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Kim Jones, nuovo direttore artistico di Dior

March 20, 2018 Leave a comment

Kim Jones

Dopo 11 anni di collaborazione con Dior, Kris Van Assche lascia il ruolo di direttore creativo della linea Homme. Kim Jones (nella foto), ex direttore artistico di Louis Vuitton uomo, prenderà il suo posto.

Nato a Londerzeel in Belgio 41 anni fa, Van Assche ha mosso i primi passi da Yves Saint Laurent. Nel 2004 ha lanciato il suo marchio, chiuso l’anno successivo. Nel 2007 ha preso il posto di Hedi Slimane, quando lo stilista ha lasciato il timone creativo della linea Dior Homme. Secondo quanto comunicato da Lvmh, senza fornire ulteriori dettagli, resterà nel gruppo con un altro ruolo.

«Ringrazio Kris Van Assche per il contributo alla crescita di Dior Homme, per aver creato una silhouette maschile elegante e contemporanea – è il commento del neo-presidente e ceo di Christian Dior Couture, Pietro Beccari, che ha lavorato in precedenza con Kim Jones, quando erano entrambi da Vuitton.

«Dopo 11 anni in Dior Homme la mia mente e il mio cuore sono pieni di esperienze. Lascio questa maison per intraprendere nuove sfide», è la dichiarazione di Van Assche.

In base a quanto riferisce wwd.com, Kim Jones presenterà la prima collezione per Dior Homme il prossimo giugno. Dopo l’uscira da Vuitton, lo stilista era stato indicato tra i papabili direttori creativi di Burberry, al posto di Christopher Bailey, un ruolo poi affidato a Riccardo Tisci. Il suo nome era circolato anche lo scorso autunno, in relazione alla maison Versace.

L’arrivo di Jones è la prima mossa di Pietro Beccari, divenuto chairman e ceo di Christian Dior Couture sei settimane fa, dopo incarichi da Louis Vuitton e Fendi, dove ora si è insediato Serge Brunschwig.

«Sono felice di accogliere Kim Jones, con cui ho avuto la chance di collaborare in precedenza da Louis Vuitton – è il commento di Beccari -. Ammiro la sua interpretazione creativa, che combina la sua visione della cultura contemporanea con la reinterpretazione dei codici e dell’heritage di una maison di moda. Sono fiducioso nella sua capacità di ricreare il suo universo all’interno di Dior e immagino per Dior Homme un guardaroba elegante e decisamente moderno».

«Mi sento onorato di entrare a far parte della maison Dior, un simbolo di eleganza suprema – dichiara Jones -. Ringrazio calorosamente Bernard Arnaulte Pietro Beccari per avermi dato questa incredibile opportunità. Punterò a costruire una silhouette maschile moderna e innovativa, partendo dall’heritage unico di questa griffe».

Diplomato alla Central Saint Martins, Jones ha presentato la sua prima collezione, sul mercato per otto stagioni, nel 2003. Nel 2006 è stato nominato British Menswear Designer of the Year e nel 2008 è diventato direttore creativo di Alfred Dunhill. Nel 2011 è approdato da Louis Vuitton con il ruolo di direttore dello stile della divisione maschile. Nel suo curriculum figurano anche incarichi da Alexander McQueen, Mulberry, Hugo Boss e Umbro.

Fonte: Fashion Magazine

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Louis Vuitton, primo pop-up italiano in Brera a Milano

January 13, 2017 Leave a comment

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Si trova in via Fiori Chiari, nel quartiere milanese di Brera, il primo pop up store italiano di Louis Vuitton. Aperto dal 14 al 29 gennaio, è dedicato interamente all’universo maschile e ospita la collezione primavera-estate 2017 disegnata da Kim Jones, direttore artistico delle collezioni maschili della griffe, in anteprima e in esclusiva per il nostro Paese.

«Sono molto felice che questo progetto sia finalmente a Milano, la capitale del menswear – dice Jones -. Brera è un quartiere interessante e pieno di vita, in cui storia, arte e moda si fondono e diventano protagoniste».

Le proposte rendono omaggio all’Africa, patria della civiltà moderna, e all’arte dei Fratelli Chapman. Parallelamente fanno propri influssi del Punk londinese, il tutto tenendo come punto fermo l’heritage del marchio.

È la seconda volta che Jones lavora con i Fratelli Chapman: il risultato sono quattro stampe raffiguranti animali attorcigliati, come in un abbraccio, sullo sfondo dell’iconico Monogram. Disegnature utilizzate nel ready-to-wear, negli accessori e nella pelletteria, inclusi due beauty case rigidi, disponibili su ordinazione.

Lo “zoo” ideato dal fashion designer per Louis Vuitton è giocato su maglie in mohair, lavorate in modo da creare striature che richiamano il manto degli animali della savana, fantasie zebrate declinate in blu petrolio, sahariane da esploratore, tartan di ispirazione Masai e capi in pelle intrecciata a mano.

Echi Punk si trovano nelle calzature, dai sandali con cinghie da paracadute ai mocassini stringati con alte suole in gomma. Nel negozio non mancano borse e articoli da viaggio, accessori, piccola pelletteria e orologi, a loro volta personalizzati con il tocco dei modelli Chapman, insieme a grandi classici della maison.

a.b.

Fonte: Fashion Magazine

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