Archive

Archive for the ‘Prom-Lux’ Category

MyCopter SkyRider, auto pronta per il decollo

December 6, 2011 Leave a comment

Chi non ricorda la scena dei veicoli volanti nel film di fantascienza “Il quinto elemento” di Luc Besson? Forse ci stiamo avvicinando, o per lo meno se ne studia la prospettiva, ad esempio con MyCopter il progetto europeo d’aviazione personale, che mira a porre fine agli ingorghi stradali. Il progetto di 4,3 milioni di Euro scaglionato su 4 anni, guidato da università e istituti di tecnologia europei (Liverpool, Lausanne, Zurigo, Karlsruhe), si propone di concepire dei veicoli volanti personali. Il controllo dello spazio aereo comincia sopra i 2.000 metri d’altezza, quindi lo spazio utilizzabile sotto è conseguente. “Ogni volta che sono bloccato nel traffico, penso che sia una cosa stupida, con tutto quello spazio libero sopra di me. Perché non usare la terza dimensione per il trasporto personale?” sostiene il Professor Heinrich Bülthoff, del Max Plank Institute di cibernetica biologica, che lavora al progetto. L’idea è di rendere il volo facile come guidare una macchina, illustrato qui nel concept SkyRider, che presenta un volante, dei pedali e un cruscotto da automobile! Il velivolo, elettrico, prevede per adesso, solamente un’autonomia di 20 km. A quando le autostrade dell’aria? A quando il pendolare volante?

Fonte: Futurix

Categories: Concept Tags: ,

Relais & Gourmet Maso Doss, vacanza tra i fitti boschi in Val Rendena

December 5, 2011 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

A metà strada fra Madonna di Campiglio e Pinzolo, il Relais & Gourmet Maso Doss si trova tra i fitti boschi di conifere del Parco Naturale Adamello Brenta, in Val Rendena. In estate e in inverno, le opportunità di una vacanza all’aria aperta non mancano mai. Dichiarate Patrimonio Naturale dell’Umanità dall’Unesco, le Dolomiti sono il teatro naturale dello sport vissuto a 360°, dallo sci alpino e nordico, alle numerose possibilità di escursioni, a piedi, in bici o a cavallo.
Il maso del Seicento, ristrutturato e mantenuto con amore, gusto e rispetto delle tradizioni trentine, si trova a Sant’Antonio di Mavignola, a 6 km da Madonna di Campiglio e da Pinzolo. Si tratta di un particolare hotel-relais di montagna, che offre un’esclusiva ospitalità, fatta di spazi e dettagli di raffinata semplicità e di attenzioni speciali per il singolo ospite, coccolato come in famiglia. Tutte le sere viene servito l’aperitivo davanti al camino acceso, seguito poi dalla cena nella suggestiva “stube”. Il relais si trova nel cuore del Parco Naturale Adamello Brenta, davanti alle imponenti pareti rocciose delle Dolomiti. Gli ospiti potranno effettuare in estate escursioni a piedi, nordic walking o mountain bike lungo i sentieri della Val Brenta e in inverno caspitrekking (racchette da neve), sci di fondo e sci alpinismo, ritrovando i ritmi e gli equilibri suggeriti dalla natura. Durante l’apertura dei rifugi (20/06–20/09), vengono organizzate con le guide alpine escursioni per scoprire paesaggi meravigliosi.
Un maso in tipico stile alpino ospita 6 confortevoli camere, arredate e rifinite in legno. L’atmosfera è sinceramente familiare, con gli accoglienti letti della nonna, i caldi piumini e le lenzuola ricamate a punto croce. Gli ambienti sono intimi, affascinanti, fatti di raffinata semplicità. Il tempo sembra davvero essersi fermato. Il maso è sicuramente la meta di soggiorno ideale per ogni coppia in cerca di momenti romantici e di relax.
I sapori sinceri di questo angolo incantevole fra le Dolomiti invitano alla scoperta di una cucina tipica e sincera. I piatti della tradizione trentina e i tanti spuntini vengono offerti in momenti di autentica convivialità, davanti al caminetto acceso. Aperitivi e stuzzichini sono arricchiti dalle freschissime verdure dell’orto, dai piccoli frutti e dai funghi dei boschi. Poi si va nella stube, per gustare i piatti della cucina nazionale e del territorio trentino.
Dopo una giornata sugli sci o sui sentieri del Trentino, niente di meglio di una rilassante sauna, a disposizione di tutti gli ospiti del relais.
Il Relais & Gourmet Maso Doss offre un contesto unico per il vostro matrimonio. Paesaggi naturali da togliere il fiato, all’ombra delle Dolomiti. Un ambiente unico, intimo e confortevole saprà coinvolgere e rendere indimenticabile l’evento. Lo staff di Maso Doss, con la collaborazione di esperte wedding planner, si occuperà di ogni attimo e di ogni particolare della cerimonia, del ricevimento e della luna di miele, tutti personalizzabili secondo le richieste della coppia. Per vivere un matrimonio da favola, in ambienti caldi e confortevoli, circondati da un panorama naturale di straordinario fascino.

Fonte: Dimore D’Epoca – Hotel di charme e dimore storiche

Cuervo y Sobrinos, Historiador cronografo oro in limited edition

December 5, 2011 Leave a comment

Se vi è un marchio a cui non mancano tradizione e storia da raccontare, questa è la Cuervo y Sobrinos. Anche nelle loro creazioni più innovative, la Casa Madre non perde mai di vista le sue origini e la sua complessa personalità, una miscela di latinità e tradizionale orologeria Svizzera. Con la nuova famiglia Historiador Crónografo, la Cuervo y Sobrinos riporta in vita uno dei modelli storici più emblematici della Casa. Ispirato da un design di cassa originale CyS degli anni ‘50, l’Historiador Cronógrafo è un orologio che si caratterizza sia per la linea classica atemporale, sia per il design molto ricercato, le cui tradizionali anse del quadrante gli donano uno stile unico.
Un cronografo estremamente classico ed elegante, atemporale, in grado di soddisfare un raffinato ed esigente pubblico in cerca di prodotti di lusso capaci di sopravvivere alle mode effimere. I “cronógrafos” Cuervo y Sobrinos hanno un sapore vintage sottolineato, che ritroviamo nelle dimensioni della cassa (40 mm per la versione acciaio e 41 mm per la versione oro) e nella grafica del quadrante in stile anni ’50, arricchita, nella versione in acciaio, dal vetro in zaffiro doppiamente bombato (all’epoca questi vetri acrilici erano fabbricati in hesalite).
Cronografo classico a due contatori con scala tachimetrica, quadrante opaline smaltato in color avorio. Movimento manuale vintage marca “Venus”, con contatore da 30 minuti, lancetta centrale e contatore piccoli secondi situati a ore 9.00. I movimenti di questo capolavoro sono stati completamente e minuziosamente restaurati, componente dopo componente, dai maestri orologieri del marchio.
Questo capolavoro è stato prodotto in edizione limitata di 50 pezzi.

Fonte: BlogModa

Categories: Lux-Man Tags:

Casadei, borchie argentate per le décolleté neo punk

December 5, 2011 2 comments

Quando ho letto “neo punk” tra le categorie presentate nel sito Casadei mi si sono illuminati gli occhi, perché speravo di trovare qualche scarpina aggressiva ma pur sempre femminile, simile ai modelli che al momento propone solo Louboutin, e così è stato: a colpirmi sono le decolletè, il modello più tradizionale in assoluto, con tacco a spillo e punta affilata non troppo scollata.
Le trovo irresistibili, mi piacciono molto le borchie così piatte, i vari modelli Louboutin (dalle Pigalle alle Lucifer Bow) hanno un impatto più fetish, ma a quanto so sono estremamente dolorose: gli sfregamenti tra un piede e un altro possono condurre la fortunata Cenerentola dal castello fatato al pronto soccorso nel giro di pochi minuti, e nessuno è disposto a spendere quasi $1000 per farsi medicare i piedi, non siete d’accordo? Scherzi a parte, questa versione italiana mi piace proprio perché rappresenta un approccio soft al pianeta fetish/hardcore che ormai è parte integrante del mondo della moda, non tutte possono camminare su un tacco 12 borchiato senza rischiare di essere scambiate per una dominatrice in pausa pranzo.

Fonte: Shoeplay

Categories: Lux-Woman Tags:

Louis Vuitton, nuova collezione animali in cuoio da Billie Achilleos

December 5, 2011 Leave a comment

In occasione del Natale, Louis Vuitton ha deciso di omaggiare ancora una volta i suoi clienti con una nuova collezione di animali a dir poco chic.
L’idea della maison è stata attuata per l’apertura di una nuova boutique monomarca a Sidney, in George Street.
Anche stavolta la casa si è rivolta all’intraprendente artista Billie Achilleos, così come in passato, che si è divertita a creare i nuovi animali in cuoio utilizzando borse e accessori firmati Louis Vuitton.
Tra i protagonisti della collezione c’è un canguro, un koala ed un coccodrillo, tutti simboli dell’Australia, visto che inizialmente la nuova collezione sarà disponibile solo lì.
Intanto ci teniamo a riproporre questo splendido video che mostra Billie Achelleos durante la creazione della sua prima collezione di animali Louis Vuitton.

Fonte: GoLook.it

Ferrari 458 Italia, auto di lusso del miliardario saudita Dhiaa Al-Essa

December 5, 2011 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Dopo aver parlato qualche giorno fa del primo esemplare di Lamborghini Aventador ottenuto dal figlio del miliardario saudita Dhiaa Al-Essa, eccoci parlare della sua nuova Ferrari 458 Italia personalizzata.
Come già accennato nell’articolo precedente, infatti, Dhiaa è noto a molti per la sua grande passione per le auto sportive di lusso e, ovviamente, per il suo immenso garage, in cui sono presenti fuoriserie di grande calibro, com Rolls Royce, Ferrari, Lamborghini, Porsche, Bugatti e altre ancora.
La prima caratteristica che differenzia questa Ferrari 458 Italia, è la sua verniciatura bicolore, che vede la carrozza nel classico giallo Ferrari ed il tetto in colore nero; altre modifiche sono state fatte anche negli interni, ma il fortunato Dhiaa non ha ancora permesso a nessuno di scattare delle foto per paura di essere copiato, visto che lui va matto per l’esclusività.

Fonte: GoLook.it

Categories: Behaviour, Veiculi Tags: ,

Virgin America, aereo di lusso in affitto

December 5, 2011 Leave a comment

La celebre compagnia aerea Virgin America sta offrendo un’interessante possibilità sul sito Giltcity.com, che permette di noleggiare un aereo della sua flotta per un viaggio di andata e ritorno a soli 50 mila euro.
L’areo per il noleggio è un Airbus A320, il quale sarebbe in grado di accogliere fino a 146 passeggeri, accolti nel massimo del comfort grazie anche ai pacchetti extra, offerti dalla compagnia a chi vorrà usufruire dell’offerta.
Per ciò che concerne il viaggio da fare, si potrà scegliere una delle tante linee coperte dalla compagnia, tranne il Messico.
Calcolando il costo a persona, il prezzo sarebbe davvero interessante, visto che si tratta di soli 410 euro per passeggero.
Questa offerta, secondo quanto rivelato dai vertici della compagnia, è mirata sia ai privati che vogliono affrontare grandi viaggi in comitiva, sia alle aziende che vorrebbero omaggiare i propri dipendenti con un viaggio premio, offrendogli un volo privato.

Fonte: GoLook.it

Categories: Lux-Visions Tags:

Duomo di Milano

December 5, 2011 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Il Duomo di Milano, monumento simbolo del capoluogo lombardo, è dedicato a Santa Maria Nascente ed è situato nell’omonima piazza nel centro della città. È una tra le più celebri e complesse costruzioni gotiche del mondo.
Poche chiese, in Italia, hanno avuto una costruzione così lenta e complessa come la ebbe il Duomo di Milano. Non solo, ma l’erezione dell’imponente monumento fu una impresa che interessò non solo la Lombardia, ma tutta l’Italia. Fu infatti attraverso essa che lo stile gotico fiorito d’Oltrealpe penetrò in Milano e influenzò l’Italia intera. La sua elaborazione fu assai lenta: essa comprese infatti un arco lunghissimo di ben cinque secoli, pur rimanendo tuttavia fedele ai principi dell’arte gotica. Sul luogo dove sorgeva la basilica di Santa Maria Maggiore, del IX secolo, si iniziò nel 1387 la costruzione del Duomo, dedicato a Santa Maria Nascente; costruzione voluta dall’arcivescovo Antonio da Saluzzo ed appoggiata non solo da Gian Galeazzo Visconti, all’epoca signore della città, ma da tutto il popolo milanese. In quell’anno era ingegnere Simone da Orsenigo, circondato da numerosi maestri campionesi. È fuori di dubbio, tuttavia, che l’intero progetto del Duomo fosse opera di una sola mente, sicuramente di un maestro oltramontano, perché, nonostante l’avvicendarsi di numerosi architetti alla fabbrica, il Duomo ha mantenuto un carattere straordinariamente coerente, e questo carattere è tipicamente d’Oltralpe. Tuttavia, questi schemi gotici, nelle menti degli architetti italiani, persero la loro caratteristica oltramontana e acquistarono quella più tipicamente nostrana. Intorno a Simone da Orsenigo, i nomi dei grandi maestri della pietra: Marco “de Frixono” da Campione, Matteo da Campione, e il più grande Giovannino de’ Grassi. Nel 1389 Simone da Orsenigo fu rimosso dall’incarico e fu fatto venire da Parigi Nicola di Bonaventura, che fornì il disegno dei finestroni absidali, aperti a traforo. Poi anch’egli, giunto a Milano il 7 maggio 1389, fu licenziato il 31 luglio 1390. Maestri italiani e stranieri si susseguirono, avvicendandosi, nella fabbrica del Duomo: i tedeschi Giovanni da Friburgo, Enrico Parler da Gmunden, Giovanni da Fernach, e gli italiani Bernardo da Venezia, Gabriele Stornaloco, piacentino, Marco da Carona, Giovannino de’ Grassi e Giacomo da Campione. Questi ultimi due rimasero legati stabilmente alla fabbrica dal 1392 e dettero al nascente Duomo la loro impronta decisiva, quello stile “gotico fiorito”, caratterizzato dall’esuberanza decorativa.
Alla morte del grande maestro, il parigino Jean Mignot criticò aspramente i lavori ma, trovando l’opposizione di Bernardo da Venezia e di Bertolino da Novara, fu ben presto licenziato: è da questo momento che la fabbrica del Duomo di Milano verrà diretta esclusivamente da maestri italiani. Nel 1400 era a capo dei lavori Filippino degli Ugoni: a lui si deve il disegno dei capitelli, delle volte, dei terrazzi. Si lavorava alacremente, nella fabbrica del Duomo, tanto che, nel 1418 veniva consacrato l’altare maggiore da papa Martino V. Con la salita al potere, alla metà del ‘400, di Francesco Sforza, le arti conobbero un nuovo indirizzo. L’architettura milanese del ‘400, e quindi anche quella del Duomo, fu “siglata” dalle tre generazioni dei Solari: Giovanni, il figlio Guinforte, e il figlio di questi, Pier Antonio. Il genero di Guinforte, il grande Giovanni Antonio Amadeo, fu il vincitore del concorso indetto nel 1490 per l’erezione del tiburio: nonostante il “nuovo corso” rinascimentale che aveva preso l’arte, L’Amadeo fu strenuo difensore dell’unità gotica dell’editicio e completò il tiburio nel 1500. Dieci anni più tardi sorgeva, gotica anch’essa, la prima delle quattro guglie contigue. Intanto, la grande fiammata del “gotico fiorito” andava lentamente spegnendosi, vinta dal nuovo senso plastico delle forme teorizzato da Filarete, da Luca Francelli, da Francesco di Giorgi e da Leonardo, chiamati da tutta Italia per dare nuovi consigli e nuovi pareri sulla fabbrica del Duomo. Dopo un più che breve intervento tedesco, un maestro di Strasburgo chiamato nel 1482 da Gian Galeazzo Sforza, fu messo a capo dei lavori Pellegrino Pellegrini, detto anche Tibaldi, architetto preferito dall’arcivescovo Carlo Borromeo. Il Pellegrini dette subito un vigoroso impulso alla costruzione, progettando i disegni per il pavimento e per gli stalli del coro. Nel 1572 San Carlo riconsacrò il Duomo. Nel1585, alla partenza dei Pellegrini per la Spagna, ottenne di succedergli Martino Bassi e quindi Lelio Buzzi, già autore del progetto della Biblioteca Ambrosiana. Sotto l’arcivescovado dell’altro grande Borromeo, Federico, fu Fabio Mangoni a soprintendere la fabbrica del Duomo, a cui poi seguirono il Richini e il Quadrio. Nel XVIII secolo non erano ancora terminati i lavori. La guglia maggiore fu eretta dal 1765 al 1769 e la facciata, secondo le valide proposte del Pellegrini, fu compiuta negli anni fra il 1805 e il 1813. I lavori continuarono per tutto l’Ottocento, completando l’erezione delle guglie e le torri scalari intorno al tiburio. Ma tutta questa complessa costruzione ebbe sempre bisogno di vaste opere di restauro: la prima nel 1935 e la seconda, ben più complessa e più dolorosa, dopo i bombardamenti aerei del 1943. Durante l’ultimo restauro, fu rinnovato il pavimento, furono sostituite quelle statue e quegli elementi decorativi che più avevano sofferto le ferite della guerra. Infine, l’8 dicembre 1966, fu inaugurato il nuovo sagrato.
L’interno
I cinquantadue pilastri dividono le cinque navate e sorreggono le volte simulanti un traforo gotico; queste vennero dipinte verso la metà del 1800 da Alberti e Alessandro Sanquirico.
Il pavimento, su disegno originale del Pellegrini, è un intreccio di marmi chiari e scuri con disegni intersecantisi infinite volte.
Nella prima navata a destra si trova il sarcofago dell’Arcivescovo Ariberto da Intimiano, l’inventore del Carroccio, sormontato dal Crocefisso in lamine di rame dorato che il vescovo donò al monastero di San Dionigi. Un piccolo marmo seicentesco riporta un’iscrizione che ricorda Seguono i sarcofagi degli arcivescovi Ottone Visconti e Giovanni Visconti, opera di un maestro campionese del primo XIV secolo su due colonne in marmo rosso di Verona, e di Marco Carelli, un mecenate che alla fine del XIV secolo donò trentacinquemila ducati alla Fabbrica del Duomo per accelerare i lavori di costruzione.
Alla sesta campata vi sono tre magnifici altari del Pellegrini, sul primo dei quali si trova un pregevole quadro di Federico Zuccari: la “Visita di Sant’Agata in Carcere da parte di San Pietro”.
Notevole nel transetto destro è il monumento a Gian Giacomo Medici detto il Medeghino, opera di Leone Leoni, la cui l’effigie campeggia nel centro, circondata da statue e bassorilievi. Interessante l’adiacente altare rinascimentale di marmo, decorato con statue di rame dorato. Di fronte al Mausoleo Medici vi è il “pezzo” più celebre di tutto il Duomo: il famosissimo “San Bartolomeo Scorticato”, opera di Marco D’Agrate, con la pelle gettata come una stola sulle spalle e sul corpo.
Il complesso del presbiterio, capolavoro del Tardo Rinascimento milanese, è formato dal coro con i suoi stalli lignei, dal “Tempietto” del Pellegrini, dai due pulpiti dai ciclopici telamoni rivestiti di rame e di bronzo e dai due giganteschi organi.
Il deambulatorio corre intorno al coro, e vi si ammirano i portali delle due sacrestie, alcuni affreschi (fra i quali la “Vergine dell’Aiuto”) e la statua di Papa Martino V, opera quattrocentesca di Jacopino da Tradate.
Nel transetto si trova il “Candelabro Trivulzio” che consta di due parti: un piede, tutto un intreccio di viticci, vegetali, animali fantastici, attribuito a Nicolas de Verdun (XIII secolo) e uno slanciato stelo a sette braccia, a volute e ricami della metà del 1500.
Dopo altri tre altari di Pellegrino Tibaldi nella navata sinistra si trovano l’edicola “Tarchetta” dell’Amadeo, il monumento Arcimboldi dell’Alessi, romaniche figure di Apostoli in marmo rosso e infine il classicheggiante Battistero del Pellegrini.
La prima campata è attraversata dalla lista di marmo e bronzo della meridiana. Nel mese di novembre, periodo dedicato a San Carlo Borromeo, vengono esposti i teleri (i cosiddetti “Quadroni”) della vita del Santo, dipinti da un gruppo di artisti tra cui spiccano Cerano e Giulio Cesare Procaccini. I finestroni della cattedrale sono chiusi da vetrate istoriate che nascono col Duomo e furono via via implementate sino ai giorni.
La facciata
La facciata è una sedimentazione di secoli di architettura e scultura italiana, che va dal Tardo Rinascimento del Pellegrini al Barocco di Francesco Maria Richino, allo pseudo-gotico napoleonico dell’Acquisti. L’impostazione tardo-rinascimentale è del Pellegrini, anche se nei dettagli si intravede il barocco nascente e la mano del Richino. Su questa base s’innesta il coronamento pseudo-gotico richiesto agli architetti del 1800 da Napoleone Bonaparte in persona. Spiccano particolarmente le grandi statue relative all’Antico Testamento di Luigi Acquisti.
Il portale e l’esterno
Il portale mediano è disegnato dal Richini, arricchito da sculture di G.B. Crespi e completato da porte di bronzo moderne. Una passeggiata intorno alla cattedrale permette di apprezzare l’infinito numero di sculture, di doccioni, di guglie, di archi rampanti. Sopra la selva di guglie si eleva quella del tiburio, su cui nel XVIII secolo è stata posata la Madonnina dorata, simbolo della città.
Uno sguardo particolare merita l’abside, la parte più antica, e più avanti la quattrocentesca guglia Carelli, la prima ad essere costruita.
Il Museo del Duomo ripercorre la storia dell’edificio e ospita alcune opere d’arte collegate allo storico edificio.
Alcune misure del Duomo:
• altezza della Madonnina dal suolo: 108,50 metri;
• altezza della Madonnina: 4,16 metri[1];
• altezza della facciata centrale: 56,50 metri;
• altezza della navata maggiore: 45 metri;
• lunghezza esterna: 158 metri;
• lunghezza interna: 148 metri;
• lunghezza della facciata principale: 67,90 metri;
• larghezza interna delle 5 navate: 57,60 metri;
• larghezza esterna: 93 metri;
• larghezza interna: 66 metri;
• colonne interne: 52;
• guglie: 135[2];
• altezza delle colonne interne: 24 metri;
• diametro della colonne interne: 3,40 metri.
La meridiana
In vicinanza dell’ingresso del Duomo una striscia di ottone incassata nel pavimento attraversa la navata, risalendo per tre metri sulla parete di sinistra (a nord). Sulla parete rivolta a sud, ad una altezza di quasi 24 metri dal pavimento, è praticato un foro attraverso il quale, al mezzogiorno solare, un raggio di luce si proietta sulla striscia del pavimento.
Ai lati della linea metallica sono installate delle lastre di marmo indicanti i segni zodiacali con le date di ingresso del sole.
Lo strumento fu realizzato nel 1786 e modificato nel 1827 in seguito al rifacimento del pavimento del Duomo.

Fonte: Duomo

Ferrari F430, auto di lusso tatuata di Philippe Pasqua

December 5, 2011 Leave a comment

This slideshow requires JavaScript.

Il lusso, molte volte, è anche esclusività ed è proprio per questo che il noto artista francese Philippe Pasqua ha deciso di tatuare questa Ferrari F430.
In poche parole, questo esemplare automobilistico, è stato prima interamente ricoperto da cuoio e poi tatuato in tutte le sue parti con dei particolari disegni che, per l’artista, vogliono rappresentare il connubio tra auto ed essere umano.
A differenziare quest’opera, oltre alla sua esclusività, è anche la qualità del lavoro effettuato, con cura maniacale nei dettagli e rifiniture perfette.
La Ferrari F430 tatuata di Philippe Pasqua è un unico esemplare che sarà in mostra a partire dal mese di gennaio a Parigi, presso la Galerie Laurent Strouk.

Fonte: GoLook.it

Hublot Big Bang Vendome Gold Tourbillon, tribute in limited edition

This slideshow requires JavaScript.

Dubbed “Tourbillon Vendome”, it was developed in tribute to the recent opening of the Hublot boutique in Place Vendôme. Hence two small columns can be seen on the dial side (two for 200 years), framing the tourbillon cage. Crafted from bronze, they are perfect replicas of the column in Place Vendôme, which celebrated its bicentenary (in lights thanks to Hublot) last December.
The flying tourbillon movement dubbed HUB6003 was entirely developed and manufactured within the Hublot manufacture. With 210 components, it boasts the special feature of a 5-day power reserve. This exceptional piece comes in two versions: a 5N red gold version, and a version made from microblasted black ceramic.
Lmited Edition to 10 pieces.
Movement – HUB6003 mechanical tourbillon with off-centre hour and minute. Indicators at 12 o’clock and seconds via the tourbillon. Cage at 6 o’clock. Bridges – Microblasted angled and polished with black galvanic treatment. Screws – Black PVD. Main plate – Microblasted with black galvanic treatment. Barrel – With reinforced spring. Escapement – Glucydur hairspring. Power reserve – 120 hours.
Case – Big Bang 44 mm in satin-finished. 18K red gold. Crystal in sapphire with anti-reflective treatment. Bezel lug in black Composite resin. Case-back in satin-finished 18K red gold with sapphire crystal. Interior anti-reflective treatment. Crown in 18K red gold with black rubber insert. Screws in Titanium. Water resistance 100 m or 10 ATM.
Dial and Hands – 18K red gold dial. Satin-finished and microblasted. 18K red gold hands with black luminescent.
Bezel – 18K red gold with vertical satin finish with 6 h-shaped titanium screws.
Strap and Clasp – Strap with black alligator skin top, and black rubber inner. Deployant buckle clasp in 18K red gold.
Source: HUBLOT

Fonte: Luxury & Fine TimepiecesFacebook

Categories: Lux-Man Tags: