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Archive for the ‘Prom-Life’ Category

Fusion, la nuova scarpa maschile di Prada

January 13, 2017 Leave a comment

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Tra tradizione e tecnica nasce la nuova scarpa di Prada. Tessuti, imbottiture e dettagli in gomma provenienti dal mondo dello sport si fondono con il classicismo della tomaia formale.

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Pietro Ferrante, gioielli unisexll’insegna dell’amore rock style

January 11, 2017 Leave a comment

Il 2017 firmato Pietro Ferrante si apre all’insegna dell’Amore con cuori  rock style

C’è quello minimal, guest di un autentico anello in bronzo dal pattern rigato ton sur ton, che colpisce per la squisita semplicità e quello bombato in ottone, “dotato” di cuffie dedicato agli appassionati di musica e che pende a mo’ di charm da un bracciale a mini boule.

Il 2017 firmato Pietro Ferrante si apre all’insegna dell’Amore rock style, anche come augurio universale, con una serie di gioielli unisex, come sempre interamente hand-made in Italy, che vedono protagonista il Cuore nelle sue molteplici declinazioni.

Smaltato o dalle linee essenziali, prezioso o ispirato ai tattoos old school. Proprio come per il maxi ring in argento dalla forma ovale della nuova linea Novecentoventicinque, che nella parte centrale “ospita” due rondini stilizzate che reggono un catenaccio a forma di heart e in basso due vintage keys.

E abbiamo rondini anche sul cuore flat della collezione Wanderlust, che ciondola da un’originale catena per pantaloni, indispensabile per tenere le chiavi al sicuro e regalare un tocco romantico e rock all’outfit.

D’altronde… all we need is love!!!

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Lo scapolare, glamour e spiritualità da My Charm

December 28, 2016 Leave a comment

Un mix perfetto di glamour e spiritualità per “Lo scapolare” firmato My Charm

Il brand partenopeo trasforma in gioiello fashion, declinato in oro o argento, l’“abitino” dalle antiche origini indossato dai religiosi, simbolo d’amore e garanzia di protezione divina

Coniuga alla perfezione glamour e spiritualità l’ultimo nato di casa My Charm“Lo scapolare”. Un‘autentica collana realizzata in oro o argento, impreziosita da due medaglie rettangolari, una che scende sul davanti illuminando il décolleté e l’altra, che va ad adagiarsi sulla schiena.

Un gioiello beneaugurante, unico e double al tempo stesso, ispirato agli scapolari indossati sin dall’antichità dai religiosi, simbolo d’amore e garanzia di protezione divina.

Per l’occasione, il brand partenopeo propone una reinterpretazione in chiave stylish dell’“abitino” benedetto fronte-retro metafora dell’abito sacro, destinato a tutelare il cammino e, nel contempo, coprire le spalle dai pericoli.

Ad hoc, le frasi incise sui due pendenti: dalle Virtù Teologali, pilastri della spiritualità cristiana, a brevi frasi tratte dai salmi più noti dell’Antico Testamento, passando per le Virtù Cardinali… e non solo.

Considerata l’origine dello Scapolare, i valori  e le immagini selezionate richiamano naturalmente religiosità, amore e protezione, per se stessi e per i propri cari.

Fashion object raffinato e molto particolare, “Lo scapolare” by My Charm è stato pensato essenzialmente per le donne, ma è disponibile anche in versione maschile, per bambini e per l’intera family.

Declinata in ben 39 varianti, ton sur ton o a contrasto, con o senza pietre, grazie al sistema “sliding”, la lunghezza della collana è modificabile a piacimento, sia sul davanti che sulle spalle, per ritrovarsi così un gioiello sempre diverso adatto ad ogni circostanza ed outfit.

Prezzi al pubblico a partire da € 78,00.

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Stella McCartney, installazioni pro animali nei suoi shop

August 25, 2016 Leave a comment

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Un’installazione al neon che rappresenta dei gatti. Nelle vetrine di 19 negozi Stella McCartney in Europa, Usa e Asia. Obiettivo della stilista inglese, da sempre sostenitrice dei diritti degli animali e del loro benessere, è supportare le associazioni PETA (People for the ethical treatment of the animals, la più grande associazione per la difesa dei diritti degli animali al mondo, con più di 5 milioni di membri e sostenitori) e Battersea Dog & Cats  che si occupa di cani e gatti abbandonati.

Le istallazioni vogliono trasmettere un messaggio di incoraggiamento a sostegno delle associazioni e resteranno nei negozi fino all’inizio di settembre per essere poi regalate alle due organizzazioni per essere poi utilizzate in altre occasioni.

In pratica gli stores inviteranno i clienti a sostenere PETA e Battersea Dog&Cat con donazioni libere. Un’iniziativa in linea con il pensiero della stilista. Vegetariana da tutta la vita, Stella McCartney non usa pelli e pellicce nella produzione dei suoi capi e accessori.
I fondi raccolti per Battersea Dogs & Cats Home da parte dei due stores Stella McCartney di Londra andranno a sostegno dei cani e dei gatti dei loro tre centri dislocati nel paese, mentre il denaro raccolto per PETA da tutti gli stores Stella McCartney nel mondo serviranno a coprire le spese per le campagne per la sterilizzazione e la castrazione dei gatti.

A supporto dell’iniziativa verrà lanciata anche una campagna sui social media con un divertente hashtag ispirato al tema dei gatti #StellaMcCatney.

Fonte: Io Donna

“L’Archivio del Tempo 20XVI”, limited edition di autentici segnatempo di Livio De Simone e Colonna Orologi

June 28, 2016 Leave a comment

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Livio De Simone veste…  Colonna 

Giovedì 30 giugno, dalle 18 alle 20, nella boutique De Simone di Napoli, in via Domenico Morelli,  presentazione ufficiale della colorata linea di orologi Colonna limited edition “L’Archivio del Tempo 20XVI” disegnata dallo staff dello stilista Livio De Simone

Colore, colore, fortissimamente colore… ma anche esclusività, estro, raffinatezza e tanta verve. Questi gli ingredienti de “L’Archivio del Tempo 20XVI”, limited edition di autentici segnatempo frutto del sodalizio tra due storiche aziende partenopee: Livio De Simone e Colonna Orologi.

Un progetto nato dall’intuizione di Benedetta De Simone Rossi e Fabio Colonna di Stigliano, condivisa e sviluppata dall’art director Benedetto Longobardi Ruju.

Il format unisce in modo accattivante e originale due brand riconosciuti come eccellenze del made in Naples nel mondo della moda, dell’orologeria e del design contemporaneo.

Una special collection unisex, che vede watch dalle casse ultrapiatte e le linee pulite abbinati ad eleganti “polsini sartoriali”, con tanto di asole e bottoni in madreperla Australia, realizzati con tessuti dipinti a mano dell’archivio storico delle tirelle campionario dagli anni ‘50 agli anni ’70   dello stilista Livio De Simone, amato da icone glam come Audrey Hepburn e Jacqueline Kennedy.

Tutte le preziose stoffe sono state  selezionate da Benedetta De Simone – figlia dell’artista ed oggi titolare dell’omonima azienda – e utilizzate da Fabio Colonna di Stigliano per i suoi “polsini” brevettati.

La particolarità di questi “polsini” si deve alla loro realizzazione, in quanto le stoffe scelte vengono cucite artigianalmente e le dimensioni ridotte delle tirelle campionario fanno sì che ogni “polsino” risulti diverso dall’altro e non replicabile. Questo rende ogni prodotto unico al mondo.

Di forte impatto anche i colori dei quadranti degli orologi, giallo limone o blu, nuance  scelte dallo staff  di Livio De Simone per avvicinarsi il più possibile ai colori esclusivi storici della casa di moda.

La limited edition, dai “polsini” intercambiabili, sarà presentata ufficialmente giovedì 30 giugno, dalle 18 alle 20, nell’atelier Livio De Simone, in via Domenico Morelli 17 a Napoli.

Durante il rendez vous verrà proiettato anche un video dell’Istituto Luce di Cinecittà datato 1958, che mostra il Maestro Livio De Simone intento a dipingere le sue stoffe.

Gli orologi si potranno acquistare esclusivamente nelle boutique Livio De Simone di Napoli e Capri e sui siti www.liviodesimone.it e www.colonnaorologi.com.

Pietro Ferrante, irriverenti e stylish i cappelli “politically uncorrect”

June 15, 2016 Leave a comment

Autentici, irriverenti e stylish. Arrivano i cappelli “politically uncorrect” by Pietro Ferrante

Autentici, irriverenti, provocatori, ma anche decisamente stylish e divertenti. Sono i nuovissimi pezzi headwear firmati Pietro Ferrante, Maestro indiscusso nel campo dei gioielli street rock handmade in Italy, che per la Summer Season 2016 ha deciso di dar forma e colore anche a un’insolita capsule di cappelli da baseball unisex arricchiti da espressioni emblematiche ricamate fronte e retro.

Copricapi unici, tutti da collezionare: l’ultima frontiera dell’abbigliamento politically uncorrect. Vere e proprie sfide ai benpensanti di cui ci si vuole sbarazzare!

“Obsessive compulsive”, “Get lost I’m pissed off”, “Rock’n’roll lover”, “Kiss my ass”, “Disorder – addiction”, “Che c…o – Fuck you”, “Illegal – amoral”, sono infatti solo alcuni degli hashtag protagonisti della linea Headwear  declinata per la stagione in blu navy, grigio chiaro, blue elettrico e nero, rosso, verde.

Accessori must have pronti a rendere ancor più interessanti  e personali gli outfit di questa estate. I cappelli, il cui prezzo al pubblico è di 39 euro, sono acquistabili sul sito Pietro Ferrante (http://pietroferrante.com/it/shop-on-line/accessori/headwear/).   

http://www.pietroferrante.com

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Pietro Ferrante, stelle protagoniste della nuova capsule

May 17, 2016 Leave a comment

Stelle protagoniste della nuova capsule Pietro Ferrante

Ad illuminare i maxi anelli e le autentiche collane unisex della “Whetu” collection, una pioggia di star con o senza scia, traforate effetto sun tattoo o in rilievo, easy o smaltate 

“Poveretto è chi non vede le stelle senza una botta in testa”. Così scriveva qualche anno fa lo scrittore polacco Stanisław Jerzy Lec nei suoi “Pensieri spettinati”.

Un problema che non tocca i numerosi addicted del brand Pietro Ferrante che d’ora in poi, potranno non solo osservarle le stelle, ma anche indossarle, così da rendere unici e ancor più stylish i propri outfit.

La nuova capsule collection “Whetu” (stella, in lingua maori) infatti, vede protagonista su collane, ma soprattutto su maxi anelli unisex in argento e altri materiali, una pioggia di stelle, con o senza scia, traforate con effetto sun tattoo o in rilievo, basic o smaltate. Gioielli con la ricchezza ulteriore di essere realizzati come sempre interamente a mano in Italia.

Pezzi autentici e trasversali, da sfoggiare con jeans e biker jacket o abbinati ad abiti leggeri boho chic style, alle intramontabili righe o a trend di stagione come salopette e mise sporty chic.

Pronti ad illuminare l’imminente Summer season?

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Corropoli, jeans museum nella “denim valley” abruzzese

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Oltre cinquemila paia di pantaloni di tutte le epoche raccolte da Don The Fuller E l’azienda teramana si appresta a sbarcare anche a Pitti Uomo con tre novità

CORROPOLI. Numerati, appesi uno affianco all’altro e tenuti a temperatura per consentirne la conservazione: sono oltre 5mila paia di jeans rappresentanti di tutte le epoche di qualsiasi parte del mondo raccolti in una sorta di “museo” creato ad hoc in Val Vibrata, nel Teramano, conosciuta come la “denim-valley”, dove tutto ruota intorno alla fabbricazione dei jeans e dove tutto il mondo della moda arriva per fare ricerca e produzione.

La sala è enorme e i jeans sono appesi in file ordinate con dei ganci, tanto che l’area è chiamata “macelleria”. «A ogni “filare”, ha spiegato all’Ansa l’amministratore delegato della Don the Fuller, Mauro Cianti, marchio con sede nel centro di Corropoli in provincia di Teramo, «metteremo il nome delle vie della moda come via Montenapoleone o via Condotti». «Qui», ha aggiunto, «vengono stilisti da tutto il mondo per studiare i best seller dei jeans».

E tre anni fa, ha raccontato Cianti, originario di Sulmona, da un viaggio di ricerca con ultima tappa sulla 5th Avenue di New York, «ci si è resi conto che non esisteva più sul mercato un jeans di altissima qualità a favore di un’offerta quasi tutta proveniente dall’Est del mondo. Con la voglia di mettere sul mercato un jeans di alta qualità made in Italy, anzi made in Abruzzo, è nato il nostro marchio». «In tre anni», ha continuato Cianti, «abbiamo avviato un processo di internazionalizzazione che dall’Abruzzo ci ha portato nei negozi del centro di Amsterdam, in Svizzera, Canada, Corea del Sud, Germania, Londra. Ora stiamo aprendo un ragionamento con gli Stati Uniti. Invece in Italia siamo in centro a Milano e Roma, ma anche a Riccione».

A Sulmona è stato creato un factory store con 4mila capi. Per la creazione dei jeans, si parte da una sala interamente dedicata alla ricerca e ai prototipi. In una zona della fabbrica, invece, i capi, vengono posizionati sotto quelli che all’apparenza sembrerebbero dei semplici neon e invece sono lampade che riproducono la luce del sole a mezzogiorno per controllare qualità, colore e scoprire eventuali difetti. Finora la ricerca ha portato a lavaggi nella mirra, per un effetto da aromaterapia, o nel vino. Ma anche a prodotti di tendenza rivolti a un pubblico che ama lo stile Formentera. Ultima novità della casa abruzzese è il bottone in oro rosa.

Novità che l’azienda ha poortato insieme alle altre novità della sua collezione autunno-inverno 2016-2017 a “Pitti Uomo”, kermesse dedicata alla moda che prende il via martedì a Firenze.

Le altre novità sono il jeans vegano, e il sistema ozone wash, un particolare tipo di lavaggio che riduce l’uso di prodotti chimici nella scolorazione di jeans.

le proposte mirano a rispondere alle esigenze di tutte le fasce di consumatori. Il jeans vegano, senza nessun particolare o inserto realizzato con materiale animale, è dedicato a chi vive seguendo proprio lo stile vegano, mentre quello con i bottoni d’oro è rivolto a chi ricerca stile e lusso anche in un capo versatile e per tutti i giorni come il blu jeans. Attenzione particolare, infine, per il rispetto dell’ambiente con la linea green realizzata utilizzando lavaggi ecologici quali, “Zero water wash”, un lavaggio che riduce i consumi di acqua del 95%.

Per “lavare” e quindi scolorire un jeans con metodo tradizionale servono circa 50 litri di acqua, con questo metodo i appena 5 litri. Ozone wash garantisce l’uso di prodotti chimici certificati oeko tex. Eco aging cioè una sabbiatura ecologica che non espone al rischio di silicosi l’operatore che la pratica.

Le proposte saranno presentate ai buyer stranieri con un fuori Pitti presso lo Show Room toscano Don The Fuller nello Spazio Andreoli, un elegante stabile anni Trenta – l primo autosalone della Lancia – vicino alla fortezza fiorentina.(cr.re.)

Fonte: Il Centro

Habemus “Lucky”, nuovi gioielli porte-bonheur di Pietro Ferrante

April 14, 2016 Leave a comment

Protagonisti della linea, interamente handmade in Italy, maxi anelli, bracciali, collane e keyring impreziositi da unicorno, ferri di cavallo, chiavi, coccinelle ed elefantini

Unicorno, ferri di cavallo, chiavi, quadrifogli, ma anche elefanti, farfalle, gufetti… Habemus “Lucky”, la nuova capsule porte-bonheur firmata Pietro Ferrante, che coniuga alla perfezione scaramanzia, originalità e mood street rock.

Una collezione di autentici gioielli unisex realizzati a mano in Italia da artigiani esperti in argento ed altri materiali, destinata a chi, per la serie: “non è vero ma ci credo”, desidera attirare a sé un po’ di fortuna attraverso accessori “portentosi” e stylish allo stesso tempo.

Protagonisti, animaletti stilizzati, talvolta rivisitati in chiave rock come nel caso delle butterfly con teschi, e simboli ormai collaudati dalle indiscusse virtù portabene. Et voilà maxi anelli, charm, collane, keyring e bracciali da sfregare all’occorrenza impreziositi ora da four-leaf clovers&horseshoes, ora da corni, coccinelle ed elefantini decorati, pronti a trasformarsi in veri e propri amuleti fashion, da sfoggiare all day long, abbinati a jeans e giacche in pelle o a mise più ricercate.

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April 11, 2016 Leave a comment

Most of us don’t like to think about death. But as the global population expands, the question of how to dispose of the deceased becomes more and more pressing. Some 55 million people die every year, and cemeteries are becoming ever more crowded. A growing number of designers and urban planners are tackling this issue with innovative concepts for cemeteries of the future.

Where the dead light the night

A recent contest, held by the Centre for Death and Society at the University of Bath in England, asked designers to envision what a cemetery of the future might look like. Columbia University designers submitted the winning entry. Called “Sylvan Constellation,” the design uses biomass (in this case, the gas from decaying human bodies) to illuminate lanterns, casting a shifting matrix of light beams throughout the cemetery. The team will now explore installing the project at Britain’s historic Arnos Vale Cemetery.

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A floating cemetery island

In space-pressed Hong Kong, where cemetery crowding has been a problem for decades, many families keep the ashes of their dead loved ones in columbaria, or buildings and walls with niches for urns. But columbaria still take up space, and local residents often oppose the building of multi-story columbaria in their neighborhoods. That’s the background behind “Floating Eternity,” a concept for a floating columbarium “island” developed by Hong Kong design firm Bread Studio. The island would remain offshore in the South China Sea, reachable by ferry, for most of the year, and then dock at the city during annual ancestor worship holidays.

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Spend eternity in a coral reef

Forget six feet under. How about 40 feet under? Under water, that is. The Neptune Memorial Reef, the largest manmade reef in the world, is an underwater mausoleum for cremated remains. The environmentally-friendly solution, off the coast of Miami, attracts a variety of sea life, helping restore some threatened species. The only downside is that you can only visit your loved one’s resting place if you’re willing to scuba dive.

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Skyscraper burial

There are already a number of multi-story cemeteries in existence, from Brazil’s 32-story Memorial Necropole Ecumenica to the 8-story Portland Memorial Mausoleum in Oregon. But this design concept, from French designers Fillette Romaric and Chandrasegar Velmourougane, is envisioned with beauty as well as practicality in mind. Their vertical cemetery has a skylight in the center, which allows sunlight to reflect on a pond at the ground level. A spiral walkway around the building allows for grave visits and offers stunning views of Paris. The idea was a finalist in the 2011 eVolo Skyscraper Competition.

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GPS headstones

As “green” or “natural” burials, where bodies are buried in fields or other natural settings without being chemically embalmed, become more popular, the question remains: how will loved ones be able to visit the deceased, in the absence of a headstone. Several cities and cemeteries have come up with a potential solution: GPS. The deceased would be buried with a GPS unit, and families would be given a tracker to “find” them when they came to visit.

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by Emily Matchar

Fonte: Smithsonian

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