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Gastronomia, chef star sempre più divi delle celebrities
Food GLI CHEF PIU’ DIVI DELLE STAR
Il cibo è un espressione culturale poiché, come sosteneva l’antropologo Claude Lévi-Strauss, non è buono quello che è buono da mangiare, ma è buono quello che è buono da pensare. Il che significa che cibo e pensiero sono tra loro legati e che il primo non viene accettato se il secondo non ne sancisce l’accettabilità da un punto di vista culturale.
L’individuo ha sviluppato nel tempo una crescente consapevolezza alimentare (che si sposa anche a una crescente attenzione alla salute e quindi a ciò che si mangia), dispone di un patrimonio di conoscenze ricco e articolato sugli alimenti, un sapere che coinvolge tutta la filiera alimentare dalla raccolta delle materie prime allo smaltimento dei rifiuti. Il cibo ha dunque smesso da tempo di essere percepito quale semplice strumento di sostentamento: sempre di più gli vengono riconosciute le diverse forme di cui si veste di volta in volta e quindi cibo spettacolo, simbolo, cura, socialità, comunicazione. In particolare, la spettacolarizzazione del cibo ha contribuito alla caratterizzazione in senso mitico della figura dello chef che è di fatto divenuto una star. La trasformazione dei cuochi in chef, degli chef in imprenditori e di questi in star, come giustamente sottolinea la nota giornalista enogastronomica Fiammetta Fadda (nonché giudice nella trasmissione televisiva di La7d “Cuochi e fiamme”), inizia nel 1972 con la nascita della nouvelle cuisine e del piatto firmato, come quadro, dal suo autore. Grazie dunque, lo ripetiamo, alla identificazione della figura dello chef con quella dell’artista, dell’imprenditore e del divo cresce il fascino di questa professione presso i giovani a tal punto che in dieci anni, tra il 2002 e il 2012, le sole scuole alberghiere statali sono passate da 223 a 348, e gli iscritti da 117.000 a 158.000. E del resto gli sbocchi professionali sono numerosi e “concreti”. Si moltiplicano al di là di master, accademie esclusive e corsi di laurea, anche i “semplici” corsi di cucina frequentati non tanto per consolidare o migliorare le proprie abilità domestiche, ma come mezzo per esprimere se stessi, per il desiderio/piacere di creare, per acquisire la capacità di trasformare gli ingredienti in un’opera premiante tanto per la vista quanto per il palato. Indubbiamente la tv ha giocato in questo un ruolo non da poco. Si pensi, ad esempio, a “Masterchef” il cui successo ha fatto di un talent show un fenomeno di costume e dei suoi protagonisti, i giudici (Bruno Barbieri, Carlo Cracco e Joe Bastianich), acclamate star da prendere a modello per una scelta di vita.
In particolare, Carlo Cracco è divenuto uno degli uomini più inseguiti dai giornali di gossip finendo su diverse copertine (tra cui quella scabrosa per GQ http://magazine.excite.it/carlo-cracco-e-la-modella-svestita-su-gq-critiche-incomprensibili-N131998.html) e trasformandosi dunque, a tutti gli effetti, in un personaggio mediatico di grande attrazione al pari dei calciatori. Sì perché all’estetica del cibo ormai sovente si accompagna la bellezza dello chef altro esempio, in tal senso, Alessandro Borghese alto e bruno conduttore di trasmissioni successo su Sky e La 7. (a cura di Mariangela Polesana)
Fonte: VM-Mag
Sarenza, fatturato in aumento realizzato nel 2012
Sarenza conferma la propria leadership europea segnando un +30% rispetto al 2011 con un fatturato di 131 milioni di euro realizzati nel 2012. Non solo: il gruppo francese che distribuisce online calzature e borse ha già segnato nel 2013, nei primi 10 giorni di gennaio un incremento del 53%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo così 6 milioni di calzature vendute in tutta Europa. In una nota distribuita dall’azienda, il ceo di Sarenza Stephane Treppoz ha spiegato che l’Italia è uno dei paesi più trainanti e performanti d’Europa e per questo è prevista una crescita imponente per il 2013.
Fonte: VM-Mag
Speciale bags, primavera tra colore e lussuose trasparenze
Speciale bags: TRA COLORE E TRASPARENZE VA IN SCENA LA NUOVA PRIMAVERA
La primavera è alle porte. L’aria frizzantina e il sole tiepido ci ricordano che presto abbandoneremo maglioni e cappotti per regalarci giacche dai toni pastello, t-shirt essenziali e sovrapposizioni leggere. E gli accessori? Nuova vita anche per scarpe gioielli e naturalmente borse. La moda primavera/estate 2013 propone grandi contrasti. Dai colori alle forme fino ai materiali, la parola d’ordine è libertà: di stile e di espressione. Tra gioco e seduzione sfilano maxi bag, pochette, clutch e tracolle dall’alloure romantica che nascondono un carattere decisamente rock. Interessanti combinazioni sempre nuove e mai noiose che alternano toni fluo a colori più scuri per Burberry che presentala la sua The Blaze, una borsa a mano color rosa fulvo in viscosa e seta (€ 1595.00). Speetway, brand hand made opera di Francesca Avesani, propone invece la borsa giorno LouLou bag, comoda e pratica da portare a mano o a spalla rosa fluo (prezzo su richiesta).
In linea con il trend di stagione che prevede l’utilizzo di colori pastello, leggeri e romantici, Elena Ghisellini presenta la nuova raffinata proposta per la primavera/estate 2013“azzurro total look”. L’ormai famosa borsa Dalia, pochette con tracolla a catena, viene arricchita dalle ironiche e misteriose orecchie da gatto nella nuance polverosa effetto acquerello (€ 625.00). Stessa tonalità per la Sicily Soft Bag di Dolce&Gabbana (€ 1550.00).
Toni pastello anche per la Bad-Belle Bag di N° 21 (€ 500,00) con tracolla e inserti in metallo. Più capiente e decisamente da giorno il bauletto in pelle da portare a mano soft pink (da Veronik in zona Brera a Milano).
Borsa in PVC. La plastica è la vera tendenza per la prossima primavera alle porte: un tripudio di luce, trasparenza e colore. La propongono Furla in un crescendo di cromie e sfumature nella nuova Candy Sunset (€ 280.00) e Burberry con la The Blaze arancione papavero in PVC e rifiniture di pelle di serpente (€ 2195,00)
Per le occasioni più sofisticate e glam la borsa più adatta resta sempre la pochette. Le intenditrici sofisticate che indossano pezzi ricercati, non potranno fare a meno della clutch modello SYLVIE di Paula Cademartori ( €775,00). Le borse a mano hanno forme squadrate come quella proposta da Cinti, piccola in eco pelle rosa e tempestata di borchie (€ 59,00); oppure buste morbide dai colori neutri come quella lanciata da Marni, particolare grazie all’unione di due elementi uniti da bottini, è perfetta anche per il giorno (€ 430,00) o infine forme geometriche con legami esoterici con l’alchimia, come quella di Simone Rainer (€ 540)
Bella e buona è la Pinko Konso, una borsa a mano in canvas stampato effetto zebra parte della collezione Pinko bag for Ethiopia (€ 58.00) ( a cura di Daniela Compassi)
Fonte: VM-Mag
Fratelli Rossetti, prima boutique a Taipei in Taiwan
E’ sbarcata per la prima volta a Taipei a Taiwan la prima boutique firmata Fratelli Rossetti. Il prestigioso avvenimento ha avuto luogo lo scorso 15 marzo. Alla presenza di Diego Rossetti, presidente le marchio, lo spazio di circa 100 mq è stato aperto a un gruppo selezionato di ospiti, tra cui la modella Annie Chen e l’attore George Hu. Il nuovo concept della boutique, elaborato dall’architetto francese François Muracciole e già sviluppato nei flagship store di Milano in via Montenapoleone 1 e di Parigi in rue Saint Honoré 237, è ispirato all’essenza del mestiere artigiano. L’apertura di Taipei fa parte di un importante piano di espansione del marchio rivolto verso il mercato asiatico, che ha già visto le inaugurazioni di 7 boutique fra Cina ed Hong Kong, prevede di arrivare a 50 entro il 2017.
Fonte: VM-Mag
Beautiful Color Make Up, nuovo make up di Elizabeth Arden
Nuovo packaging per i classici del make up firmati Elizabeth Arden. I prodotti si vestono di nuovo con un look contemporaneo e luxury. Prodotti che sono divenuti ormai dei veri e propri must have, sono stati resi unici grazie a un nuovo design, elegante e raffinato, e trasformati in autentici tesori da mostrare e portare sempre con sè. Il concetto di Total Beauty Experience, creato da Miss Arden all’inizio del secolo scorso, vive ora anche nei nuovissimi packaging della collezione Beautiful Color Make Up: coffretoro e argento, d’ispirazione Art Décocon la Red Door del marchio applicata come sigillo. La rivoluzione attuata dal marchio americano con la linea skincare Visible Difference giunge anche al make up: questo lo stile Elizabeth Arden del nuovo millennio.
Fonte: VM-Mag
“Chime for change”, iniziativa solidale per le donne da Gucci
Gucci si rivolge alle donne con un progetto chiamato “Chime for change”, volto a rendere ogni donna consapevole della propria forza. Un iniziativa solidale presentata a Los Angeles da Salma Hayek Pinault durante Tedx Women a Long Beach in California. “The supreme price” è il trailer che racconta il vero senso di “Chime fot change”, prodotto e diretto da Joanna Lipper e un video accompagnato dalle note della favolosa Beyoncè, che è la co-fondatrice nonché testimonial dell’iniziativa insieme con Frida Giannini. Questa campagna sarà distribuita soprattutto sui social network grazie alla collaborazione di Facebook che si è proposto come partner del progetto insieme alla fondazione Bill & Melinda Gates, Hearst Magazine e Huffingoton Post e Catapult, una piattaforma che dà ampio spazio a tutte le iniziative colte al miglioramento delle condizioni delle donne e delle bambine. Gucci si impegna da sempre nelle tematiche sociali che riguardano le bambine e le donne, in particolare attraverso una partnership con UNICEF nata sette anni fa per sostenere l’istruzione delle giovani donne. Inoltre, il marchio ha fondato due premi per le donne nel cinema: lo Spotlighting Women Documentary Award insieme al Tribeca Film Institute e il Gucci Award for Women in Cinema insieme al Mostra del Cinema di Venezia. (Melania Perri)
Fonte: VM-Mag
Intervista di Viviana Musumeci a Elisabetta Franchi, art director del brand omonimo
Elisabetta Franchi è un brand del pret à porter Made in Italy, ma è anche una donna estremamente forte e volitiva che ha creduto nel proprio talento e nelle proprie capacità imprenditoriali tanto da portare al successo un’azienda che oggi ha un business sempre in crescita e che continua a studiare, progettare e produrre i propri capi a Granarolo alle porte di Bologna, in un quartier generale immerso nella campagna dove la sede si estende su 6000 metri quadrati di bellezza moderna e funzionale. Una realtà, quella di Elisabetta Franchi che oggi conta 130 dipendenti diretti e un migliaio nell’indotto; che ha raggiunto, nel 2011 un fatturato di 103 milioni di euro e un utile di 18 e 500 circa, e nel 2012 un fatturato di 115 milioni.
Viviana Musumeci ha intervistato Elisabetta Franchi.
V.M.: Come si è avvicinata alla moda?
E.F.: Fin da piccola ho avuto la passione per la moda. Poi crescendo, ho liberato la mia creatività, che insieme all’eleganza e alla femminilità, hanno portato alla nascita del ELISABETTA FRANCHI.
V.M.: Quali erano gli obiettivi quando l’ha fondata e cosa è cambiato?
E.F.: Quando ho fondato la mia azienda, non avevo obiettivi di business, ma semplicemente fare quello che amavo fare: seguire la mia passione. E’ cambiato solo il modo di lavorare. Quando la tua passione, che ho avuto la fortuna di trasformare in lavoro, si trasforma in business, capisci che hai tantissime responsabilità,scadenze da rispettare e ritmi serrati.
V.M.: Quali sono le tendenze del mercato per il 2013? A quanto ammonta la quota del mercato italiano e a quanto quella straniera?
E.F.: Nei prossimi mesi ci saranno nuove aperture, in Europa, con Lisbona e Amsterdam, e in Indonesia, con Jakarta. Attualmente il 65% del fatturato è realizzato in Italia e il restante 35% all’estero. L’obiettivo è quello di invertire il fatturato italiano con quello estero nel giro di due anni.
V.M.: Qual è il legame tra l’azienda e il territorio in cui è nata?
E.F.: Il legame che esiste fra me e la mia azienda può essere paragonato al legame prezioso che ha una madre con il proprio figlio. Se devo pensare al legame con “la mia terra”, dico che sono italiana e tutte le mie creazioni, tutto quello che è nato e ho costruito oggi, rispecchia perfettamente il gusto del Made in Italy.
V.M.: Mi può anticipare delle novità?
E.F.: Il progetto al quale stiamo lavorando è quello di “aggredire” il Far East con nuove aperture e consolidare i mercati come il Medio Oriente e la Russia.
V.M.: Lei è in attesa di un figlio? E’ un maschio o una femmina? E che nome ha scelto?
E.F.: Il figlio che aspetto sarà un maschio e si chiamerà Leone, forte come la sua mamma.
Fonte: VM-Mag
B.live, nuovo brand socialmente costruttivo da Fondazione Magica Cleme e Ass. Bianca Garavaglia
L’altra faccia della moda. Quella della passione, del lavoro, dell’orgoglio. Fatta non da professionisti ma da ragazzi che hanno le stesse capacità. Anzi. Forse questi giovani possiedono una marcia in più: hanno il coraggio di agire. Sono i piccoli pazienti dell’istituto dei tumori di Milano. B.live è il nome del nuovo brand. Una linea fresca, colorata e soprattutto costruita giorno dopo giorno con la forza di chi non si arrende. Il progetto è stato realizzato dalla Fondazione Magica Cleme in collaborazione con l’associazione Bianca Garavaglia. Adolescenti malati che da “pazienti-modello” incollati ai letti dell’ospedale si sono trasformati in sarti e stilisti di successo. Hanno abbandonato la vita sedentaria per alzarsi a studiare la passerella, le luci, le modelle. Hanno disegnato tutto ciò che avevano in mente. Si sono messi su un tavolo a tagliare e cucire. E ce l’hanno fatta. A dicembre scorso sono riusciti ad organizzare una vera sfilata. Stilisti, un make artist ed imprenditori del settore li hanno guidati con laboratori e corsi di formazione, ma lo straordinario successo della collezione viene dalla loro forza. Continuare a vivere, a sognare. Questo è il messaggio che gli adolescenti malati di cancro vogliono far arrivare a tutti. E ci stanno riuscendo molto bene. Più di mille le persone erano presenti alla sfilata e dal 23 aprile gli abiti saranno in vendita insieme ad un libro che racconta la loro avventura. Credere e vivere. Credere per vivere. B.live rappresenta il coraggio di andare avanti, di lottare anche nelle situazioni più difficili. B.live è la voglia di credere in se stessi senza filtri, senza dover pensare, un giorno, di smettere.(Giulia Pezzolesi)
Fonte: VM-Mag
Furla, inaugurazione nuovo flagship store di Piazza Duomo a Milano
A pochi giorni dalla fine della fashion week, Furla ha inaugurato nei giorni scorsi a Milano in piazza Duomo il suo nuovo flagship. 400 persone sono accorse a festeggiare l’evento, avvenuto, in ordine cronologico dopo l’opening di Hong Kong, Beijing, Mumbai, Dubai, Macao e Parigi. Tra i vip presenti:Olivia Palermo, Teresa Missoni, Malika Ayane, Cristina Chiabotto, Roland Frasch (President of Saks Fifth Avenue), Filippa Lagerback, Gaddo della Gherardesca, Giovanni Gastel, Saturnino Celani, Elio Fiorucci e blogger internazionali come Phil Oh, Gala Gonzales, Susie Lau, Tommy Ton, Eleonora Carisi e Face Hunter questi alcuni dei nomi del parterre internazionale presente. Lo spazio si connota per un mix di tradizione e innovazione raffinato ed elegante.
Fonte: VM-Mag
Fred Perry, capsule iper femminile con tocchi sangallo per la primavera estate 2013
Non rinuncia allo sportswear Fred Perry, ma la prossima collezione p/e 2013 la dedica a una donna più femminile e meno sportiva con una capsule di polo dal gusto british, con tocchi di ricami in sangallo, utilizzati per decorare il collo in tessuto o le maniche da portare e mixare a cardigan e pull.
Fonte: VM-Mag























