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Gli Orti di Leonardo, la delizia della raffinatezza del passato
Chissà cosa penserebbe il grande Leonardo da Vinci se, catapultato per incanto nel terzo millennio, tornasse a calpestare il suolo laddove oggi trova spazio un raffinato locale ricco di fascino estemporaneo. Gli Orti di Leonardo é un atipico ristorante molto originale, ubicato al centro di Milano, in un luogo ricco di storia nel quale soggiornò lo stesso artista scienziato dietro compenso del grande Ludovico il Moro, il quale donò al grande genio una vigna con orto a sedici pertiche. Il luogo riconduce ai fasti del passato ed infatti si presenta proprio come nel lontano periodo pre-rinascimentale, un ex convento quattrocentesco delle Stelline, adornato di opere di artisti del passato, ma talvolta é possibile scorgere realizzazioni di nuovi talenti emergenti per conclamare quella raffinatezza e quel gusto manifestati per l’arte in generale. Qualità e convenienza sono un piacere offerto dalla professionalità del personale, altamente cordiale e disponibile, gestiti dalla intraprendenza del titolare Angelo Franzini e affidati alla creatività culinaria dello chef Luca Gubelli, il quale conferisce ad ogni suo piatto uno speciale tocco di classe intriso di leggerezza e passione.
Un eco di bagliori d’antan presso Gli Orti di Leonardo, lasciandosi trasportare dall’immaginazione vivificata in un ricordo memore permeato di stile, buon gusto e riecheggio degli antichi sapori, più che mai presenti nella rielaborazione della tradizione in un nuovo divenire contemporaneo.
Per informazioni: http://www.ristoranteortidileonardo.com – http://www.ortidileonardo.com
by Marius Creati
Lo Zafferano, oro prezioso
Fu Krokos, l’amico di Hermès, che dono’ il suo nome al Crocus. Stavano giocando lanciando con il disco e Krokos venne colpito mortalmente alla fronte. Il sangue che usci’ dalla sua ferita entro nella terra e la fecondò. In quel punto, poco tempo dopo, usci un bellissimo fiore blu violetto con i tre stigmi che rappresentarono da quel giorno, per i greci, la resurrezione e la potenza vitale. Il nome stesso, Krokos, è associato alla radice greca che significa” filamento”. Originario del Cachemire e del Nepal, è coltivato dall’antichità ovunque nella zona mediterranea. Di certo si sa, grazie ad un papiro medico datato 1.500 A .C , che arrivo in Egitto. I Romani vedevano in questa spezia il simbolo della gioia spirituale e lo bruciavano come incenso durante le loro funzioni religiose. I Fenici lo vendevano trasportandolo sino in Africa del nord, dove esistevano dei magazzini a Tunisi, in Algeria e in Marocco. Nel Reame la coltivazione dello zafferano occupa delle piccole zone a Debdou ma è a Taliouine, villaggio montano dell’Atlas, a 1.200 mt di altitudine, collegato al resto del mondo dal colle del Tizi n’ Test, che si trova l’eccellenza a livello mondiale. Questo piccolo crocus, i cui pistilli fornisco la preziosa spezia, ha attraversato i secoli grazie alle sue virtù medicamentose e al suo potere colorante. Questo fiore appartiene alla famiglia delle iridacee e il suo bulbo raggiunge i due/tre cm di diametro. Uno solo di questi bulbi puo generare sino a 8 fiori, ognuno dei quali possiede sei petali di colore violetto e, cosa fondamentale, un piccolo pistillo da dove si svillupano gli stigmi, di color giallo-arancio. Nello zafferano sono presenti ben 5 tipi di coloranti, tutti a base carotenoide che hanno la rara particolarità di essere solubili nell’acqua e quindi utilizzabili come coloranti. Possiede inoltre 35 aromi differenti e il più caratterisco, quello che tutti conosciamo, si svilluppa nella fase del seccaggio. I bulbi riposano sino ad agosto e iniziano a produrre le loro prime foglie, poi di seguito, velocemente, i fiori.La sua fioritura è uno spettacolo di colore unico e indimenticabile, che ridipinge i superbi paesaggi del Siroua. La seconda specificità dello zafferano è la sua coltura, dormiente sino al fine estate e raccolta autunnale. Ha bisogno di sole, pioggia e luce pari a quella dei vigneti. Questo bulbo rustico si pianta ad una altitudine che varia dai 650 ai 1.200 mt s.l.m. e puo’ resistere a gelate importanti, sino a -15°, come a colpi di calore oltre i 40°.
Fonte: My Amazighen
Punt e Mes, sapore del vino di lusso dei Fratelli Branca Distillerie
Vermut: le origini
E’ uno dei più interessanti e tipici vini di lusso italiani. La vecchia grafia del nome stesso era Vermuth (o Wermouth) . L’origine di questo nome non è sicura; generalmente si fa risalire al tedesco Wermuth “assenzio” (Artemisia absinthium). Si vuole che un vino di questo genere fosse già preparato nell’antichità dai Romani, sotto il nome di Absinthiatum vinum. Sta di fatto però che la sua fama è nata in Piemonte per merito di Antonio Benedetto Carpano il quale per primo nel 1786 lo fabbricava e “lanciava” a Torino. Il vermut è composto da vino bianco – Moscato del Piemonte e alcuni ricchi vini del Sud Italia – e caratterizzato nel sapore e nell’aroma da un infuso di erbe di montagna attentamente selezionate.
Come è nato il Punt e Mes
L’invenzione di Antonio Benedetto Carpano ebbe successo in Piemonte, in Italia e in poco tempo in tutta Europa. Nella bottega Carpano nacque anche una versione più amara del vermuth: il Punt e Mes dove il vermut classico è corretto da una mezza dose di china.
Il Punt e Mes deve il suo nome a un agente di borsa che preso da una discussione sull’andamento della giornata e sul valore in punti di un titolo, nell’intento di ottenere un vermut corretto con una mezza dose di china ordinò gesticolando e in dialetto piemontese “un punt e mes”. Un punto di dolce più mezzo punto di amaro: un gusto originale e bilanciato. Un prodotto con una immagine e un logo – la “palla e mezzo” – semplice, memorabile, iconica.
Carpano Antica Formula, Punt e Mes, i vermut classici Carpano sono diventati famosi per la loro storia, per la loro eccellente qualità, per l’amore, la cura e la capacità produttiva artigianale di Fratelli Branca Distillerie che li produce secondo le ricette originali tramandate da Antonio Benedetto Carpano.
The Bombshell by Moët & Chandon
BICCHIERE
Champagne flute
METODO
Build
INGREDIENTI
½ oz / 15 ml succo di mandarino
¼ oz / 10 ml Maraschino
3 oz / 90 ml Moët Impérial
Maraschino cherry
COME
1.mettere la ciliegia maraschino nel flute
2.versare il succo di mandarino
3.aggiungere il maraschino
4.riempire con Moët Impérial
5. Mescolare delicatamente con un cucchiaio lungo
The Socialite by Moët & Chandon
BICCHIERE
Champagne flute
METODO
Build
INGREDIENTI
½ oz / 15 ml liquore di sanbuco
3 oz / 90 ml Moët Impérial
Zolletta di zucchero
COME
1.mettere la zolletta di zucchero nel flute
2.versare il liquore di sanbuco
3.riempire con Moët Impérial
4. Mescolare delicatamente con un cucchiaio lungo
The Player by Moët & Chandon
BICCHIERE
Champagne flute
METODO
Build
INGREDIENTI
¼ oz / 10 ml succo di lime fresco
¼ oz / 10 ml di liquore Ginger
3 oz / 90 ml Moët Impérial
Scorza di lime
COME
1. Versare il succo di lime fresco nel flute
2. Versare il liquore ginger
3. Riempire con Moët Impérial
4. Mescolare delicatamente con un cucchiaio lungo
5. Aggiungere la scorza di lime al drink
Gourmet Chocolate of the Month Club, il nuovo mondo del cioccolato
Devo ammettere che il cioccolato é assolutamente una mia grande passione. Ma é prassi che il viso della mia compagna di giochi si illumina dopo aver morso un pezzetto di un pregiato cioccolato al tartufo… E’ un vezzo al quale non é possibile desistere, un piacevole lusso da desiderare. In questi ultimi tempi si insinua un nuovo movimento nel mondo del cioccolato, Gourmet Chocolate of the Month Club, diverso da quello che si può trovare presso la propria cioccolateria di fiducia. Organici e designer del cioccolatino offrono un nuovo mondo di sapori, plasmati in un flebile gusto che accende una voglia casuale in un delicato appagamento duro a morire. Se volete conoscere quanto sia speciale degustarne gli effetti, propongo una degustazione del cioccolato di Month Club. Anche come dono mensile per gli amanti del cioccolato della vostra famiglia, esso può essere un sottile impegno appassionato… Parola di un voluttuoso edonista del gusto!
by Marius Creati
Tikoy, torta per degustatori di gran lusso
Fonte: GoLook.it
The Fashionista by Moët & Chandon
BICCHIERE Champagne flute
METODO Build
INGREDIENTI
¾ oz / 20 ml succo di melograno
3 oz / 90 ml Moët Impérial
Un petalo di rosa color rosa
COME
1.Versare il succo di melograno nel bicchiere
2.Riempire con Moët Impérial
3.Mescolare delicatamente con un cucchiaio lungo
4.Mettere un petalo di rosa sul drink
Macarons, degustazioni gioiello di Ladurée
Questa volta desidero parlare dei famosi dolcetti Macarons, provenienti dalla pasticceria francese unica al mondo Ladurèe, produttrice di queste prelibatezze. Il macaron é formato da due dischi di pasta di mandorle ottenuti miscelando gli albumi d’uovo, farina di mandorle e zucchero. Una volta cotti vengono farciti con un cuore di crema che, a seconda delle stagioni o delle ricorrenze, può variare nel gusto, tra i quali basilico e liquirizia, menta e vaniglia, pistacchio, rosa e violetta, ciliegia, cioccolato… così come per i svariati colori dei dischi di pasta esposti nelle vetrine come se fossero veri gioielli d’alta pasticceria. La confezione elegante dona un’immagine preziosa, ormai un trend di Ladurée, venduta per la modica cifra di 8 euro l’etto. Ladurée, a differenza delle comuni pasticcerie italiane e straniere, è concepita come se fosse una vera boutique dove il cliente non consuma il prodotto sul posto, ma seduto a tavolino affiancato ad una buona tazza di tè, come accadeva alla corte di Luigi XVI. Si narra infatti che i macarons erano i dolci preferiti di sua maestà la Reine Marie-Antoiniette. Ladurée fu fondata dal Luise Ernest Ladurée nel lontano 1862, quando decise di aprire una panetteria in rue Royale 16 a Parigi, non sapendo che con il trascorrere del tempo sarebbe diventata la pasticceria di lusso che oggi tutti noi conosciamo. In onore del rinomato simbolo della gastronomia francese concludo dicendo… Bon appétit!
by Emilio Di Iorio



























