Archive

Posts Tagged ‘Lytro’

Lytro, fotocamera con sensore intelligente

December 31, 2011 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Prevista per l’uscita nei primi mesi del 2012 (in USA, in Europa ancora non si sa nulla), Lytro è una semplicissima macchina fotografica, ma diversa da tutte le altre. Mentre su ogni macchina fotografica normale è necessario mettere a fuoco un soggetto (e questo, che viene fatto automaticamente o manualmente richiede un tempo che varia da pochi millisecondi a qualche secondo) prima di scattare la foto, Lytro ha introdotto una nuova tecnologia che elimina il passaggio di messa a fuoco. Infatti Lytro è in grado di produrre una immagine chiamata “living picture” (foto vivente), ovvero un’immagine in cui è possibile scegliere quando si preferisce la parte della foto che si desidera mettere a fuoco. Quindi Lytro è anche più veloce a scattare le foto in quanto non richiede la messa a fuoco.
La tecnologia del sensore di Lytro (di cui parleremo nel paragrafo successivo) è stata sviluppata dopo oltre 10 anni di ricerca all’università di Stanford ed è destinata a rivoluzionare l’attuale formato RAW delle macchine fotografiche, quel formato che ci consente di modificare bilanciamento del bianco e altri parametri anche dopo aver scattato la foto. Chissà dunque se tra qualche anno potremo modificare anche la messa a fuoco con il formato RAW.
Come avrai notato dalle immagini anche a livello di design Lytro soddisfa pienamente, si tratta di un piccolo parallelepipedo che pesa poco più di 2 etti ed è dotato di un piccolo display per visualizzare le immagini e metterle a fuoco.
Funzionamento e specifiche tecniche
Lytro è una normalissima macchina fotografica, ha un’apertura focale f/2 e uno zoom ottico 8x. La vera novità di Lytro è il sensore, mentre i sensori tradizionali catturano un solo piano di luce, il sensore di Lytro è in grado di catturare l’intero spettro di luce, ogni singolo raggio di luce verrà dunque catturato e memorizzato da Lytro. Per questo nelle specifiche tecniche non troviamo più il numero di megapixel ma bensì i megarays. Lytro è in grado di catturare fino a 11 megarays. Il vero problema alla base degli studi di Lytro non è stato catturare un sensore in grado di fotografare l’intero spettro di luce, ma è stato elaborare gli 11 milioni di raggi di luce catturati. Per questo è stato inventato il Light Field Engine, ovvero il motore che elabora le living pictures. Questo “software”, contenuto in un chip all’interno di Lytro permette di visualizzare le living pictures e di focalizzare la parte da noi desiderata, questo motore dunque sarà contenuto anche in tutti i software e le applicazioni che leggeranno le living pictures.
Le living pictures peseranno circa 21 mb ciascuna, per questo Lytro arriverà sul mercato con due versioni, la versione rossa da 16gb (750 foto) e la versione blu o grigia da 8gb. Il prezzo non sarà molto eccessivo considerando che si tratta di una nuovissima tecnologia, 499$ per la versione da 16gb e 399$ per la versione da 8gb.

Alberto Ziveri

Fonte: Skimbu

Categories: High Tech, Tech-News Tags:

Lytro, il futuro della fotografia digitale

December 20, 2011 Leave a comment

Presentata lo scorso ottobre, questa fotocamera può rappresentare una vera e propria rivoluzione nel modo di catturare le immagini. Sostanzialmente quello che Lytro fa è di lavorare attraverso un sistema di micro lenti e un sensore apposito (light field sensor), che gli consentono di raccogliere una serie di informazioni relative ai raggi di luce che qualunque altra camera perde per sempre (qui trovate la descrizione tecnica dettagliata). Il risultato è quello di poter avere un’immagine finale che ci consente di decidere, a posteriori dunque, la messa a fuoco. Non solo, grazie alle informazioni prospettiche raccolte, sarà anche possibile generare immagini non solo 2D ma anche 3D. Senza contare che l’immagine finale può essere interattiva, ovvero l’utente ha la possibilità di interagire con la stessa e decidere dove posizionare il fuoco.
Lo scopo dichiarato è quello di andare a risolvere un problema piuttosto sostanziale che ha colpito almeno una volta chiunque abbia mai scattato una foto, ovvero: se di quell’attimo della tua vita sei riuscito a fare un solo scatto e quello scatto è uscito sfocato? La risposta, fino ad oggi, è sempre stata una sola: non puoi farci più niente. Qui invece la situazione è opposta, catturi tutta l’intera scena a fuoco e solo dopo decidi come regolarlo. E qualunque sia la scelta, non è affatto definitiva in quanto sarà sempre possibile modificarla. Provate con gli esempi qui sotto.
Da una parte quindi, come detto, la possibilità di non fare più nessuno scatto sbagliato, tutto quello di cui ci si dovrà preoccupare è di far entrare nell’inquadratura ciò che ci interessa immortalare (qualcosa insomma ci resta da fare!). Dall’altra però, come dicevo all’inizio, ci sono le premesse (tutte da confermare, sia chiaro) per essere sulla soglia di una vera e propria rivoluzione nel modo di catturare le immagini. Sicuramente si può essere più produttivi, più rapidi, avere meno pensieri e praticamente nessun margine di errore. Ci sono molte più possibilità nella post-produzione: della stessa foto possono essere fatte differenti versioni a partire da un unico scatto e, infine, possiamo rilasciare una versione delle foto come quelle che trovate in questo post assolutamente interattive. “-they become living pictures”, recita il sito. Gli aspetti negativi al momento sono quelli legati al fatto che si tratta di un primo ed unico prodotto esistente che va in questa direzione. La risoluzione delle immagini è ancora ridotta, è richiesto un software apposito per fare l’elaborazione e occorre una certa potenza di calcolo, oltre al fatto di introdurre un formato completamente nuovo sul mercato.
Una grossa scommessa nella quale però crede l’azienda e hanno creduto gli investitori. Si tratta infatti di una startup della Silicon Valley che con un budget iniziale di 50 milioni di dollari ha dato vita a quello che era un progetto di tesi del suo fondatore, Ren Ng.
A mio modesto avviso le potenzialità ci sono tutte per voltare nuovamente pagina. In fondo non si tratta che di una ennesima evoluzione del digitale che consente di ampliare le possibilità in particolare in ambito creativo. E secondo me il passo dalla fotografia al video è breve. Pensiamo al cinema. Immaginiamo un regista che voglia girare una scena, è inevitabilmente costretto a prendere una quantità enorme di decisioni a priori. Difficile poter girare più varianti della stessa inquadratura o di una intera scena, soprattutto quando si ha a che fare con tempi stretti e budget ridotti (o comunque che non consentono di andare oltre al pianificato). E quante volte è capitato a chiunque faccia foto o video di rivedere i propri materiali e pensare che avrebbe potuto realizzarli diversamente? Se pensiamo a scenari dove si potrebbero produrre immagini anche in movimento dove si possa agire soltanto a posteriori sulla messa a fuoco, si capisce che si è di fronte a un grosso cambiamento nel modo di produrre immagini (fisse o in movimento che siano). Si schiudono una miriade di possibilità creative che arrivano alla possibilità di offrire un’esperienza interattiva del tutto nuova per l’utente-spettatore che agirebbe lui stesso su una scelta fino ad oggi unicamente relegata all’autore delle immagini.
Questa camera verrà messa in vendita solo a partire dal 2012 ma ancora non c’è una data precisa del rilascio e momentaneamente sarà disponibile solo negli Stati Uniti a partire da 399$.

Fonte: Noisymag

Categories: Tech-News Tags:

Lytro, prima scatti e poi metti a fuoco

Lytro è un’azienda appena nata in America che ha dato subito prova di grande iniziativa creando un nuovo modello di fotocamera digitale all’avanguardia. Che cos’ha in più delle altre fotocamere? Semplice: è in grado di manipolare l’immagine dopo lo scatto, garantendo la messa a fuoco di qualsiasi soggetto anche con poca luce a disposizione. Ma come fa? Il segreto sono i piani di luce che la fotocamera è in grado di gestire, il sensore registra tutto il campo di luce e riporta tutte le informazioni di colore, intensità e direzione di tutti i raggi di luce presenti nell’immagine inquadrata. Registrando tutte le fonti di luce e i loro attributi, separati, è possibile agire a posteriori sulle caratteristiche dell’immagine, e quindi correggere la focale a piacimento. Potete avere una dimostrazione pratica del risultato direttamente nella galleria di immagini presente nel sito della Lytro. Sembra inoltre che a un livello avanzato la fotocamera possa produrre fotografie “immersive”, definendolo un “quasi 3d” percepibile a occhio nudo.

Fonte: Noisymag

Categories: Tech-News Tags: