Azemmour, memoria storica del Marocco

January 13, 2017 Leave a comment

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Le guide turistiche la menzionano appena, gli automobilisti pressati ci passano attorno senza entrarvi, i bambini la disertano: Azemmour conta poco nella geografia marocchina. Una tale mancanza davanti ad una vecchia signora è rivoltante. Lo sguardo fisso sulle acque irradiate del Oum Errabi, dove si specchiano le antiche glorie e si ruminano amarezze. Azemmour non ha vissuto per questa infamia. Poi si consola e si dice da sola che è sopravvisuta alla sue sorelle in eterno splendore, sorelle come  Tit, Lixus, Chellah e Medhia. Dopo che queste città sono sprofondate nelle sabbie mobili della Storia lei tiene ancora, malgrado le ferite inflitte dal tempo. Dall’alto della sua immemorabile nobiltà guarda El Jadida e Casablanca che, insolentemente, mostrano i loro segni esteriori di ricchezza. Azemmour si ostina, con tenacia, a non voler dimostrare i suoi anni. I Fenici la coprirono di elogi chiamandola Azama. I Cartaginesi vi gettarono l’ancora, conquistati dalle sue ricchezze. I Romani se ne impadronirono e svilupparono la pesca alla trota salmonata, che si riproduceva nell’estuario dell’Oum Errabi. Prima ancora non si possono attribuire paternità ad Azemmour; le radici del toponimo Azemmour, in berbero, riporta alle olive selvatiche,  e lo storico Brahim Boutaleb sostiene che questa città è berbera di nascita. Testi antichissimi stabiliscono che fu popolata dai Bacuates. Questa tribù non è altro che quella dei Berghouata, una delle tante tribù Masmouda, installatasi durante i secoli nei territori Doukkala. Quandol’Islam si spanse nel resto del Paese, i Berghouata entrarono in disaccordo. Non rigettando la nuova religione ma reinventadone dogmi e i riti, con il Libro Sacro in lingua amazigh e un credo ritagliato. Ma prendendo sempre più spazio la tribù sahariana dei Sanhaja, capitanata dagli almoravidi Abdallah Ibn Yassine e Youssef Ibn Tachfine, cacciarono gli eretici in nome di una nuova ortodossia. Una volta ristabilita trovarono un sant’uomo, di nome Abou Chouaîb Ayyou Ibn Saîd Sanshaji, per radicare la vera fede ad Azemmour. Solo gli specialisti conoscono il segreto dell’arrivo di Abou Chouaîb dai confini del Sahara a Azemmour. Per i comuni mortali è il Patrono, quindi ricevette la Baraka (benedizione). Sulla strada che porta al suo Santuario un folla colorata e chiassosa si attarda davanti ai banchi dai commerci più disparati. Conflitto nella devozione, il santo fece voto di castità pertanto si declama la sua virtù nel rendere fecondi i ventri sterili. E’ chiamato “il donatore di bambini“e a questo titolo il suo Mausoleo è preso d’assalto dai “veggenti” che in cambio di un offerta assicurano un miracolo tramite Moulay Bouchaîb. Ma ne sono capaci? Per gli azemmouri la domanda è superflua, perchè secondo alcune storie, ben radicate, Moulay Bouchaîb è un dispensatore di miracoli. E tutti citano volentieri la leggenda secondo la quale apparve in sogno al santo una bellissima donna, che abitava nella lontana BaghdadLalla Aîcha Bahria. Con la forza delle preghiere la donna del sogno arrivò a Azemmour. Nel momento sbagliato perchè uncorso d’acqua si mise sul cammino dei due sospiranti dividendoli per sempre. Vissero, e poi morirono, ognuno sulla propria riva. Sotto gli Almoadi e i Merinidi, Azemmour conobbe una prosperità senza eguali. Una volta condotta sul giusto cammino, Azemmour divenne la città favorita dei sultani.

Sotto il regno dell’almoade Abdelmoumen e del merinide Abderrahman, mise a frutto le sue innumerevoli risorse: l’agricoltura, l’artigianato, la pesca e la borgata divenne una sorta di metropoli per la regione intera. Seguì una lunga epoca di prosperità, furono secoli d’oro. I portoghesi, che occuparono Mazagan e Safi, non poterono restare indifferenti alla splendida città, dove i suoi frutti divennero appetibili e in specialmodo la pesca florida . La città venne assalita nel 1508, senza risultati. Tornati alla carica nel 1513 i portoghesi vinsero ma dopo 30 anni vennero cacciati. Estevanico, nato a Azemmour intorno al 1503 venne venduto come schiavo ad uno dei quattro comandanti della spedizione di Navaez che sbarcò sulle coste della Florida(Cabeza de vaca). Fu il primo, insieme agli atri Conquistadores, a scoprire e attraversare l’Arizona e il Nuovo Messico. Venne ucciso dagli indiani Zuni a Cibola (una delle leggendarie 7 città d’oro) nel 1539. Le tracce del passaggio dei portoghesi sono evidenti: robuste mure che circondano la vecchia medina, cannoni ovunque che sembrano pronti al tiro a vista sugli eventuali conquistatori. Entrare nella medina è come bagnarsi in uno charme vetusto che si esala da ogni cosa, strada o casa che sia. Tutto qui respira l’antica aria portoghese: portali in cedro dipinto, facciate ornamentali geometriche in pietra, forme cubiche delle case. E poi i nomi delle strette strade che evocano mestieri antichi: alkarraza  (i cordai), addarraza  (i tessutai), alkhayata (i sarti). Tutte le arti sono state coltivate a Azemmour, in particolare quella della fabbricazione delle babouches, dei tappeti, dei ricami, della gioielleria e delricamo e in queste ultime due gli ebrei erano i maestri assoluti. L’occupazione portoghese ha segnato profondamente e indelebilmente la città. Quando i Fenici, trenta secoli fa, abbordano le rive di Azemmour, alcuni mercanti ebrei erano al loro seguito. Alcuni di loro non ripartirono. I loro discendenti si specializzarono nel commerciodelle trote salmonate, che si spinse verso Casablanca e Mazagan. Della presenza ebrea non restano che poche vestigie tra cui un cimitero sulla riva sud del Oum Errabi, dove le tombe crollano e si distruggono sotto le cattive erbe. Nel quartiere ebreo, lamellah, che non si distingue più dall’altra medina, è visibile la nicchia del santuario del rabbino Abraham Moul Ness, un taumaturgo “inventato” negli anni ’40 e ancora oggi manifestamente visitato. A lato un edificio semidistrutto dove si intravedono, dalle grate delle sue finestre diroccate, alcuni candelabri a sette diramazioni, chiamati menorah. Sinagoga o casa di famiglia? Nessuno lo sa. L’epoca d’oro poi terminò. Di fatto, dopo aver cacciato gli spagnoli da Mazagan, città vicina, il sultano alaouita Sidi Mohammed Ben Abdallah decise di aprire il Marocco al commercio atlantico. Con questa misura città come Mogador (Essaouira), Safi, Casablanca, Larache e Tangeri ebbero un enorme profitto. Per Azemour il numero troppo alto di navi e battelli che solcavano l’estuario del fiume da e per l’Atlantico, divenne insostenibile. Il suo porto fu condannato all’oblio per la difficoltà che creava alle navi. La città dovette contare null’altro che sull’agricoltura e la pesca alle trote per sopravvivere. Così la trovarono i francesi all’inizio del loro protettorato: una città piegata su se stessa, troppo incollata al suo passato per occuparsi dell’avvenire. Più le colonie la disertarono più rinforzò il suo lassismo, restando ai margini della modernità, guardando la sua gloria passata. Azemmour si piegò ma non si spezzò grazie alle trote che frequentavano il suo estuario. La costruzione poi della diga di Sidi Maächou gli regalò il colpo di grazia; migliaia di pesci di mare rimontarono il fiume due volte all’anno per riprodursi creando scompensi del delicato ecosistema della trota. Privata della sua ultima risorsa Azemmour cadde nell’oblio. Da allora la disperazione si accompagnò alla città come una cattiva ombra. I viaggiatori che si avventurarono, sovente per inavvertenza, rimasero colpiti dalla desolazione lampante e oggettiva che si scorgeva, per l’incuria che avanzava. Azemmour era, sino a qualche anno fa, l’ombra di se stessa.

Oggi, faticosamente, sta rimontando la china con orgoglio e memoria storica.  Il suo sito incomparabile, i suoi tesori monumentali e la sua reputazione di musa di grandi pittori non meritano una sorte crudele. Il turismo si sta facendo strada; surfisti, semplici viaggiatori, appassionati d’arte, arrivano alla chetichella per ammirarla in tutto il suo splendoreArchitetti famosi e pittori illustri hanno convertito delle decrepite dimore in Riad spettacolari, alcune gallerie d’arte sono state create nella medina storica e, cosa fondamentale, un piano di turismo della città è stato sviluppato. Ilrinascimento di una città antica, carica di memoria e talmente affascinante da sembrare irreale, sta sorgendo dalle sue ceneri per svelare i suoi misteri e le sue glorie ai visitatori del mondo.

Info praticheAzemmour dista un ora da Casablanca. Pernottamento  presso alcuni riad Maison d’Hôtes nella medina antica (non necessita prenotare), vi consiglio il Riad Azama, sull’estuario del fiume con vista sull’Oceano Atlantico (prezzi circa 90 euro la camera doppia con prima colazione).

Fonte: My Amazighen

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Pietro Ferrante, gioielli unisexll’insegna dell’amore rock style

January 11, 2017 Leave a comment

Il 2017 firmato Pietro Ferrante si apre all’insegna dell’Amore con cuori  rock style

C’è quello minimal, guest di un autentico anello in bronzo dal pattern rigato ton sur ton, che colpisce per la squisita semplicità e quello bombato in ottone, “dotato” di cuffie dedicato agli appassionati di musica e che pende a mo’ di charm da un bracciale a mini boule.

Il 2017 firmato Pietro Ferrante si apre all’insegna dell’Amore rock style, anche come augurio universale, con una serie di gioielli unisex, come sempre interamente hand-made in Italy, che vedono protagonista il Cuore nelle sue molteplici declinazioni.

Smaltato o dalle linee essenziali, prezioso o ispirato ai tattoos old school. Proprio come per il maxi ring in argento dalla forma ovale della nuova linea Novecentoventicinque, che nella parte centrale “ospita” due rondini stilizzate che reggono un catenaccio a forma di heart e in basso due vintage keys.

E abbiamo rondini anche sul cuore flat della collezione Wanderlust, che ciondola da un’originale catena per pantaloni, indispensabile per tenere le chiavi al sicuro e regalare un tocco romantico e rock all’outfit.

D’altronde… all we need is love!!!

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Tomahawk 52 m, the new explorer concept by Columbus Yachts

January 7, 2017 Leave a comment

COLUMBUS TOMAHAWK 52 M – EXPLORER VESSEL
A revolutionary explorer concept 
-Conceived as a ship for its technical and seakeeping qualities; as a yacht for its comfort qualities
A full custom design
-The extra-large volumes host the largest beach area and toy storage on the market

Columbus Yachts, a Palumbo Group S.p.A. brand, is proud to unveil the Columbus Tomahawk 52 m, the new explorer concept in its 499GT version. The vessel has a very unique Italian design. Marco Casali has based the concept of the new explorer on Palumbo’s shipbuilding experience and heritage.

The Columbus Tomahawk is conceived as a ship for its technical and seakeeping qualities, not just as a yacht. The hull (by Insenaval) is the result of a research vessel experience, designed to offer the best sea keeping and stability qualities in any weather condition worldwide.

The name “Tomahawk” – which comes from a North American Indian battle axe – gives the bow its unique design: created for a perfect relationship with the sea, it recalls the power and the stylish design of the ancient and solid weapon.

The clean-cut design of this explorer vessel perfectly combines with the extraordinary spaces for guests, with high quality finishing and unique comfort, offered by the incredible size and ”smart” layout.

The Tomahawk is a concept that may be developed in lengths from 40 to 100 m: a full custom design which is able to satisfy the owner’s wishes on an unbeatable technical platform.

Marco Casali – designer: “Tomahawk is conceived as a yacht inside a ship, because of its comfort qualities. The owner’s cabin (75sqm) lies at the bow with its forward facing windows overlooking a 21 square meters private terrace with its sun bathing platform and Jacuzzi: a clear 180 degree view in total privacy. The guest area in the lower deck is connected to the gym-spa area with windows overlooking the beach club. The guests and the owner may reach the beach area, the pool and the water directly without passing through the saloons. A unique dining area is hosted in the bow with an American bar and a cinema/karaoke space. The crew area is also larger than usual and focuses on the quality of the space.”

The vessel’s extra-large volumes are clearly devoted to the largest beach area ever (200smq on 3 levels) and all kinds of sea-toy storage. The aft level opens directly over the sea with the possibility of hosting up to two 12m tenders. Four jet skis, a submarine or several motorcycles could be hosted in the lower garage together with inflatables or other toys. A bow garage guarantees space for an additional tenders and sea-toys.

When empty, the entire area reveals the full size swimming pool (6×2.5 m) in a space that could host three quarters of a basketball court (9x7m). This area may be equipped with free standing tables, sun bathing platforms or settees, or as a big playground.

The powerful crane for tenders and submarines can also be used as the lift for an ample canvas bimini to provide shade for the beach area.

Among the unique features of this vessel, is the opportunity of hosting an MCA compliant helipad on the top deck with direct access to the main stairwell, along with an enlarged bridge offering perfect visibility for mooring and cruising in any location.

BRIEF SPECS
L.O.A.                                                        51,3 m                          
Maximum beam                                        10,25 m                        
Draft at full load                                         2,70 m                          
Cruising Speed                                         14 knots                       
Top Speed                                                 15,5 knots 

Gross Tonnage                                           499 GT            

Displacement at full load                            540 tons          
Cruising Range at 12 knots                        4000 nautical miles
Engine options                                            2 x MTU 12V4000 M53R 1140KW@1600 RPM

Fuel oil                                                        100.000 lt
Fresh water                                                 20.000 lt
Black and gray water                                  20.000 lt

Staterooms                              5/10
Construction material              Steel and Aluminum Alloy
Naval architect                        Insenaval/ Palumbo Group
Exterior design                        Marco Casali/ Palumbo Group
Interior design                         Marco Casali/ Palumbo Group
Classification                           American Bureau of Shipping Maltese Cross A1,
Yachting Service, AMS, ACCU Compliance LY3

Lo scapolare, glamour e spiritualità da My Charm

December 28, 2016 Leave a comment

Un mix perfetto di glamour e spiritualità per “Lo scapolare” firmato My Charm

Il brand partenopeo trasforma in gioiello fashion, declinato in oro o argento, l’“abitino” dalle antiche origini indossato dai religiosi, simbolo d’amore e garanzia di protezione divina

Coniuga alla perfezione glamour e spiritualità l’ultimo nato di casa My Charm“Lo scapolare”. Un‘autentica collana realizzata in oro o argento, impreziosita da due medaglie rettangolari, una che scende sul davanti illuminando il décolleté e l’altra, che va ad adagiarsi sulla schiena.

Un gioiello beneaugurante, unico e double al tempo stesso, ispirato agli scapolari indossati sin dall’antichità dai religiosi, simbolo d’amore e garanzia di protezione divina.

Per l’occasione, il brand partenopeo propone una reinterpretazione in chiave stylish dell’“abitino” benedetto fronte-retro metafora dell’abito sacro, destinato a tutelare il cammino e, nel contempo, coprire le spalle dai pericoli.

Ad hoc, le frasi incise sui due pendenti: dalle Virtù Teologali, pilastri della spiritualità cristiana, a brevi frasi tratte dai salmi più noti dell’Antico Testamento, passando per le Virtù Cardinali… e non solo.

Considerata l’origine dello Scapolare, i valori  e le immagini selezionate richiamano naturalmente religiosità, amore e protezione, per se stessi e per i propri cari.

Fashion object raffinato e molto particolare, “Lo scapolare” by My Charm è stato pensato essenzialmente per le donne, ma è disponibile anche in versione maschile, per bambini e per l’intera family.

Declinata in ben 39 varianti, ton sur ton o a contrasto, con o senza pietre, grazie al sistema “sliding”, la lunghezza della collana è modificabile a piacimento, sia sul davanti che sulle spalle, per ritrovarsi così un gioiello sempre diverso adatto ad ogni circostanza ed outfit.

Prezzi al pubblico a partire da € 78,00.

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Merry Christmas & Happy New Year 2017

December 23, 2016 Leave a comment

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Merry Christmas & Happy New Year 2017

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Sloughi, dono di Allah

November 9, 2016 Leave a comment

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E’ rapido come una freccia. Alla velocità della luce blocca la sua preda e attende con calma l’arrivo del suo padrone. E’ quest’ultimo che ucciderà il selvatico, perchè è così che vuole il Profeta. Anche il poeta arabo Abu Nuwas (757-815 d.C.)  rese omaggio allo Sloughi dopo essere stato ospite di una tribù di Beduini, dove questi cani godevano di un trattamento di favore. Dieci secoli dopo, il generale di divisione francese Eugéne Dumas, direttore degli Affari dell’Algeria e console di Francia dal 1837 al 1839, a lato dell’emiro Abd-el-Kader, divenne testimone del ruolo tenuto da questi levrieri nella vita dei Beduini. “Nella tenda, lo Sloughi dorme vicino al suo padrone sotto una coperta che lo protegge dal freddo. Al collo, indossa collari preziosi e portafortuna“. Nelle tribù, questi animali ricevono i migliori alimenti disponibili e, se necessario, le donne allattano i cuccioli in difficoltà. Alla morte di uno Sloughi tutti piangono come se avessero perso uno dei loro famigliari. Un beduino era considerato un uomo ricco, di successo, quando possedeva tre cose: un falco potente, un cavallo nobile e uno Sloughi. Gli uomini attraversano il deserto a cavallo, i loro cani sistemati sulla sella e il falco appollaiato sul braccio. Un flebile fischio del cavaliere e il falco si invola alla ricerca dei una preda: gazzella, lepre, volpe del deserto. Dopo che il rapace individua il selvatico e  lo abbatte con i suoi artigli giunge il momento di lasciare il cane. Quest’ultimo si lancia in una corsa irrefrenabile mentre il falco tenta di fermare il selvatico attaccandolo alla testa. Se il falco fallisce, il cane solo prosegue la sua corsa, anche per ore, sino a raggiungere ed abbattere la preda stremata. Con la sua anatomia, forgiata nel deserto, nessun animale di quei luoghi è più rapido e più perseverante di uno Sloughi. Mentre i cani, considerati come dei bastardi di strada, non hanno vita facile nei paesi islamici (se un credente ne tocca uno dovrà lavarsi le mani per sette volte ) gli Sloughi beneficiano di un aura particolare. Sono considerati degli animali puri e nobili: “Il levriero è un dono di Allah, è la nostra ricchezza, toccandolo ne siamo onorati“, dicono i beduini. La sua reputazione ovviamente è dovuta alle sue doti straordinarie di cacciatore, che permette ai beduini di mangiare carne malgrado le difficoltà di vita presenti nel deserto (oltre i 60° di giorno e 0° la notte). Ma il principale motivo della sua estrema popolarità è riferita alla sua leggenda, che si tramanda da secoli. Si dice infatti  nel Corano che uno Sloughi, chiamato Kitmir, vegliò 309 anni il sonno dei sette martiri dormienti (Efeso). Per aver compiuto questo dovere, Maometto accordò al levriero di entrare nel Paradiso. “Ecco perchè lo Sloughi è considerato come il cane di Maometto“, concordano diversi allevatori marocchini. Ed ecco perchè in Africa del nord, lo Sloughi resta un cane difficile da acquistare. Tre Sloughi vivono a Palazzo con il re Mohammed VI e quando il sovrano dorme, i cani vegliano il suo sonno nell’anticamera e neppure le guardie del corpo possono a quel punto entrare, racconta un allevatore marocchino: ” Il contatto millenario con gli uomini ha sviluppato in loro il dono di poter leggere nel pensiero degli umani; si ha quasi l’impressione che questi cani sappiano quando qualcuno ha delle cattive intenzioni”.

Fonte: Sloughi Marocco

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Sloughi, cronaca di una scomparsa annunciata

November 9, 2016 Leave a comment
sloughi
Ho tradotto questo articolo apparso il 2/06/2016 sul quotidiano economico L’Economiste, a firma di Yassine  Jamali, agricoltore e veterinario, grande appassionato e il maggiore esperto di Sloughis in Marocco. Altri suoi articoli relativi allo Sloughi e al cavallo arabo sono presenti sul blog.

Meknès, maggio 2016. E’ il Salone Internazionale dell’agricoltura marocchina detto anche SIAM 2016, splendida vetrina dell’agricoltura marocchina, dove l’allevamento la fa da padrone. I numerosi visitatori si accalcano per  ammirare i più bei rappresentanti di tutte le specie domestiche allevate in Marocco. tutte…fatta eccezione per due razze canine nazionali: lo Sloughi e il pastore dell’Atlas. E non è la prima volta. Successe nella penultima edizione del 2015 dove le due razze canine erano assenti pur essendo incontestabilmente parte integrante del patrimonio zootecnico e culturale del Marocco. Inoltre, i loro standard (descrizione delle caratteristiche della razza) e il loro Libro delle Origini, una sorta di stato civile, sono stati consegnati al Marocco dalla Federazione Cinologica  Internazionale (FCI) e  il nostro paese è quindi il nucleo ufficiale e il principale responsabile della preservazione e dello sviluppo dellle due razze canine nazionali. Per lo Sloughi, questa assenza deplorevole è l’esito di un inesorabile degrado della situazione, nel Maghreb e all’estero. La legge coloniale imposta dai francesi interdisse la caccia tradizionale con lo Sloughi ed è tutt’ora in vigora; cacciare con uno Sloughi è passibile di una pesante ammenda, oltre 10.000 Dh (ndr: circa 10.500 euro). L’assorbimento dello Sloughi  meticciato con il galco spagnolo, tocca ancora oggi tutti i luoghi reputati allo Sloughi, dal Gharb al Souss-Massa. Gli Sloughis di pura razza sono nettamente inferiori come numero in Marocco rispetto ai galco e incroci galco!. Ad oggi stabilire un numero esatto di presenze di Sloughi in Marocco è difficile se non impossibile: i raduni regionali organizzati dal Club marocchino dello Sloughi sono cessati senza spiegazioni, cosa che permetteva di valutare la popolazione sul piano qualitativo e quantitativo oltre a permettere l’iscrizione dei soggetti più importanti nel Registro Iniziale Marocchino (ndr: RIM – equivalente del nostro LIR). Per gli allevatori era anche l’occasione di reperire soggetti promettenti per un futuro da stalloni o fattrici selezionate. I raduni sono la pietra angolare per la salvaguardia dello Sloughi. Per sopperire la mancanza dei raduni alcune associazioni locali si sono organizate e diversi “Moussem” sono nati raccogliendo, tra il 2009 e il 2014 a Meknès, a Chemmaia, a Sidi Mokhtar, a Ouled Dellim, oltre 100 esemplari per ogni singola manifestazione. Punto dolente: nessun giudice abilitato era presente. Ora, un raduno,se non è accompagnato da una iscrizione del giudice al RIM per i soggetti validi presenti è totalmete inutile dal punto di vista della preservazione della razza, qualunque sia l’impegno profuso dagli organizzatori.

Da notare che in Marocco esistono solo due giudici abilitati per gli sloughis (a titolo di comparazione in Francia sono undici). Nelle esposizioni all’estero, da molti anni, vengono presentati Sloughi con tacche bianche sul petto che sono accompagnate da unghie bianche, grave difetto ereditario che deve essere penalizzato. Molte polemiche su questo argomento si sono alzate in Europa, in primis in Francia, e le associazione e i club di razza si sono rivolte verso il paese che detiene lo standard, il Marocco, chiedendo un giudizio arbitrario. La questione resta in sospeso nell’attesa di una decisione finale e ufficiale del paese detentore dello standard. Alla fine del 2004, una carovana organizzata da una associazione per la salvaguardia dello Sloughi e alcune associazioni locali poterono iscrivere al RIM circa 130 Sloughis, su circa 1.000 soggetti presenti. Queste azioni dovrebbero essere ripetute regolarmente per catalogare e registrare gli ultimi soggetti presenti in purezza e arricchire la genealogia della razza. Tutte le esposizioni canine in Marocco dovrebbero cercare di migliorare la visibilità delle due razze nazionali ma in realtà lo Sloughi è rappresentato da una dozzina di soggetti ogni anno di cui la metà originaria dell’Europa. Eccezionalmete la carovana del 2015 ha visto la presenza di un centinaio di Sloughis, fatto che inspessisce la speranza per questa razza ma purtroppo l’edizione 2016 ha visto la presenza di solo 15 soggetti. Per affrontare questa problematica è necessario organizzare altre carovane ed esposizioni di razza, formare giudici preposti alla conferma alfine di aumentare le iscrizioni al RIM, sotto la responsabilità di almeno due giudici abilitati. Un altra prospettiva da offrire ai Club dello Sloughi o a tutte le altre strutture cinofile desiderose di operare per lo Sloughi è una riscrittura dello standard. La suaprima versione è datata 1938, redatta da alcuni cinofili francesi…lavorando per osservazione diretta dei soggetti da loro presentati (non sempre di pura razza)…nè praticando la caccia tradizionale e senza consultare l’immensa riserva umana di sapere empirico creata da millenni di pratica e di osservazione quotidiana dello Sloughi. Qualche correzione è stata apportata ma nessuna di questa ha integrato il sapere tradizionale. Inoltre si possono trovare notevoli divergenze tra lo standard moderno, ufficiale, e il suo equivalente tradizionale, ancestrale, orale.

Prima differenza: protuberanza occipitale esterna. E’ un bozzo sulla nuca che i cacciatori attendono lo sviluppo con impazienza. Lo standard ufficiale la descrive al contrario come cancellata, estinta. E’ generalmente sviluppata in alcuni razze canine come i bracchi, alcuni levrieri e sopratutto…i canidi selvaggi. Si tratta di un carattere anatomico arcaico, volutamente conservato dall’empirismo dei cacciatori, non senza ragione certamente.

Seconda differenza: la coda, chiamata “fouet”. I cacciatori tradizionali verificano la sua lunghezza e la portano tra le cosce per farla risalire verso le anche, dove deve oltrepassare o al più attestarsi. Inoltre, deve presentare sulla sua sommità un anello terminale chiamato tradizionalmete “sfenja” (bignet) o khatem (anello). Secondo lo standard moderno” è presente una curva accentuata”. Questo famoso “anello” terminale ha la sua ragione di esistere: rivela una forte tonicità dei legamenti della coda e di tutto il corpo, garanzia di solidità delle articolazioni.

Fonte: Sloughi Marocco

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Loacker, pasticcino alla mousse di caramello o di ciliegia in edizione limitata

October 18, 2016 Leave a comment

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Nei Loacker Stores puoi trovare due morbide delizie a edizione limitata: il pasticcino alla mousse di caramello e quello alla ciliegia.

Quando i maestri pasticcieri dei Loacker Stores si mettono all’opera, nascono solo grandi dolcezze.

Il rifugio per l’inverno.

Non tutti i mali vengono per nuocere. Le temperature rigide ci permettono di ritrovarci in luoghi caldi e confortevoli come i Loacker Stores. Mentre l’atmosfera accogliente ti fa sentire subito a tuo agio, gli occhi hanno il tempo di perdersi tra le tante creazioni dolciarie.
In qualsiasi momento della giornata, i Loacker Stores sanno come rendere felici i suoi visitatori e come regalargli un intenso piacere.
Ogni prelibatezza che assaggi ha qualcosa di straordinario, e il segreto è tutto negli ingredienti di prima scelta. Da sempre, Loacker si preoccupa di selezionare solo le materie prime di alta qualità, e sai perché? Per darti qualcosa di esclusivo e veramente buono. Il resto è affidato alla grande maestria dei pasticcieri, veri fuoriclasse della cucina.
Entrare in un Loacker Store è un’esperienza per tutti i sensi.

Bontà del mese.

Il pasticcino alla mousse di caramello e quello alla ciliegia sono due novità invernali da provare assolutamente. Sia perché sono a edizione limitata ed è vietato lasciarsele scappare, sia perché Loacker garantisce sulla squisitezza.
Il dolcetto alla mousse di caramello ha un delicato pan di spagna alla cannella e un croccante cuore di meringa tutto da mordere.
Il pasticcino alla ciliegia mantiene la stessa base di pan di spagna alla cannella, ma ha una delicata crema alla vaniglia e delle profumate note di ciliegia.
Pensa a un pomeriggio pungente, una tazza di cioccolata Densa Loacker o un tè caldo, le bontà del mese dei Loacker Stores e la compagnia degli amici di sempre.
Cosa desiderare di più?

Nei Loacker Stores

  • Bergamo/ Oriocenter
  • Verona
  • Trento
  • Bolzano/Twenty
  • Bolzano/Piazza Walther
  • Brennero/Outlet Center
  • Heinfels
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Michele Miglionico, ospite alla Finale Internazionale “THE LOOK OF THE YEAR 2016”

October 18, 2016 Leave a comment

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Lo stilista Michele Miglionico ospite alla Finale Internazionale “THE LOOK OF THE YEAR 2016” Teatro Metropolitan di Catania 

“THE LOOK OF THE YEAR 2016”, manifestazione legata al mondo del modelling e osservatorio di ricerca privilegiato sulle future top model che coinvolge ogni anno 50 Paesi nel mondo, giunge alla sua 33esima edizione e vedrà la sua finale internazionale svolgersi sabato 22 ottobre 2016 alle ore 20.30 al Teatro Metropolitan di Catania presentata dalla conduttrice televisiva Jo Squillo. 

Ospite della serata lo stilista Michele Miglionico, già vincitore del “The Look Of The Year Fashion Award 2015”, esponente dell’Alta Moda Italiana, che presenterà un’antologia delle sue collezioni total red con una performance che vedrà coinvolgere anche modelli in quanto quest’anno torna “The Look Of The Year Man”.

Oltre allo stilista Michele Miglionico si alterneranno sulla passerella altri nomi internazionali dell’Alta Moda: Raffaella Curiel, Ettore Bilotta e Luca Litrico.

L’evento coinvolge modelle, agenzie, operatori del settore, tv, radio, giornalisti, fashion blogger, fotografi, case di moda, aziende del settore (make up, prodotti di bellezza, abbigliamento, moda, etc), nonché notissimi personaggi del mondo dello spettacolo e della moda.

Tv Moda Media Partner, sarà trasmesso sul canale 180 di Sky a copertura mondiale, è l’unico canale televisivo italiano che unisce moda, lusso e intrattenimento. Speciali e servizi andranno in onda sul programma “Modamania”, trasmesso sui canali Mediaset, La 5 e Rete 4; TGCOM e The Beach Channel, canale televisivo di Miami che trasmette su Atlantic – Channel 5.

La direzione artistica dell’evento è affidata al direttore di moda, Antonella Ferrari già direttrice del magazine “Freetime Excellence Lifestyle”.

Stella McCartney, installazioni pro animali nei suoi shop

August 25, 2016 Leave a comment

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Un’installazione al neon che rappresenta dei gatti. Nelle vetrine di 19 negozi Stella McCartney in Europa, Usa e Asia. Obiettivo della stilista inglese, da sempre sostenitrice dei diritti degli animali e del loro benessere, è supportare le associazioni PETA (People for the ethical treatment of the animals, la più grande associazione per la difesa dei diritti degli animali al mondo, con più di 5 milioni di membri e sostenitori) e Battersea Dog & Cats  che si occupa di cani e gatti abbandonati.

Le istallazioni vogliono trasmettere un messaggio di incoraggiamento a sostegno delle associazioni e resteranno nei negozi fino all’inizio di settembre per essere poi regalate alle due organizzazioni per essere poi utilizzate in altre occasioni.

In pratica gli stores inviteranno i clienti a sostenere PETA e Battersea Dog&Cat con donazioni libere. Un’iniziativa in linea con il pensiero della stilista. Vegetariana da tutta la vita, Stella McCartney non usa pelli e pellicce nella produzione dei suoi capi e accessori.
I fondi raccolti per Battersea Dogs & Cats Home da parte dei due stores Stella McCartney di Londra andranno a sostegno dei cani e dei gatti dei loro tre centri dislocati nel paese, mentre il denaro raccolto per PETA da tutti gli stores Stella McCartney nel mondo serviranno a coprire le spese per le campagne per la sterilizzazione e la castrazione dei gatti.

A supporto dell’iniziativa verrà lanciata anche una campagna sui social media con un divertente hashtag ispirato al tema dei gatti #StellaMcCatney.

Fonte: Io Donna