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Ma perché Sanremo è Sanremo? zzz

February 16, 2011 Leave a comment
Sono le 9.14 e non ho ancorra dato un’occhiata agli ascolti della prima serata del Festival di Sanremo condotto da Gianni Morandi. L’attesa è terminata e, per essere incisivi, direi che gli spot andati in onda nelle ultime settimane fossero più divertenti delle battute pronunciate dai Fab 5 ieri sera.  La prima cosa che mi viene in mente di dire agli organizzatori è: ma che bisogno c’è di raccattare ogni anno gli autori dei testi nei vari oratori di paese? Il ritmo è slow talmente slow che persino le lumache si addormentano. Sul palco Morandi non riesce a coordinare i suoi “valletti”, anche se un fremito riescono a provocarlo Luca e Paolo quando, ispirandosi a due comici come Berlusconi e Fini, cantano una canzone che in altri tempi li avrebbe fatti cacciare dall’Ariston. La Canalis che non è abituata a indossare abiti lunghi non fa altro che inciampare. Belen esce vincente per il semplice motivo che essendo capace – in realtà – gioca sul fatto che tutti la sottovalutino – non solo grazie al fidanzato, ma anche perché in Italia in tv non siamo abituati a vedere donne gnocche stellari e brave -. I cantanti, in buona parte stagionati, sono un inno alla gerontocrazia – si prega di cambiare l’articolo 1 della Costituzione. L’Italia è evidentemente una Repubblica fondata sulla tintura per capelli, sul Cuchident e sul Viagra -. La Clerici, già testimonial di Grand Soleil ambisce a diventare endorser di qualche cioccolatino della Ferrero e pertanto si è fiondata ieri già abbigliata da Rocher, con una figlia che la guardava attonita mentre recitava le parole di una canzone di Jovanotti. Il pensiero che ha attraversato la mente della piccolina è stato: “Mamma: basta canne a base di pomodoro secco e basilico. Vai in rehab!”.  Ma veniamo all’abbigliamento dei cantanti. Per i veterani ha avuto la meglio il look della serie “SE FAMO DU’ SPAGHI IN PIZZERIA?”. Jeans, maglioni della nonna, magliettine e tshirt. La sacralità dell’Ariston è stata ampiamente superata – lo stesso Morandi si è presentato con una giacca sberluccicante dotata di catari frangenti. Probabilmente la usa anche alla mattina per correre sulle strade strette della riviera prima delle prove -.
Anna Oxa – in versione The Ring – ha ostentato un taglio manga.
Anna Tatangelo ha ostentato un look all’Anna Oxa di Un’emozione da poco in salsa melodica diventando ufficialmente la nuova Orietta Berti: nota icona gay.
Max Pezzali ha cantato con gli occhi sbarrati: pensava di esibirsi allo Zecchino D’Oro, si è trovato invece davanti a un pubblico di matusa in abito da sera e non vedendo il Mago Zurlì si è spaventato.
Davide Van Desfroos ha ostentato un look alla Lapo. Lapo lo ha visto in televisione, è rimasto folgorato, non tanto perché non ha capito una parola della canzone, del resto neanche i Lumbard l’hanno capita – per altro Lapo avrebbe avuto difficoltà anche se fosse stata eseguita in italiano -, ma dall’outfit del Van Desfroos e ha deciso quindi di lanciare il brand “Laghée indipendent”, con tanto di circolo privato sulla spiaggia di Rivabella di Lecco.
I numerosi bottoni avvistati sulla giacca di Albano hanno distratto l’attenzione dall’ascolto della canzone del suddetto cantante – fiu -.
L’unica vera novità del Festival al tempo del 2.0 è che Facebook ha creato gruppi di ascolto in cui le battute al vetriolo e molto divertenti si sprecano. Ecco, suggerisco agli organizzatori della kermesse, il prossimo anno, di andare attingere lì gli autori.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

 

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