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Archive for the ‘Life-Visions’ Category

Light Brix, accendere la luce con un tocco

Tra le cose che ho sempre sognato per la mia casa ci sono i sistemi alternativi di illuminazione, quelli che fanno un po’ film di fantascienza insomma. Uno di questi sistemi è diventato realtà e si chiama Light Brix. L’idea è di due designer parigini, Helen Evans e Heiko Hansen, noti come HeHe. In cosa consiste? Sostanzialmente si tratta di celle modulari che puoi comporre a tuo piacimento (per esempio formando una scritta) e che si accendono al tocco. Se non ci credi, visita il loro sito e guarda il video dimostrativo!

Fonte: Skimbu

 

Design Made in Africa

March 25, 2011 Leave a comment

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A volte artigiani, a volte scultori, spesso entrambi, i designers ridefiniscono le forme del quotidiano e reinventano mobili e oggetti. Senza dimenticare le loro origini. Benvenuti nella nuova casa africana con universi rosa bombon dell’anglo-egiziano Karim Rashid, divani multicolori del senegalese Bibi Seck, estetica depurata del togolese Kossi Aguessy, oggetti del quotidiano marocchino reinventati da Younes Duret e Hicham Lahlou  . Il design del continente nero si diversifica e stupisce ! Tra di loro c’è chi si ispira alla tradizione artigianale e chi ricorre alle tecnologie e ai materiali moderni, per essere sempre presenti ai rendez-vous internazionali del design. Il 16 novembre prossimo, il Museo delle Arti e del Design di New York inaugurerà una grande esposizione dal titolo ”Global Africa Project”, che riunirà per sei mesi le opere di una sessantina di artisti del continente. Per il senegalese Ousmane Mbaye ”la creazione nel continenete africano ha sempre sedotto i compratori. Non si è mai realmente chiamato design ma piuttosto « mano d’opera di arte primitiva » o arte primaria“.

Al di là dell’aspetto pratico, questi oggetti usuali sono stati pensati per essere belli e le creazioni contemporanee non sono un fenomeno di moda, ma fanno parte dell’ambiente estetico da molto tempo. Anche se le creazioni africane raggiungono a volte cifre da capogiro, come la sedia Uselless Toll, in acciaio e carbone di Kossi Aguessy, da 60.000 euro, i designers penano ancora nello svillupparsi su scala industriale. Per molte ragioni. In Marocco, spiega Younes Duret, “l’artigianato è un vero rullo compressore il settore è molto protetto dalle autorità e l’oggetto artigianale è sacralizzato“. E’ difficile allora per il designer posizionarsi. Anche se i marocchini sono sempre più ghiotti di creazioni che, con humor, fanno il verso all’oggetto artigianale. Dal 2009 gli apribus del marocchino Hicham Lahlou, architetto di fama internazionale, proteggono gli utilizzatori dei trasporti pubblici di Rabat, Temara e Salé.  Due cose mancano in Africa, osserva il designer Bibi Seck: “ la capacità industriale della produzione di design e la formazione. Non esistono delle scuole di design e di grafismo, scuole che le nuove generazioni hanno bisogno di avere per sviluppare le loro capacità artistiche e professionali ”.

Fonte: My Amazighen

 

 

Cassette da imballaggio Hermès, opera di Kate Insley

L’aiuto stilista Kate Insley recentemente ha ideato la realizzazione di cassette per Hermès smantellando le loro usuali scatole per imballaggio conservando rigorosamente i colori e il logo del marchio. Ella é stata in grado di ricostruire le caselle di Hermès conferendo un’immagine nuova e altamente curiosa per un evento tenutosi in Cornovaglia organizzato per acquirenti fedeli e clienti speciali. Molto bella l’idea e l’esecuzione sembra assolutamente perfetta.

by Marius Creati

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Sergio Rossi e Showstudio, la grande collaborazione

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Una grande collaborazione, questa volta tra Francesco Russo, Direttore Creativo di Sergio Rossi e Alexander Fury, Fashion Director di SHOWstudio. Hanno creato insieme brevi spezzoni cinematografici ispirati alla collezione femminile autunno inverno 2011 di Sergio Rossi. In dieci brevi cortometraggi Fury analizza le ispirazioni ed esplora il raziocinio dietro Sergio Rossi impiegato impiegato per la realizzazione degli gli ultimi modelli di calzature. Questa seducente introduzione cinematografica presenta la meravigliosa collezione come se si trattasse di un vero pezzo d’arte allestito in una galleria elegante, descritta in modo impeccabile da un curatore davvero appassionato.

by Marius Creati

 

 

iPad Apple come registratore di cassa a New York

Stampo lo scontrino? No, meglio se manda una mail, così si evita tempo! Probabilmente sono queste le parole che fra qualche anno, se non già da ora, sentiremo alla cassa di un supermarket dopo aver fatto la spesa.

Ciò che ci fa pensare questo è una delle ultime tendenze che stanno man mano espandendosi a New York: usare un iPad al posto del “vecchio e rumoroso” registratore di cassa.

Ciò che permetterebbe questa esclusiva funzione, a quanto pare, è una nuova applicazione dal nome “ShopKeep“.
ShopKeep, secondo quanto dichiarato da Jason Richelson, commerciante di vini newyorkese, permetterebbe alla rivoluzionaria tavoletta di funzionare come POS, accettando carte di credito e facendo visualizzare la ricevuta o, perchè no, essere collegati ad una stampante wireless iper-veloce che possa permettere anche di stampare.

Fonte: GoLook-Technology.it

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Lo stile Barocco di Benetton

Non so a quanti di voi possa interessare questa news, ma è da qualche mese che ho ricominciato ad acquistare Benetton. Per anni non l’ho fatto per scelta. Ho sempre pensato che si trattasse di un marchio made in Italy di cui andare orgogliosi, tra gli anni 80 e 90. Poi il black out. La qualità è diventata più scadente e le campange non hanno contribuito a posizionare il marchio al livello che meritava. Mi è capitato di acquistare maglioni Benetton in passato e di averli buttati dopo un semplice lavaggio – a mano in acqua fredda – perché la qualità della lana, evidentemente, non era buona. Poi – la concorrenza fa miracoli – negli anni più recenti, con l’avvento delle cheap chains internazionali, è plausibile pensare che il marchio abbia risentito dell’arrivo di nuovi marchi stranieri. H&M, Zara, Mango hanno creato e risvegliato un mercato che sembrava assopito. Per questo, l’azienda deve essersi rimboccata la maniche e ha capito che per restare a galla doveva tornare alla qualità. Come dicevo, è da qualche mese che ho ricominciato ad acquistare Benetton e mi trovo nuovamente bene. Ho acquistato maglioni che non si sono infeltriti con il lavaggio. Ho preso persino un cappottino semplice ma chic, berretti e sciarpa. Per questa ragione sono rimasta colpita dalla nuova collezione – vedete la foto della campagna fotografata qui sopra – perché adoro lo stile barocco e la versione fresca di Benetton è particolarmente invitante.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

 

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Afleur the book, l’amore a prova d’alga

February 22, 2011 Leave a comment
L’amore? E se fosse un fiore, sarebbe di carta? Fatto di stoffa? Dov’è oggi?
Con questi interrogativi inizia il libro: fotografie e pensieri sulle fragilità delle relazioni sentimentali, sulla difficile comprensione di cosa sia diventato l’amore oggi. Jean Vigo narra nell’Atalante della credenza per cui bisogna immergersi sott’acqua per vedere il volto della persona amata. Ma cos’è l’amore se non un viaggio di ricerca verticale, in primis nel nostro essere? Riflessioni elaborate nei due anni in cui il progetto audiovisivo ha preso forma, portano il lettore in quella dimensione, in quella sensazione che solo il ritorno all’acqua, alle proprie origini, può dare.
Pregievoli carte arrivate dal giappone per la copertina e la sleeve. Per l’interno è stata scelta concettualmente una carta di alghe, un prodotto di alto valore ecologico e che ben si sposa col tema estetico. Prodotta con le alghe in esubero della laguna di Venezia e Energia Pura, l’energia elettrica compensata da certificati RECS (Renewable Energy Certificate System). È priva di cloro elementare (E.C.F.) e libera da acidi (Acid Free).
Presente all’interno di ogni copia una vera ‘alga’ a testimonianza della fragilità dell’argomento trattato.

Fonte: BlogModa

 

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Paul Smith for Evian 2010

September 25, 2010 Leave a comment

Evian place les fêtes sotto il segno della giovinezza con l’edizione limitata firmata Paul Smith!

Dopo Christian Lacroix nel 2008 e Jean Paul Gaultier nel 2009 (www.evianjeanpaulgaultier.com) ora la bottiglia Evian si veste di nuovi colori scegliendo il marchio Paul Smith.

Presentata al London Fashion Week con un party esclusivo,  la nuova bottiglia Paul Smith for Evian sarà in vendita dal prossimo 1 novembre 2009 in edizione limitata: 5 differenti tappi per definire 5 differenti bottiglie da collezionare…

“‘La giovinezza non è una questione di età, ma di carattere”. questo è lo slogan lanciato dai vertici dell’azienda Evian e dal designer Paul Smith, il quale per il design della bottiglia ha adottato un tema festivo dai colori brillanti e dall’impatto brillante, visibile dalla lucentezza e dalla trasparenza dell’involucro della medesima, arricchita delle sue famose strisce colorate, le quali sottolineano elegantemente la limpidezza dell’acqua minerale naturale sorgiva delle Alpi Francesi.

Per i più impazienti la Evian ha già inserito uno spazio sul sito dove è possibile ordinare la neonata della casa in prossimità dell’imminente uscita sul mercato.

by Marius Creati

fonte: http://www.shopevian.comhttp://www.paulsmithforevian.evian.com

 

App Magnets di Jailbreak Toys, quando le applicazioni di Apple balzano sul frigorifero

Impazza la mania di rendere possibili anche le cose più impossibili e farne ludo per la fantasia, nonché per il divertimento più disinteressato, sempre più prossimi a voler applicare il mondo della tecnologia alle consuetudini della realtà più disparata, e come per lo slogan “C’é un App per tutto”… da adesso nasce un App anche per il frigo, o qualunque altra parete metallica usufruibile intorno a se.

Infatti da un’idea di Jailbreak Toys si presenta la possibilità di trasformare i piccoli magneti da parete in veri App Magnets, ossia riproduzioni delle icone identificanti le applicazioni di Mac Apple, da collezionare e acquistabili in confezioni formato iPhone per $12,99, in modo da riconfigurare il proprio accessorio Apple sul quadrante virtuale del proprio frigorifero o altro pannello metallico presente in casa o in ufficio.

by Marius Creati

Nani in giardino, effigie del neocapitalismo o cultura rétro?

Nel nostro immaginario collettivo nani e gnomi hanno sempre affascinato quel panorama di mistero e fantasia che sin dall’infanzia accompagna il nostro vissuto, abituati alla loro presenza costante scaturita dalle fiabe e dalle favole narrate nel corso di tutti i tempi. E da sempre essi accompagnano le scenografie più disparate dei nostri giardini, piccoli o grandi che siano, a volte addirittura trovano spazio negli appartamenti adombrati al di là di una voluminosa tenda o a ritroso di un vaso imponente, ma abituati a distogliere l’attenzione dei curiosi che di tanto in tanto si imbattono in questi minuscoli corpuscoli di terracotta lavorati a regola d’arte riproducenti le vere fattezze corporee di codesti esseri fantastici che, secondo il folclore, vivono nel mondo accanto a noi, ma costantemente celati alla vista dell’uomo. Un fenomeno di massa o semplice delizia della fantasia? Considerati una forma kitsch negli anni Cinquanta, i nani da giardino hanno attecchito in tutte le case di coloro che abbiano amato almeno per una volta le figure nerborute, deformi, aggraziate o grottesche di questi piccoli esseri fantasiosi, spesso partoriti dalla mente di abili scrittori e narratori di racconti favolistici e fiabeschi, già esistenti in epoca ellenica e poi romana, oltrepassando le credenze celtiche e germaniche fino a cimentarsi con il bizzarro periodo medievale per approdare nel Rinascimento, varcando finalmente la soglia del Ventesimo secolo con l’avvento della rinascita.

Lo stesso Goethe collezionava nel suo amabile giardino minuscole statuette di nani, gnomi e folletti dei quali amava esibirne le fattezze. Le prime produzioni industriali in terracotta provengono dalla Turingia intorno al 1880, di realizzazione artigianale e prive di quelle forme tipicamente disneyane di cui tutti conoscono i connotati.

In epoca moderna si assiste alla produzione in plastica o altri materiali a basso costo, ma di migliore durevolezza, che consentono uno sviluppo sistematico delle produzioni, specie durante gli ani 50’ e 60’ considerati un elemento kitsch da introdurre nel proprio giardino. In seguito si riscontra il fenomeno di rivalsa dai livelli di una cultura prevalentemente medio-bassa ad un livello culturale di maggiore rilevanza, approdando nel mondo del cinema, del design e della musica, quali elementi propriamente di culto o di ispirazione. Lo stesso Philip Starck ne ha realizzato ammennicoli da esibire in casa come veri oggetti d’arredo.

Nel 1995 in Francia si diffonde addirittura il Fronte di Liberazione dei Nani da Giardino, un movimento associativo che si prefigge lo scopo di raccogliere tutti quei nani di gesso dispersi e rinchiusi nei parterres privati per disporli in piena libertà in spazi più aperti e quindi più conformi allo spirito di rappresentanza. Quindi non più piccole ed insignificanti statuine di gesso o terracotta, ma veri esseri animati adatti ad assolvere un compito ben preciso, quello di preservare e aiutare il naturale decorso della Natura.

Comunque sia, la figura emblematica del Nano da Giardino é un’immagine simbolica del nostro secolo, effigie inverosimile delle nostre antiche credenze nascosta a ritroso del nostro neocapitalismo incalzante che ci spinge verso nuovi bagliori della tecnologia e dell’evoluzione consumistica, ma che ugualmente ci pone dinnanzi a piccoli bagagli introspettivi che aiutano a porre dei legami incontrovertibili con il nostro passato e le tradizioni ad esso associate, come piccole anime votive tramandate da un credo fantastico a cui si é abituati sin dall’inizio dei tempi.

a cura di Marius Creati

 

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