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Max&Co, nuovo concept per i punti vendita del marchio

L’ora X è scattata sabato scorso presso il monomarca di Corso Vittorio Emanuele a Milano. Il nuovo modo di concepire lo store di Max&Co è partito da lì. Un flagship dove lo spazio è stato ripensato in maniera del tutto diversa con un approccio multidisciplinare alla progettazione non solo della location, ma della shopping experience che coinvolgerà, un po’ alla volta, i nuovi negozi e quelli già esistenti. Per l’occasione non sono stati scomodati grandi nomi di archistar, come spesso succede in queste situazioni, bensì sono state coinvolte le idee di un team giovane ed entusiasta, formato da personalità diverse, ma contaminanti in modo positivo. Concepito come uno spazio caldo e accogliente, che ricorda molto una casa, con tocchi anni 50, ma anche complementi realizzati su progetto appositamente per Max&Co, la location è costituita da vetrine a scomparsa totale, membrane permeabili che creano un’osmosi, una continuità, un dialogo costante tra interni ed esterni. La pavimentazione è composta in cotto di Vietri, usato solitamente per scopi abitativi. Un nucleo centrale come cuore caldo e pulsante, su cui è posizionato un soppalco chiuso a creare una sorta di edificio nell’edificio. Pavimenti di legno e pareti di vetro satinato plissé racchiudono un’area intima e raccolta. Proprio qui, simbolicamente, è stata posta l’insegna, che diventa installazione tridimensionale. Uno spostamento dalla facciata a una parete interna che ribadisce il gioco di scambi tra dentro e fuori. Tre piani, su un totale di 850metri quadri di superficie, differenziati in base alle proposte moda ma soprattutto dedicati a diversi approcci allo shopping e caratterizzati da diversi stili di servizio. Il piano 0 è quello per gli acquisti rapidi e veloci; il +1 è quello più nascosto e dedicato al comfort dell’intimità e infine il – 1 è quello del “bel vestire” ispirato al concetto di cabina armadio. Non solo: l’accoglienza al pubblico sarà garantita anche da salottini con sedute, tavolini ospitali, fiori freschi e persino riviste. Il think tank è composto sia da risorse interne, che esterne – come Andrea Togno, lo Studio Pepe e Ciszak Dalmas per lampade e mobili.
“Abbiamo creato uno spazio molto accogliente nella sede di Max Mara dove ci siamo riuniti per lavorare sui concetti che hanno condotto a questo progetto,  che fin da subito si è concentrato ed è partito dalla consumatrice consumatrice. Per questa ragione, questo progetto non riguarda solo lo store, ma la shopping experience a 360°, coinvolgendo, un po’ alla volta, anche internet, l’ecommerce e altre situazioni che sono ancora in fase di work in progress”, ha spiegato a margine della presentazione, Giulia, una delle partecipanti al Think Tank Max&Co.

Fonte: VM-Mag

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