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Caftan 2012, grande spettacolo nel Palazzo dei Congressi di Marrakech

May 11, 2012 Leave a comment

Il grande spettacolo di Caftan 2012, comme d’habitude, si svolgerà a Marrakech, nel Palazzo dei Congressi il 12 maggio, rivelando ancora una volta molti talenti e festeggiando la creatività e il gusto marocchino. Quattordici stilisti, due giovani talenti, alla ricerca dei “Tesori di Ibn Battuta”, grande viaggiatore dell’Islam, che sarà il tema di questa edizione; un tema che presenta la riscoperta e la ricchezza che puo’ offrire il viaggio. La carovana di Caftan segue il suo viaggio e ci farà viaggiare verso una nuova avventura, nuovi incontri e nuovi orizzonti. Gli stilisti si sono ispirati a questi tesori dando libero sfogo alla loro immaginazione percorrendo sentieri lontani dove il glamour contemporaneo incontrerà la storia. Per l’edizione 2012 la maggioranza degli stilisti presente sarà marocchina così come le modelle che calcheranno le passerelle dello show.  Anche per quest’anno la solidarietà giocherà un ruolo chiave con una convenzione firmata dal mensile Femmes du Maroc e le associazioni “Solo per  loro” per l’educazione e “Le buone Opere del cuore”, per la salute. Caftan 2012 sarà l’occasione di valorizzare le due associazioni, di farle conoscere al grande pubblico e aiutarle nella loro lotta quotidiana. Caftan, l’avvenimento faro dell’Haute Couture marocchina e del mondo arabo, sarà coreografato da Jais Zinoun, rivisiterà materiali e raffinerà gli ornamenti tipici del caftano parlando con grazia del corpo femminile attraverso le diverse culture. In sedici anni di esistenza, Caftan  è diventato  un punto di riferimento chiave per le tendenze fashion nel  mondo arabo e non solo.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Riad Golfame, prove di eclettismo, incanto dei luoghi a Marrakech

May 8, 2012 Leave a comment

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A due passi dal Museo di Marrakech e dalla Medersa Ben Youssef, nel quartiere di Assouel, uno dei più antichi della Medina, il Riad Golfame apre le sue porte ai viaggiatori del mondo. I proprietari italiani hanno investito tutto il loro talento al servizio di questo piccolo gioiello, creando un oasi di pace dai colori epurati, che contrastano fortemente con l’abbondanza dei colori accesi e vivi che sovrastano i souks. Come in tutte le dimore importanti, le influenze orientali di Asia, India e del Maghreb si rivelano nei differenti aspetti dei luoghi, apportando uno spirito zen rilassante senza snaturare il lato contemporaneo dell’insieme. Sontuosamente arredato, il vasto salone è la zona living per eccellenza, dotato di sette porte finestre che porgono il loro sguardo verso i due patios del Riad. Il primo si sviluppa attorno ad una piscina a sfioro, dotata di due corridoi d’acqua che convergono al suo centro, rifinita in zellij e tadelakt locale. Un grande divano capitonnè in pelle bianca, appoggiato ad una parete di specchi art decò, permette di rilassarsi ammirando il cielo e grandi alberi di cocco e papiri, mentre alla sera sul muro prospicente, scorrono immagini di film d’autore.
Il secondo patio possiede una piccola fontana centrale e un vecchio albero di aranci che esce dalla terra, circondato da un pavimento in cemento grigio lucidato. Qui si servono le prime colazioni del risveglio, servite sotto il Bhou (alcova) scolpito nel legno d’olivo e arredato con sedie impagliate locali e tavoli bassi di produzione artigianale. Ai lati del Bhou due tronchi fossili sono posati come due sculture, a ricordare un passato lontano che rivive tra le pieghe di mura medioevali, dando vita ad un effetto di tendenza e minimalista tout court. Tutte le camere sono diversificate, nei colori, nelle scelte degli arredi e dei tessuti. Cinque camere per diversi stili di vita. Tessuti pregiati provenienti da tutto il mondo incrociano oggetti che trasportano in luoghi lontani; cassapanche cinesi, sedie di bamboo laccate indonesiane, portali in legno antico dell’Alto Atlas che si trasformano in testiere per il letto, e ancora quadri dalla Turchia e vasi giapponesi che ripercorrono vie della seta immaginarie e immaginifiche. Nulla è lasciato al caso; la cura dei particolari è maniacale, attenta e originale. Materie nobili fanno da cornice all’arredamento: zellij di Fès a spacco, tadelakt nella più pura tradizione marocchina,  legno di cedro per gli intricati moucharabi dellle finestre e dei bow-window, rubinetterie in ottone fabbricate dai maestri artigiani della medina, soffitti in gesso.
Un Hammam rivestito in prezioso marmo nero, è a disposizione degli ospiti per una remise en forme completa, avvolti da una atmosfera di pace e serenità che l’insieme del Riad lascia trasparire dai suoi spazi. Quando scende la sera, decine di lampade creano effetti magici regalando splendore allo stupore: lampade cesellate a mano in ottone o in ferro acidato che inseguono con i loro riflessi le fiamme delle candele accese ovunque, per ricreare sfarzi orientali, cieli stellati nel deserto e melanconie arabe. Il Riad Golfame vive nello spirito antico della medina, circondato da piccoli derb che costituiscono l’agglomerato urbano di questa realtà, fragile e rara, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Scorci di vita semplice e fiera attraversano questi vicoli slabbrati dal tempo, queste pietre corrose dai passi; lamenti maghrebini in preghiera solcano l’aria nei pomeriggi africani invasi dal sole, ricordandoci sin dove lo spirito può approdare e la speranza credere. Benvenuti al Riad Golfame, art de vivre allo stato puro, eclettismo di ricerca e savoir faire Made in Italy.
OFFICIAL WEBSITE : http://www.riadgolfame.com

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Medina, anarchia e sogno a Marrakech

May 4, 2012 Leave a comment

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Vi voglio parlare di questa splendida realtà che si chiama Medina: la medina (città in arabo) è un agglomerato caotico e apparentemente senza logica alcuna, di strade, vicoli e sentieri che possono creare qualche problema agli occidentali provenienti da città squadrate e precise. Il primo impatto, forte e a volte lacerante, è dato dall’anarchia dei mezzi a due ruote che circolano indisturbati, a volte a velocità eccessive, negli stretti percorsi medioevali. In teoria tutta la Medina è proibita alle motocicletta, alle motofurgonate e quant’altro, ma nessuno rispetta questo divieto. A volte ci si trova, dietro l’angolo, vis a vis con il conducente che deve letteralmente inchiodare per non investire i malcapitati. A questo sommiamo le migliaia di biciclette, i carretti trainati dai muli e il gioco è fatto: molti turisti non vedono l’ora di uscire dall’incubo. Credo che sia importante approcciarsi in modo più ”primitivo” alla Medina, lasciare da parte i timori e le ansie per lasciarsi catturare dal suo fascino e dal suo mistero. Realmente la Medina non è pericolosa, a qualunque ora è possibile muoversi e capirla. La Medina sono anche i Souks (mercati). Un labirinto di strade animate e brulicanti vita. Magia di luce che offre i suoi raggi di pioggia eterea ai marciapiedi, alle case e alle cose.  La  definizione del vocabolario è evocatrice: souk = grande disordine. E questa è sicuramente la prima impressione che si ha in tutti i mercati dell’Africa del nord. Ma, se si guarda con occhio attento, ci si accorge invece che ogni cosa è al suo posto, ordinata,  e che ogni souk ha la sua specificità . Il souk era il luogo degli scambi verbali; si parlava di politica e di economia sorseggiando un the alla menta con gli amici, si discuteva di affari e si concludevano affari, si incontravano gli altri clans e a volte i futuri sposi. Oggi i souks di Marrakech sono dei luoghi di commercio e di attività professionali,  si contano 45.000 artigiani marocchini dal sapere secolare nel suo interno. Di lato alla Place Jemma el Fna il souk Smarine raggruppa i venditori dei tessuti, jellaba, caftani e babouche. Il souk Fekarine è specializzato nella ceramica tradizionale e, nei pressi della splendida Piazza Rahba Kedina (piazza delle spezie, ex mercato di schiavi neri sino all’avvento del protettorato francese) il souk Zarbia propone i migliori tappeti presenti sul mercato della Ville Rouge.
Poi, subito dopo, il souk dei gioielli. Nelle vicinanze della fontana Mouassine i tintori stendono al sole migliaia di colori impressi nella lana, nella seta e nel cotone, lavorando con grazia vicino agli enormi pentoloni dove bolle il pigmento. Nel souk Cherratine si lavora la pelle ed è presente una conceria. Il più spettacolare e dantesco souk è, per me, quello del ferro battuto. Lo si ascolta prima ancora di vederlo ed è un mondo a se, medioevale, unico e indescrivibile. Uomini e ragazzi lavorano seduti a terra picchiando con i loro martelli il ferro che si trasforma nelle loro mani.  Poco più avanti il souk del cuoio dove si trovano splendidi oggetti di arredamento come pouff, tavoli e accessori. Lana, pelle di montone o di capre, erboristerie, frutta secca, spezie; ogni souk è unico nel suo genere e autentico. Questo mondo è un piacere per gli occhi con i colori, gli oggetti, i lavori artigianali; un piacere per le orecchie con il brusio incessante delle migliaia di persone che lo frequentano, e piacere per il naso con i profumi dei cedri, delle spezie, del cuoio, senza dimenticare il piacere del gusto con il the alla menta e i bèghrirs (dolcetti tipici). Alla sera, rientrando, avrete ancora nella testa il ricordo di quelle strade, di quei piccoli derbs con le immagini ipnotiche di un caleidoscopio. I souks di Marrakech restano un passaggio obbligato per tutti, per meglio comprendere la realtà di una città affascinante. I souks sono aperti tutto il giorno, a partire dalle 10.00 sino a sera inoltrata. Ricordate che verso le 22.00 alcuni di questi vengono chiusi da dei portali in legno che sbarrano, di fatto, la strada, e sarete obbligati a tornare sui vostri passi. Quanche consiglio per l’acquisto: il mercanteggiare è parte essenziale dei souks e la cosa fondamentale è essere fieri del vostro acquisto. Attenti ad accettare il the; è sinonimo di acquisto. Può essere divertente se avete del tempo ma ricordate sempre che fatto 100 il valore dovrete, se siete bravi, arrivare a 50 e sempre per gradi, quindi per arrivare a 50 dovrete offrire in prima battuta 20, poi 30 e via discorrendo sino a fermarsi ai fatidici 50. Buon shopping nell’anarchica e grandiosa medina di Marrakech, Patrimonio Mondiale dall’Unesco.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Marrakech, scandali e uomini

May 3, 2012 Leave a comment

A Marrakech, il summum, è il Royal Mansour, nel quartiere huppé dell’Hivernage, un palazzo più discreto del Mamounia e il solo, in fondo, che sa fare la differenza tra un milionario e un miliardario. Per il Capodanno 2011, Cécilia Ciganer-Albeniz e il suo nuovo marito, Richard Attias, sono scesi al Royal Mansour. La coppia è stata invitata da SAR Mohammed VI. Cecilia e Richard Attas non sono intimi del monarca, ma amici del Marocco. Sono stati ospitati, a carico del sovrano, nel riad d’onore, il più lussuoso dei cinquantre riad che compongono il Royal Mansour: quattro camere con vista sui magnifici giardini della proprietà, due piscine, una SPA, una palestra e un cinema privato. Il regalo reale: una notte nel riad d’onore è fatturata 34.000 euro. Una tariffa teorica. In realtà, dall’apertura del Royal Mansour nel 2012, i riad non sono mai stati affittati ma sistematicamente offerti. Il Riad d’onore è riservato agli amici di Mohammed VI e del Marocco. Bisogna prenderlo per quello che è: un presente reale, latestimonianza barocca del “bon plasir” di un sovrano. Il Royal Mnasour merita qualche approfondimento. Classificato nel 2011 come l’Hötel più straordinario del mondo, da Conde Nast Travel, la Bibbia dei viaggiatori fortunati, è in un certo modo il frutto di un regolamento di conti postumo. Tra un figlio e suo padre, tra due re, Mohammed VI e Hassan II. Quest’ultimo, come un sultano orientale, aveva fatto costruire a filo dei suoi trentotto anni di regno alcuni palazzi dai suoi architetti francesi feticci,Michel Pinseau e André Paccard, senza contare le residenze reali, le ville estive, le ville d’inverno nelle quali soggiornava al ritmo delle stagioni e del suo umore, trainando dietro di se un harem e armata di servitori.Mohammed VI si è staccato da questo patrimonio immobiliare. Il nuovo monarca ha voluto e vuole essere un costruttore come suo padre. Ha voluto i suoi personali palazzi e nello stesso tempo, a colpi di milioni di di dollari, trasformare in Hötels di lusso alcuni dei suoi beni ereditati dal padre. Il Royal Mansour è il primo plazzo griffato Mohammed VI.  Quanto è costata questa follia condannata a non essere mai con un bilancio positivo? Le cifre sono segreto di Stato. Il Royal Mansour quindi appartiene a Mohammed VI o, più precisamente, alla Siger, la holding dove è investito l’essenziale della sua fortuna, attraverso una via lattea di filiali. Puòessere, nella prospettiva di declinare il Royal Mansour come un marchio, che la Siger abbia depositato il nome in tutti i paesi dell’Europa, negli Stati Uniti e anche nell’Iran dei mullah. Ultima chicca: nell’autunno 2010, Jaques e Bernadette Chirac soggiornarono qualche giorno al Royal Mansour e, azzardo della Storia, il giorno in cui i Chirac lasciarono il loro padiglione di lusso avrebbero potuto incorociare Nicolas Sarkozy e Carla Bruni, che arrivavarono a Marrakech dietro invito di Mohammed VI. Il tempo di cambiare le lenzuola, una spolveratina i mobili di lusso e il novo Presidente e madame occuparono senza saperlo la camera del loro migliore avversario politico.  Dal 2005, i bassifondi di Marrakech ma anche  i riad, si ripiegano su se stessi, nascondendo le loro fattezze ai più; i palazzi stellati, i bar fashion, i night-club barocchi, i ristoranti chic, le residenze sonnachiose e le ville fortificate, con i loro vigiliantes, hanno soppiantato Bangok, per lungo tempo destinazione faro del turismo sessuale. Oggi, la capitale tailandese è meno attraente. Troppo lontana dall’Europa, troppo esposta agli tzunami. E troppo turbolenta dal punto di vista politico. A Marrakech la tranquilla, qualsivoglia sia il luogo di uscita, il sesso tariffato è onnipresente e i prezzi variano secondo le prestazioni. Tariffe per serate in ambienti alla moda nei quartieri chic: 200 euro. In totale, sono oltre 20.000 le ragazze che si prostituiscono. Età: dai 16 ai 30 anni. Offrono i loro servizi con l’esprit di guadagnare sino a 15.000 euro al mese, per le più brave. Furtive, si negozia partendo dai 10 euro nei giardini attorno al minareto della Koutubia. Tariffe identiche nei giardini del centro città e sulla Jemaa el Fna, ribattezzata il “souk dei froci” dai marocchini. Non si scrive sui siti dei tours-operators che la sulfurea Marrakech è la terza destinazione mondiale gay-friendly. Un ricco settantenne svizzero, anziano dandy omosessuale, racconta ai giornalisti di passaggio le follie storiche che ha vissuto durante gli anni a Marrakech. Come quella  della cena privata offerta da uno stilista parigino (defunto) in uno dei ristoranti più fashion della medina dove un adolescente nudo, portato su di un di un palanchino, venne offerto agli ospiti a guisa di dessert. “E’ stato come in un film di Pasolini”, ricorda il vecchio (aggiungo io depravato).  E aggiunge: “Ho degli amici, dei conoscenti che vivono qui e che sono delle celebrità francesi , molto conosciute, che incrocio durante le mie serate”.  Per le imprese del CAC 40invece, il Marocco è il paese della cuccagna, generoso e poco esigente.  Attenzione: a condizione di non gettare ombre sul Palazzo; i benefici sono solidi, gli aiuti generosi e le parti di mercato facili da conquistare. I gruppi d’oltralpe l’hanno compreso e quasi tutti quelli quotati  alla Borsa di Parigi si trovano solidamente inseriti e posizionati al top nel reame marocchino.  Alcuni hanno preso piede in Marocco per hazard, con fortuna, comeVivendi, la cui storia merita essere raccontata. Nel 200, il gruppo francese diretto da Jean-Marie Messier, l’anziano “maître du monde”, aveva acquisito il 35% dell’operatore di telefonia marocchina con una transazione fuori norma. Il 35% di Maroc Telecom per 2 miliardi di dollari: lo Stato marocchino fece un buon affare. Ottenne il 10% in più del valore stimato dagli analisti finanziari. Fatto salvo che il “buon affare”non eran solamente uno. Una piccola clausola recitava che “lo Stato, legalmente maggioritario, cedeva il controllo effettivo di Maroc Telecom al nuovo venuto”. Ufficialmente, Vivendi era un azionario minoritario; in pratica era il solo capo. La gestione quotidiana di Maroc Telecom  e della sua tesoreria  era nelle mani del gruppo francese. Perchè lo Stato aveva abdicato, senza comunicarlo, senza dire che il suo status di azionariato maggioritario non esisteva più? Per una storia  che parte da Rabat. La capitale era a corto di soldi, il budget di Stato in pericolo. La somma versata da Vivendi aveva il solo obiettivo di chiudere un grosso buco nelle finanze, di dare un pò di respiro ale casse rabatine. Confidenziale e destinato a restare nei cassetti, l’accordo venne rivelato quando le autorità borsistiche scoprirono che Vivendi Universal firmò  il contratto nel 2000. Datato 19 dicembre, alla vigilia della privatizzazione, un corriere della direzione finanziaria di Vivendi spiegò che la manovra permetteva di consolidare i risultati di Maroc Telecom, avendo cura di far entrare nei conti della casa madre la totalità dei benefici della filiale marocchina. Padrino di tutta l’operazione? André Zoulay, consigliere del re per gli affari economici. Malgrado la concorrenza,Maroc Telecom occupa ancora oggi una posizione egemonica con tariffe tra le più alte del continente africano e del mondo arabo.

Credits: Ali’ Amar/Jean-Pierre Tuquoi

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

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Park Hyatt, hotel di lusso a Marrakech

April 26, 2012 Leave a comment

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Il prestigioso brand Park Hyatt, resta fedele alla sua interpretazione di lusso e raffinatezza annunciando l’apertura di un nuovo complesso a Marrakech.
La nuova struttura sarà inaugurata nel 2013 ed al suo interno ci saranno ben 130 camere e suite più 44 ville esclusive, con ottimi ristoranti, un centro benessere ed una piscina olimpionica. Il tutto, sarà ovviamente avvolto da una qualità a 5 stelle, in grado di deliziare gli ospiti più esigenti con delle atmosfere di grande eleganza, con comfort e amenità di ogni genere.
I responsabili di Park Hyatt, hanno anticipato che questa struttura sarà capace di offrire un ottimo livello di sicurezza e privacy, offrendo anche una meravigliosa panoramica dalle sue vedute che favorirà il benessere sia del corpo che della mente ai fortunati ospiti.

Fonte: GoLook.it

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Fornarina, richiesta di scuse per le riprese alla Medersa Ben Youssef di Marrakech

April 23, 2012 Leave a comment

La casa di moda italiana Fornarina chiede scusa e ribadisce il suo profondo rispetto ai valori religiosi del popolo marocchino e alla loro fede musulmana. Reagendo alla forte emozione che hanno suscitato le riprese della pubblicità per la collezione primavera-estate 2012 alla Medersa Ben Youssef di Marrakech, ha espresso tramite un comunicato il suo rammarico per l’effetto negativo che ha provocato sulla popolazione. La Fornarina assicura che ha rispettato la legge e richiesto tutti i permessi per l’uso di riprese alle autorità pubbliche del Marocco. La pubblicità, prevede una modella vestita con abiti leggeri in prossimità dei muri incisi con calligrafie coraniche nella scuola  Ben Youssef, da decenni Museo aperto al pubblico. Questo è il risultato del nuovo governo islamista di Benkirane, intollerante a ogni minima apertura all’occidente e questo caso ne è la prova provata, arrivando sino in Parlamento con una interrogazione. Non vedo dove sia lo scandalo tirato in ballo dai fondamentalisti islamici in quanto l’ex scuola coranica è aperta al pubblico ( e non è una moschea) e al suo interno migliaia di turisti fotografano e visitano il sito, anche in abiti succinti, lasciando quotidianamente molti soldi che però, guarda caso,  non vanno nella manutenzione (la scuola cade a pezzi, è vergognoso vedere un capolavoro del genere sporco, muri scrostati, lampadine bruciate, ecc..) ma chissà in quali tasche. Sicuramente Fornarina aveva chiesto tutti i permessi (non sono degli sprovveduti!)  pagando profumatamente il giusto ( e anche di più). E poi mi domando: ma durante le riprese ci sarà pure stato un responsabile che ha dato il via libera, o no? Uno shooting del genere prevede fotografi, registi, luci, trucco, vestizione e quant’altro, non è che si può fare en passant!!  La solita ipocrisia.

Fonte: My Amazighen

Riad Golfame, lusso e benessere in una dimora antica a Marrakech

April 16, 2012 Leave a comment

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RIAD MARRAKECH
Il Riad Golfame è un privilegio. Una dimora antica che i suoi proprietari italiani hanno voluto aprire ai viaggiatori del mondo, per un week-end o per una settimana, e per permettere di assaporare uno stile di vita unico e irripetibile. Un luogo raffinato ed esclusivo che diventerà il vostro buen retiro, per immergervi totalmente in una atmosfera da sogno, da cui partire alla scoperta di Marrakech.
Su di una superficie di oltre 1500 m2, nel cuore storico dell’antica Medina, a 5 min dal Museo di Marrakech e dalla Scuola Coranica Ben Youssef, il Riad Golfame è un incontro di stili, ispirati all’Oriente e alle Indie, amalgamate con sapienza e uniti dall’autentico stile marrakchi. Climatizzato in estate e riscaldato in inverno, il Riad Golfame offre un comfort totale, in una cornice esotica e tradizionale: un salone centrale con camino, angolo relax e lettura, zona TV satellitare, Internet Wi-Fi, 2 suite e 3 camere con bagno, tutte con camino, TV al plasma, Hi-Fi e zona relax, due patios di cui uno con piscina riscaldata, un terrazzo di oltre 200 m2 con salone estivo e un solarium con vista sulla Medina e sull’Atlas, oltre ad un Hammam completamente rifinito in marmo nero, per un programma di remise en forme totale.
RIAD MARRAKECH E TRASFERIMENTO A CAMPI DA GOLF
Un’accoglienza di qualità superiore vi attende per regalarvi momenti esclusivi come la colazione servita in camera, l’aperitivo sulla terrazza o ai bordi della piscina, i dinners serviti nel salone centrale o sulla lussureggiante terrazza, a lume di candela, con un personale attento e discreto. Il Riad Golfame vi attende, per farvi sognare.
riad a marrakech dispone di 5 camere dotate di Hi-Fi, camino e climatizzazione.
Selezionate sulla destra ogni singola camera per una descrizione dettagliata.
Un Hammam privato, per concedervi il lusso di un’autentica mise en forme marocchina. Uno spazio esclusivo che unisce la tradizione millenaria araba al comfort totale. In esclusiva il kit dei prodotti Riad Golfame racchiusi in un preziosopackaging che contiene:
Sapone Nero: Mix di olio d’Argan, olio di Palma, olio di Agave e l’estratto di una pianta grassa, conosciuta da berberi, presente nei terreni aridi del Marocco. Lascia la pelle perfettamente pulita e sana, eliminando tossine e rivitalizzando anche gli strati più profondi dell’epidermide. Profumato con essenze di rosmarino, eucalyptus e lavanda che producono un effetto rilassante e apportano una sensazione di bien être unica.
Rhassoul: Argilla, la più nobile, di una finezza e di una dolcezza incomparabile. Come il Sapone Nero, anche il Rhassoulcontiene degli oli essenziali che aiutano a ritrovare un colorito chiaro e luminoso, una pelle morbida come la seta.
Kessa: Guanto da massaggio prodotto in Marocco, usato da secoli per eliminare le impurità della pelle che acquista tono ed elasticità.
Olio di Argan: Prezioso e raro, frutto di un albero secolare e emblematico delle regioni del sud del Marocco. I suoi effetti riparatori e antiossidanti sono spettacolari. Nutre, idrata, rigenera e cicatrizza l’epidermide. Utile anche per maschere capillari e per impacchi su unghie fragili.
Massaggi su richiesta, energizzanti, tonificanti e rilassanti nel nostro Riad a Marrakech
Il Riad Golfame ospita due patios che sono uniti dal salone centrale della struttura, questo dovuto al fatto che in origine si trattava di due Riad separati, che vennero in seguito uniti. Il patio centrale è dotato di una piscina riscaldata con alcuni angoli relax e il secondo ospita un Bhou (salone marocchino aperto) e una fontana, il tutto decorato con splendidi bambù e banani.
Il Riad Golfame ospita due terrazze.
La prima si estende su oltre 200 m2 con una splendida vista sulla Medina e la seconda è stata adattata a solarium, per bagni di sole con un panorama unico.
Tutta la zona è stata piantumata con ibiscus, rose, bambù, agavi e gelsomini lussureggianti ricreando un vero giardino pensile.
I nostri pranzi sono preparati su prenotazione dalla nostra cuoca Amina, che realizza i menù in base alla stagione ed ai prodotti freschi disponibili sul mercato. Tutti i nostri prodotti sono freschi e selezionati sui migliori mercati di Marrakech. Il pane è fatto in casa, cosi’ come la pasticceria.
Il nostro menù prevede :
– Briouates di formaggio e legumi
– Tajine di carne alle spezie dolci e prugne
– Semolino alla maniera di Amina
– Pastilla leggera alle fragole
–  alla menta
I nostri dinners sono serviti nel salone centrale del Riad oppure sulla terrazza dove è presente un bar in cui potrete sorseggiare un aperitivo prima della cena, rigorosamente a lume di candela, con sottofondo musicale. Su richiesta organizziamo serate a tema con musica folkloristica e danza del ventre. Tutti i pomeriggi, alle 17.00, è servito un tè alla menta con pasticceria fresca. La nostra prima colazione, servita su richiesta in camera o sulle logge private delle Suite, sono composte da caffè, latte, tè, succo di arancia, formaggio, crêpes, torta Golfame, insalata di frutta e pane fatto in casa.
Nel salone centrale del Riad (b’hou in arabo – pron.buu), nella calma e nell’assoluto relax, coccolati da un sottofondo musicale lounge “Made in Golfame”, troverete il nostro corner/boutique con oggetti selezionati e unici, bigiotteria e gioielleria berbera, lussuosi oli per il corpo, candele aromatiche, babouches raffinatissime e molto altro ancora. Lasciatevi sorprendere dalla ricercatezza dei nostri prodotti, sinonimo di classe ed eleganza, per un cadeau indimenticabile. 
Lo Staff del Riad Golfame, coordinato da Paolo, ha una consolidata esperienza in ambito Golf.
I nostri ospiti sono seguiti a 360° attraverso i seguenti servizi:
– prenotazione tee time / campo pratica / lezioni
– trasferimento ai campi e ritorno con autisti privati
– accompagnamento alla segreteria per registrazione al campo
– organizzazione clinic e mini-clinic (anche con professionisti in loco)
The Royal Marrakech Golf Club – È uno dei campi più vecchi del Marocco, giocato spesso dalla famiglia reale. Il campo è abbastanza stretto e ventoso, immerso in una profusione di piante di cipresso, eucalipto, e poi palme, ulivi, aranci e albicocchi. È un percorso di un’estrema bellezza. Dispone di 27 buche.
Amelkis Golf Club – Meravigliosa vista dell’omonima catena montuosa. Dispone di 18 buche per una lunghezza di 6.657 metri.
Palmeraie Golf Club – 18 buche per 6.214 metri progettate da Robert Trent Jones, grandi laghi circostanti.
Samanah Country Club – Campo aperto a fine 2009 disegnato da Jack Nicklaus, offre 18 buche per 6800 m e una Club House da 2.000 mq.
Lo staff Riad Golfame ha personalmente studiato e verificato diverse escursioni e tour per le più svariate esigenze. Dalla breve, ma intensa, escursione nella Medina con le tappe più ambite ai tour di 3/5 giorni nelle regioni più suggestive e affascinanti che il territorio alle pendici dell’Atlas possa offrire. Tutti i tour sono rigorosamente individualiper poter godere delle meraviglie offerte da questo paese nell’intimità della compagnia scelta. Per l’escursione nella Medina è disponibile, a richiesta, la guida preziosa di un personal shopper che saprà guidare l’ospite nella ricerca dei negozi più particolari e lontani dal circuito turistico. I tour sapranno poi soddisfare le ambizioni dei più esigenti patiti deltrekking. Il Marocco vi aspetta. 
Abbiamo approntato una serie di Tours della durata di 3/6 giorni.
Questi Tours sono stati testati personalmente dallo staff del Riad Golfame e esclusivamente dedicati alla nostra clientela.
L’Alto Atlas, la più alta catena montuosa del Nord Africa, si estende per quasi 1000 Km tagliando trasversalmente il Marocco, dalla costa atlantica fino all’Algeria settentrionale. In lingua berbera questo gruppo montuoso è chiamato Idraren Draren (montagne delle montagne).
Molte delle sue cime superano i 4000 m e più di 400 superano i 3000 m. Le vette più elevate si trovano tutte nella regione del Toubkal che dista un paio di ore da Marrakech.
Per quanto aspra e selvaggia questa zona è da lungo tempo dimora dei berberi dell’Atlante.
Loro villaggi dalle caratteristiche case di fango con i tetti piatti si inerpicano tenacemente lungo i fianchi delle montagne, mentre ai loro piedi crescono rigogliosi i noceti, i meli e il mais.
L’intera area è battuta da mulattiere alcune delle quali, un tempo, erano indubbiamente percorse dalle carovane di mercanti e dai pellegrini che si spostavano tra il Sahara e le pianure settentrionali del paese.
Nell’Alto Atlas si può fare trekking tutto l’anno ma in inverno le temperature possono scendere sotto lo zero quindi i mesi ideali vanno da Marzo a Novembre.
 
 

Francesca Ruspoli… la principessa, gli Sloughi e Marrakech

April 16, 2012 Leave a comment

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Nata a Roma, la principessa Francesca Ruspoli si sentiva italiana ma cosmopolita. Dichiarava: “Sono irlandese e americana da parte delle mie nonne, austriaca, inglese e italiana dai miei genitori“. Questo mix di sangue colava letteralmente in lei facendola diventare una cittadina del mondo che ha però sempre vissuto in Italia, in Francia, in Svizzera e in Inghilterra, salvo poi fermarsi definitivamente davanti alla sua Marrakech, dove ci arrivò per caso, alla ricerca del sole. Con suo figlio Giancarlo Rocco di Torre Padula, nato dal suo primo matrimonio, si installò al Mamounia. “Passavo le mie giornate al sole, uscivo raramente per visitare la città e i suoi dintorni“, raccontava la principessa. Dopo qualche tempo fu sedotta dalla favolosa valle di Ourika, dove sui figlio trovò per lei una proprietà e, entusiasta, gli propose di acquisirla. Dopo la sorpresa iniziale la principessa accettò la proposta iniziando nel ottobre 1970 la costruzione della sua futura dimora, su di un terreno situato a 1.000 mt di altitudine, in un oliveto con 4.000 alberi circondato dalle montagne dell’Atlas, le più alte del nord Africa. La principessa stabilì le  linee guida della casa aiutata da un capo cantiere della Martinica, Monsieur Virapin. I lavori durarono due anni e mezzo e fu necessario installare l’acqua potabile e l’elettricità, inesistenti. Tonnellate di terra furono trasportate sul sito per rassemblare e livellare tutta la superficie della casa su di una profondità di oltre un metro e mezzo, dopo aver scoperto l’argilla a due metri e mezzo di profondità. Avendo sempre preferito la campagna alla città, Francesca Ruspoli volle la sua “maison” semplice, calda e rustica, privilegiando ambienti spaziosi dove la luce e lo spazio, la texture e il colore, la forma e le linee, fossero privilegiate.  Tutti i mobili inseriti ebbero un impronta naturale e funzionale, scaturiti dalle mani di artigiani marrakchis. Basti pensare che  la tavola in cedro della sala da pranzo, con un diametro di oltre  tre metri, richiedette la costruzione di una colonna in cemento armato per posizionarla. Immense le camere e stravagante è il dressing simile ad una tenda caïdale dove la proprietaria inserì le sue eleganti toilettes principesche, preferendo di gran lunga jeans ed espadrilles.
Una ventina di domestici e giardinieri sono serviti per la manutenzione del dominio dove sono state impiantati oltre mille alberi da frutto, cinquemila piante di rose e centinaia di alberi della Giudea. Nel momento in cui  la villa divenne abitabile, spinta dall’amore smisurato per gli animali (i cani in particolare), decise di consacrare la sua vita alla salvaguardia dello Sloughi, il levriero del deserto, in quell’epoca minacciato realmente di estinzione, incrociato con cani non puri, i barhouchs. Giorni e notti, con tutta una equipe a sua disposizione, attraversò con la sua Land Rover le piste desolate e splendide del sud marocchino, alla ricerca degli ultimi sloughi che portò nella sua casa, iniziando un esclusivo allevamento. Aiutata da esperti, determinò le origini e i pedigree degli sloughi che non erano ancora stati stabiliti; un lavoro enorme che riuscì a salvaguardare la razza, tanto che ancora oggi si parla di lei in Marocco a riguardo degli sloughi. Della sua crociata conservò sino alla sua morte una collezione di immagini, collari e guinzagli d’epoca, oltre ai tanti trofei vinti dai suoi sloughi. Visse gli ultimi anni della sua vita con i suoi amati levrieri arabi, curando il giardino, leggendo e tricottando indumenti per i bambini dei suoi dipendenti e ricevette solo i pochi intimi. “Mi sento marocchina, e quando sono obbligata, una volta all’anno, a ritornare a Londra, non ho che un desiderio, quello di rientrare a casa, in Marocco“. Si spense nei primi anni ’90 lasciando le sue esperienze cinofile e i suoi cani all’amico veterinario marocchino Ali Miguil, grande conoscitore dello sloughi.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

FIA WTCC Race of Morocco, count down a Marrakech

April 12, 2012 Leave a comment

Conto alla rovescia per la terza edizione della FIA World Touring Car Championship (FIA WTCC) a Marrakech, con i suoi piloti stars del calibro di Yvan Muller, Robert Huff, Sergio Tarquini e il marocchino Mehdi. Da domani, sino al 15 aprile, la competizione Race of Morocco con due corse faro nel calendario della FIA, sotto l’Alto Patronato di S.M. Mohammed VI,  promuoveranno il Marocco sulla scena sportiva e turistica internazionale.  Il circuito internazionale Moulay El Hassan di Marrakech, vibrerà al ritmo dei motori di questi bolidi, tra i più potenti del pianeta.  Ospitando una prova del WTCC della FIA e dell’Auto GP (Formula 3000), la città ocra si posiziona come destinazione al top degli sport  automobilistci  in Africa del nord, piombando direttamente sulla stagione turistica primaverile della città, permettendo inoltre a 420 milioni di appassionati nel mondo di seguire sugli schermi TV l’esaltante corsa.  “L’impatto diretto sulla città di Marrakech e la pubblicità saranno salutari in un contesto turistico molto difficile. La fiducia che testimonia una volta di più  sua Maestà  a questo avvenimento, sarà un segno decisivo per tutti gli operatori che lavorano a questa manifestazione, nel segno della perennità”, ha dichiarato M.Aly Horm, Direttore generale del Grand Prix di Marrakech. Il Presidente della FIA, Jean Todt, in un messaggio inviato all’organizzazione ha rimarcato che “un tale avvenimento, unico in Africa, contribuirà allo sviluppo dello sport in questo continente”.  Quest’anno il marchio Ford aumenterà il numero dei costruttori, insieme a BMW, Seat, Chevrolet e Volvo. Il costruttore russo LADA e il marchio giapponese HONDA faranno il loro ritorno nella WTCC per testare nuovi modelli. Una tappa in più verso la Formula 1, il gradito rinforzo del Campionato AutoGP (Formula 3000), che sarà una première nel Continente Africano. Al volante delle monoposto di 550 cc, grandi nomi dello sport automoblistico internazionale si sfideranno sul circuito Moulay El Hassa,, con qualche modifica al percorso per soddisfare le esigenze specifiche dell’AutoGP. Altra bella sorpresa, la super formula nazionale Renault Clio RS Cup. Questa piccola bomba dei circuiti metterà in competizione una ventina tra i migliori piloti marocchini, per una corsa forte ed emozionante, sotto l’egida della Federazione Reale Marocchina degli Sports Automobilistici (FRMSA). Sono disponibili i Pass VIP in rete. Il Pass vale per i tre giorni dando accesso ai posti della tribuna ufficiale e ai paddock. Prezzo 500 DH (48 Euro).

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Place Jeema el Fna, tra mito e utopia

April 11, 2012 Leave a comment

Questa non è l‘Uganda. Qui non c’è nebbia, spessa e incantatrice che rotea attorno alla montagna della Luna. Neppure l’acqua è presente, come nel lago Vittoria. Nessun animale selvaggio che beve guardingo in una pozza d’acqua vicino al Okavango. Qui non c’è nessun fiume che trasmette messaggi lasciati da un antica civiltà. Nè mare misterioso che racconta storie di naufraghi e pirati. Nè neve perenne come quella del Kilimangiaro. Nè distese sterminate di sabbia come quelle dell’occidente africano. Nè dune di forma capricciosa come quelle del deserto sahariano. Questa è un Africa diversa, sensibile, vicina, amica, piena di incanto. Ancestrale e miracolosa. Duttile e sognatrice. Marrakech non è più la stessa, è vero. Il Marocco è cambiato. Però la Place Jeema el Fna è sempre lì, imperterrita, semplice e complicata, sempre fedele alle sue origini. La Place è un sogno plurale, a volte vari sogni confusi. Perchè la Place soprattutto confonde, a volte ubriaca,  l’avaro si prodiga, il malato d’amore si sana, il misogino si trasforma, il pretenzioso eloquisce, il cretino si addormenta, e cosi’ all’infinito. La Place non ha lingua ma le parla tutte. La Place è sonorità ed è muta, pulita e sporca, calda e gelida, temeraria e codarda, e cosi’ all’infinito. Non ha nazionalità, è per tutti quelli che la sentono. È la Piazza del Mondo. Uno spazio aperto. Canto religioso che si leva carico di speranze. Vento dell’Atlas che solleva la polvere accumulatasi durante le ore di canicola. L’asfalto arde. Ascolti zoccoli di cavalli che rimbombano nel suolo liquefatto. In questo spazio assente non c’è nulla, a volte tutto. Sei con tutto il mondo e sei solo. La grandezza della Place risiede nella trasformazione delle persone. Non ci sono schiavi nel sogno. Tutti noi siamo parte della magia e ci convertiamo per un istante in meri attori, semplici marionette di questo teatro vivente, personaggi infine, che esistono per qualche Dio improbabile che si diverte lassù nel cielo. Alla fine dei conti la città e la Place furono create perchè Dio sapesse di cosa parlavano i marrakchis; anche a Dio piace la Storia. La Place è un riflesso del mondo, un riassunto della vita stessa. Succede alla Place, di essere ad un passo da incontrare o perdere il Paradiso, di separarsi per sempre dalla propria ombra e aggrapparsi al cuore, per finire di morire del tutto.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen