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Azzedine Alaïa vs Jimmy Choo
Ogni volta che mi trovo davanti a scarpe “già viste” mi sento cattiva, perché potrei semplicemente farmi i fatti miei, non dire niente, e vivere per cento anni in serenità, ma è più forte di me. Quando sono i marchi low cost ad “ispirarsi” (termine più politically correct del terribile “copiare”) è difficile farlo pesare, se il modello non è un plagio palese ben venga, ma quando sono i grandi a “trarre spunto” dai colleghi (non sono mai stata così diplomatica in un post) non trovo giustificazioni. Oggi voglio mostrarvi un sandalo maculato di Alaia, che nelle forme sembra il fratello goffo del celebre Lance di Jimmy Choo.
Il gioco di listini del primo è meno articolato, è vero, ma per il resto… calma piatta! E’ un po’ troppo facile ispirarsi ad uno dei modelli più amati dalle star, se da un lato c’è da dire che le forme del sandalo Lance sono talmente semplici che è facile proporre qualcosa si simile, dall’altro va aggiunto che da una maison storica come Alaia possiamo e dobbiamo aspettarci di più a livello di innovazione ed eleganza.
Colgo l’occasione per mostrarvi due nuove versioni dei Lance, che sembrano appena uscite dagli anni ’80: come vi sembrano questi pellami metallizzati coloratissimi? A me spaventano un po’, è che fanno male agli occhi, e i miei sono occhi sensibili!
Fonte: Shoeplay
Porsche Cayenne, interni in tessuto Louis Vuitton
Anche se le foto risalgono ad un pò di tempo fa, vale la pena mostrare gli scatti fatti a questa stravagante Porsche Cayenne con interni in tessuto Louis Vuitton.
Questa particolare opera automobilistica è stata avvistata in Albania; la carrozzeria si presenta con una verniciatura molto eccentrica, di colore rosso opaco, mentre gli interni sono nel classico tessuto Louis Vuitton tela Monogram. Come si può notare dalle foto, infatti, sia il cambio che i sedili e la plancia, oltre allo sterzo, sono interamente costellati dal celebre monogramma LV, riprendendo poi negli inserti il colore esterno, riprodotto però da pelle pregiata; anche il tetto è in pelle rossa.
Ad oggi non si sa ancora la cifra sborsata per questa personalizzazione che, secondo alcune indagini svolte, sarebbe stata portata a termine dal designer albanese Servis Duro.
Fonte: GoLook.it
Bugatti Veyron, ripresa video su strada della California
Dopo aver parlato in lungo e in largo di molte versioni del gioiello automobilistico di Molsheim, eccoci ritornare su di esso con un video in grado di regalare una forte scarica di adrenalina agli appassionati.
Nel video di seguito, infatti, è possibile vedere la sportiva Bugatti Veyron da una prospettiva alquanto inedita, mentre si muove velocemente nel traffico delle strade della California.
La particolare posizione della telecamera montata sulla vettura, permette di sentire il rombo del motore come mai prima d’ora, con un sonoro molto ravvicinato e del tutto puro.
Fonte: GoLook.it
Six Star Cruises, vacanza di lusso più costosa al mondo
La compagnia Six Star Cruises ha appena ideato quella che può essere già considerata come la vacanza di lusso più costosa del mondo: un viaggio di 124 giorni da circa 1 milione di sterline, ovvero 8.000 sterline al giorno.
In realtà, si tratta di un viaggio davvero unico, dove la partenza si svolge in elicottero per poi atterrare su una nave di lusso e successivamente trasferirsi con un jet privato, con tanto di servizio dedicato a bordo, cinema e intrattenimenti multimediali vari.
Tra le destinazioni sono presenti i posti più belli del mondo, come la splendida Polinesia Francese, la Malesia, la Nuova Zelanda, le Maldive e le isole Mauritius.
Ovviamente, i comfort ed il resto del viaggio saranno curati nel minimo dettaglio; in ogni tappa, ad esempio, è prevista la degustazione del caviale Beluga, accompagnato da un prestigioso Da Hong Pao Tea. Il tutto, servito da uno chef pluristellato Michelin che sarà a disposizione degli ospiti durante l’intero viaggio.
Fonte: GoLook.it
Chanel, preservativo per lussuosi momenti
Una semplice confezione bianca con sopra la doppia C del celebre marchio Chanel ed uno slogan nella parte bassa: ”Keep it classy”. Cosa dire, un preservativo molto chic che, anche se non compare ancora sul sito ufficiale, è comparso molte volte in immagini pubblicitarie. La sola domanda degli internauti però, resta soltanto una: “È possibile acquistarli?” Beh, cosa dire, secondo il sito Trend Hunter, che è stato il primo a pubblicare questo particolare “accessorio”, una confezione da 12 costerebbe ben 279 dollari, ma non viene indicato come acquistarli o a chi rivolgersi. Fatto sta, che può essere vero come può essere una bufala, ovvero soltanto una trovata pubblicitaria per attirare lo sguardo degli utenti. In ogni caso, ricordiamo gli articoli precedenti che parlano di preservativi firmati, come quello Louis Vuitton e quello Burberry; per ora non ci resta che attendere conferme dal marchio Chanel, anche se potrebbe non arrivare mai.
Fonte: GoLook.it
Inghilterra, Range Rover vestita Louis Vuitton nel quartiere di Westbourne
Per le strade di Bournemouth, nel quartiere di Westbourne, Inghilterra, è stata avvistata e fotografata dai giornalisti del Daily Mail una strana Range Rover vestita Louis Vuitton.
Su tutta la carrozzeria di questa particolare vettura, come si può notare dalla foto, sono presenti tutti simboli della maison con il celebre monogramma LV, mentre nel centro c’è una grande stampa bianca e rosa in cui si leggono le iniziali del proprietario N.J.H.
Questa personalizzazione non è stata molto apprezzata dagli internauti, che hanno commentato quest’auto come fosse una caduta di stile, anche se di certo il prezzo non lo è, visto che una personalizzazione del genere può costare anche oltre i 100 mila dollari.
Fonte: GoLook.it
Bo’s Tit Bits, handcuffs in Swarovski crystals
A beautiful pair of silver stainless steel metal handcuffs detailed with sparkling clear Swarovski crystals, offering a luxurious alternative to wrist cuffs and scarf restraints.
These glamourous bedroom bondage restraints are presented in a velvet display case for an exciting revelation come gift time.
Suitable for wrists measuring 1.85 inches in height with an adjustable circumference of 6 inches to 8.25 inches.
A double locking feature authenticates the secure, traditional police-style handcuffs with a hue of sparkling crystal stones.
Each pair of handcuffs comes with a set of 2 universal handcuff keys. The keys must be used to unlock each handcuff as there is no safety mechanism. They can also be used to double lock so that the handcuff does not get any smaller during wear.
To double lock your cuffs, depress the push pin lock located on the side of each cuff using the point on the top of the key.
By Coco de Mer
Dellera, nuova custodia per iPad Apple in pelliccia
La pelliccia, must have dell’inverno 2012, tende a scaldare anche la tavoletta targata Apple grazie ad una nuova ed elegantissima cover.
Creata dall’azienda italiana Dellera Pelliccie, questa cover per iPad è stata ideata con l’intento di crearsi una vera e propria popolarità in questo periodo di grande freddo.
Morbida, elegante, dal look sofisticato e disponibile in diverse colorazioni, questa “pelliccia per iPad” è stata in grado di attirare le donne più esigenti fin dalla sua prima apparizione.
Tra i materiali disponibili, per ciò che concerne le pellicce, si può scegliere tra volpe rossa, lapin, weasel, zibellino, marrone naturale ed alcuni colori fashion come petrolio, fucsia, ciclamino.
Per informazioni su come acquistare queste esclusive cover per iPad, basta visitare il sito dellera.com
Fonte: GoLook.it
Vini di lusso, investire un bene di rifugio
Per il fondo lussemburghese Nobles Crus, specializzato in questo particolare comparto, il rendimento negli ultimi quattro anni è cresciuto mediamente a due cifre. Ma le etichette di riferimento sono per il 98% francesi. La piazza di Bordeaux è dominata ormai dagli acquirenti cinesi.
Investite in vino. Mal che vada, ve lo berrete” disse una volta Gianni Agnelli. Fosse ancora tra noi, l’Avvocato si sorprenderebbe nello scoprire che i rendimenti di alcune etichette sono talmente elevati da sconsigliarne l’apertura nell’immediato. Prendiamo il 1990 di Romanée-Conti, fuoriclasse tra i pinot noir di Borgogna: se nel 2000 il prezzo si aggirava attorno ai duemila euro a bottiglia, oggi c’è chi è disposto a versarne più di ventimila per assicurarsene una. Lo hanno fatto a novembre alcuni facoltosi collezionisti cinesi nelle aste pubbliche di Hong Kong (se ne sono tenute ben otto importanti), ma anche a New York, Londra, Ginevra, Parigi e altre piazze europee. E la cosa non deve stupire, perché quando si parla di premieres crus bordolesi – quelli degli chateau Latour, Lafite, Margaux, Haut-Brion e Mouton, secondo la classificazione risalente al lontano 1855 – o dei più complessi rossi di Borgogna, ci troviamo di fronte a beni dalla doppia connotazione: sono di lusso e al tempo stesso di rifugio. “Dinamica la domanda, limitata l’offerta e, in più, con il passar del tempo la gente li beve. Perciò diventano ancor più rari ed essendo prodotti longevi, la loro qualità aumenta”, spiegano Averardo Borghini Baldovinetti e Marco Clerici, rispettivamente direttore internazionale e direttore generale della società Vino e Finanza, che gestisce il fondo Nobles Crus specializzato in questo particolare comparto. Di quel “mitico” Romanée-Conti 1990 il fondo, un Sicav lussemburghese che richiama investitori istituzionali (tra cui banche e fondi pensione) al pari di collezionisti e risparmiatori privati desiderosi di diversificare il proprio portafoglio, ne detiene 50 bottiglie: una bella cifra, considerando che il domaine del villaggio di Vosne-Romanée di quell’annata ne produsse circa seimila, per due terzi già stappate. Nel 2008, mentre affondava Lehman Brothers trascinando con sé i titoli di mezzo mondo, il rendimento di Nobles Crus viaggiava a +20%. Positivi anche i due anni successivi, con un progresso del 10% nel 2009 e del 13% nel 2010. Ma i vini da investimento si sono rivelati immuni anche alla crisi degli spread e dei debiti sovrani, chiudendo il 2011 con circa il 10% di attivo. Merito soprattutto dei nuovi mercati. L’Asia, trainata dalle aste di Hong Kong, è diventata il primo acquirente internazionale dei cosiddetti Igw (investment grade wines), superando in classifica gli Stati Uniti, che avevano dominato la piazza per vent’anni, e relegando all’ultimo gradino del podio quell’Europa che, con i suoi ricchi collezionisti londinesi e parigini (senza dimenticare tedeschi, svizzeri e qualche italiano) creò il concetto stesso del vino come bene rifugio. Ora invece Cina e Hong Kong, secondo i dati del Civb (Conseil Interprofessionnel des Vins de Provence) assorbono circa il 60% dell’export di Bordeaux. Esistono casi da manuale come quello di Chateau Lafite, di proprietà della famiglia Rothschild, che per i cinesi è il top wine per antonomasia, grazie a una favorevole combinazione di fattori: è stato il primo premiere cru a puntare con convinzione sul mercato asiatico, non ha rivali per marchio e storia, dispone di sufficienti quantitativi (180 mila bottiglie l’anno contro per esempio le 36 mila di Chateau Petrus) per assecondarne le richieste. Infine, particolare non secondario, il suo brand è facilmente pronunciabile anche per un cittadino di Pechino, che si troverebbe in difficoltà con le troppe “r” dei vari Margaux o Haut-Brion. L’occasione per creare Nobles Crus si presentò nel 2007, quando la legge lussemburghese autorizzò la creazione di fondi alternativi: ci fu chi ne approfittò per lanciarsi nell’arte o in altri beni di valore crescente nel corso del tempo e chi, come Borghini Baldovinetti (produttore in Toscana con la Fattoria San Fabiano) e Clerici, si unirono al francese Christian Roger, uomo dalla ventennale esperienza in ambito finanziario, unendo passione e professione. Anche Roger è produttore, la moglie infatti è proprietaria dell’azienda vitivinicola Morgassi Superiore in Piemonte. La passione però non deve prevalere sulle logiche, che vanno rispettate quando ci sono di mezzo gli investimenti. Ed ecco allora che quando si parla di vini su cui puntare, il dominio è inevitabilmente d’oltralpe: il 50% arriva dalla Borgogna e il 48% dalla zona di Bordeaux. All’Italia restano le briciole: 0,6% Toscana, 0,5% Piemonte. Il resto, un marginalissimo 1%, se lo spartiscono Stati Uniti, Spagna e Australia. “In Italia”, spiegano i manager del fondo, “ci sono tanti grandi vini, pochi però sono quelli da investimento. Probabilmente in futuro la quota del nostro Paese è destinata ad aumentare, pur tenendo presente che i cinesi, inizialmente legati a Bordeaux e in particolare al solo Lafite, soltanto ora si stanno avvicinando ai vini più prestigiosi della Borgogna e quindi ci impiegheranno un po’ di tempo ad accettare anche quelli italiani”. Quand’è che un grande vino diventa un bene d’investimento? “Quando presenta alcune caratteristiche imprescindibili” rispondono Clerici e Borghini Baldovinetti. Primo: deve essere longevo, perché se un grande vino non migliora invecchiando non sarà mai tenuto in considerazione. Secondo: la costanza, perché gli investitori non si fidano di aziende dai risultati altalenanti. Terzo: il brand e la riconoscibilità non solo del marchio, ma anche della zona da cui proviene. Quarto e ultimo: la rarità, perché ci sono ottimi vini che fanno un milione di bottiglie l’anno e i grandi numeri determinano l’inevitabile perdita di attrattività. Ad ogni modo esistono etichette come il memorabile 1985 di Sassicaia (Tenuta San Guido, Toscana), diverse annate di Masseto (Ornellaia, Toscana) e un paio di Monfortino di Giacomo Conterno (Barolo, Piemonte) che possono condividere con i più prestigiosi Lafite, Latour, Mouton e Romanée-Conti lo spazio nella tabella dei best performer, vini su cui investire ora e in futuro. “Tenendo comunque presente”, precisano da Vino e Finanza, “che i vini italiani presentano un’interessante evoluzione del valore nei primi anni, per poi assestarsi senza ulteriori progressi. Un Monfortino del 1990 può arrivare a 700 euro a bottiglia ma è assai improbabile che cresca fino a toccare le migliaia di euro. Invece il Romaneè Conti 2006 noi l’avevamo comprato a 3 mila e pensavamo di averlo pagato a caro prezzo. Oggi ne vale oltre 7 mila. Questa è la principale differenza tra Francia e resto del mondo”. Infine, diverse “nuove” zone sono sotto osservazione. Le principali sono due territori di grande tradizione come la Mosella per il Riesling, in Germania, e il nord del Portogallo per il Porto: promettono bene, al pari della zona di Avellino per il Taurasi e dell’Etna per le enormi potenzialità dei suoi vini lavici, ottenuti a partire da quell’antico vitigno autoctono che prende il nome di Nerello Mascalese. Certo non arriveranno mai ai ventimila euro di certe etichette francesi, ma poco importa ai gestori di un fondo: i quali, per utilizzare un termine in voga, più che al valore assoluto, badano allo “spread”.
Fonte: Pambianconews
Giuseppe Zanotti Design, calzature senza tacco conquistano le celebrities di tutto il mondo
Dopo averci proposto tacchi stiletto vertiginosi e zeppe futuristiche, Giuseppe Zanotti ci sorprende ancora presentandoci la scarpa senza tacco. Un modello unico la cui forma sinuosa ricorda il corpo di donna. Grazie ad un’attenta ricerca tecnico-stilistica si ha l’impressione che la scarpa sia sospesa nel vuoto garantendo al contempo una perfetta stabilità. “Questo modello”, sostiene lo stilista “non è quindi una mera scarpa-scultura ma una scarpa che ha un’ottima calzata e permette alla donna di alzarsi di ben 16 cm in tutta sicurezza”. Le celebrities e le donne dello star system mondiale non hanno certo mancato di notare questo nuovo modello e lo hanno fin da subito richiesto per video musicali, shooting e red carpet. Lady Gaga, ad esempio, ha scelto il modello open-toe tempestato di cristalli per il suo ultimo video Marry the Night. Lo stesso modello indossato anche dalla Editor at Large di Vogue Japan e indiscussa trend-setter Anna Dello Russo per il suo video natalizio. La cantante rap Nicki Minaj ha scelto invece il modello a T in vernice nera e fondo oro e l’open-toe in specchio argento con fondo maculato per il video Stupid Hoe. La combinazione specchio argento e fondo maculato è piaciuta anche alla bellissima modella Heidi Klum che lo ha indossato per lo shooting della rivista inglese In Style in uscita a Marzo.
Questo modello senza tacco, che lo stilista ha voluto chiamare ‘Adele’, è piaciuto sia in Occidente che in Oriente. L’attrice cinese Joey Yung ha indossato la variante in cristalli swarovski in occasione dei Best Music Award Ceremony 2011 di Hong Kong e la cantante pop cinese Charlene Choi ha indossato l’open-toe in vernice nera in occasione dei Top Ten Chinese Gold Songs Awards, sempre a Hong Kong.
Fonte: BlogModa
























