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Marrakech oltre…
Era il 1969 e il grande stilista Yves Saint Laurent, nel suo gandoura bianco, passeggiava e intratteneva i suoi ospiti nella splendida villa Oasis, a Marrakech. Come Brigitte Bardot, qualche anno dopo con Saint Tropez, cosi’ lo stilista franco-algerino fece scoprire al jet-set internazionale il fascino e lo charme orientale di Marrakech. A partire dagli anni ‘70 Marrakech diventò un passaggio obbligato dei ricchi che la divisero con Gstaad, Sain Barth o Ibiza. La lista dei proprietari di immobili oggi nella Ville Rouge parla da sola: Naomi Campbell, Jean Paul Gaultier, Serge Luten, Bernard Herny Lévy, Marta Marzotto, le sorelle Sozzani di Vogue Italia, Bulgari, Giorgio Armani, Alain Delon, Aznavour, Marella Agnelli, Madonna, Kate Moss e altri. Nei locali notturni bazzicano personaggi famosi, direttamente da Los Angels e da Londra, con pruderie mediorentali. Un famoso editorialista mondano americano, dopo un suo viaggio a Marrakech, ha scritto: ” L’unica cosa che non mi ha fatto credere di essere a Los Angeles è stata la musica tradizionale con i tarbouches e i loro tamburini“. “Marrakech è diventata un terreno di gioco per il jet-set internazionale dove tutti i capricci sono realizzabili e, dietro le mura delle case, succedono cose tutt’altro che irreprensibili“, mi confida Rachid, figlio di un grande industriale e habitué delle serate mondano-private della città. Droga, prostituzione, gigolo’, proposte sessuali indecenti…luogo di tutte le follie!. Alla fine del 2010, il figlio di un dirigente africano è stato soprannominato “il nababbo di Marrakech” dopo aver organizzato una serata smisurata, fatturata in milioni di dh (centinaia di migliaia di euro); 80 indossatrici provenienti da tutto il mondo erano presenti alla festa e una parte del buffet, composto ovviamente da quintali di caviale, venne trasportato in aereo direttamente dalla Russia!. Qualche mese dopo un miliardario russo spese oltre 90.000 euro in una sola giornata a Dakla, nel Sahara occidentale, accompagnato da uno staff di 30 persone, affittò un intero Hotel, shopping nella Regione e permesso di pesca in acque protette. Per rispondere alle esigenze di un pubblico così particolare vengono alla luce settimanalmente ville di alto standing assolutamente fashion e trendy in zone come la Palmeraie. Locali come il Pacha (già presente a Ibiza), classificato dalle riviste del settore come il più grande Disco-Club in terra fricana, il Nikki Beach (creato a S.Tropez), il Comptoir Darna (gemello dell’omonimo club parigino) o ancora La Plage Rouge, offrono un servizio all’altezza di questa clientela “huppée“.
Per il suo primo ingresso in Marocco, il Gruppo Hôtelier di lusso Barrière ha scelto, a suo tempo, Marrakech, centrando la previsione di fatturati a sei cifre. Tornei di poker, rally di Ferrari, competizioni di golf, Festival Internazionale del Cinema, elicotteri e jet privati…tutti i servizi di lusso sono oramai disponibili in Marocco e a Marrakech in particolare. “La vicinanza con l’Europa, la dolcezza del clima, la sicurezza, ma in primis la qualità della vita, sono le principali attrattive di Marrakech“, mi spiega Jawad Kadiri, manager di un importante locale notturno dell’Hivernage, uno dei quartieri europei chic della città. Artisti, uomini d’affari, aristocratici, hanno contribuito a scrivere la leggenda di Marrakech, aprendo le loro case mostrando l’art de vivre marocchina. Il cuore del jet -set in Marocco è però anche edonista e innamorato della way of life di questo paese, rifuggendo a volte dall’eccesso di mediatizzazione. Senza cedere alla semplice immagine, conferma il giornalista Simo Benbachir, le belle auto o lo champagne a fiume nei locali non sono forzatamente lo status del jet- set marriakchi, dove la parola chiave è sempre più discrezione. Per penetrare in questo mondo segreto non è necessario il puro denaro, serve la classe, la raffinatezza e un accentuato sense of humor amalgamato alla cultura. I V.I.P marocchini poi, sono in generale giovani eredi di grandi famiglie del Reame, hanno viaggiato, frequentato le migliori scuole e sono poliglotti. Sono in buona parte artisti e professionisti che costruiscono amicizie attraverso il mondo. Dandy o uomini d’affari, vivono in un mondo parallelo, cittadini estemporanei con passaporti diplomatici internazionali. Un mondo che regala lusso dove i soldi non sono un problema e dove tutti i tabù sono stati bruciati; dove l’omosessualità in primis, il divorzio, l’adulterio, sono la moneta corrente. Con buona pace dei fondamentalisti islamici, sempre più numerosi e in crescita vertiginosa nel Califfato.
Fonte: My Amazighen
Riad Masson, apertura al pubblico
Denise Masson è stata una grande islamologa francese che visse a Marrakech e qui mori’ nel 1994 all’età di 93 anni. Attratta da sempre dalla cultura marocchina, acquisto’ nel 1938, grazie anche ai suoi genitori, un magnifico riad nella medina medioevale. E’ grazie a questa islamologa che si deve un opera accolta come una delle migliori interpretazioni in francese del Corano, che vide la luce nel 1967 da Gallimard. Il riad di Denise Masson, dove studio’ l’Islam e visse benvoluta dai suoi vicini, è stato sempre un trait d’union con l’Istituto Francese di Marrakech, dove accolse molte persone e manifestazioni che avevano come scopo il dialogo tra le tre religioni monoteiste del Libro. Oggi, il nuovo direttore dell’Istituto Francese di Marrakech, Jérôme Bloch, ha voluto legittimamente aprire lo spazio al pubblico. Si inizierà con dei concerti di musica classica (quatuors), passando attraverso alcune conferenze nella storica biblioteca, arrivando a delle serate con i cantori della Place Jemaa el Fna. Nello splendido giardino è stato inserito un salone da the per i visitatori e sono previste delle esposizioni open air in una atmosfera di relax tra il verde. Il Riad aprirà le sue porte anche per i bambini della medina che potranno assistere a proiezioni di films nella corte dell’antico bacino della struttura trasformato in un cinema a cielo aperto. Infine il riad subirà alcune ristrutturazioni per ritrovare l’èclat di un tempo, giardini compresi. Una ristrutturazioneculturale e estetica che porterà un grande beneficio alla cultura della città ocra.
Fonte: My Amazighen
Strauss-Khann e Marrakech…
Nel quartiere di Sidi Mimoun, in prossimità del Palazzo Reale, è situato il riad datato XIX° secolo di Anne Sinclair e di Dominique Strauss-Khann, a qualche centinaio di metri dalla Place Jemaa el Fna. Il Riad, acquistato nel 2000 è un oasi di pace della coppia che si reca nella Ville Rouge un paio di volte all’anno e dove hanno concluso un certo “Patto di Marrakech” con Marthine Aubry e Laurent Fabius. Il riad è allo stesso tempo un luogo dove si ospitano gli amici e ne cito alcuni: l’avvocato Jean Veil, il cantante Patrik Bruel, il giornalista Michel Field e il filosofo Bernard-Henry Lévy, proprietario dell’immenso palazzo della Zahia, due passi più in giù. Luogo di misteri il riad di DSK; la stampa internazionale non ha mai avuto il permesso di entrarci e quindi poco si sà dei suoi movimenti. Nel libro “Majestè, je dois beaucoup à votre père..France-Maroc, une affaire de famille” (Maestà, devo molto a vostro padre..Francia-Marocco, un affare di famiglia) di Jean Pierre Tuquoi, DSK racconta che “Anne possedeva una casa a Valbonne, nel Midi (…). La rivendette per acquistare, cinque anni fa, un riad nel cuore di Marrakech. Tutto era da rifare. Non esisteva acqua nè eletrricità. Oggi, è perfetto. Marrakech è la mia base per rilassarmi“. Il riad apparteneva ad una nobile signora marrakchie ed era chiamato Dar Chrifa (casa della donna nobile, discendente del Profeta Maometto). Infatti il primo occupante di questo riad è stato il cadi Si Mustapha, uno dei quattro principali giudici di Marrakech, che aveva sposato una parente del sultano Hassan I, e da qui il titolo blasonato del riad. Dopo la morte, nel 1988, di Lalla Aïcha, una discendente di Si Mustapha, gli ereditieri decisero di separarsene. Un imprenditore ebreo marocchino lo acquistò un anno dopo, per la somma di 1,9 milioni di DH (167.000 euro c.ca). La proprietà comprendeva 8 camere, un salone e una cucina, oltre a due pati con giardino. Nel 1997, il riad venne acquistato da Laura Gomez, ex-moglie di Kylie Eastwood, figlio di Clint. Nel 2000 infine, Sinclair e DSK lo acquisirono. Secondo diversi rumors, Sinclair possiede nove decimi del riad. Prezzo della transazione: 5,5 milioni di DH (500.000 euro c.ca). Non si conosco le spese sostenute per il restauro, sicuramente tante, di fatto pero’ già solo visto dall’esterno questo Riad è sontuoso e affascinate nel suo mistero.
Fonte: My Amazighen
FNAP 2011, le arti popolari a Marrakech
La 46a edizione del festival nazionale delle Arti Popolari partirà il 29 giugno da Marrakech. L’obiettivo principale di questo storico Festival è quello di mantenere e conservare il patrimonio nazionale orale, secondo la Fondazione dei Festivals di Marrakech (FFM). Una nuova squadra composta da volontari e professionisti è stata avviata per assicurare “l’eccellenza” di questa edizione. La sua missione? Perennizzare questo appuntamento inserendo alte dosi di rinnovamento per fare in modo che questa edizione sia un grande momento festivaliero e di gioia per gli abitanti di Marrakech e i visitatori; una forma per conciliare l’eredità storica con l’approccio al futuro. Il nuovo ufficio del la FFM ha approntato una programmazione culturale e di contenuti per il FNAP 2011 con una visione a breve e lungo termine alfine di garantire un orizzonte in crescendo per gli anni a venire sino alla simbolica 50° edizione del 2015. Cinque giorni in cui Marrakech sarà l’epicentro delle arti popolari del Marocco grazie alla volontà della nuova equipe ma in primis grazie ad un programma degno della sua ricchezza e della storia che promette attimi di complicità con il pubblico, sempre fedele oramai da decenni. Una programmazione ricca e diversificata “radicata nella tradizione ma risoluta a sterzare verso il rinnovamento e la creatività”, ha precisato in conferenza stampa il direttore della FFM, Karim El Achak. Con un obiettivo primario: rafforzare la relationship con il pubblico marrakchi e marocchino. Oltre alla grande parata sempre molto attesa, il Festival delle Arti Popolari propone quest’anno un altra grande novità: la creazione di un “villaggio”, interamente dedicato a questa festa delle arti popolari marocchine, nel quale si svolgeranno tutte le animazioni del Festival. L’idea è stata quella di creare, in parallelo alla mitica scena delPalais Badi, un villaggio FNAP nel cuore della Ville Rouge. Questo villaggio sarà testimone della volontà di migliorare la centralità e la visibilità del Festival, oltre all’avvicinare il pubblico agli artisti. Gli orari di apertura del villaggio permetteranno alle famiglie e ai bambini di avere uno spazio dedicato per il vivere il loro patrimonio artistico popolare. Nel villaggio saranno presenti ateliers pedagogici destinati al giovane pubblico comel’Ateliers SOS Music, un esposizione dal tema “Lo stucco e l’arte del gesso”, che farà scoprire ai visitatori i segreti di questa manualità artisticaancestrale, oltre ad un laboratorio di calligrafia organizzato sotto la direzione della Fondazione Dar Bellarj. Le musiche tradizionali del mondo saranno in scena a Al Hamra, Atlas e Toubkal. Sulla prima scena gli artisti Rayssa Tachenouit, Abdelrrahim Senhaji, Oulad El Bouzzaoui, Jil Jilala, Rosiloa (Fidji), Tambours du Burundi, Gitans du Rajastan (India), Said Mousker, Daoudia, Hamid El Kassri e Stati. Sulla seconda scena il pubblico’ potrà apprezzare i Dekka di Marrakech, Ahwach Ouarzazate, Ahwach Tissent, Aissawa di Meknès, Ait Boughmaz, Gnaoua di Marrakech, Guedra di Guelmin, Ahidous Ait Hdidou, Abidat R’Ma, Ahidous Ain Orma, Ahidous Imil Chil e Ahwach Imim Tanaout. Infine, sulla terza scena si potranno vedere (e sentire) Houra, Tktkat Marrakech, Tazouit Kellat M’Gouna, Taskioune, Haiti di Tanaout, Mengouchi, Rokba di Zagora, Oulad Sidi Hmad Ou Moussa, Aglagal Taliouine, Ahwach Demnat, Ahwach Ait Baamrane e Lakfifat. Secondo Brahim El Mazned, direttore artistico di questa edizione, il rispetto, la tradizione, la modernità e lo scambio saranno il comune denominatore di questa edizione. Forte impegno dunque e determinazione per rendere questo appuntamento una reale festa dellacultura evidenziando tutte le eredità nazionali. Un bella immagine diMarrakech che sarà sempre uno spazio di tolleranza, di accoglienza e di allegria.
Fonte: My Amazighen
Marocco, industria del porno magredino
L’industria del porno in Marocco: pruderie orientali con stars internazionali e attrici amatoriali locali, un bussiness che avanza. Il Marocco è un paese islamico, lo sappiamo. Il Marocco è un regime che non ammette, al momento, intransigenze. Lo sappiamo. Perchè allora molte stars del XXX si recano in questo paese per i loro tournages ? Rischiando grosso, aggiungo io. Molte label come Private, Marc Dorel o Andrew Blake hanno girato qui con porno–attrici come Aria Giovanni, Catalina Cruz, Zara White o Veronica Zemanova, in case o ville private del Reame, in particolare a Marrakech. Per i fans del XXX l’esotico offre dei prodotti molto folk e arrapanti. I canali satellitari specializzati propongono delle programmazioni ad hoc con menzione del luogo di riprese e il Marocco figura in molti curriculum di diverse stars che hanno lavorato in terra araba. Come fanno i produttori e i registi a non incappare nelle maglie dei controlli e della vigilanza delle autorità locali? Le astuzie delle case di produzione sono tante. Prima fra tutte quella di girare degli spot pubblicitari falsi e parallelamente una equipe si dedica alle foto/film porno come è successo con il magazine Private che ha realizzato diversi reportages fotografici in Marocco. Oltre alle bibbie dell’erotico come Play Boy, Hustler e altri. Per gli intenditori le riviste con immagini di interni marocchini sono veramente tante. E’ evidente che il CCM, il centro cinematografico marocchino, svolge il suo lavoro di controllo su questo genere di riprese e le autorizzazioni sono scrupolosamente studiate: non ci sono margini di errore ma i professionisti del XXX sanno come raggirali. Richieste di pubblicità, reportages di moda, fotografie turistiche, servizi sulle regioni del Marocco e altri escamotages sono la copertura dei veri soggetti delle riprese. Secondo un produttore affermato nel campo, questo traffico esiste ed è molto prolifico. Il CCM lavora sodo, legge gli scenari, fa le sue inchieste sulle case di produzione, i registi, i budget e la reputazione delle persone che arrivano nel reame per girare i films, ma si trovano sempre delle facciate pulite inventate di sana pianta dalle società hardcore. Un giovane attore marocchino che conosco personalmente mi ha confidato che è stato contattato per un ruolo in un film che credeva una fiction e che in realtà è diventato un porno durante la fase di montaggio. La storia da copione lo vedeva come chaffeur di un 4×4 per una coppia straniera in vacanza a Marrakech; tour della città e ritorno davanti alla villa, ruolo terminato. Le immagini girate erano più che normali e mai l’attore avrebbe pensato quello che scopri’ durante il montaggio, cioe’ che la sua parte era stata aggiunta a delle riprese fatte all’interno della villa, riprese assolutamente porno. Esempi cosi’ ve ne sono a bizzeffe e succede anche con ragazze reclutate come comparse. Si affittano Riad o ville e dentro a questi luoghi esotici puo’ succedere di tutto e la cosa appettitosa e che i costi, girando in Marocco, si dimezzano drasticamente rispetto all’Europa, alla Turchia e all’Egitto. Con un clima stabile, decori naturali splendidi e una luce fantastica per le riprese, il gioco è fatto. In alcuni casi si rasenta la truffa chiedendo prezzi ridotti ai proprietari delle abitazioni promettendo una bella pubblicità per la villa o il riad! Quando si abborda il capitolo dei films porno in Marocco bisogna pero’ fare un distinguo tra due categorie di films ; quelli amatoriali destinati ad un pubblico più di nicchia e via web, e le grandi produzioni internazionali. E’ nel primo caso che i giovani marocchini si fanno coinvolgere. Ovviamente questo tipo di prestazioni vengono pagate a basso costo e nel complesso sono films che non necessitano di investimenti. I giovani marocchini accettano il “minimo sindacale” e il salario non supera i 2000 dh (180 euro) per una lunga sequenza hard. Le ragazze che accettano questo lavoro vengono generalmente pagate 5000 dh, qualcosa in più dei maschi arabi. La tecnica di lavorazione è semplice, per non incappare nella legge, molto dura nei paesi arabi : le immagini e le foto vengono trasmette via email all’estero e gli addetti ai lavori possono uscire dal paese senza materiali compromettente. Marrakech, Agadir, Essaouira sono le locations predilette per questo genere di films e qui le ragazze, che si fanno chiamare Jihane, Warda, Hiba, Faïrouz, vengono procacciate generalmente nei nigh-club bollenti. A volte sono minori, altre sono divorziate con un paio di bambini a carico, altre con storie di vita molto drammatiche. In tutto questo mercato molto lucroso, scoppiano gli scandali, come quello di Agadir di alcuni anni fà che ha visto come protagonista il giornalista pornografo belga Philippe Servaty, ritrovato con filmini e foto sado-maso, con la compiacenza di 14 ragazze reclutate in loco. Il giornalista è stato condannato a diversi anni di carcere (anche le ragazze perchè qui lavorare nel porno è reato) e sta scontando la sua pena in Marocco. Marocco bollente dunque e chiudo con un nostrano “tutto il mondo è paese”, quando si tratta di sesso.
Paolo Pautasso
Fonte: My Amazighen
Turismo, piano di crisi a Marrakech e Agadir
Tre settimane dopo l’attentato terroristico di Marrakech, tenendo conto degli avvenimenti politici del Maghreb e dei loro effetti negativi nel settore in tutta la regione, la stagione estiva è minacciata. La cellula di crisi, formatasi dopo l’attentato, indica che non ci sono annullamenti massicci: 22.000 per maggio, giugno e luglio. Numeri relativamente deboli rapportati agli arrivi dei quattro primi mesi dell’anno che hanno totalizzato oltre 553.000 presenze e rappresentano all’incirca 2 milioni di notti (+3%). Quindi, al momento, l’allarme è debole. Ma sono presenti degli elementi che intervengono nelle scelte dei turisti, il budget della vacanza e altri . In Francia, le vacanze estive si annunciano sotto il segno del rigore, idem in Italia ma direi in Europa tout court. In effetti, un recente studio commissionato da un importante Tour Operator conferma la tendenza al ribasso dei budget e della durata delle vacanze. Il 48% degli intervistati prevede un budget inferiore ai 500 euro e il budget medio si attesta nell’ordine di 561 Euro contro i 585 euro del 2010. I professionisti del settore restano comunque ottimisti sul Marocco. Una causa di questo ottimismo è dovuto al fatto che le destinazioni pressate dopo gli ultimi avvenimenti maghrebini, Canarie, Spagna, Portogallo, rischiano di essere sature e questo potrà provocare un flusso importante sul Marocco. Altri segni di speranza, il movimento delle nuove prenotazioni su Marrakech non si è arrestato e molti gruppi continuano ad arrivare. Esempio: tra maggio e giugno 2011, il TO italiano Dimensione Turismo, ha programmato un charter per clienti “incentive” tutte le settimane, per un totale di 3.000 persone. Il caso non è isolato e, in primis, tutti gli avvenimenti culturali e sportivi importanti della ville rouge sono rimasti inalterati e confermati già a suo tempo. Jean Jaques Bouchet, DG di Fram, conferma la caduta delle prenotazioni che aveva già constatato prima dell’attentato al Caffè Argana di Marrakech. Ma anzichè focalizzarsi su questo fatto increscioso, ha preferito attirare l’attenzione sul crollo dei prezzi degli Hôtels, che potrà avere effetti nefasti nel medio termine, questo perchè quando si abbassano troppo i prezzi e difficile poi ritornare ai prezzi reali. Agadir, altra destinazione importante, ha formato da poco una cellula di crisi turistica per trovare delle soluzioni. Il Consiglio regionale del turismo ha fermato un piano d’azione incentrato su di una campagna di comunicazione internazionale attraverso i principali media dando la priorità ad alcuni avvenimenti più specifici rivolti agli operatori del settore, come la serata dal titolo “Get Together” che è programmata sotto il tema della sicurezza a cui parteciperanno diversi TO, agenzie di viaggio e hôteliers per tutta l’estate in arrivo. Basterà questo a salvare una stagione P/E 2011 partita sotto diversi fattori negativi? Parere personale e che se ne riparlerà a settembre, con l’inizio della nuova stagione A/I 2011, considerata Alta Stagione e che partirà esattamente dopo il mese del Ramadan, mese che comunque, in effetti, vede un crollo delle prenotazioni, dovuo a diversi fattori sia psicologici che pratici.
Fonte: My Amazighen
Azar, ristoro da mille e una notte
Taroudant, da città antica a una piccola Marrakech
Ourika, stile di vita autentico
A parte qualche breve temporale notturno, dovuto al caldo decisamente forte di queste giornate, le temperature a Marrakech danno il via alla stagione delle escursione fuori porta. Situata a 30 km dalla città, la valle di Ourika si estende ai piedi dell’Alto Atlante , tra le grandi montagne marocchine. Una natura straordinaria e l’autenticità di uno stile di vita montanaro di un popolo berbero, che ha salvaguardato i suoi antichi costumi e le sue tradizioni. E tra le alte montagne che nasce il suo Oued (fiume) che dona il suo nome alla valle, Ourika appunto, in un percorso a tratti a strapiombo e a tratti dolce e rivierasco. Da queste parti si dice che “c’è tanta acqua ma poca terra“, e la poca si conquista con tanta fatica e mezzi arcaici per lavorarla. Da Marrakech si attraversa la piana fertile di Haouz con le sue piantagioni di agrumi e di olivi. Al km 34 si arriva al douar di Tnine de l’Ourika e questo incantevole borgo si rivela il punto nevralgico della Regione, in ragione del suo importante souk (mercato) che si svolge tutti i lunedi’. Tutti gli abitanti della zona si danno appuntamento qui per negoziare i loro preziosi raccolti, acquistare il necessario e spettegolare sugli ultimi rumors della Regione. Il tutto in un ambiente incredibile che mescola carriole, asini da soma, carretti, tende, kaos e buon umore. Proseguendo la strada lungo la valle si è seguiti costantemente dalle rive del oued e ci si entuasiasma per questo paesaggio multicolore che sposa alla perfezione l’ocra della terra e il verde della natura. Tante piccole case in terra sono incastonate sulle montagne e pare siano incollate a quei bordi ripidi e scoscesi dando l’impressione di collages sapientemente incastrati da un abile artista, collegati alla strada da tanti ponti “tibetani” che danno i brividi. Più avanti si incontra il villaggio di Arhbalou che tenta di sedurre con la sua moltitudine di piccoli ristoranti installati a filo dell’acqua. Situati a 1.500mt di altitudine costituiscono durante la lunga stagione calda di Marrakech l’ambiente ideale per centinaia di famiglie marocchine in cerca di frescura. L’aria è pura e le temperature estive sono sempre 15° inferiori alla Ville Rouge. Al km 68 ecco spuntare il villaggio di Setti-Fatma con le sue sette cascate e la vista imprendibile sulla valle e sul massiccio del Yagour. Questo pittoresco villaggio costituisce una tappa obbligatoria per gli escursionisti che vogliono visitare la zona. Da Setti-Fatma inizia tutta una serie di sentieri più o meno difficili. Quello più battuto è sicuramente il sentiero che porta alle sette cascate e le ultime tre sono consigliate a sportivi allenati al trekking. Molte guide sono a disposizione ed è importante affidarsi alla loro professionalità per evitare problemi contingenti all’escursione. Attraversato il ponte di legno che attraversa il fiume si inizia l’ascensione, accompagnati da un torrente di acqua gelida che in estate è un vero refrigerio. Per i meno sportivi consiglio di fermarsi alla prima cascata e contemplare la splendida vista su Ourika e sul massiccio del Yaghour, per gli altri inizia un trekking di circa due ore alla scoperta delle altre cascate o all’ascensione del Jebel Toubkal (vedi anche alla Pag.Marocco) che culmina oltre i 4.150 mt. Da segnalare le bellissime incisioni rupestri visibili sul monte Yaghour. Altre bellezze di questa splendida valle sono le nuove attrazioni “ecoturistiche” che stanno fiorendo in tutta la vallata. Una di queste è la Safranerie dell’Ourika con i suoi splendidi raccolti di zafferano ed è straordinaria durante il raccolto autunnale. Oppure il giardino bio-aromatico dell’Ourika dove, tra percorsi profumati di essenze rare, si possono acquistare prodotti per il benessere e la cura del corpo totalmente naturali a base di estratti naturali. O ancora il giardino di Timalizene con il progetto dell’architetto paesaggista Rémi Aubrée. Alla sera si ritorna a Marrakech con gli occhi annegati di luce, di colore, di serenità. Riscoprire uno stile di vita autentico, basato ancora sulle stagioni, sul ritmo del fiume, sui riti preislamici qui presenti, circondati dall‘armonia delle cose pure, dello scorrere immutabile delle stagioni e da una natura prorompente e a tratti severa che, a volte, si ribella e ridimensiona le brutture e le storpiature che l’uomo produce. Ritagliatevi una giornata di relax, lontano dallo smog e dal kaos colorato di Marrakech e rifugiatevi in questo antico eden per avvicinarvi alla natura, la natura che diventa naturalezza del vivere. Qui sotto un video dedicato a questa splendida valle e alle sue cascate…
Fonte: My Amazighen

























