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Truth or Dare, lancio del nuovo profumo di Madonna a New York
Madonna sfruttando il prestigioso successo del nuovo album ‘MDNA’ lancia il suo nuovo profumo ‘Truth or Dare’, preso in prestito dal titolo documentario campione d’incassi del 1991, attraverso cui raccontava la sua storia, mentre attualmente é iniziata la sua nuova tournée mondiale ‘Blond Ambition World Tour’.
La presentazione ufficiale della fragranza é stata organizzata lo scorso 12 aprile in un tendone ubicato davanti ai grandi magazzini Macy’s a New York con un set completo composto dal profumo, una crema corpo, una t-shirt, il nuovo album in versione di gran lusso e una copia in versione blu ray di ‘Truth or Dare’.
New York, incanto memorabile per la lettera di Wallace Hartley dal Titanic
Il 26 aprile di quest’anno, sarà possibile partecipare ad un’asta per aggiudicarsi un cimelio proveniente dalla celebre nave Titanic, affondata nell’ormai lontano 1912.
Molto spesso, quando si parla di cimeli di questo genere, si parla di pezzi molto ricercati e desiderati dai collezionisti, i quali sono sempre disposti a sborsare cifre da capogiro pur di aggiudicarsi ogni oggetto da loro desiderato.
Di lettere provenienti dal Titanic, poi, già ne sono state vendute alcune, come per esempio l’ultima aggiudicata pochi mesi fa in un’asta a New York per 40 mila dollari.
Questa, però, a quanto pare, risale ad un momento molto particolare della storia della nave, e per questo le sue stime sono davvero molto alte. Si parla, infatti, di un valore tra i 100 e i 200 mila dollari.
La lettera in questione è stata scritta 5 giorni prima che la nave affondasse dal direttore dell’orchestra del Titanic, Wallace Hartley, indirizzata ai suoi parenti in Inghilterra per rassicurarli del suo viaggio.
La banda del Titanic, come molti sanno, è diventata molto famosa perchè è rimasta a suonare fino all’ultimo momento, per poi essere inghiottita dalle acque gelide.
Fonte: GoLook.it
Tom Ford, prima boutique maschile a New York
Il famoso stilista Tom Ford ha recentemente aperto un primo flagship store a New York dedicato interamente alla moda maschile, ma per il prossimo dicembre ha previsto l’inaugurazione e dello spazio femminile. La nuova rappresenta un grande sogno del noto designer, da sempre innamorato della Ville Lumière, dove ha vissuto lungamente. Lo spazio si suddivide in tre livelli perfettamente in linea con le collezioni presenti al suo interno. Tuttavia il marchio prossimamente vedrà l’apertura di nuovi stores anche ad Abu Dhabi, Kuwait City, Istanbul, Osaka e Pechino.
Marius Creati
All Caviar Package, pacchetto speciale in ricorrenza del Ritz-Carlton di New York
State organizzando un viaggio per la Festa della Donna? Se si, allora siete ancora in tempo di fare una scelta unica che non dimenticherete per il resto della vostra vita.
Parliamo del nuovo All Caviar Package, un pacchetto speciale per la ricorrenza offerto dal complesso ricettivo di lusso Ritz-Carlton di New York, che permetterà di passare la festa della donna nella grande mela come mai prima d’ora, con pasti a base di caviale, massaggi e trattamenti nel grande centro benessere del complesso.
L’alloggio sarà fatto in una delle suite dell’hotel, con tanto di maggiordomo personale e servizi in camera di ogni genere; anche i massaggi ed i trattamenti potranno essere fatti nella stanza stessa.
Ovviamente, anche il prezzo è notevole, visto che si parla di una tariffa di circa 2 mila dollari per una notte.
Fonte: GoLook.it
Giorgio Armani, riapertura della boutique a New York
GIORGIO ARMANI SVELA UN NUOVO DESIGN DELLA NUOVA BOUTIQUE DI NEW YORK
Giorgio Armani è lieto di annunciare la riapertura della boutique Giorgio Armani a New York. Il negozio è situato al 760 di Madison Avenue e si sviluppa su una superficie di circa 2000 metri quadrati, distribuiti su quattro livelli.
Gli interni del negozio, progettati dallo stilista e dal suo team di architetti, presenta un nuovo design che fonde l’eleganza e la cura del dettaglio con la modernità per esaltare la presentazione delle collezioni di abbigliamento e di accessori Giorgio Armani uomo e donna.
Il restyling completo mantiene la precedente configurazione tripartita su ogni livello con una sala centrale e due zone più intime su entrambi i lati e aggiunge uno sfondo di pareti a marmorino e soffitti coordinati. Gli arredi della collezione Armani/Casa e le nicchie nelle pareti sono in acciaio lucido, tessuto reticolato multistrato e vetro con motivi di bambù. I pavimenti dei primi tre piani sono in legno nero con tappeti Armani/Casa, al quarto piano il pavimento è rivestito di moquette, sempre della collezione Armani/Casa.
Le borse e gli accessori sono presentati al piano terra, mentre alle calzature è dedicata un’ampia zona al secondo piano. L’ultimo piano anch’esso ampliato, presenta un’area dedicata agli abiti da sera e alle proposte Giorgio Armani Made to Measure uomo. Nuovi contenitori di vetro esaltano la collezione di gioielli Armani Privè.
Le vetrate che si affacciano su Madison Avenue sono state riprogettate con una nuova e brillante illuminazione e le nuove vetrine create lungo la 65esima Strada offrono un’ampia vista ai clienti. La facciata in vetro e pietra calcarea è stata accuratamente restaurata preservando la vegetazione esterna preesistente.
Il Gruppo Armani è tra le aziende della moda e del lusso leader nel mondo con oltre 5.300 dipendenti e 12 stabilimenti di produzione. Il Gruppo disegna, produce, distribuisce e vende direttamente prodotti di moda e lifestyle quali abbigliamento, accessori, occhiali, orologi, gioielli, cosmetici, profumi, mobili e complementi d’arredo con i seguenti marchi: Giorgio Armani Privé, Giorgio Armani, Emporio Armani, Armani Collezioni, AJ Armani Jeans, A/X Armani Exchange, Armani Junior e Armani Casa. L’esclusiva rete distributiva del Gruppo comprende 650 negozi (di proprietà e freestanding terzi) in tutto il mondo: 87 boutique Giorgio Armani, 2 boutique Giorgio Armani Accessori, 196 negozi Emporio Armani, 33 negozi Armani Collezioni, 202 negozi A/X Armani Exchange, 21 negozi AJ Armani Jeans, 12 negozi Armani Junior, 29 negozi Armani /Casa, in 46 Paesi nel mondo.
Zelda Kaplan, muore icona di stile protagonista della vita mondana di New York
Zelda Kaplan, 95enne icona di stile e presenza immancabile del jet set di Manhattan, si è sentita male mentre sfilavano i modelli Joanna Mastroianni al Lincoln Center di Manhattan
Il mondo della moda era tutta la sua vita. E Zelda Kaplan è morta a 95 anni nel bel mezzo di una sfilata di moda. La nota icona di stile, protagonista del panorama artistico e della vita notturna di New York, è collassata mercoledì mentre si trovava in prima fila al défilé di Joanna Mastroianni al Lincoln Center di Manhattan per la settimana della moda della Grande Mela. Soccorsa prontamente, si è spenta poco dopo in ospedale.
NOTTAMBULA – Forse ai profani il nome Zelda evoca soltanto il famoso videogioco. La signora Kaplan era invece una delle presenze fisse alle sfilate di moda, sempre in prima fila. Dove c’era un party esclusivo, l’apertura di un nuovo club, c’era anche lei. Usciva tre volte a settimana, beveva fiumi di champagne, rientrava non prima delle 4 di notte e dormiva fino alle 2 di pomeriggio. Amava circondarsi da persone giovani, belle, intelligenti. Nel mondo della moda era considerata un’«icona» fashion. Sicuramente tra le più longeve, tanto che il New York Times l’aveva simpaticamente definita la «nottambula anziana più amata di New York».
«MANCANZA» – Zelda Kaplan spiccava tra il pubblico soprattutto per quei suoi abiti coloratissimi, i grossi occhiali e gli stravaganti cappelli. «Già si sente la sua mancanza», scrive ilDaily News di New York. «Era originale, di grande cultura, divertente e dallo spirito imprevedibile». La 95enne non solo è stata ispiratrice di trend e protagonista di blog dedicati alla moda: era attiva da anni nella difesa dei diritti delle donne in Africa. La signora – originaria del New Jersey – era infatti nota per il suo senso della moda ispirato proprio al Continente nero. È deceduta nel posto che preferiva. Quale modo più memorabile per andarsene?
Elmar Burchia
Fonte: Corriere Della Sera
Vini di lusso, investire un bene di rifugio
Per il fondo lussemburghese Nobles Crus, specializzato in questo particolare comparto, il rendimento negli ultimi quattro anni è cresciuto mediamente a due cifre. Ma le etichette di riferimento sono per il 98% francesi. La piazza di Bordeaux è dominata ormai dagli acquirenti cinesi.
Investite in vino. Mal che vada, ve lo berrete” disse una volta Gianni Agnelli. Fosse ancora tra noi, l’Avvocato si sorprenderebbe nello scoprire che i rendimenti di alcune etichette sono talmente elevati da sconsigliarne l’apertura nell’immediato. Prendiamo il 1990 di Romanée-Conti, fuoriclasse tra i pinot noir di Borgogna: se nel 2000 il prezzo si aggirava attorno ai duemila euro a bottiglia, oggi c’è chi è disposto a versarne più di ventimila per assicurarsene una. Lo hanno fatto a novembre alcuni facoltosi collezionisti cinesi nelle aste pubbliche di Hong Kong (se ne sono tenute ben otto importanti), ma anche a New York, Londra, Ginevra, Parigi e altre piazze europee. E la cosa non deve stupire, perché quando si parla di premieres crus bordolesi – quelli degli chateau Latour, Lafite, Margaux, Haut-Brion e Mouton, secondo la classificazione risalente al lontano 1855 – o dei più complessi rossi di Borgogna, ci troviamo di fronte a beni dalla doppia connotazione: sono di lusso e al tempo stesso di rifugio. “Dinamica la domanda, limitata l’offerta e, in più, con il passar del tempo la gente li beve. Perciò diventano ancor più rari ed essendo prodotti longevi, la loro qualità aumenta”, spiegano Averardo Borghini Baldovinetti e Marco Clerici, rispettivamente direttore internazionale e direttore generale della società Vino e Finanza, che gestisce il fondo Nobles Crus specializzato in questo particolare comparto. Di quel “mitico” Romanée-Conti 1990 il fondo, un Sicav lussemburghese che richiama investitori istituzionali (tra cui banche e fondi pensione) al pari di collezionisti e risparmiatori privati desiderosi di diversificare il proprio portafoglio, ne detiene 50 bottiglie: una bella cifra, considerando che il domaine del villaggio di Vosne-Romanée di quell’annata ne produsse circa seimila, per due terzi già stappate. Nel 2008, mentre affondava Lehman Brothers trascinando con sé i titoli di mezzo mondo, il rendimento di Nobles Crus viaggiava a +20%. Positivi anche i due anni successivi, con un progresso del 10% nel 2009 e del 13% nel 2010. Ma i vini da investimento si sono rivelati immuni anche alla crisi degli spread e dei debiti sovrani, chiudendo il 2011 con circa il 10% di attivo. Merito soprattutto dei nuovi mercati. L’Asia, trainata dalle aste di Hong Kong, è diventata il primo acquirente internazionale dei cosiddetti Igw (investment grade wines), superando in classifica gli Stati Uniti, che avevano dominato la piazza per vent’anni, e relegando all’ultimo gradino del podio quell’Europa che, con i suoi ricchi collezionisti londinesi e parigini (senza dimenticare tedeschi, svizzeri e qualche italiano) creò il concetto stesso del vino come bene rifugio. Ora invece Cina e Hong Kong, secondo i dati del Civb (Conseil Interprofessionnel des Vins de Provence) assorbono circa il 60% dell’export di Bordeaux. Esistono casi da manuale come quello di Chateau Lafite, di proprietà della famiglia Rothschild, che per i cinesi è il top wine per antonomasia, grazie a una favorevole combinazione di fattori: è stato il primo premiere cru a puntare con convinzione sul mercato asiatico, non ha rivali per marchio e storia, dispone di sufficienti quantitativi (180 mila bottiglie l’anno contro per esempio le 36 mila di Chateau Petrus) per assecondarne le richieste. Infine, particolare non secondario, il suo brand è facilmente pronunciabile anche per un cittadino di Pechino, che si troverebbe in difficoltà con le troppe “r” dei vari Margaux o Haut-Brion. L’occasione per creare Nobles Crus si presentò nel 2007, quando la legge lussemburghese autorizzò la creazione di fondi alternativi: ci fu chi ne approfittò per lanciarsi nell’arte o in altri beni di valore crescente nel corso del tempo e chi, come Borghini Baldovinetti (produttore in Toscana con la Fattoria San Fabiano) e Clerici, si unirono al francese Christian Roger, uomo dalla ventennale esperienza in ambito finanziario, unendo passione e professione. Anche Roger è produttore, la moglie infatti è proprietaria dell’azienda vitivinicola Morgassi Superiore in Piemonte. La passione però non deve prevalere sulle logiche, che vanno rispettate quando ci sono di mezzo gli investimenti. Ed ecco allora che quando si parla di vini su cui puntare, il dominio è inevitabilmente d’oltralpe: il 50% arriva dalla Borgogna e il 48% dalla zona di Bordeaux. All’Italia restano le briciole: 0,6% Toscana, 0,5% Piemonte. Il resto, un marginalissimo 1%, se lo spartiscono Stati Uniti, Spagna e Australia. “In Italia”, spiegano i manager del fondo, “ci sono tanti grandi vini, pochi però sono quelli da investimento. Probabilmente in futuro la quota del nostro Paese è destinata ad aumentare, pur tenendo presente che i cinesi, inizialmente legati a Bordeaux e in particolare al solo Lafite, soltanto ora si stanno avvicinando ai vini più prestigiosi della Borgogna e quindi ci impiegheranno un po’ di tempo ad accettare anche quelli italiani”. Quand’è che un grande vino diventa un bene d’investimento? “Quando presenta alcune caratteristiche imprescindibili” rispondono Clerici e Borghini Baldovinetti. Primo: deve essere longevo, perché se un grande vino non migliora invecchiando non sarà mai tenuto in considerazione. Secondo: la costanza, perché gli investitori non si fidano di aziende dai risultati altalenanti. Terzo: il brand e la riconoscibilità non solo del marchio, ma anche della zona da cui proviene. Quarto e ultimo: la rarità, perché ci sono ottimi vini che fanno un milione di bottiglie l’anno e i grandi numeri determinano l’inevitabile perdita di attrattività. Ad ogni modo esistono etichette come il memorabile 1985 di Sassicaia (Tenuta San Guido, Toscana), diverse annate di Masseto (Ornellaia, Toscana) e un paio di Monfortino di Giacomo Conterno (Barolo, Piemonte) che possono condividere con i più prestigiosi Lafite, Latour, Mouton e Romanée-Conti lo spazio nella tabella dei best performer, vini su cui investire ora e in futuro. “Tenendo comunque presente”, precisano da Vino e Finanza, “che i vini italiani presentano un’interessante evoluzione del valore nei primi anni, per poi assestarsi senza ulteriori progressi. Un Monfortino del 1990 può arrivare a 700 euro a bottiglia ma è assai improbabile che cresca fino a toccare le migliaia di euro. Invece il Romaneè Conti 2006 noi l’avevamo comprato a 3 mila e pensavamo di averlo pagato a caro prezzo. Oggi ne vale oltre 7 mila. Questa è la principale differenza tra Francia e resto del mondo”. Infine, diverse “nuove” zone sono sotto osservazione. Le principali sono due territori di grande tradizione come la Mosella per il Riesling, in Germania, e il nord del Portogallo per il Porto: promettono bene, al pari della zona di Avellino per il Taurasi e dell’Etna per le enormi potenzialità dei suoi vini lavici, ottenuti a partire da quell’antico vitigno autoctono che prende il nome di Nerello Mascalese. Certo non arriveranno mai ai ventimila euro di certe etichette francesi, ma poco importa ai gestori di un fondo: i quali, per utilizzare un termine in voga, più che al valore assoluto, badano allo “spread”.
Fonte: Pambianconews
One World Trade Center, grattacielo più costoso del mondo a New York
Considerata come la torre più costosa del pianeta, il grattacielo One World Trade Center è già in costruzione nella Ground Zero di New York.
Il costo di uesto complesso è di ben 3,8 miliardi di dollari; secondo il WSJ, questa cifra supera di 700 milioni di dollari le stime precedenti, facendola dunque considerare, come già detto, la torre per uffici più cara del pianeta.
Inoltre, una volta costruito, il One World Trade Center sarà anche il grattacielo più alto di New York, anche se non il più alto in assoluto, visto che il Burj Khalifa di Dubai supera di gran lunga le sue quote.
Il costo di questo grattacielo, secondo quanto rivelato, è sbalzato a causa dell’adottamento di rigorosi sistemi di sicurezza, anche perchè il One World Trade Center prenderà il posto delle Torri Gemelle.
Fonte: GoLook.it
Okeanos Aquascaping, piscina acquario per nuotare tra gli squali a New York
Magari avrete potuto immaginarla nei vostri sogni più arditi, ma un’opera del genere sicuramente nessuno l’ha mai vista fino ad ora.
Solo questo può spiegare il successo di questa enorme piscina/acquario creata da Okeanos Aquascaping, società di New York specializzata in acquari e progettazione di elementi acquatici.
Questa piscina nasce in realtà come acquario per gli squali, ma la sua grandezza è tale da poter dare l’occasione di potersi tuffare all’interno e godersi una nuotata tra gli squali.
Ovviamente, però, questa scelta in un’abitazione può essere fatta soltanto dai più facoltosi, visto che il prezzo di quest’opera è di circa 11 milioni di dollari; squali compresi.
La piscina in questione, inoltre, è disponibile su ordinazione e personalizzabile in ogni sua dimensione; la casa ha dichiarato che possono volerci fino a 5 mesi per la sua costruzione sul posto.
Fonte: GoLook.it
Christie’s, incanto memorabile per l’opera di Franz Hals di proprietà di Elizabeth Taylor
L’opera di Franz Hals aggiudicata per 2,1 milioni di dollari…
Un dipinto del diciassettesimo secolo del pittore fiammingo Frans Hals, appeso per anni sul caminetto della villa di Bel Air di Elizabeth Taylor, è stato venduto questa mattina a New York dalla casa d’aste Christie’s per 2,1 milioni di dollari. Il prezzo ha superato del doppio le stime di partenza. Per il lotto, infatti, si era impotizzato di raggiungere un incasso di circa un milione di dollari.
L’opera è “Ritratto di un uomo”, attribuita in passato ad un seguace di Hals. Solo di recente l’artista fiammingo, contemporaneo di Rembrandt, è stato riconosciuto come l’autore del quadro, che Liz Taylor ricevette in regalo dal padre nel 1950. E’ stato aggiudicato nell’ambito di Old Masters, la famosa serie di vendite di arte medievale e rinascimentale, organizzata ogni anno dalle due case d’aste newyorkesi Sotheby’s e Christie’s e che durerà oggi e domani.
Sono attese cifre da capogiro anche per il dipinto “La Madonna che allatta il bambino” di Han Memling, artista tedesco di formazione fiamminga del quindicesimo secolo. Il lotto verrà battuto, infatti, ad un prezzo di partenza che va dai 6 agli 8 milioni di dollari.
Fonte: TMNews




























