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Hotel Adria, gioiello architettonico in stile liberty scrigno tra le Alpi
Situato nel più esclusivo quartiere di Merano, l’Hotel Adria è collocato in una posizione incantevole, fra il verde del suo ampio parco, a pochi passi dal centro storico. Città termale in stile Belle Époque, a Merano si incontrano in assoluta armonia gusto nordico e fascino mediterraneo. Non bisogna perdere i giardini di Castel Trauttmansdorff, gli eleganti portici per lo shopping, i musei e le abbazie della città. Merano e l’Alto Adige sono uno scrigno tra le Alpi.
L’Hotel Adria è un gioiello architettonico in stile liberty del 1885, progettato dallo studio Musch & Lun. La famiglia Glatt-Amort ha acquistato l’edificio nel 1983 e l’ha ristrutturato e rimodernato con molta attenzione, salvaguardandone le caratteristiche architettoniche. Di grande fascino sono la cabina dell’ascensore e il candelabro in uno dei saloni, appartenuto all’ultimo doge di Venezia. L’albergo è situato nel cuore della zona residenziale di Merano, a due passi dal centro storico. Immerso nel verde del suo grande parco, conserva intatto il fascino dello stile liberty, senza rinunciare ai moderni comfort e ai servizi più all’avanguardia. Il centro Benessere & Spa, con Beauty Farm, piscina coperta, padiglione con quattro saune diverse e sala fitness, è uno dei più rinomati dell’Alto Adige.
Attraente Hotel in stile Liberty, nelle sue 45 camere si percepisce tutto il fascino e il lusso di fin de siècle di questo angolo d’èlite dell’Alto Adige. Ambienti ampi, confortevoli e luminosi sapranno regalare la tipica atmosfera accogliente di una villa d’epoca. Le camere, arredate con gusto moderno e funzionale, sono dotate di tutti i migliori servizi. Le spaziose Suite, con camera da letto, soggiorno e balcone soleggiato sono il nido ideale per un soggiorno romantico all’insegna del relax.
Nell’elegante Sala Ristorante, riservata ai soli ospiti dell’Hotel, si gusta tutta la freschezza della cucina mediterranea e italiana, con buffet e servizio a tavola. Inoltre, le saporite proposte della tradizione locale, composte dallo chef secondo i canoni tipici della gastronomia altoatesina. Una curata selezione di vini locali e nazionali accompagna splendidamente ogni pasto.
Nel cuore dell’Alto Adige ecco uno dei più conosciuti centri benessere e spa del territorio. Bellezza e salute qui vanno di pari passo, con i tanti massaggi, i trattamenti corpo e viso, i cerimoniali di bagno e di stagione. Soluzioni antistress vengono suggerite da un team di medici esperti per riacquistare il proprio benessere psicofisico. È possibile ritemprare anima e corpo nelle acque della piscina coperta, nelle docce e nelle vasche idromassaggio, nel bagno turco con gli aromi di erbe selezionate o nella sauna finlandese. Sensazioni e piaceri unici per il benessere di anima e corpo.
L’Hotel Adria dispone di una sala meeting in stile moderno, al terzo piano dell’edificio. L’ambiente è esteso su una superficie di 100 metri quadrati e ha vetrate su tre lati, tutte oscurabili, con vista panoramica sulla città di Merano. Si tratta di uno spazio perfetto per ospitare riunioni di lavoro, piccoli meeting e corsi di formazione grazie alle sue moderne dotazioni tecnologiche: luce regolabile, impianto audio e video centralizzato, schermo mobile, beamer, overhead, flip chart. Di norma la sala meeting può ospitare fino a 50-60 persone; con la disposizione di sedie e tavoli ad “U” la capienza è pari a 16 posti. A disposizione anche un locale di servizio con piccola cucina e frigorifero.
Museo Studio Achille Castiglioni
Nel gennaio 2006 gli eredi di Achille Castiglioni hanno firmato un accordo quinquennale con la Triennale di Milano perchè lo Studio Museo Achille Castiglioni fosse aperto al pubblico e continuasse il suo lavoro articolato e intenso di archivio. Visto il successo di pubblico di questi anni, più di 20.000 visitatori, la famiglia Castiglioni desidera continuare a condividere con i visitatori il luogo e le storie in esso custodite. Per questo motivo e per gli innumerevoli progetti in cui è coinvolto, lo Studio Museo Achille Castiglioni sta intraprendendo l’iter necessario per trasformarsi nella Fondazione Achille Castiglioni.
Il programma previsto è quello di catalogare, ordinare, archiviare, digitalizzare i progetti, i disegni, le foto, i modelli, i film, le conferenze, gli oggetti, i libri, le riviste, insomma tutto un mondo dentro il quale ha lavorato in più di 60 anni di attività, prima con il fratello Pier Giacomo, dal 1968 in poi, da solo. Questo lavoro viene gestito dalle due collaboratrici storiche dello studio che hanno lavorato a stretto contatto con Achille Castiglioni per più di 20 anni, Antonella Gornati e Dianella Gobbato. Conservare tutto questo patrimonio in chiave moderna significa catalogarlo per renderlo disponibile e fruibile al pubblico più vasto.
Contemporaneamente lo Studio Museo dal martedì al sabato (dalle ore 10 alle ore 13) gestisce le visite guidate al pubblico, sia ai singoli che a gruppi numerosi. Le visite guidate sono gestite dalla moglie e dalla figlia di Achille Castiglioni, Irma e Giovanna. Questa attività sta diventando molto impegnativa e di rilevante importanza perché permette di condividere il modo di pensare, insegnare e lavorare di Achille Castiglioni.
Lo Studio Museo Achille Castiglioni raccoglie, in quella che fu la “tana” del grande designer milanese, i suoi disegni, le fotografie, gli oggetti, i libri che gli appartennero e da cui trasse ispirazione per i suoi innumerevoli progetti, rivelatori di sconfinata creatività e invidiabile genio.
Durante la visita sono mostrate le 4 stanze dello studio: la stanza dove sono conservati i prototipi e i modellini, la stanza adibita ai tecnigrafi e a varie curiosità, la stanza dove si possono vedere gli oggetti anonimi che Achille Castiglioni ha raccolto durante la sua vita e che portava a lezione al Politecnico di Torino prima e di Milano dopo, per parlare attraverso essi dei temi importanti sul design ed infine la sala delle riunioni dove sono raccolti oggetti di design che abbracciano un ampio arco di tempo.
Museo Poldi Pezzoli
Il Museo Poldi Pezzoli è una casa museo situata nel centro di Milano a pochi passi dal Teatro alla Scala. Il museo nacque per opera del collezionista Gian Giacomo Poldi Pezzoli, che decise di disporre le sue vaste raccolte in locali riccamente arredati e appositamente ristrutturati, in modo da creare un percorso ideale che manifestasse una spiccata unità tra opere esposte, ambienti architettonici e decorazioni. In questi ultimi 50 anni il museo, si è arricchito di numerose donazioni, rappresentative di diverse arti: dal ricamo all’orologeria, alla pittura. Tra le più cospicue, la collezione di orologi meccanici di Bruno Falk e quella di orologi solari di Piero Portaluppi. Il Museo Poldi Pezzoli è, tutt’oggi, una delle più prestigiose collezioni europee, pensata dal suo stesso fondatore per fornire un servizio alla comunità.
La casa museo apre nel 1881, due anni dopo la morte del suo fondatore, il nobile Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879), uno dei più illuminati collezionisti dell’Ottocento.
La sua casa museo è uno dei primi e più riusciti esempi di istorismo in Europa: ogni ambiente si ispira ad uno specifi co stile del passato e ospita un’eccezionale scelta di manufatti artistici antichi. Preziose raccolte di dipinti dal Trecento all’Ottocento, sculture, armi, vetri, orologi, porcellane, tappeti e arazzi, mobili ed orefi cerie, si fondono in uno straordinario insieme, donato ad “uso e benefi cio pubblico”. I bombardamenti del 1943 hanno distrutto la maggior parte dei decori fi ssi. Oggi accanto alle sale storiche, restaurate a evocazione della casa del collezionista, si affi ancano molti nuovi ambienti, opere ed allestimenti, come la Sala d’Armi progettata da Arnaldo Pomodoro.
Villa Necchi Campiglio
Villa Necchi Campiglio è una dimora storica, Situata in via Mozart 14. È considerata un modello forse unico per bellezza e conservazione di villa privata di stile razionalista degli anni trenta. Fu costruita come casa unifamiliare indipendente su progetto dell’architetto Piero Portaluppi, ed era circondata da un ampio giardino con campo da tennis e piscina.
Il disegno rigoroso di linee e superfici che caratterizza anche l’ambiente esterno alla villa è tributario rispetto all’allora nascente razionalismo, mentre gli interni sono caratterizzati da elementi di art deco. La casa fu concepita come residenza elegante ma confortevole, e moderna sia nello stile sia negli impianti e attrezzature come testimoniano la presenza di ascensore e montavivande, citofoni e telefoni, piscina riscaldata. Non avendo figli, le sorelle si preoccuparono di trovare una destinazione adeguata alla casa, e la lasciarono in eredità al FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano).
Costruita tra il 1932 e il 1935 dall’architetto milanese Piero Portaluppi, Villa Necchi Campiglio è giunta a noi perfettamente intatta, sia nell’ampio giardino esterno – corredato da tennis e piscina -, sia nella ricca infi lata di sale interne. Architettura, arti decorative, arredi e collezioni restituiscono, nel loro armonioso insieme, l’elevato standard di vita dei proprietari, esponenti dell’alta borghesia industriale lombarda. Nello stesso tempo il fervore delle quotidiane attività domestiche è adeguatamente testimoniato dalla sequenza delle sale di servizio, offi ce, cucine e bagni, ancora dotati degli impianti tecnici originari.
Due importanti donazioni arricchiscono inoltre la visita: la raccolta di opere d’arte del primo novecento di Claudia Gian Ferrari e la raccolta di dipinti e arti decorative del XVIII secolo di Alighiero De’ Micheli.
Casa Museo Boschi Di Stefano
Nel cuore di Milano, all’interno di uno storico palazzo degli anni ’30 progettato da Piero Portaluppi, nasce un nuovo museo di arte contemporanea. La casa di due coniugi, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, con le opere che avevano scelto, amato e collezionato torna a vivere. La generosità e l’amore per la propria città indussero, infatti, l’ingegnere Boschi a donare al Comune l’intera collezione. La Casa Museo Boschi-Di Stefano aperta al pubblico dal 5 febbraio 2003 si presenta ai visitatori come uno scrigno ricco di capolavori di un consistente numero di artisti del Novecento tra cui De Pisìs, Carrà, Fontana, De Chirico, Morandi, Sironi per una delle collezioni di arte italiana del Novecento più ricche e straordinarie.
La Casa Museo Boschi Di Stefano nasce proprio dalla munificenza di Antonio Boschi e Marieda Di Stefano che nel 1973 donarono la loro collezione di arte contemporanea con la clausola che il Comune di Milano aprisse un museo nell’appartamento di famiglia nella palazzina di via Jan 15 progettata dall’architetto Portaluppi.
La collezione spazia dal futurismo agli anni cinquanta con opere di Soffi ci, Boccioni, Sironi, Severini e Dottori, del “Novecento italiano”, di Mario Sironi, cui è dedicata una stanza monografi ca, di Morandi, De Pisis, “Corrente” e del chiarismo lombardo.
Nella sala centrale, opere di de Chirico, Campigli, Savinio e Paresce ricostruiscono l’apporto italiano alla Parigi degli anni trenta mentre una stanza è interamente dedicata a Lucio Fontana. Nell’ultima sala gli acquisti recenti, tra cui una serie di Achrome di Piero Manzoni.
Museo Bagatti Valsecchi
Il Museo Bagatti Valsecchi è una dimora storica ubicata nel cuore del quartiere Montenapoleone, al centro di Milano. È fra le più importanti e meglio conservate case museo d’Europa e fa parte da ottobre 2008 del circuito “Case Museo di Milano”. Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi, di Varedo, concepirono insieme il progetto di costruire una dimora in cui abitare, ispirata ai palazzi signorili del Quattro e Cinquecento lombardo e di arredarla con oggetti d’arte rinascimentale. A questo scopo venne ampliato il palazzo milanese di famiglia (attuale sede del Museo) alla fine dell’Ottocento.
A reggere il Museo Bagatti Valsecchi è una fondazione privata, voluta dagli eredi Bagatti Valsecchi per esporre al pubblico le collezioni d’arte rinascimentale e gli oggetti d’arredo rinascimentale e neorinascimentale raccolti negli ultimi decenni del XIX secolo dai fratelli Fausto e Giuseppe per arricchire la propria casa.
E’ il piano nobile di Palazzo Bagatti Valsecchi, ristrutturato negli anni ottanta del XIX secolo in stile neorinascimentale, che accoglie la fastosa dimora dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi; qui i due nobili milanesi allestirono le opere d’arte appositamente raccolte, disponendole in sontuosi ambienti domestici ispirati al gusto del Rinascimento lombardo.
Si saldavano così in un insieme di grande suggestione la ricca collezione di dipinti e manufatti quattro-cinquecenteschi e le sale destinate a contenerli. Tavole di antichi maestri quali Giovanni Bellini o il Giampietrino, maioliche, vetri rinascimentali, arredi quattrocenteschi, avori, orefi cerie, armi e armature compongono il ricchissimo patrimonio della casa museo e ne arredano i suggestivi ambienti creati, verso la fi ne del XIX secolo, sotto l’attenta supervisione dei due fratelli Bagatti Valsecchi.
Le Dix, nuovo hotel di lusso a Beirut
Hotel Le Dix è un nuovo complesso ricettivo di lusso che è stato appena inaugurato nel centro di Beirut, in Libano.
L’hotel è stato costruito dal gruppo di investimento Al Shegrey Group KAS Investment, che ha deciso di garantire agli ospiti un servizio di alto livello, con collegamento gratuito con l’aeroporto in Limousine.
Il nuovissimo hotel di lusso Le Dix dispone di ben 10 suite, caratterizzate da sfarzo senza confini per dei soggiorni da veri nababbi; ognuna di esse dispone di una spettacolare vista sul mare ed ha un ascensore privato che la collega direttamente al parcheggio sotterraneo.
La struttura gode di una posizione strategica, nei pressi dell’antico Raouche Rock in General Charles De Gaulle Avenue e quindi a pochi passi dalle boutique più prestigiose della città e i punti di vita notturna.
Secondo quanto considerato da alcuni analisti, Beirut da tempo cerca di vincere il confronto con Dubai, anche se sembra sia molto difficile che questo accada.
Fonte: GoLook.it
Case Museo di Milano
Il Circuito delle Case Museo di Milano
Milano possiede, tra le sue grandi ricchezze, un patrimonio unico: quattro eccezionali case-museo attraverso le quali rappresentare la propria storia “recente”: nella seconda metà dell’Ottocento quella dei nobili Gian Giacomo Poldi Pezzoli e dei fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi; e tra gli anni trenta e gli anni settanta del Novecento quella dei coniugi borghesi Boschi Di Stefano e della famiglia di industriali Necchi Campiglio, le cui dimore sono state entrambe realizzate da Piero Portaluppi (Milano 1888-1967).
La storia della città può essere così raccontata da alcuni dei suoi protagonisti: quei personaggi che hanno creato e generosamente messo a disposizione le loro abitazioni e le opere d’arte raccolte nel corso della loro vita.
L’incontro con queste dimore svelerà anche i ruoli familiari, la classe sociale di appartenenza , il gusto e la ricchezza dei padroni di casa, che sono rappresentati attraverso gli oggetti esposti, per facilitare la comprensione del racconto, così come i libri di storia usano le illustrazioni per evocare fatti, idee, avvenimenti.
La rete delle case-museo milanesi, tutte collocate nel centro della città, propone itinerari di visita che valorizzano gli intrecci tematici e insieme le diversità della storia narrata (dal collezionismo, alla scelta di architetti e decori, agli stili di vita) per sottolineare la specifi cità della proposta culturale e didattica che sta alla base di questo circuito, in grado di rappresentare con grande qualità e intensità le differenti identità di una città.
Il Museo Bagatti Valsecchi, Casa Boschi di Stefano, Villa Necchi Campiglio e il Museo Poldi Pezzoli dal 2 ottobre 2008 sono riuniti nel circuito delle case museo milanesi.
Il circuito nasce con l’intento di far conoscere e promuovere il patrimonio culturale e artistico milanese, nel corso di quasi due secoli di storia, attraverso alcuni dei suoi protagonisti: i nobili Gian Giacomo Poldi Pezzoli e i fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi nell’Ottocento, i coniugi Boschi di Stefano e gli industriali Necchi Campiglio nel Novecento.
Le quattro case museo, tutte situate nel centro di Milano, sono accomunate dalla generosità dei loro fondatori, che hanno messo a disposizione della collettività le loro abitazioni e le loro collezioni d’arte, e sono oggi luoghi di grande fascino. Visitarle permette di conoscere storie personali e scelte di gusto che riflettono anche l’evoluzione e la trasformazione della società cittadina.
La nuova rete museale, nata da un accordo di programma sottoscritto nel 2004, è realizzata per volontà e in collaborazione con: Regione Lombardia e Comune di Milano e con il sostegno e il contributo di: Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano e Fondazione Cariplo.
Steel Stool, sgabello-scaffale in legno e acciaio da Noon Studio
Lo studio di design anglo-francese Noon Studio, ha progettato questo sgabello-scaffale.
Steel Stool, questo è il nome dell’oggetto, è realizzato in legno e acciaio basandosi sulla forma di una “y” che permette di essere componibile ed impilabile per poter formare una vero e proprio mobile-libreria.
Fonte: Linea Di Sezione
Piazza Affari, alias Palazzo Mezzanotte
Lo storico palazzo milanese di Piazza Affari, oltre ad essere la sede di Borsa Italiana è anche il fulcro di un moderno polo di comunicazione: il Congress Centre and Services. Un luogo dove convegni, sfilate di moda, cene di gala, esposizioni, momenti di formazioni trovano la loro giusta destinazione Palazzo Mezzanotte ha ospitato nel suo Parterre le contrattazioni azionarie con le aste a chiamata – cosiddette “alle grida” – e la corbeille, lo spazio nel salone centrale riservato agli intermediari finanziari per la compravendita dei valori mobiliari. Il passaggio al più moderno sistema telematico, ha fatto sì che il Palazzo sia oggi il fulcro anche di un moderno polo di comunicazione: il Congress Centre and Services può accogliere oltre 600 persone tra lo storico Parterre e le 4 sale dell’underground. Gli interni sono stati studiati per ospitare eventi di vario genere, che possono spaziare da congressi a sfilate di moda fino a cene di gala.
Il Parterre è stato trasformato in un elegante auditorium di 440 posti, reso particolarmente suggestivo da un’avveniristica copertura in cristallo e acciaio che si inserisce in modo armonioso nel contesto architettonico preesistente. La sala è illuminata da uno dei lucernari più ampi d’Europa e consente la vista della parte alta dell’edificio, con tre ordini di finestre dietro le quali si aprono gli uffici di Borsa. Ideale per ospitare congressi, cene di gala, sfilate ed esposizioni.
Non solo la Sala delle Grida, ma anche gli spazi dell’Underground (un tempo riservati alle contrattazioni del Mercato dei Cereali) sono stati completamente ristrutturati e oggi vi si trovano sale da 20 a 130 posti e l’Area Scavi, dove la pavimentazione in vetro mette in risalto le fondamenta di un edificio dell’epoca romana risalente al II° secolo d.C. e i resti di un teatro dell’età imperiale. Gli spazi sono circondati da colonne di maioliche ideate e disegnate dall’architetto Giò Ponti, direttore artistico di Manifattura Richard-Ginori tra il 1923 e il 1930. Alta espressione del gusto Decò ispirato al Neoclassicismo lombardo, raffigurano i simboli dell’antico Mercato dei Grani e dei Cereali.




















