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Facebook Cards, nuovo biglietto da visita
State sentendo parlare di Facebook Cards ma non avete la minima idea di cosa possano essere? Nessun problema, perchè in questo articolo vi spiegheremo in maniera facile ed intuitiva di cosa si tratta.
In poche parole, qualche giorno fa, la MOO, società inglese specializzata nella stampa di biglietti da visita, ha reso disponibile un servizio che permetteva di ordinare dei biglietti da visita del proprio profilo in stile Timeline, inserendo anche le proprie informazioni personali e, su richiesta, un motto.
L’idea delle Facebook Cards ha avuto un immediato successo, tanto che la MOO ha ricevuto più di 200 mila ordini in meno di 24 ore e per la prossima settimana si prevede la stampa di oltre 50 mila bigliettini.
Le Facebook Cards hanno un costo base di 11 euro più spedizione.
Fonte: GoLook-Technology.it
Novità 3-D, moda e tecnologia per una nuova linea di occhiali
Ancora non si può dire con certezza se il 3-D sia o meno il futuro dell’intrattenimento mediale, certo è però che nonostante una battuta d’arresto rispetto ai primi entusiastici mesi post-Avatar del 2010, che hanno visto proliferare dispositivi di tutti i tipi, oggi stanno continuando a uscire film nelle sale cinematografiche (sempre di più i titoli in 3-D) e, seppur più lentamente, continuano a comparire nuovi prodotti di vario tipo sia per fruire che per produrre queste nuove immagini tridimensionali. Basti pensare agli smartphone comparsi poco prima di questo Natale (LG e HTC), con i primi modelli in grado di riprodurre e registrare immagini in 3D. Insomma, la crisi economica certo non aiuta e si procede a rilento, ma la diffusione del 3D sembra comunque non arrestarsi.
Questa introduzione per arrivare a parlare di un progetto di moda che proprio sul 3D getta le sue basi. E il mondo della moda, si sa, è sempre ricettivo rispetto alle novità (abbiamo parlato ad esempio del numero speciale di Vogue con scatti tridimensionali) e si sono viste varie sfilate in 3D. Propositive e fiduciose nella novità e nel 3D si dimostrano anche due giovani fashion designer norvegesi, Kine e Einy Paulsen (gemelle), in trasferta a Los Angeles, che hanno lanciato una raccolta fondi su Kickstarter per realizzare una linea di occhiali 3D decisamente fashion. L’incipit del loro lavoro, a quanto dicono, è stata la visione di un film in 3D mentre erano in viaggio a Los Angeles e quello che hanno notato è come gli occhiali forniti in dotazione dalla sala fossero tutti uguali e, sostanzialmente, poco fashion. Da lì l’idea di realizzare degli occhiali dal look decisamente più cool, da portare sempre con sè per qualunque esigenze. Uno dei punti di forza del progetto infatti vuole essere, oltre la bellezza estetica dei modelli, un’alta compatibilità con la maggior parte delle sale cinematografiche e dei televisori 3D in commercio. Se infatti gli occhialini sono al momento la più grossa scomodità del 3D, questo progetto mira a capovolgere la situazione facendo sì che chiunque abbia il proprio paio personalizzato, utilizzabile potenzialmente ovunque. Altre caratteristiche che le due designer tengono a sottolineare sono l’igiene, infatti non si sarà più costretti a pulire gli occhiali prima dell’utilizzo o domandarsi chi li abbia utilizzati prima di noi; migliore comodità, avendo una montatura fatta su misura e non standard che, il più delle volte, risulta decisamente scomoda; infine la sostenibilità, in quanto se ognuno ha i propri occhiali, si eviterà un grande sperpero di plastica attualmente utilizzata per (ri)fornire tutti i cinema di occhialini.
Il progetto ha bisogno di diecimila dollari per essere avviato e la raccolta al momento ha raggiunto i 3.900$.
Fonte: Noisymag
Miu Miu, rilancio del sabot
Non pensate male, non ho nulla contro i sabot, se femminili e scollati: non ne posseggo, perché il mio piedino magro li perde per strada, ma non li detesto. Non tollero invece i modelli accollati, a punta, che MiuMiu ha rilanciato per la prossima primavera.
Negli ultimi anni si vedevano solo a Roma a primavera, ai piedi di fanciulle fini come Er Monnezza, che sfruttavano la punta aguzza per stanare gli scarafaggi nascosti negli angoli delle porte o per spegnere sigarette macchiate di rossetto. Ok, ho esagerato, ma queste calzature per me non rappresentano il massimo dell’eleganza, non riesco ad immaginarle ai miei piedi, o a quelli di nessuna, stanno male anche a Elle Fanning, a chi possono donare!
Mi piace lo stile barocco, ma lo avrei declinato in modo diverso: Divina Miuccia, torna in te!
Fonte: Shoeplay
Pedicure, rimedi fai da te per i piedi stanchi
I tacchi alti sono la mia più grande passione, ma a lungo andare possono fare male ai piedi, soprattutto quando si passa dai sandali aperti a modelli chiusi, magari nuovi e stretti.
Il modo migliore per sopravvivere al tacco è fare pratica, anche a casa, così da abituare il piede alla posizione allargando anche un pò le scarpe stesse. E quando la sera arriviamo a casa, distrutte e doloranti? Ecco pochi step da seguire per sentirci subito rigenerate:
1) Iniziamo con un bel pediluvio, anche di 5 minuti, con sale o bicarbonato: costo zero, massimo rendimento anti gonfiore, ve lo garantisco! Se volete potete aggiungere anche poche gocce di olio essenziale, per coccolare l’ umore o favorire il sonno.
2) Con i piedi nell’acqua eseguite qualche esercizio semplice: tirate la punta dei piedi come fanno le ballerine e poi assumete la classica posizione del piede a martello, per risvegliare la circolazione delle dita. Può essere utile anche divaricare le dita per distenderle al meglio.
3) Asciugate bene i piedi e posizionate sotto l’arco plantare una pallina da tennis: fateci scivolare sopra il piede, fino al tallone. Il dolore iniziale si trasformerà presto in sommo piacere. Effettuate questo esercizio in piedi, per almeno cinque minuti, per amplicaficare i benefici.
4) Massaggiate con energia i piedi insistendo sui punti dolenti; se non avete impegni mondani abbondate con la crema idratante, infilate i piedi in un paio di calzini di cotone…e buonanotte!
Per il massaggio vi consiglio la crema piedi Karitè de L’Occitante: una droga, ormai non posso più farne a meno, anche se la alterno con prodotti più commerciali come quelli di Essence.
Fonte: The Beauty Side Of Life
Radio Italia, ascoltare la radio per vincere un gioiello Nomination
Nomination, l’azienda fiorentina leader nella gioielleria in acciaio, ha preparato un concorso esclusivo che mette in palio una serie di gioielli caratterizzati dal design inconfondibile della griffe.
Una sorpresa dedicata agli ascoltatori di Rtl 102.5 che, dal 12 al 22 dicembre, nelle fasce orarie dedicate, potranno tentare la fortuna chiamando in radio e giocando al celeberrimo gioco “Nomi, cose, animali…” . Dopo aver estratto una lettera dell’alfabeto, infatti, i deejay delle emittenti radiofoniche chiederanno al radioascoltatore di enumerare i nomi di persone, cose, piante..inizianti con quella stessa lettera in 30 secondi di tempo. Agli ascoltatori di Radio Italia – Solo Musica Italiana sarà sufficiente, dal 4 al 23 dicembre, collegarsi all’indirizzo http://www.radioitalia.it/radioitalia_natale, effettuare il login, ascoltare qualche secondo di un brano e provare a indovinarlo: Una sfida per liberare la fantasia e mettere alla prova le proprie conoscenze musicali…e vincere, così, i meravigliosi gioielli firmati Nomination! Creazioni uniche e totalmente Made in Italy, i gioielli di Nomination sono nati per impreziosire ogni occasione e rendere indimenticabile ogni momento, proprio come la musica!
Fonte: BlogModa
Personal shopper, nuova tipologia di lavoro a Milano
Per chi cerca lavoro a Milano, quello della moda è sicuramente uno dei settori su cui puntare, dove le offerte di lavoro non mancano mai. E’ qui, nella città della Madonnina, che arrivano tutte le novità e nascono i trend del momento e, nonostante la crisi, pullula di eventi legati al mondo della moda e al lusso. Bastava essere all’inaugurazione dell’Armani hotel, nel cuore di Milano, per vedere il fermento che ruota intorno al mondo della moda milanese. A festeggiare l’ultima creazione del grande stilista italiano, c’erano vip italiani e internazionali, come Jessica Alba, Isabelle Huppert, ma anche Maggie Gyllenhall e Barbara Berlusconi.
E sono proprio i personaggi famosi ormai a cercare sempre di più un curatore dell’immagine, un personal shopper. Una figura professionale che si è ampiamente diffusa negli ultimi anni in Italia e che trova ampio spazio soprattutto in città come Milano, dove ci sono molte offerte di lavoro, che si adattano a tutte le esigenze, sia a chi cerca un lavoro a Milano part-time sia a chi cerca un lavoro full-time. Per diventare un personal shopper all’altezza delle richieste del mercato è necessario conoscere bene le lingue, avere una buona cultura, gusti raffinati e modi gentili, insieme ad una spiccata capacità di ascolto e alla capacità di sapersi relazionare con persone di un certo livello. Per questo esistono diversi corsi specializzati che offrono una preparazione adeguata, non solo sulla consulenza di immagine, ma anche insegnando allo studente a costruirsi una attività imprenditoriale indipendente e da free lance.
Il compito del personal shopper, solitamente, è quello di accompagnare i clienti nei negozi giusti oppure fare gli acquisti per loro conto, visto che generalmente si tratta di persone con poco tempo a disposizione. Il personal shopper trova lavoro anche in negozi lussuosi, fornendo consigli ai clienti sui capi migliori, ma anche su oggetti di design e di arredamento; inoltre può accompagnare il cliente negli show room, negli outlet o nelle piccole botteghe di artigiani, così come in gioielleria e nei mercatini, fino ai negozi di antiquariato, di porcellane rare. Insomma dovrà essere a totale disposizione per soddisfare ogni tipo di richiesta, da quella più classica alla più bizzarra e alternativa.
Fonte: BlogModa
Virgin Oceanic, esplorare i fondali marini
Nel 2010 Erika aveva parlato delle pazze ma ambiziose idee del magnate Richard Branson, a inizio dicembre 2011 io ho approfondito ulteriormente Virgin Galactic e con questo articolo vorrei approfondire per bene un’altra idea di Sir Branson che è esattamente l’opposto di Virgin Galactic. Mentre per Virgin Galactic l’obiettivo è dare vita al turismo spaziale, Virgin Oceanic si pone l’obiettivo di esplorare i fondali marini, come? Attraverso dei mezzi completamente nuovi…

La missione
Tutto comincerà nella primavera del 2012, a menoché non ci siano ripensamenti da parte dell’imprenditore che ha progettato tutto questo e che sarà a capo delle operazioni: Richard Branson. Nella primaverà 2012 partirà la prima immersione di Virgin Oceanic. Più che immersione possiamo parlare di missione. Perché Virgin Oceanic prevede 5 immersioni nei fondali marini più profondi al mondo. Questa missione permetterà di esplorare dunque i luoghi più sconosciuti all’uomo. È risaputo infatti che i fondali marini sono quei luoghi inesplorati dove vivono le specie di pesci meno conosciute dall’uomo oppure nemmeno conosciute. Si parla di pesci terrificanti che sembrano usciti da un film, per non parlare di creature bioluminescenti. Come il pesce qui sotto che appartiene alla mostruoso ordine dei lofiformi e che probabilmente sarà incontrato durante la missione, certo, non è un gran bell’incontro.
I fondali più profondi del pianeta, che sono stati esplorati finora solo con robot saranno dunque l’obiettivo di Virgin Oceanic. Come come prima tappa prevede proprio l’immersione nella fossa delle Marianne, a 10.994 metri sotto il livello del mare, la fossa più profonda del pianeta. Questa prima tappa sarà guidata da Chris Welsh, un esperto di barche a vela. Sarà lui a guidare il sottomarino di Virgin Oceanic, il veicolo che è alla base di tutta la missione…

Il sottomarino di Virgin Oceanic
Per portare un umano a certe profondità è stato necessario costruire un mezzo che lo potesse fare. Il sottomarino di Virgin Oceanic è stato costruito apposta per trasportare una persona fino a 11.000 km sotto il livello del mare. La carrozzeria di questo straordinario sottomarino è composta da titanio e carbonio, due materiali non certo economici. Si tratta di un mezzo estremamente complesso e finora è l’unico in grado di raggiungere il livello del mare più profondo della terra. Un mezzo tale infatti deve sopportare una pressione enorme, 1500 volte la pressione sopportata da un aeroplano. Questo sottomarino può viaggiare nei fondali per ben 24 ore, andando ad una velocità di 3 nodi oppure 160 metri al minuto. Significa che per raggiungere la fossa delle Marianne e tornare indietro saranno necessarie 5 ore. Ovviamente è stato sottoposto a numerosissimi test, in quanto dal momento che può trasportare una sola persone, in caso di guasti, a certe profondità non sarà possibile ricevere aiuto, specialmente se chi guida il veicolo è una persona di elevata importanza come Richard Branson, che ha già dichiarato guiderà il sottomarino in una delle 5 tappe.
Trieste: la precedente missione
Come avrete notato, quando si parla di progetti condotti da Richard Branson si parla sempre di progetti concreti, con foto, dati, siti web e date precise. La prima missione, quella che porterà Chris Walsh all’interno della fossa delle Marianne, è veramente la più intrigante. Nel 1960 un batiscafo americano denominato Trieste (immagine sopra) raggiunse l’estrema profondità della fossa, lasciando nel fondo numerosi sedimenti di ferro. Sarà interessante scoprire come questi sedimenti si sono decomposti ad una certa profondità, dove la vita scorre molto lentamente, e per vita intendiamo ovviamente anche i batteri decompositori. Questa è solo una delle tantissime curiosità che saranno svelate durante questa missione. Ti consiglio vivamente di visitare questa pagina dove troverai tutta l’indagine scientifica alla base di Virgin Oceanic.
Alberto Ziveri
Fonte: Skimbu
Natale, consigli per addobbare la casa…
Sto ultimando i dettagli per decorare la mia casa e quest’anno mi concentrerò sul Natale in Norvegia. Ho realizzato la neve, comperato le renne, le perle e i cristalli di similghiaccio… La tovaglia che ho scelto è in lino grezzo ecru, mentre in grigio (ma dello stesso materiale) sono i tovalgioli. Soffici come la neve sono i mille pompon di lana candida che corrono lungo il tavolo e scendono lungo le tende, realizzarli è economico e davvero semplice. Ho rinunciato all’albero vero, lo scorso anno ero riuscita a piantarlo, ma è stato un caso…
I miei decori sono pigne, stelle morbide di candida barbagia, fiocchi dorati pacchettini mignon e splendenti lucine. La festa continua in tutte le stanza della casa: palle d’argento pendono dai bastoni delle tende, eleganti renne si riposano in ogni angolo e ovunque brillano luci e candele…
Fonte: My Vanity Blog
Coincasa, shopping preferito per la casa invidiabile
Vado alla presentazione dell’ultima collezione di Coincasa e sinceramente non so bene cosa aspettarmi, anche se il marchio lo conosco bene, tanto che lo store Coin di piazza V giornate a Milano è uno dei miei luoghi di shopping preferito ed il loro reparto per la casa è invidiabile!
Vengo sopresa positivamente, in quanto questa volta il bianco latte, i colori “soft” ed a volte senza molta personalità hanno cedono il posto a nuove nuance perfette per la primavera estate 2012, per la quale sono state pensate! Giallo e verde diventano i protagonisti, insieme al legno nelle disparate varianti, della cucina, dell’angolo cottura e della tavola, regalando un’atmosfera allo stesso tempo calda ed accogliente!
Coincasa è un marchio di home decoration che propone una formula unica, un ambiente suggestivo e coinvolgente. Vengono proposte 5 nuove collezioni all’anno oltre ad una gamma di prodotti continuativi. L’assortimento è coordinato per colori e per ambienti: cucina, pranzo, soggiorno, letto e bagno.
Non si sono dimenticati nemmeno del cestino da pic nic (semplicemente favoloso!!) nel loro assortimento, curatissimo sia nelle rifiniture che nei materiali.
Lo stile Coincasa ricalca la tradizione con accenti contemporanei ed etnici. Il tratto distintivo è la combinazione di stili diversi ed influenze provenienti da tutto il mondo, interpretata con il gusto italiano dell’abitare. Nascono così sale&pepe azzurri e complementi per la prima colazione che mettono allegria e voglia di alzarsi da letto.
Una collezione che sarà disponibili negli store del gruppo a partire da febbraio – marzo, che vi farà venire voglia di mare, di vacanze e perchè no di qualche domenica di relax a casa, a godervi i vostri ambienti..
Laura Renieri
Fonte: The Old Now
Bruxelles, shopping pre-natalizio in stile Saint Nicolas
Nessun dorma questa notte nella terra dei cavoletti. Un bicchiere di acqua, uno di latte, una carota, uno zuccherino e qualche speculoos sono già pronti vicino alla porta d’ingresso. Ora manca solo lui, Saint Nicolas.
Come spiegare Saint Nicolas ai non-beneluxesi? A me l’hanno spiegato così (non è vero, questa spiegazione è il frutto di un’accurata analisi personale): è la versione religiosa e moralista della Befana. Il Babbo Natale in versione Al Calar delle Tenebre (pessimo film, tra l’altro). Se in Italia il worst case scenario è un carico di carbone (utile peraltro in tempo di crisi), i bambini cattivi del Benelux rischiano grosso: l’abduzione ed il soggiorno a tempo indeterminato agli inferi. Non lasciatevi ingannare dalla sua aria da caro vecchietto sorridente a cavallo, perché il signor Saint Nicolas si fa aiutare nell’ingrato compito di punire i bimbi cattivi dal suo servitore nero (già), il Père Fouettard, provvisto di un grande sacco che altro non è che un biglietto solo andata per l’oblio.
Detto questo, apparentemente la gioventù belga si vuole pia e beneducata (falsi, io li vedo i bambini belgi che si rotolano nel fango, o che passano la lingua sull’intera estensione dello scorrimano delle scale mobili –perché, poi), e crede di non aver niente da temere. Già dai primi di novembre si addentano Saint Nicolas di speculoos, asinelli di marzapane e Pères Fouettards di cioccolata (ma dai).
E quando le luci di Natale si accendono, le vetrine delle cioccolaterie (si, lo so, a Parigi la referenza è Haussman o LaFayette…ad ognuno il suo!) ci appaiono in tutta la loro folgorante opulenza. Le mie preferite sono quelle di Corné Porte Royale a Galerie de la Reine, dove tra Babbi Natale ciccioni, orsi polari che giocano a hockey ed altre amenità si trova proprio un Saint Nicolas che ci sorride sornione.
Un glühwein al marché de nöel di Place Saint Kathrine, qualche croustillon, un boudin, una mela caramellata, il weekend che precede Saint Nicolas scorre veloce, all’insegna dello shopping pre-natalizio. Saint Nicolas non è solo speculoos, cioccolata, marzapane e mandarini (ve la immaginate la Befana che vi porta un mandarino?), e se tra le richieste speciali dei piccoli belgi c’è il cofanetto con le riedizioni degli album di Tintin (ma anche tra quelle dei grandi, il mio ragazzo fissa questo cofanetto con occhi lussuriosi da mesi ormai), anche i grandi hanno diritto a qualche plaisir pre-natalizio.
Perché Saint Nicolas è diventato un po’ questo: il banco di prova per i regali di Natale. E quest’anno le tendenze che si delineano sono all’insegna del risparmio, e trovano la loro espressione nella piccola tecnologia, nel design vintage o nella particolarità di un indumento.
I quotidiani gratuiti come il Metro pubblicano liste chilometriche di vintage shops o di seconda mano veri e propri (ma voi conoscete già i segreti dei migliori negozi vintage della capitale, perché li avete letti qui). Bijoux, ma anche accessori come occhiali da sole, cappelli, borse vanno per la maggiore (complice l’avversione di molti verso un capo già portato da altri). Ma anche vasi (!), lampade, porcellane dal sapore di nonna, e libri, che trasformano la caccia al regalo in una vera caccia al tesoro nei mercatini dell’usato. Il più grande e famoso di Bruxelles è quello di Place du Jeu de Balle, che potete vedere anche nelle scene iniziali del film di Tintin.
In quanto a regali high-tech e low-cost, spopolano gli accessori per il cellulare. Ma non si regaleranno solo cover iper-personalizzate per iPhone, quest’anno si registra il gran ritorno del Game Boy di prima generazione (quello del 1990 per intendersi) e del Commodore 64. Console vintage per schermi attuali.
Per alcuni appassionati di moda, il nome per questa Saint Nicolas è Le Fabuleux Marcel de Bruxelles. Marcel, in francese belga, non designa nient’altro che una volgarissima canottiera. Resa di culto da questo brand che sta facendo furore tra Parigi, Anversa, Bruxelles e Amsterdam. Per altri appassionati di moda, è al nuovissimo Urban Outfitters di Bruxelles (il secondo in Belgio, dopo quello di Anversa) che si concentrerà lo shopping modaiolo. Per altri ancora è giunto il momento di scoprire Calzedonia, appena approdato con uno store a Bruxelles ed uno a Liegi.
Ma io sospetto che saranno molti, davvero molti, quelli che quest’anno si dedicheranno (con scarsi risultati) all’handmade risparmiatore per questa festa di Saint Nicolas. Dopotutto l’apertura di Abercrombie & Fitch a Bruxelles è tra soli 3 giorni…
Fonte: The Old Now



























