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My Land, nuova fragranza di Trussardi
Se l’estate è la stagione dei viaggi per eccellenza, settembre è quasi sempre il mese dei rientri, dei ritorni a casa con un bagaglio di storie da raccontare, di esperienze e di scoperte. Ed è proprio al concetto di viaggio e di ritorno che Trussardi si è ispirato per il suo nuovo profumoMy Land, uno scent che nel nome, peraltro, evoca anche Milano, città a cui da sempre il brand Trussardi è legato. Un ingresso interessante tra i profumi autunno inverno 2012-2013.
Il profumo, firmato dal naso Alexandra Kosinski, è Fougère – Legnoso, affascinante e sensuale. Realizzato con materie prime di qualità, incarna perfettamente l’ideale dell’eleganza italiana senza tempo di Trussardi. Il bouquet è composto da note di Bergamotto e Mandarino Verde, che sormontano Lavanda, Calone e Fiori di Violetta e un fondo di Cashmeran,Vetiver, Cuoio e Fava Tonka.
Il flacone ha tutto il sapore dell’artigianalità italiana, quel senso del “saper fare” che il marchio Trussardi ha costruito con la sua storia e la sua tradizione. Progettato dall’architetto Antonio Citterio, al suo debutto nel mondo delle bottiglie di profumi, il flacone è un vero oggetto di design: linee eleganti e moderne sono esaltate da una particolare impugnatura laterale realizzata in vero cuoio naturale italiano, rifinito a mano e conciato con soli estratti vegetali. Sulla banda di cuoio compare lo stemma araldico di Trussardi accanto alla scritta “Genuine Leather Made In Italy” a conferma dell’autenticità dei materiali e della lavorazione tutta italiana. Linearità ed eleganza dominano anche il packaging di Trussardi My Land, con il logo che si staglia su un fondo color oro antico.
Per lo spot pubblicitario di My Land, Trussardi si è affidato alla direzione del celebre regista Wim Wenders, che ha scelto di raccontare la storia di un uomo che vive la propria città come fosse la sua casa. Ritornato nella propria terra, ritrova il conforto degli oggetti domestici negli angoli monumentali della città. E alla fine, guarda lontano, dall’alto, come da una finestra aperta sulla realtà, e il suo sguardo determinato ci comunica che è pronto a ripartire. Protagonista di questa storia è Tomaso Trussardi che rappresenta la quarta generazione della famiglia Trussardi.
La linea Trussardi My Land si compone di Eau de Toilette Natural Spray da 30 ml (41 euro), 50 ml (57 euro) e 100 ml (79 euro), cui si aggiunge una Extension Line coposta da After Shave Lotion 100 ml (53 euro), Shampoo & Shower Gel 200 ml (28,00 euro) e Natural Spray Deodorant 100 ml (27 euro), tutti disponibili a partire da fine settembre.
Fonte: VM-Mag
Intervista di Viviana Musumeci a Elena Ghisellini
L’Italia non è un paese per giovani, si sa. Prima che alcuni talenti riescano ad affermarsi, solitamente, deve trascorrere molto tempo. Non solo: l’Italia non supporta i propri talenti e questo ci sta, alla lunga, impoverendo. Detto ciò ci sono alcune persone dotate, non solo di talento, ma anche di determinazione – fondamentale per affermarsi -. Elena Ghisellini è una di quelle persone dotate sia dell’uno che dell’altra. Amante fin da piccolissima dell’odore della pelle – unica, in una famiglia di studiosi di archeologia e ingegneria, a seguire il percorso di stilista di borse -, Elena si è diplomata allo Ied e fin da subito dopo il diploma ha maturato lunghe esperienze in prestigiose maison, seguendo sempre il coté della pelletteria: Bulgari, Trussardi,Ferragamo. Nel 2003, però, ha deciso di fare il passo più importante: lanciare il suo marchio EG-Elena Ghisellini. Oggi, a quasi dieci anni dalla nascita, vive e lavora a Firenze e si gode il suo meritato successo, anche se non si adagia sugli allori.
V.M.: Com’è nata la tua passione per la pelle?
E.G.: L’ho adorata fin da piccolo. Per questo fin da giovanissima ho studiato avendo già le idee chiare in proposito. Ho avuto la fortuna di lavorare con un personaggio come Nicola Trussardi che mi ha insegnato tutto sulla pelle e sulle conce, e poi anche Ferragamo, in particolare la signora Fiamma che è stata una grande scuola per me. Poi ho deciso che era arrivato il momento di mettermi in proprio e rischiare il tutto per tutto, aprendo il mio studio e lanciando il mio marchio. Sentivo il bisogno di fare qualcosa che non trovavo sul mercato. A me piacciono le cose belle ma che si uscino altrettanto bene. Mi piace che esista anche un’estetica del “gesto” perché aprire e chiudere una borsa in un determinato modo crea fascino.
V.M.: Come lavori?
E.G.: Io disegno poco, ma penso molto, soprattutto la notte. E poi quando realizzo le borse, non le disegno solo su un foglio, ma già sul manichino perché voglio vedere fin da subito come appariranno.
V.M.: Da cosa trai ispirazione?
E.G.: Mi ispiro alle donne per strada al modo in cui indossano le borse per capire cosa desiderano veramente. Ci deve essere armonia e poi le borse devono anche andare incontro alle esigenze quotidiane. Se viaggio, ad esempio, le borse ci devono stare in valigia. Mi ispirano, dunque, i materiali e le persone.
V.M.: Come si caratterizza oggi il mondo della pelletteria e degli accessori?
E.G.: Direi che ci sia una tendenza a creare borse iconiche. Solo che le grandi firme lo fanno perché hanno sia la comunicazione sia la distribuzione dalla loro parte. La riconoscibilità fa vendere. Io che gestisco un marchio più di nicchia creo borse che si fanno desiderare. E’ anche per questo che la mia ultima collezione è molto ludica, divertente e “toglie” la noia di dosso sfruttando però, interamente, il made in Italy – ndr direttamente a Firenze, affidandosi a conciatori fiorentini -.
V.M.: Ci sono dei colleghi che stimi?
E.G.: Ce n’è uno in particolare a cui costruirei una statua: si tratta di Edoardo Marziali di Bottega Veneta. E’ sempre un punto di riferimento e mi ha sempre rimessa sulla retta via con ottimi consigli. Non sbaglia mai un colpo. Lui è uno di quelli che non scende a compromessi. Bisogna sempre credere in ciò che si fa e non fare di tutto, invece, per piacere agli altri. Un altro che mi piace molto, anche se abbiamo uno stile diverso, è Gerome Dreyfuss. Mi piace la sua filosofia di lavoro.
V.M.: Perché nell’ultima collezione hai realizzato delle borse con delle maschere?
E.G.: Perchè volevo qualcosa di divertente. Qualcosa a cui la donna non sappia resistere. E poi la mascherina la puoi staccare e indossare anche in altre occasioni.
Fonte: VM-Mag
Max&Co, nuovo concept per i punti vendita del marchio
L’ora X è scattata sabato scorso presso il monomarca di Corso Vittorio Emanuele a Milano. Il nuovo modo di concepire lo store di Max&Co è partito da lì. Un flagship dove lo spazio è stato ripensato in maniera del tutto diversa con un approccio multidisciplinare alla progettazione non solo della location, ma della shopping experience che coinvolgerà, un po’ alla volta, i nuovi negozi e quelli già esistenti. Per l’occasione non sono stati scomodati grandi nomi di archistar, come spesso succede in queste situazioni, bensì sono state coinvolte le idee di un team giovane ed entusiasta, formato da personalità diverse, ma contaminanti in modo positivo. Concepito come uno spazio caldo e accogliente, che ricorda molto una casa, con tocchi anni 50, ma anche complementi realizzati su progetto appositamente per Max&Co, la location è costituita da vetrine a scomparsa totale, membrane permeabili che creano un’osmosi, una continuità, un dialogo costante tra interni ed esterni. La pavimentazione è composta in cotto di Vietri, usato solitamente per scopi abitativi. Un nucleo centrale come cuore caldo e pulsante, su cui è posizionato un soppalco chiuso a creare una sorta di edificio nell’edificio. Pavimenti di legno e pareti di vetro satinato plissé racchiudono un’area intima e raccolta. Proprio qui, simbolicamente, è stata posta l’insegna, che diventa installazione tridimensionale. Uno spostamento dalla facciata a una parete interna che ribadisce il gioco di scambi tra dentro e fuori. Tre piani, su un totale di 850metri quadri di superficie, differenziati in base alle proposte moda ma soprattutto dedicati a diversi approcci allo shopping e caratterizzati da diversi stili di servizio. Il piano 0 è quello per gli acquisti rapidi e veloci; il +1 è quello più nascosto e dedicato al comfort dell’intimità e infine il – 1 è quello del “bel vestire” ispirato al concetto di cabina armadio. Non solo: l’accoglienza al pubblico sarà garantita anche da salottini con sedute, tavolini ospitali, fiori freschi e persino riviste. Il think tank è composto sia da risorse interne, che esterne – come Andrea Togno, lo Studio Pepe e Ciszak Dalmas per lampade e mobili.
“Abbiamo creato uno spazio molto accogliente nella sede di Max Mara dove ci siamo riuniti per lavorare sui concetti che hanno condotto a questo progetto, che fin da subito si è concentrato ed è partito dalla consumatrice consumatrice. Per questa ragione, questo progetto non riguarda solo lo store, ma la shopping experience a 360°, coinvolgendo, un po’ alla volta, anche internet, l’ecommerce e altre situazioni che sono ancora in fase di work in progress”, ha spiegato a margine della presentazione, Giulia, una delle partecipanti al Think Tank Max&Co.
Fonte: VM-Mag
Trend capelli, primavera estate della London Fashion Week 2013
Come per quanto riguarda il make up e i trend già visti a New York, le tendenze capelli primavera estate 2013 della London Fashion Week prevedono teste ordinate da brave ragazze, con poche idee all’insegna dell’eccentricità. Ripercorriamo velocemente gli stili più diffusi in passerella Le onde sono disciplinate, come da Kinder Aggugini, e a volte trattenute da mollette, come quelle morbide proposte da House of Holland o il frisè di Moschino Cheap & Chic. Anche a Londra è protagonista il liscio, con scriminatura centrale da Felder Felder, con in ciuffo accompagnato dietro le orecchie da Emilia Wickstead, glam da Burberry Prorsum e Jonathan Saunders. Non mancano i capelli tirati all’indietro, come da Willow, e molto lucidi, ad esempio da Christopher Raeburn. I raccolti scelti dalle maison sono tutti all’insegna del bon ton. Alcuni esempi? Sass & Bide, Erdem, Antonio Berardi, Christopher Kane, Issa London, che orna i fiori con orchidee coloratissime. Più scomposti e morbidi i look di Temperley London, Ashish e Mulberry, più bohémien e con forcina in vista quello di Clements Ribeiro. Fuori dal coro la frangia irregolare associata a una scomposta coda bassa di Simone Rocha, la cascata di ricci di Meadham Kirchhoff e le parrucche di Vivienne Westwood Red Label.
Fonte: VM-Mag
TR90, occhiali ultralight da Borsalino Eyewear
Sembra essere una delle ultime frontiere nell’uso dei materiali, in molti ambiti merceologici: la leggerezza. Marketing a parte, l’uso di prodotti leggeri è un piacere a cui ci si sottrae difficilmente. L’occhiale, ad esempio, è uno di quegli oggetti che non tutti amano indossare, proprio perché lo si percepisce e se la montatura è pesante, diventa ancor più fastidioso. Borsalino Eyewear ha pensato proprio a questo tipo di caratteristica e infatti, nella nuova collezione, ha inserito degli occhiali da vista ultralight, dove il materiale usato è elastico, inossidabile e leggero quanto una piuma. Si chiama TR90 e la caratteristica fondamentale è la sua flessibilità. Il materiale, tra l’altro, facilita l’applicazione della lente poiché, a differenza dei vecchi materiali, qui non è necessario scaldare la montature. Come nelle precedenti collezioni, anche i singoli modelli ultralight sono marcati uno a uno con un numero seriale che permette la tracciabilità e l’unicità del prodotto.
Fonte: VM-Mag
Intervista di Viviana Musumeci a Patrizia Bambi
Molto si è ormai detto di Patrizia Bambi, fondatrice, insieme al marito Claudio Orrea, del marchio Patrizia Pepe – il brand, in un certo senso, è l’alter ego della sua creatrice -. Da quando qualche stagione fa il marchio si lanciò in una comunicazione d’impatto dove una modella aveva il viso coperto e il claim chiedeva Who is Patrizia? – come a dire che tutte le donne sono un po’ Patrizia -, Patrizia Bambi, schiva per natura e concentrata sempre sul suo lavoro di imprenditrice e designer, ha rilasciato qualche intervista in più.
Viviana Musumeci l’ha incontrata nel suo quartier generale a Milano dietro la Stazione Centrale durante la Fashion Week milanese per parlare della sua nuova collezione e di altro
V.M.: A cosa si ispira la collezione attualmente in presentazione?
P.B.: La donna moderna che lavora e che deve essere pratica, perché ha mille impegni, ma al contempo vestita in maniera femminile e glam, è da sempre il fil rouge di ogni collezione. Questa, in particolare, ”Melody Rebel”, lo è ancor di più e si ispira in un certo senso agli anni 80. Non solo: la collezione è iper colorata perché è un messaggio che volevo mandare in questo periodo difficile in cui sembra, comunque, che molti soffino pessimismo che appesantisce ulteriormente il clima. Ho pensato alle stampe hawaiane ispirandomi ai writer metropolitani, visto che loro per primi sono dei ribelli che si esprimono attraverso la loro arte. E’ vero, la situazione è complessa, ma ci vuole anche tanta grinta.
V.M.: Quando lavora a una nuova collezione, so che si ispira a una canzone. Quale ha influenzato la creazione della collezione s/s 2013?
P.B.: In realtà non parlerei di una sola canzone. Io amo molto ascoltare la musica, soprattutto quella rock quando creo, E’ il genere di ritmo che mi ispira atmosfere glamour che poi traduco in abiti. Per questa collezione mi sono ispirata alla musica degli anni 80 e se fosse una compilation sarebbe composta solo da cantanti donne.
V.M.: Quali sono i suoi cantanti preferiti?
P.B.: Dei gruppi attuali mi piaccono molto i Kasabian o i Linking Park. Del passato amo molto i Cure e David Bowie. Quest’ultimo è il cantante a cui mi ispiro quando devo realizzare la collezione maschile. Bowie è un’icona degli anni 80 e mi dà la giusta ispirazione quando creo per la linea maschile. E’ glam rock.
V.M.: E’ un periodo indubbiamente difficile che coinciderà, il prossimo anno, con l’anniversario della vostra nascita -1993 -. Che cosa ricorda di quel periodo?
P.B.: E’ stato l’inizio di un’avventura. All’epoca ricordo che la nostra città, Prato, ci ha sostenuto moltissimo. Qualcuno ci ha persino regalato metri e metri di stoffa scommettendo su Claudio e su di me.
V.M.: A proposito di Prato, come considera Firenze?
P.B.: La mia città è e sarà sempre Prato, tuttavia Firenze è la mia seconda città del cuore, non solo per la vicinanza con Prato, ma anche perché è una città d’arte bellissima che mi ispira moltissimo. Il connubio tra Prato e Firenze è fortissimo.
V.M.: Da imprenditrice cosa consiglierebbe oggi a un giovane?
P.B.: Di focalizzarsi su un progetto e portarlo avanti a ogni costo senza arrendersi mai. Bisogna avere consistenza.
V.M.: A quali progetti state lavorando?
P.B.: E’ nostra intenzione realizzare nuove aperture per il marchio Loiza. Stiamo lavorando anche su Cina e Russia per allargare la nostra presenza con Patrizia Pepe. Inoltre, stiamo iniziando a fare un pensiero sull’ipotesi di portare in house sia la linea di intimo sia quella di beachwear che finora sono state realizzate su licenza. E poi lavoreremo molto sugli accessori – borse e scarpe -.
V.M.: La vostra è un’azienda familiare. Cosa significa lavorare a stretto contatto con suo marito? Vi capita di litigare sul lavoro?
P.B.: Premesso che non portiamo mai a casa “il lavoro” e questo, probabilmente ha preservato il nostro rapporto negli anni, ovviamente, anche se abbiamo ruoli ben distinti, ci capita di avere delle posizioni diverse su alcune materie e, sì, ammetto che qualche volta ci capita di discutere. Ma, come dicevo, la divisione dei ruoli aiuta molto.
Fonte: VM-Mag
Rocca 1794, campagna pubblicitaria di alta gamma
E’ firmata dall’agenzia Thomas2 la campagna ideata per Rocca 1794, storica azienda italiana leader nella distribuzione di orologi e gioielli di alta gamma. La creatività istituzionale è molto divertente e ironica, anche se lascia ermergere valori di eleganza, raffinatezza e tradizione. L’azienda, infatti, è stata concepita nel visual come un lussuoso palazzo cittadino sul cui citofono compaiono in nomi di importanti marchi italiani e internazionali dell’orologeria e della gioielleria.
Fonte: VM-Mag
Elisabetta Franchi, new opening per lo store di Vienna
Continua l’attività di espansione di Elisabetta Franchi sul territorio dell’Europa centrale. La città scelta dal brand per aprire il suo nuovo monomarca è Vienna, nella centralissima Kaentnerstrasse, lunghissima arteria dello shopping. Lo spazio di 140 mq ospita il nuovo store dal design moderno con elementi di specchi fumé e utlizzo di acciaio e cemento. La scelta è caduta su Vienne per continuare la strategia della casa di moda orientata a puntare su una forte presenza nelle capitali europee. Elisabetta Franchi gode di un giro di affari di 103 mln – 2011 – e di 70 monomarca, di cui 33 all’estero, e in 1095 multibrand nel mondo.
Fonte: VM-Mag
L’Erbolario, essenza Acqua di More vincitore del Premio Sana Award Novità 2012
Acqua di More de l’Erbolario si è aggiudicato il Premio Sana Award Novità. L’essenza ha vinto l’Oscar del miglior prodotto fitocosmetico su segnalazione dei visitatori. Un riconoscimento importante e prestigioso ritirato dalla dottoressa Daniela Villa, co-fondatrice de L’Erbolario e direttrice del Laboratorio Ricerca e Sviluppo.
Fonte: VM-Mag
Philipp Plein, prima boutique in Corea del Sud
La prima boutique che sarà inaugurata a fine mese è a Seoul – la prima in Corea del Sud, 85 mq2 al numero 1F di Caruso Bldg, punto strategico per lo shopping di lusso della capitale -, dopo sarà invece la volta di Macao con uno spazio di 80 mq2 all’ 1/F New Yaohan, Avenida Doutor Mario. Questi sono i primi passi che Philipp Plein conduce in Asia. Entrambi gli store sono realizzati con un format applicato a tutti i punti vendita, realizzato dallo stesso Plein – che nasce proprio come designer di mobili – e lo studio AquiliAlberg. Il tutto all’insegna del lusso lussurioso e dello sfarzo.
Fonte: VM-Mag





























