Cartier, anello logo doppia C
I gioielli Cartier, ormai da anni, fanno parte degli accessori più desiderati dagli amanti della preziosità, ed è proprio per questo che la raffinata maison progetta con attenzione ogni sua minima creazione, rendendola unica ed inimitabile.
L’anello che ci troviamo davanti è una spiccata rappresentazione di tutto ciò.
Prodotto in diverse varianti, questo prezioso anello logo doppia C di Cartier, modello grande, porta sulla sua superficie uno dei simboli più riconoscibili e famosi della maison; come si può intuire dal nome, il “logo doppia C”.
La sua base, lavorata a mano da parte dei talentuosi artigiani di casa Cartier, è un unico blocco in oro rosa a 18 carati, perfettamente scolpito per essere presentato come un opera dal gusto sofisticato ed elegante.
La sua referenza è B4051200.
Per informazioni sul prezzo e sulla disponibilità, basta visitare il sito cartier.it
Fonte: GoLook.it
Ionian Princess, yacht di lusso dai cantieri navali Christensen-Palmer Johnson
Si distingue soprattutto per il suo ampio sfoggio di materiali pregiati, capaci di attirare anche gli armatori più esigenti.
Costruito nel 2006 dai prestigiosi cantieri navali Christensen-Palmer Johnson, questo elegante panfilo è attualmente in vendita al prezzo di circa 19 milioni di dollari, considerato basso rispetto al suo valore di mercato, superiore di oltre 6 milioni di dollari.
L’imponente yacht di lusso Ionian Princess, offre spazio a sufficienza per ben 12 ospiti, che possono soggiornare in 6 cabine arredate con la massima cura nei dettagli.
Il tutto, distribuito su una lunghezza totale di circa 46 metri, è stato concepito con la massima attenzione da prestigiosi architetti con esperienza decennale nel settore del lusso.
Per ora, Ionian Princess, ha già avuto molto successo nel mondo del charter.
Per altre informazioni basta visitare il sito superyachttimes.com
Fonte: GoLook.it
The Body Shop rouge, guance e labbra incantevoli
Adoro i prodotti jolly e ancor di più quelli con diverse funzioni, il rouge della body shop è uno di questi. Si tratta di una tinta che puo’ essere usate sia sulle labbra che sulle guance.
Si presenta come un nonmale gloss, con il classico applicatore a spugnetta; questo prodotto ha una pigmentazione molto alta! Usato come rossetto copre bene, usato come blush il risultato è molto bello, da alle gote un effetto sano. Questa tinta è disponibile in due colorazioni: una rosata ed una tendente al rosso, io ho scelto quest’ultima ogni confezione costa 11 euro e contiene 8 ml di prodotto. Io l’ho acquistata durante i saldi e l’ho pagata solo 6 euro! è un prodotto di cui non riesco a fare a meno: ogni volta che viaggio lo porto con me, essendo così pratico. Bisogna èprestare un po’ di attenzione nell’applicazione: è un prodotto molto liquido che si fissa in fretta; sopratutto quando lo si applica sulle gote bisogna sfumarlo con molta rapidità. Potete acquistarlo in tutte i negozi di “the body sho” e sul loro sito on line. mi piace molto questo brand, ho altri prodotti che vi recensirò in seguito…peccato però che nella mia città molti negozi di questa marca stiano chiudendo…
Fonte: Fiocchi di Cotone
ArtyA Snowflake Diamonds, strepitoso pezzo unico
ArtyA Snowflake Diamonds, un meraviglioso capolavoro orologiero della prestigiosa casa di alta orologeria Artya. I diamanti sono fissati con fili elettrici, letteralmente sospesi tra la cassa e l’esclusivo movimento rotore a quadri in un modo unico e completamente nuovo. I carati totali sono 2,15 ctg. L’impostazione sulla cassa è molto originale seguendo il modello di un fiocco di neve.
“Un diamante è un pezzo di carbone plasmato bene sotto pressione”, Henry Kissinger.
“Un fiocco di neve è un lavoro d’arte realizzato male sotto pressione”, Yvan Arpa.
Il movimento quadri-rotore a carica automatica realizzato é interamente in Svizzera, con una riserva di carica di 42 ore. La gioielleria si compone di 25 rubini. La cassa ha un diametro di 47 mm, realizzata completamente in acciaio con 450 diamanti bianchi di 2,15 cts. La parte retrostante é aperta in vetro zaffiro con il movimento quadri-rotore ben visibile. Il quadrante é lavorato artigianalmente con foglie d’oro, provvisto di vetro zaffiro montato sulla cupola. ArtyA Snowflake Diamonds é impermeabile all’acqua fino a 50 metri di profondità. Il bracciale é in pelle di rospo conciato mentre la fibbia é in acciaio trattato.
by Marius Creati
O-14 Tower, Reiser + Unemoto a Dubai
Lo studio newyorchese Reiser + Unemoto sta realizzando al O-14 Tower a Dubai.Questo grattacielo alto 22 piani sarà dedicato interamente ad uffici e negozi, il suo guscio esterno in cemento armato permette di realizzare piante completamente libere da pilastri, in maniera da garantire la massima libertà per quanto riguarda la distribuzione interna. La trama con cui è tratta la superficie esterna inoltre caratterizza l’edificio; le aperture di dimensioni variabili creano diversi punti di vista sull’esterno e regolano anche la luminosità degli ambienti interni.Il progetto è in fase di costruzione come si vede dalle foto, ma visti i tempi di costruzione del Dubai, non ci vorrà ancora molto perchè sia inaugurato, un altro grattacielo si aggiunge allo skyline dell’emirato.
Fonte: Linea Di Sezione
Choc Chic, Cow Print
Choc Chic realizza Cow Print, scarpe e borse di cioccolato bianco con una bordatura di verde pallido visibile anche selle etichette delle borse, provviste di originali macchie dipinte a mano con cioccolato fondente per colorare la nostra scarpa ironica…
by Emilio Di Iorio
Volubilis, antico splendore sul bordo dell’Oued Khoumane
Volubis è una antica città romana situata sul bordo dell’Oued Khoumane, fiume che attraversa la periferia di Meknès, non lontano dalla città santa di Moulay Idriss, dove riposano le spoglie del fondatore Idriss I°. Il nome Volubilis era probabilmente dovuto all’abbondanza di piantagioni e alla natura prorompente del luogo. Il nome berbero dela città è Walili che designa il fiore dell’oleandro rosa. L’antica città viveva sul commercio dell’olio di oliva e si possono vedere, al suo interno, numerosi torchi per la pressa delle olive. Il sito di Volubilis era abitato già dal Neolitico ma si sviluppo’ nell’epoca dei Mauritani, intorno al III° secolo A.C., ed era gestista da un Consiglio di Suffete, magistrati supremi come a Cartagine. Si installo sull’Oppidium, che formo’ i futuri quartieri del sud e del centro. Venne protetta da una cintura in terra cruda, con delle case dello stesso materiale al suo interno. Poco prima dell’invasione romana un Tumulus venne elevato all’angolo nord-est della cintura ed è certamente un monumento eretto alla memoria di un defunto. Nel 42 D.C. l’Impero romano annesse il reame della Mauritania Tingitane (di Tangeri) dopo l’assassinio del Re mauretano Tolomeo, figlio di Juba II°, voluto da Galigola. Volubis divenne allora la capitale regionale dell’amministrazione romana con lo statuto di Municipio. Un forum, quattro edifici termali pubblici e molte abitazioni vennero costruite. Un acquedotto apportava l’acqua delle sorgenti del Djebel (montagna) vicino sino a due fontane pubbliche, le terme e le abitazioni. Due pozzi e una cisterna completavano questo sistema. Le case si coprirono di tetti costruiti con tegole romane. Un tempio con i suoi luoghi di offerte e di sacrifici vennero costruiti sul Tumulus. Nel 168/169 la costruzione è limitata da una nuova cinta muraria con annesse 8 porte, ciascuna inquadrata da due torri. Molti edifici pubblici vennero ingranditi ed altri abbattuti. Le case riccamente decorate di mosaici si dotarono di bagni privati e numerose installazioni commerciali sono presenti ancora oggi. Un portico borda il “Decumanus Maximus” dalla Porta di Tangeri sino all’Arco di Trionfo dedicato a Caracalla, come ringraziamento per aver donato la cittadinanza romana agli abitanti liberi dell’Impero (editto di Caracalla nel 212). Questo favore garanti’ una grande prosperità per le grandi famiglie dell’epoca e fu anche un periodo di grandi progetti architettonici che segnarono l’apogeo della città. Verso il 285 i funzionari romani lasciarono la Regione per trasferirsi a Tangeri. Questo trasferimento si tradusse con dei cambiamenti di stili di vita e l’acquedotto non ricevette più un adeguata manutenzione e venne fermato; gli abitanti abbandonarono le parti alte per avvicinarsi al fiume.L’invasione dei Vandali, scesi dalla Spagna nel 429, segno’ la fine del periodo romano. Intorno al 600 gli abitanti si spostarono progressivamente verso ovest, all’interno di una cintura muraria ridotta.Le fortificazioni vennero prolungate ai margini del fiume Khoumane. Si costruirono le nuove case e le mura con blocchi di materiale prelevati dagli edifici di altri quartieri oramai in disuso. Nel 681 la conquista islamica si espanse in tutto il Maghreb e gli abassidi si installarono con una guarnigione a Volubilis. Nel 789, Idrisss I°, un discendente di Ali’ (genero di Maometto) si rifugio’ nella città per sfuggire alle persecuzioni abbasidi. Nel 818 Volubilis accolse gli Andalusi cacciati da Cordoba che si installarono ai bordi dell’Oued (fiume). La città romana servi’ per costruire nuove abitazioni e le guide locali raccontano che il sito non fu mai completamente abbandonato sino al sisma di Lisbona nel 1755. DI certo è dato a sapere che Volubilis era stabilmente occupata dai suoi abitanti sino al XII° secolo. La città torno’ parzialmente alla luce verso il 1915, sotto il protettorato, da un team di archeologi francesi e marocchini. Oggi sono 40 gli ettari di vestigia antiche che si estendono intorno a degli oliveti e a campi coltivati. Qualche monumento prestigioso é stato restaurato nel XX° secolo e la qualità della conservazione dei mosaici, con l’eccezionale stato di conservazione del sito, ha fatto si che l’UNESCO proclamasse Volubilis come Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Le vestigia più spettacolari sono i numerosi mosaici che ornano il suolo di ricche dimore e purtroppo la loro conservazione inizia a creare qualche problema: il sole e il vento in combinazione ai turisti che possono tranquillamente camminarci sopra gli ha resi vulnerabili e a rischio. Nel 1946 gli scavi permisero di ritrovare dei busti in bronzo di cui una figura di Catone di Ustica. Le zone riportate alla luce sono solo la metà di tutto il sito. Alcune case permettono di capire il piano di queste grandi dimore romane con il loro Atrium e l’Impluvium. Sono stati ritrovati anche numerosi stabilimenti termali: quattro terme di epoca romana e un Hammam. Vi consiglio di ammirare con attenzione la casa di Orfeo, la Basilica, il Forum, la Casa dell’Efebo e la casa di Venere, sono spettacolari. Le rovine romane di Volubilis distano 3 km dall’agglomerato urbano di Moulay Idriss e una ventina di Km da Meknès. Sono aperte tutti i giorni dell’anno, dall’alba al tramonto. Il prezzo di ingresso e di circa 2 euro ed è possibile trovare una guida parlante italiano. State attenti alle false guide, agli scrocconi e via dicendo…sono numerosi. Se pensate di visitarla in estate state attenti ai colpi di sole quindi premunitevi di cappello o ombrellino parasole, non troverete ombra da nessuna parte e privilegiate le ore più fresche. Al suo interno è presente un caffé/bar con toilettes.
Fonte: My Amazighen
Chrisler 300 SRT8, strepitosa auto sportiva
La nuova Chrisler 300 SRT8, versione sportiva della berlina 300, sarà presentata al prossimo salone di New York e commercializzata in America a partire dagli ultimi mesi del 2011.
Secondo quanto annunciato dalla casa, che non ha ancora rilasciato dati ufficiali, questa nuova vettura offrirà ai clienti il giusto compromesso tra lusso e sportività, grazie soprattutto alle stupende performance e all’ampio spazio offerto dall’abitacolo.
Le novità su questa nuova versione, distinguibile già dall’esterno grazie al nuovo Black Chrome Package, che comprende nuove griglie e alcuni particolari oscurati, saranno davvero tante.
Partendo dalla propulsione, infatti, la nuova 300 SRT8 sarà spinta da un V8 Hemi da 6,4 litri, capace di erogare la potenza massima di 465 cavalli. Lo scatto da 0 a 100 Km/h avverrà in meno di 5 secondi e la velocità massima sarà di oltre 175 miglia, ovvero circa 280 km/h.
La prestigiosa casa automobilistica americana, inoltre, ci ha tenuto a sottolineare che questa nuova versione avrà consumi ridotti del 25% rispetto alla precedente, questo anche grazie alle valvole parzializzatrici presenti nel nuovo impianto di scarico sportivo.
Molte le migliorie anche per quanto riguarda l’assetto, il quale, grazie a dei sofisticati controlli elettronici, riuscirà a gestire al meglio il bilanciamento dei pesi fornendo l’assetto più specifico per ogni tipo di situazione.
Fonte: GoLook.it
Microsoft, modelli 3-D col cellulare
In questo articolo viene presentato un progetto di Microsoft che si prefigge di dare a tutti la possibilità di realizzare immagini 3-D utilizzando semplicemente un’applicazione cellulare. Il funzionamento dovrebbe essere piuttosto semplice: si scattano varie foto del soggetto dalle vari punti di vista e l’applicazione sarà in grado di fare un mix delle immagini ed elaborare un modello tridimensionale completamente interattivo (potremo sostanzialmente ruotare l’immagine e vederla da tutti i punti di vista). Un’evoluzione del progetto PhotoSynth che invece simulava solamente l’effetto 3D. Coi moderni dispositivi touchscreen sarà quindi possibile muovere il dito per ruotare la visuale attorno all’immagine 3D elaborata.
Fonte: Noisymag
C’era una volta il design italiano
Dalla macchina da scrivere Valentina Olivetti di Sottsass, la radio Brionvega di Zanuso e Sapper, la lampada di Magistretti e la calcolatrice Olivetti di Bellini, al cellulare di Prada per LG, quello di Diane Von Fustenberg targato Samsung e il modello di Versace per Nokia, il televisore di Armani per Samsung, e ciliegina sulla torta, il decoder di SKY griffato da Fendi: il braccio lungo della moda sul design moribondo. Nell’ultimo esempio col logo Fendi riprodotto come nelle borse Louis Vuitton, si sfiora il ridicolo. Sono mere operazioni di marketing rese ancora possibili da una fetta di consumatori, che per pigrizia o incapacità di scegliere un prodotto per le sue reali qualità intrinseche, si nascondono dietro un’etichetta, una griffa, pensando così di omologarsi facendo parte di una qualche tribù. Consumatori che evidentemente non hanno preso ancora coscienza, della ribellione in atto contro il nostro mondo di etichette, descritto da Naomi Klein nel suo bestseller No Logo, che sottolinea giustamente che “La vita è fatta di sostanza, non solo di apparenza”. Complici anche le aziende che si prestano a queste alleanze di convenienza contro natura. Avete mai visto l’Apple, la Philips o la Dyson fare griffare i propri prodotti da stilisti di moda? Ma cosa c’entra la moda col design? La moda è effimera, il design è pensato per durare. “Non c’è come la moda per passare di moda” diceva Bruno Munari, e per Orson Welles “La moda è talmente brutta che bisogna rifarla ogni anno”. Gli stilisti di moda applicano il principio dello styling, ovvero di “vestire” un prodotto, appiccicando nel peggiore dei casi una decorazione, e soprattutto la loro griffa l’intervento è superficiale. Il design invece è progettazione e innovazione, non disegno, decorazione o maquillage. Il design è strutturale, e procede dall’interno del prodotto verso l’esterno, tenendo conto dalla funzionalità, dalla semplicità d’uso, dall’ergonomia, senza dimenticare la sostenibilità e il riciclo, ovvero appunto, la sostanza contro l’apparenza. “Le soluzioni basilari e essenziali non passano mai di moda; il resto è styling» diceva Bruno Munari.
Il patrimonio culturale del design italiano riconosciuto in tutto il mondo, per la sua creatività e inventiva si sta dilapidando. Da Milano capitale del design a Milano Città della moda! Ma perché il mondo del design non reagisce? E’ un chiaro segnale di fine regno: le mostre di design sono per lo più retrospettive, rivolte al passato, per non parlare dei musei, perché purtroppo il presente non c’è più! Non parlo del settore dell’arredamento, in cui il design s’identifica troppo spesso a torto, ma della produzione industriale a 360°. Viviamo in un’epoca di gran confusione. Purtroppo c’è molta imprecisione nella terminologia e nei concetti riguardo al design, da parte anche della stampa e dei media, che incoronano gli addetti dell’apparenza.
Dov’è finito il design italiano? E’ diventato un optional, non solo per la mancanza di rigore dei designer, ma per la latitanza delle piccole e medie imprese italiane. In tempo di crisi economica il design è visto solo come un costo, anziché un investimento, e non fa più parte della strategia aziendale. Non c’è più la voglia di rischiare e di innovare. Il sociologo Francesco Alberoni in un suo editoriale per il Corriere della Sera, diceva che non può esserci industria se muore il gusto della lotta. “In Italia abbiamo bisogno d’imprenditori” spiegava Alberoni “non di affaristi, di finanzieri, di manager che cercano un profitto a breve, ma di veri imprenditori che amano il prodotto e lo perfezionano”.
Fonte: Futurix






















