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Tangeri, viaggio tra mondi paralleli

March 27, 2012 Leave a comment

Il portiere mi apre la reception e rimane un poco interdetto. Conosceva vagamente William Burroughs di nome e non comprende il mio interesse per la camera n.9 dove visse e scrisse Il pasto nudo. Una camera banale, un lavabo, un letto, un armadio e diversi buchi nel muro per ricordare che lo scrittore americano era un adepto del tiro con la pistola. Dalla finestra si vede il mare e l’ avenue d’Espagne, la Promenade des Anglais di Tangeri. L’Hôtel El Muniria o Villa Delirium, come lo chiamavano i beatniks che lo avevano eletto a loro rifugio, non figura nelle guide come luogo indimenticabile del turismo letterario a Tangeri. Tangeri, luogo di appuntamenti per gli scrittori della beat generation, venuti qui a respirare boccate di libertà, di haschic o di oppio. Jack Kerouak e Allen Ginsberg hanno camminato nella medina gustando forse hamburgher insaporiti di kif, si sono riempiti di pasticcini al miele e hanno tirato tardi nei caffè del Petit Socco (piccolo mercato). “E’ uno dei rari posti nel mondo dove si puo’ fare quello che si vuole” proclamava Burroughs. A Tangeri, ci si arriva  per una storia d’amore, per un rimpianto, per niente e per tutto. La città custodisce l’impronta della letteratura vagabonda e tante ombre del passato. Non si contano più i visitatori che hanno scritto diari di viaggio o romanzi in questo luogo ingolfato di storia. Sulla terrazza di uno dei caffè della piazza del Petit Socco, per esempio, batte ancora il cuore della medina, colmo di sentimenti antichi e di sguardi lancinanti, ancora emozionanti. Alla Fuentes, dove Tennessee William, Paul Bowles e Djuna Barnes erano degli habitué, o al Tingis frequentato dai beatniks, bisogna sedersi e guardare. Il Petit Socco è un teatro della vita. Tutta la medina viene qui a mostrarsi. Tennessee William e Gore Vidal stavano qui per dragare i ragazzi, Errol Flynn le ragazze, i Beatles invece per comprare l’hashic. La  sede della Delegazione Americana, unico monumento storico classificato fuori dagli Stati Uniti, conserva nel suo Museo una sala dedicata a Paul Bowles. L’autore di Un thè nel deserto sta a Tangeri come Byron alla Grecia e Jack London all’Alaska, un bagliore eterno. La porta del Sahara è al centro della sua esistenza e delle sue opere. “Il mio soggiorno doveva essere di corta durata. Non avevo scelto di vivere a Tangeri in modo permanente; questo è successo tutto da solo“, confido’ Paul Bowles dopo essere sbarcato una prima volta a 19 anni, nel 1931, quando il kif era ancora di libera vendita dai tabaccai. Tangeri lo conquisto’ al punto di farlo restare tutta la vita. Si è spento nel 1999, lasciando le sue valigie ad attenderlo per sempre, alla Delegazione Americana. Tangeri ha lo charme indefinibile di Trieste, di Alessandria d’Egitto o di Valparaiso. La letteratura non si è mai installata nei suoi muri. A partire dal XIX° secolo gli scrittori vi giunsero di soppiatto: Edith Wharton, Colette, Mark Twain, Pierre Loti, Paul Morand, Gore Vidal, Tennessee Williams, Somerset Maugham, Saint-Exupéry, Joseph Kessel, Henry de Montherlant, Jean Genet.. Nel suo Impressioni di viaggio, Truman Capote consigliava: ” Prima di partire ricordatevi di queste tre cose: fatevi vaccinare, ritirate tutti i vostri risparmi e dite addio ai vostri amici“. Buongiorno Tangeri la bianca. Una città che si offre su sette colline, “sistemata come una vedetta sulla punta più a nord dell’Africa“, come disse carinamente Pierre Loti. Per niente Africa e molto di Europa. Sino al suo reingresso nel Marocco, nell’ottobre 1956, Tangeri beneficiava di uno status particolare di protettorato: nove potenze la governavano, quattro monete, tre lingue ufficiali, arabo, francese e spagnolo. La città è rimasta un assemblaggio di mondi paralleli, architetturalmente e umanamente. La collina residenziale di Marshal e simile alle città alsaziane, cottage brittanici e case di agricoltori come in Louisiana. Ville ispano-moresche, normanne o basche vestono il quartiere della Montagna. Nella medina, i derb si riempono di impasse oscuri, le piccole strade in salita conducono alle terrazze nascoste. La Kasbah, cittadella del potere, a strabiombo con i suoi grovigli di costruzioni alla Escher, in una prospettiva alla De Chirico. I continenti si amalgamano, i destini si incontrano. Le strade si chiamano Vélasquez, Louisiana o Shakespeare, i viali Paris o Pasteur. Un paese della cuccagna per gli occidentali dai cuori friabili. I commercianti sono indiani, i muratori spagnoli, i cordai ebrei, i droghieri musulmani, i pasticceri francesi, gli aristocratici inglesi e gli spioni del mondo intero. Cristiani, ebrei e musulmani si ritrovano nella medina, parlano il tangerino, un mélange di spagnolo e arabo. La comunità spagnola, che si attesta su 50.000 persone dopo la guerra civile, si sente a casa. Nel vecchio quartiere spagnolo che domina il porto, a due passi dall’Hôtel El Muniria, un barbiere appoggiato all’ingresso del suo salone, mi indirizza un buenos dias.  Boulevard Pasteur, l’arteria principale, dove gli abitanti si ritrovano alla sera sulla Terrasse des paresseux (terrazza dei pigri), davanti allo stretto di Gibilterra, per scrutare l’orizzonte dove il profilo della Spagna si avvicina o si allontana. Ieri, i contadini, con i loro muli carichi di prodotti della terra, si fermavano laggiù per riposare prima di continuare verso la piazza del Grand Socco. Qui si è  scritto la Storia: è  su questa piazza che Mohammed V mise fine al Protettorato. Questa vasta distesa separa la Tangeri mitica, con la sua medina del XII° secolo piegata sui suoi labirinti di strade strette, dalla Tangeri contemporanea immaginata dai francesi e installata su larghe avenues. Ieri, al Grand Socco, incantatori di serpenti, scrivani pubblici, commercianti di khôl e venditori di pane intrecciato si confondevano in un incredibile brusio; ai giorni  nostri, i commercianti e gli sfaccendati si uniscono agli automobilisti e agli autisti di taxi nello stesso capharnaüm. Dopo la fine del Protettorato, la città non era altro che una borgata del Marocco che navigava nei suoi bei quartieri e nei suoi larghi viali. Le grandi fortune disertarono la piazza. Tangeri, che non viveva d’altro che dei loro capricci e delle loro grandezze, entro’ in una lunga notte. Hassan II, che non la portava nel cuore per via della sua ribellione, mai domata, alla monarchia assoluta, la accantono’. Tangeri declassata a difetto di un Paese. Il cinema Rif, tutto nuovo e scintillante, domina la piazza e l’ingresso della medina. La sua sala Art Déco inaugurata nel 1948 ospita una cinemateca, una biblioteca e un bar. Al posto di opere hollywoodiane, si proiettano film marocchini e dei film detti “di genere” che hanno contribuito al mito. Tangeri, paradiso dello spionaggio, luogo di tutti i traffici e di tutti i piaceri. Roteante, proibita, noir. La filmografia si riassume in una ventina di lungometraggi, la maggiorparte di serie B: Missione a Tangeri, Volo su Tangeri, Guet-Apens a Tangeri.. La morte che rode, quello che si vede in La Môme vert-de-gris, un polar del 1952 con Eddie Constantine nel ruolo di  Lemmy Caution, agente dell’FBI, o in Uccidere non è un gioco, un James Bond del 1987. Un film, uno solo, le rende omaggio, è l’indimenticabile “Un the nel deserto” di Bernardo Bertolucci che si svolge nei luoghi reali come la Villa de France, l’Hôtel Continental, la strada di Tétouan o il Caffè Colon. Questi luoghi hanno conosciuto tempi migliori. La moribonda Villa de France, dove soggiorno’ Delacroix, domina un giardino a terrazze lasciato all’abbandono. Delacroix e Matisse l’hanno dipinto; Loti, Dumas, Montherland e Kessel lo descrissero nei loro romanzi. E prima di Bertolucci girarono alcune scene Julien Duvivier e Andrè Téchinè. Alla reception, un grammofono che si accompagna a un telefono degli anni ’30. L’Hôtel è rimasto nel suo succo, integro, e mi rallegro!. Altre costruzioni si degradano, come il Gran Teatro Cervantes e l’Hôtel Cécil dove soggiorno’ Michel Foucalt. Tangeri è un luogo di memorie che bisogna preservare. E’ imperdonabile, mi chiedo se diventerà un Paradiso perduto? I promotori immobiliari sembrano decisi a toglierle tutto il suo charme, le autorità preferiscono ai viaggiatori un turismo di massa. E se i tangerini sono colmi di nostalgia di quell’era di prosperità e di cultura del secolo scorso, la città invece vive un nuovo sogno. Dopo cinquant’anni di Purgatorio, Tangeri rinasce dalle sue ceneri. Mohammed VI, chiamato anche M6, vuole restituirle il suo prestigio e a Tangeri ha riservato la sua prima visita ufficiale. Il Re è un habitué di Tangeri, non solo per fare jogging o jet-ski. I progetti abbondano: nuovo porto, zona franca, infrastrutture stradali, complessi turistici. Il perimetro urbano, che si ingrandisce ogni giorno per accogliere oltre un milione di tangerini, tende a soffocare la campagna. La città sta diventando un oggetto di coinvolgimento. Alcune celebrità si sono installate: Renaud, Bernard-Henry Lévy, Francis Ford Coppola e Richard Branson (Patron della Virgin), manifestando un innamoramento totale per la medina o dei suoi quartieri di Marshal o della Montagna. Cosa sarà di questa città culto? Una nuova Marrakech? Una  nuovacittà fashion con il suo pseudo souk, le sue lampade di Aladino, le sue babouches, le sue Fantasie e i suoi ristoranti con danzatrici del ventre?. Ho paura.

Fonte: My Amazighen

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New York City, luci e musica nella ‘notte’ newyorkese per antonomasia

December 29, 2011 Leave a comment

Oltre 1 milione di persone sono attese a Times Square la notte del 31 dicembre, quando tra un successo della trasformista Lady Gaga e una hit dell’idolo pop Justin Bibier si saluterà il 2011 per accogliere il nuovo anno. Ma la festa a New York non si ferma al colorato crocevia del mondo: nei cinque distretti sono tante le proposte per festeggiare la “notte” per eccellenza.
Il tradizionale e più seguito evento di Capodanno è quello di Times Square: milioni di persone in piazza e oltre 1 miliardo di telespettatori da tutto il mondo brindano al nuovo anno osservando il celebre Ball Drop, una tradizione lunga 104 anni. Aspettando la mezzanotte saranno Lady Gaga e Justin Bieber ad animare la folla durante lo spettacolo Dick Clark’s New Year’s Rockin’ Eve con Ryan Seacrest.
La grande sfera che con la sua discesa dal One di Times Square segna l’inizio del nuovo anno è ricoperta da 2.688 cristalli liquidi e alimentata da 32.256 luci LED capaci di creare una palette di oltre 16 milioni di colori.
Un desiderio per il 2012: è quello che turisti e newyorkesi lasciano ogni giorno all’interno del Times Square Visitor Center, dove è stato predisposto un muro, il New Year’s Eve Wishing Wall, dove appendere il proprio biglietto con le speranze per l’anno nuovo. E’ possibile inviare il proprio pensiero anche online su timessquarenyc.org. Tutti i desideri verranno poi scritti sui coriandoli che riempiranno Times Square la notte di Capodanno a mezzanotte.
Di corsa verso il 2012: la notte di Capodanno New York Road Runners ospita la Emerald Nuts Midnight Run (nyrr.org). La corsa di circa 6 km a Central Park inizia a mezzanotte preceduta da grandi festeggiamenti: laser show, fuochi d’artificio, parate in costume, musica e danza. Appuntamento al Central Park Bandshell.
L’appuntamento con la musica è alle 20 del 31 dicembre alla Avery Fish Hall, quando la New York Philharmonic diretta da Alan Gilbert si esibirà nel concerto A New Yorker’s New Year’s Eve, con le composizioni di Leonard Bernstein e George Gershwin. I biglietti possono essere acquistati online su nyphil.org.
Tanti i concerti in programma per il Capodanno di New York come Chuck Berry al B.B. King Blues Club & Grill e Assembly of Dust alla Mercury Lounge. Gogol Bordello si esibisce al Terminal 5, Gov’t Mule al Beacon Theatre, e The Budos Band alla Music Hall of Williamsburg. Per maggiori informazioni e per acquistare i biglietti: ticketmaster.com.
Le celebrazioni per il Capodanno a Brooklyn iniziano alle 23 alla Grand Army Plaza e con i fuochi d’artificio di mezzanotte a Long Meadow. I migliori punti di osservazione per gli spettacoli pirotecnici sono Grand Army Plaza, West Drive a Prospect Park e a Prospect Park West tra Grand Army Plaza e 9th Street. Per maggiori informazioni prospectpark.org.
Capodanno sull’acqua con Circle Line Sightseeing Cruises, ammirando i fuochi d’artificio che illuminano la città e le viste mozzafiato su Lower Manhattan e la Statua della Libertà. La crociera di Capodanno include open bar, hors d’oeuvre, DJ set e brindisi di mezzanotte, dalle 22 fino all’1 di notte. I biglietti, di $140 sono disponibili su circleline42.com.
Al Queens Theatre a Flushing Meadows-Corona Park nel Queens, il Capodanno si festeggia con le esibizioni degli acrobati e contorsionisti di Golden Dragon Acrobats. Lo spettacolo inizia alle 19 e include il brindisi di mezzanotte. Per maggiori informazioni e per acquistare i biglietti queenstheatre.org.
Per maggiori informazioni sugli eventi delle vacanze di fine anno a New York: nycgo.com/holidays.
Per maggiori informazioni sulla città di New York: http://www.nycgo.com
NYC & Company è l’ente ufficiale per la promozione turistica di New York City. I suoi obiettivi primari sono l’incremento dell’offerta turistica nei cinque distretti – Brooklyn, The Bronx, Manhattan, Queens e Staten Island, lo sviluppo economico e la diffusione dell’immagine della città di New York nel mondo. nycgo.com
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Fonte: Orient Express

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Splash Dog, parco divertimenti per amici a quattro zampe

In questo articolo daremo uno sguardo ad una novità assoluta per l’Italia, pensata appositamente per i nostri amici a quattro zampe: si chiama “Splash Dog” ed è stata organizzata per la prima volta nel nostro paese dalle associazioni “Diamoci La Zampa” e “Gaia Animali & Ambiente”.  Gli ingredienti? Tuffi, schizzi e solidarietà!

Lo scopo di Splash Dog

Sicuramente ti  chiederai in cosa consiste questo tipo di attività, definita dagli esperti “ludico-sportiva”; i cani vengono stimolati da palline e altri oggetti da presa che vengono lanciati dai padroni, al fine di tuffarsi in acqua per divertirsi e, per i più piccoli, familiarizzare con l’acqua attraverso gesti spontanei ed istintivi. Se questo pretesto non bastasse per convincerti a provare questa attività è importante sapere che l’iniziativa prevede una raccolta fondi per poter curare e vaccinare i cuccioli “ospitati” dalle associazioni organizzatrici.

Dove e come

Splash Dog, per il momento, è previsto per il mese di settembre all’Idroscalo di Milano; è chiaro che si tratta di un’ esperimento, tuttavia il successo degli scorsi 11 e 12 giugno sono sicuro che servirà ad alimentare questa iniziativa e (probabilmente per il prossimo anno) ne sentirai parlare, considerando che negli Stati Uniti è molto diffusa. Per partecipare occorre iscriversi direttamente sul posto, effettuando un’offerta libera (che verrà devoluta alle associazioni di cui sopra); i partecipanti riceveranno in regalo una t-shirt firmata Splash Dog ed un attestato. I cani più divertiti e divertenti potranno partecipare ai “tuffi finali”, dove sarà inevitabile divertirsi.

http://www.gaiaitalia.it
http://www.diamocilazampa.it
infosplashdog@gmail.com

Stefano Campagna

Fonte: Skimbu

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Rainbow MagicLand, apertura del più grande parco divertimenti d’Italia

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Dov’è finita la magia che un tempo colorava il mondo?
Giovedì 26 maggio 2011, a Roma – Valmontone il Rainbow MagicLand, che con i suoi 600.000 mq di superficie sarà il più grande parco divertimenti a tema d’Italia. Ispirato ai mondi fantastici creati dal gruppo Rainbow, sei delle 24 aree del parco saranno direttamente ispirate ai personaggi delle Winx, Monster Allergy, Huntik e PopPixie, il tutto costruito con imponenti scenografie che hanno lo scopo di fare immergere i visitatori in un’atmosfera e un mondo magici. E proprio la magia è la parola chiave di questo parco che cerca di farla emergere in ogni suo elemento, dalle architetture fantastiche al grande lago artificiale che sarà teatro di spettacoli e al centro di alcune attrazioni, e con tanti personaggi che popoleranno queste ambientazioni come vichinghi, fate, stregoni e avventurieri.

Sono 35 le attrazioni offerte dal Rainbow MagicLand, alcune dedicate ai bambini, altre alle famiglie e infine quelle più adrenaliniche per i giovani adulti. Il parco punta all’innovatività, in quanto alcune di esse non sono mai state presentate in Italia e una è un inedito assoluto in Europa: la Huntik, che vedrà coinvolgere i partecipanti in un’avventura sotterranea, armati di pistole laser.
Sul sito internet potete trovare tutte le informazioni, come prezzi e aperture, mentre sul blog ufficiale è in corso una campagna promozionale del parco che si estende in tutta Italia e offre varie possibilità di vincere degli ingressi omaggio.
Buona avventura a tutti!

Fonte: Noisymag

Budapest, gioiello brillante del Danubio

Atmosfera internazionale a Budapest dal 18 marzo al 3 aprile per il Festival di Primavera: in questi giorni si susseguiranno nella capitale ungherese interessanti esibizioni di personaggi determinanti per la vita artistica del mondo.
Durante il Festival piazza Vörösmarty ospiterà una mostra mercato dell’artigianato, degustazioni gastronomiche della cucina tradizionale e un serie di programmi all’aperto.
Il Festival sarà solo il punto di partenza per la scoperta di questa città ricca di musei, gallerie e attrattive turistiche.
La Casa del Terrore (Terror Háza), il Museo di Belle Arti (Szépművészeti Múzeum), la Galleria Nazionale Ungherese (Magyar Nemzeti Galéria), il Museo Nazionale Ungherese (Magyar Nemzeti Múzeum), il Museo di arte contemporanea Ludwig (Ludwig Múzeum) sono solo alcune delle tappe classiche della scoperta di Budapest.
Con la guida Lonely Planet di Budapest sarà possibile scoprire i must della capitale ungherese e alternare passeggiate a shopping, musei a gallerie, architettura art nouveau a rilassanti pause termali.
Albergo di lusso a un costo contenuto? Con l’offerta “Winter Invitation”, Kempinski Corvinus propone tre notti al prezzo di due.
Per chi ama, invece, vivere la città da perfetto cittadino, 7 Seasons Apartments sarà la soluzione ideale per sentirsi a Budapest come a casa.
I luoghi cool non mancano in questa città dei mille volti: il Leroy Café propone piatti europei curati, il ristorante Menza regala pause piacevoli in un ambiente dal gusto retrò, il New York Café, cuore del New York Palace del Boscolo Group, considerato in passato “il caffé più bello del mondo” é un luogo suggestivo e pieno di storia.
Per una sosta benessere da non perdere il Bagno Termale Gellert, per uno shopping dai mille volti vale una visita la galleria Magma, per un’esperienza più tradizionale via Váci propone una vasta offerta di prodotti di lusso di marche internazionali.
Il Mercato Centrale é un ottimo posto per gustare alcune prelibatezze della cucina ungherese, come salsicce e “pálinka”.
Budapest, con il suo cuore pulsante, sarà una bella scoperta.
Con Wizz Air é possibile raggiungere la capitale ungherese a tariffe vantaggiose.
7 SEASONS APARTMENTS: http://www.7seasonsapartments.com
NEW YORK CAFÉ’: http://www.boscolohotels.com
BAGNO TERMALE GELLER: http://www.gellertbath.com
Barbara Micheletto Spadini

 

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