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Marocco, weekend tra cultura e tradizione

October 6, 2012 Leave a comment

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UN WEEKEND TRA CULTURA E TRADIZIONE TRA LE CITTA’ SIMBOLO DEL MAROCCO
Marrakech, Casablanca e Fès per un’immersione tra tradizioni, sapori, relax degli hammam e vita notturna
Per i malinconici delle vacanze e dell’estate, il Marocco, a sole 3 ore di volo dai principali aeroporti italiani (Torino/Cuneo, Milano Malpensa, Bergamo, Bologna, Pisa, Venezia e Roma), è la destinazione ideale per trascorrere un weekend alla scoperta della tradizione berbera fatta di sapori, colori che inebriano ogni viaggiatore, ma non solo.
In particolare Marrakech, Casablanca e Fès offrono le esperienze più diverse.
Marrakech, la città rossa, permette di immergersi nel suo suk e perdersi nel dedalo dei vicoli per dedicarsi allo shopping tra artigianato e tradizione. Tappa d’obbligo, al tramonto, nella famosa piazza Jemaâ El Fna, dal 2001 patrimonio orale e immateriale dell’UNESCO, punto di passaggio fra il Marocco tradizionale e il Marocco moderno. La piazza si anima ogni giorno fino a tarda ora con musicisti, danzatori, acrobati, mangiatori di fuoco, cartomanti, portatori d’acqua, tatuatori con l’hennè e canta storie che tramandano il loro sapere orale, gestuale e canoro, incantando non solo i turisti ma anche i frequentatori abituali. Immersi dai fumi delle bancarelle che preparano i piatti tipici della tradizione marocchina, la piazza offre un’esperienza unica da non perdere.
Per gli amanti dello shopping sfrenato e di tendenza, il nuovo distretto creativo Sidi Ghanem è oggi punto di incontro di artisti e stilisti emergenti che con i loro atelier e show-room propongono un nuovo design marocchino rivisitato in chiave moderna/contemporanea che incontra e soddisfa il gusto e le preferenze dei numerosi turisti.
Marrakech è anche vita notturna grazie ai numerosi pub, locali e discoteche animate da grandi DJ internazionali che fanno pulsare la città al ritmo della musica oltrepassando le mura che custodiscono da secoli i sontuosi palazzi dell’età d’oro della città imperiale.
Immergersi nella tradizione, pernottare in uno dei 600 riad – la casa giardino – è un’esperienza unica e di autentica vita marocchina.
Voli quotidiani diretti dall’Italia con easyJet. Oppure voli bi-settimanali diretti con Ryanair e con Air Arabia da Bergamo.
http://www.marrakech.travel/it/html/benvenuto
Fès è considerata il cuore del Marocco, la guardiana delle tradizioni e della memoria arabo-ispanica, capitale spirituale del Regno e culla della civiltà marocchina. Nascosta tra i cedri sulle alture del Medio Atlante, la sua medina è tra le più grandi e antiche al mondo: percorribile solo a piedi, all’interno di un dedalo di 9.400 vicoli, è stata dichiarata patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO. Qui si trova uno dei più famosi quartieri dei conciatori dove vengono lavorate le pelli che saranno poi impiegate per la produzione di capi di pelletteria e arredamento. Altrettanto famosi gli artigiani che si tramandano l’arte ancestrale della produzione di mattonelle smaltate, vasi e ceramiche decorate con il celebre blu cobalto. Fès è considerata anche la capitale del benessere con i suoi numerosi hammam classificati patrimonio dell’UNESCO per la loro architettura raffinata, i mosaici, le colonne e i giochi di luce che accolgono i visitatori alla ricerca di un’oasi di pace e relax. Abili massaggiatori di lunga esperienza, con l’impiego di prodotti di origine naturale tra cui il ghassoul a base di argilla naturale, rigenerano anima e corpo con un rituale tramandato di generazione in generazione.
Voli diretti 2 volte la settimana con Ryanair da Bergamo.
http://www.visitmorocco.com/index.php/ita/Vado-a/Fez/Imperdibile
Casablanca è l’incarnazione del Marocco moderno, dove si può godere l’animata vita notturna sulle Corniche, o lungomare, di Aïn-Diab dominato da ristoranti alla moda e pub trendy. Ma Casablanca è anche shopping. Di recentissima costruzione, il Marocco Mall è il nuovo e più grande centro commerciale dell’Africa che si estende su una superficie di 250 mila metri quadrati con 300 boutique di maison della moda internazionale – tra cui Luis Vuitton, Gucci, Prada, Armani, Dolce&Gabbana, Galeries Lafayette solo per citarne alcuni – e luoghi per il divertimento e l’intrattenimento che ogni anno attira oltre 14 milioni di persone. La città offre anche un patrimonio storico particolarmente ricco con la Moschea di Hassan II. In parte costruita sul mare, è la terza moschea al mondo per dimensioni – il migliore esempio di stile arabo-musulmano – concepita con l’obiettivo di unire in armonia il modernismo e l’architettura marocchina. Considerata la vetrina dell’artigianato marocchino, la moschea può essere visitata anche dai turisti in orari e giorni stabiliti. Oltre alla moschea, meritano una visita la Medina Vecchia – centro storico cittadino – e la Cattedrale del Sacro Cuore. Nel XX secolo la città ha accolto gli architetti della nuova generazione formati alla scuola delle Belle Arti di Parigi e le costruzioni risalenti a quest’epoca ne rispecchiano lo stile, unendo l’Art Déco allo stile moresco e moderno, rendendo così Casablanca famosa in tutto il mondo.
Voli diretti quotidiani con Royal Air Maroc, Alitalia, Air Arabia e easyJet dai principali aeroporti italiani.
http://www.visitmorocco.com/index.php/ita/Vado-a/Casablanca/Imperdibile

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New York, sette attrazioni da vedere della grande mela

September 27, 2012 Leave a comment

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New York è la città che non dorme mai, è la grande mela, è la capitale dello shopping (ma non della moda), la capitale degli affari… È tutto. Vediamo quali sono veramente le cose essenziali da vedere e fare a New York, con foto completamente inedite.
L’essenziale e bello di New York
5th Avenue
Ebbene, la famosa 5th Avenue è la prima “attrazione” che consiglio. Non per lo shopping (anche per quello!), ma perché è l’unico posto al mondo in cui ti sembra di vedere un film: il mondo che si muove. La moda, gli affari, la povertà, l’eleganza, la bellezza, la cultura, la storia. Vedi tutto, noti di tutto. Dal business man in giacca cravatta al barbone che si rifugia nell’angolo fino agli abiti che arrivano a costare migliaia di dollari. È decisamente la via più incasinata al mondo, e per questo ha il suo fascino.
Empire State Building
Aperto dalle 8 di mattina alle 2 della mattina del giorno successivo, è certamente il grattacielo più importante dove puoi vedere lo skyline di New York. Più importante perché l’Empire State Building è il grattacielo più storico di New York ed uno dei primi al mondo ad ammettere la possibilità di visitare l’ultimo piano. Dall’alto potrai vedere una vista magnifica oltre che sentire il suono del rumore acustico di New York. Da così grande, New York diventerà così piccola vista dall’ESB…
Top of the Rock – Rockefeller Center
Voi mi direte: non basta andare all’ESB per vedere tutta New York? La risposta è No. Questa qui sopra è la vista dal Top of the Rock. L’Empire State Building è certamente un grattacielo su cui bisogna fare visita, ma anche dal Top of the Rock, dentro il Rockefeller Center, potrai ammirare una vista incantevole e potrai vedere l’Empire State Building in tutta la sua bellezza.
Ground Zero
Ground Zero è la zona finanziaria di New York dove caddero le torri gemelle nel triste giorno che tutti ricordiamo: l’11 Settembre 2001. È un luogo assolutamente da visitare. Nelle mie visite a New York sono sempre stato a Ground Zero, potendo fotografare i lavori per la nuova Freedom Tower nel 2010 e nel 2011. Ecco le due foto, come noterai in un solo anno hanno costruito parecchi piani della torre, che sarà inaugurata probabilmente verso la fine del 2013. La Freedom Tower sarà alta 541 metri ed è stata definita da molti la “torre più bella del mondo”.
Central Park
Lungo 4 km e largo 800 metri, Central Park è il parco che tutti vorremmo nelle nostre città. Zoo, campi da beach volley, da calcio, football, aree cani enormi, ruscelli… Quando ci entrerai non ti sembrerà per niente di essere a New York. È definito il polmone di New York perché è talmente grande che se non esistesse New York avrebbe seri problemi con l’inquinamento. Buona percentuale dell’anidride carbonica della metropoli viene infatti assorbita dai migliaia di alberi di Central Park. Visitalo più che puoi ed esploralo senza badare a dove vai, perché è il bello di Central Park.
Wall Street
Wall Street è il nome usato per definire il distretto finanziario di New York. Merita sempre una visita in quanto si tratta del luogo finanziario più importante e influente al mondo. Purtroppo non si può entrare ma potrete comunque passeggiare per le strade del distretto finanziario.
Times Square
Times Square è probabilmente la piazza (anche se in realtà è un incrocio) più caotico e famoso al mondo. Popolare per le sue insegne pubblicitarie, merita obbligatoriamente una visita. È anche il posto in cui vi sentirete talmente piccoli perché vi sembrerà di essere immersi tra i grattacieli. Oltre a questo Times Square è sempre luogo di personaggi bizzarri e ottimi negozi come Levi’s e il famoso M&M Store.
Tutto il resto
In ogni città ci sono sempre tante attrazioni, musei, luoghi di tendenza. Bisogna spesso distinguere però i luoghi troppo turistici da quelli che invece ti sorprendono veramente. Di musei ce ne sono troppi, perché alla città costano poco (una volta fatto l’investimento iniziale) e attirano sempre un numero minimo di gente. Non sono un amante dei musei e per questo non ne ho inclusi nella mia lista in questo articolo. Sappi però che il Guggenheim e il Museo di Storia Naturale (dove hanno girato Una notte al museo con Ben Stiller) sono i primi da vedere e che hanno incuriosito pure me. Anche la New York Public Library nella 5th Avenue, dove hanno girato The Day After Tomorrow, meriterebbe una visita. Da non dimenticare il Natural Museum of American History e il Lincoln Memorial nella vicina Washington (e se andate a Washington obbligatoria la visita alla White House).
E la Statua della Libertà? Decidi te se vale la pena prendere il traghetto e spendere 3-4 ore per visitarla. Personalmente credo non ci sia il bisogno di andare sull’isola, piuttosto meglio fare una passeggiata lungo il fiume Hudson e avrai l’opportunità di vederla comunque. Se però hai parecchio tempo una visita sull’isola ne vale la pena.
Un’altra cosa che ti consiglio di fare è certamente la passeggiata lungo l’High Line, che si tratta di un percorso sopra i binari usati dai vecchi treni merci fino al 1980.

Alberto Ziveri

Fonte: BlogModa

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Marocco, dinner on air

July 6, 2012 Leave a comment

Il concept, di origine belga, consiste nel servire la cena, sospesi in aria ad oltre 50 mt dal suolo. Ventidue privilegiati si siederanno a tavola su di una piattaforma di sette tonnellate sospesa d una gru gigante e ammireranno il panorama circostante.  Questa tipologia di cena, molto diversa dalle classiche cene al ristorante sicuramente, è un concept belga ed applicato in oltre 43 paesi nel mondo, tra cui Las Vegas, Sydney, Monaco e Dubai. David Ghyslels, il creatore, ha dichiarato alla MAP che introdurrà questo avvenimento in Marocco, motivando la scelta del reame per “ le sue bellezze naturali, i suoi siti storici e la sua arte culinaria molto raffinata”. Il Marocco, secondo Ghyslels, è pronto ad accogliere questo evento in primis per la sua reputazione di luogo per incontri culturali e sportivi di classe e secondo l’organizzatore la prima cena in aria sarà organizzata per il mese di agosto. Non si conosce ancora il luogo e  i prezzi per questa follia.

Fonte: My Amazighen

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Tangeri, viaggio tra mondi paralleli

March 27, 2012 Leave a comment

Il portiere mi apre la reception e rimane un poco interdetto. Conosceva vagamente William Burroughs di nome e non comprende il mio interesse per la camera n.9 dove visse e scrisse Il pasto nudo. Una camera banale, un lavabo, un letto, un armadio e diversi buchi nel muro per ricordare che lo scrittore americano era un adepto del tiro con la pistola. Dalla finestra si vede il mare e l’ avenue d’Espagne, la Promenade des Anglais di Tangeri. L’Hôtel El Muniria o Villa Delirium, come lo chiamavano i beatniks che lo avevano eletto a loro rifugio, non figura nelle guide come luogo indimenticabile del turismo letterario a Tangeri. Tangeri, luogo di appuntamenti per gli scrittori della beat generation, venuti qui a respirare boccate di libertà, di haschic o di oppio. Jack Kerouak e Allen Ginsberg hanno camminato nella medina gustando forse hamburgher insaporiti di kif, si sono riempiti di pasticcini al miele e hanno tirato tardi nei caffè del Petit Socco (piccolo mercato). “E’ uno dei rari posti nel mondo dove si puo’ fare quello che si vuole” proclamava Burroughs. A Tangeri, ci si arriva  per una storia d’amore, per un rimpianto, per niente e per tutto. La città custodisce l’impronta della letteratura vagabonda e tante ombre del passato. Non si contano più i visitatori che hanno scritto diari di viaggio o romanzi in questo luogo ingolfato di storia. Sulla terrazza di uno dei caffè della piazza del Petit Socco, per esempio, batte ancora il cuore della medina, colmo di sentimenti antichi e di sguardi lancinanti, ancora emozionanti. Alla Fuentes, dove Tennessee William, Paul Bowles e Djuna Barnes erano degli habitué, o al Tingis frequentato dai beatniks, bisogna sedersi e guardare. Il Petit Socco è un teatro della vita. Tutta la medina viene qui a mostrarsi. Tennessee William e Gore Vidal stavano qui per dragare i ragazzi, Errol Flynn le ragazze, i Beatles invece per comprare l’hashic. La  sede della Delegazione Americana, unico monumento storico classificato fuori dagli Stati Uniti, conserva nel suo Museo una sala dedicata a Paul Bowles. L’autore di Un thè nel deserto sta a Tangeri come Byron alla Grecia e Jack London all’Alaska, un bagliore eterno. La porta del Sahara è al centro della sua esistenza e delle sue opere. “Il mio soggiorno doveva essere di corta durata. Non avevo scelto di vivere a Tangeri in modo permanente; questo è successo tutto da solo“, confido’ Paul Bowles dopo essere sbarcato una prima volta a 19 anni, nel 1931, quando il kif era ancora di libera vendita dai tabaccai. Tangeri lo conquisto’ al punto di farlo restare tutta la vita. Si è spento nel 1999, lasciando le sue valigie ad attenderlo per sempre, alla Delegazione Americana. Tangeri ha lo charme indefinibile di Trieste, di Alessandria d’Egitto o di Valparaiso. La letteratura non si è mai installata nei suoi muri. A partire dal XIX° secolo gli scrittori vi giunsero di soppiatto: Edith Wharton, Colette, Mark Twain, Pierre Loti, Paul Morand, Gore Vidal, Tennessee Williams, Somerset Maugham, Saint-Exupéry, Joseph Kessel, Henry de Montherlant, Jean Genet.. Nel suo Impressioni di viaggio, Truman Capote consigliava: ” Prima di partire ricordatevi di queste tre cose: fatevi vaccinare, ritirate tutti i vostri risparmi e dite addio ai vostri amici“. Buongiorno Tangeri la bianca. Una città che si offre su sette colline, “sistemata come una vedetta sulla punta più a nord dell’Africa“, come disse carinamente Pierre Loti. Per niente Africa e molto di Europa. Sino al suo reingresso nel Marocco, nell’ottobre 1956, Tangeri beneficiava di uno status particolare di protettorato: nove potenze la governavano, quattro monete, tre lingue ufficiali, arabo, francese e spagnolo. La città è rimasta un assemblaggio di mondi paralleli, architetturalmente e umanamente. La collina residenziale di Marshal e simile alle città alsaziane, cottage brittanici e case di agricoltori come in Louisiana. Ville ispano-moresche, normanne o basche vestono il quartiere della Montagna. Nella medina, i derb si riempono di impasse oscuri, le piccole strade in salita conducono alle terrazze nascoste. La Kasbah, cittadella del potere, a strabiombo con i suoi grovigli di costruzioni alla Escher, in una prospettiva alla De Chirico. I continenti si amalgamano, i destini si incontrano. Le strade si chiamano Vélasquez, Louisiana o Shakespeare, i viali Paris o Pasteur. Un paese della cuccagna per gli occidentali dai cuori friabili. I commercianti sono indiani, i muratori spagnoli, i cordai ebrei, i droghieri musulmani, i pasticceri francesi, gli aristocratici inglesi e gli spioni del mondo intero. Cristiani, ebrei e musulmani si ritrovano nella medina, parlano il tangerino, un mélange di spagnolo e arabo. La comunità spagnola, che si attesta su 50.000 persone dopo la guerra civile, si sente a casa. Nel vecchio quartiere spagnolo che domina il porto, a due passi dall’Hôtel El Muniria, un barbiere appoggiato all’ingresso del suo salone, mi indirizza un buenos dias.  Boulevard Pasteur, l’arteria principale, dove gli abitanti si ritrovano alla sera sulla Terrasse des paresseux (terrazza dei pigri), davanti allo stretto di Gibilterra, per scrutare l’orizzonte dove il profilo della Spagna si avvicina o si allontana. Ieri, i contadini, con i loro muli carichi di prodotti della terra, si fermavano laggiù per riposare prima di continuare verso la piazza del Grand Socco. Qui si è  scritto la Storia: è  su questa piazza che Mohammed V mise fine al Protettorato. Questa vasta distesa separa la Tangeri mitica, con la sua medina del XII° secolo piegata sui suoi labirinti di strade strette, dalla Tangeri contemporanea immaginata dai francesi e installata su larghe avenues. Ieri, al Grand Socco, incantatori di serpenti, scrivani pubblici, commercianti di khôl e venditori di pane intrecciato si confondevano in un incredibile brusio; ai giorni  nostri, i commercianti e gli sfaccendati si uniscono agli automobilisti e agli autisti di taxi nello stesso capharnaüm. Dopo la fine del Protettorato, la città non era altro che una borgata del Marocco che navigava nei suoi bei quartieri e nei suoi larghi viali. Le grandi fortune disertarono la piazza. Tangeri, che non viveva d’altro che dei loro capricci e delle loro grandezze, entro’ in una lunga notte. Hassan II, che non la portava nel cuore per via della sua ribellione, mai domata, alla monarchia assoluta, la accantono’. Tangeri declassata a difetto di un Paese. Il cinema Rif, tutto nuovo e scintillante, domina la piazza e l’ingresso della medina. La sua sala Art Déco inaugurata nel 1948 ospita una cinemateca, una biblioteca e un bar. Al posto di opere hollywoodiane, si proiettano film marocchini e dei film detti “di genere” che hanno contribuito al mito. Tangeri, paradiso dello spionaggio, luogo di tutti i traffici e di tutti i piaceri. Roteante, proibita, noir. La filmografia si riassume in una ventina di lungometraggi, la maggiorparte di serie B: Missione a Tangeri, Volo su Tangeri, Guet-Apens a Tangeri.. La morte che rode, quello che si vede in La Môme vert-de-gris, un polar del 1952 con Eddie Constantine nel ruolo di  Lemmy Caution, agente dell’FBI, o in Uccidere non è un gioco, un James Bond del 1987. Un film, uno solo, le rende omaggio, è l’indimenticabile “Un the nel deserto” di Bernardo Bertolucci che si svolge nei luoghi reali come la Villa de France, l’Hôtel Continental, la strada di Tétouan o il Caffè Colon. Questi luoghi hanno conosciuto tempi migliori. La moribonda Villa de France, dove soggiorno’ Delacroix, domina un giardino a terrazze lasciato all’abbandono. Delacroix e Matisse l’hanno dipinto; Loti, Dumas, Montherland e Kessel lo descrissero nei loro romanzi. E prima di Bertolucci girarono alcune scene Julien Duvivier e Andrè Téchinè. Alla reception, un grammofono che si accompagna a un telefono degli anni ’30. L’Hôtel è rimasto nel suo succo, integro, e mi rallegro!. Altre costruzioni si degradano, come il Gran Teatro Cervantes e l’Hôtel Cécil dove soggiorno’ Michel Foucalt. Tangeri è un luogo di memorie che bisogna preservare. E’ imperdonabile, mi chiedo se diventerà un Paradiso perduto? I promotori immobiliari sembrano decisi a toglierle tutto il suo charme, le autorità preferiscono ai viaggiatori un turismo di massa. E se i tangerini sono colmi di nostalgia di quell’era di prosperità e di cultura del secolo scorso, la città invece vive un nuovo sogno. Dopo cinquant’anni di Purgatorio, Tangeri rinasce dalle sue ceneri. Mohammed VI, chiamato anche M6, vuole restituirle il suo prestigio e a Tangeri ha riservato la sua prima visita ufficiale. Il Re è un habitué di Tangeri, non solo per fare jogging o jet-ski. I progetti abbondano: nuovo porto, zona franca, infrastrutture stradali, complessi turistici. Il perimetro urbano, che si ingrandisce ogni giorno per accogliere oltre un milione di tangerini, tende a soffocare la campagna. La città sta diventando un oggetto di coinvolgimento. Alcune celebrità si sono installate: Renaud, Bernard-Henry Lévy, Francis Ford Coppola e Richard Branson (Patron della Virgin), manifestando un innamoramento totale per la medina o dei suoi quartieri di Marshal o della Montagna. Cosa sarà di questa città culto? Una nuova Marrakech? Una  nuovacittà fashion con il suo pseudo souk, le sue lampade di Aladino, le sue babouches, le sue Fantasie e i suoi ristoranti con danzatrici del ventre?. Ho paura.

Fonte: My Amazighen

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New York City, luci e musica nella ‘notte’ newyorkese per antonomasia

December 29, 2011 Leave a comment

Oltre 1 milione di persone sono attese a Times Square la notte del 31 dicembre, quando tra un successo della trasformista Lady Gaga e una hit dell’idolo pop Justin Bibier si saluterà il 2011 per accogliere il nuovo anno. Ma la festa a New York non si ferma al colorato crocevia del mondo: nei cinque distretti sono tante le proposte per festeggiare la “notte” per eccellenza.
Il tradizionale e più seguito evento di Capodanno è quello di Times Square: milioni di persone in piazza e oltre 1 miliardo di telespettatori da tutto il mondo brindano al nuovo anno osservando il celebre Ball Drop, una tradizione lunga 104 anni. Aspettando la mezzanotte saranno Lady Gaga e Justin Bieber ad animare la folla durante lo spettacolo Dick Clark’s New Year’s Rockin’ Eve con Ryan Seacrest.
La grande sfera che con la sua discesa dal One di Times Square segna l’inizio del nuovo anno è ricoperta da 2.688 cristalli liquidi e alimentata da 32.256 luci LED capaci di creare una palette di oltre 16 milioni di colori.
Un desiderio per il 2012: è quello che turisti e newyorkesi lasciano ogni giorno all’interno del Times Square Visitor Center, dove è stato predisposto un muro, il New Year’s Eve Wishing Wall, dove appendere il proprio biglietto con le speranze per l’anno nuovo. E’ possibile inviare il proprio pensiero anche online su timessquarenyc.org. Tutti i desideri verranno poi scritti sui coriandoli che riempiranno Times Square la notte di Capodanno a mezzanotte.
Di corsa verso il 2012: la notte di Capodanno New York Road Runners ospita la Emerald Nuts Midnight Run (nyrr.org). La corsa di circa 6 km a Central Park inizia a mezzanotte preceduta da grandi festeggiamenti: laser show, fuochi d’artificio, parate in costume, musica e danza. Appuntamento al Central Park Bandshell.
L’appuntamento con la musica è alle 20 del 31 dicembre alla Avery Fish Hall, quando la New York Philharmonic diretta da Alan Gilbert si esibirà nel concerto A New Yorker’s New Year’s Eve, con le composizioni di Leonard Bernstein e George Gershwin. I biglietti possono essere acquistati online su nyphil.org.
Tanti i concerti in programma per il Capodanno di New York come Chuck Berry al B.B. King Blues Club & Grill e Assembly of Dust alla Mercury Lounge. Gogol Bordello si esibisce al Terminal 5, Gov’t Mule al Beacon Theatre, e The Budos Band alla Music Hall of Williamsburg. Per maggiori informazioni e per acquistare i biglietti: ticketmaster.com.
Le celebrazioni per il Capodanno a Brooklyn iniziano alle 23 alla Grand Army Plaza e con i fuochi d’artificio di mezzanotte a Long Meadow. I migliori punti di osservazione per gli spettacoli pirotecnici sono Grand Army Plaza, West Drive a Prospect Park e a Prospect Park West tra Grand Army Plaza e 9th Street. Per maggiori informazioni prospectpark.org.
Capodanno sull’acqua con Circle Line Sightseeing Cruises, ammirando i fuochi d’artificio che illuminano la città e le viste mozzafiato su Lower Manhattan e la Statua della Libertà. La crociera di Capodanno include open bar, hors d’oeuvre, DJ set e brindisi di mezzanotte, dalle 22 fino all’1 di notte. I biglietti, di $140 sono disponibili su circleline42.com.
Al Queens Theatre a Flushing Meadows-Corona Park nel Queens, il Capodanno si festeggia con le esibizioni degli acrobati e contorsionisti di Golden Dragon Acrobats. Lo spettacolo inizia alle 19 e include il brindisi di mezzanotte. Per maggiori informazioni e per acquistare i biglietti queenstheatre.org.
Per maggiori informazioni sugli eventi delle vacanze di fine anno a New York: nycgo.com/holidays.
Per maggiori informazioni sulla città di New York: http://www.nycgo.com
NYC & Company è l’ente ufficiale per la promozione turistica di New York City. I suoi obiettivi primari sono l’incremento dell’offerta turistica nei cinque distretti – Brooklyn, The Bronx, Manhattan, Queens e Staten Island, lo sviluppo economico e la diffusione dell’immagine della città di New York nel mondo. nycgo.com
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Fonte: Orient Express

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Splash Dog, parco divertimenti per amici a quattro zampe

In questo articolo daremo uno sguardo ad una novità assoluta per l’Italia, pensata appositamente per i nostri amici a quattro zampe: si chiama “Splash Dog” ed è stata organizzata per la prima volta nel nostro paese dalle associazioni “Diamoci La Zampa” e “Gaia Animali & Ambiente”.  Gli ingredienti? Tuffi, schizzi e solidarietà!

Lo scopo di Splash Dog

Sicuramente ti  chiederai in cosa consiste questo tipo di attività, definita dagli esperti “ludico-sportiva”; i cani vengono stimolati da palline e altri oggetti da presa che vengono lanciati dai padroni, al fine di tuffarsi in acqua per divertirsi e, per i più piccoli, familiarizzare con l’acqua attraverso gesti spontanei ed istintivi. Se questo pretesto non bastasse per convincerti a provare questa attività è importante sapere che l’iniziativa prevede una raccolta fondi per poter curare e vaccinare i cuccioli “ospitati” dalle associazioni organizzatrici.

Dove e come

Splash Dog, per il momento, è previsto per il mese di settembre all’Idroscalo di Milano; è chiaro che si tratta di un’ esperimento, tuttavia il successo degli scorsi 11 e 12 giugno sono sicuro che servirà ad alimentare questa iniziativa e (probabilmente per il prossimo anno) ne sentirai parlare, considerando che negli Stati Uniti è molto diffusa. Per partecipare occorre iscriversi direttamente sul posto, effettuando un’offerta libera (che verrà devoluta alle associazioni di cui sopra); i partecipanti riceveranno in regalo una t-shirt firmata Splash Dog ed un attestato. I cani più divertiti e divertenti potranno partecipare ai “tuffi finali”, dove sarà inevitabile divertirsi.

http://www.gaiaitalia.it
http://www.diamocilazampa.it
infosplashdog@gmail.com

Stefano Campagna

Fonte: Skimbu

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Rainbow MagicLand, apertura del più grande parco divertimenti d’Italia

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Dov’è finita la magia che un tempo colorava il mondo?
Giovedì 26 maggio 2011, a Roma – Valmontone il Rainbow MagicLand, che con i suoi 600.000 mq di superficie sarà il più grande parco divertimenti a tema d’Italia. Ispirato ai mondi fantastici creati dal gruppo Rainbow, sei delle 24 aree del parco saranno direttamente ispirate ai personaggi delle Winx, Monster Allergy, Huntik e PopPixie, il tutto costruito con imponenti scenografie che hanno lo scopo di fare immergere i visitatori in un’atmosfera e un mondo magici. E proprio la magia è la parola chiave di questo parco che cerca di farla emergere in ogni suo elemento, dalle architetture fantastiche al grande lago artificiale che sarà teatro di spettacoli e al centro di alcune attrazioni, e con tanti personaggi che popoleranno queste ambientazioni come vichinghi, fate, stregoni e avventurieri.

Sono 35 le attrazioni offerte dal Rainbow MagicLand, alcune dedicate ai bambini, altre alle famiglie e infine quelle più adrenaliniche per i giovani adulti. Il parco punta all’innovatività, in quanto alcune di esse non sono mai state presentate in Italia e una è un inedito assoluto in Europa: la Huntik, che vedrà coinvolgere i partecipanti in un’avventura sotterranea, armati di pistole laser.
Sul sito internet potete trovare tutte le informazioni, come prezzi e aperture, mentre sul blog ufficiale è in corso una campagna promozionale del parco che si estende in tutta Italia e offre varie possibilità di vincere degli ingressi omaggio.
Buona avventura a tutti!

Fonte: Noisymag