Archive

Posts Tagged ‘Marocco’

Taj Palace Marrakech, nuovo emblema dell’hôtellerie di lusso in Marocco

December 24, 2012 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Una manciata di settimane ancora e aprirà nella Ville Rouge un nuovo emblema dell’hôtellerie di lusso, il Taj Palace Marrakech. Questo palazzo si estende su oltre 53 ettari nella Palmeraie e aprirà le sue porte il 15 gennaio 2013 dalla società Taj Hôtel Resort & Palace. La IHMS Marrakech Limited, filiale marocchina di questo operatore indiano specializzato nella hôtellerie di alto standing, sta dando le ultime direttive per la buona riuscita del lancio di questo palazzo dalle dimensione fuori dell’ordinario con un fasto degno delle Mille e una notte o dei palazzi opulenti dei Maharadjash. Un fasto incarnato, tra le altre cose, da una cupola di 25 metri di altezza decorata contre km di foglia d’oro che sormonta l’hall principale. Fusione architettonica di due culture, quella indiana e quella araba, il Taj Palace Marrakech è un sogno diventato realtà grazie a due milionari, il marocchino Jawad Kadiri e l’indiano Priti Paul. Un sogno che accarezzarono l’indomani dalla loro firma societaria nel 2004, a cui hanno consacrato sei anni della loro vita, la durata della costruzione di questo meraviglioso palazzo. Nel 2010, in piena fase di realizzo degli arredamenti, vennero girate diverse scene del film Sex & City.  Questa è la terza apertura della società indiana in Africa dopo il Taj Cape Town in Sud Africa e il Taj Pamozi di Lusaka nello Zambie. Queste ultime aperture, compresa Marrakech, porteranno a livello mondiale con il marchio Taj ben 94 realtà disseminate in 12 paesi (India, Africa, Zambie, Stati Uniti, Inghilterra, Maldive, Australia, Malesia, Emirati Arabi, Sri Lanka, Bhoutan e il Marocco). Con le sue 161 camere di cui 27 suite, i suoi diversi ristoranti e la S.P.A. di 3.800 m2, il Taj Palace Marrakech sarà un temibile rivale per gli altri prestigiosi resorts situati in città come il Mamounia, il Four Seasons e il Palais Namaskar. Una bella scommessa in questi tempi dove la crisi economica morde significativamente anche il Marocco.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Marocco, weekend bianco sulle montagne marocchine ammirando il deserto all’orizzonte

December 22, 2012 Leave a comment

Oukaïmden

UNA NUOVA STAGIONE: L’INVERNO, PER SCOPRIRE IL LATO INSOLITO DEL MAROCCO
Proposte alternative per vivere un weekend bianco… in Marocco. Come? 
Sulle piste da sci delle montagne marocchine, ammirando il deserto all’orizzonte
E’ in arrivo l’inverno che porta con sé la voglia di lasciarsi avvolgere dalla magia e dal candore della neve, anche in Marocco. Atmosfere uniche e indimenticabili ad alta quota, tra cime innevate e rocce rosse, con vista mozzafiato sul deserto che si estende all’orizzonte. Può sembrare la sceneggiatura di un film ma in Marocco tutto questo è realtà. È di certo una proposta fuori dagli schemi, sconosciuta ai più, ma che proprio per questo merita di essere vissuta. Il Marocco d’inverno è una meta alternativa in grado di sorprendere e affascinare viaggiatori, turisti, appassionati di sci e amanti della montagna in generale, grazie alla possibilità di sperimentare usi, costumi e tradizioni di vette lontane dall’immaginario occidentale.
Una serie di proposte valide per tutta la stagione invernale consentono di scoprire l’emozione della neve nella meravigliosa cornice del massiccio dell’Atlante. Gennaio e febbraio anche in Marocco si confermano i mesi migliori per poter approfittare degli impianti sciistici.
Per coloro che vogliano abbinare la passione per le destinazioni invernali alla scoperta di antiche culture e tradizioni, l’ideale è fare tappa nelle calde e imperiali Marrakech e Fès. Un suggerimento potrebbe essere quello di trascorrere una fresca mattinata sulle piste innevate delle montagne di Oukaïmeden, per poi godersi il pomeriggio tra i caratteristici souk dei vicoli della piazza Jemaa El Fna diMarrakech.
OUKAÏMEDEN 
Oukaïmeden, o “Louka”. È la principale stazione sciistica del Marocco, nonché quella  meglio attrezzata e quella più elevata, situata a soli 75 km da Marrakech (1 ora di tragitto), conosciuta per essere anche la più innevata. Il monte Oukaïmeden raggiunge un’altitudine di 3200 metri e la zona sciistica si trova fra i 2500 e i 3200 metri. Gli sciatori possono usufruire di 6 seggiovie e di una ventina di piste da sci che si estendono per oltre 300 ettari sul pendio nord dell’Oukaïmeden. 
Da novembre ad aprile una seggiovia – la più alta del Nord Africa – conduce alla cime del Jbel Oukaïmeden (3273 m), mentre diversi skilift permettono ai principianti di allenarsi sui pendii più semplici. Tra le attività possibili ci sono anche lo sci di fondo e il fuoripista. 
IFRANE e MICHLIFEN
A sessanta chilometri da Fès, a oltre 1700 metri di altitudine, sorge Ifrane, soprannominata la “Piccola Svizzera” del Marocco per via degli chalet dai tetti pendenti che evocano in modo sorprendente la Svizzera. Ifrane è un grosso borgo dallo stile alpino chic, una meta elegante, in cui in inverno è possibile praticare lo sci di fondo e da discesa. I turisti arrivano per provare piste le innevate o semplicemente per godersi il piacere del meraviglioso panorama. La stazione sciistica, inaugurata nel 1950, consta di 5 piste e 2 skilift ed è situata nel massiccio del Medio Atlante a 1650 m di altitudine, in un’oasi circondata dal verde della grande foresta di cedri. 
A 19 km a sud di Ifrane è possibile sciare nella bellissima stazione di Michlifen. Una ricca proposta di strutture d’alto livello che si snodano ai piedi delle piste. Questa località sciistica, situata a 2000 metri d’altezza, sorge all’interno di un cratere di un vulcano estinto, in una conca poco profonda circondata da boschi di cedri. 
DOVE DORMIRE
OUKAÏMEDEN 
Hotel Louka 
Oukaïmeden – Haut-Atlas 
Tel:+212 524 31 90 80
http://www.loukaimeden.com
Le Courchevel 
Oukaïmeden
Tel: +212 524 31 90 92
http://www.lecourchevelouka.com
Chez JuJu / Hotel de l’Angour (hotel & ristorante) 
Oukaïmeden
Tel: +212 524 31 90 05 
http://www.hotelchezjuju.com
Chalet de l’Oukaïmeden
Gestito da: Caf Maroc
Oukaïmeden
Tel: +212 522 99 01 41
http://caf-maroc.com  
IFRANE e MICHLIFEN
Michlifen Ifrane Hotel Suites & Spa
Avenue Hassan II – BP N° 18
Ville d’Ifrane
Tel: +212 535 86 40 00
http://www.michlifenifrane.com 
Recentemente rinnovato, questo hotel ha un gusto raffinato ed è indicato sia per chi vuole una vacanza sportiva, sia per chi cerca la tranquillità. Al suo interno, una spa offre una vasta gamma di trattamenti naturali e tradizionali e un water bar. Il concept si ispira alle tradizioni nordiche ed è un’esperienza unica in Marocco. 
MARRAKECH nuove aperture
Selman Marrakech 
Km 5, Route D’Amizmiz 
Marrakech
Tel: +212 524 45 96 00
http://www.selman-marrakech.com
Palais Namasker 
Route de Bab Atlas, No.88/69, 
Province Syba
Marrakech 
Tel: +212 524 29 98 00
http://www.palaisnamaskar.com
Delano Marrakech 
Angle Av. Echouhada et Rue des Temples
40000 Marrakech 
Tel: +212 524 42 42 42 
http://www.delanomarrakech.com
DOVE MANGIARE
OUKAÏMEDEN 
Hotel Louka 
Oukaïmeden – Haut-Atlas 
Tel:+212 524 31 90 80
http://www.loukaimeden.com
Le Courchevel 
Oukaïmeden
Tel: +212 524 31 90 92
http://www.lecourchevelouka.com
Chez JuJu / Hotel de l’Angour (hotel & ristorante) 
Oukaïmeden
Tel: +212 524 31 90 05 
http://www.hotelchezjuju.com
IFRANE e MICHLIFEN
Michlifen Ifrane Hotel Suites & Spa
Avenue Hassan II – BP N° 18
Ville d’Ifrane
Tel: +212 535 86 40 00
http://www.michlifenifrane.com 
Recentemente rinnovato, questo hotel ha un gusto raffinato ed è indicato sia per chi vuole una vacanza sportiva, sia per chi cerca la tranquillità. Al suo interno, una spa offre una vasta gamma di trattamenti naturali e tradizionali e un water bar. Il concept si ispira alle tradizioni nordiche ed è un’esperienza unica in Marocco. 
MARRAKECH
La Tanjia
14 Derb J’did – Hay Essalam
Mellah, Medina
Marrakech
Tel: + 212 524 38 38 36
letanjia-marrakech.blogspot.it
Dar Moha 
81 Rue Dar El Bacha
Medina
Marrakech
Tel: +212 524 38 64 00 
http://www.darmoha.ma
Le Salama 
40 Rue Des Banques
Jemaa El Fna, Kennaria, Medina
Marrakech
Tel : +212 524 39 13 00
http://www.lesalama.com
 

Categories: MondoViaggi Tags:

Palmeral Golf Saïdia, terreno da sogno in Marocco

December 13, 2012 Leave a comment

Palmeral Golf Saïdia

Il Palmeral Golf Saïdia
Questo campo da golf si inserisce perfettamente nella lussureggiante vegetazione del luogo. Primo dei tre campi da golf, previsti in questa località, questo terreno da 18 buche è stato progettato dallo spagnolo Francisco Segales, secondo un design di tipo americano con tocchi di stile inglese. Tutte le infrastrutture sono previste per garantire ai giocatori un piacere totale, qualunque sia il loro livello. Alla fine, altre 36 buche dovrebbero arricchire questo complesso, che mira a diventare il modello di riferimento del golf nel Mediterraneo.

Caratteristiche:
Numero di buche: 18
Par: 72
Lunghezza: 6.160 m
Servizi disponibili:
Practice, Practice coperto, Noleggio vetturetta, Carrelli, Putting green, Servizi igienici sul terreno, Parcheggio, Lezioni di golf, Carte di credito accettate, Guardaroba, Docce, Buggy, Caddies.

Marocco, tra paesaggi cultura e leggenda nel regno del golf

December 13, 2012 Leave a comment

morocco golf

MAROCCO, IL REGNO DEL GOLF:
GREEN A STRAPIOMBO SULL’OCEANO O AI PIEDI DELL’ATLANTE, TRA PAESAGGI, CULTURA E LEGGENDA
Per gli amanti del golf, ecco le proposte targate Marocco per unire passione per lo sport e vacanza, 365 giorni l’anno
Clima mite 365 giorni all’anno, è la condizione essenziale per approfittare del piacere del golf in qualsiasi periodo dell’anno: sono 22 gli esclusivi campi da golf presenti sull’intero territorio marocchino, lungo le coste dell’Oceano o nel cuore dell’Atlante, tra terreni leggendari.
Il Marocco offre un’ampia possibilità di scelta per soddisfare i desideri di tutti gli amanti del golf, dal principiante al professionista, dallo sportivo al business man, dal single alla famiglia. Tutti coloro che praticano il golf per lavoro o per passione, dunque a qualunque livello, potranno scegliere tra un’ampia varietà di terreni e strutture con servizi personalizzati. Tutti i green in Marocco, senza alcuna eccezione, combinano panorami da sogno con prestazioni di alta qualità, eleganza, convivialità e relax. Ogni campo da golf possiede un proprio carattere distintivo, frutto dell’eccellenza dei diversi architetti che li hanno progettati e della grande varietà di superfici offerte dal Marocco.
Ciliegina sulla torta della vacanza, i golfisti potranno scegliere di dedicarsi a escursioni culturali, di svolgere percorsi benessere di alta qualità o di passeggiare nella natura. I numerosi aeroporti internazionali nel Paese permettono, inoltre, di collegare ogni campo da golf con il resto del mondo in poche ore.
Il Marocco mette a disposizione 4 circuiti diversi:
il golf sulle rive del Mediterraneo: nel nord del Marocco, all’altezza del punto di incontro tra il Mar Mediterraneo e l’Oceano Atlantico. Tre campi da golf particolari, molto popolari tra i giocatori europei d’estate e d’inverno. Questo circuito costituisce un’occasione per scoprire la “Perla dello Stretto”, Tangeri, e visitare Tetouan, la cui Medina è stata dichiarate Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
il golf alle pendici dell’Atlante: cinque green con vista sulle montagne innevate dell’Alto Atlante, aria pura e sole. I campi da golf sono situati nei dintorni di Marrakech, la città del golf per eccellenza.
il golf nel cuore della cultura: dieci campi da golf realizzati intorno ad alcune delle principali città marocchine: Rabat, Fez, Meknés, Casablanca, El Jadida o Benslimane. Un sontuoso viaggio storico e culturale nel cuore di città millenarie, autentiche, segnate dalla storia del Marocco Imperiale, dove la modernità convive con le più eccezionali opere architettoniche arabe ed islamiche.
il golf sotto il Sole: quattro green nelle immediate vicinanze di Agadir, città che sta acquistando un ruolo di rilievo nel panorama golfistico marocchino. Tra mare  e monti, con i suoi 360 giorni di sole l’anno, una temperatura mite e 10 km di spiagge bellissime, Agadir propone ai suoi giocatori, oltre al golf, molte attrazioni turistiche per soggiorni che prevedono la scoperta culturale di un entroterra favoloso, il benessere (con la creazione di centri di talassoterapia) e, naturalmente, la scoperta della cucina marocchina. Ad accogliere i golfisti un’atmosfera di vacanza, con profumi di eucalipto, ginestre, mimose che incorniciano questa famosa baia sulla costa Atlantica.

Categories: MondoViaggi, Tempo Libero Tags:

Marocco, regno del Golf

December 12, 2012 Leave a comment

Marocco, Regno del Golf

Marocco, Regno del Golf
Il golf è uno stile di vita e di viaggio (o un modo di viaggiare). Ciò è vero soprattutto in Marocco, dove unisce in modo discreto eleganza, convivialità e relax. Ventidue club e molti siti magici sono ora accessibili in tutto il Paese. E nei prossimi anni, nuovi terreni saranno in via di costruzione.
Ogni campo da golf ha la sua personalità, frutto del suo architetto e della grande varietà di terreni, specie di alberi e clima offerti dal Marocco. Dal principiante al professionista, tutti i giocatori troveranno qui un terreno a loro piacimento, con servizi personalizzati.
Alcuni terreni sono leggendari. A Marrakech, giocherete sulle orme di Churchill, a Rabat, su quelle di Payne Stewart, Colin Montgomerie o Santiago Luna, vincitori del prestigioso Trofeo Hassan II. Altrove, ad Agadir o a El Jadida i golfisti verranno accolti da un’atmosfera di vacanza, con green a due swing dalle spiagge da sogno della costa Atlantica.
Tutti i terreni, senza eccezione, combinano panorami da sogno, prestazioni di alta qualità e clima gradevole tutto l’anno. Lungo il mare, o nel profondo delle montagne, il golf può essere associato a visite culturali, cure di benessere di alta qualità o a passeggiate nella natura. E i numerosi aeroporti internazionali nel Paese permettono di collegare ogni campo con il resto del mondo in poche ore.
Terreni di qualità, accoglienza VIP… il tempo di una partita, di un allenamento o di una competizione, vi invitiamo a scoprire un golf all’atmosfera unica in un Paese dove il senso di accoglienza e la qualità dei servizi sono leggendari.

Golf del Mediterraneo
Nel Nord del Marocco, nel punto di incontro del Mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico ci sono tre campi da golf particolari che costituiscono l’esperienza del Mediterraneo. Questi campi da golf sono molto popolari tra i giocatori europei d’estate e d’inverno.
Questo circuito è un’occasione unica per scoprire la “Perla dello Stretto” Tangeri, una città cosmopolita, affascinante a prima vista con le sue bianche Qasba, il suo Grande Suq, i suoi giardini palatini o il suo mare blu profondo.
L’esperienza del Mediterraneo è anche un’opportunità per visitare Tetouan, la città dove per secoli si sono incrociate culture arabe e andaluse per dare vita ad una medina dichiarata Patrimonio Universale dall’Unesco.
Per quanto riguarda Saïdia, la sua vicinanza alla Valle Zegzel, vero e proprio sito naturale, e alla medina di Oujda, memoria vivente dell’Orientale, o all’oasi Figuig, costituiscono importanti vantaggi che rendono la futura stazione un luogo eccezionale.
Campi da golf nel cuore della cultura
Dai palazzi ai campi
Grazie al successo del Trofeo Hassan II di Rabat, il golf ha trovato il suo orientamento in Marocco, nel cuore delle città millenarie. Golfisti che vogliono cambiare aria troveranno a Rabat, Fez, Meknes, Casablanca, El Jadida, o Benslimane, sontuosi terreni in città autentiche, tutte con un ricco patrimonio segnato dalla storia del Marocco Imperiale, dove la modernità fiancheggia le più eccezionali opere architettoniche arabe ed islamiche .
Durante questo viaggio storico e questa esperienza culturale, i golfisti troveranno dieci campi da golf, tutti realizzati intorno alle città marocchine.
Golf dell’Atlante
La città ocre
Marrakech è la città del golf per eccellenza. Sede dal 2006 della David Leadbetter Golf Academy, una delle migliori accademie del mondo, il Royal Golf de Marrakech, costruito nel 1923, è il secondo campo da golf più antico in Marocco. Ha conosciuto eminenti personalità come Churchill e Eisenhower …
Da allora, la città di Marrakech ha realizzato nuovi campi da golf: quattro campi da golf circondano la città ai piedi delle montagne innevate dell’Atlante, dove si può godere dell’aria pura, dopo una giornata di sole. Dopo ore passate in uno dei campi da golf, si potrà visitare la città per scopi culturali.
Dalla piazza Jemaa el Fna, punto nevralgico di Marrakech, Patrimonio Orale dell’Umanità, centro festoso e caldo, alla visita dei giardini (i giardini della Ménara, il giardino Majorelle per citare i più conosciuti), è una vera gioia perdersi nel labirinto dei vicoli della medina vivace.
Golf del sole
Agadir sta diventando una città importantissima nel panorama golfistico maroc- chino. Propone ai suoi giocatori, oltre al golf, molte attrazioni turistiche per sog- giorni che comprendono la scoperta culturale di un entroterra favoloso, il benes- sere (con la creazione di centri di talassoterapia) e, naturalmente, la scoperta della cucina marocchina. Tra monti e mare, con i suoi 360 giorni di sole all’anno, una temperatura sempre mite e una baia di 10 km di spiagge bellissime, Agadir ha punti di forza unici per un soggiorno golf. Oltre a quattro splendidi campi da golf, ai fairways con profumi di eucalipti, ginestre e mimose, saranno prossima- mente disponibili due nuovi terreni, il Golf di Taghazout e il Golf Beach.

Categories: Lux-News Tags:

I granai, fortezze dell’Atlas

October 17, 2012 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Se in tutte le piane del Marocco la conservazione del grano avveniva neisilos, nell’Anti Atlas e sul versante sud dell’Alto Atlas i cereali, insieme ad armi e munizioni, avevano un posto d’onore in architetture monumentali a picco su degli strabiombi: i granai collettivi fortificati, un istituzione fondante nella vita comunitaria della montagna. La storia di questiimportanti monumenti minacciati dal tempo.
Il cuore pulsante dell’Atlas conosce da secoli delle impervie condizioni atmosferiche, specialmente durante i suoi lunghi inverni: la terra sparisce sotto la coltre di neve, il ghiaccio paralizza gli scambi, i souks settimanali sono inesistenti.  La tradizione vuole che per salvaguardare dalle intemperie i raccolti si costruissero dei vasti edifici divisi in loggette individuali, messi sotto la tutela di un guardiano. Ma dopo gli anni ’70, con le mutazioni che conobbe il mondo rurale, l’istituzione di questi granai-fortezze venne a mancare. L’Atlas marocchino, particolarmente vasto e con picchi di oltre4.000 mt, è da secoli impenetrabile ai più. Queste popolazioni non si sottomisero ai sultani e ai colonizzatori e soltanto le guerre interne mettevano a repentaglio la stabilità di queste terre difficili. Convenne quindi organizzarsi contro l’insicurezza degli attacchi e cercare di proteggere le  ricchezze progettando architetture difensive. Trecentododici siti di granai-fortezze sono stati censiti oggi in Marocco, dalle frange presahariane dell’Anti Atlas sino ai contrafforti settentrionali dell’Alto Atlas centrale. In armonia con il paesaggio circostante questi edifici furono costruiti in pietra rozzamente prelevata dai fianchi delle falesie ed erano predisposti alla difesa contro il nemico e contro l’umidità, restando quasi invisibili dalle vallate. Integrati ai villaggi dietro a delle cinte murarie comuni erano di difficile accesso e presentavano dei volumi che variavano secondo le regioni di appartenenza. I granai dell’Anti-Atlas occidentale, chiamati “Agadir” con una forma allungata e provvisti di torri per la guardia, si erigevano sino a venti metri d’altezza e loro mura, fortificate, erano provviste di una sola porta d’accesso, a volte rinforzata da un arco di pietra e terra secca. All’interno potevano custodire sino a 600 loggette per il grano, unite tra loro da lunghi corridoi a cui si accedeva da scale in legno grezzo e pietra. I granai dell’Anti-Atlas, chiamati “Ighrem“, erano ugualmente di forma quadrangolare, ma il piano interiore era organizzato attorno ad una corte centrale. Gli angoli erano muniti di torri difensive o garritte e sui muri della cinta erano esposti i cadaveri dei nemici. Il massiccio del Siroua e il versante nord dell’Alto Atlas orientale conta ugualmente di diversi granai circolari, sorta di bastiglie con un piano architettonico impreciso, e alcuni importanti granai/falesia che sono il prototipo arcaico di questi granai collettivi.
L’acceso era arduo e semplicemente si doveva camminare su dei tronchi intagliati che formavano una sorta di minuscolo marciapiede. Aggrappati alla roccia donano l’impressione di essere un tutt’uno con la montagna, lungimirante e non cosciente esempio di costruzioni ecofriendly, rispettoso dell’ambiente (in realtà dovevano mimetizzarsi per non essere visti). Molte di queste fortezze possedevano una cisterna per la raccolta di acqua piovana e le più grandi anche una piccola fonderia e la moschea. Tutte queste strutture erano guardate a vista da un responsabile che alloggiava nei pressi del muro di cinta e che veniva retribuito con una percentuale di ricavo dello stock presente nella fortezza. I granai-fortezza non sono stati solo un modello di ingegneria architetturale formidabile, studiati per la montagna, ma costituivano l’assise dei principi d’ordine, di stabilità e di coesionedell’organizzazione tribale delle epoche passate. Gestiti da una comunità di associati dai diversi strati sociali, che avevano ognuno la loro proprietà individuale di una o più parcelle, secondo il bisogno, furono per lungo tempo il simbolo di una sorta di repubblica ugualitaria. Un consiglio di notabili formato il più delle volte da sei membri, amministrava la comunita e dovevano attenersi ad una rigida carta interna, a volte scritta in arabo, a cui dovevano aderire tutte le tribù dell’Anti Atlas occidentale e centrale. Era di fatto una istituzione esclusivamente maschile essendo la gestione di un granaio extra-domestica, che dava luogo a diverse riunioni comunitarie e dove, ovviamente, le donne erano bandite.  Contrariamente al Sahara, dove le chiavi delle loggette per il grano, erano date in esclusiva alle donne, qui gli uomini detenevano le chiavi e solamente loro avevano il diritto di accesso. In generale i granai non servivano da abitazione ma in alcuni casi gli “Ighrem” fortificati, più piccoli di uno “Ksar” comprendevano una decina di abitazioni destinate ai famigliari dei montanari poco fortunati che, in inverno, si separavano dalla famiglia in cerca di lavoro altrove. La decadenza dei granai-fortezza collettivi iniziò con la pacificazione francese degli anni ’30. Il movimento di scomparsa accellerò negli anni ’70, nello stesso momento che la società si evolveva e le mode abitative prendevano piede. Influenzati dai gusti cittadini per le case in cemento, anche i montanari, a poco a poco, inziarono a non più considerare il loro patrimonio rurale, in primis l’architettura in pietra, in completa regressione. Oggi i granai collettivi non sono più funzionali, ovviamente, ma la loro dimensioneaffettiva resta importante nella memoria dei valligiani e qualche opera di recupero ha visto l’inizio con progetti budgettati dalle casse dello Stato.Agadir o Ighrem? I due termini sono berberi e designano lo stesso edificio: ilgranaio collettivo fortificato. “Agadir” (o Tagardit) è il nome utilizzato dalle tribù Chleuhs in tutto l’Alto Atlas occidentale. In lingua Tamazight, parlata nella parte orientale della catena, si preferisce il termine “Ighrem” la cui radice sottolinea l’idea di fortezza. All’incrocio delle strade tra Taroudant eTata, un borgo rurale porta il nome di “Ighrem”. Il suo granaio, edificato nel1745, è ancora gestito da un consiglio di anziani, come esige la tradizione. Pertanto la sorveglianza dell’edificio è stato recentemente affidato ad un guardiano che, regolarmente, causa le collette di foraggio per il bestiame, riunisce una comunità di donne predisposte, da sempre, alla cura degli animali. Un innovazione sociologica che merita attenzione considerato appunto che alle donne era proibito l’accesso a questi luoghi considerati di puro predominio maschile.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Categories: Last exit… Marrakech Tags: ,

Standard & Poor’s, prospettiva negativa per il Marocco

October 12, 2012 Leave a comment

La prosperità è relativamente debole in Marocco e la pressione sociale è aumentata dopo le primavere arabe. Così Standard & Poor’s, la società finanziaria americana, stringe le redini sul reame marocchino e piazza il paese in “prospettiva negativa”, minacciando di far perdere il suo stato diinvestment grade. S&P ha mantenuto invariato la sua nota BBB-, ma ha degradato la prospettiva da stabile a negative. In un comunicato pubblicato lunedì 11 ottobre a New York, S&P dopo aver annunciato la sua decisione verso il reame, lo ha esortato a “prendere altre misure per ristabilire la sua finanza”. Ha richiesto inoltre una riduzione delle sue spese e in primis le sovvenzioni fatte sui carburanti nel quadro di una politica di compensazione. S&P ha minacciato di abbassare la nota del Marocco se il suo deficit budgettario  non sia “ridotto significativamente e in forma durabile” chiedendo inoltre di allentare la pressione sociale che potrebbe compromettere la stabilità politica con delle riforme coerenti, tenendo conto delle performances economiche che sono attaccate da un ambiente economico esterno debole. Ricordo che una missione della S&P è stata in visita nel reame, all’inizio del settembre scorso, per valutare gli indicatori presenti prima di pubblicare la sua nota.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Categories: Lux-News Tags: ,

Hermès, capolavori del Marocco

October 12, 2012 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Nipote del fondatore della Maison Hermès, Émile Hermès, Patrik Guerrand-Hermès, conosciuto nel mondo ippico per la sua passione del polo, è stato il felice proprietario della Villa Aïn Kassimou a Marrakech. Notizia del giorno è che venderà tutto il contenuto del prestigioso immobile che emana i profumi della storia, della bellezza e dell’arte: una grande collezione artistica sarà messa all’asta il 9 ottobre, domani, da Sotheby’s a Parigi. Questa dimora di Marrakech ha conosciuto ospiti illustri e prestigiosi. Venne costruita da Olga Tolstoï, figlia del grande scrittore Léon e venne in seguito ceduta a Barbara Hutton, americana fortunata, sposatasi cinque volte e tra i più noti mariti ricordo Cary Grant e il principe Igor Troubetzkoy. Quest’ultima restò in questi luoghi sino al 1956, prima di partire per Tangeri, quando  una nuova legge proibì la proprietà agricola agli stranieri. Patrik Guerrand-Hermès, che acquistò la villa, impose una certo stile di vita caloroso e raffinato, in armonia totale con la cultura marocchina, e volle creare con gli anni una collezione d’arte che rifletteva lo spirito di quel luogo. Acquisì  molti dipinti orientalisti e le sue scelte lo portarono su dipinti raffiguranti il Marocco, comprati in vendite pubbliche a New York, Londra e Parigi. La collezione comprende 176 dipinti e opere su carta ma anche diversi oggetti d’arte islamica, gioielli, armi e mobili tipici marocchini. Con la stessa foga, Hermès acquistò dipinti raffiguranti la vita quotidiana, quotati e anonimi; dalle opere di Jaques Majorelle (da 60.000 a 80.000 Euro per La giovane ragazza portatrice d’acqua nel giardino Majorelle), sino ad arrivare a Édouard Legrand, grande evocatore di villaggi berberi. Di questi lavori etnografici ricordo il Gruppo di asini davanti a Telouet (da 10.000 a 15.000 Euro) o il raggruppamento delle Donne nella Kasbah (da 30.000 a 40.000 Euro). L’orientalismo romantico è meravigliosamente rappresentato dalla Uscita del Pacha, del 1869, dipinta da Alfred Dehodenca (da 120.000 a 180.000 Euro) e dalla Fontana di Bab el-Oued di Charles-Théodore Frère(da 15.000 a 20.000 Euro). Patrik Guerrand-Hermès ha completato questa collezione con diversi gioielli etnici di qualità eccezionale come le collane di ambra e le fibules (spille) in argento che saranno esposte come opere d’arte in alcune vetrine e battute a partire da 600 Euro. Tutto questo, 9 ottobre 2012, da Sotheby’s a Parigi. Per concludere vi ricordo che Hermès ha venduto la sua villa a Marella Agnelli per trasferirsi a 40 km da Tangeri.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Categories: Incanto Tags: ,

Marocco, weekend tra cultura e tradizione

October 6, 2012 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

UN WEEKEND TRA CULTURA E TRADIZIONE TRA LE CITTA’ SIMBOLO DEL MAROCCO
Marrakech, Casablanca e Fès per un’immersione tra tradizioni, sapori, relax degli hammam e vita notturna
Per i malinconici delle vacanze e dell’estate, il Marocco, a sole 3 ore di volo dai principali aeroporti italiani (Torino/Cuneo, Milano Malpensa, Bergamo, Bologna, Pisa, Venezia e Roma), è la destinazione ideale per trascorrere un weekend alla scoperta della tradizione berbera fatta di sapori, colori che inebriano ogni viaggiatore, ma non solo.
In particolare Marrakech, Casablanca e Fès offrono le esperienze più diverse.
Marrakech, la città rossa, permette di immergersi nel suo suk e perdersi nel dedalo dei vicoli per dedicarsi allo shopping tra artigianato e tradizione. Tappa d’obbligo, al tramonto, nella famosa piazza Jemaâ El Fna, dal 2001 patrimonio orale e immateriale dell’UNESCO, punto di passaggio fra il Marocco tradizionale e il Marocco moderno. La piazza si anima ogni giorno fino a tarda ora con musicisti, danzatori, acrobati, mangiatori di fuoco, cartomanti, portatori d’acqua, tatuatori con l’hennè e canta storie che tramandano il loro sapere orale, gestuale e canoro, incantando non solo i turisti ma anche i frequentatori abituali. Immersi dai fumi delle bancarelle che preparano i piatti tipici della tradizione marocchina, la piazza offre un’esperienza unica da non perdere.
Per gli amanti dello shopping sfrenato e di tendenza, il nuovo distretto creativo Sidi Ghanem è oggi punto di incontro di artisti e stilisti emergenti che con i loro atelier e show-room propongono un nuovo design marocchino rivisitato in chiave moderna/contemporanea che incontra e soddisfa il gusto e le preferenze dei numerosi turisti.
Marrakech è anche vita notturna grazie ai numerosi pub, locali e discoteche animate da grandi DJ internazionali che fanno pulsare la città al ritmo della musica oltrepassando le mura che custodiscono da secoli i sontuosi palazzi dell’età d’oro della città imperiale.
Immergersi nella tradizione, pernottare in uno dei 600 riad – la casa giardino – è un’esperienza unica e di autentica vita marocchina.
Voli quotidiani diretti dall’Italia con easyJet. Oppure voli bi-settimanali diretti con Ryanair e con Air Arabia da Bergamo.
http://www.marrakech.travel/it/html/benvenuto
Fès è considerata il cuore del Marocco, la guardiana delle tradizioni e della memoria arabo-ispanica, capitale spirituale del Regno e culla della civiltà marocchina. Nascosta tra i cedri sulle alture del Medio Atlante, la sua medina è tra le più grandi e antiche al mondo: percorribile solo a piedi, all’interno di un dedalo di 9.400 vicoli, è stata dichiarata patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Qui si trova uno dei più famosi quartieri dei conciatori dove vengono lavorate le pelli che saranno poi impiegate per la produzione di capi di pelletteria e arredamento. Altrettanto famosi gli artigiani che si tramandano l’arte ancestrale della produzione di mattonelle smaltate, vasi e ceramiche decorate con il celebre blu cobalto. Fès è considerata anche la capitale del benessere con i suoi numerosi hammam classificati patrimonio dell’UNESCO per la loro architettura raffinata, i mosaici, le colonne e i giochi di luce che accolgono i visitatori alla ricerca di un’oasi di pace e relax. Abili massaggiatori di lunga esperienza, con l’impiego di prodotti di origine naturale tra cui il ghassoul a base di argilla naturale, rigenerano anima e corpo con un rituale tramandato di generazione in generazione.
Voli diretti 2 volte la settimana con Ryanair da Bergamo.
http://www.visitmorocco.com/index.php/ita/Vado-a/Fez/Imperdibile
Casablanca è l’incarnazione del Marocco moderno, dove si può godere l’animata vita notturna sulle Corniche, o lungomare, di Aïn-Diab dominato da ristoranti alla moda e pub trendy. Ma Casablanca è anche shopping. Di recentissima costruzione, il Marocco Mall è il nuovo e più grande centro commerciale dell’Africa che si estende su una superficie di 250 mila metri quadrati con 300 boutique di maison della moda internazionale – tra cui Luis Vuitton, Gucci, Prada, Armani, Dolce&Gabbana, Galeries Lafayette solo per citarne alcuni – e luoghi per il divertimento e l’intrattenimento che ogni anno attira oltre 14 milioni di persone. La città offre anche un patrimonio storico particolarmente ricco con la Moschea di Hassan II. In parte costruita sul mare, è la terza moschea al mondo per dimensioni – il migliore esempio di stile arabo-musulmano – concepita con l’obiettivo di unire in armonia il modernismo e l’architettura marocchina. Considerata la vetrina dell’artigianato marocchino, la moschea può essere visitata anche dai turisti in orari e giorni stabiliti. Oltre alla moschea, meritano una visita la Medina Vecchia – centro storico cittadino – e la Cattedrale del Sacro Cuore. Nel XX secolo la città ha accolto gli architetti della nuova generazione formati alla scuola delle Belle Arti di Parigi e le costruzioni risalenti a quest’epoca ne rispecchiano lo stile, unendo l’Art Déco allo stile moresco e moderno, rendendo così Casablanca famosa in tutto il mondo.
Voli diretti quotidiani con Royal Air Maroc, Alitalia, Air Arabia e easyJet dai principali aeroporti italiani.
http://www.visitmorocco.com/index.php/ita/Vado-a/Casablanca/Imperdibile

Categories: Diari e Dintorni, MondoCity Tags:

Marocco, analisi di un settore primario

September 1, 2012 Leave a comment

In Marocco esiste un settore dove l’orientamento prodotto prevale nella maniera più eclatante e tenace; quello del turismo. L’industria turistica è percepita tradizionalmente come la chiave del successo economico del paese e rappresenta una parte importante del PIL, miliardi di DH di fatturato, centinaia di migliaia di dipendenti diretti e indiretti. Tutto questo è oggettivo, ma bisogna sapere cosa si vuole e sciogliere il nodo del problema “turismo”. Apprendiamo che nel 2010 oltre 9 milioni di turistihanno visitato il paese, generando una cifra d’affari vicina ai 5 miliardi di euro. Bene o male? In primis, perchè queste cifre siano credibili e permettano di misurare realmente la qualità della politica adottata,bisognerà escludere i MRE (marocchini residenti all’estero). Il piccolo arcipelago delle Canarie ha registrato nello stesso anno gli stessi arrivi del Marocco (8,6 milioni di visitatori) e il doppio in termini di fatturazione(8,95 miliardi di euro). Infine, queste cifre non possono mascherare il punto nevralgico del tasso di ritorno effettivo. Questo tasso è all’incirca del 6% mentre è del 30% in Turchia. Questo fa si che ci si chiede : perchè il paese ha cosi’ difficoltà a far ritornare i suoi visitatori? Perchè non si fa nulla per capovolgere questa situazione? Il problema non è di ieri. È nato grazie alla proposta di un anziano direttore dell’ONMT (Ufficio Nazionale Marocchino del Turismo): “Dobbiamo metterci d’accordo sul prodotto che noi vogliamo”. “Noi”, quindi l’ONMT, il ministero che tutela il turismo e l’insieme dei professionisti del settore. Di colpo, l’attenzione venne focalizzata sulla pubblicità e sulle azioni di promozione; porta a porta dagli agenti di viaggio europei, inviti ad Agadir o Marrakech dove gli si chiede di “trasferire un numero crescente di viaggiatori”. L’investimento pubblicitario e soprattutto la vendita al ribasso sono messi in primo piano come gli unici mezzi per far progredire la destinazione sui mercati stranieri. L’assurdità del ragionamento salta agli occhi con evidenza; da oltre 40 anni, i responsabili del settore non fanno altro che improvvisare, pilotando a vista. Nessuna azione per valorizzare il prodotto che esiste allo stato grezzo, trovando un pakaging attraente. Il rimedio non consiste nel creare un sito internet per invogliare i vacanzieri stranieri ad acquistare il loro soggiorno e non è sufficiente che lo Stato sovvenzioni la messa a livello del parco hôtelier e il rinnovo degli stabilimenti degradati. Esiste un vero malinteso: i mestieri del turismo non si limitano solo all’ardore zelante del personale hôtelier, a qualche escursione o spettacolo naïf. Immaginiamo il Marocco offrire delle bermuda quando la richiesta del mercato è quella di pantaloni. Non è questo che fanno oggi gli operatori del settore? Quale tipo di turismo devono sviluppare: di massa o di alto livello? Quale tipologia di accoglienza bisogna privilegiare: hôtel di lusso oppure semplici 3 stelle, riad, maison d’hôtes, relais, rurali? Non si tratta di sapere quello che si vuole fare maquello che si deve fare. Da molto tempo le grandi tendenze sono conosciute:esotismo, attività fisiche, confort, ma anche sicurezza e pulizia (strade e luoghi pubblici), senso dell’organizzazione, guide, commercio. L’essenziale è di sapere rispondere, di creare l’ambiente propizio. I turisti non sono più quelli di un tempo. Mutazioni importanti hanno avuto luogo sul versante delconcept vacanziero e del piacere, dalla scelta della destinazione e alla valutazione dei vantaggi e delle formule di pagamento, ecc… L’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT) ha predetto che il turismo del XXI° secolo sarà “povero in tempo e ricco in valuta”, che le vacanze saranno più brevi e limitate a qualche giorno. Questa tendenza dovrà favorire il viaggio a tema e le crociere (con visite in diversi siti con una sola escursione di corat durata).  I vacanzieri esprimono sempre più bisogni divitalità e di diversità: desiderano vivere avvenimenti fuori dal comune, qualche sorso di adrenalina. Nuove aspettative sono espresse, come le camminate in montagna, l’esplorazione, sport a contatto con la natura (parapendio, volo libero, ecc..). Queste constatazioni raggiungono le conclusione dell’Omt che prevarrà l’ecoturismo, il turismo d’avventura, il turismo culturale e le crociere domineranno il mercato mondiale dei viaggiatori negli anni a venire. Il turismo culturale è una nicchia succulenta. Le medine di Fès, di Marrakech e di Tétouan, la piazza Jemma el Fna, il sito archeologico di Volubis, la città storica di Meknès (sotto protezione UNESCO), costituiscono un argomento turistico forte e impattante. Aggiungiamo poi le mederse, i diversi moussem annuali, la processione dei ceri di Salè, la musica andalusa, le Fantasie,  l’arte dei tappeti, le ceramiche e innumerevoli altre curiosità. Il patrimonio storico marocchino, particolarmente denso, non chiede altro che essere rigenerato e messo in valore intelligentemente. Una cosa è certa: le catene alberghiere relizzano i prodotti che conoscono, che sanno far funzionare e che si integrano immediatamente nelle loro visioni. Gli “ingredienti” locali sono strumentalizzati: incantatori di serpenti, saltibanchi, piccole orchestine,guide e artigiani sono recrutati dai gerenti degli hôtels. Le popolazioni diventano feticci, mandate loro stesse “a fare mercato” (vedi il moussem di Imilchil, le danze berbere, Jemaa el Fna). I restauri di facciata (chiamati architettura locale!), gli ingressi “esotici”, i negozi di souvenirs, i venditori vestiti con i costumi tradizionali….queste le principali componenti di queste ricette. Cosa rimane della qualità delle prestazioni? Poco. Il parente povero del prodotto è l’animazione. Certo, ogni tanto si sente parlare (vivaiddio!) del Festival di Musica Sacra, quello delle Arti Culinarie, quello della Fantasia, delle Sinfonie del Deserto, ecc..  L’animazione quotidiana pone molte domande: al di la del perimetro dell’Hôtel o del villaggio vacanze, è crudelmente in difetto. Bagni di sole e passaggiate sono lontane dall’essere sufficienti, il turista si annoia a non fare nulla. La replica di un professionista fa riflettere: “E’ molto bello far dormire i turisti in ambienti confortevoli ma dormono otto ore e vivono il resto della giornata”. La DEAT (Direzione delle imprese e attività turistiche) ha l’incarico di classificare gli hôtels. Le missioni di ispezioni che realizzano  i rapporti presentati non sono mairealmente presi in considerazione. Non esistono sanzioni radicali a certi stabilimenti, mal gestiti, continuano a funzionare con la vecchia classificazione (un caso durato a lungo fu quello dell’Hôtel Imilchil a Marrakech). L’atmosfera di disorganizzazione è da sola un motivo serio di defezione: perchè le prenotazioni sono approssimative, perchè durante un escursione le guide arrivano tardi al mattino, perchè i mezzi di trasporto sono al limite della decenza e gli autisti inguardabili? La mancanza di onestà negli affari (guide, bazaristi, ristoratori, venditori) accentua l’indignazione. I commercianti vogliono vendere la loro paccottiglia con tutti i mezzi disponibili; poco importa se i turisti siano soddisfatti o meno e poco importa che capiscano più tardi che sono stati truffati; quello che conta sono i soldi estorti. Dispute con gli autisti di taxi (che mai fanno funzionare il tassametro) sono molto frequenti e lontano dall’essere anodine. Avete optato per il turismo? Iniziate allora ad imporre ovunque un tariffario. Perchè rassegnarsi a lasciare i turisti alla mercé dei commercianti indelicati e incoscienti? A tutto questo bisogna aggiungere la negligenza e il degrado inequivocabile degli edifici storici. Perchè i monumenti sono affogati nell’oscurità quando cade la sera? Perchè alcuni siti sono in stato deploverole e quasi deserti ; a Meknès, la maestosa Bab Mansour merita tutta quellaspazzatura nauseabonda che la circonda? Oppure  a Bab Doukkala, Marrakech, sempre colma di rifiuti ovunque. A Tangeri, la Kasbah, principale attrazione storica, è circondata permanentemente da calcinacci di costruzioni. Le strade e anche le principali arterie non sfuggono al disastro, esempio lampante certe strade e derbs della medina di Marrakech, sommerse dai rifiuti in diverse ore del giorno. Senza parlare poi dello stato in cui si trovano tanti bagni pubblici e quelli delle strutture private, oppure dell’inquinamento o della pericolosità di camminare nei souks con motorini che sfrecciano a tutta velocità.  Le carenze, gli abusi, l’inciviltà e tanto altro  ancora costituiscono un problema enorme. Turisti che decidono di sconsigliare una destinazione, non è questo un fatto allarmante? Ovunque,il tasso di ritorno è l’indicatore che più rivela lo stato di salute del settore.  Se questo tasso è prossimo allo zero significa che tutto è prossimo allo zero: l’equipaggiamento turistico, la qualità dei servizi, l’animazione, la sicurezza, la relazione con i commercianti, lo stato dei marciapiedi e delle strade, la civiltà. I turisti, scontenti, lasciano il paese con l’idea che mai ci ritorneranno!. E non si riservano di parlarne nella loro cerchia sociale: in materia di marketing niente è più pericoloso del tam tam negativo che vale molto di più di splendide pubblicità patinate ma poco veritiere.

Credits: TelQuel – Thami Bouhmouch – ONMT –

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Categories: Life-News Tags: