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L’Arabesque a Milano, profumo di défilé d’alta moda
Cuervo y Sobrinos alla coppa Milano Sanremo
Fonte: BlogModa
Lanvin, nuova boutique a Milano
Lanvin ha aperto il suo primo store italiano nel celebre “Quadrilatero della moda” milanese.Sotto la direzione artistica di Alber Elbaz, Lanvin sta continuandno ad espandersi in Europa e ha scelto di aprire un punto vendita nel cuore del capoluogo lombardo, indiscussa capitale internazionale del fashion system.La boutique occupa il primo piano di un meraviglioso edificio d’epoca e si estende su una superficie di oltre 100 metri quadrati all’angolo tra via della Spiga e via Santo Spirito, entrambe templi del lusso cittadino.Thierry Andretta, AD di Lanvin, spiega così la scelta di aprire uno store a Milano: “Siamo davvero felici di insediarci nel cuore della seconda capitale del lusso, l’unica che mancava al nostro network commerciale. L’edificio d’epoca che ospita la boutique ci ricorda la nostra storica location di Fauburg Saint-Honoré a Parigi. L’Italia è un mercato importante per noi, soprattutto in vista delle prossime aperture di Roma e Bologna”.Come per ogni altro nuovo punto vendita, Alber Elbaz e il suo time hanno preso ispirazione dalla città stessa per creare un’atmosfera unica e suggestiva e in questo caso sono stati la Scala e il Duomo, oltre ovviamente alla moda, a ispirare i dettagli architettonici dello spazio.La boutique invita ogni donna a condividere il sogno che Lanvin propone alle sue clienti.
Luca Micheletto
Fonte: Luuk Magazine
Carlo Pignatelli, nuovo showroom a Milano per shoes and bags
Fonte: BlogModa
Nespresso, terza boutique a Milano
Nespresso ha inaugurato lo scorso 16 dicembre una nuova Boutique italiana con un evento in grande stile.Fonte: Luuk Magazine
Sermoneta gloves riconquista via della Spiga di Milano
Fonte: Luuk Magazine
Grey Goose, debutto a Milano per la Christmas Boutique
Fonte: Luuk Magazine
Tramontano apre a Milano
Fonte: BlogModa
Ethimo a Milano, eleganza, armonia e colore
Dedicato agli amanti dell’arredamento en plein air, lo showroom di Ethimo é uno spazio moderno e colorato con 3 vetrine su corso Magenta e 6 su via Brisa, a Milano. Tradizione, contemporaneità e innovazione, caratteristiche primarie dello stile Ethimo, sono legate da un fil rouge ad armonia e colore, anime autentiche della Maison.
Quattro collezioni accolgono il visitatore in un ambiente sobrio e raffinato: la linea Teak, minimal e naturale; la linea Teak Colour caratterizzata da toni caldi e delicati; la linea Metallo, informale, giovane e divertente; la linea Fibra per un giardino sempre elegante e confortevole.
Dalla poltroncina Clessidra alla sdraio Elle, dalla sedia Flower al tavolo Friend, una volta entrati nell’universo Ethimo, sarà impossibile resistere al richiamo di un catalogo vivente fatto di atmosfere colorate e rilassanti.
Lo showroom é diviso in tre aree: l’area dedicata alla linea Teak e alla linea Teak Colour, l’area Metallo e l’area Fibra. Un vero e proprio viaggio per scoprire la filosofia e il concept di Ethimo.
Fonte: Luuk Magazine
La moda uomo riscopre Marrakech
Dopo Gucci a Milano (vedi anche alla Cat.Arte & Design – Marrakech Bho Style) oggi è la volta del grande e istrionico Jean Paul Gaultier che come fondale della passerella ha ricreato un Hammam marocchino con tanto di uomini intenti a farsi massaggiare da marcantoni nerboruti vestiti (svestiti) di un semplice asciugamano arrotolato sui fianchi, da manuale di omoerotismo. Lo stilista con questa collezione ha reso grazia a Marrakech (ho avuto il piacere di ammirare il suo spettacolare Riad situato dietro la Place Jemaa el Fna, a Mouassine, uno scrigno di bellezza e di antichità) e al suo indiscusso padrino, Yves Saint Laurent (da una nuvola di vapore esce la sua immagine allampanata, accompagnato dalla sua musa androgina Betty Catroux, splendido giocattolo per uomini indecisi) e ai mitici anni ’70 della Ville Rouge, anni di trasgressione, di libertà assoluta, di ”joie de vivre” alimentata da una libertà sessuale senza freni. Un orda di uomini selvaggi, a volte barbuti con lunghi boccoli neri, nuovi splendidi talebani senza armi del terzo millennio, lontani dagli stereotipi delle sfilate di questi ultimi anni, hanno indossato splendide sahariane in cuoio (tocco Gaultier per la sua feticistica passione della pelle), caftani o jellaba color fango alternati a cotoni egizi candidi che ricordano le camicie da smoking e geniali babouche in cuoio nero stringate. Il finale della sfilata, occhiali 3d obbligatori per un effetto “funghi allucinogeni“, ha visto i boys dell’Hammam percorrere la pedana in slip abbinati a tuniche slim o gilet, a piedi nudi o infraditi colorati. Ancora una volta in pochi giorni, dopo Gucci a Milano, Marrakech entra nel circuito internazionale della moda, con souvenirs di di una città mitizzata (Paul Getty, Agnelli, YSL ecc..) che forse non esiste più o esiste ancora in piccola parte (per pochi eletti !), bella e psichedelica, libertina e trendy, glamour e sexy.
Fonte: My Amazighen




























