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Posts Tagged ‘Alexander McQueen’

Alexander McQueen, suede ankle boots da guardare…

Se questi stivaletti non vi fanno venire voglia di gridare “guardatemiiii”, non sappiamo cosa possa farlo! Ovviamente ci vuole una certa personalità per affrontare questa scarpa, che pretende un look ed una situazione adatti. Chi può permettersi di spendere un migliaio di euro per averli, non può fare a meno di abbinarli ad un jeans attillato e ad una giacca (magari con alamari) che sarà uno dei must del prossimo autunno.

Fonte: BlogModa

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The Franklin Mint, wedding doll per Kate Middleton in abito nuziale di Alexander McQueen

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C’era una volta una ragazza che sognava di sposare un principe. Il suo sogno è diventato realtà il 29 aprile quando Kate Middleton ha spostato il Principe William del Galles, diventando così Lady Catherine Duchessa di Cambridge. The Franklin Mint celebra a tempo di record l’evento con la bambola da collezione Kate Middleton Royal Wedding Portait Doll. La bambola sfoggia non solo un’accurata replica dell’abito disegnato da Sarah Burton per Alexander McQueen, ma anche del bouquet e del diadema prestato dalla Regina Elisabetta a Kate in occasione del Royal Wedding. La bambola può essere acquistata sul sito di The Franklin Mint al prezzo regale di 295 dollari. È possibile comprare anche la bambola di Kate Middleton con l’outfit sfoggiato durante il fidanzamento reale.

Fonte: Toys Blog

Alexander McQueen, sciarpa in seta multi-teschio in esclusiva

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Per celebrare la retrospettiva Alexander McQueen: Savage Beauty esposta preso Il Metropolitan Museum’s Costume Institute di new York e dedicata alla memoria del famoso stilista scomparso poco più di un anno fa, il marchio ha realizzato in esclusiva una sciarpa di chiffon in seta interamente stampata con teschi stagionali provenienti dalle collezioni precedenti. Il corrispettivo é di $495,00.

by Marius Creati

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Must Have di primavera

Credo di poter affermare serenamente che la primavera è arrivata in tutta Italia, era anche ora; adoro questa stagione, fa caldo ma non troppo, viene voglia di indossare colori tenui e romantici, il nero e il grigio se ne vanno in letargo, la pelle si abbronza (non la mia), il buonumore non è più merce rara, insomma, siamo tutti più rilassati. Quali saranno i must have irrinunciabili di questa stagione? Non lo so, io posso dirvi i miei, magari vi serviranno da ispirazione; non dimenticatevi di scrivere i vostri nei commenti, per ispirare anche me!

1) Smalti, smalti, smalti: se in inverno avete fatto incetta di colori folli in nome della bella stagione che prima o poi sarebbe arrivata, preparatevi a sfoderarli, uno dopo l’altro. Al momento sto indossando il Nirvana di Dior, un verde acqua bellissimo con sopra… leggete il punto 2!

2) Il top coat “Rock Coat” di Dior, si tratta di un’edizione limitata, a dir poco geniale; oltre a lucidare lo smalto e a farlo durare di più serve a scurire la tonalità della vernice, quindi al momento il Nirvana che ho sulle unghie è un verde profondo bellissimo, prossimamente ve lo mostrerò. Non si può quindi sopravvivere alla primavera senza un top coat particolare, che sia glitter, effetto mat, o rock poco importa, ricordatevi sempre dell’esistenza del brand Essence

3) Un paio di ballerine leggere, nella forma e nei colori; se è possibile, almeno nel tempo libero, dite addio al nero, è chic, ma è rischioso: crea dipendenza, e l’ultima cosa che voglio è essere monotona a primavera! Ne ho acquistato un paio giorni fa, in pizzo e vernice rosa antico, deliziose, vi presenterò anche loro a breve.

4) Un trench, di qualsiasi colore, tessuto e lunghezza: ne ho due, uno nero (per la sera, giuro) e uno rosa antico, da abbinare alle mise monotone che prima o poi tenteranno di stroncare il mio mood primaverile.

5) Qualche libro leggero ma non frivolo; al momento sto leggendo “L’abito fa il monaco?” di Alberta Marzotto, piacevole ma ben scritto e pieno di aneddoti e spunti.

6) Un paio di skinny jeans chiari, da arrotolare all’altezza della caviglia, per lasciarla scoperta e mettere in evidenza le scarpe, ossia…

7) …un bel paio di peep toe; per i sandali è presto,quindi via libera alle scarpe spuntate, è la loro stagione; meglio se colorate, come questo modello, datato ma amatissimo, di Alexander McQueen.

Un nuovo profumo, più leggero di quello che ci ha accompagnate durante l’inverno; ho la fortuna di poter provare praticamente tutte le fragranze più note, quindi cambio a seconda dell’umore del giorno, oggi mi sento Chance Eau Tendre di Chanel, per esempio!
Cosa non deve mancare nella vostra primavera?

Fonte: Shoeplay

Onore a Alexander McQueen nel prossimo Special Tribute Award

La nota attrice statunitense Sarah Jessica Parker è stata scelta per presentare il CFDA, consiglio di amministrazione dello Special Tribute Award, per commemorare l’oprato di Alexander McQueen nell’evento di quest’anno che si terrà il prossimo 7 giugno 2010. Sarah Jessica Parker frequentò il Costume Institute Gala come partner dello stilista nel 2003 – corrispondenti tartan sportivi.

“Egli era talentoso ben oltre i suoi anni e la serietà e il talento ineguagliabile che esibiva con il suo lavoro è stato generosamente mostrato anno dopo anno, collezione dopo collezione”, sostenne la giovane attrice subito dopo la morte del designer avvenuta lo scorso febbraio. “Ogni singolo ispirato, originale, alto, stravagante, stupefacente, brillante e sbalorditive dettaglio era Alexander McQueen”.

L’attrice dividerà il palco con Caroline Kennedy, giornalista WWD, che assegnerà il Eleanor Lambert Award a Tonne Goodman, fashion director US Vogue.

by Marius Creati

 

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Alexander McQueen, genio di una generazione

Imminente la prima edizione commemorativa dedicata al famoso stilista Alexander McQueen, dedicata al suo genio creativo che ha saputo dare un nuovo tocco originale alla moda con le sue uscite in passerella sempre più bizzarre ed eclettiche. “Alexander McQueen, il genio di una generazione”, il cui lancio é confermato per il prossimo 7 maggio 2010, é un libro che racchiude in 128 pagine alcuni tratti salienti del suo originale operato artistico, intriso di raffinatezza, stimoli aggressivi e cruda denuncia nel tentativo di elargire una nuova impronta di stile mediante un personale graffio epocale, sinonimo di grandezza infinita.

“Alexander McQueen, genius of a generation” è un pensiero dedicato all’opera del noto designer recentemente scomparso contenente più di 120 immagini rappresentanti l’immensa inventiva prodigata nelle sue presentazioni stagionali instancabili, un petit cadeau da conservare nel proprio cassetto ricordando l’emblema di una creatività impari.

by Marius Creati

 

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Samsonite Y3 Yamamoto autunno/inverno 2009/2010

Continuano le stravaganti collaborazioni di Samsonite con le celeberrime case di moda internazionali. Dopo aver prodotto modelli esemplari attraverso il segno inconfondibile di Alexander McQueen e Victor & Rolf, arriva il momento di Y3 di Yohji Yamamoto, il quale, con il genio creativo, ha saputamente contributo a offrire una nuova impronta allo stile della summenzionata griffe, già notevolmente rinnovata dalle precedenti collaborazioni.

Questi i modelli della collezione autunno inverno 2009/10:

by Marius Creati

Chivas Regal, whisky magnum invecchiato vestito Alexander McQueen

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Il famoso stilista Alexander McQueen ha disegnato una meravigliosa bottiglia completamente rivestita in pelle royal blue con indosso un tappo cappuccio smaltato nei colori brillanti dell’oro, del rosso e del blu, simbolicamente evocanti un antico stendardo emblematico, ispirandosi alle forme consuete della famosissima linea di Chivas Regal, whisky magnum invecchiato 18 anni in versione oro Scotch, presentata in edizione limitata in soli duecento esemplari disponibili esclusivamente presso Selfridges al costo di £300.

Sostiene Alexander McQueen: “Questo é un pezzo d’arte che riflette i veri valori del lusso e della maestria e di cosa é praticamente l’haute couture. Puoi riconoscere il mio tocco dal vestito e dai colori della Union Jack che ho usato per il tappo. Ho creato un raro oggetto da collezione che gli appassionati del mondo del design vorranno avere a tutti i costi.

by Marius Creati

 

Alexander McQueen, biografia di una celebrità infelice

February 16, 2010 Leave a comment

Alexander McQueen nasce il 17 marzo 1969 a Londra, anagraficamente registrato come Lee McQueen, in una modesta famiglia inglese, sesto e ultimo figlio di un tassista del quartiere popolare dell’East London. Dopo aver abbandonato i suoi studi scolastici all’età di 16 anni entra nel mondo del lavoro dapprima collaborando attivamente nell’esclusivo atelier di Anderson & Shepperd di Saville Row, un ambiente favorevole per la sua formazione professionale dove scopre i piccoli segreti dell’alta sartoria maschile, per poi confluire nella sartoria di Gieves & Hawks e successivamente nello studio teatrale di Angels & Bermans, nel quale si immerge nella vera sartoria femminile imparando i sei tagli principali di un modello del XVI secolo e vari segreti del mestiere. I suoi 20 anni acclamano al successo, prima collaborando con il designer Koji Tatsuno e in seguito nel 1990, trasferendosi a Milano, per collaborare nell’ufficio stile del famoso stilista italiano Romeo Gigli.

Nel 1992 Alexander McQueen torna nuovamente nella sua amata città con il desiderio di migliorare le sue conoscenze stilistiche, nonché di accrescere le sue esperienze sartoriali, proponendosi come tutor per il taglio nel rinomato istituto di design Central Saint Martins College of Art and Design. Considerando il suo portfolio gremito di esperienze proficue per il suo successo professionale, gli viene proposto di iscriversi al master di studi della durata di quattordici mesi per raggiungere un diploma finale attestante la sua professionalità concertata, titolo concernente una collezione lancio di presentazione, allestita alla presenza della talent scout, stylist e consulente di moda Isabella Blow, futura musa ispiratrice e punto focale della sua creatività, che ne acquista l’intera uscita segnando così l’inizio della sua strabiliante carriera, consolidata ulteriormente da un rapporto di ammirevole amicizia maturata e consolidata fino alla sua fine, deceduta per morte suicida circa tre anni fa. Alexander McQueen, fortemente affranto dalla terribile mancanza, di recente decide di dedicare una collezione esclusiva alla sua cara amica deceduta citando un breve epitaffio commemorativo: “Non vi sarà un’altra Isabella, mai più. Era più di una sorella. La nostra intesa veniva alimentata da una malinconia a volte connessa alla superficialità del nostro ambiente. Lei aveva la pelle fragile, io invece ho la pelle dura”.

Nel 1996 entra nella maison di Givenchy al posto di John Galliano, chiamato alla guida della direzione artistica del noto marchio dal proprietario del gruppo Lvmh, Bernard Arnault, una collaborazione che si protrarrà fino al 2001,  conclusa con la sua recessione dal contratto, e un periodo di grande incertezza creativa poiché dibattuto da una visione troppo conservatrice della haute couture francese, accentuata dai tratti caustrofobicamente troppo cinematografici dell’entourage parigino, nel quale non riesce a stabilire un reale contatto sinergico, e di conseguenza ne trae una spinta negativa alla sua grande inventiva. Durante questo periodo egli consolida il suo progetto concernente lo sviluppo del suo marchio originario allestendo un ufficio stile a Londra, di cui già nel 2000 il gruppo Gucci detiene il 51% e dal quale riceve la nomina di direttore creativo con la possibilità vincente di poter lavorare finalmente nella sua amata città insieme ai suoi cari amici e compagni di studi, tra i quali il designer cappellaio Philip Treasy e la sua adorabile amica Isabella Blow, un lancio fenomenale che contribuisce all’espansione delle sue linee di abbigliamento, proposte con il tempo in 39 paesi, e alla nascita di boutiques flagship nelle città di New York, Londra e Milano.

Nel 2005 sigla un contratto con il gruppo Puma vertente il lancio della linea calzature PUMA – Alexander McQueen, recentemente estesa all’abbigliamento sportivo e casual chic; seguono inoltre collaborazioni esclusive con la Siv Spa, nel 2006, concernente il lancio della linea McQ – Alexander McQueen, incentrata sulla linea jeans ispirata alle creazioni eccentriche del prét a porter, e con il gruppo Samsonite, nel 2007, proponente la presentazione di accessori di valigeria e pelletteria tipicamente space-wear.

Tutto sommato, chi era Alexander McQueen? Una celebrità, un uomo, un artista… Acclamato dai media come l’hooligans della moda per le sue creazioni innovative, a volte avveniristiche, intrise di un sottile savoir faire onirico permeato di ironico simbolismo, eleganza estrema e maestosa bellezza. Le sue performances rappresentano il mondo in continuo mutamento, la realtà che si evolve costantemente, dietro i grandi artefici della moda internazionale, annoverato tra i più grandi nomi dello stile. “Sì, sono aggressive, parlano di disastri, guerre, morte, rovine. Sono esattamente come i tempi che viviamo. Possono anche essere romantiche, come i tempi che non riusciamo più a vivere. Ma sempre e ogni volta per le mie presentazioni è come se dovessi uscire da un buco nero per mostrare il lato positivo. Provengo dalla classe operaia, ora sono circondato dal benessere. Le classi sono meno divise, o forse, invece, sono drammaticamente separate. Bisogna fare attenzione a non perdere il senso della realtà e a tenere i piedi ben saldi a terra. In India ho visto un’armonia, un rispetto e perfino una capacità di felicità fra i poveri che non avrei creduto potesse esistere”, dichiara in una sua intervista. Rabbia, ribellione, anarchia concettuale come manifestazione di uno stile contemporaneo estemporaneo additante il decadentismo e l’integrazione; un sobillatore intellettuale alla ribalta, un sognatore ribelle conteso tra la libertà di pensiero, espressa dalla sua mise stravagante e agguerrita, e l’emancipazione sessuale, messa in risalto dalle crude accentuazioni di scena solitamente edulcorate da riverberi prettamente neo-romantici e di carattere favolistico. Innamorato della vita, quella creata senza inibizioni e falsi preconcetti, un uomo puro – come lo definisce Franca Soncini, talent scout e stratega delle pubbliche relazioni – incontaminato dall’ipocrisia e sicuramente un ragazzo istintivo nella sua vivida riservatezza, amorevole e spiazzante, libero ed integro nella sua spontaneità.

A testimonianza della sua teatralità dirompente, nel 1999 sceglie l’atleta Aimee Mullins, recisa delle sue gambe sostituite da protesi di legno, tra le modelle preferite per la sua sfilata londinese. Definito il “ragazzaccio” della new generation per l’euforia trasgrediva delle sue silhouettes spesso permeate da un stile gotico in un gusto tipicamente eclettico, mesciute in live-shows additati tra il macabro e il misterico, quali inibizioni di una sensibilità indagatrice, probabilmente inquisitoria e sicuramente incontaminata dagli stereotipi, diventa una figura stimolante apprezzata da molti artisti di fama internazionale, come Björk, Lady Gaga e Rihanna, e personaggi di spicco del mondo dell’immagine e della cultura.

Ma chi era realmente Alexander McQueen? Una celebrità nascosta nell’ombra delle sue inquietudini, un uomo innamorato della sua vita nonostante la sua unicità, un artista brillante capace di sorprendere l’interro star system scioccando il mondo intero con le sue sfilate incredibilmente inquietanti, un genio creativo, definito da molti esperti del settore. Io amerei definirlo un giovane di talento, come tanti altri della sua specie, un omosessuale e non per questo una persona meno intraprendente e laboriosa, un essere umano capace di realizzare cose incredibili nella piena semplicità come pochi riescono a definire in un’esistenza.

Per il suo talento creativo egli è premiato ben quattro volte, tra il 1996 e il 2003, al British Designer of the Year Award e nel 2003 riceve il premio di International Designer of the Year dal Council of Fashion Designers of America, anno nel quale viene insignito dell’onorificenza di Commander of the Order of the British Empire (CBE) dalla regina Elisabetta d’Inghilterra.

Ciononostante la vita di Alexander McQueen viene frastornata da una terribile forma di depressione che coinvolge il suo habitat interiore, compromettente la sua emotività interlocutrice e la sua sensibilità stravolta da una serie di eventi infausti che lo recidono nel suo profondo trascinando il suo animo in un vicolo cieco dal quale non troverà mai uno sbocco da cui riemergere. Il giovane talentoso dalla pelle dura inizia il suo silenzioso sciabordio verso quella morte spesso ritratta negli scenari ludici delle sue sfilate, ermetico ed incompreso infrange contro una nuda realtà che sembra divenire più greve, istintivamente isolata malgrado il fervido entourage di contorno. Dapprima la perdita della sua migliore amica Isabella Blow, in seguito la fine del suo rapporto sentimentale con l’ex-marito George Forsyth, infine la tragica ed improvvisa morte della madre Joyce McQueen; una perdita costante dopo l’altra sgretola lentamente quella solida impalcatura finora salda e tenace, un pezzo alla volta egli avverte la manchevolezza di quel sontuoso benessere di cui si circonda, intriso di sofferenza per quell’amore divenuto fioco dentro di lui poiché disperso poco per volta in un mondo frenetico. Perdere l’amore conduce alla melanconia, all’isolamento, alla solitudine, alla segregazione, alla tragica dipartita. Alexander McQueen muore suicida l’11 febbraio 2010 nella sua casa di Green Street a Londra, prossimo all’età di 41 anni, in preda ad uno sconforto che lo spinge all’impiccamento, l’epilogo di una tragica agonia vissuta nel silenzio di una vita spezzata dalle digressioni della felicità.

Riposa in pace, caro Alexander…

a cura di Marius Creati

 

L’explicit di Alexander McQueen

February 12, 2010 Leave a comment

La scomparsa improvvisa del famoso stilista inglese Alexander McQueen ha provocato enorme sgomento e profonda perplessità nei cuori di moltissime persone devote al suo geniale talento artistico riverberante i penetranti cambiamenti dello stile irradiati dai mutamenti ciclici della società. Il corpo privo di vita rinvenuto nella mattinata di ieri nella sua lussuosa dimora di Green Street, nel quartiere elegante del West End di Londra, lascia intensamente amareggiati i londinesi, estremamente orgogliosi del talentoso emblema vivente rappresentato dalla sua figura artistica, e il mondo intero, meravigliosamente affascinato dalla sua velata presenza imponente, spesso dissociata in una timidezza celata da un’avventata semplicità, dissimulata dalla fervida ricercatezza delle sue creazioni eccentriche e trasgressive. Secondo le fonti rilasciate dal tabloid The Sun, sembra che l’arrivo dell’autoambulanza con i servizi di soccorso, giunti in casa del noto designer  verso le dieci, non siano stati di grande aiuto dato che egli era già morto. Si suppone che il celebre creatore di moda si sia suicidato mediante impiccagione, un auto-esecuzione capitale confermata dalla polizia britannica che ha dichiarato la sua morte come non sospetta, anche se per il responso dell’autopsia della salma si dovrà attendere alcune settimane, in quanto l’Ufficio del Coroner incaricato dalla Procura di Londra desidera studiare attentamente il caso. Dopo i primi accertamenti e le amare confessioni dei familiari e delle persone più vicine alla celebrità appena scomparsa, nonché dai messaggi riportati dal medesimo nel suo profilo personale all’interno del social network Twitter, ora chiuso in commemorazione per la sua dipartita, si evince un profilo psicologico tremolante causato da un crescente stato depressivo, quasi sicuramente accentuato dall’improvvisa scomparsa della madre Joyce, deceduta soltanto dieci giorni fa, e per la quale il giovane quarantenne Alexander McQueen nutriva una profonda devozione, spinta dall’affetto irrefrenabile di un figlio verso la madre, sentita come reale fonte di ispirazione. Già provato profondamente dalla morte suicida di circa tre anni fa della sua casa amica e mentore Isabella Blow, nonostante i clamori di una vita enfatizzata dall’enorme successo, in questi giorni la depressione si sarebbe acutizzata esasperando il suo stato d’animo fino alla quasi totale devastazione interiore, probabilmente altresì causa determinante sfociata nel gesto di rabbia dirompente manifestato contro se stesso e provocante il suo istantaneo decesso.

L’autoambulanza privata ha lasciato il luogo dell’abitazione con il cadavere alle quattro del pomeriggio. La famiglia distrutta da questo tragico evento disarmante ha chiesto il silenzio stampa per il caro parente prematuramente scomparso in circostanze terribilmente dolorose. Nella giornata di oggi lo store McQueen dislocato nel centro della metropoli è rimasto chiuso, adornato di candide rose e gigli sontuosi in memoria del defunto designer.

Cito una frase scritta di suo pugno lo scorso primo febbraio: “Dal paradiso all’inferno e tornando nuovamente indietro la vita è una cosa divertente. La bellezza può venire dai luoghi più disparati e persino dai posti più disgustosi”.

a cura di Marius Creati

 

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