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La Moschea di Tinmel, luogo magico sulla via per Asni

April 13, 2011 Leave a comment

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Pochi conoscono questo luogo magico. Dista 100 km da Marrakech, la strada e quella per Asni, poi verso il Tizi N’ Test,  proseguendo verso Taroudant. Si entra in una valle stretta, rocciosa e, bruscamente, si puo pensare di essere in un territorio ostile. Su di un primo promontorio, una Kasbah, arroccata sul fianco della montagna, e sulla piana,  mimetizzata con la roccia, la moschea di Tinmel.  Questo sito è stato dichiarato Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO e costituisce uno dei siti più importanti della storia medioevale del Marocco. È  da questa borgata berbera della valle di Neffis, sconosciuta sino alla fine dell’XI° secolo, che partirono i conquistatori almohadi, condotti dalla guida spirituale Mahdi Ibn Toumert prima, e in seguito dal grande conquistatore Abd Al-Moumen Ibn Ali, che formò il più grande impero del Mediterraneo occidentale, dopo quello di Roma. Il tutto durò circa 20 anni e terminò con la caduta della dinastia almoravide e la presa della loro capitale, Marrakech, nel 1147. Questa ascesa politica permise a Tinmel di affermarsi nella seconda metà del XII° secolo, come una vera capitale spirituale e centro di cultura dottrinale dell’impero. A quel punto Tinmel ebbe una crescita anche sul piano architetturale e numerosi edifici furono costruiti, tra cui la moschea. A questa si aggiunse poi la costruzione del Palazzo reale dove risiedettero i sovrani almohadi durante le loro tradizionali visite, pie e solenni, al mausoleo del venerato Mahdi Ibn Tumart. Una fervente adorazione per la città si fece largo tra le popolazioni e letterati, studenti e pellegrini accorsero in viaggi di studio o semplicemente per pregare. Bisogna precisare, a questo punto, che l’importanza di Tinmel come polo almohade non era dovuta unicamente al suo ruolo “storico” nell’emergenza del definire il nuovo Stato, ma anche per il fatto che un ruolo importante e di rilievo era sostenuto dagli sceicchi di Tinmel e della valle di Neffis, nella struttura dello Stato almohade.

Dopo il declino della dinastia “degli unitari”, Tinmel torno’ ad essere quello che fu prima di quel periodo storico: una semplice borgata nel mezzo dell’Alto Atlas. Soltanto le sue vestigie e i suoi monumenti ci ricordano del suo passato glorioso. Uno di questi è appunto la grande moschea di Tinmel. Questa moschea si sviluppa su di una superficie, quasi quadrata, di 48,10 mt di lunghezza per 43,60 di profondità. Si accede da sei porte laterali disposte di fronte, di cui quattro affacciate sulla sala della preghiera e due sul cortile. La sala della preghiera è distribuita su nove navate longitudinali che trovano lo sbocco su di un transetto. In questo dispositivo la navata mediana e il transetto si distinguono per una certa preponderanza visiva, data dalle loro dimensioni importanti in rapporto alle altre navate. L’articolazione tra queste due matrici, della stessa  portata, da luogo ad una proiezione planimetrica a forma di T. Questo ordine innovatore cercò  di rendere percettibile l’interesse e la dignità accordati al muro della qibla che supporta il mihrab, punto focale che governa lo spazio interiore della moschea. Situata nel quadro generale dell’architettura religiosa islamica, la moschea di Tinmel costituisce con quella di Taza e le due Koutobie di Marrakech, la sintesi dell’evoluzione di un modulo planimetrico apparso in primis nell’Oriente arabo, e la sua genesi in Africa e in Andalusia. La moschea di Tinmel è visitabile tutti i giorni, al suo interno troverete Mohammed, custode/appassionato di questa luogo, che vi racconterà tutta la storia e gli sforzi che un gruppo di persone stanno sopportando per terminare i lavori di restauro (manca una parte importante del tetto) che, per mancanza di fondi ad oggi sono fermi.

Fonte: My Amazighen

 

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Incanto per Jacques Majorelle e mostra memorabile a Marrakech

April 12, 2011 Leave a comment

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Quattro quadri « d’eccezione » del celebre pittore francese Jacques Majorelle saranno esposti, dal 23 al 25 aprile a Marrakech, in previsione della loro messa all’asta che si terrà a Parigi nel mese di giugno, presso la Maison Artcurial Briest-Poulain-F. Tajan. Quattro dipinti tra cui figura la celebre “Kasbah rouge de Marrakech”, esposta una sola volta dal 1924, anno della sua creazione . Conservata da quella data presso la famiglia Majorelle, questo quadro è stimato intorno ai 600.000/800.000 euro (catalogo) e quindi sarà il pezzo forte dell’asta che avrà come titolo “Tableaux Orientalist”, prevista per il 9 giugno, con una sezione dal titolo “Jacques Majorelle e i suoi contemporanei”. Questo quadro fu riproposto come copertina della guida turistica di Marrakech nel 1926 ed occupa un posto particolare nei cuori dei grandi appassionati di orientalismo, raggiungendo lo status di icona. Félix Marcilhac, storico d’arte e specialista di Jacques Majorelle riassume con queste parole l’opera in questione: “in questa grande composizione del 1924, con un semplice gioco di piccole superficie posate in piatto e a mosaico, Jacques Majorelle traduce pienamente la plenitudine del suo soggetto trattando sottilmente la trasparenza e la purezza dell’aria, la diversità dei colori che vengono trascinati  in una gamma di ocra rossi e di bruni, che avvolgono il paesaggio circostante e la folla, con dei mezzi talmente semplificati e naturali che si raggiunge l’esperienza di ascoltare i rumori e sentire gli odori”. Jacques Majorelle (Nancy, 1886 – Parigi, 1962) è l’esempio illustre del folto gruppo di pittori orientalisti francesi che si sono arresi allo charme della Ville Rouge, che ha donato loro  la strada per percorrere al meglio i propri talenti e realizzare le loro opere migliori. Nel 1919 Majorelle si installo’ a Marrakech acquistando un terreno che divenne in seguito la base dei famosi giardini Majorelle, aperti al pubblico nel 1947 e che raggruppa una delle più importanti collezioni di piante della sua epoca. Oggi il suo atelier è diventato grazie a Yves Saint Laurent e a Pierre Bergé un piccolo museo che ospita una preziosissima collezione di arte islamica. Sulle opere di Majorelle, il romanziere francese Jérôme Tharaud scrisse: “E’ pazzo per Marrakech e per l’Atlas, pazzo dei suoi orizzonti del sud e quindi io posso testimoniare che è una verità, una giustizia, una sincerità pura delle sue osservazioni. Tutto quello che ha visto, reso con la forza e la semplicità della sua strana barbarie”. Questi quadri saranno esposti al Es Saadi Gardens & Resort, insieme a decine di altre opere minori che saranno poi inviate alle casa d’aste parigina. Nel capitolo riservato a “Jaques Majorelle e i suoi contemporanei”, si potranno ammirare tele di José Cruz Herrera, Edy Legrand, Jean-Gaston Mantel e Henri Rousseau. Altri pezzi forti di questa asta saranno le tele di altri artisti come Etienne Dinet, Félix Ziem, Georges Washington, Alfred Chataud e Alexandre Roubtzoff, che permetterrano al visitatore di avere un panorama completo del mondo arabo, dal Marocco all’Egitto. Queste opere in particolare saranno oggetto di una esposizione a Parigi, dal 6 al 9 giugno, data della loro messa all’asta presso l’Hôtel Marcel Dassault.

Fonte: My Amazighen

 

Royal Air Maroc low-cost!

April 8, 2011 Leave a comment


Un andata semplice Casa-Marrakech a partire da 450 dh (40 euro circa), un Casa-Laâyoune a 650 dh! Buon motivo per una gita o per viaggi professionali. Una vera rottura quella che annuncia la RAM, presentando una nuova politica tariffaria per i suoi voli nazionali. I giochi di questa nuova strategia sono iniziati partendo dalle cifre sviluppate tra il 2008 e il 2010 con un traffico interno che supera il 15% del fatturato e con oltre 390.000 passeggeri, in un forte contesto di concorrenza internazionale dei low-cost. Quindi la politica della RAM è differenziare. Per certe destinazioni come Dakla o Guelmim, le regioni apporteranno un quota-finanziamento, in questo modo la compagnia potrà rientrare delle spese o comunque di limitare le perdite nel caso di un debole di tasso di occupazione, e le regioni potranno sviluppare le loro attrattive economiche e turistiche. Globalmente, le nuove offerte della Ram, che sono partite il 4 aprile, comprendono diverse innovazioni. Primo, una tariffa semplice da Casablanca verso 11 città del Marocco (Tangeri, Marrakech, Essaouira, Agadir, Fès, Oujda…) a partire da 450 dh e di 650 dh verso Dakhla e Laâyoune. La compagnia precisa che è “a partire da..” ma rassicurano che i posti disponibili a quei prezzi saranno oltre il 50%, secondo la destinazione e la stagione. Inoltre sono previste tariffe diversificate per bambini, anziani e gruppi. Le tariffe gruppo ad esempio, offrono un decalage dal secondo partecipante in poi: se il primo paga 450 dh il secondo passerà a 420 dh, il terzo a 390 dh e cosi’ via. Per accompagnare questa nuova visione, la compagnia ha aumentato le sue frequenze in modo considerevole: Casablanca e le città di Dakhla, Ouarzazate, Laâyoune, Fès e Tangeri sono ormai collegate quotidianamente, oltre ai 230 voli settimanali da e verso Casablanca e le città del Reame con  relative 30 trasversali tra quest’ultime.

Fonte: My Amazighen

 

Sotto la pioggia..il panico marrakchis!

March 16, 2011 Leave a comment

I marrakchis (abitanti di Marrakech) sono frivoli, si sà. E’ il solo luogo al mondo dove è possibile incrociare delle persone in anorak in pieno mese di agosto, con 40° gradi all’ombra. E’ tutto vero, non invento nulla, sono qui tutto l’anno. Infatti, sotto i loro molteplici strati di vestiti, riescono a sviluppare i loro propri microclimi e macerare in una marinata personale, intima e refrigerante. L’inadattabilità dei marrakchis prende una piega spettacolare nei giorni di pioggia, come in questi giorni. Il minimo temporale semina il panico e il caos nella città. Come tutti i marocchini, i marrakchis, traumatizzati dalle loro estati aride, amano la pioggia. I primi acquazzoni della primavera sono accolti con crisi di gioia. Tutti si felicitano mutualmente, alzano le mani al cielo per ringraziare il Signore… poi alzano le mani allo stesso Signore per chiedergli di aiutarli a rientrare vivi alle proprie case. Marrakech non è una città fatta per le pioggie torrenziale. I tombini della città saltano con il primo acquazzone e le strade si inondano in un colpo d’occhio, regalando un allure da naufragio titanico (fuorviante… per Londra… deve prendere la prima a destra!). Quando poi tutto termina, grandi pozzanghere dimorano ovunque. In un paio di settimane vengono assorbite dal terreno perché, in effetti, le Autorità della città sono ecologisti puri e duri, e mai e poi mai interferiranno con il corso della Natura, che necessità di tempo per il lavoro di evaporazione. Intristiti dalle loro scarpe fradicie, i marrakchis soccombono all’ambiente da Apocalisse. Un consenso tacito vaga nella città, trasmettendo la necessità di uno stato d’emergenza. Il nuovo codice stradale è abolito (ove fosse praticato!) e nuovi codici “polite” entrano in vigore, come: ”Permettemi di tagliarvi la strada e rigare con la mia moto la vostra auto, siete amabile!”, oppure “hops, perdonatemi di avervi completamente inondato di acqua (sporca), ho un leggero ritardo e non ho proprio capito che stavo entrando in questo piccolo lago di montagna!“,  e via dicendo. Il già flebile diritto della strada ai pedoni è sospeso a tempo inderteminato e tutti i bipedi che si trovano in strada sono da considerarsi come “nemici combattenti“. Se, per sfortuna, alla pioggia si uniscono tuoni e lampi la città diventa lo scenario di un isteria collettiva, considerando che molti negozianti chiudono i loro negozi prima dell’orario abituale perché, terrorizzati dai lampi, i dipendenti si rifiutano di lavorare, senza contare gli svenimenti! . La prima pioggia dell’anno poi, riveste un carattere ancor più pittoresco, oserei dire näif: i lunghi mesi di aridità lasciano sull’asfalto uno spesso strato formato anche da grasso e la pioggia trasforma questa schifezza in un liquido oleoso, saponato e scivoloso, particolarmente feroce per le due ruote. Non è raro quindi vedere delle moto che si lanciano in spettacolari scivolate in mezzo a bus e camion. E’ una sorta di “Holiday on Ice“, gigante e improvvisato, uno spettacolo che potrebbe essere divertente se non togliesse la vita, ogni anno, a decine di conducenti di moto. L’incoscienza poi di chi cerca rifugio nella medina, creando ingorghi cinematografici, è pari ai fiumi di acqua che si riversano nelle piccole stradine intasate. La sola cosa da fare a Marrakech quando piove è restarsene a casa, o in Hôtel. E’ l’occasione buona per utilizzare il camino (vedi che serve a Marrakech!), ascoltando la pioggia che picchia contro i vetri delle finestre, dissertando dottamente, con i piedi asciutti, sui benefici della pioggia in Marocco.

Fonte: My Amazighen

 

Tanti turisti a Marrakech…

February 24, 2011 Leave a comment

Da stamattina sono in giro per la città con un gruppo di ospiti del Riad e ancora una volta ho tastato il polso della situazione in città. Tutto come sempre. Marrakech è presa d’assalto da migliaia di turisti, perlopiù francesi e spagnoli, italiani ne ho visti pochi, e diversi gruppi di giapponesi. Intorno alle 18.00 l’atmosfera alla Place Jemaa el Fna era stupenda, i soliti cerchi di persone che ascoltavano i cantastorie, i banchi del cibo con le loro cucine fumanti, musica gnawa e tanta allegria. Il tramonto era alle porte, dietro l’Atlas innevato e lucido,  e un leggero vento ha rinfrescato l’aria dopo che il termometro oggi ha segnato 28°.  Non si parla più della domenica nera che ha vissuto la città, si è cercato di dimenticare in fretta quel brutto episodio. Anche in altre zone del paese è tutto tranquillo; alcuni amici residenti ad Agadir mi hanno comunicato che la città è quasi al collasso per via di tantissimi turisti che sono arrivati questo inizio settimana francesi e tedeschi in testa. Le mie guide del deserto mi hanno confermato che è tutto normale, la solita “routine” con i loro clienti e tanto caldo anche li’. Oggi Marrakech, e lo sarà per diversi giorni, è vestita a festa: tra qualche giorno re Mohammed VI sarà qui per inaugurare un complesso di case popolari e nell’occasione regalerà diverse abitazioni ad un gruppo di famiglie che vivevano ancora nella periferia della città in condizioni disagiate. Il 90% delle bidonvilles di Marrakech sono già state smantellate a suo tempo, ad oggi rimangono qualche sparuto gruppo di queste insalubri abitazioni nella zona est della città, in periferia. Un programma partito alcuni anni fa prevedeva lo smantellamento totale di tutte le bidonvilles del paese entro il 2012 e quasi tutto il lavoro è stato compiuto. Marrakech è rivestita di bandiere marocchine, ovunque. I giardinieri, centinaia in città per via dei kilometrici giardini pubblici che possiede, sono al lavoro per rendere ancora più belle le strade d’accesso alla medina e  tanta è la gente nei souks. Ho ricevuto ancora oggi diverse email che mi chiedevano rassicurazioni: partite assolutamente tranquilli, nessun problema e lo testimonia il fatto che la città è realmente colma di turisti, a migliaia. Buon viaggio a tutti e non rinunciate all’esperienza stupefacente che Marrakech e il Marocco vi possono offrire.

Fonte: My Amazighen

 

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Marrakech, Touche pas à mon pays!

February 23, 2011 Leave a comment

ggi girando per Marrakech ho visto tantissimi cartelloni pubblicitari stradali, sia quelli che cambiano di immagine che quelli con i led, che propongono l’arcinoto logo di “Touche pas à mon pays“, adottato dai marocchini subito dopo gli attentati terroristici di Casablanca del 2003, quando scesero in piazza a milioni contro il terrorismo islamico. Bellissimo logo che racchiude l’essenza dei marocchini, la mano di Fatima e la scritta  “Non toccate il mio paese“, questa volta rivolto non solo agli estremisti islamici ma ai vandali di domenica scorsa. Nella zona europea tutti i negozi sono aperti, McDonald’s compreso (il locale che aveva avuto più danni), riparando in tempi record vetrine e quant’altro. Bella la normalità, con un sole caldo (oltre i 29°) e tantissimi turisti in giro per musei, giardini e souks.

Fonte: My Amazighen

 

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Oukaïmeden, una sciata in jellaba…

January 15, 2011 Leave a comment

Una bella settimana bianca a Marrakech? Perchè no ! A soli 75 km dalla Villa Rouge è possibile sciare in tutta tranquillità, lontani dagli standard europei, certo, ma con il vantaggio della discreta affluenza di pubblico e l’autenticità dei luoghi. Il Marocco si sa è il paese dei contrasti e dei paradossi e, come scrisse il giornalista Marcel Carpozen in uno dei suoi articoli consacrati alle stazioni di ski e agli sport invernali, negli anni ’50, mai parole furono cosi’ appropriate: “E’ difficile per le persone d’oltre mare immaginare di sciare in Marocco, Paese del sole“. Difficile ma provateci! La storia della stazione sciistica dell’Oukaïmeden inizia nel lontano 1936, quando il CAF (Club Alpino Francese) costrui’ il primo modesto rifugio, che permise una frequentazione più regolare del sito e l’organizzazione dei primi corsi di sci. Nel 1938 venne impiantato il centro militare e, nel 1941, uno chalet più spazioso gestito sempre dal CAF. I Campionati di sci del Marocco furono organizzati per la prima volta all’Oukaïmeden nel febbraio 1942. Nel 1948 la prima strada carrozzabile che partiva da Marrakech via Tahannaoute e Sidi Farès, venne aperta e cinque anni dopo due Hotels e una trentina di chalet privati furono costruiti. Nel contempo alcune strade interne alla valle vennero progettate con gli scavi e il passaggio dell’acqua e l’elettricità e, le prime due seggiovie; la prima chiamata del “Chouka” ( lunghezza di 1100 mt con un dislivello di 380 mt) e quella “Media” ( lunghezza di 297 mt con un dislivello di 78 mt). Con queste due opere furono costruiti due trampolini di salto. Nel 1963 la stazione dell’Oukaïmeden si doto’ di una seggiovia lunga 1960 mt con un dislivello di 620 mt, capace di trasportare 600 persone all’ora e nel contempo vennero intrapresi numerosi lavori di consolidamento e un nuovo centro nazionale di elettricità che, incoraggio’ la costruzione immobiliare e la frequentazione turistica. Nel 1965 la nuova strada d’accesso dalla valle di Ourika venne inaugurata e permise di raggiungere facilmente la stazione che venne dotata di altre due seggiovie supplementari nel 1967 e di un segnale telefonico automatico. Nel 1992, la cima dell’Oukaïmeden venne dotata di un teleski con uno chalet ristorante e una serie di tavole di orientamento. Le piste dell’Oukaïmeden oggi coprono una superficie di 300 ettari concentrate sul fianco nord della montagna, situate tra i 2620 e 3270 mt di altitudine. Gli impianti sono praticabili da metà dicembre sino al fine marzo ma è bene informarsi prima dello stato di innevamento della montagna, non sempre garantito. Il 75% delle piste hanno grandi difficoltà tecniche, quindi sono indirizzate esclusivamente a ottimi sciatori; il resto è dedicato ai principianti e agli sciatori di media capacità. Quest’anno più di 2000 giornalisti provenienti da tutto il mondo si daranno appuntamento sulle cime dell’Oukaïmeden, grazie all’iniziativa dello Ski Club Internazionale dei Giornalisti (SCIJ). L’edizione sarà organizzata congiuntamente dal Marocco e dal Belgio. Secondo gli organizzatori dell’evento, la scelta del Marocco si giustifica per la vicinanza geografica con l’Europa ma anche per la sua stabilità politica e per la sua sicurezza. Il vice-presidente del SCIJ ha spiegato che le montagne marocchine sono ancora poco conosciute in Europa e che la scelta dell’Oukaimeden trova ugualmente il suo fondamento nelle caratteristiche tecniche, infrastrutturali e logistiche della stazione ( un ora da Marrakech).

Ovviamente le piste e le risalite non sono ancora numerose, idem per i cannoni sparaneve che saranno a presto sistemati lungo le piste e la città di Marrakech ha garantito il suo sostegno economico per attuare il progetto del SCIJ. La cosa più importante da sottolineare credo sia il contrasto totale di una città come Marrakech, esotica e calda, e la possibilità di sciare a un ora di auto. Per chi cerca luoghi “Fashion”, l’Oukaïmeden non è il posto giusto; S.Moritz, Cortina o il Sestriere non hanno nulla da condividere con questi luoghi. Qui la natura regna sovrana e si possono scoprire villaggi di terra innevati, gente umile che vive con poco, panorami mozzafiato e cordialità. Alle partenze degli skilift ci sono i muli, bardati alla berbera, e con pochi dh potrete farvi trasportare sulle piste, rivivendo tempi passati e lontani, tempi carichi di atmosfera e serenità dove il legame con la natura era forte e coinvolgente. Proprio come oggi sull’ Oukaïmeden e non si sà sino a quando. In seguito ad una convenzione firmata tra gli Emirati Arabi e il Governo marocchino il 29 marzo 2006, a Casablanca, un grande progetto è in fase di sviluppo, con un investimento di 1,4 miliardi di dollari (avete letto bene!); 11 Hotels e un campo da golf 18 buche che verrà qualificato come il più alto campo da golf esistente. Quando questo progetto verrà alla luce tutto cambierà, anche i prezzi. Attualmente l’ingresso alla stazione costa 10 dh ( meno di un euro), il semigiornaliero per gli impianti costa 30 dh (meno di 3 euro), il parking auto giornaliero costa circa 3 dh ( meno di 30 centesimi di euro) e un buon pasto a base di tajine costa 50 dh (meno di 5 euro). Speriamo almeno che questo progetto abbia tenuto conto di tutti gli aspetti per una buona gestione sociale e ecologica.

Fonte: My Amazighen

 

I Calèches di Marrakech

January 4, 2011 Leave a comment

Sono 148 i calèches in servizio a Marrakech per visitare la città o semplicemente per recarsi nelle varie zone della Ville Rouge. Perchè tutto questo folklore perduri, una regolamentazione è stata messa a punto in questo ultimo anno, per migliorare il servizio e in primis per il benessere dei cavalli, motore di questa attività. Da oltre un secolo i calèches deambulano tra la medina storica e la “ville nouvelle”. Inizialmente servivano a trasportare esclusivamente la merce nei souks, con il tempo si sono trasformati in veri e propri taxi a quattro zampe. Questo servizio è oramai ad uso quasi esclusivo dei turisti ma è facile ancora imbattersi in calèches colmi di locali, che per 3 dh alla corsa,si fanno trasportare in certi derb della medina, come Derb Dabashi o alla stazione ferroviaria. Per un turista servono 120 dh per una bella galoppata in città, se vi spostate verso la Palmeraie calcolate altri 50 dh di supplemento; sono soldi ben spesi e una visita delle mura medioevali al tramonto, è indimenticabile. Se capitate all’alba, reduci da qualche nottata disco, a Bab Doukkala, vedrete una lunga e interminabile fila di calèches in attesa dei controlli delle autorità competenti, tutte le mattine dell’anno. Stato del veicolo, del conduttore e cosa importante lo stato di salute del cavallo, niente deve essere lasciato al caso. Per facilitare questo compito tutti i cavalli sono stati microchippati e i calessi dotati di pulci lettroniche con memorizzati il numero di serie, interventi richiesti, procedure, ecc… Nella città sono stati inseriti otto abbeveratoi con 8 corsie singole, per far si che in qualunche momento i cavalli possano dissetarsi, specialmente nel periodo di  calura estiva di Marrakech, che non lascia scampo; si trovano sulla Place Jemaa el Fna, sulla Place de la Liberté, ai giardini Majorelle e davanti a diversi hôtels molti frequentati dai turisti. Un bel gesto dedicato a questi nobili animali che con il loro lavoro quotidiano  perpetuano il ”movimento lento” marriakchi. Purtroppo la stessa sorte non tocca ai centinaia di asini, muli e cavalli, che quotidianamente trasportano merci in giro per la medina. Stracarichi all’inverosimile, il più delle volte piagati da quotidiane frustate per renderli più veloci e sovente malati. L’unica Associazione  Nazionale (marocchina con aiuti inglesi) che si occupa di questa piaga è presente purtroppo raramente sulle strade e nei vicoli della medina, quindi, a mio giudizio inesistente. Ma di questo vi parlero’ in seguito tendendo presente che stessa sorte, se non peggiore, tocca alla moltitudine di cani randagi presenti sul territorio.

Fonte: My Amazighen

 

Il nuovo stadio di Marrakech, un gigante tra le palme

December 20, 2010 Leave a comment

 

Dopo diversi anni di costruzione, i lavori partirono nel 2003 con la posa della prima pietra, il nuovo, imponente, stadio di Marrakech è pronto. La sua inaugurazione avverrà il 5 gennaio 2011 e un torneo amichevole vedrà il PSG (Paris S.German) contro il Widad Casablanca e l’OL (Olympique Lyonnese) contro la squadra di Marrakech. L’investimento totale è stato di 1 miliardo di dh e la sua struttura, imponenete e massiccia, secondo la stampa nazionale, ricorda lo stadio di Genova,  ”perchè tutto il suo charme risiede nella città che circonda la struttura“. Con 57 ettari di superficie, la costruzione di questo nuovo monumento al football marocchino ha conosciuto alti e  bassi durante la sua messa in opera; alcuni stop prolungati ai cantieri e rumors che davano per spacciato il progetto iniziale. Tutto si è risolto e, a qualche giorno dall’inaugurazione, ho potuto visitare il complesso sportivo, che ha un immagine vincente e ben armonizzata con il paesaggio circostante. La prima cosa che colpisce è il forte odore di pittura che invade le narici, poi il verde acceso del campo da gioco ; qui le temperature dolci della stagione invernale creano il terreno favorevole per una crescita rigogliosa del manto erboso. I colori sono quelli di Marrakech, il rosa e il colore della terra che qui sono di casa. Tutto l’edificio, dall’esterno, da l’impressione di una muraglia, con le torri, gli spioncini, le cupole..una piccola medina stilizzata e apparentemente modernissima.  Al calar della sera poi diventa tutto spettacolare: fari e luci ovunque, un luogo di festa pura, di divertimento acclamato, con un cielo, quello di Marrakech, stellato all’inverosimile, che rafforza la suggestione dell’insieme. Qualche numero per capire la struttura: 45.000 posti a sedere, di cui 37.000 coperti, tutti numerati, un parking di 7.500 posti-auto, uno stadio principale di football con una pista di atletica a 8 corsie, uno stadio annesso per gli allenamenti, 4 accessi dedicati alle persone diversamente abili, 20 uscite di sicurezza e 31 punti di ristorazione. E ancora 128 blocchi di primo soccorso in tribuna, un centro medico, sale di conferenze, 98 camere di sorveglianza, due schermi giganti di 84mq,  36 biglietterie, un eliporto e 1.500 palme con un altezza minima di 5 metri sono state inserite nel contesto scenografico. Il 5 gennaio 2011, SAR Mohammed VI attraverserà il campo erboso dello stadio, prima di inaugurare ufficialmente lo stadio Kawkab, dando il via ai festeggiamenti. I tiket a disposizione sono 4.500 e i punti di vendita sono stati presi d’assalto da tutti gli appassionati del calcio, ad un prezzo di 50 dh (5 euro), 100 dh (10 euro) e 270 dh (27 euro). Grazie a questo tiket si potrà accedere alla cerimonia d’apertura e ai due matchs amichevoli. Alle 18.15 del 5 gennaio il Widad affronterà il PSG e subito dopo la squadra marriachi contro l’Olympic Lyonese. Quattro ore di puro calcio. I posti economici a 50 dh sono situati nella parte più alta dello stadio, i tiket da 100 dh sono per le sedute dei gradini centrali e quelli da 270 dh offrono una vista impareggiabile sul campo, bevande incluse. Alcuni tour operators stranieri hanno inserito nei loro pacchetti promo su Marrakech un offerta di soggiorno per due giorni in mezza pensione a 350 euro, tiket VIP incluso. Tutta la parte organizzativa e manageriale del complesso calcistico è stata aggiudicata alla Sonarges, società che ha preso in carico la costruzione e la gestione appunto delo stadio di Marrakech. Nella loro pubblicità si legge che “ormai sarà possible cenare con la famiglia allo stadio, organizzare dei seminari o ancora assistere a dei grandi spettacoli con le nuove squadre professioniste che animeranno gli stadi, prima e dopo i  matchs di Premiere League ”. I numeri e le aspettative sono enormi, staremo a vedere se l’organizzazione di questo modernissimo e affascinante stadio sarà in grado di mantenere le sue promesse, regalando a tutti gli amanti del calcio giornate di vero sport.

Fonte: My Amazighen

 

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La moda uomo riscopre Marrakech

August 1, 2010 Leave a comment

Dopo Gucci a Milano (vedi anche alla Cat.Arte & Design – Marrakech Bho Style)  oggi è la volta del grande e istrionico Jean Paul Gaultier che come fondale della passerella ha ricreato un Hammam marocchino con tanto di uomini intenti a farsi massaggiare da marcantoni nerboruti vestiti (svestiti) di un semplice asciugamano arrotolato sui fianchi, da manuale di omoerotismo. Lo stilista con questa collezione ha reso grazia a Marrakech (ho avuto il piacere di ammirare il suo spettacolare Riad situato dietro la Place Jemaa el Fna, a Mouassine, uno scrigno di bellezza e di antichità) e al suo indiscusso padrino, Yves Saint Laurent (da una nuvola di vapore esce la sua immagine allampanata, accompagnato dalla sua musa androgina Betty Catroux, splendido giocattolo per uomini indecisi) e ai mitici anni ’70 della  Ville Rouge, anni di trasgressione, di libertà assoluta, di ”joie de vivre” alimentata da una libertà sessuale senza freni. Un orda di uomini selvaggi, a volte barbuti con lunghi boccoli neri, nuovi splendidi talebani senza armi del terzo millennio, lontani dagli stereotipi delle sfilate di questi ultimi anni, hanno indossato splendide sahariane in cuoio (tocco Gaultier per la sua feticistica passione della pelle), caftani o jellaba color fango alternati a cotoni egizi candidi che ricordano le camicie da smoking e geniali babouche in cuoio nero stringate. Il finale della sfilata, occhiali 3d obbligatori per un effetto “funghi allucinogeni“, ha visto i boys dell’Hammam percorrere la pedana in slip abbinati a tuniche slim o gilet, a piedi nudi o infraditi colorati. Ancora una volta in pochi giorni, dopo Gucci a Milano, Marrakech entra nel circuito internazionale della moda, con souvenirs di di una città mitizzata (Paul Getty, Agnelli, YSL ecc..) che forse non esiste più o esiste ancora in piccola parte (per pochi eletti !), bella e psichedelica, libertina e trendy, glamour e sexy.

Fonte: My Amazighen

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