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LED, il tavolo illuminato

Si rimane colpiti nel trovare l’universo proiettato sul soffitto al cospetto del fantastico tavolo LED, il quale assorbe la luce circostante che poi emette quando si spengono le luci del soggiorno. Duecentosettantotto led bianchi sparsi in tutta la superficie protetta da un apposito di vetro di sicurezza. Un oggetto d’arredo davvero unico acquisibile per $23.175, il giusto compenso può dare alla sala da pranzo un tocco di classe prettamente futuristico.

by Marius Creati

 

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Mohamed Al Fayed conclama l’uscita da Harrods

Mohamed Al Fayed, uno dei più ricchi magnati britannici, nonché famoso per essere il padre dell’uomo che trascorse gli ultimi istanti di vita insieme alla famosa Principessa Lady Diana, per i quali ha in seguito commissionato l’erezione di sculture commemorative all’interno dei grandi magazzini Harrods, finora di sua esclusiva proprietà, ha deciso di dare un taglio con il suo passato.

Si assiste in effetti ad un vertiginoso cambiamento nelle alte sfere direzionali del noto centro commerciale poiché il tradizionale mega-negozio del dipartimento britannico é stato acquistato recentemente dalla famiglia reale del Qatar per un importo di £1,5 miliardi. Questo potrebbe risultare l’affare più costoso che il signor Fayed abbia mai concertato finora, creando probabilmente involontariamente una nube più estesa di quanto si propagò sui cieli di Londra quando fu da lui acquistato a suo tempo molti anni fa. E’ da ricordare che nel corso degli anni egli ha acquisito il Ritz di Parigi, molte squadre di calcio e altre istituzioni importanti.

Tuttavia, all’inizio la Gran Bretagna non gradiva l’idea che un musulmano egiziano immigrato fosse in grado di possedere un edificio simbolo del commercio anglosassone, tuttora considerato un simbolo nazionale. Il cambiamento di stile dalla povertà alla ricchezza non solo ha ispirato le moltitudini, ma ha provocato altresì profonde inquietudini. Oggi gli inglesi vedono tristemente l’uscita di scena di quest’uomo dai celeberrimi Harrods, un luogo che egli ha contribuito a far accrescere continuamente con una vita interamente dedicata alla sua propagazione, creata per proprio conto.

by Marius Creati

 

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Santo Versace schiaccia i contraffattori del marchio made in USA

Sostiene Santo Versace: “Nel 2003 avevamo denunciato decine di soggetti che operavano fra la California e l’Arizona, i quali vendevano i loro prodotti contraffatti in 72 negozi. Molti hanno smesso e hanno cercato un accordo con noi, ma questo tizio ha continuato ad inondare Los Angeles di merce di una qualità davvero scadente attraverso i suoi 19 punti vendita”. Il famoso imprenditore ha tirato in causa il fantomatico commerciante che sfruttava indebitamente l’imitazione del marchio per proporre i vari prodotti mediante i suoi vari punti vendita, ovviamente non autorizzati dal celebre marchio della medusa.

Continua dicendo: “Gli ho fatto vedere i miei giubbotti e poi quelli di questa concorrenza

, un vero orrore a cui era stata cucita l’etichetta Versace e la Medusa, poi i miei jeans e le copie, un altra vergogna, e per completare l’opera, una camicia in quattro colori. Alla fine ho ribadito al giudice e alla giuria che se quello è Versace, allora Versace farebbe schifo e non avrebbe futuro, poiché sarebbe un bluff”.

Undici ore trascorse in sala di tribunale in presenza di una corte composta da un giudice e una giuria di otto membri accuratamente scelti per probità, riunita per dibattere la causa nella quale si discutevano le sorti delle accuse sulla contraffazione del noto brand su suolo americano.

Esulta Santo Versace: “È un verdetto storico… gli avvocati mi avevano invitato alla prudenza. Speravano in un verdetto positivo, ma devo dire che la giuria ha accolto in pieno le nostre istanze”. Una vittoria schiacciante per il presidente del gruppo che ha letteralmente represso il gruppo californiano implicato nella falsificazione delle produzioni Versace e costretto ad un risarcimento di $20 milioni. Definisce l’imprenditore italiano: “Una cifra che mette in ginocchio chi per anni ci ha fatto una concorrenza sleale sporcando l’immagine dell’Italia all’estero”.

by Marius Creati

 

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“Les Chadoufs”, incanti nel lusso da Christie’s a Dubai

May 12, 2010 2 comments

E’ stata venduta a Dubai in un’asta di Christie’s la “Les Chadoufs“, una pittura egiziana dipinta dall’artista moderno Mahmud Said. Si tratta di un record visto che la somma di cui si parlava per acquistare questo quadro artistico era di solo 200 mila dollari, ma messo all’asta nell’hotel di lusso in cui è stata svolta la prestigiosa asta di Christie’s ha scatenato l’effetto incantevole che ha fatto lievitare il prezzo alla cifra record di 2,43 milioni di dollari. Il ricco acquirente appartenente allo stato degli Emirati Arabi Uniti, precisamente di Dubai, è voluto rimanere in incognito data la sua riservata ricchezza. Il quadro pittoresco Les Chadoufs è appartenuto al sindaco della città saudita di Jeddah, ovvero a Mohammed Said Farsi e riportava in tutto il suo splendore e la lucentezza dei contadini che pescano acqua sulle irrequiete acque del rinomato fiume Nilo.

Fonte: GoLook.it

 

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Sephora, flagship di Milano con luci green e spazi ludici

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Dopo 5 anni dedicati esclusivamente al restyling dei punti di vendita già esistenti, Sephora riprende lo sviluppo di rete in Italia e inaugura il flagship store di corso Vittorio Emanuele a Milano.
Lo store rappresenta, infatti, l’avvio di una politica di investimento che vedrà nel 2010 l’apertura di sei flagship store sul territorio nazionale tra i quali quelli di Roma (via del Tritone) e Torino (stazione di Porta Nuova). Distribuito su una superficie di oltre 1.200 mq, il flagship milanese si articola su tre piani completamente dedicati al mondo del beauty con un’offerta che spazia dallo store brand Sephora alle marche di make up. Nell’insieme l’esposizione risulta massificata soprattutto al livello 0 dove i prodotti Sephora non emergono.
Più interessante, invece, il livello -1 che propone prodotti skincare con una profonda segmentazione lungo un percorso più arioso e meno articolato. Il mezzanino, sospeso sull’area make up, si appresta, invece, a ospitare mostre d’arte, pop up store e temporary spa. Da notare l’implementazione di luci led. Si tratta di un primo passo verso una green vision da coadiuvare con altri interventi per un punto di vendita maggiormente sostenibile.
Il vero magnete
Al piano -1 trovano spazio le fragranze, i prodotti per il trattamento e il brow bar Benefit. Con un assortimento che abbraccia i target femminile e maschile, il piano, che si estende su 700 mq, è tra i tre livelli quello più interessante da un punto di vista sia della presentazione sia dell’offerta grazie all’evidente segmentazione.
Come in un salone di bellezza 
Lungo il percorso una serie di laboratori si innescano con l’offerta di prodotti. Sedute e specchi sono un must.
Fast fashion beauty
In prossimità delle casse un totem propone prodotti last minute. All’insegna del claim “Bella in un attimo”, l’espositore si prefigge di accelerare gli acquisti d’impulso facendo leva sul fast fashion beauty.
Una convivenza forzata
L’offerta make up è composta dallo store brand Sephora e da marche del mondo beauty. Una convivenza stretta che al piano terra stride in un ambiente alquanto caotico. Se al mondo Sephora è dedicato un lungo lineare, gli altri brand sono presenti, invece, in isole dedicate dove la marca ha un appeal maggiore rispetto a quella dell’insegna.
Esclusività di brand e servizi
Molti i servizi proposti a partire dal brow bar (per le sopracciglia) al beauty bar, dal glitter bar alla scuola di make up for ever, al lash bar (per le ciglia) al make up point. Ai quali si aggiunge una serie di prodotti esclusivi presenti solo nei punti di vendita Sephora quali Benefit, BareMinerals, Make up for ever, Cargo, Too Faced e Urban Decay.
I profumi dalla A alla Z
Sempre al livello -1 per le fragranze è stato usato l’ordine alfabetico identificando per ciascuna lettera il brand di riferimento.
A scuola da Sephora
In esclusiva per l’Italia, lo store di corso Vittorio Emanuele propone Make up school for ever, il marchio di make up professionale appartenente al gruppo Lvmh. Un corner dove le clienti potranno apprendere, come in una scuola, le tecniche di realizzazione di un make up anche senza appuntamento.
Protagonisti sul palco
Entrando nel flagship store il visitatore viene accolto da un’area promozionale che proietta in primo piano un brand cosmetico alla stregua di un attore sul palcoscenico. Da qui probabilmente la scelta di chiamare la zona on stage.

Anna Bertolini

 

 

 

 

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Suite Elle Decoration, quando le strisce firmano lo stile di Jean Paul Gaultier

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Dopo i designers Christian Lacroix e Martin Margiela, la terza edizione di Elle Decoration Suite ospita lo stile inconfondibile del famoso stilista di moda Jean Paul Gaultier, il quale ha presentato per questa edizione le sue caratteristiche strisce alla marinara, tipiche del suo marchio, quale oggetto spettacolare di interior design e con un’istallazione presentata in un appartamento ubicato proprio di fronte alla famosissima Torre Eiffel.

“I vestiti sono il mio lavoro, e siccome conosco soltanto come vestire, ho vestito questa Suite Elle Decoration nella Cité dell’Architettura e del Patrimonio con vari tocchi che già danno grazia alle mie collezioni. In primo luogo é il tocco marino. Strisce navali sono dispiegate e deformate sui muri, sono drappeggiate e arricciate su tutto l’arredamento, un po’ di morfologia marina nel salotto che scompare nella tela bianca.

Poi arriva il tocco verde. La natura apre le sue porte! Le piante sono invitate, il giardino è stampato sulle pareti! L’edera tesse sul divano; il lichene cresce sulle sedie intrecciate all’ombra di un albero, e il muschio, come velluto verde, tappezza la pietra, mentre le piante cadono in intervalli, nascoste in una rete.

Il tocco nudo, la pelle satinata. Il tessuto si sviluppa sulle pareti della camera da letto e forma un velo di polvere sul soffitto. L’abito corsetto di una bambola da luna park diventa una gigante trapunta da letto. In questa stanza, lingerie, un merletto che tesse a rete sul tappeto si specchia nei vetri delle finestre.

Per un tocco di riflessione, la terrazza! Parigi e la Torre Eiffel risuonano e si moltiplicano in diverse sfaccettature come diamanti, gioielli e accessori per il cielo e le nuvole, che giocano a scacchi su di uno specchio sul pavimento, copre il rivestimento scintillante di un cemento grigio. I vestiti sono passati da uno stato all’altro come ci si sposta da una stanza all’altra”.

Jean Paul Gaultier

In esposizione a Parigi tra il prossimo 8 maggio e il 2 ottobre 2010, presso il Palais de Chaillot.

by Marius Creati

fonte: http://www.citechaillot.fr

 

Dipinto d’autore ritraente Michael Jackson non trova ancora il suo acquirente finale

Nessun acquirente per il celebre quadro d’autore intitolato “The Book” ritraente la grande popstar Michael Jackson, proposto all’incanto dall’ormai conclamata casa d’aste internazionale eBay. Ritratto dal noto artista australiano Brett-Livingstone Strong, nel quale il famoso cantante é chiaramente visibile mentre indossa una vistosa giacca di velluto rosso e seduto in prossimità di un enorme salone adornato di una meravigliosa pavimentazione a scacchiera, probabilmente nel suo ranch paradisiaco di Neverland. L’attuale proprietario Marty Abrams, desideroso di voler ottenere un adeguato compenso dalla presente vendita ha deciso, dopo oltre diciassette anni di custodia presso una sua dimora in New Jersey, di offrire ad altri la possibilità di poterlo possedere, dopo averlo prestato per una breve mostra commemorativa posteriore al decesso organizzata presso lo showroom Dancy-Power Automotive di Harlem. Attualmente ubicato presso l’abitazione di New York del suo proprietario, il quale ne ottenne l’esclusiva acquisizione a saldo di un debito nel 1992 dal businessman giapponese Saeki Hiromichi, é in attesa di trovare il suo nuovo acquirente.

Valutato dal Fine Art Appraisal and Restoration in Belgio per circa $5,3 milioni una decina d’anni fa, il dipinto parte da una base di $2,75 milioni.

by Marius Creati

 

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Yu Pengnian dona la sua fortuna in beneficenza per i poveri

Il noto uomo d’affari cinese ottantottenne Yu Pengnian, proprietario di un prestigioso hotel e diverse imprese immobiliari presso Shenzhen, ha donato recentemente la sua immane fortuna economica residua pari a $1,2 milioni per opere di beneficenza alla Hong Kong Yu Pengnian Foundation, fondi devoluti per aiutare le popolazioni meno abbienti costrette alla povertà suddivise tra opere salutistiche, sviluppo per l’istruzione e progetti di ricostruzione successive a catastrofi naturali. Questa sua iniziativa é un pretesto per incoraggiare anche altri miliardari cinesi a devolvere parte dei loro ingenti patrimoni finanziari in donazione per opere umanitarie. Precedentemente il ricco magnate aveva già donato circa $910 milioni nell’arco di cinque anni. Egli ha dichiarato di non voler lasciare nulla ai propri figli dato che, se per se stessi capaci, saranno in grado di far prevalere con le uniche forze la loro figura imponente nella società abbiente, mentre se nel caso contrario risulteranno incompetenti nelle scelte intraprese, l’avere molto denaro potrebbe risultare nocivo per il loro stile di vita.

Sostiene il ricco magnate Yu Pengnian: “E’ la mia ultima donazione, non ho più nulla da dare agli altri. Tutti i soldi andranno alla carità, nessuna parte sarà destinata ad eredi, affari e investimenti. Fornire aiuto ai poveri e rendere la loro vita migliore sono il mio scopo e desiderio”.

Il suo gesto di ampio contenuto filantropico sembra aver suscitato ampio interesse presso la sensibilità di molti altri grandi abbienti del paese, i quali sembrano siano ampiamente accondiscendenti a questa sua iniziativa, ma probabilmente non ancora fortemente convinti a seguire le sue orme.

by Marius Creati

 

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Easywear e spirito naturalista per l’estate di La Perla

Spirito easy e emozioni seducenti per la donna plasmata nell’aria presentata da La Perla Beachwear, che per l’occorrenza arricchisce i suoi nuovi modelli primavera estate 2010 con i colori e i disegni presi in prestito al piumaggio degli uccelli adornati da elementi presenti in natura. Stampe e colori sgargianti, dettagli energici dalla tenue impronta sportiva, ricami di pietre dure, scaglie di madreperla e poi un insieme di intrecci e nodi che ne caratterizzano il sapore tipicamente estivo. Blu, nero e bianco si affiancano a pigmenti più decisi come il viola, il rosso e il verde per dare vigore ai contenuti della stagione, ma non meno rilevanti sono il giallo, il fucsia e l’arancione per colpire con brio e naturalezza lo stile inconfondibile delle più energiche.

by Marius Creati

 

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Closed tra evoluzione e cinematografia

Il famoso marchio di origine italiana Closed, con sede ad Amburgo, trova la sua evoluzione in un percorso incentrato sulla comunicazione. Il noto casual brand si appresta a diventare protagonista sul set del nuovo movie hollywoodiano “Sex & the city 2”, migliorando il margine di visibilità finora conquistato tramite l’ausilio del leggendario paio di jeans Pedal Pusher, customizzati dalla stylist Patricia Field, il quale  all’occorrenza viene indossato sulla scena dalla famosa attrice Sarah Jessica Parker.

Spiega Antonio Ponti, Direttore Commerciale e socio del marchio: “ Quello di Sarah Jessica Parker è un cavallo di battaglia per Closed: il denim customizzato per l’attrice è già in vendita con uno speciale pacchetto nella sezione e-commerce del sito del brand, mentre per il lancio del film arriverà anche nei negozi”.

by Marius Creati

 

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