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Fouta, lenzuolo da Hammam

September 3, 2012 Leave a comment

Il lenzuolo da Hammam, più conosciuto come « fouta » tra gli iniziati, è diventato un must sulle spiaggie chic francesi in questa rovente estate. Più pratico dell’asciugamano e multifunzione, la “fouta” ha sedotto con glamour ifashion-victim giovani e meno giovani, grazie anche al suo peso piuma e alla sua taglia XXL. La “fouta”, originaria della Tunisia poi introdotta in tutto il Maghreb, può essere utilizzata come asciugamano ma anche come telo da spiaggia, pareo o maxi foulard. Si trova in vendita su Internet o in qualche selezionato negozio; il lenzuolo costa tra i 18 e i 60 euro secondo l’origine, la qualità del materiale e la taglia. Da sfoggiare assolutamente nei tanti colori disponibili anche se l’originale è bianco/grigio in uno spettacolare cotone egiziano, magari ricamato con le proprie iniziali.

Fonte: My Amazighen

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Islamic Fashion Festival 2012, espressione e interpretazione creativa della moda islamica

July 27, 2012 Leave a comment

Si è svolto a Londra, con la presenza di influenti personalità provenienti da splendide città come Kuala Lumpur, Jakarta, New York, Monaco e Dubai, un défile con i must-have della moda musulmana, durante l’Islamic Fashion Festival 2012, che ha visto la partecipazione di stilisti come Tom Abang Saufi, Souad Chraibi, Nickie Nina, Melinda Loi, Bernard, Ghea Panggaben e Saiful Bahrim, molto noti al vasto mercato fashion islamico. Il Festival della Moda Islamica ha come scopo principale l’incoraggiamento dell’espressione e l’interpretazione creativa dei suoi  stilisti per dare l’esempio della polivalenza dinamica della moda islamica, e si è visto nello sviluppo della moda marocchina attraverso la creatività e il talento della stilista Souad Chraibi che ha presentato delle creazioni eleganti, sofisticate e moderne. Gli ospiti del Festival hanno potuto scoprire il genio creativo di Souad Chraibi, con i suoi tagli perfetti, i tessuti sensuali e ricami preziosi, accostati a capi tradizionali come caftani, gandoura e djellaba. Una alleanza perfetta e riuscita in toto mixando la tradizione con la raffinatezza. Questa edizione, definita dalla stampa “trionfale” del Festival della Moda Islamica ha visto la presenza di diverse personalità del mondo tra cui Vhrifa Lalla Joumala, ambasciatrice del Marocco in UK e la regina della Malesia, Seri Paduka Raja Permaisuri Agon Tuanku Haminah.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Marocco, dinner on air

July 6, 2012 Leave a comment

Il concept, di origine belga, consiste nel servire la cena, sospesi in aria ad oltre 50 mt dal suolo. Ventidue privilegiati si siederanno a tavola su di una piattaforma di sette tonnellate sospesa d una gru gigante e ammireranno il panorama circostante.  Questa tipologia di cena, molto diversa dalle classiche cene al ristorante sicuramente, è un concept belga ed applicato in oltre 43 paesi nel mondo, tra cui Las Vegas, Sydney, Monaco e Dubai. David Ghyslels, il creatore, ha dichiarato alla MAP che introdurrà questo avvenimento in Marocco, motivando la scelta del reame per “ le sue bellezze naturali, i suoi siti storici e la sua arte culinaria molto raffinata”. Il Marocco, secondo Ghyslels, è pronto ad accogliere questo evento in primis per la sua reputazione di luogo per incontri culturali e sportivi di classe e secondo l’organizzatore la prima cena in aria sarà organizzata per il mese di agosto. Non si conosce ancora il luogo e  i prezzi per questa follia.

Fonte: My Amazighen

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Marocco, crociera gay con scalo a Casablanca

June 11, 2012 Leave a comment

Il primo luglio prossimo attraccherà al porto di Casablanca una nave da crociera con a bordo 2100 passeggeri LGTB, europei e americani,  che visiteranno la città bianca. Si tratta di una delle tante crociere dedicate ai gay e alle lesbiche che amano viaggiare per mare e che potranno visitare, tra le tante cose, la spettacolare  moschea Hassan II, luogo di culto islamico aperto al pubblico in orari prestabiliti.  Gli organizzatori dell’evento promettono ai loro passeggeri istanti magici sulle spiagge casablanchesi, negli esotici souks della medina e nel quartieri art-déco della città atlantica. Seguirà una visita lampo a Marrakech per proseguire, l’indomani, a Cadige, in Spagna. La nave partirà da Barcellona il 29 giugno durante il quale si toccheranno le città di Casablanca, Cadige, Ibiza, Valencia e ritorno su Barcellona. La notizia è trapelata solo da poche ore e non mancherà di creare un forte dibattito nel paese, considerando due fattori non di poco conto: un governo in carica filo-islamico e una legge che condanna l’omosessualità (art. 489 del C.P.) con pene che variano dai sei mesi ai sei anni di carcere, senza condizionale. Staremo a vedere, certo è che il fattore economico rivestirà un aspetto importante in tutta questa vicenda considerando il potere d’acquisto di 2.100 persone a spasso per la città, sicuramente in vena di shopping esotico, in un periodo dove l’economia del paese è allo sbando e il turismo in forte calo.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, innamorarsi nel cuore della Palmeraie di Marrakech

June 8, 2012 Leave a comment

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Nicolas Sarkozy e Carla Bruni hanno visitato il palazzo Antarès, una splendida dimora di 1500 mq nel cuore della Palmeraie di Marrakech, in vendita a 5 milioni di euro, durante il loro soggiorno a Marrakech. La coppia, secondo Le Point ha visitato per ben due volte la dimora ma non trapelano indiscrezioni sull’eventuale offerta ricevuta dall’agenzia che ha ribadito il suo più fermo no comment. Il Palais è situato nelle vicinanze del celebre Palais Rhoul (buenritiro  di Madonna prima che aquistasse la sua casa in Medina, di Kate Moss e Ruppert Everett; quest’ultimo si è  portato a Londra il bravissimo massaggiatore che lavorava nella SPA interna ) e avrebbe letteralmente incantato la ex-coppia presidenziale. Composta di 8 suites, un cinema e un salone di massaggi con hammam, il Palais Antarès ha una vista imprendibile sulla catena dell’Atlas, circondato da un parco e dispone di una piscina  e di un campo per il gioco del pentaque, considerato il migliore della città.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Tappeti Berberi, scritture segrete e linguaggi del silenzio

June 3, 2012 Leave a comment

Tutti conosciamo i tappeti berberi, i loro motivi geometrici, i loro colori soffusi, e siamo abituati a vederli senza guardarli, a toccarli senza comprenderli, a valutarli e negoziarli senza conoscerne il valore. Quanti tra noi sanno che questi tappeti di lana, nascondono una storia segreta? Che i loro disegni sono in realtà un linguaggio in codice? Quello delle donne berbere che li creano. Come sono fatti è un segreto, riservato a pochi iniziati: storici, esperti di cultura amazigh, appassionati di oggetti antichi, antiquari e galleristi. Nel caos dei souks i venditori assalgono i compratori marocchini così come i turisti, argomentando le vendite sulla qualità della lana, la lucentezza dei colori, e gridano la solita retorica del ”fatto a mano“. Se insistete, vi riveleranno l’origine geografica del tappeto in questione, ma pochi di loro saranno capaci di decriptarvi i segni. La ragione? In un ménage tradizionale berbero, l’uomo e la donna lavorano in cooperazione, con dei perimetri d’azione ben delimitati. La donna si occupa della tessitura dei tappeti, lo sposo della vendita nei mercati rurali settimanali. E’ quindi l’uomo che vende il lavoro della donna, senza poter comprenderlo o spiegarlo. Per lo storico Frédéric Damgaard, “la cultura marocchina è come un iceberg dove la parte maggiore è nascosta e invisibile. La parte visibile e conosciuta perfettamente in tutto il mondo: città imperiali, moschee, kasbah…”. Questa analisi si applica molto bene ai tappeti berberi. Tesoro sconosciuto, è la parte sommersa: losanghe, tratti orizzontali, triangoli e motivi a zigzag, lavorati nel cuore delle montagne.
Disegni semplici e angolari che differiscono totalmente dai motivi floreali carichi di arabeschi e volute dei tappeti cittadini d’origine arabo-andaluse o ottomane. I tappeti berberi presentano una dimensione primitiva. Possiedono un identità propria dovuta alla tessitura praticata dalle tribù transumanti o sedentarizzate, vicino alle città o nascoste tra le montagne. I clans di Beni Jeliadssen, Beni Sadden, Marmoucha, Beni Mguild, Guerouane, Aït Sgougou, Zemmour, Zaïne, Aït Bou Ichaouen, Zenaga o Rehamna, tessono ancora questi tappeti tradizionali con le stesse tecniche ancestrali. Ma allora, questi motivi hanno un senso, o sono l’espressione artistica di un singolo individuo? I disegni geometrici sono in realtà un linguaggio in codice, quello delle donne berbere. Raccontano, per chi sa decriptarli, una saga rapportata alle credenze e all’immaginario della cultura amazigh. E questa storia non è mai la stessa, perchè non è storia di una tribù ma di una persona, individuale e femminile. Ogni tappeto è un libro unico, che porta un messaggio da decodificare, tessuto da chi l’ha creato. I motivi si trasmettono attraverso le generazioni, da madre in figlia. Creazioni artistiche della donna berbera, il suo tappeto riflette prima di tutto le fasi della sua vita e le tappe delle sue esperienze sessuali. Interpretando i segni tessuti nel tappeto, si può apprendere che la donna che lo ha lavorato è vergine, giovane sposa o unita sessualmente ad un uomo. Altre volte i segni rivelano la gravidanza o lo svezzamento di un bambino. Il linguaggio astratto del tappeto berbero prende dunque le sue radici dai corpi, la sua forma e la sua funzione; descrive il ruolo degli organi sessuali e si basa sulla dualità primitiva femminile-maschile. L’incontro dei due sessi diventa l’espressione di una fertilità universale, integrata all’insieme delle forze della Natura. Questi motivi geometrici semplici che intrigano gli appassionati, sono un codice segreto che si mormora, che si trasmette sottovoce, da donna a donna, da madre a figlia. Un buon tappeto è formato da 480.000 nodi al metro quadrato e esige sino a nove mesi di lavoro. E’ il caso, per esempio, dei tappeti Taznakht, colorati con pigmenti naturali, zafferano, henné o menta, a base di pelo di capra o di dromedario. Inginocchiate davanti al loro telaio, per lunghe ore, giorno dopo giorno, le donne raccontano la loro storia, tessendo nello stesso istante, la loro storia, la trama del loro destino. Il tappeto si fa manoscritto, libro aperto e diario di una vita. Una volta archiviato, si avvia verso un destino sconosciuto e diventa tappeto di casa, coperta, arazzo… custodendo al mondo il suo mistero.
Paul Klee, Le Corbusier, Wassily Kandinsky, sono artisti internazionali che hanno reso omaggio al tappeto berbero. Pochi di noi sanno che il celebre architetto Le Corbusier collezionava tappeti berberi che vennero anche esposti a Parigi. All’epoca insegnava alla scuola delle Belle Arti questa teoria: “Fare come le donne berbere, unire alla geometria la più incredibile fantasia“. In Marocco, è essenzialmente Farid Belkahia che ha valorizzato l’arte tradizionale berbera. Le sue tele rendono omaggio alla semiologia berbera, come i tappeti delle donne berbere, le sue opere sono degli enigmi pittorici. Segni e forme criptati sulle tele, ci ricordano le origini di questa terra, ancestrali e profonde.
Credits: Frédéric Damgaard – Yasmina El Kadiri

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Yassine Jamali, una vita per lo Sloughi

May 29, 2012 Leave a comment

Vi presento l’allevamento del Dott. Jamali, veterinario, che vive a Kelaât El Sraghna, a circa 160 km da Marrakech verso Beni Mellal. Un luogo incantevole, arroccato su di una collina, con una barriera naturale data dal fiume più lungo del Marocco, l’oued Saïd. Qui vivono i suoi Sloughi, in libertà totale, eccetto qualche maschio particolarmente “fuggiasco”, seguendo i ritmi della natura. Oltre agli Sloughi il Dott. Jamali alleva, con successo, cavalli berberi e ne possiede una trentina. Da tanti anni lo sloughi è parte integrante della sua vita; profondo conoscitore ed esperto della razza, è un fiume di informazioni e di aneddoti. Il suo tipo è ovviamente il cane da lavoro, tout court, senza pero’ tralasciare la bellezza. Alcuni suoi cani sono tipicamente “marocchini“, altri seguono linee più estetiche ma mai esasperate dalla moda del momento o da qualche giudice particolarmente in voga. Sloughi importanti, con altezze sempre pero’ nello standard, toraci ampi per immagazzinare molta aria durante le corse o le battute di caccia, code lunghe che passando sotto le cosce devono risalire sul cane per raggiungere e superare le anche, rigorosamente con anello finale che, secondo l’esperto, è una caratteristica importantissima della razza a volte trascurata  e sottovalutata, che serve a bilanciare e far virare senza esitazioni  il cane durante i suoi tragitti. Molti suoi cani sono partiti per la Francia, per la Germania, il Belgio e il nord Europa, chiaro segno di una selezione ricercata e seria, professionale e mai a scopo di lucro. Lo sloughi prima di tutto, prima delle mode, dei successi personali , delle rivalità e dell’economia. Da lui ho appreso molto, nozioni importanti oltre uno standard di razza,  che mi hanno fatto capire e amare sempre di più questo superbo levriero che è oramai parte integrante della mia vita. Qui sotto un video del suo allevamento e per qualsiasi informazioni in merito scrivetemi.

Paolo Pautasso

Fonte: Lo Sloughi in Marocco

Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, soggiorno prolungato a Marrakech

May 23, 2012 Leave a comment

L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy e sua moglie  Carla Bruni sono in questi  giorni a Marrakech per una visita privata,  e soggiorneranno in una residenza messa a loro disposizione dal re Mohammed VI. La residenza in questione appartiene alla famiglia reale ed è situata nel cuore della Palmeraie di Marrakech, zona altamente V.I.P. ed esclusivissima, a circa 20 mn dalla città. Sarkozy è arrivato mercoledì scorso a Marrakech dopo la sua disfatta alle presidenziali 2012 che hanno visto vincere il socialista Françoise Hollande.   Un responsabile locale ha dichiarato che “la residenza dove Mr. Sarkozy risiede è riservata generalmente agli invitati del re. E’ molto discreta, fuori dalla portata dei giornalisti e fotografi, e l’ex presidente pratica regolarmente il suo jogging giornaliero nella Palmeraie, scortato dalle sue gurdie del corpo”. L’ex coppia presidenziale dovrebbe soggiornare a Marrakech per un periodo di circa 4 mesi.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Renzo Bossi, avvistato nei meandri di Marrakech

May 18, 2012 Leave a comment

Avvistato ieri in compagnia di un amico, nei meandri della Medina di Marrakech, il figlio di Umberto Bossi, forse in fuga dai clamori negativi di queste ultime settimane in Italia.  Due domande sorgono spontanee: sarà in cerca di una nuova laurea a Marrakech? … e chi ha pagato la vacanza nella Ville Rouge?  Coi tempi che corrono in casa leghista è meglio farlo sapere subito!!

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Myah Bay Pool, nuovo concept di ristorante-piscina a Marrakech

May 18, 2012 Leave a comment

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New entry spettacolare per il Myah Bay, un nuovo concept di ristorante-piscina a Marrakech. Situato sulla strada che conduce all’aereoporto internazionale Menara, a pochi minuti dal quartiere VIP dell’Hivernage, questo beach-club è dotato della più grande piscina della città rossa (50 mt x 25 mt), completamente rivestita in granito nero. Ambiente branchés, come si dice qui, fashion a mille, arredamenti e cura dei particolari maniacali. La carta è interessante, con fusion di cucina marocchina e internazionale. Cito alcuni piatti notevoli: Foie gras al vino rosso, tartine di pane speziato e caramellizato ( 18 euro), zuppa di pollo con latte di cocco al ginger e  legumi croccanti (9 euro) e un dolcissimo  Paris Marrakech, crema leggera all’amlou (7 euro). Carta dei vini che comprende prestigiosi  vini locali e ovviamente una serie interminabile di vini francesi (da 12 euro a 70 euro). Per la piscina il  prezzo giornaliero per un lettino è di 15 euro, matrimoniale 30 euro; lo spazio Bed Espace VIP costa 220 euro a giornata (4 persone) e comprende tra l’altro, una bottiglia di Moët , insalata di frutta, coca cola e acqua a volontà.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen