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PINKO for EMILIA ROMAGNA, t-shirt a sostegno dell’Emilia Romagna
Riallacciare i fili di un discorso creativo che il terremoto ha interrotto, ma non reciso.
Così è nata la t-shirt PINKO for EMILIA ROMAGNA, perché la ricostruzione di una regione deve essere l’impegno di un intero Paese. Dal 20 maggio la gente d’Emilia non ha interrotto per un istante la sua energia gentile e la sua inesauribile creatività.
PINKO ha deciso di tessere una nuova collaborazione con maglifici, stamperie, lavanderie e stirerie di Carpi, fulcro della piccola e media impresa che si è inventata mille mestieri e ora deve inventarsi un futuro.
PINKO oltre a sostenere il lavoro nel carpigiano ha deciso che parte del ricavato andrà a finanziare progetti a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto.
Così le fibre grezze delle nostre t-shirt sono la materia su cui tessere un messaggio di solidarietà da evidenziare con i fili rosa della speranza.
In vendita da ottobre nelle boutique Pinko delle maggiori città italiane e a Parigi, Londra, Anversa e Hong Kong.
Il prezzo di vendita in Italia sarà di € 70
Armadyoga, filosofia del vestirsi
L’unico pensiero che può consolare una donna davanti all’armadio è quello di non essere Kate Middleton, che quando sceglie cosa mettere deve pensare, oltre al principe, ai paparazzi e a tutti quelli che guarderanno le sue foto anche in prospettiva quadrangolare, pure a quali saranno le reazioni di una novantenne vintage il cui colore preferito è il giallo canarino e che sta a Coco Chanel come un liceale a Dean e Dan di Dsquared2. A noi, in fondo, è sufficiente decidere cosa indossare per coprire quei due o tre difettucci fisici che fanno tanto donna vera, perché il massimo che può accaderci è di essere immortalate di sfuggita nella foto ricordo di qualche turista giapponese.
Tutto comincia con l’apertura dell’armadio e prosegue con l’assunzione della posizione del “saluto alla wintour”. Sedute sul letto a gambe incrociate , indice della mano destra sulle labbra (va bene anche della sinistra, se siete mancine) e sguardo strabico tra i jeans, le camicie e magari, forse, un vestitino con un pensiero rivolto al blog della Marcuzzi che alla fine qualche consiglio utile te lo rifila sempre. E bisogna approfittarne adesso, perché, se riprenderà il look da single rampante, limiti fisici imprescindibili, tipo due gambe della Marcuzzi che ne fanno una mia, impediranno di seguirla ancora!
I primi dieci minuti sono di riflessione, ma anche un po’ di riposo … che dopo tante ore di fronte al monitor di un pc , guardare un armadio aperto è come la vista dell’Oceano per un eschimese. E quando l’ora dell’appuntamento si fa vicina, le puntuali cominciano a vestirsi.
Le altre, invece, si perdono in riflessioni filosofico-sartoriali che a Valentino Garavani gli verrebbe voglia di mettersi la camicia hawaiana e andare a mangiare i tonnarelli cacio e pepe a Trastevere di sabato sera. Perché si, è vero, il pantalone nero è un passpartout e alla finejeans e maglietta, a parte la cellulite, le smagliature e un fidanzato che ti fa andare le polpette di traverso, risolvono tutti i problemi, ma se una donna sta attraversando la fase “ho visto una foto di Sienna Miller con un vestitino nero e i bikers e se lei si veste così posso farlo anche io” è normale che, per scegliere il giusto outfit, sia necessaria una riflessione filosofica accurata, che abbracci anche i principi base della sociologia e dell’antropologia. La parte in cui Sienna Millerdiventa la scusa per mettere una gonna più corta richiederebbe invece considerazioni che più che davanti a un armadio andrebbero fatte sul divano di uno psichiatra. Uno bravo.
A questo punto è tardi, manca poco all’appuntamento e bisogna prendere una decisione. Anche se, vorrei sottolinearlo, non si è mai sentito che qualcuno abbia interrotto i pensieri di Schopenauer perché si sta facendo tardi per andare a prendere un aperitivo. Anche se forse un bicchiere di buon vino gli avrebbe fatto bene all’umore.
Comunque, jeans slim e maglietta bianca, che Elisabetta Canalis è sempre così glam quando li indossa. Eh, si, che poi dallo psichiatra, una volta nominata Sienna ci si butta in mezzo anche la Canalis. Ovviamente con il tacco alto perché indossare le ballerine sarebbe un atto di presunzione così grande che al confronto Mourinho riceverebbe il premio “Bagno d’umiltàautunno-inverno 2012/2013” Risultato soddisfacente con quelli che sarebbero stati solo dieci minuti di ritardo, se davanti allo specchio non avessi realizzato che vivi a Roma e devi fare l’aperitivo in centro, dove padroneggia il peggior nemico di un tacco alto, di una gamba slanciata e di una caviglia affusolata. Lui, il serial killer dei soprattacchi. Il sampietrino. Necessaria trasformazione in Sienna Miller. E mezz’ora di ritardo. (Valeria Carola)
Fonte: VM-Mag
ZipFlop, nuovo stivaletto biker in pelle con cerniera da FlitFlop
Si sono spinti decisamente in là questa volta “quelli ” di FlitFlop. L’azienda ha, infatti, incaricato l’eclettico designer Ron Arad di realizzare una collezione ironica e sorprendente delle calzature lanciate 5 anni fa nel Regno Unito. La nuova calzatura si chiama ZIPFLOP ed è in linea con il mood del marchio che è quello di fare cose incredibili e spingersi sempre più oltre. Ma in cosa consiste la nuova calzatura ideata da Arad? E’ uno stivaletto da biker dove due pezzi di pelle sono uniti tramite una zip. All’interno, invece, si trova la suola ergonomica Microwobbleboard.
Fonte: VM-Mag
Liu Jo Luxury, bracciale in seta con bouquet portafortuna in argento e cristalli
Arriva in gioielleria “The Luck is on”, nuovo must have firmato Liu Jo Luxury. Un originale bracciale in seta impreziosito da bouquet portafortuna in argento e cristalli
“La fortuna è donna, se ve la lasciate sfuggire oggi non crediate di ritrovarla domani”. Napoleone Bonaparte docet. Perché, dunque, non aiutarla a trovare la giusta via, magari, unendo fashion e scaramanzia? È da queste premesse che ha preso forma “The Luck is on”, nuovo must have firmato Liu Jo Luxury. Un delizioso bracciale maglia rolò in seta colorata, impreziosito da charms porte-bonheur in argento – silver, gold o rose gold – e cristalli. Quadrifogli, coccinelle, cornetti, dadi, ferri di cavallo, monete e l’immancabile numero 13, disponibili in varie combinazioni abbinati a bracciali leggerissimi declinati in beige, nero o blu.
Protagonisti indiscussi, piccoli bouquet portabene da sfregare all’occorrenza, per la serie: non è vero, ma ci credo! Un primo colpo di fortuna? Il prezzo. The Luck is on, infatti, è in vendita a soli 39 euro.
Giordano Torresi, romantico rock per l’inverno 2012 2013
Per una volta vorrei iniziare un articolo con una foto invece che con le parole, perché l’immagine in questione è più potente di qualsiasi espressione (tranne quella, poco elegante, che mi è uscita dalla bocca quando ho visto la foto per la prima volta).
E’ ammirando questo scatto che è iniziata la Giordano Torresi mania, questi ankle boots sono senza ombra di dubbio le scarpe che preferisco tra tutte quelle che ho visto e studiato negli ultimi mesi. Sono rimasta a fissare l’immagine per interi minuti, il concept è semplice ma la realizzazione è stupefacente: le forme sono pulite e sensuali, la linea sinuosa del tacco riprende quella delle decorazioni sul mesh, il taglio alla caviglia slancia la gamba e dona un’appeal rock che ultimamente mi fa impazzire. Sapete quanto io ami sandali e scarpe aperte, ma in questi giorni, nonostante il clima caldo di Roma, calzo spesso ankle boots e stivaletti, li adoro, e pensare che fino all’anno scorso li consideravo antichi, sono una sconsiderata!
Dopo essermi innamorata di queste delizie barocche ho pensato bene di continuare a flagellare la mia povera anima, aprendo la pagina Facebook di Giordano Torresi; lo stesso tacco sinuoso degli ankle boots è stato montato anche sulle pumps dall’appeal romantico un po’ vintage, con t bar e maxi pietre luminose.
Un tripudio di femminilità e carattere, dosati con sapienza e con un pizzico di follia: il tocco finale sono le suole e le solette interne, colorate di oro, come a voler rimarcare il concetto di esclusività e lusso legato al nome di Giordano Torresi, una piacevole scoperta di cui parleremo ancora a brevissimo, perché io ho perso la testa!
Fonte: Shoeplay
Click and Grow, idea vincente per curare una pianta
Avere piante che non muoiono è sempre stato il sogno di tutti. E finalmente c’è qualcuno che ha inventato una pianta autonoma, che si cura da sola; non si tratta solo di una pianta generica, ma di varie specie quali il basilico, i pomodori, i fiori, la melissa e tante altre. No, non è uno scherzo, si chiama Click And Grow e costa solo 50 Euro! Vediamo insieme come funziona.
Un’idea vincente
La tecnologia non ha veramente limiti. L’idea di Click and Grow , la società estone che ha inventato questa piata indipendente, è semplice: utilizzare l’elettronica per fornire automaticamente acqua e fertilizzante alla pianta. La sua struttura è divisa, infatti, in due prodotti: smartpot (base) e refill (cartuccia).
Base e cartuccia
La smartpot (sopra, 60$ – 50€) è la base bianca disponibile in due modelli: basilico e celosia. Una smarpot è come un vaso, solo che dentro non sarà necessario metterci terra e semi, ma la cartuccia, ovvero il refill che, come detto prima, è compresa insieme alla base con le piante di basilico e celosia. Esempi di cartucce:
Il refill (sopra, 24 $ – 20 €) dunque è la cartuccia che contiene la terra, i semi, il fertilizzante e il software contenente tutti i dati necessari per fornire acqua e fertilizzante ogni giorno. Ogni pianta infatti ha bisogno di diverse quantità di acqua ogni giorno. E dal sito potrete acquistare più refill, quindi più piante. Ci sono mini-pomodori, melisse, fiori, peperoncini… Peggio di una fiorista!
Quindi, ad esempio, quando muore naturalmente il basilico, si potrà sostituire la sua cartuccia con una di melissa e ricominciare da capo, senza dover acquistare una nuova base o un nuovo smartpot. What nice plants:
La pianta dei vostri sogni
Abbiamo capito tutti che questa potrebbe essere la pianta dei nostri sogni, indipendente dalle nostre dimenticanze (niente acqua per mesi e la pianta morì) e quindi completamente autonoma, insomma una pianta “maggiorenne”. Reputo questa idea geniale, ma come tutte le idee geniali è sempre necessario svilupparle bene. C’è chi afferma che “una volta avuta l’idea geniale il resto è semplice”.
Io credo che quasi tutti abbiano idee geniali, ma solo pochi di noi sono in grado di svilupparle adeguatamente. Click and Grow non solo è un’ottima idea, ma è anche un ottimo esempio di idea ben sviluppata: è un prodotto di design, decisamente ispirato ad Apple (mi sorprendo che non ci sia la smartpot nera!), ma comunque un oggetto di arredamento elegante e piacevole; il bianco in contrasto con il verde delle piante darà nuova vitalità alla vostra casa.
Questa pianta, ovunque venga posizionata, non resterà solo una pianta in quanto tale, ma diventerà una decorazione elegante e di stile:
Come funziona
Inserite quattro pile alcaline e un litro d’acqua e la pianta crescerà da sola. Io l’ho già acquistata e provata ed è realmente funzionante. I dettagli della mia pianta ve li svelerò prossimamente.
Vediamo ora il funzionamento nel dettaglio, incominciando con l’ottimo video realizzato dai creatori stessi di Click and Grow.
Una volta arrivata, dovrete scoperchiare la base ed inserire quattro pile alcaline, quindi riempitela con un litro d’acqua (che durerà anche più di un mese a seconda della pianta). Una volta posizionata la pianta in un luogo con una luce adeguata, non dovrete far altro che aspettare.
Non dovrete preoccuparvi di curarla o di metterci del fertilizzante perché Click And Grow vi avverte da sola se ha bisogno di acqua: sul davanti è, infatti, posizionato un led che normalmente lampeggia di verde se la pianta sta bene; quando, invece, lampeggia di blu, significa che dovrete ricaricare altra acqua.
Ogni cartuccia è integrata con il software che si connette alla base e comunica a quest’ultima quanta quantità di fertilizzante e acqua sono necessari al tipo di pianta dentro la cartuccia.
Dove acquistarla
Clickandgrow.it è il sito dell’importatore italiano, altrimenti potete acquistarla direttamente dal sito del produttore. In Italia i negozi che la vendono sono, purtroppo, ancora pochissimi. L’unico che conosco, per il momento, è Factory a Parma, in Via Pasubio.
Alberto Ziveri
Fonte: Tasc
Canadiens®, collezione sottosopra per la primavera estate 2013
CANADIENS® KIDS PRIMAVERA ESTATE 2013 UNA COLLEZIONE SOTTOSOPRA
Canadiens® stravolge le regole del guardaroba kids
Un puzzle di forme, colori e idee: Canadiens® per la primavera estate 2013 trasforma in un gioco il guardaroba dei più piccoli. Giacche che si sovrappongono, che si scompongono e che “spariscono”: la giusta dose di ironia si combina alla praticità per rispondere alle esigenze dell’abbigliamento per bambini e accontentare i genitori più esigenti. Grazie a particolari accorgimenti, bomberini, softshell, field jacket, soprabiti, felpe, t-shirt si adattano agli improvvisi cambi di temperatura sempre più frequenti.
Tinte unite brillanti, contrasti forti, divertenti, fantasie geometriche per fodere e dettagli, un vero e proprio caleidoscopio di colori – dal verde al blu, dal rosso al giallo per lui, dal ciclamino al lilla, dal verde menta all’azzurro cielo per lei – veste tessuti soffici, dalla mano morbida ma allo stesso tempo tecnici così da garantire una perfetta vestibilità abbinata a impermeabilità e traspirabilità. New entry il tessuto quick dry – per i piccoli terremoti sempre in attività – e il microcheck recycled poly, un particolare materiale riciclato tintofilo – per le più giovani che vogliono combinare tendenze e rispetto per l’ambiente.
Che sia una motor jacket per sognare di essere un giovane Steve McQueen o un blazer per assomigliare ai papà pronti per le scrivanie, i capi per i maschietti prediligono tagli comodi per assicurare piena libertà di movimento in ogni situazione.
Perfetta per le attività all’aria aperta la Taber, una giacca che ruba la forma alle softshell dei più grandi aggiungendo dettagli tutti da scoprire: come la tasca sul petto che nasconde il passante per gli auricolari o la custodia segreta interna in cui richiudere la giacca per trasformarla in un comodo zainetto. Un capo ideale per essere portato nella borsa della mamma e per essere indossato sotto ogni altro capo della collezione in caso di “emergenza” . Alle avventure dei marinai si ispira invece la Efraim, leggerissima e soffice, ha la fodera interna realizzata in tessuto quick dry – traspirabile e ad asciugatura rapida. Il colore? Ovviamente un giallo pieno, a ricordare le cerate indispensabili sulle barche a vela, a contrasto con l’interno che sceglie i quadri.
Più sognante, ma solo nella scelta della cartella colore, la collezione per le bimbe: capi grintosi e decisamente “active” ne compongono la struttura dando ampio risalto a dettagli e accorgimenti strategici.
Come lo Shae e lo Splash: un blazerino imbottito trapuntato e una slim jacket sovrapponibili unite dalle scelte materiche complementari. Il microcheck recycled poly è utilizzato per le bordature interne della prima e veste totalmente la seconda. Ispirazione militare smorzata da una delicata nuance pesca per Yolene, una giacca camicia slim fit con regolazione in vita, maniche arrotolabili e occhiali aeratori sottomanica: per vere esploratrici glamour.
Canadiens® non dimentica neanche i più piccini realizzando una collezione baby che prende spunto dai capi dei fratelli maggiori adattandone le caratteristiche. Trapuntini, robe manteau, sailor e wind jacket per una primavera all’insegna del colore: che sia un ciclamino super girlish, uclassico blu navy, un romantico lilla o un vitaminico cedrata, la palette che veste leproposte Canadiens® è un inno all’allegria e alla joie de vivre.
http://www.canadiens.it
Richard Braqo, nuove décolleté con tacco a spillo
Il nome Richard Braqo non vi suonerà familiare, ma vi consiglio di memorizzarlo perché nei prossimi mesi lo sentirete spesso; questo designer emergente nato in Ghana ma cresciuto professionalmente al fianco di Helmut Lang e Cesare Paciotti ha presentato le sue scarpe nel corso della Fashion Week di Londra e ha fatto impazzire le amanti degli stiletti.
Il binomio “tacco a spillo-gioielli” è evidente in entrambi questi modelli, nel tacco a spillone con tanto di perla come nella cavigliera rigida che ricorda un piercing; il resto delle calzature è essenziale e pulito, la punta sfilata e scollata non distrae ma anzi esalta i dettagli dorati. Adoro questi due modelli, e trovo splendide le immagini ufficiali scattate per l’advertising di Richard Braqo, ricordano le foto delle campagne di Brian Atwood e Tom Ford, sempre eleganti ma maliziose.
Fonte: Shoeplay
Giacomondo, tenacia all’insegna del tricolore
In Italia esistono ancora le nicchie di produttori di abiti che piuttosto che rivolgersi all’estero per cercare i propri fornitori, continuano a puntare sul vero Made in Italy, con tutte le difficoltà che ne conseguono. Paola Coppola, ideatrice e fondatrice del marchio Giacomondo – in onore di suo figlio Giacomo – appartiene alla categoria di questi tenaci imprenditori. Del resto la sua storia è diversa rispetto a quella di altri. Dopo aver lavorato per quindici anni nel settore dei trasporti, nel 2000 Paola decise di iscriversi a una scuola di moda per rivoluzionare la sua vita e ricomincare da capo in un altro ambito. E’ così che nasce Giacomondo, focalizzandosi sull’abbigliamento per bambini. In seguito, nel 2008 Paola ha lanciato anche la linea per adulti: «Ho pensato di allargare anche al mondo dei genitori. La linea da adulto mi ha dato molta soddisfazione, tra l’altro ho vestito il cantante americano Coolio. Il suo staff mi ha contattata dopo aver visto i miei capiº». Di recente Paola ha vestito anche Michel Altieri negli scatti per la locandina di Zorro, il musical che l’attore ha portato in questi giorni a Roma. Ma non si tratta dell’unica novità per il marchio: da poco gli abiti di Paola sono distribuiti in tre punti vendita: due a Napoli e uno a Roma. «Non è facile lavorare con i costi attuali con i fornitori italiani. Per me sarebbe indubbiamente più facile cercare dei fornitori stranieri come ormai fa la maggior parte delle aziende in questo settore. Ma sono convinta che la qualità che abbiamo noi in Italia non esista da nessun altra parte. I tessuti che provengono o vengono lavorati nei Paesi in via di sviluppo non hanno la resistenza e la qualità di quelli che provengono dall’Italia». Le collezioni a/i 2012 portano una ventata di leggerezza e favola nello stile del marchio, in particolare nella collezione Giacomondo con le ali, dove quest’ultime si possono staccare e diventare un gioco per i bambini. La collezione più elegante, invece, propone giacche in velluto con spille swarosski e molto tulle nella collezione bambina. Per il bambino, invece, non manca la giacca smocking. Il tutto è concluso poi da vestiti e caftani in cotone pesante elasticizzato per le ragazzine.
Fonte: VM-Mag
Alvaro Gonzales, collezione moderna e originale insieme a Stuart Weitzman
Ed era ora, aggiungo! Finalmente il designer Stuart Weitzman ha scelto un fidato collaboratore per svecchiare i suoi modelli, sempre troppo americani e scontati per i miei gusti; il prescelto è Alvaro Gonzales, designer spagnolo che nel curriculum vanta esperienze in aziende come Jimmy Choo e Valentino. Il suo approccio glamour e giovane ha dato vita alla SW1, una collezione moderna e originale, in parte ispirata all’estro creativo dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava. A lui è dedicato il tacco a mosaico realizzato in resina e montato su diversi modelli di decolletè, il mio preferito è in suede viola acceso, con listini sottili che abbracciano il collo del piede e si legano alla caviglia.
Tempo fa vi ho mostrato il tacco a mosaico che Casadei ha dedicato a Mondrian, ma in questo caso il risultato finale è completamente diverso. La lavorazione del tacco è la stessa che si utilizza per intarsiate le pietre dure, l’effetto finale a mio avviso è forte ma estremamente elegante e originale: Gonzales è riuscito a portare una ventata di freschezza in casa Weitzman, promuovo queste scarpe a pieni voti e non nego che mi piacerebbe aggiungerle alla mia collezione di follie!
Fonte: Shoeplay
























