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Archive for the ‘Itinerari’ Category

Legoland dell’Asia, primo parco tematico in Malesia

APRE IL PRIMO PARCO TEMATICO LEGOLAND IN MALESIA

Quando il gioco diventa realtà

Milano, 12 aprile 2011 –  Aprirà nel 2012 in Malesia il primo parco tematico Legoland dell’Asia.

Questa nuova installazione, che occuperà una superficie di circa 31 ettari, sorgerà nello stato di Johor, nel sud della Malesia, nella regione del Medini Iskandar, un’area in forte sviluppo grazie anche al progetto Iskandar Malaysia.

Parte di un progetto globale, il parco tematico di Legoland sarà del tutto simile ai quattro parchi già realizzati nelle città di Billund, Windsor, Deutschland, California, seppur con qualche plus aggiuntivo. Progettato per le famiglie con bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni, interamente ispirato alle costruzioni LEGO® che da sempre intrattengono grandi e piccini, il parco offrirà alle famiglie l’opportunità di volare con la fantasia e di vivere in prima persona un esperienza LEGO® grazie alle innumerevoli iniziative presenti. In particolare sarà possibile cimentarsi in un mix unico di prove di costruzione, scoprire modelli LEGO® spettacolari, attrazioni interattive e giostre per famiglie.

Come testimoniano i dati riscontrati negli ultimi anni dall’Ente del turismo della Malesia, le famiglie con bambini sono un target in forte crescita. Questo dato è confermato anche da Iscom Group, attraverso il dossier “Osservatorio sul Turismo Giovanile 2011”  italiano che ha evidenziato alcuni dati interessanti. In particolare, emerge che il 76,3% delle famiglie italiane nei primi mesi del 2010, ha fatto almeno una vacanza di 4 giorni. Questo segmento di mercato è stimato di oltre 2 milioni di famiglie, con nuclei medi composti da 3 o 4 persone, con una propensione alla vacanza del 47,5% sul totale della popolazione nazioanle. Altro dato rilevante è il tipo di vacanza e di attività effettuata durante la vacanza: per quanto riguarda il segmento dei parchi tematici si rileva un incremento al 5% sul totale rispetto al 2009.

L’apertura di Legoland si rivela, quindi, una mossa strategica di grande successo che contribuirà in maniera significativa all’incremento del numero di viaggiatori internazionali in Malesia. I parchi a tema hanno, infatti, la forza di attrarre grossi volumi di nuovi visitatori, nonché di aumentare la permanenza e la spesa dei repeaters, generando un forte impulso allo sviluppo dell’economia locale che sarà sostenuto anche dalla creazione di 5.000 nuovi posti lavoro.

Questa nuova iniziativa sul territorio malese si propone con l’obbiettivo di essere generatore di sviluppo economico per il Paese e nuova fonte di attrazione per il turismo nazionale e internazionale.

Fonte: Turismo Malasia Italia

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Royal Air Maroc low-cost!

April 8, 2011 Leave a comment


Un andata semplice Casa-Marrakech a partire da 450 dh (40 euro circa), un Casa-Laâyoune a 650 dh! Buon motivo per una gita o per viaggi professionali. Una vera rottura quella che annuncia la RAM, presentando una nuova politica tariffaria per i suoi voli nazionali. I giochi di questa nuova strategia sono iniziati partendo dalle cifre sviluppate tra il 2008 e il 2010 con un traffico interno che supera il 15% del fatturato e con oltre 390.000 passeggeri, in un forte contesto di concorrenza internazionale dei low-cost. Quindi la politica della RAM è differenziare. Per certe destinazioni come Dakla o Guelmim, le regioni apporteranno un quota-finanziamento, in questo modo la compagnia potrà rientrare delle spese o comunque di limitare le perdite nel caso di un debole di tasso di occupazione, e le regioni potranno sviluppare le loro attrattive economiche e turistiche. Globalmente, le nuove offerte della Ram, che sono partite il 4 aprile, comprendono diverse innovazioni. Primo, una tariffa semplice da Casablanca verso 11 città del Marocco (Tangeri, Marrakech, Essaouira, Agadir, Fès, Oujda…) a partire da 450 dh e di 650 dh verso Dakhla e Laâyoune. La compagnia precisa che è “a partire da..” ma rassicurano che i posti disponibili a quei prezzi saranno oltre il 50%, secondo la destinazione e la stagione. Inoltre sono previste tariffe diversificate per bambini, anziani e gruppi. Le tariffe gruppo ad esempio, offrono un decalage dal secondo partecipante in poi: se il primo paga 450 dh il secondo passerà a 420 dh, il terzo a 390 dh e cosi’ via. Per accompagnare questa nuova visione, la compagnia ha aumentato le sue frequenze in modo considerevole: Casablanca e le città di Dakhla, Ouarzazate, Laâyoune, Fès e Tangeri sono ormai collegate quotidianamente, oltre ai 230 voli settimanali da e verso Casablanca e le città del Reame con  relative 30 trasversali tra quest’ultime.

Fonte: My Amazighen

 

Feria de rosas de Sant Jordi… festa di draghi, cavalieri, rose e libri a Barcellona

La leggenda più popolare della Catalunya racconta che nei pressi di Montblanc viveva un terribile dragone che devastava campi e prati e che nessun guerriero era riuscito ad uccidere.

Per placare l’ira del drago si sorteggiava periodicamente uno sfortunato cittadino che finiva nelle affamate fauci dell’orribile creatura. Un giorno il destino volle che toccasse alla figlia del Re che pena l’ira del popolo, non poté ovviamente astenersi dal sacrificio. Prima che la bella fanciulla venisse addentata dall’animale, comparve però un coraggioso cavaliere che sconfisse il Dragone uccidendolo e salvando la fortunata. Secondo la tradizione, dal sangue del drago fiorirono delle splendide rose rosse che il cavaliere innamorato donò alla Principessa.

A partire dal XV secolo  ogni 23 Aprile la regione catalana festeggia la Feria de rosas de Sant Jordi.

Se in passato era tradizione regalare rose oggi la festa si è arrichita di altri elementi divenendo una straordinaria espressione di cultura popolare. La celebrazione consiste nel regalare un libro o una rosa ad una persona particolarmente amata. Generalmente le coppie si scambiano il dono, l’uomo dona la rosa alla consorte che lo ricambia con un libro. La Festa di San Jordie va perciò a fondersi con quella del libro, che commemora il 23 Aprile come data della morte di due grandi della Letteratura. Miguel de Cervantes e William Shakespeare.

Cammino negli ampi marciapiedi della larghissima avenida Diagonal, diretto verso La Rambla. Anche qui, in questo quartiere di uffici e residenze di lusso, il percorso è costellato di ragazzi e ragazze coi banchetti di rose rosse, che offrono ai passanti regalando sorrisi. Sorrisi veri, dolci, come gentile (anzi, cortese ) è l’atmosfera che si respira. Poi incontro i primi stand di libri, tende che espongono volumi, ma anche tavoli coi cartellini ordinati dei nomi degli autori che, nel corso della giornata, si succederanno per firmare libri ai lettori. Ma all’ennesima offerta di rose mi accorgo di essere commosso. Il taxista il giorno prima mi aveva avvertito: «Quello di domani, è qui il giorno più bello dell’anno. Noi non festeggiamo san Valentino, ma san Jordi». È la festa dell’amore, questa è la verità – anche se è nota al mondo come la festa dei libri e delle rose. Beppe Sebaste

Oggi il  successo è l’entusiasmo di questa festa che fa innamorare chiunque la viva e che ha il proprio cuore a Barcellona hanno conquistato anche altri paesi tra cui la nostra Italia. Anche quest’anno una nave carica di libri, scrittori e appassionati salperà da Civitavecchia alla volta della splendida capitale catalana e  molte città italiane festeggiano con chioschi di libri e bancarelle di rose. Molto a  malincuore questo 23 Aprile non potremo a essere a Barcellona. E allora perchè non viaggiare giocando? Ecco perchè Barcellona e /o la Spagna saranno la terza tappa di Giochiamo a Viaggiare.

Siete pronti a respirare il profumo delle rose? Per chi vuole partire davvero… Crociera letteraria

Fonte: Impatto Globale

 

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Maratona delle Sabbie 2011

March 25, 2011 Leave a comment

Oltre 900 concorrenti di cui 138 donne, con un età che varia tra i 17 e i 79 anni, in rappresentanza di 42 nazionalità, parteciperanno alla 26° edizione della Maratona delle Sabbie, prevista dal 1 al 11 aprile prossimo, nel magico paesaggio del deserto marocchino. Sette giorni durante i quali i maratoneti dovranno essere autosufficienti, gestire al meglio gli sforzi, la fatica e riposo, affrontando a volte delle temperature che si avvicinano ai 48° con tempeste di sabbia che rendono la visibilità nulla. Questa affascinante maratona venne creata nel 1986 ed ha riunito, in 25 edizioni, oltre 11.000 concorrenti. Un appuntamento imperdibile per i nuovi Indiana Jones, per i patiti della resistenza e dei fautori della conoscenza dei propri limiti. Questa prova sportiva di altissimi livello, anno dopo anno, grazie anche all’Alto Patrocinio di SAR Mohammed VI, sta conoscendo un successo unico in tutto il pianeta. I partecipanti dovranno percorrere 250 km in stile libero, ripartiti in sei tappe da 20 a 80 km, tra cui una no-stop da percorrere di notte. Questo periplo sarà seguito da 400 persone di  cui 50 medici, 30 specialisti in logistica e 28 controllori e i test antidoping saranno effettuati conformemente alle norme della Federazione internazionale di atletica (AAF). Questa edizione avrà una copertura mediatica in oltre 200 paesi ed avrà una forte componente solidale e  sociale nelle città di Tinghir e a Zagora. Secondo gli organizzatori, la competizione vedrà contendersi il titolo tra il marocchino Lahcen Ahnsai, autore di 10 vittorie, e numerosi pretendenti che arriveranno dalla Spagna, dalla Francia, dall’Italia e dalla Giordania. Il Marocco sarà rappresentato da 24 concorrenti.  Un dispositivo di trasmissione satellitare sarà messo a disposizione per i giudici che potranno cosi’ avere la posizione esatta dei partecipanti che sarà visulizzata su di una piattaforma web online. L’itinerario di questa maratona, una delle più difficili al mondo, vedrà situazioni differenti come piste, palmeti, montagne, fiumi e deserto.

Fonte: My Amazighen

 

Budapest, gioiello brillante del Danubio

Atmosfera internazionale a Budapest dal 18 marzo al 3 aprile per il Festival di Primavera: in questi giorni si susseguiranno nella capitale ungherese interessanti esibizioni di personaggi determinanti per la vita artistica del mondo.
Durante il Festival piazza Vörösmarty ospiterà una mostra mercato dell’artigianato, degustazioni gastronomiche della cucina tradizionale e un serie di programmi all’aperto.
Il Festival sarà solo il punto di partenza per la scoperta di questa città ricca di musei, gallerie e attrattive turistiche.
La Casa del Terrore (Terror Háza), il Museo di Belle Arti (Szépművészeti Múzeum), la Galleria Nazionale Ungherese (Magyar Nemzeti Galéria), il Museo Nazionale Ungherese (Magyar Nemzeti Múzeum), il Museo di arte contemporanea Ludwig (Ludwig Múzeum) sono solo alcune delle tappe classiche della scoperta di Budapest.
Con la guida Lonely Planet di Budapest sarà possibile scoprire i must della capitale ungherese e alternare passeggiate a shopping, musei a gallerie, architettura art nouveau a rilassanti pause termali.
Albergo di lusso a un costo contenuto? Con l’offerta “Winter Invitation”, Kempinski Corvinus propone tre notti al prezzo di due.
Per chi ama, invece, vivere la città da perfetto cittadino, 7 Seasons Apartments sarà la soluzione ideale per sentirsi a Budapest come a casa.
I luoghi cool non mancano in questa città dei mille volti: il Leroy Café propone piatti europei curati, il ristorante Menza regala pause piacevoli in un ambiente dal gusto retrò, il New York Café, cuore del New York Palace del Boscolo Group, considerato in passato “il caffé più bello del mondo” é un luogo suggestivo e pieno di storia.
Per una sosta benessere da non perdere il Bagno Termale Gellert, per uno shopping dai mille volti vale una visita la galleria Magma, per un’esperienza più tradizionale via Váci propone una vasta offerta di prodotti di lusso di marche internazionali.
Il Mercato Centrale é un ottimo posto per gustare alcune prelibatezze della cucina ungherese, come salsicce e “pálinka”.
Budapest, con il suo cuore pulsante, sarà una bella scoperta.
Con Wizz Air é possibile raggiungere la capitale ungherese a tariffe vantaggiose.
7 SEASONS APARTMENTS: http://www.7seasonsapartments.com
NEW YORK CAFÉ’: http://www.boscolohotels.com
BAGNO TERMALE GELLER: http://www.gellertbath.com
Barbara Micheletto Spadini

 

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Sotto la pioggia..il panico marrakchis!

March 16, 2011 Leave a comment

I marrakchis (abitanti di Marrakech) sono frivoli, si sà. E’ il solo luogo al mondo dove è possibile incrociare delle persone in anorak in pieno mese di agosto, con 40° gradi all’ombra. E’ tutto vero, non invento nulla, sono qui tutto l’anno. Infatti, sotto i loro molteplici strati di vestiti, riescono a sviluppare i loro propri microclimi e macerare in una marinata personale, intima e refrigerante. L’inadattabilità dei marrakchis prende una piega spettacolare nei giorni di pioggia, come in questi giorni. Il minimo temporale semina il panico e il caos nella città. Come tutti i marocchini, i marrakchis, traumatizzati dalle loro estati aride, amano la pioggia. I primi acquazzoni della primavera sono accolti con crisi di gioia. Tutti si felicitano mutualmente, alzano le mani al cielo per ringraziare il Signore… poi alzano le mani allo stesso Signore per chiedergli di aiutarli a rientrare vivi alle proprie case. Marrakech non è una città fatta per le pioggie torrenziale. I tombini della città saltano con il primo acquazzone e le strade si inondano in un colpo d’occhio, regalando un allure da naufragio titanico (fuorviante… per Londra… deve prendere la prima a destra!). Quando poi tutto termina, grandi pozzanghere dimorano ovunque. In un paio di settimane vengono assorbite dal terreno perché, in effetti, le Autorità della città sono ecologisti puri e duri, e mai e poi mai interferiranno con il corso della Natura, che necessità di tempo per il lavoro di evaporazione. Intristiti dalle loro scarpe fradicie, i marrakchis soccombono all’ambiente da Apocalisse. Un consenso tacito vaga nella città, trasmettendo la necessità di uno stato d’emergenza. Il nuovo codice stradale è abolito (ove fosse praticato!) e nuovi codici “polite” entrano in vigore, come: ”Permettemi di tagliarvi la strada e rigare con la mia moto la vostra auto, siete amabile!”, oppure “hops, perdonatemi di avervi completamente inondato di acqua (sporca), ho un leggero ritardo e non ho proprio capito che stavo entrando in questo piccolo lago di montagna!“,  e via dicendo. Il già flebile diritto della strada ai pedoni è sospeso a tempo inderteminato e tutti i bipedi che si trovano in strada sono da considerarsi come “nemici combattenti“. Se, per sfortuna, alla pioggia si uniscono tuoni e lampi la città diventa lo scenario di un isteria collettiva, considerando che molti negozianti chiudono i loro negozi prima dell’orario abituale perché, terrorizzati dai lampi, i dipendenti si rifiutano di lavorare, senza contare gli svenimenti! . La prima pioggia dell’anno poi, riveste un carattere ancor più pittoresco, oserei dire näif: i lunghi mesi di aridità lasciano sull’asfalto uno spesso strato formato anche da grasso e la pioggia trasforma questa schifezza in un liquido oleoso, saponato e scivoloso, particolarmente feroce per le due ruote. Non è raro quindi vedere delle moto che si lanciano in spettacolari scivolate in mezzo a bus e camion. E’ una sorta di “Holiday on Ice“, gigante e improvvisato, uno spettacolo che potrebbe essere divertente se non togliesse la vita, ogni anno, a decine di conducenti di moto. L’incoscienza poi di chi cerca rifugio nella medina, creando ingorghi cinematografici, è pari ai fiumi di acqua che si riversano nelle piccole stradine intasate. La sola cosa da fare a Marrakech quando piove è restarsene a casa, o in Hôtel. E’ l’occasione buona per utilizzare il camino (vedi che serve a Marrakech!), ascoltando la pioggia che picchia contro i vetri delle finestre, dissertando dottamente, con i piedi asciutti, sui benefici della pioggia in Marocco.

Fonte: My Amazighen

 

Marocco, turismo alle stelle

March 14, 2011 Leave a comment

L’attività turistica ha iniziato l’anno 2011 con delle performances eccezionali. Questa evoluzione si è accentuata in un contesto segnato dalle forti tensioni politiche che cavalcano il mondo arabo e l’Africa del nord in particolare (Tunisa, Egitto, Libia, Yemen, Baharain ecc..).In primis, la rivoluzione dei Gelsomini in Tunisia, seguita da quella egiziana e  a seguire   tutte le manifestazioni nel mondo arabo, non hanno avuto incidenze sugli arrivi dei turisti con destinazione Marocco. Un indicatore che spiega bene la percezione positiva dei turisti e dei tour operators sul Marocco. Questa tendenza positiva è ancora valida per il mese di febbraio anche se il test si avrà per le prenotazioni di Pasqua.  Gennaio ha visto un incremento di turisti del 15% rispetto allo stesso mese del 2010 e un incremento del 19% sulle notti occupate. Agadir si è accaparrata il 30% del totale con oltre 1.000 notti addizionali (+35%). Il trend è continuato su Marrakech (+12%), Casablanca (+13%), Rabat (+15%) e Ouarzazate (+11%). Incrementi meno importanti si sono avuti a Fés e a Tangeri con rispettivamente un +4 e un +7%. In media, il tasso di occupazione delle camere si è situato ointorno al 39% nel mese di gennaio. Come  paesi emettitori la sorpresa è l’Italia che ha contribuito al full degli Hotels (39%), seguito dalla Germania (25%), i francesi con il 25% e il resto agli spagnoli, in ultima posizione. Per il primo mese dell’anno qualcosa come 1,06 milioni di passeggeri internazionali hanno transitato negli aereoporti marocchini e di questi più della metà all’aereoporto Mohammed V di Casablanca; segue Marrakech e Agadir. Sul fatturato, mese di gennaio parlando, si è visto un incremento del 9,3%,  che da 3,5 miliardi di Dh nel gennaio   2010 si è portato a 3,8 miliardi nel 2011. Sul fronte tunisino, diretto concorrente del Marocco, da segnalare la bella idea relativa al marketing per rilanciare l’attività turistica del paese scosso dalle turbolenze politiche dei mesi scorsi. Gli slogan principali del 2011 sono : “Venite ad investire in un paese 100% democratico !” e  ”Venite a sentire il profumo di  gelsomino“. Originali i tunisini!

Fonte: My Amazighen

 

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Marocco, welcome to Ouallywood!

March 8, 2011 Leave a comment

Una luce straordinaria, paesaggi diversificati, tariffe competitive…Ouarzazate seduce sempre più i professionisti della settima arte. In certi periodi dell’anno è sufficiente passeggiare per le vie della città per capire cosa si sta girando. Qualche tempo fa si incontravano, cosa inabituale, tantissimi barbuti, che erano figuranti per un film che si svolgeva in Afganistan. Qui, gli abitanti vivono al ritmo del cinema e la città è in fermento per una mega-produzione che partirà nel mese di marzo, il sequel di “Alien“ con la regia di Ridley Scoot, che dopo aver girato qui “Il Gladiatore” nel 2000 è diventato un habitué del Marocco, creandosi la fama di regista che paga bene i figuranti e i primis per la sua gentilezza. Gli ingressi economici dei films sono diventate delle risorse essenziali non solo per la capitale del cinema del sud marocchino, Ouallywood, cosi’ battezzata recentemente dal Financial Time, ma per tutto il reame nel suo insieme. Uno dei più grandi studios di Ouarazazate non si è dato per vinto davanti alla recente crisi economica mondiale e ha sfoderato la sua professionalità diventanto in assoluto il più grande studio open air del mondo. Situato tra la città, arrivando da Marrakech, e tra la strada delle Kasbah, lo studio CLA è uno dei più recenti; propone dal 2005 due plateaux, i più importanti d’Africa, che permettono anche riprese in interni. In questa struttura sono presenti scenografie impressionanti, tra cui un bacino d’acqua che permette di simulare scene in alto mare, vestigia delle riprese di un remake di Ben-Hur per la televisione. Creato nel 1985 possiede da numerosi anni un allure spettacolare. Si entra attraverso una muraglia che ricorda quella di Marrakech e ci si trova al cospetto di enormi statue egiziane incrostate. Servirono alla scenografia di Missione Cleopatra, il grande successo della serie Asterix, girato a Ouarzazate nel 2001. All’interno, si puo’ visitare un quartiere di Gerusalemme (resti delle scenografie di Kingdom of Heaven, di Ridley Scott), un tempio tibetano (utilizzato per le scene di Kundun, di Martin Scorzese) o ancora alcune costruzioni romane (per telefilms italiani). Questi elementi di decoro impressionanti sono inseriti in 160 ettari di terreno semi-desertico che possiede lo studio da molto tempo. La quasi inesistenza di pioggia permette di conservare i più spettacolari mentre gli altri vengono distrutti dopo le riprese. Le autorità comunque intendono proseguire sulla strada della sinergia tra cinema e turismo con la manifestazione Moviemed, una serie incontri per attirare visitatori avidi di ritrovare dal vivo le scenografie dei films celebri che amano. Un museo del cinema colmo di vestigia e di materiali di ogni epoca è stato recentemente aperto nel cuore della città per offrire una retrospettiva importante di tutti films che sono stati girati nella Hollywood del Marocco. Ouarzazate, che letteralmente significa ”senza rumore” in berbero (da qualche tempo è anche chiamata ”silenzio, si gira !“) aumenta di anno in anno la sua vocazione di città internazionale del cinema, grazie a una serie di fattori quali la luce, spazi immensi e paesaggi diversificati con, il deserto dietro l’angolo (deserto di pietra,hammada), e poco più lontano il deserto di dune , e ancora lo sfondo di montagne innevate e edifici spettacolari come il celeberrimo Aït Benhaddou, ksar fortificato medioevale, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Ma oltre a questi capolavori della natura sono le ”risorse umane“” competenti e sempre disponibili, come alcun artigiani locali abituati a costruire scenografie e costumi.  Molti i tecnici preparati del cinema diventati ancor più professionali, e grazie alla composizione multietnica della popolazione, figuranti in numero illimitato capaci di incarnare uomini e donne di origini diverse e di tutte le epoche. Un accenno anche al sostegno dello stato, che facilita a livello burocratico i lavori e garantisce una libertà di creazione, pensiamo a Sex and the City 2 censurato a Abou Dabi e girato poi nelle sue scene più bollenti in Marocco. E last but no least, delle tariffe molto attrattive; il costo delle riprese scende di molti punti percentuale rispetto all’Europa, sino al 40% meno e oltre il 60% rispetto agli USA. E i risultati di queste politiche sono evidenti: secondo M.me Saloua Zouiten del Centro cinematografico marocchino (CCM), il Marocco ha accolto tra il 2006 e il 2010 le riprese di 140 produzioni per un investimento di 250 milioni di euro, con una media di 50 milioni annui.  L’indotto ha di fatto creato diverse società con sede a Casablanca, Marrakech, Tangeri e Ouarzazate che organizzano e propongono i loro servizi alle società di produzione americane o europee.

Fonte: My Amazighen

 

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Le meravigliose pareti illuminate del Grand Canyon (parte III)

La luce voluminosa del giorno inizia dignitosamente il suo brillante percorso in discesa verso la cruda notte, lungo il passaggio ripido delle vaste aperture rocciose, sopra la coppa del maestoso monumento, tinteggianti variopinti bagliori dorati sotto l’influenza dei minuti colpi solari, versando l’ombra dell’oscurità sui ciglioni più in basso al calar della tenebra vespertina. Alzando lo sguardo al fulgore invitante della tiepida stella infuocata ancora rovente si nutre una sensazione di rinnovamento durante il lento cammino di risalita lungo la nuda penombra assiepata intorno al sentiero dirupato.

Osservare le pareti del Canyon mentre si viene illuminati dal percorso incantato incombente diviene pressoché umiliante e non si può fare altro che sentirsi sottomessi dal grandioso complesso architettonico strutturato direttamente dalla mano di Dio. Lo stallone purosangue mira la testa con la medesima consapevolezza mentre, riacquistando la sua formidabile resistenza dopo una meritata sosta rinvigorente, si proclama nuovamente paladino della radura riordinando il suo gruppo massiccio già pronto al galoppo al suo impavido comando, preannunciando favolosamente l’ebrezza di una nuova meravigliosa avventura nella catena frastagliata e scoscesa dell’El Dorado, mentre da lontano tentennano ancora rari suffumigi serali che annunciano l’ascesa del vespro nel ricordo di remote tradizioni mai dimenticate.

a cura di Marius Creati

 

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Le meravigliose pareti illuminate del Gran Canyon (parte II)

Scendendo il bordo della gola a picco, imbavagliati con cura sotto un hackberry Stetson da vero cowboy, si raccoglie l’erto sentiero sulla strada che conduce verso il basso attraverso la gola profonda ricca di frastagliature ingannevoli che, con un semplice passo falso, potrebbero provocare una tragedia irrimediabile. Accompagnati dal grazioso nitrito dei cavalli si avverte il gonfiore lacerante dei tricipiti al di sopra del gambale dei Durango, anche la faretra sembra appesantire le spalle sotto il peso costante della calura, mentre il pensiero naufrago si annida sull’idea di arrivare in fretta alla prossima baita cercando di esaurire quel dolore secco dei piedi sostenuti entrambi dall’estasi del circondario. L’arrivo sul fondo scuro del terreno, imbrunito dall’ombra dei colossi montani, scorge la sensazione di essere avviluppati nell’umido.

Muovendosi attraverso i dirupi scoscesi del Canyon germogliano improvvisamente nuovi sentimenti di gratitudine per essere giunti lì da soli nel cuore del suo paradiso terrestre, immedesimati nel notevole spazio ricorrente, sterminato e solitario, idoneo per il riposo e il ringiovanimento. Un soffio improvviso stravolge la cute al di sotto del mantice di tessuto, necessario per non rimanere escoriati dai raggi del sole sovrastante l’espansione del territorio che illumina coriacemente le longeve scoperte geologiche solcate dall’erosione. Quel temporaneo isolamento si trasforma improvvisamente in una prelibatezza incommensurabile; l’avvento, il desiderio di voler raggiungerne il cuore pulsante verso l’interno per avvertirne l’amenità dal di dentro diventa una necessità insostituibile.

a cura di Marius Creati

 

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