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Cuervo y Sobrinos, Historiador cronografo oro in limited edition
Se vi è un marchio a cui non mancano tradizione e storia da raccontare, questa è la Cuervo y Sobrinos. Anche nelle loro creazioni più innovative, la Casa Madre non perde mai di vista le sue origini e la sua complessa personalità, una miscela di latinità e tradizionale orologeria Svizzera. Con la nuova famiglia Historiador Crónografo, la Cuervo y Sobrinos riporta in vita uno dei modelli storici più emblematici della Casa. Ispirato da un design di cassa originale CyS degli anni ‘50, l’Historiador Cronógrafo è un orologio che si caratterizza sia per la linea classica atemporale, sia per il design molto ricercato, le cui tradizionali anse del quadrante gli donano uno stile unico.
Un cronografo estremamente classico ed elegante, atemporale, in grado di soddisfare un raffinato ed esigente pubblico in cerca di prodotti di lusso capaci di sopravvivere alle mode effimere. I “cronógrafos” Cuervo y Sobrinos hanno un sapore vintage sottolineato, che ritroviamo nelle dimensioni della cassa (40 mm per la versione acciaio e 41 mm per la versione oro) e nella grafica del quadrante in stile anni ’50, arricchita, nella versione in acciaio, dal vetro in zaffiro doppiamente bombato (all’epoca questi vetri acrilici erano fabbricati in hesalite).
Cronografo classico a due contatori con scala tachimetrica, quadrante opaline smaltato in color avorio. Movimento manuale vintage marca “Venus”, con contatore da 30 minuti, lancetta centrale e contatore piccoli secondi situati a ore 9.00. I movimenti di questo capolavoro sono stati completamente e minuziosamente restaurati, componente dopo componente, dai maestri orologieri del marchio.
Questo capolavoro è stato prodotto in edizione limitata di 50 pezzi.
Fonte: BlogModa
Ferrari 458 Spider, presente all’Art Basel Miami Beach
Sembrerà strano, ma l’ultima arrivata della casa automobilistica Ferrari, la 458 Spider, è stata presentata al pubblico alla più importante fiera di arte moderna e contemporanea degli Stati Uniti, l’Art Basel Miami Beach.
Ospiti e collezionisti delle auto del Cavallino Rampante, erano infatti tutti a Miami per festeggiare l’arrivo dell’ultimo gioiello Ferrari, oltretutto molto atteso dal grande pubblico di appassionati.
Nell’evento, inoltre, erano presenti anche molti altri esemplari di “rosse”, tra cui alcuni modelli d’epoca e altri da Formula 1.
Nella serata si è esibita anche l’artista Janelle Monàe, celebre cantautrice americana interprete dell’album di successo “The ArchAndroid”.
Fonte: GoLook.it
ComicConnect, incanto stravolgente per il primo fumetto di Superman
Torniamo a parlare ancora una volta del primo fumetto di Superman, stavolta venduto a 2,16 milioni di dollari all’asta da ComicConnect, innalzando ancora il suo record.
La casa specializzata in fumetti rari e preziosi, è così riuscita a sorpassare di gran lunga le sue aspettative, visto i risultati di questo rarissimo fumetto.
L’asta si è svolta interamente online, con persone che partecipavano da diverse parti nel mondo e, il fumetto in questione, si è aggiudicato ancora una volta il titolo di più costoso al mondo.
Come già detto in altre occasioni, questa copia del fumetto era inizialmente nelle mani dell’attore Nicolas Cage.
Fonte: GoLook.it
Louis Vuitton, nuova collezione animali in cuoio da Billie Achilleos
In occasione del Natale, Louis Vuitton ha deciso di omaggiare ancora una volta i suoi clienti con una nuova collezione di animali a dir poco chic.
L’idea della maison è stata attuata per l’apertura di una nuova boutique monomarca a Sidney, in George Street.
Anche stavolta la casa si è rivolta all’intraprendente artista Billie Achilleos, così come in passato, che si è divertita a creare i nuovi animali in cuoio utilizzando borse e accessori firmati Louis Vuitton.
Tra i protagonisti della collezione c’è un canguro, un koala ed un coccodrillo, tutti simboli dell’Australia, visto che inizialmente la nuova collezione sarà disponibile solo lì.
Intanto ci teniamo a riproporre questo splendido video che mostra Billie Achelleos durante la creazione della sua prima collezione di animali Louis Vuitton.
Fonte: GoLook.it
Prosecco Battistella, nomination migliore qualità
GIORNALE A STELLE E STRISCE PREMIA ‘BATTISTELLA, IL PROSECCO’ BATTISTELLA: QUALITA’ DEL MADE IN ITALY ARMA PER VINCERE NEI MERCATI INTERNAZIONALI
“E’ una grande soddisfazione. Non è da tutti i giorni ricevere una ‘nomination’ da una delle riviste americane più lette dagli appassionati a stelle e strisce di moda e lifestyle. Questo nuovo riconoscimento conferma che la qualità del Made in Italy è la sola arma disponibile per vincere nei mercati internazionali”.
Con queste parole gli imprenditori veneti Battistella, produttori di Prosecco, annunciano, dalle pagine del sito aziendale www.proseccobattistella.com, che Clear Megazine, giornale americano di ‘moda e lifestyle’, ha scelto ‘Battistella, il Prosecco’ come ‘Clear’s drink of the month’. L’esito, frutto di un concorso al quale hanno partecipato Champagne francesi, Cava spagnoli e spumanti italiani, ha visto le bollicine trevigiane del Prosecco extra dry millesimato dell’azienda Battistella indiscusse protagoniste. Il risultato è stato reso noto con la pubblicazione di uno speciale Battistella alla pagina http://www.clearmag.com/category/luxury/.
E’ la prima volta che uno spumante italiano sale in vetta nella classifica stilata da Clear. “Una scelta – commentano dall’azienda – che oltre a premiare la qualità de ‘Il Prosecco’, premia il lavoro di tutta la filiera Battistella: dai tecnici in vigna, agli amministrativi, dagli enologi in cantina, agli agenti.
Siamo tutti molto felici – dice Andrea Battistella -, è un grande traguardo. Oltre 50 anni fa nostro nonno Fioravante innestò la prima barbatella di vigna in azienda, oggi la stampa di settore americana ci premia. L’azienda sta crescendo nel verso giusto”, conclude l’imprenditore formatosi alla Scuola Enologica Cerletti di Conegliano, la scuola di vitivinicoltura più antica d’Europa che 4 giorni fa ha festeggiato i primi135 anni di vita.
Windsor, casa reale del Regno Unito e dei regni del Commonwealth
La casa Windsor, precedentemente conosciuta come casato di Sachsen-Coburg und Gotha (anglizzato poi in Saxe-Coburg and Gotha), è la casa reale del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, e degli altri regni facenti parte del Commonwealth. Nel 1917, durante la prima guerra mondiale, i sentimenti anti-tedeschi presenti nella popolazione spinsero la famiglia reale a mutare il nome, passando da titoli di chiara provenienza tedesca a nomi che assomigliavano più alla lingua inglese.
Il nome tedesco proveniva dal matrimonio della regina Vittoria con il principe Alberto, figlio di Ernesto I, duca di Sassonia-Coburgo-Gotha, nel febbraio 1840. Sassonia-Coburgo-Gotha, comunque, non era il cognome personale del principe consorte, ma il territorio governato dalla sua famiglia; la sua casata si chiamava Wettin.
Così, il nome Hannover venne cambiato in Windsor, che divenne anche il nome della famiglia reale tramite un ordine in consiglio di re Giorgio V.
Comunque, l’ordine si riferiva solo a tutti i discendenti della regina Vittoria nella linea maschile, ma non necessariamente alle discendenti femminili. Nell’aprile 1952, due mesi dopo la sua ascesa al trono, la regina Elisabetta II pose fine alla confusione sul nome dinastico quando dichiarò al Consiglio della Corona la “volontà e gradimento che io e i miei figli dobbiamo essere designati e conosciuti come casa e famiglia Windsor, e che i miei discendenti che si sposano, e i loro discendenti, debbano portare il nome Windsor”.
Successivamente, l’8 febbraio 1960, la regina emanò un altro ordine in consiglio, confermando che lei e i suoi quattro figli sarebbero stati noti come casa e famiglia di Windsor, e che i suoi altri discendenti di linea maschile (eccetto quelli che sono “altezze reali” e principi o principesse) avrebbero preso il nome Mountbatten-Windsor.
Qualsiasi futuro monarca può cambiare il nome della dinastia se lo desidera. Un altro ordine in consiglio può annullare quelli di Giorgio V e di Elisabetta II. Ad esempio, se il Principe di Galles dovesse accedere al trono, potrebbe cambiare il nome della casa reale in “Mountbatten” in onore del padre e dello zio Louis Mountbatten.
Il regno di re Giorgio V iniziò nel 1910 sotto la casa di Sassonia Coburgo Gotha e si concluse nel 1936. Tuttavia lo Stato Libero d’Irlanda lasciò il Regno Unito nel 1922 e il nome effettivo del regno non fu cambiato fino al 1927, quando egli divenne re d’Irlanda.
Nei decenni che seguirono il 1927 colui che rivestiva la carica di sovrano diveniva re o regina anche di molti reami del Commonwealth, inclusi l’Australia, il Canada, lo Stato Libero d’Irlanda, la Nuova Zelanda, l’Unione Sudafricana, e così via. Precedentemente erano stati sovrani in, non di, questi stati attraverso una suddivisione dell’Impero Britannico. Dopo il 1927 la sovranità di tutti i regni risiedeva nella mani di un unico re. Fino al 1947 il re è stato designato anche imperatore dell’India.
Fonte: Wikipedia
Ferrari 458 Italia, auto di lusso del miliardario saudita Dhiaa Al-Essa
Dopo aver parlato qualche giorno fa del primo esemplare di Lamborghini Aventador ottenuto dal figlio del miliardario saudita Dhiaa Al-Essa, eccoci parlare della sua nuova Ferrari 458 Italia personalizzata.
Come già accennato nell’articolo precedente, infatti, Dhiaa è noto a molti per la sua grande passione per le auto sportive di lusso e, ovviamente, per il suo immenso garage, in cui sono presenti fuoriserie di grande calibro, com Rolls Royce, Ferrari, Lamborghini, Porsche, Bugatti e altre ancora.
La prima caratteristica che differenzia questa Ferrari 458 Italia, è la sua verniciatura bicolore, che vede la carrozza nel classico giallo Ferrari ed il tetto in colore nero; altre modifiche sono state fatte anche negli interni, ma il fortunato Dhiaa non ha ancora permesso a nessuno di scattare delle foto per paura di essere copiato, visto che lui va matto per l’esclusività.
Fonte: GoLook.it
Virgin America, aereo di lusso in affitto
La celebre compagnia aerea Virgin America sta offrendo un’interessante possibilità sul sito Giltcity.com, che permette di noleggiare un aereo della sua flotta per un viaggio di andata e ritorno a soli 50 mila euro.
L’areo per il noleggio è un Airbus A320, il quale sarebbe in grado di accogliere fino a 146 passeggeri, accolti nel massimo del comfort grazie anche ai pacchetti extra, offerti dalla compagnia a chi vorrà usufruire dell’offerta.
Per ciò che concerne il viaggio da fare, si potrà scegliere una delle tante linee coperte dalla compagnia, tranne il Messico.
Calcolando il costo a persona, il prezzo sarebbe davvero interessante, visto che si tratta di soli 410 euro per passeggero.
Questa offerta, secondo quanto rivelato dai vertici della compagnia, è mirata sia ai privati che vogliono affrontare grandi viaggi in comitiva, sia alle aziende che vorrebbero omaggiare i propri dipendenti con un viaggio premio, offrendogli un volo privato.
Fonte: GoLook.it
Duomo di Milano
Il Duomo di Milano, monumento simbolo del capoluogo lombardo, è dedicato a Santa Maria Nascente ed è situato nell’omonima piazza nel centro della città. È una tra le più celebri e complesse costruzioni gotiche del mondo.
Poche chiese, in Italia, hanno avuto una costruzione così lenta e complessa come la ebbe il Duomo di Milano. Non solo, ma l’erezione dell’imponente monumento fu una impresa che interessò non solo la Lombardia, ma tutta l’Italia. Fu infatti attraverso essa che lo stile gotico fiorito d’Oltrealpe penetrò in Milano e influenzò l’Italia intera. La sua elaborazione fu assai lenta: essa comprese infatti un arco lunghissimo di ben cinque secoli, pur rimanendo tuttavia fedele ai principi dell’arte gotica. Sul luogo dove sorgeva la basilica di Santa Maria Maggiore, del IX secolo, si iniziò nel 1387 la costruzione del Duomo, dedicato a Santa Maria Nascente; costruzione voluta dall’arcivescovo Antonio da Saluzzo ed appoggiata non solo da Gian Galeazzo Visconti, all’epoca signore della città, ma da tutto il popolo milanese. In quell’anno era ingegnere Simone da Orsenigo, circondato da numerosi maestri campionesi. È fuori di dubbio, tuttavia, che l’intero progetto del Duomo fosse opera di una sola mente, sicuramente di un maestro oltramontano, perché, nonostante l’avvicendarsi di numerosi architetti alla fabbrica, il Duomo ha mantenuto un carattere straordinariamente coerente, e questo carattere è tipicamente d’Oltralpe. Tuttavia, questi schemi gotici, nelle menti degli architetti italiani, persero la loro caratteristica oltramontana e acquistarono quella più tipicamente nostrana. Intorno a Simone da Orsenigo, i nomi dei grandi maestri della pietra: Marco “de Frixono” da Campione, Matteo da Campione, e il più grande Giovannino de’ Grassi. Nel 1389 Simone da Orsenigo fu rimosso dall’incarico e fu fatto venire da Parigi Nicola di Bonaventura, che fornì il disegno dei finestroni absidali, aperti a traforo. Poi anch’egli, giunto a Milano il 7 maggio 1389, fu licenziato il 31 luglio 1390. Maestri italiani e stranieri si susseguirono, avvicendandosi, nella fabbrica del Duomo: i tedeschi Giovanni da Friburgo, Enrico Parler da Gmunden, Giovanni da Fernach, e gli italiani Bernardo da Venezia, Gabriele Stornaloco, piacentino, Marco da Carona, Giovannino de’ Grassi e Giacomo da Campione. Questi ultimi due rimasero legati stabilmente alla fabbrica dal 1392 e dettero al nascente Duomo la loro impronta decisiva, quello stile “gotico fiorito”, caratterizzato dall’esuberanza decorativa.
Alla morte del grande maestro, il parigino Jean Mignot criticò aspramente i lavori ma, trovando l’opposizione di Bernardo da Venezia e di Bertolino da Novara, fu ben presto licenziato: è da questo momento che la fabbrica del Duomo di Milano verrà diretta esclusivamente da maestri italiani. Nel 1400 era a capo dei lavori Filippino degli Ugoni: a lui si deve il disegno dei capitelli, delle volte, dei terrazzi. Si lavorava alacremente, nella fabbrica del Duomo, tanto che, nel 1418 veniva consacrato l’altare maggiore da papa Martino V. Con la salita al potere, alla metà del ‘400, di Francesco Sforza, le arti conobbero un nuovo indirizzo. L’architettura milanese del ‘400, e quindi anche quella del Duomo, fu “siglata” dalle tre generazioni dei Solari: Giovanni, il figlio Guinforte, e il figlio di questi, Pier Antonio. Il genero di Guinforte, il grande Giovanni Antonio Amadeo, fu il vincitore del concorso indetto nel 1490 per l’erezione del tiburio: nonostante il “nuovo corso” rinascimentale che aveva preso l’arte, L’Amadeo fu strenuo difensore dell’unità gotica dell’editicio e completò il tiburio nel 1500. Dieci anni più tardi sorgeva, gotica anch’essa, la prima delle quattro guglie contigue. Intanto, la grande fiammata del “gotico fiorito” andava lentamente spegnendosi, vinta dal nuovo senso plastico delle forme teorizzato da Filarete, da Luca Francelli, da Francesco di Giorgi e da Leonardo, chiamati da tutta Italia per dare nuovi consigli e nuovi pareri sulla fabbrica del Duomo. Dopo un più che breve intervento tedesco, un maestro di Strasburgo chiamato nel 1482 da Gian Galeazzo Sforza, fu messo a capo dei lavori Pellegrino Pellegrini, detto anche Tibaldi, architetto preferito dall’arcivescovo Carlo Borromeo. Il Pellegrini dette subito un vigoroso impulso alla costruzione, progettando i disegni per il pavimento e per gli stalli del coro. Nel 1572 San Carlo riconsacrò il Duomo. Nel1585, alla partenza dei Pellegrini per la Spagna, ottenne di succedergli Martino Bassi e quindi Lelio Buzzi, già autore del progetto della Biblioteca Ambrosiana. Sotto l’arcivescovado dell’altro grande Borromeo, Federico, fu Fabio Mangoni a soprintendere la fabbrica del Duomo, a cui poi seguirono il Richini e il Quadrio. Nel XVIII secolo non erano ancora terminati i lavori. La guglia maggiore fu eretta dal 1765 al 1769 e la facciata, secondo le valide proposte del Pellegrini, fu compiuta negli anni fra il 1805 e il 1813. I lavori continuarono per tutto l’Ottocento, completando l’erezione delle guglie e le torri scalari intorno al tiburio. Ma tutta questa complessa costruzione ebbe sempre bisogno di vaste opere di restauro: la prima nel 1935 e la seconda, ben più complessa e più dolorosa, dopo i bombardamenti aerei del 1943. Durante l’ultimo restauro, fu rinnovato il pavimento, furono sostituite quelle statue e quegli elementi decorativi che più avevano sofferto le ferite della guerra. Infine, l’8 dicembre 1966, fu inaugurato il nuovo sagrato.
L’interno
I cinquantadue pilastri dividono le cinque navate e sorreggono le volte simulanti un traforo gotico; queste vennero dipinte verso la metà del 1800 da Alberti e Alessandro Sanquirico.
Il pavimento, su disegno originale del Pellegrini, è un intreccio di marmi chiari e scuri con disegni intersecantisi infinite volte.
Nella prima navata a destra si trova il sarcofago dell’Arcivescovo Ariberto da Intimiano, l’inventore del Carroccio, sormontato dal Crocefisso in lamine di rame dorato che il vescovo donò al monastero di San Dionigi. Un piccolo marmo seicentesco riporta un’iscrizione che ricorda Seguono i sarcofagi degli arcivescovi Ottone Visconti e Giovanni Visconti, opera di un maestro campionese del primo XIV secolo su due colonne in marmo rosso di Verona, e di Marco Carelli, un mecenate che alla fine del XIV secolo donò trentacinquemila ducati alla Fabbrica del Duomo per accelerare i lavori di costruzione.
Alla sesta campata vi sono tre magnifici altari del Pellegrini, sul primo dei quali si trova un pregevole quadro di Federico Zuccari: la “Visita di Sant’Agata in Carcere da parte di San Pietro”.
Notevole nel transetto destro è il monumento a Gian Giacomo Medici detto il Medeghino, opera di Leone Leoni, la cui l’effigie campeggia nel centro, circondata da statue e bassorilievi. Interessante l’adiacente altare rinascimentale di marmo, decorato con statue di rame dorato. Di fronte al Mausoleo Medici vi è il “pezzo” più celebre di tutto il Duomo: il famosissimo “San Bartolomeo Scorticato”, opera di Marco D’Agrate, con la pelle gettata come una stola sulle spalle e sul corpo.
Il complesso del presbiterio, capolavoro del Tardo Rinascimento milanese, è formato dal coro con i suoi stalli lignei, dal “Tempietto” del Pellegrini, dai due pulpiti dai ciclopici telamoni rivestiti di rame e di bronzo e dai due giganteschi organi.
Il deambulatorio corre intorno al coro, e vi si ammirano i portali delle due sacrestie, alcuni affreschi (fra i quali la “Vergine dell’Aiuto”) e la statua di Papa Martino V, opera quattrocentesca di Jacopino da Tradate.
Nel transetto si trova il “Candelabro Trivulzio” che consta di due parti: un piede, tutto un intreccio di viticci, vegetali, animali fantastici, attribuito a Nicolas de Verdun (XIII secolo) e uno slanciato stelo a sette braccia, a volute e ricami della metà del 1500.
Dopo altri tre altari di Pellegrino Tibaldi nella navata sinistra si trovano l’edicola “Tarchetta” dell’Amadeo, il monumento Arcimboldi dell’Alessi, romaniche figure di Apostoli in marmo rosso e infine il classicheggiante Battistero del Pellegrini.
La prima campata è attraversata dalla lista di marmo e bronzo della meridiana. Nel mese di novembre, periodo dedicato a San Carlo Borromeo, vengono esposti i teleri (i cosiddetti “Quadroni”) della vita del Santo, dipinti da un gruppo di artisti tra cui spiccano Cerano e Giulio Cesare Procaccini. I finestroni della cattedrale sono chiusi da vetrate istoriate che nascono col Duomo e furono via via implementate sino ai giorni.
La facciata
La facciata è una sedimentazione di secoli di architettura e scultura italiana, che va dal Tardo Rinascimento del Pellegrini al Barocco di Francesco Maria Richino, allo pseudo-gotico napoleonico dell’Acquisti. L’impostazione tardo-rinascimentale è del Pellegrini, anche se nei dettagli si intravede il barocco nascente e la mano del Richino. Su questa base s’innesta il coronamento pseudo-gotico richiesto agli architetti del 1800 da Napoleone Bonaparte in persona. Spiccano particolarmente le grandi statue relative all’Antico Testamento di Luigi Acquisti.
Il portale e l’esterno
Il portale mediano è disegnato dal Richini, arricchito da sculture di G.B. Crespi e completato da porte di bronzo moderne. Una passeggiata intorno alla cattedrale permette di apprezzare l’infinito numero di sculture, di doccioni, di guglie, di archi rampanti. Sopra la selva di guglie si eleva quella del tiburio, su cui nel XVIII secolo è stata posata la Madonnina dorata, simbolo della città.
Uno sguardo particolare merita l’abside, la parte più antica, e più avanti la quattrocentesca guglia Carelli, la prima ad essere costruita.
Il Museo del Duomo ripercorre la storia dell’edificio e ospita alcune opere d’arte collegate allo storico edificio.
Alcune misure del Duomo:
• altezza della Madonnina dal suolo: 108,50 metri;
• altezza della Madonnina: 4,16 metri[1];
• altezza della facciata centrale: 56,50 metri;
• altezza della navata maggiore: 45 metri;
• lunghezza esterna: 158 metri;
• lunghezza interna: 148 metri;
• lunghezza della facciata principale: 67,90 metri;
• larghezza interna delle 5 navate: 57,60 metri;
• larghezza esterna: 93 metri;
• larghezza interna: 66 metri;
• colonne interne: 52;
• guglie: 135[2];
• altezza delle colonne interne: 24 metri;
• diametro della colonne interne: 3,40 metri.
La meridiana
In vicinanza dell’ingresso del Duomo una striscia di ottone incassata nel pavimento attraversa la navata, risalendo per tre metri sulla parete di sinistra (a nord). Sulla parete rivolta a sud, ad una altezza di quasi 24 metri dal pavimento, è praticato un foro attraverso il quale, al mezzogiorno solare, un raggio di luce si proietta sulla striscia del pavimento.
Ai lati della linea metallica sono installate delle lastre di marmo indicanti i segni zodiacali con le date di ingresso del sole.
Lo strumento fu realizzato nel 1786 e modificato nel 1827 in seguito al rifacimento del pavimento del Duomo.
Fonte: Duomo
iCam Apple, fotocamera concept ideata da ADR Studio
Per chi non lo sapesse, iCam è un concept di una fotocamera ideato da ADR Studio, che ha interpretato a suo modo come potrebbe essere una reflex targata Apple.
Dopo essere diffusa su internet con le prime foto che hanno letteralmente spopolato tra gli amanti dei prodotti dell’azienda di Cupertino, ecco arrivare un video di presentazione di iCam, che secondo alcuni rumors Apple stia prendendo in considerazione sotto un punto di vista progrettuale.
Di seguito, eccovi il video in questione, che mostra il design di questa rivoluzionaria reflex che potrebbe essere prodotta tra qualche anno da Apple.
Fonte: GoLook-Technology.it



























