakech, top ten delle destinazioni mondiali

May 11, 2012 Leave a comment

Marrakech è la sesta migliore destinazione turistica al mondo, dopo Londra, New York, Roma, Parigi e S. Francisco. Una classifica redatta dal sito di viaggi Trip Advisor, posiziona la città rossa davanti a Istambul, Barcellona o ancora Berlino. Il sondaggio realizzato con il coinvolgimento di migliaia di viaggiatori registrati su Trip Advisor, referenza mondiale in termini di recensioni turistiche, rappresenta una pubblicità gigantesca per Marrakech, che si sta risollevando a fatica dall’attentato del Caffè Argana e dalla crisi economica mondiale. Nella città i professionisti del settore restano divisi su questa notizia; alcuni stimano che i tempi in cui la città registrava dei tassi di occupazione al 95% sono finiti e purtroppo queste considerazioni sono suffragate dalle cifre che descrivono tassi di occupazione che arrivano a malapena intorno al 50% e che gli arrivi hanno registrato una caduta del 64%  rispetto al 2010. I mercati in sofferenza?  Il principale in termini di presenze;  la Francia. A ruota l’Italia e  la Spagna. A livello nazionale (domestic) , l’anno 2011 si è chiuso con un – 10%. Per questo 2012, partito drammaticamente, i professionisti dell’ONTM (Ufficio Nazionale Turismo Marocchino)  non si attendono dei miracoli, neppure con l’aiuto di TripAdvisor.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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